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    Pokémon: I Segreti della Giungla, la Recensione: Koko come Mowgli?

    Venerdì 8 ottobre 2021 è uscito su Netflix il nuovo film Pokémon: I Segreti della Giungla. Se non lo aveste ancora visto, vi invitiamo a cliccare qui per vederlo prima di leggere questo articolo, in modo da poter evitare eventuali spoiler.

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    Trama

    In questo film il protaginista è Koko, un ragazzino abbandonato, da neonato, nella giungla di Okoya e cresciuto da uno Zarude. Quest’ultimo si è allontanato dal branco, infrangendo una legge che vigeva in esso. Il ragazzo, crescendo, capisce di essere diverso da suo padre e nonostante le varie discussioni al riguardo, Papà Zarude non rivela al figlio le sue vere origini.

    Nel frattempo, Ash e Pikachu, esplorando la foresta, si imbattono in una ricercatrice della Bio Dop, una compagnia di scienziati che puntano a creare un futuro luminoso per gli esseri umani.

    Dopo un’ultima discussione con il proprio padre, Koko scappa via per la giungla, ma sfortunatamente va a sbattere contro uno dei condotti della Bio Dop, perdendo i sensi e finendo per essere salvato da Ash e Pikachu.

    I due ragazzi diventano amici, il nostro protagonista scopre, quindi, l’essere umano, capendo di esserlo anche lui. Insieme dovranno salvare la giungla da una minaccia incombente.

    Pokemon – I segreti della giungla: un momento del film

    Koko come Mowgli

    La trama di Pokémon: I Segreti della Giungla ricorda molto ”Il Libro della Giungla” di Rudyard Kipling, in quanto narra proprio di un “cucciolo d’uomo” che viene trovato solo nella giungla e che viene accudito da una lupa, nonostante il branco non sia favorevole.

    Koko è proprio come Mowgli, mentre papà Zarude incarna i vari Baloo, Bagheera e mamma lupa, in quanto vediamo nella pellicola che non ha ricoperto solo il ruolo di padre, ma ha anche da insegnante, spiegando al figlio tutto quello che c’era da sapere sulla giungla e come sopravvivere.

    Queste due storie apparentemente simili, ovviamente, proseguono in modo diverso, condividendo però diversi valori come il rapporto fra genitori e figli, quelli su cui non abbiamo potere di scelta e quelli che invece scegliamo di far entrare nella nostra vita.

    La vicenda al centro di questa nuova pellicola ha anche una tematica ecologista, ovvero il vivere in armonia fra esseri umani e Pokémon rispettando la natura.

    Pokemon – I segreti della giungla: un’immagine del film

    Animazioni e regia

    La prima parte del film funziona, ha un buon ritmo, non si perde in fronzoli, ed ha una bella animazione classica e nostalgica in 2D. La natura è resa al passo coi tempi e rende lo sfondo meraviglioso, il quale avvolge egregiamente i vari personaggi con effetti foto-realistici.

    Alcune caratteristiche della serie animata o dei vari film è rimasta, come il rapporto fra Pikachu e Ash, la bontà di quest’ultimo, il classico Team Rocket e l’immancabile Pokémon misterioso, che in questo film è Celebi.

    La scelta dei colori per sottolineare certi aspetti dei personaggi e oggetti è stata veramente appropriata. Per esempio il colore rosa del mantello di papà Zarude e la colorazione cromatica di Celebi che spiccano bene tra i colori della giungla.

    Nell’ultima parte del film il ritmo cala per via di alcune dinamiche ridondanti e per l’utilizzo dell’animazione 3D di alcune cose.

    Papà Zarude e Celebi

    Conclusioni

    Pokémon: I Segreti della Giungla è un film dal sapore nostalgico, che ricorda molto i primi film sui nostri mostriciattoli tascabili preferiti che ci hanno fatto tanto innamorare.

    Per quanto ricordi molto alcune storie già sentite come quella di Mowgli, il film riesce comunque ad avere una sua identità, aggiungendo temi attuali che fanno riflettere. Possiamo dire tranquillamente che sia riuscito a svecchiare egregiamente le storie del passato.

    La prima parte del film però funziona meglio della parte finale, probabilmente per la volontà da parte di animatori e registi di aumentare eccessivamente l’epicità dell’opera, allungando troppo il brodo per lasciare spazio ad animazione ed effetti eccessivi.

    Possiamo dire in conclusione che questo film merita di essere visto e pensiamo sia uno dei film più belli sui Pokémon degli ultimi tempi.

    Locandina del film Pokémon: I Segreti della Giungla
  • Leggende del mondo Pokémon #2

    Leggende del mondo Pokémon #2

    Anche questa settimana presentiamo il secondo capitolo di questa rubrica, che intende dare un ordine alla storia e alle leggende così come sono narrate all’interno dei videogiochi.
    Oggi parleremo dei primi avvenimenti non propriamente mitici, ma comunque ammantati di fascino e mistero: la Preistoria del mondo Pokémon.

