Tag: Ken Sugimori

  • Pokémon: ri-scannerizzati vecchi artwork di Sugimori, e c’è tanta differenza

    Pokémon: ri-scannerizzati vecchi artwork di Sugimori, e c’è tanta differenza

    Qualche giorno fa sono state pubblicate su Twitter, da @Lewchube, alcune nuove scansioni degli artwork originali dei Pokémon disegnati da Ken Sugimori. Si tratta degli stessi disegni che gli appassionati conoscono da anni, ma questa volta sono visibili in altissima qualità.

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    Le immagini sono state rilasciate da @ExcaliburZero_Z che le ha reperite dalla guida strategica del Pokédex di Pokémon Oro e Argenti. Dalle immagini visibili su Twitter si possono già notare differenze sostanziali rispetto alle versioni disponibili online sino ad ora che probabilmente provenivano dalla guida del giocatore di Nintendo Power.

    Ad esempio l’artwork di Ivysaur doveva essere originariamente di un colore verde, rispetto al blu delle scansioni di qualità più bassa. In generale tutti gli artwork sono meno sovraesposti e rivelano quelli che probabilmente erano i colori che Sugimori aveva immaginato per i suoi Pokémon. Queste versioni sono molto più fedeli alle scansioni fornite da Game Freak per il rilascio su Virtual Console e su Game Boy Color.

    Lewchube ha già annunciato che collaborerà con Bulbapedia e altre community Pokémon di informazione per sostituire i vecchi artwork con questo molto più dettagliati. Ovviamente quelli vecchi saranno sempre disponibili, però si cercherà di dare maggior risalto alle nuove.

  • Pokémon, Game Freak aveva pensato a 65.535 versioni diverse per la prima generazione

    Pokémon, Game Freak aveva pensato a 65.535 versioni diverse per la prima generazione

    Pokémon, Game Freak aveva pensato a 65.535 versioni diverse per la prima generazione al posto di Rosso e Blu.

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    Come ogni fan della saga sa, il 27 Febbraio del 1996 Pokémon Rosso e Pokémon Verde sbarcano sul mercato Giapponese. Quella data è destinata a cambiare milioni di vite sia in sede Game Freak, sia in sede Nintendo. Satoshi Tajiri, Junichi Masuda, Ken Sugimori ricordano bene quei momenti: ore ed ore a lavoro, per 6 anni, talvolta senza esser pagati pur di dare vita alla loro creatura. Ogni scelta poteva cambiare il destino di Pokémon, anche la minima se presa sconsideratamente. Il resto è storia, e tutt’oggi i numeri parlano chiaro. Pokémon rimane il brand più remunerativo al mondo sotto le sapienti mani di TPCi.

    Pokémon, l’intervista mai pubblicata

    La storia che vogliamo raccontarvi oggi aggiunge ancora più fascino se possibile agli avvenimenti passati. Il canale YouTube DidYouKnowGaming? a quanto pare ha reperito un frammento di intervista datata tra Tajiri e lo storico supervisore Nintendo Shigeru Miyamoto.

    In essa, il creatore di Capsule Monster (vecchio nome di Pokémon), espone l’idea di creare fino a 65.535 versioni di gioco, in modo che ogni cartuccia sia quanto più unica possibile. Ciò era realizzabile grazie all’ID Allenatore, un codice creato automaticamente all’inizio di ogni nuovo gioco, che rende unico l’avatar in tutto il mondo grazie ad una stringa numerica. Tale codice, avrebbe quindi stimolato o meno la presenza di determinate creature in quella cartuccia, e cambiato i connotati ad alcune location storiche di Kanto. Insomma, ogni giocatore avrebbe avuto la propria personalissima avventura in una cartuccia con pochissimi cloni in tutto il mondo. Miyamoto, per quanto affascinato dall’idea, rispose che era di difficile comprensione per i giocatori, e dunque sarebbe stato più facile produrre meno versioni alternative del titolo, e che fossero ben distinte già dalla confezione. Ecco che nacquero Pokémon Rosso e Verde in Giappone, e più avanti, Rosso e Blu e Giallo nel resto del mondo. Venne preferita la versione 2+1 per molti anni, fino a Diamante e Perla con l’uscita di Platino.

    Oggi sappiamo come sono andate le cose, e la direzione presa nei confronti dei DLC è sempre più marcata. Voi cosa ne pensate? Avreste voluto cartucce “randomizzate” per avere una Kanto unica nel vostro Game Boy? O siete contenti di come siano andate le cose?

  • Artista disegna i personaggi della serie principale Pokémon in stile 1996

    Artista disegna i personaggi della serie principale Pokémon in stile 1996

    Un artista disegna i personaggi della serie principale Pokémon con lo stile di Ken Sugimori del 1996, e carica i lavori su Twitter.

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    Quando pensiamo a Pokémon, e soprattutto alle sue origini, nella mente dei “veterani” sono tre i nomi che saltano sopra a tutti: Satoshi Tajiri, Junichi Masuda, e l’illustratore Ken Sugimori. Quest’ultimo, con il suo inconfondibile stile, ha reso i mostriciattoli tascabili fin da subito accattivanti e riconoscibili, facendo della diversità il perno cardine su cui gira l’intera meccanica dell’ “acchiapparli tutti“.

