Tag: Denuncia

  • The Pokémon Company denuncia degli sviluppatori cinesi per falsa imitazione

    The Pokémon Company denuncia degli sviluppatori cinesi per falsa imitazione

    A seguito del grande successo di un videogioco mobile completamente simile a Pokémon, The Pokémon Company ha denunciato degli sviluppatori cinesi per falsa imitazione! 

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    Il gioco in questione, ovvero Pocket Monster Reissue pubblicato nel 2015 ha fatto molto successo nel territorio asiatico, dove infatti ha registrato un grande fatturato di circa 300 milioni di yuan (più di 43 milioni di euro). Il titolo, è dunque una riproduzione identica dei videogiochi Pokémon, dato che sono presenti i mostriciattoli tascabili, le meccaniche e personaggi identici all’originale, come per esempio la presenza dell’iconico Ash Ketchum e Pikachu. Pocket Monster Reissue è stata sviluppata senza ottenere consensi legali da Nintendo e The Pokémon Company, perciò finalmente l’azienda plagiata ha deciso di denunciare l’accaduto! 
    Infatti secondo delle fonti recenti, The Pokémon Company ha fatto causa alla società cinese con un risarcimento di ben 500 milioni di yuan (circa più di 72 milioni di euro) e la chiusura del videogioco stesso. Attualmente il processo non si è ancora concluso, pertanto rimaniamo in attesa di una conclusione positiva per The Pokémon Company! 

    Infine, sempre rimanendo a tema Pokémon, vi ricordiamo che The Pokémon Company ha annunciato una nuova collezione esclusiva di Pokémon x Balmain! Cliccate qui per scoprirne di più!

  • Tester Nintendo denuncia la sessualizzazione di un Pokémon ma l’accaduto le si è rivolto contro

    Tester Nintendo denuncia la sessualizzazione di un Pokémon ma l’accaduto le si è rivolto contro

    Una tester di Nintendo of America si è vista vittima di molestie sessuali sul luogo di lavoro dununciando l’accaduto che includeva anche la sessualizzazione di un Pokémon. Alla fine di tutto questo è stata lei a dover abbandonare il proprio posto di lavoro dopo ben 10 anni.

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    Come si è arrivati a tutto questo? I fatti hanno avuto inizio due anni fa quando alcuni colleghi della tester hanno creato una chat di gruppo sul server Microsoft Teams. La ”The Laughing Zone”, questo il nome della chat, era inizialmente usata per scherzare e alleviare lo stress con meme e cose varie tra colleghi. Tutto nella norma fin quando uno dei colleghi, che si occupa delle traduzioni, non ha iniziato a condividere sulla chat contenuti poco convenzionali.

    Il traduttore prendeva del materiale molto esplicito da Reddit, dove veniva spiegato come Vaporeon, una delle evoluzioni di Eevee, era il Pokémon migliore con cui avere rapporti sessuali. La tester ha denunciato il tutto alla Aerotek. Con questa compagnia aveva un contratto di lavoro da ormai più di 10 anni (la stessa azienda che fornisce la maggior parte dei tester a Nintendo). Gli avvenimenti però che hanno fatto partire la denuncia da parte dell’impiegata sono stati dei commenti sul proprio intimo e su come non fosse sbagliato provare attrazione sessuale per un personaggio infantile di Genshin Impact.

    Vaporeon

    Cos’è successo alla fine dei fatti tra Nintendo of America e la tester?

    I risultati di questa denuncia non sono stati quelli che si aspettava la tester… non è stato preso alcun provvedimento contro il traduttore se non un piccolo ammonimento e un corso sull’educazione sessuale. Questo perché non era un impiegato della Aerotek, ma della Nintendo of America direttamente.

    L’accaduto è passato quindi come un’esagerazione della tester, presa di mira dai colleghi per aver riportato le chat di gruppo. L’impiegata si è alla fine licenziata e ha riportato il tutto a Kotaku, un blog videoludico facente parte del gruppo Gawker Media. La tester ha descritto la risposta di Aerotek alla sua denuncia di molestie come ”insoddisfacente” e che si è sentita non tutelata da tali molestie. La giornalista che si è occupata del caso della tester ha raccolto diverse testimonianze e ha appurato che dentro Nintendo of America si lavora in un clima di “sessismo e omertà” a riguardo. Al momento purtroppo non c’è stata alcuna risposta da parte della casa videoludica riguardo queste accuse.

    Fonte