    Capitolo 2: Mew e i primi Pokémon

    Nessuno sa quando, ma dopo i disastrosi eventi che portarono alla creazione del mondo così come si presenta agli allenatori che lo esplorano, sul pianeta comparve il primo Pokémon: Mew.
    I Mew erano piccole creature somiglianti a gatti senza peli e avevano un incredibile potere psichico. Il Pokémon Novaspecie, così è stato classificato dopo la sua recente riscoperta, iniziò col tempo a distinguersi in molteplici specie di Pokémon,  e 300 milioni di anni fa diede origine alla molteplicità di specie che possiamo notare ancora oggi.

    I Mew mutarono in nuove specie in base all’ambiente che li circondava:
    Sul fondo degli oceani nacquero i Kabuto, della famiglia dei trilobiti, che vagavano sul fondo dell’oceano cibandosi di piccoli organismi e aspettando il momento in cui si sarebbero evoluti in Kabutops, un terribile predatore in grado di dilaniare le prede per poi cibarsene. Dai resti fossili, nell’ultimo periodo in cui i Kabutops vivevano sulla terra, essi stavano adattandosi per vivere sulla terraferma. Alcuni esemplari di Kabuto sono sopravvissuti fino ai giorni nostri, incredibilmente senza presentare alcun tipo di mutamento.
    Gli Omanyte, vivevano anch’essi in mare, ma erano in grado di nuotare a diverse profondità emettendo gas all’interno del guscio.
    Omanyte si evolveva in Omastar, il Pokémon spirale ed era un lontano progenitore di Octillery. Il suo guscio pesante gli impediva di cacciare e fu forse la causa della sua estinzione, avvenuta dopo la comparsa degli Shellder, i cui resti sono spesso segnati dai morsi del Pokémon.
    Entrambe queste catene evolutive si riscontrano principalmente nella regione di Kanto, così come un terzo Pokémon, Aerodactyl, considerato il signore dei cieli.
    E’ l’unico Pokémon preistorico, al momento, di cui si conosce una megaevoluzione, che lo riporterebbe alla sua antica forma.

    Mentre nella regione di Johto le ricerche sui fossili non sono state portate avanti e ad Alola la conformazione delle isole non ne ha permesso la formazione, ad Hoenn sono stati scoperte altre due linee evolutive di Pokémon preistorici.

    Lileep e la sua evoluzione Cradily vivevano sui bassi fondali dei mari più caldi e grazie alle “radici” alla base dei loro corpi, potevano ancorarsi alle rocce e attendere lì le prede. Anorith viveva anch’esso nei mari caldi, nuotando veloce con le sue pinne poteva afferrare le vittime.
    La sua evoluzione, Armaldo si adattò invece a vivere anche sulla terraferma, pur prediligendo gli oceani come terreno di caccia. Da alcuni studi risulta essere il progenitore di alcuni Pokémon coleottero.

     

    A Sinnoh si svilupparono Pokémon in grado di sopravvivere ai terreni impervi della regione: Shieldon e Bastiodon vissero fino a 100 milioni di anni fa nelle giungle che ricoprivano Sinnoh.

    Erano Pokémon erbivori, che condividevano il territorio con i più feroci Cranidos e Rampardos, con cui spesso si scontravano.
    Cranidos, acerrimo rivale di Aerodactyl, fu un Poémon estremamente aggressivo che usava scontrarsi con i suoi simili per rafforzare il cranio, usato come arma. Probablimente, proprio per questo motivo i Rampardos non svilupparono il cervello, segnando la fine della loro specie.

     

     

    A Unima si diffusero Archen e Archeops sulla terra ferma e Tirtouga e Carracosta negli oceani.
    I primi due, pur presentando rudimentali ali piumate non sapevano volare e si muovevano saltando o correndo. Il loro genoma si ritrova in tutti i Pokémon uccello e sono comunemente riconosciuti come gli antenati dei Pokémon uccello.
    Così Tirtouga e Carracosta, che sono gli antenati dei Pokémon tartaruga e il loro habitat erano gli oceani, pur spingendosi spesso a riva. Nel caso di Carracosta, tra le sue prede figuravano anche Omanyte e Omastar.

    Riguardo alla linea evolutiva di Tyrunt e Tyrantrum, il dibattito sul loro aspetto resta vivo: alcuni sostengono che il corpo di questi  Pokémon fosse ricoperto di piume, non presenti sugli esemplari rigenerati. Resta comunque fuori discussione il loro predominio sugli altri Pokémon. I loro resti sono stati studiati per la prima volta a Kalos, insieme ad un’altra coppia di Pokémon preistorici che migrò verso le zone più fredde proprio per evitare il terribile predatore: Amaura e AurorusAnche questo capitolo della storia Pokémon termina qui, con l’avvento e la scomparsa dei terribili e potenti Pokémon dinosauro, i quali scomparvero per varie ragioni circa 70 milioni di anni fa. Da questo momento, i Mew, che non erano scomparsi, si evolvettero in altre specie Pokémon che ancora oggi possiamo osservare nelle nostre avventure.
    L’appuntamento è per venerdì prossimo, con l’avvento degli uomini.