Tag: prima generazione

  • Articuno, Zapdos e Moltres: i segreti che forse non conosci

    Articuno, Zapdos e Moltres: i segreti che forse non conosci

    Articuno, Zapdos e Moltres sono tra i Pokémon più iconici della prima generazione. Li abbiamo incontrati nei giochi, li abbiamo visti al cinema e li abbiamo ritrovati in forme completamente diverse a Galar. Eppure, dietro questi tre Pokémon apparentemente semplici, si nascondono diversi dettagli curiosi che spesso passano inosservati.

    Dai loro nomi alla loro numerazione nel Pokédex, passando per le possibili ispirazioni mitologiche e per il ruolo che i film hanno avuto nel costruire la loro leggenda, ecco alcune curiosità che potrebbero farvi guardare i tre uccelli leggendari di Kanto con occhi diversi.

    I loro nomi nascondono un numero

    Partiamo forse dal dettaglio più conosciuto, ma che diventa particolarmente interessante quando si osservano tutti gli elementi insieme.

    I nomi Articuno, Zapdos e Moltres contengono infatti un riferimento ai numeri uno, due e tre. Articuno termina con “uno“, Zapdos contiene “dos“, cioè “due” in spagnolo, mentre Moltres termina con “tres“, ovvero “tre”.

    La cosa interessante è che questa sequenza è rispettata anche dal Pokédex originale di Kanto: Articuno è il numero 144, Zapdos il 145 e Moltres il 146.

    È quindi possibile leggere i tre nomi quasi come una piccola numerazione nascosta. È un dettaglio che può sembrare semplice, ma è perfettamente coerente con l’idea di aver creato tre Pokémon appartenenti a uno stesso gruppo.

    Perché proprio questi tre elementi?

    Articuno, Zapdos e Moltres sono generalmente associati a tre elementi molto riconoscibili cioè ghiaccio, elettricità e fuoco. Ma il concetto alla base del trio sembra essere più ampio.

    I tre Pokémon sono infatti legati a fenomeni naturali spettacolari: Articuno a gelo e neve, Zapdos a temporali e fulmini, Moltres a fuoco e calore.

    Questa scelta crea un trio estremamente equilibrato anche dal punto di vista visivo. Non abbiamo tre uccelli dello stesso tipo, ma tre creature che rappresentano manifestazioni completamente diverse della natura.

    È anche uno dei motivi per cui, ancora oggi, basta vedere le loro sagome o i loro colori per capire immediatamente a quale membro del trio ci si trova davanti, è una scelta visiva e narrativa che funziona tantissimo.

    Il trio potrebbe essere ispirato agli uccelli della mitologia

    Non esiste una conferma ufficiale che Articuno, Zapdos e Moltres siano stati creati come rappresentazioni dirette di specifiche creature mitologiche. Tuttavia, i loro design hanno portato negli anni a numerose interpretazioni.

    Moltres richiama molto facilmente l’immagine della fenice, il mitologico uccello associato al fuoco e alla rinascita. Zapdos, invece, può ricordare le figure degli uccelli del tuono presenti in diverse tradizioni folkloristiche, come il Thunderbird, soprattutto per il suo legame con fulmini e tempeste.

    Articuno ha invece un’identità che richiama maggiormente il Simurgh e il Roc, creature leggendarie della mitologia persiana, araba e orientale. Che si tratti o meno delle ispirazioni originali, il risultato è evidente, i tre hanno un aspetto molto più vicino a quello di creature leggendarie che a semplici uccelli reali.

    Articuno è diverso dagli altri due

    Articuno è l’unico dei tre uccelli leggendari di Kanto a presentare una lunghissima coda e una cresta particolarmente elaborata, due elementi che contribuiscono a renderne il design molto diverso da quello di Zapdos e Moltres.

    Questi dettagli gli conferiscono un aspetto quasi regale ed elegante, soprattutto se confrontato con le forme più aggressive e imponenti degli altri due Pokémon. La coda, in particolare, è una delle caratteristiche più riconoscibili di Articuno e accentua l’impressione che si tratti di una creatura appartenente a un immaginario quasi mitologico, come dicevamo nel punto precedente.

    Anche per questo Articuno spesso percepito come il membro più misterioso ed elegante del trio. Il suo design richiama infatti l’idea di un grande uccello leggendario, più che quella di un animale reale.

    Pokémon 2 – La forza di uno

    Se oggi pensiamo ad Articuno, Zapdos e Moltres come a un vero e proprio trio leggendario con un rapporto preciso, una parte del merito va sicuramente a “Pokémon 2 – La forza di uno“.