    Negli anni diversi artisti hanno ispirato le rispettive opere a tema Pokémon proprio a Sugimori, ed oggi vi proponiamo i lavori di un artista incredibile. Si tratta di Pokeyugami, un “ricercatore spazio/temporale” (così ama definirsi) il cui scopo è prendere soggetti più o meno moderni del franchise, e riproporli con stili anacronistici. La sua passione è senza dubbio lo stile del creatore in persona appunto, e ne fa quasi una religione, adattandolo alle sue idee.

    Vi lasciamo qui in basso alcuni dei suoi lavori più “nostalgici“, in cui Rosso si ritrova con avversari, professori e team malvagi non esattamente della sua epoca. Vi lasciamo anche questo link, in cui abbiamo parlato degli starter di Pokémon Scarlatto e Pokémon Violetto in pixel art stile Game Boy Color.

    Rosso ed i vari capi di team e clan
    Rosso e tutti i personaggi che danno il benvenuto al giocatore
    Rosso i primi capi-palestra di ogni regione
    Rosso e coloro che “insegnano” come catturare un Pokémon
    Rosso e tutti i rivali nel laboratorio di Oak
    Ipotetica copertina anni ’90 di Pokémon Scarlatto e Violetto
  • Ecco delle forme alternative scartate di Pichu per il 12° film Pokémon!

    Ecco delle forme alternative scartate di Pichu per il 12° film Pokémon!

    Queste “varianti” di Pichu erano già state rivelate grazie a un video di una mostra sui personaggi creati per i film Pokémon proprio dallo storico disegnatore giapponese Ken Sugimori. Ecco però finalmente le immagini in HD dei design scartati per il film Arceus e il Gioiello della Vita.

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    Nonostante siano passati molti anni dall’uscita del dodicesimo film Pokémon Arceus e il Gioello della vita, ecco spuntare in rete alcuni artwork realizzati da Ken Sugimori in persona – disegnatore di quasi tutti i primi 251 Pokémon – raffiguranti delle “varianti” di Pichu prese in considerazione per il film. Come ben saprete, nel film apparve infine il famoso Pichu Spunzorek, con il caratteristico orecchio a tre punte. Nei videogiochi, invece, questa versione del Pokémon Topino apparve esclusivamente tramite evento – ottenibile nel Bosco di Lecci – in Pokémon Oro HearthGold e Argento SoulSilver.

    Gli artwork alternativi di Pichu erano già stati rivelati la scorsa estate, trapelati durante un video risalente al 2014 registrato durante una mostra relativa a tutti i design dei personaggi realizzati da Ken Sugimori per i film Pokémon. Grazie all’utente Sunain di Twitter, abbiamo finalmente le immagini in HD dei vari design di Pichu, scartati appunto per Pichu Spunzorek.

    Come potete vedere dal tweet, saltano subito all’occhio i diversi artwork del piccolo Pokémon di Tipo Elettro: un carinissimo Pichu con un fiocco rosso, uno con un ciuffo elegante, uno bianco e uno color seppia e infine uno con la guancia a cuoricino anziché la solita forma caratteristica; più defilato appare anche un Pichu con l’orecchio fasciato e con alcuni vestiti.

    Vi sono piaciute queste varianti di Pichu? Se siete interessati ad artwork inediti sul passato del franchise Pokémon, a questo link trovate alcuni scan in HD delle mappe dipinte a mano della regione di Kanto!

  • Pubblicate le foto Pokémon più vecchie di sempre!

    Pubblicate le foto Pokémon più vecchie di sempre!

    Sono da poco trapelate sul web alcune delle primissime foto Pokémon mai rinvenute fino ad oggi che ritraggono i nostri inseparabili amici di avventure! Queste foto, però, hanno un’inimmaginabile peculiarità: sono datate 1993, ben 3 anni prima dell’uscita del primo videogioco Pokémon con Pokémon Rosso e Verde.

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    Le foto Pokémon in questione provengono dalla rivista ”Game Freak”, l’uscita n° 24 per l’esattezza, pubblicato nel 1999, a molti anni di distanza dal n° 23. La foto è la cartolina di auguri creata niente di meno che da Ken Sugimori per l’anno nuovo del 1993, il che la rende la foto Pokémon più vecchia di sempre! (esclusi i concept di Capsule Monsters). È incredibile come già molti anni prima dall’uscita del primo videogioco il design di alcuni Pokémon era praticamente già stato finalizzato (Exeggutor e Kangaskhan).

    La seconda foto invece ritrae quella che somiglia molto ad un’Allenatrice (che in realtà era la mascotte ufficiale dell’azienda ai tempi) affiancata da Pulseman (videogioco sviluppato per Sega Mega Drive) di Game Freak. Il design ci ricorda molto Hitmonchan o comunque un Pokémon di Tipo Lotta ma la posa, le scarpe e i guanti ci ricordano molto un famoso riccio blu… Sonic. Ricordiamo che la rivista Game Freak ha iniziato il suo percorso lavorando per due principali colossi del settore videoludico: Nintendo e SEGA. Non è così difficile quindi pensare che alcuni dei design iniziali fossero condivisi o meglio, non ancora ben suddivisi tra le due aziende.

