Titolo il cui primo capitolo uscì nel lontano 2018 per Nintendo 3DS, Detective Pikachu: il ritorno arriva oggi finalmente su Nintendo Switch come sequel diretto!
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Pikachu e Tim Goodman tornano nuovamente a Ryme City per indagare sulla scomparsa di Harry Goodman, padre del giovane umano. La città però è piena di altri strani casi che terranno occupati i due protagonisti e tutti i Pokémon che si prenderanno la briga di aiutarli nelle indagini.
Durante il gioco sarà fondamentale cercare indizi, interrogare i testimoni, umani o Pokémon che siano per fare luce sui misteri che popolano Ryme City. Detective Pikachu: il ritorno è disponibile sul Nintendo eShop al prezzo di 49,99 €.
Annunciato durante gennaio 2016 e distribuito inizialmente solo in Giappone, Detective Pikachu arriva in Europa ben due anni dopo su Nintendo 3DS introducendone anche una versione fisica. Il titolo è un videogioco d’avventura molto diverso da quanto i fan Pokémon erano abituati a vedere. Detective Pikachu, infatti, si presenta come uno spin-off della serie particolarmente incentrato sul lato narrativo più che quello ruolistico, come di consueto.
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Il gioco riscuote molto successo, anche se magari meno di quanto la compagnia si aspettasse. Nonostante questo, nel 2019, anno successivo al rilascio europeo, esce l’omonimo adattamento cinematografico sotto forma di “live action” che invece viene accolto in modo assolutamente positivo da critica e pubblico! In questo articolo vogliamo trattare la trama completa del gioco e del film, considerando similitudini e differenze, in attesa di quanto vedremo in Detective Pikachu: il ritorno il prossimo 6 ottobre 2023!
Un Pikachu di mezza età dipendente dal caffè
Tim Goodman è alla ricerca di suo padre, Harry, un detective scomparso dopo un misterioso incidente d’auto. Durante le sue indagini, Tim incontra un Pikachu parlante e scorbutico che sostiene di essere stato un partner di Harry. Questo Pikachu si comporta in modo decisamente strano, perché, oltre a parlare, ha anche le abilità investigative di un detective. Purtroppo, il Pokémon ha perso la memoria a seguito dell’incidente che ha coinvolto Harry.
Insieme, Tim e Detective Pikachu affrontano una serie di misteri a Ryme City. Scoprono che diversi incidenti con Pokémon che agiscono in modo strano sono legati a una sostanza chimica chiamata “R” che causa comportamenti aggressivi nei Pokémon. Mentre indagano, la coppia scopre una cospirazione dietro la creazione e distribuzione di “R” e il coinvolgimento di persone influenti a Ryme City.
Nel corso delle loro avventure, Tim e Pikachu interagiscono con una varietà di Pokémon e personaggi umani, inclusi giornalisti della GNN, un’organizzazione mediatica di Ryme City, e altri che erano legati al padre di Tim. Scoprono che l‘agente “R” è stata creata usando il DNA di Mewtwo, un potente Pokémon leggendario, il che spiega i comportamenti violenti indotti nella specie Pokémon.
Alla fine, rivelano il colpevole dietro la produzione di “R” e la cospirazione correlata, proteggono Ryme City da una catastrofe e riescono a far luce sulla scomparsa di Harry. Il gioco si conclude con Tim e Pikachu che decidono di continuare le loro avventure insieme come una squadra di detective, mentre continuano a cercare Harry.
Detective Pikachu: il film
Il film di Detective Pikachu e il videogioco condividono alcuni elementi di base della trama del gioco, ma ci sono molte differenze e modifiche fatte per adattarsi al formato cinematografico. Inoltre, il film voleva essere qualcosa di nuovo anche per chi avesse già giocato il videogioco.
I protagonisti e l’incipit di gioco infatti sono gli stessi, Tim e Pikachu che cercano di scoprire cosa sia successo al padre di Harry. Nonostante questo, la trama del film si svolge in modo diverso con svolte, motivazioni dei personaggi e rivelazioni che non sono presenti nel gioco. Ci sono anche personaggi aggiuntivi come Lucy Stevens.
Altra grossa differenza è la rappresentazione di Ryme City che nel live action risulta molto più suggestiva, dettagliata e viva di quanto presente nel gioco per Nintendo 3DS. A cambiare è poi anche il finale del film, il quale differisce riguardo al destino di Harry e di Pikachu stesso. In conclusione quindi i due media sono sia sovrapponibili sia molto differenti, ma nella loro unicità riescono ad offrire un’esperienza diversa, ma complementare, dell’universo di “Detective Pikachu”.
Durante un’intervista con la testata giapponese Nikkei, Shuntaro Kurukawa, presidente di Nintendo, ha dichiarato che l’azienda sta pensando di rafforzare la propria divisione di sviluppo. Infatti negli ultimi anni ci sono state diverse difficoltà per la realizzazione di videogiochi che risultano sempre più impegnativi da sviluppare.
