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    Merchandise Pokémon italiano: La Fabbrica dei Pokémon

    Fin dal primo momento in cui i piccoli appassionati misero gli occhi sui leggendari giochi Pokémon Rosso e Blu, si scatenarono mille domande sulla loro origine. Esiste un Pokémon che ha creato tutti gli altri? Che ruolo ha Mew sulla genesi dei Pokémon? È nato prima l’uovo o Mew?

    A quel tempo le risposte e le teorie si articolavano nelle più disparate leggende metropolitane alimentando fantasie e speculazioni. Se da una parte regnavano le domande più disparate, dall’altra arrivò in aiuto un incredibile giocattolo che trasformò la visione di tutti i collezionisti Pokémon. Perchè farsi domande sulla genesi dei Pokémon quando puoi diventarne tu stesso il creatore?!

    Nel 2000, grazie alla collaborazione tra Toymax e GiG, nacque così la Fabbrica dei Pokémon!

    Scatola e forno della Fabbrica dei Pokémon [collezione personale]

    La Fabbrica dei Pokémon arriva in Italia!

    Finiti i compiti di scuola, tutti gli allenatori di Pokémon si ritrovavano davanti alla televisione per guardare le avventure di Ash e Pikachu cantando la prima iconica sigla di Giorgio Vanni. Un giorno, nei primi mesi del 2000, durante l’intermezzo pubblicitario in cui solitamente si commentava quanto fosse facile indovinare il Pokémon del minigioco “Who’s that Pokémon?“, una nuova e accattivante pubblicità catturò l’attenzione di tutti i fan.

    Inutile dire che fu amore a prima vista. Questo giocattolo evolveva il concetto ancora acerbo di “acchiappali tutti” a “creali tutti“. Tutti ne volevano uno e presto ogni allenatore ricevette per regalo questa splendida Fabbrica dei Pokémon. Il prezzo al lancio non fu però così conveniente per l’epoca, si parla infatti di circa 45 euro.

    La storia di un giocattolo immortale

    La Fabbrica dei Pokémon arrivò sul mercato italiano grazie agli ultimi sforzi del gruppo GiG o di ciò che ne restava. A quel tempo, infatti, la società era già diventata parte del colosso Giochi Preziosi a causa di una grave crisi finanziaria. Come si legge sulla confezione, l’attività reale di distribuzione della Fabbrica dei Pokémon fu affidata all’azienda Nuova Ceppi Ratti. Questa era una società operativa del gruppo Giochi Preziosi che si occupava proprio della gestione delle attività di distribuzione del gruppo GiG.

    Ruolo fondamentale per l’arrivo della Fabbrica dei Pokémon in Italia lo ebbe l’azienda Toymax. Tra le tante attività di questa azienda, Toymax si occupava anche di rilanciare sul mercato vecchi concept di giocattoli. Quando un’azienda fallisce o viene acquisita, i diritti su stampi, idee di gioco, concept e licenze possono essere infatti riutilizzati da altri marchi.

    La Fabbrica dei Pokémon nacque dalle ceneri ardenti di “Creepy Crawlers“, un gioco americano degli anni ’60 grazie al quale i bambini potevano crearsi i propri insetti di gomma con degli stampini a caldo. Anni dopo il gioccatolo arrivò in Europa in varie versioni ed in Italia vennero distribuite alcune varianti grazie allo sforzo del gruppo GiG. Sicuramente tutti ricorderete l’iconica Fabbrica dei Mostri!

    Dopo le riorganizzazioni del mercato dovute alla crisi di GiG, Toymax e poi Giochi Preziosi riproposero la stessa meccanica di gioco (stampini + plastica liquida + forno giocattolo), dando vita all’amata Fabbrica dei Pokémon.

    Visita dentro la Fabbrica dei Pokémon!

    Aperte le porte della Fabbrica, gli entusiasti acquirenti si ritrovavano davanti ad una serie di imballaggi contenenti tutti gli strumenti per creare i vari Pokémon. Il cuore pulsante della Fabbrica è senza dubbio il forno giocattolo. Questo è essenzialmente identico a quello presente nelle altre Fabbriche, come quella dei mostri, dei Digimon o dei Cavalieri dello Zodiaco.