    A proposito del famoso riccio blu… non perdetevi la live a sorpresa che SEGA ha annunciato per domani 27 maggio che riguarderà proprio Sonic!

    Fonte

  • Ken Sugimori ride all’idea di un’evoluzione di Tipo Coleottero per Eevee

    Ken Sugimori ride all’idea di un’evoluzione di Tipo Coleottero per Eevee

    Tutti i fan di Pokémon amano alla follia l’idea base che c’è sotto le evoluzioni del Tipo Normale Eevee. Così tanto da sperare, con ogni annuncio di una nuova generazione Pokémon, in qualche particolare aggiunta alla collezione di evoluzioni di Eevee, meraviglioso Pokémon dalle mille sfaccettature.

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    Ken Sugimori è, per chi non lo sapesse, illustratore degli artwork ufficiali dei giochi Pokémon. In un’intervista del 2018 ha riso all’idea di una possibile evoluzione di Tipo Coleottero del carinissimo Eevee, come ci fa notare il Dr. Lava in uno dei suoi ultimi Tweet, deludendo così le aspettative di molti fan che attendono notizie al riguardo.

    L’ultima evoluzione rilasciata per questo mostriciattolo tascabile è Sylveon, introdotto insieme al Tipo Folletto nella sesta generazione. Ancora prima abbiamo Leafeon di Tipo Erba e Glaceon di Tipo Ghiaccio introdotti in quarta generazione. Ad oggi, ottava generazione Pokémon, non abbiamo avuto alcuna novità per quanto riguarda le evoluzioni di Eevee, se non l’introduzione di una sua forma Gigamax nella regione di Galar.

    Guardando l’andamento delle novità nel campo delle evoluzioni di Eevee, sembra che queste vengano introdotte ogni due generazioni… quindi forse dovremmo aspettarci qualcosa per la decima generazione Pokémon? Non ci resta che aspettare e continuare a sperare di vedere altre evoluzioni di uno dei nostri Pokémon preferiti!

  • Satoshi Tajiri e Pokémon: ecco come, 25 anni fa, nasceva la leggenda

    Satoshi Tajiri e Pokémon: ecco come, 25 anni fa, nasceva la leggenda

    A ben 25 anni dal lancio sul mercato giapponese di Pokémon Rosso e Pokémon Verde, quello dei mostriciattoli tascabili è ormai il brand più famoso al mondo. Chi è però l’ideatore di tutto ciò? Pokémon si è rivelato da subito un successo o non è andata esattamente così? Ebbene, mettetevi comodi perché in questo articolo parleremo di come sono nati i Pokémon e del loro creatore, Satoshi Tajiri!

    Chi è Satoshi Tajiri?

    Satoshi Tajiri nasce a Machida, una città poco distante da Tokyo, il 28 agosto 1965; da papà rappresentante della nota catena automobilistica Nissan e da mamma casalinga. La passione del piccolo Tajiri era quella di catturare insetti, cercandoli costantemente tra campi e foreste; sempre in cerca di nuove avventure! Inoltre amava collezionare tutti gli insetti che catturava, era ormai diventato un vero esperto, così tanto che i suoi amici lo chiamavano Dr. Bug (Dottor insetto).

    Con lo sviluppo, però, gli amati campi in cui il piccolo Tajiri aveva passato l’intera infanzia a catturare e collezionare insetti vennero rimpiazzati da alcuni appartamenti. Tuttavia Satoshi Tajiri voleva far provare alle nuove generazioni le stesse sensazioni e le stesse emozioni che provava lui nei panni del ”Dr. Bug”. Con questo obiettivo prefissato in mente avrebbe di lì a poco dato vita a uno dei brand più redditizi di sempre.

    L’incontro con Ken Sugimori e la nascita di Game Freak

    Tajiri iniziò presto ad interessarsi al mondo dei videogiochi e, andando in una sala giochi, incontrò per caso Ken Sugimori. Loro due, insieme, nel 1982 fondarono una rivista di videogiochi che prendeva il nome di… Game Freak.

    Ken sugimori: Ken Sugimori è una figura molto importante all’interno di Game Freak. È colui che ha disegnato da solo tutti i Pokémon e tutti i personaggi di prima e seconda generazione, per poi essere affiancato da altri artisti partendo da Hoenn.

    Nel 1991 Tajiri vide per la prima volta due Game Boy che comunicavano tra loro attraverso il Game Link. Immaginò così gli insetti che catturava da bambino passare attraverso questo cavo; ideò così il concetto che è alla base di Pokémon: creature viventi che si possono catturare e scambiare con gli altri giocatori attraverso il Game Link. Dunque, preso da questa sua nuova idea, rese la sua Game Freak nientemeno che una software house.