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Piuttosto però che acquisire aziende, modus operandi di altre major in questo settore, Nintendo ha chiarito che preferirebbe una crescita più organica di collaborazioni. L’obbiettivo dell’azienda non diventa così quello di aumentare il numero di dipendenti, ma di realizzare giochi che soddisfino le aspettative dei giocatori.
Questo può essere fatto sicuramente grazie alle collaborazioni con compagnie esterne. La possibilità che ci siano acquisizioni non viene totalmente esclusa, tuttavia se l’azienda acquisita non rispetta l’approccio creativo di Nintendo i risultati potrebbero non essere quelli sperati.
Furukawa ribadisce poi la volontà di investire 100 miliardi di Yen per migliorare la divisione di sviluppo, puntando ad una crescita che non comporta necessariamente delle acquisizioni. Nintendo durante gli anni ha sempre collaborato con altre aziende per realizzare spin-off, ma anche giochi di serie principali.
Sicuramente in molti conosceranno già la storia di questo Pokémon, ma dato che tra pochi giorni uscirà il nuovo capitolo della serie di Detective Pikachu, potrebbe essere interessante ricordare cosa ha portato questo topo giallo a diventare la mascotte del brand più famoso al mondo!
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In questo articolo tratteremo brevemente la storia di Pikachu, la sua realizzazione e diffusione a livello mondiale.
Pikachu sarebbe dovuto essere più…mostruoso?
Il design di Pikachu risale al 1996, fu infatti uno dei primi 150 mostri che Ken Sugimori e Satoshi Tajiri idearono per Pokémon Rosso e Pokémon Blu. Sin dalla prima illustrazione fu uno dei Pokémon preferiti dai fan, anche se nel corso del tempo è stato uno di quelli a subire più cambiamenti.
Prima del rilascio del gioco, la critica più comune fu riguardo l’aspetto “poco mostruoso” dei Pokémon, tanto che alcuni proposero di rendere Pikachu più minaccioso. Fortunatamente, quello che era all’epoca presidente di Nintendo, Hiroshi Yamauchi, si rifiutò di modificarne l’aspetto convinto che lo spirito dei mostriciattoli dovesse essere più “gioioso”. La scelta, a posteriori, si è rivelata più che giusta.
Inizialmente però, Pikachu non sarebbe dovuta essere l’unica mascotte del brand.
Il Pokémon, fu realizzato come uno tra tanti, ma durante le prime fasi di progettazione fu scelto insieme a Clefairy come protagonista del merchandising della serie. Solo con l’inizio dell’anime di Pokémon il pubblico lo riconobbe a livello mondiale come mascotte solitaria, diventato il primo compagno del famosissimo Ash Ketchum. Tra l’altro, il nome del Pokémon – fusione tra pika (scintilla) e chu (lo squittio del topo) – fu una delle cose più difficili da scegliere perché doveva essere accattivante non solo per il pubblico giapponese, ma a livello mondiale. Oltre al prossimo capitolo della serie di Detective Pikachu, ci sono altri giochi che hanno visto il Pokémon come protagonista come Pokémon Giallo e Pokémon Let’s Go, Pikachu!
Impatto a livello mondiale
Se si chiede ad una persona di qualsiasi età se conosce Pokémon è molto probabile che questa vi dirà di si. Se la risposta invece sarà no, ma le si descriverà l’aspetto del topo giallo, quasi sicuramente quest’ultima lo riconoscerà. Il design, i colori, l’idea alla base del Pokémon ha infatti superato persino quelli che sono i limiti del franchise diventando a tutti gli effetti un elemento di cultura generale.
Questa diffusione è così ampia che il mostriciattolo viene citato più volte nei Simpson, in trasmissioni come Top Gear, Heroes, Drawn Together e molti altri. Ci sono persino casi in cui il solo conoscere il nome di Pikachu è stato dannoso, come nel caso dell’omonimo virus informatico del 2000. Quest’ultimo infatti sfruttava la popolarità del Pokémon con i bambini per infettare i sistemi operativi di tutto il mondo. Esiste persino una proteina scoperta nel 2008 chiamata “Pikachurina” in onore del Pokémon.
In definitiva, ormai Pikachu non è più solo un Pokémon, ma la rappresentazione del franchise stesso. Nonostante negli anni l’azienda abbia provato a spostare l’attenzione anche su altri Pokémon come Eevee, Piplup, Charizard e molti altri, Pikachu rimane l’elemento che accomuna i fan e i non fan del brand.
In una recente intervista con la testata “The Nikkei”, Shuntaro Furukawa, il presidente di Nintendo, ha fatto alcune dichiarazioni riguardo a Nintendo Switch e ai piani dell’azienda per il futuro.
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Furukawa ha dichiarato che al momento sono ancora a lavoro su prodotti software per l’attuale console che verranno rilasciati entro l’anno fiscale che termina a marzo 2025. Quindi, la console continuerà ad essere supportata con nuovi giochi per quasi due anni, ma non è detto che questo impedisca a “Nintendo Switch 2” di uscire. Infatti è molto probabile che la console di prossima generazione esca comunque il prossimo anno, ma che in contemporanea usciranno giochi compatibili con entrambe le piattaforme.