    Forno giocattolo della Fabbrica dei Pokémon [collezione personale]

    Il forno, rispetto agli elementi, è il componente maggiormente brandizzato. Si differenzia dagli altri forni giocattolo per il colore rosso e giallo e per i vari adesivi dei Pokémon. Il forno dei Digimon, ad esempio, è giallo e blu, mentre quello della Fabbrica dei Mostri è sui toni del verde.

    Chiaramente un forno senza niente da cucinare non avrebbe senso di esistere. Il secondo caratteristico elemento è il “Liquido dei Pokémon“. Questo si trovava in sei diverse colorazioni chiuso all’interno delle boccette in plastica. Questo speciale liquido (spesso si usa il plastisol), se riscaldato a temperature intorno ai 150 [°C] assume una consistenza solida e flessibile, tipo gel. Queste boccette erano uguali per tutti i modelli di Fabbrica e potevano esser sia intercambiati che acquistati separatamente.

    Nello stesso imballaggio del Liquido dei Pokémon erano presenti i due stampi in acciaio con i negativi dei Pokémon disponibili.

    Stampi in metallo della Fabbrica dei Pokémon [collezione personale]

    Gli stampi erano uno dei pochi componenti esclusivi della Fabbrica dei Pokémon. Chiaramente nelle altre Fabbriche c’erano stampi con personaggi differenti. Nonostante questo, tutti gli stampi potevano essere usati in tutte le Fabbriche, in quanto completamente intercambiabili.

    A corredo degli stampi era presente la paletta per inserirli ed estrarli dal forno, la spatola per togliere il Pokémon una volta cotto ed una vaschetta nera per appoggiarci lo stampo finchè caldo.

    Strumenti per la cottura dei Pokémon [collezione personale]

    All’interno della scatola era infine presente una lampadina ad incandescenza necessaria a riscaldare e cuocere il liquido. Questa, una volta inserita dentro il forno, fungeva da fonte di calore.

    Lampadina della Fabbrica dei Pokémon [collezione personale]

    Il tutto era alimentato da un trasformatore, anch’esso contenuto in uno specifico imballaggio. Lampada e trasformatore potevano esser utilizzati in qualsiasi forno di questa serie di Fabbriche giocattolo. Infine, come per ogni prodotto del genere, erano inserite nella confezione le istruzioni per l’assemblaggio dei componenti e per la cottura dei Pokémon.

    Trasformatore ed istruzioni sigillate della Fabbrica dei Pokémon [collezione personale]

    Come creare i Pokémon

    La creazione partiva senza dubbio dall’assemblaggio della lampadina all’interno del forno. Una volta installata con l’aiuto di un adulto (così richiede il manuale) bastava attaccare il trasformatore al forno e alla presa di corrente per poter rendere il forno operativo.

    La parte divertente però iniziava ora. Dando sfoggio di fantasia si versavano i vari liquidi all’interno degli stampi così da ottenere dei Pokémon con i colori più bizzarri… Altro che le normali forme shiny!

    Una volta riempite tutte le formine, grazie alla paletta in dotazione, si posizionava lo stampo dentro l’apposita apertura del forno.

    Apertura frontale con tavola porta stampo interna

    Tramite il pulsante di accensione del forno, la Fabbrica iniziava la sua magia. A questo punto non restava che aspettare alcuni minuti per far avvenire la solidificazione e quindi la cottura dei Pokémon. Una volta pronti, si estraeva lo stampo bollente e si lasciava raffreddare nell’apposita vaschetta. Una volta arrivati a temperatura ambiente, con l’aiuto della spatolina, si toglievano i Pokémon dalle formine facendo attenzione a non rompere le parti più delicate.

    Il gioco era fatto! Bastava ripulire gli stampi e potevano esser preparati subito nuovi Pokémon da scambiare con gli amici.