    Capsule Monsters: il prototipo dei Pokémon

    Messo così in piedi un piccolissimo team, Game Freak diede il via allo sviluppo del suo primo gioco: Capsule Monsters (questo era il nome di una forma primordiale dei giochi Pokémon), proposto poi a Nintendo.

    Come detto in precedenza, questo progetto nasceva dalla voglia di Tajiri nel far provare alle nuove generazioni le emozioni che provava lui da piccolo nel catturare e collezionare insetti. Il nome Capsule Monsters invece era ispirato a quei distributori automatici che, inserendo una moneta, lasciano cadere una pallina di plastica con una sorpresa all’interno. A quanto pare però Tajiri ebbe problemi con questo nome e lo cambiò inizialmente in CapuMon, e poi successivamente in Pocket Monsters (nome definitivo che se abbreviato diventa Pokémon).

    Il mondo di gioco di Capsule Monsters era molto differente da quello che poi abbiamo visto in Pokémon: il sistema di cattura non era basato sulle Poké Ball, ma l‘allenatore avrebbe avuto una statistica chiamata Carisma; maggiore era questa statistica, più alta era la possibilità che un mostriciattolo selvatico si unisse a lui. Inoltre gli allenatori potevano prendere parte alle lotte, utilizzando una frusta. Invece i Centri Pokémon erano rimpiazzati da dei comuni hotel, probabilmente per dare agli allenatori la possibilità di rimettersi in sesto.

    I Pokémon Market erano dei veri e propri negozi di Pokémon, luoghi dove poter comprare i mostriciattoli con l’uso della moneta di gioco. Per quanto riguarda la meccanica degli scambi, non ci sono state grandissime variazioni nel corso dello sviluppo.

    L’amicizia con Shigeru Miyamoto e la pubblicazione dei primi due titoli targati Pokémon

    Avvicinandosi a Nintendo, dopo aver ultimato lo sviluppo, ideando quindi a tutti gli effetti il concetto definitivo di Pokémon, Tajiri fece amicizia con Shigeru Miyamoto, creatore di Super Mario, The Legend of Zelda e tante altre serie di successo. Fu proprio di Miyamoto un’idea che tutt’ora è alla base dei giochi Pokémon: quella di pubblicare due versioni differenti contenenti Pokémon esclusivi.

    Vennero così pubblicati in Giappone, il 27 febbraio 1996, Pokémon Rosso e Pokémon Verde. Tuttavia Pokémon non si rivelò affatto un successo alla sua pubblicazione, vendendo un piccolissimo numero di copie nel giro di 4 settimane: Pokémon si credeva dunque destinato al fallimento. Tutto cambiò quando la prima generazione Pokémon approdò nei mercati esteri al Giappone nella forma di Pokémon Rosso e Pokémon Blu, spinti dall’enorme successo della serie animata nel 1999.

    Si parlava ora di ”Pokémon mania”, si diffusero velocemente numerose leggende metropolitane, come l’ormai famosissima di Mew catturabile utilizzando Forza sul camion ad Aranciopoli: i Pokémon erano ormai sulla bocca di tutti! E noi siamo qui, a ben 25 anni di distanza, a poter testimoniare come questo brand, nonostante l’età, continui a regalare emozioni a grandi e piccini.

  • Zacian e Zamazenta sono stati disegnati da un ex-illustratore di Game Freak

    Zacian e Zamazenta sono stati disegnati da un ex-illustratore di Game Freak

    Yusuke Ohmura potrebbe non essere un nome noto come Shigeru Miyamoto, o Junichi Masuda, ma ha sicuramente contribuito in modo significativo alla serie di giochi Pokémon nel corso degli anni.

    L’ex illustratore di Game Freak ha iniziato da Pokémon Diamante e Perla, contribuendo poi ad altri giochi principali fino a Pokémon X e Y e il rilascio di Sole e Luna. Durante questo periodo disegnava nuovi Pokémon, personaggi e persino alcuni capipalestra della serie.

    Nel 2016, Ohmura lasciò Game Freak per diventare un illustratore libero professionista.

    Nonostante ciò, ora ha rivelato su Twitter che in realtà ha aiutato Game Freak con gli ultimi due titoli, Pokémon Spada e Scudo su Nintendo Switch. Il disegnatore ha detto di aver aiutato a progettare i nuovi leggendari Zacian e Zamazenta, e una delle rivali nel gioco: Mary.

    Ohmura ha anche disegnato per il gioco di carte collezionabili Pokémon. Ha aiutato Ken Sugimori con i due leggendari Xerneas e Yveltal, dopo che Sugimori sperimentò quello che descrisse come “blocco dell’artista” in un’intervista del 2013.

  • Ecco come sono nati i Pokémon di 5° generazione [Parte 3]

    Ecco come sono nati i Pokémon di 5° generazione [Parte 3]

    Se siete dei fan Pokémon accaniti e vi piace andare oltre ai semplici videogiochi, allora la lettura di questo articolo sarà per voi più che piacevole, e arricchirà la vostra conoscenza svelandovi i segreti e le origini dei Pokémon di 5° generazione.