È possibile prolungare ulteriormente il ciclo di vita di Nintendo Switch?
Risposta del presidente:
Stiamo ancora lavorando su software per Nintendo Switch darilasciare entro l’anno fiscale che termina a marzo 2025. La crescita sarà mantenuta per continuare ad espandere il business della console. Nell’anno fiscale che termina a marzo 2024, manterremo il momentum di Zelda e dei Film durante la stagione delle vendite natalizie. Per quanto riguarda l’hardware, massimizzeremo la domanda non solo per i nuovi acquisti, ma anche per le unità di seconda mano e le sostituzioni.
I rumor riguardo la tanto vociferata Nintendo Switch 2 aumentano ogni giorno e secondo alcuni leaker presto verranno annunciati tanti giochi che arriveranno sulla prossima console Nintendo. Tra i nomi che spiccano di più da quelli citati dagli insider ci sono Far Cry 7, un nuovo capitolo della serie di Monster Hunter e il successore di Super Mario Odyssey.
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A diffondere le voci sull’uscita di nuovi giochi per Nintendo Switch 2 è stato principalmente Tom Henderson sul suo profilo X, anche se non ha specificato i titoli. Al momento infatti non c’è stato alcun annuncio ufficiale, si tratta solamente di rumor. Far Cry 7 infatti dovrebbe uscire nel 2025 in contemporanea su Nintendo Switch 2 e le altre piattaforme di nuove generazione stando all’Insider Necrofelipe. Lo stesso vale per Monster Hunter Paradise, nuovo capitolo della serie di cui si era sentito parlare non troppo tempo fa e Call of Duty, probabilmente nel 2024.
Riguardo invece le esclusive Nintendo, potrebbe esserci un nuovo Super Mario 3D sulla stessa linea di Super Mario Odyssey, un plaftorm di Donkey Kong in 2D e l’ormai quasi dimenticato Metroid Prime 4. Infine, potrebbe arrivare anche una versione rimasterizzata di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, stando alla demo mostrata durante la Gamescom di quest’anno.
Ovviamente tutti questi nomi al momento sono solo frutto di speculazioni, tuttavia l’annuncio di Nintendo Switch 2 non dovrebbe essere così lontano.
Ormai mancano pochissimi giorni all’uscita di Detective Pikachu: il ritorno, e per chi non avesse giocato al suo prequel, Nintendo ha ben pensato di riassumere brevemente gli eventi del capitolo precedente in un nuovo video!
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Il Detective Pikachu e il suo collega Tim Goodman si sono fatti una certa reputazione a Rhyme City grazie alle loro abilità investigative. In questo video, è proprio lo stesso Detective Pikachu a raccontare le sue avventure passate del primo titolo della serie.
Di seguito il video pubblicato dal canale YouTube ufficiale di Nintendo Italia:
Detective Pikachu: il ritorno arriverà sulle nostre console Nintendo Switch questo venerdì 6 ottobre 2023, e vi ricordiamo che è ora preordinabile sul My Nintendo Store per ottenere dei gadget speciali!
A poco più di due settimane dall’uscita del DLC “La maschera Turchese”, un nuovo bug attanaglia Pokémon Scarlatto e Violetto.
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L’aggiornamento che porta Pokémon Scarlatto e Violetto alla versione 2.0.1, porta con sé un bug che può far arrestare il gioco apparentemente senza motivo.
Il bug si manifesta solo in determinate condizioni. Per prima cosa sarà necessario aver registrato nel PokédexKoraidon su Pokémon Scarlatto o Miraidon su Pokémon Violetto. A questo punto bisognerà trovarsi nella lotta contro Koraidon o Miraidon nel Programma di difesa del paradiso, con una squadra composta da quattro o più Pokémon. Il bug si manifesta prima della lotta contro il Pokémon leggendario, visualizzando la propria squadra Pokémon.
Selezionando uno dei Pokémon che si trova in quarta, quinta o sesta posizione all’interno della squadra, il gioco andrà incontro ad un arresto improvviso. lo stesso non accadrà quando la squadra sarà composta da tre Pokémon o meno.
In SV 2.0.1, the game can crash when battling the Paradise Protection Protocol.
How to replicate: • Have Koraidon (S) or Miraidon (V) registered to the Pokédex • Hover over slot 4, 5, or 6
Having a party of 1-3 works, as does pressing up to reach the legendary slot. pic.twitter.com/xAdemaWAFn
Another Code: Two Memories è arrivato originariamente su Nintendo DS nel lontano 2005. Il titolo non ha mai ottenuto tanto successo, ma questo cambierà il prossimo 19 gennaio 2024. Nintendo infatti ha deciso di portare una revisione del gioco su Nintendo Switch con Another Code: Recollection.
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Il salto da Nintendo DS a Nintendo Switch è ovviamente enorme, ma quanta differenza c’è effettivamente tra il titolo originale e il remake? Il titolo su Nintendo DS era in realtà piuttosto curato dal punto di vista visivo, ma su Nintendo Switch il tutto è stato reso ancora meglio:
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