    Nel secondo film della serie animata, i tre uccelli infatti sono messi al centro di una leggenda completamente costruita attorno al loro equilibrio. Il film li presenta come creature legate tra loro e mostra cosa può accadere quando il loro equilibrio viene spezzato.

    Questa rappresentazione è molto più elaborata rispetto a quella dei videogiochi originali. Nel primo gioco, infatti, non assistiamo a un conflitto tra i tre e non viene raccontata una vera mitologia comune.

    Una collocazione… particolare

    Articuno e Zapdos si trovano in luoghi che richiamano immediatamente le loro caratteristiche, le Isole Spumarine per il primo e la centrale elettrica per il secondo. Moltres, invece, appare nella Via Vittoria, un’enorme area sotterranea che separa il giocatore dalla Lega Pokémon.

    Dal punto di vista dell’avventura, Moltres diventa quasi un ultimo incontro speciale prima della conclusione del viaggio. Anche se, in realtà, una zona ispirata al fuoco in cui posizionare Moltres era prevista, ma lo spazio sulla cartuccia era praticamente esaurito e quindi venne scelto di inserirlo pochissimo prima della Lega.

  • Le 10 migliori musiche di Pokémon Rosso e Pokémon Blu

    Le 10 migliori musiche di Pokémon Rosso e Pokémon Blu

    Per festeggiare l’inizio del Festival di Sanremo abbiamo deciso di inaugurare una nuova rubrica sul nostro sito basata sulle musiche dei giochi Pokémon! La prima regione ad essere trattata è ovviamente Kanto, terra di origine della prima generazione e riportata in tutte le salse nel corso degli anni.

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    Quando si torna a parlare dei primi titoli della serie Pokémon ovviamente si fa molta leva sulla nostalgia. Molte delle musiche presenti sono rimaste impresse nella mente dei fan per decenni, tanto da essere poi riprese più e più volte come base per i giochi successivi. Le musiche delle città regalano un’atmosfera rilassante da gioco di ruolo, mentre durante le battaglie è l’adrenalina che sale a fare da padrona.

    Per stilare questa lista ci siamo basati sulla popolarità delle musiche di Pokémon Rosso e Pokémon Blu all’interno delle diverse playlist su YouTube. In fondo all’articolo vi rimandiamo alla nostra fonte.

    Opening

    Come non iniziare la nostra lista con una delle più note musiche di tutto il franchise. Questa traccia è una composizione maestosa e stimolante che stabilisce il tono per l’intero gioco. Con un arrangiamento che costruisce aspettative e suscita emozioni, l’introduzione musicale è un invito epico all’avventura che attende il giocatore!

    Route 1

    https://www.youtube.com/watch?v=IMFXwJKhYO0

    Da questo momento in poi molte tracce di questo elenco saranno riprese da Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Let’s Go, Eevee! Entrambi i titoli riprendono le musiche di prima generazione dandogli però un’aria ancora più maestosa nelle loro versioni orchestrali.

    La melodia del primo percorso cattura l’essenza dell’avventura e dell’esplorazione. Con un ritmo vivace e un tema musicale che si ripete, trasmette ottimismo e la gioia di iniziare un viaggio in un mondo pieno di possibilità.

    Pallet Town

    La musica di Biancavilla è la perfetta colonna sonora per l’inizio di una grande avventura. Con toni caldi e accoglienti, crea un senso di familiare e confortante intimità. È semplice ma memorabile, riflettendo l’innocenza e la curiosità dell’infanzia del giocatore prima di avventurarsi nel vasto mondo.

    Lavender Town

    La traccia della città di Lavandonia si distingue per il suo tono cupo e le sue melodie sinistre che incutono una sensazione di ansia e mistero. La musica è lenta e straziante, e si dice abbia dato origine a numerose leggende urbane a causa della sua atmosfera unica, che rispecchia il tema della città e della sua torre dei Pokémon.

    Pokémon Tower

    Con toni eterei e spettrali, questa musica accompagna il giocatore nella torre infestata di Lavandonia, dove i Pokémon defunti riposano. L’atmosfera è malinconica e riflessiva, con melodie che risuonano come eco in un luogo di memoria e lutto.

    Team Rocket hideout

    Caratterizzata da un tema musicale furtivo e misterioso, questa traccia cattura l’essenza dell’infiltrazione nel covo dell’organizzazione criminale Team Rocket. È pervasa da un senso di pericolo e di suspense, accompagnando il giocatore in una delle sezioni di gioco più adrenaliniche dei titoli.