    Fonte: LavaCutContent

    Nel 2011 fu pubblicata su Nintendo Dream (Volume 201) un’intervista che spiegava ai lettori l’origine dei nuovi Pokémon presenti nei nuovi giochi di quinta generazione, Pokémon Bianco e Nero.

    In seguito furono pubblicate a distanza di circa un mese altre 6 interviste, che costituiscono la fonte di tutte le informazioni che andrete a leggere qui di seguito.

    In questo articolo vi presentiamo l’origine di ben 41 Pokémon, raccontata ai fans durante un’intervista da Ken Sugimori, Takao Unno e Yusuke Ohmura, game designers dei giochi dei mostriciattoli tascabili di quinta generazione.

    Cominciamo quindi con i primi.

    Gli Starter: Snivy, Tepig, Oshawott.

    Sugimori comincia spiegandoci il procedimento con la quale i tre Pokémon sono stati creati. Tutti i Pokémon iniziali di ogni generazione infatti vengono ideati seguendo generalmente uno stesso schema. I tipi sono 3, e sono sempre Erba, Fuoco e Acqua. Una delle cose più importanti è che questi mostriciattoli non devono assolutamente riprendere il design di altri Pokémon, e devono soprattutto avere un tema predominante che li colleghi al loro tipo (e che spesso, come ci viene detto, è la cosa più difficile). E sempre riguardo al loro aspetto, quando vengono ideati si cerca sempre di basarsi su animali conosciuti da tutti, familiari anche ai giocatori di età più giovane. Inoltre, essendo essi i primi compagni d’avventura, hanno il compito di affiancare gli allenatori più inesperti, che muovono i loro primi passi all’interno di un mondo nuovo, e proprio per questo motivo devono avere al loro primo stadio un aspetto debole, tanto inesperto nelle lotte quanto il loro allenatore. È poi negli stadi successivi che cominciano ad assumere uno sguardo più aggressivo e più fiero, e a diventare fisicamente più forti, risultato di una crescita progressiva avvenuta al fianco del giocatore.

    Tepig, Snivy, Oshawott: Le Origini

    Unno continua l’intervista raccontandoci dei problemi che si sono riscontrati durante le loro creazioni. Il primo ad essere stato progettato è stato Tepig. In seguito è stato il turno di Snivy, e per ultimo Oshawott. Ideare un buon starter di tipo Acqua è forse la cosa più difficile, in quanto non sempre è facile trovare un tema che ricolleghi subito il mostriciattolo al tipo Acqua. E la stessa cosa vale per il tipo Erba. Ad esempio, sarebbe banale disegnare un semplice cane con delle foglie che gli crescono sopra.
    Come detto precedentemente, il primo al tempo fu Tepig. Quando i game designers hanno avuto l’idea che Tepig potesse essere un maiale di fuoco con tanto di fiamme che gli escono dal naso, subito hanno pensato che fosse un ottimo concept, e che sarebbe potuto uscire fuori qualcosa di carino.

    Il discorso fu però diverso per Snivy.

    I Pokémon di tipo Erba sono facilmente riconducibili ai rettili, ma come specifica Sugimori, la lucertola era già stata utilizzata come base per un Pokémon. Per questo motivo si è deciso di provare questa volta con un serpente. Il problema dei serpenti è però la mancanza di zampe, e un mostriciattolo del genere allo stadio base sarebbe potuto risultare un po’ strano e poco apprezzato. È infatti per questo che Snivy è provvisto di due gambe e di due piccole e tenere mani, mentre le sue evoluzioni cominciano gradualmente ad assumere maggiormente l’aspetto di un serpente. Nonostante questo però, anche Serperior ha due piccole mani che tiene nascoste, in modo solenne, sul suo dorso.

    È proprio così: incredibilmente, quelle che vedete sul suo dorso sono proprio mani!

    Qualche problema col tipo Acqua...

    Come detto precedentemente, il tipo Acqua è sempre stato un problema per i game designers, che hanno sempre riscontrato diversi problemi nella realizzazione di un buon starter acquatico. Una volta deciso infatti che l’aspetto di Oshawott sarebbe stato basato su una lontra, i problemi sono arrivati con le sue evoluzioni. Creare infatti altre 2 lontre semplicemente più grandi e su due piedi, non le avrebbe certo rese più forti. È Ohmura a raccontarci come hanno fatto a superare questa difficoltà, con una storia davvero molto interessante. Ohmura infatti ci spiega che solitamente è abituato a disegnare osservando dal vero, e proprio per questo motivo aveva deciso di andare ad un’esibizione di lontre. Mentre assisteva all’esibizione, il caso (o il destino) ha voluto che proprio accanto ci fosse contemporaneamente un’esibizione di leoni marini, che agli occhi di Ohmura sono sembrati grandi, forti…e perfetti per essere la giusta evoluzione di Oshawott! È così che quindi nasce Samurott, il Pokémon ispirato ad un leone marino, nato dalla testa di Ohmura e voluto dal fato. Solo dopo sono state ideate le sue due forme precedenti.

