Grazie a delle approfondite ricerche del gruppo di appassionati di Helix Chamber, dei veri e propri ‘fossili’ digitali sono stati rinvenuti.
Non si tratta però di Omanyte o Kabuto, bensì di tracce di dati nascosti lasciati nel codice interno dei giochi Pokémon Rosso e Pokémon Verde.
La prima storica generazione di Pokémon che ha dato il via a questo fantastico mondo ha ancora infatti tanti segreti da svelare.
Partendo da alcune immagini che mostrano quello che fu l’iniziale nome dei mostriciattoli tascabili, Capsule Monsters, poi convertito in Pocket Monsters, diventato poi ufficialmente Pokémon.


Continuando con una serie di sprite di Pokémon (prevalentemente back sprite, visti da dietro durante la lotta) mai utilizzati o rielaborati successivamente nel corso dello sviluppo del gioco, entrati a far parte nella famiglia dei cosiddetti MissingNo., glitch formati da dati spazzatura e protagonisti di numerose leggende metropolitane nell’universo Pokémon.


Dopo una prima immagine riassuntiva delle vari fasi di creazione dei Pokémon, che ricordiamo essere iniziate con Rhydon e tante altre creature sulla sua falsa riga, possiamo notare i Pokémon mancanti, tra cui spiccano Omega, Gyaoon, Buu (uno yeti, probabile controparte maschile di Jynx), Deer (riutilizzato poi per Stantler nella seconda generazione?) e quelle che sembrano essere pre-evoluzioni o evoluzioni di Psyduck, Meowth e Marowak!


Alcuni dei Pokémon rinvenuti sono stati ritrovati nei bozzetti del manga di Satoshi Tajiri, creatore della saga.
Concludiamo con una serie di sprite di allenatori, capipalestra e mappe!




Sono passati molti anni dal lancio di questi due titoli, dal Game Boy siamo arrivati ormai alla Nintendo Switch, ma nonostante questo dei due leggendari capostipiti Pokémon resta ancora tanto da scoprire!
Fonte: https://helixchamber.com/2019/02/16/what-dreams-may-come/