    Bicycle Theme

    Un brano che esprime libertà e spensieratezza, perfetto per le corse in bicicletta attraverso le varie città e campagne del gioco. Il ritmo è veloce e allegro, simboleggiando il piacere di viaggiare velocemente sulle due ruote.

    Cerulean City

    La traccia musicale di Celestopoli è fluida e rilassante, riflettendo la tranquillità di una città situata accanto ad un fiume che scorre. Con un tema melodico e una composizione armoniosa, invita alla scoperta e all’interazione con i cittadini e i luoghi di interesse.

    Trainer Battle!

    È una traccia piena di energia e intensità, che si avvia non appena un altro allenatore incrocia lo sguardo del giocatore. Il ritmo rapido e il tema incalzante amplificano l’emozione della battaglia, sottolineando la necessità di strategia e prontezza per vincere.

    Final Rival Battle

    È una composizione ardente e pulsante che incarna la tensione e l’alta posta in gioco dell’ultima battaglia contro il rivale del giocatore. Carica di energia e drammaticità, la musica esalta il climax dell’avventura, sottolineando l’importanza del confronto finale.

    Il nostro primo articolo su Kanto e la prima generazione si conclude qui. Questo breve salto nel passato è solo l’inizio di una nuova rubrica che ci farà rivivere i momenti più alti delle musiche nei giochi Pokémon, da sempre caratterizzati da colonne sonore spettacolari!

    Fonte

  • PokéTsume: rilasciata l’opening della nuova serie TV live action a tema Pokémon

    PokéTsume: rilasciata l’opening della nuova serie TV live action a tema Pokémon

    Qualche giorno fa è arrivato il trailer di PokéTsume, nuovo programma televisivo drammatico in live-action dedicato al mondo Pokémon. Ieri hanno rilasciato ufficialmente il primo episodio insieme alla sigla che lo apre.

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    L’opening di PokéTsume è di per sé molto semplice, mostra i vari personaggi con il loro corrispettivo Pokémon alle spalle nel mentre si può sentire la classica ost dei giochi di prima generazione. Qui di seguito il video ufficiale:

    Il primo episodio si chiama “It’s Super Effective” e introduce la protagonista Madoka che riscopre Pokémon Rosso grazie ad un pacco inviato dalla madre. La ragazza si è trasferita da pochissimo a Tokyo e sta andando a fare un colloquio di lavoro. Qui, dovrà affrontare Takeru Iwakura, ma sfruttando il “Pokédex” dell’uomo scoprirà il suo punto debole riuscendo così ad ottenere il contratto.

  • NBA: i Chicago Bulls si ispirano a Pokémon per annunciare il loro programma 2023-2024

    NBA: i Chicago Bulls si ispirano a Pokémon per annunciare il loro programma 2023-2024

    La prima e seconda generazione Pokémon, come ben sappiamo, è nel cuore di tutti noi… ma non solo! Anche in quello dei Chicago Bulls! Il loro programma 2023-2024 è stato presentato tutti in stile Pokémon tramite il loro account ufficiale TikTok.

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    Le animazioni, la colonna sonora, persino gli alberi sono fatti alla perfezione! Vediamo palle da Basket al posto delle iconiche Poké Ball e Benny the Bull come Pokémon (mascotte dei Chicago Bulls). La Palestra è un campo da Basket con il distintivo logo dei Chicago Bulls. Gli avversari sono i vari giocatori da Basket delle altre squadre. Dopo aver sconfitto il Schedule Master vedremo comparire tutto il calendario delle partite dei Chicago Bulls.

    Presentazione a dir poco geniale quella dei Chicago Bulls che si sono ispirati ai nostri amati Pokémon, qualsiasi amante dei Pokémon non avrà sicuramente nulla da ridire a riguardo! Se volete invece sapere tutto sul nuovo Pokémon annunciato oggi (che non parteciperà a nessuna partita di Basket) vi lasciamo qui tutte le info su Poltchageist, un nuovo Pokémon divegente che incontreremo nei DLC di Pokémon Scarlatto e Violetto.

  • Il Pokémon popolare tra gli italiani è Charizard, scopriamo i più ricercati nel mondo

    Il Pokémon popolare tra gli italiani è Charizard, scopriamo i più ricercati nel mondo

    Come in molti sapranno, Charizard è probabilmente uno dei Pokémon più amati dai giapponesi insieme ai classici Pikachu e Eevee. Sembra però che il Giappone non sia l’unico paese ad a preferire il Pokémon Fiamma rispetto agli altri.