    La Divisione dei Ruoli

    Sugimori durante l’intervista ci spiega un’altra cosa molto interessante riguardante i ruoli che i tre Pokémon dovevano ricoprire, e il tipo di personalità che ognuno di essi doveva avere.

    Solitamente i tre mostriciattoli iniziali sono sempre:

    • Uno divertente, dall’aspetto simpatico
    • Uno “cool“, forte ed elegante
    • Uno serio

    Una volta ideati tutti e tre, si è deciso quindi che Tepig sarebbe stato quello simpatico, Snivy quello “cool“, e Oshawott quello serio (lo si può notare infatti dall’espressione facciale della sua ultima forma evolutiva).

    Unima inoltre è una regione che ospita diverse culture, e per questa ragione si è deciso di fare un’ulteriore suddivisione dei ruoli. I tre Pokémon iniziali infatti sono simbolo della cultura Giapponese, Cinese, e dell’Occidente. Il design di Serperior è ispirato ad un cavaliere Europeo, dello stampo ad esempio di Lady Oscar da “La Rosa di Versailles“. Emboar invece, l’ultima evoluzione di Tepig, si regge su due gambe e diventa una sorta di umanoide: a tal proposito è quindi ispirato all’ufficiale Zhang Fei, tratto dal romanzo cinese dei Tre Regni. Infine si era deciso che Oshawott si sarebbe dovuto ispirare ad un Samurai Giapponese.

    La vera svolta fu infatti quando si decise che la conchiglia presente sullo stomaco di Dewott si potesse rimuovere per essere utilizzata come arma. Una volta stabilito questo, si è capito che renderlo un Samurai non sarebbe stato troppo difficile. Quindi riassumendo, abbiamo scoperto che Serperior è ispirato a Lady Oscar, un cavaliere francese di sesso femminile, mentre Emboar ad un forte ufficiale cinese (entrambi morti in battaglia), ed infine Samurott ad un Samurai Giapponese. Ricordatevelo la prossima volta che li userete in battaglia!

    Zorua e Zoroark.

    Zorua e Zoroark sono stati i protagonisti del 13° film Pokémon Zoroark: Maestro delle Illusioni. Per il film infatti servivano due Pokémon di tipo Buio, e perciò nella lista dei primi Pokémon da ideare erano già presenti le bozze di questi due mostriciattoli.

    Patrat-Watchog, Pidove-Tranquill-Unfezant.

    Patrat e Pidove sono paragonabili ai Pidgey e Rattata di prima generazione. Il loro design è molto semplice, e non differisce di molto dalla specie di animale a cui si ispirano. Ad esempio, Pidgey assomiglia molto ad un normalissimo volatile. Di conseguenza a variare sono solo piccoli particolari, come ad esempio gli occhi per Patrat.

    Per quanto riguarda Pidove invece, che è ispirato ad una tortora orientale (mentre Unfezant ad un fagiano) la situazione è molto più interessante. Infatti è presente sul suo petto la forma di un cuore, e per la sua ultima forma evolutiva, Unfezant, lo stesso cuore è presente sulla sua faccia. L’origine di ciò è molto particolare, e deriva da un gioco di parole giapponese (forse un po’ confusionario, ma provate a seguire il discorso)! “Piccione” in giapponese si dice “hato“. “Cuore” invece si traduce con “haato“, parola che deriva dall’inglese “heart“. Dato che la pronuncia delle due parole è molto simile, Pidove presenta quel cuore sul petto. “Fagiano” d’altra parte trova il suo corrispettivo nipponico in “kiji“. Tranquill è una tortora orientale, ovvero “kijibato“, che è l’unione di piccione e fagiano (“kijihato“, ma la “h” per via di alcune regole di lingua giapponese si pronuncia “b“, perciò “kijibato“). Vi avevo avvertito che sarebbe stato un po’ complicato, questi giapponesi non scherzano con i giochi di parole!

    Victini.

    Victini, il Pokémon Vittoria, ha un padre che probabilmente voi tutti conoscete molto bene. Si tratta infatti di Junichi Masuda, anche se in realtà ad aver disegnato il mostriciattolo è stata la designer Mana Ibe…la “mamma” di Victini! Sugimori ci racconta infatti del desiderio di Masuda di avere nel Pokédex Regionale di Unima un Pokémon unico nel suo genere, capace di portare fortuna, e di farti sentire tanto forte “da poter addirittura superare un esame con lui accanto“! Quella di mettere la “V” sulla testa di Victini è stata un’idea dello stesso Masuda, con l’intento di mettere sul capo del Pokémon un simbolo di buon auspicio.

    Minccino e Cinccino.

    Minccino è l’equivalente del Pokémon di prima generazione Clefairy. Junichi Masuda questa volta voleva assolutamente avere un mostriciattolo bello da vedere, in modo tale che tutti potessero pensare che fosse molto carino. E Sugimori, il re del design dei Pokémon, non ha potuto far altro che chiedere aiuto alla regina: Atsuko Nishida. Se questo nome non vi dice niente, cercherò di spiegarvelo brevemente.