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    Uno schema realizzato da TheToyZone, azienda che si occupa di fare ricerche sul mercato dei giocattoli in tutto il mondo, ha riportato risultati decisamente interessanti rispetto ai Pokémon preferiti di ogni paese. Pikachu rimane onnipresente, ma in molte zone spuntano Pokémon più particolari tipo Jynx, Porygon, Seel, Gloom e persino Horsea.

    Charizard

    Charizard è tra i preferiti dagli italiani, ma lo troviamo anche nel resto d’Europa. Ad esempio nel Regno Unito, in Portogallo, a Malta, in Svezia e molti altri. La ricerca è stata condotta basandosi sulle ricerche di google, ed è impossibile non notare come la prima generazione sia ancora oggi tra le più ricercate.

  • Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Mabosstiff e vari Pokémon

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Mabosstiff e vari Pokémon

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon di prima e seconda generazione, a Paldea: eccovi tutte le possibili ispirazioni.

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    Abbiamo potuto constatare nel corso degli anni come Pokémon, ed in generale il team di Game Freak, agiscano durante la creazione e l’ideazione di una nuova generazione. Milioni di idee si riducono a migliaia di concept, che ancora si riducono a centinaia di creature effettivamente ufficializzate e rilasciate.

    La nostra serie di speciali proverà a capire se tra i BETA-mon trapelati e mai pubblicati in prima e seconda generazione, si possa nascondere qualche “antenato” rinato in nona generazione sotto nuove spoglie.

    Andiamo dunque verso la conclusione, con il sesto ed ultimo capitolo di questa serie di approfondimenti.

    Mabosstiff

    Togliamoci subito il dente. A sinistra abbiamo due Pokémon orso, dall’altra un cane. Assodato questo, possiamo iniziare con l’analisi.

    In seconda generazione, almeno inizialmente, Bayleef, le linee evolutive di Totodile e Cyndaquil non erano presenti nei dati di gioco. Nella BETA di Oro del 1996, vi erano altri due Pokémon come starter Acqua e Fuoco, ed un’evoluzione “perduta” tra Chikorita e Meganium. Focalizzandoci sugli antenati del Pokémon Fuocotopo, la linea evolutiva di Flambear, Volbear e Dynabear presentava un unicum, caduto nel dimenticatoio: lo stadio finale è un quadrupede. E sì, sappiamo che Typhlosion può assumere questa posizione, ma non è “obbligato” a farlo. Anche Skeledirge si trova nella medesima situazione, preferendo tuttavia la vita da quadrupede a quella da bipede.

    Volbear e Dynabear (nelle immagini sopra) presentano una criniera lungo tutta la schiena e un folto pelo nei dintorni della testa, caratteristiche riprese nel concept di Mabosstiff. Non sappiamo se la lore intorno a lui e Pepe sia stata creata a priori o adattata in seguito, ma probabilmente (con l’inserimento futuro di Ursaluna), Game Freak non voleva inserire una nuova creatura ursina, ed ha optato per la figura canina, più consona al rapporto allenatore/amico cucito intorno alla storia del Sentiero Leggendario.

    Vari Pokémon presi dalla prima e seconda generazione

    Menzione d’onore a tutti i mostriciattoli tascabili inerenti ai primi 251 esemplari ufficiali presi in considerazione da Leggende Pokémon: Arceus a Pokémon Scarlatto & Violetto. Perché, torniamo a ribadire il concetto, non solo le creature di LPA non sono mai state inserite in un Pokédex moderno (e ciò succederà con il DLC di SV), ma quel gioco è stato un palese prequel della Paldea che abbiamo effettivamente visto. Quindi possiamo dire che tali Pokémon siano effettivi della nona generazione, o quanto meno di una fittizia pre-generazione.

    Nulla di strano che i due giochi, sviluppati quasi in contemporanea, abbiamo di base le stesse ispirazioni. Analizziamo quindi tutti i Pokémon tornati in auge provenienti dagli albori del brand!

    NB: Abbiamo già trattato di Peldisabbia, Saccoferreo, Dunsparce, Girafarig e Qwilfish, quindi non verranno ripetuti nella seguente lista.

    Wyrdeer e Ursaluna, sono evoluzioni perdute di Stantler ed Ursaring, proveniente dalla seconda generazione.

    Sneasler e Clodsire sono evoluzioni alternative di due Pokémon conosciuti di Johto, ma nelle loro forme regionali: Sneasel di Hisui e Wooper di Paldea.

    Tauros di Kanto ha ricevuto la sua versione regionale per la prima volta in nona generazione.

    Codaurlante, Grandizanne e Solcoferreo sono forme paradosso di Jigglypuff (Kanto) e Donphan (Johto).