    Si tratta di colei che ha ideato mostriciattoli del calibro di Pikachu, Eevee (e tutte le sue evoluzioni, eccetto Flareon e Jolteon), Bulbasaur, Squirtle, Charmander e la sua linea evolutiva, Oddish e la sua linea evolutiva, Ponyta e la sua linea evolutiva, e tanti altri. Quando Atsuko presentò le sue bozze dei due Pokémon, c’era ormai poco da modificare: quando si parla di mostriciattoli carini, lei non è seconda a nessuno! Anche Cinccino, lo stadio finale, non differisce troppo in grandezza o potenza, quanto in eleganza, così da rimanere in tema con l’origine della sua pre-evoluzione.

    Audino.

    Anche Audino, come Minccino, è stato creato in seguito ad una richiesta di un Pokémon carino. Audino è paragonabile a Chansey di prima generazione. Sugimori spiega (non senza qualche sorrisino) che bisognava anche trovare qualcuno che potesse sostituire Chansey nell’anime, nel suo ruolo di aiutante dell’infermiera Joy, e perciò ha dovuto pensare ad un Pokémon che potesse ricoprire questo ruolo. Le storie sulla creazioni dei vari mostriciattoli sono svariate, ma Audino è il primo Pokémon ad essere stato creato allo scopo di ricoprire un particolare ruolo nella serie televisiva!

    Munna e Musharna.

    Munna e Musharna sono altri due Pokémon ideati da Ms Nishida. Questa volta però non c’erano particolari richieste: infatti Sugimori ha semplicemente chiesto ad Atsuko di disegnare qualcosa, e da questo “qualcosa” ne è uscito fuori Musharna. Musharna è un mostriciattolo ispirato ad un tapiro, con un “sogno” che gli esce fuori dalla testa. A quel tempo non era ancora stato pensato il “mondo dei sogni“, ma ormai non importava: Musharna poteva ricoprire benissimo quel ruolo, e quindi non si è fatto altro che pensare infine al design di Munna. Comunque, al contrario di quanto si possa pensare, non è raro che un Pokémon venga ideato prima di alcune meccaniche o della storia, e questo ne è un chiaro esempio.

    Sawk e Throh.

    Per disegnare questi due Pokémon, Sugimori ha pensato a quali mostriciattoli lottatori non fossero stati ancora ideati. Gli venne quindi l’idea del Judo, e quindi di Throh. In realtà però, quest’ultimo era già stato progettato ai tempi di Diamante e Perla, ma fu poi scartato all’ultimo. Quindi Sugimori decise di riprenderlo e di effettuare qualche modifica, e infine di affiancargli un degno rivale. E ovviamente “l’opposto” del Judo non può che essere il Karate: da qui nasce Sawk.

    Curiosità: inizialmente Throh e Sawk invece delle sopracciglia, avevano due corna il primo, ed un solo corno il secondo. Entrambi furono poi ovviamente modificati. Anche se non sono stati mai pubblicati i primi artwork, possiamo comunque immaginarci i due combattenti con il loro precedente aspetto!

    Emolga.

    In ogni generazione è sempre presente un piccolo mostriciattolo di tipo Elettro molto carino che ricopre il ruolo di Pikachu. Ad esempio seguendo questa tradizione sono stati creati Pichu, Plusle, Minun e Pachirisu. L’unico obiettivo che i game designers si prefissano nella realizzazione di questi Pokémon è quello di renderli solo i più carini possibile. Solitamente il “renderli carini” non basta, e gli altri mostriciattoli vengono realizzati seguendo altri scopi ben precisi, ma per quanto riguarda Emolga, a detta di Sugimori, doveva essere semplicemente carino e basta. Quando si è ideato Emolga si voleva inoltre combinare il tipo Elettro con un altro, e per questo motivo si è deciso di basarsi su uno scoiattolo volante. E il risultato è assolutamente tenerissimo. Inoltre con la quinta generazione sono stati introdotti gli sprites animati, e in questo modo si è potuta realizzare l’animazione di Emolga che plana.

    Pansage-Simisage, Pansear-Simisear, Panpour-Simipour.

    Questa volta a prendere la parola è Takao Unno, colui che ha disegnato questo trio di Pokémon di quinta generazione. Unno ci racconta che prima di progettare Pansage, Pansear e Panpour gli era stato spiegato il loro ruolo nel gioco, e il loro luogo di apparizione. Quando Takao ha saputo che sarebbero stati i Pokémon principali dei 3 capopalestra di Levantopoli, e che la loro palestra sarebbe stata un ristorante, allora ha cominciato ad ideare il loro design. Restando in tema con il luogo quindi, ha deciso di ispirarsi a delle abili scimmie che avrebbero potuto ricoprire il ruolo di cameriere al ristorante, dando ad ognuna di esse una caratteristica particolare.

    • Pansage ad esempio è il responsabile per il servizio di erbe e vegetali.
    • Pansear si occupa di controllare la potenza del fuoco di cottura.
    • Panpour ha invece ha il dovere di procurare la deliziosa acqua da usare per cucinare.

    Ognuno di loro inoltre presenta delle mani che assomigliano a guanti da cucina. Insomma, Takao Unno è riuscito a disegnare proprio tre ottimi camerieri! Inoltre questi tre mostriciattoli sono caratterizzati da personalità ben precise, proprio come era avvenuto per Tepig, Snivy e Oshawott. Le loro personalità sono molto più visibili nelle loro evoluzioni, che però a differenza di come si credeva, non sono opera di Unno ma di un game designer anonimo.

    • Simisage ad esempio è quello “punk” dei tre.
    • Simisear è quello più “spensierato“.
    • Simipour infine è quello “gentile“, forse un po’ compiaciuto.

    Shelmet-Accelgor, Karrablast-Escavalier.

    La storia sulle origini di Shelmet e Karrablast, raccontataci ancora una volta da Sugimori, è forse una delle più interessanti dell’intervista. Il primo dei due Pokémon ad essere sviluppato fu Karrablast, ispirato ad un tipo di scarafaggio denominato Carabus Smaragdinus. La sua evoluzione, Escavalier, avrebbe dovuto indossare un’armatura che lo potesse proteggere e rendere ancora più forte. Inizialmente però questa armatura era molto differente da quella che abbiamo potuto vedere in Pokémon Bianco e Nero, e posso immaginare che in questo momento vi starete chiedendo tutti il perché.

    Nella sua versione ufficiale Escavalier veste un’armatura presa da Shelmet, che però al tempo non esisteva ancora. Infatti inizialmente l’idea era quella di creare fra i 2 Pokémon un rapporto simile a quello che c’è fra Heatmor e Durant, ovvero predatore e preda. In seguito però si è deciso di collegare le evoluzioni dei due mostriciattoli: Karrablast infatti evolvendosi prende l’armatura di Shelmet, mentre quest’ultimo perdendola si evolve in Accelgor. Questo spiega il motivo dell’espressione imbronciata di Accelgor, che non felice di aver ceduto la sua armatura, incrocia le mani e tiene il broncio. Questa inoltre è anche la ragione per cui i due Pokémon possono evolversi solo tramite uno scambio fra i due.

    Timburr-Gurdurr-Conkeldurr.

    Timburr è stato ideato come un Pokémon lavoratore che aiuta gli uomini nei siti di costruzione. È per questo che porta con sé un pezzo di legno. I game designers hanno inizialmente avuto un po’ di dubbi sul realizzare dei Pokémon che “portano qualcosa“. Considerando però che la cosa era già stata fatta in prima generazione (ad esempio con i cucchiai di Kadabra o Alakazam), si è tenuta come buona questa idea. Inoltre a differenza di come può sembrare, Timburr e la sua linea evolutiva non hanno delle gambe corte. Sono semplicemente coperte da un tipo particolare di pantaloni giapponesi chiamati “knickers“. Sugimori in seguito aggiunge che i tre mostriciattoli rappresentano tre diversi tipi di lavoratori:

    • Timburr è un apprendista, ancora debole e con tanto da imparare
    • Gurdurr è un adulto nel pieno delle sue forze
    • Conkeldurr è un veterano dotato di grande intelletto, e che usa la sua forza solo quando necessario

    Trubbish.

    A parlarci delle origini di Trubbish è Unno, che ci racconta del fatto che per la quinta generazione avevano deciso di ideare un Pokémon che fosse collegato all’inquinamento. E quando si pensa all’inquinamento più comune, che tutti noi possiamo sperimentare giornalmente, si pensa ovviamente alla spazzatura. Da qui nasce il particolare design di Trubbish, che non è altro che…una busta della spazzatura!

    Cubchoo.

    Il membro dello staff che ha disegnato Cubchoo aveva in mente di realizzare da tantissimo tempo un mostriciattolo con del “muco congelato” che gli cola dal naso. E ha avuto la sua occasione proprio durante lo sviluppo di Pokémon Bianco e Nero. La particolarità di Cubchoo è ben visibile nel suo sprite animato, in cui ad un certo punto tira su col naso facendo sparire momentaneamente il muco. Questa sua caratteristica è paragonabile alla saliva che cola dalla bocca di Gloom, Pokémon di prima generazione.

    Sigilyph.

    Siamo ormai giunti alla fine dell’intervista, e Sugimori ci parla per ultimo di Sigilyph. Ci racconta infatti di come il suo aspetto originale fosse ben diverso da quello attuale, e forse a tratti anche un po’ “scioccante“. Parlando poi col disegnatore, purtroppo anonimo, si è poi cominciato a modificarlo, con l’intento di renderlo più simile ad un Pokémon, ed arrivando infine al design che possiamo vedere oggi.

    L’articolo finisce qui: abbiamo analizzato insieme a Ken Sugimori, Takao Unno e Yusuke Ohmura la storia e le origini di ben 41 mostriciattoli tascabili di quinta generazione. Ma non è tutto. Questa infatti è solo la terza parte di “Ecco come sono nati i Pokémon di 5° generazione“, e se vi ha almeno un po’ interessato, vi invitiamo a leggere anche la prima e la seconda parte.