    Kleavor, evoluzione perduta di Scyther, di prima generazione. Con Scizor, si completa il trio “Sasso, Frobice, Carta”.

    Arcanine ed Electrode di Hisui sono forme regionali perdute delle controparti moderne di Kanto.

    Toedscruel e Wugtrio (più pre evoluzini) sono metamorfosi ramificate dei più noti Dugtrio e Tentacruel (prima generazione).

    Crinealato e Spineferree sono forme paradosso di Misdreavus e Tyranitar di Johto.

    Annihilape è l’evoluzione esclusiva di Paldea dello storico Primeape, anch’esso originario di Kanto.

    Vi siete persi gli altri capitoli di questi speciali? Nessun problema, eccovi i link per recuperarli tutti!

    1.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Lokix e Peldisabbia

    2.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bellibolt e Dondozo

    3.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bombirdier e Saccoferreo

    4.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Farigiraf e Dundunsparce

    5.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Squawckabilly e Grafaiai

  • Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Squawckabilly e Grafaiai

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Squawckabilly e Grafaiai

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon di prima e seconda generazione, a Paldea: eccovi tutte le possibili ispirazioni.

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    Abbiamo potuto constatare nel corso degli anni come Pokémon, ed in generale il team di Game Freak, agiscano durante la creazione e l’ideazione di una nuova generazione. Milioni di idee si riducono a migliaia di concept, che ancora si riducono a centinaia di creature effettivamente ufficializzate e rilasciate.

    La nostra serie di speciali proverà a capire se tra i BETA-mon trapelati e mai pubblicati in prima e seconda generazione, si possa nascondere qualche “antenato” rinato in nona generazione sotto nuove spoglie.

    Andiamo dunque verso la conclusione, con il quinto e penultimo capitolo di questa serie di approfondimenti.

    Squawckabilly

    All’interno dei dati di gioco della BETA di Pokémon Oro del 1997 erano presenti davvero tante creature associabili al tipo Volante. Pochissime però sono arrivate alla fine dei lavori, mentre molte altre non hanno superato l’esame finale. Questi quattro BETA-mon che vi mostriamo, tuttavia, potrebbero essere riconducibili al recentissimo Squackabilly.

    Se diamo per assodato ciò che è stato detto fino ad ora sul discorso “riprendere in mano concept provenienti dalla fine degli anni ’90“, va da se che la creazione di Chatot in quarta generazione è da tralasciare al momento. Game Freak voleva riproporre lo schema mostrato con Oricorio, quindi un quartetto artistico (stavolta legato al canto) di pennuti. Ecco dunque che il Pappagallo rimane come base, la musica delle prime due creature è tramutata in canto, e il ciuffo della Quaglia della California si è trasformato nella tipica pettinatura degli artisti del Rockabilly targato 1950. Per inciso, Elvis Presley, pioniere di tale genere musicale e precursore del ciuffo “gellato” che abitò per tantissimi anni proprio in California.

    Grafaiai

    Quello che vedete nella prima immagine, è Tails, BETA-mon di Aipom. Questa notizia è confermata dagli stessi dati di gioco della BETA di Oro del 1996. Tuttavia, come è facile notare, il vecchio design di Aipom ha lasciato spazio ad una fisionomia più cartoonesca e meno animale, trasportando con sé l’unico elemento che ha reso celebre questo Pokémon sino ad oggi: una mano aggiuntiva all’estremità della coda.

    Non possiamo non notare però come lo schema di colori (gran parte del corpo è scura con però mani e piedi chiari) e la postura più “scimmiesca” si accosti meglio a Grafaiai. Certo, in questo caso abbiamo un enorme lavoro di re-styling, rendendo indubbiamente più moderno ed accattivante il Pokémon di Paldea. Il collegamento forte tra le due creature, a nostro avviso, è l’animale di partenza: l’Aye Aye. Gli occhi (piccoli e tondi) e le orecchie (a punta, ma non eccessivamente grandi) sono molto più simili a quelli di Tails che di Grafaiai, il quale rende omaggio alla sua matrice richiamandone la razza nel proprio nome.

    In definitiva, partendo da un animale reale e mischiandolo al concetto dell’Ahuizotl (figura mitologica Azteca con una mano alla fine della propria coda), Game Freak crea Tails. Il suo design non convince e dalle sue ceneri sorge Aipom, dagli scarti però prende vita un BETA Grafaiai il cui design viene adeguato agli anni del suo rilascio.

    Vi siete persi i primi quattro capitoli di questi speciali? Nessun problema, eccovi i link per recuperarli tutti!

    1.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Lokix e Peldisabbia

    2.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bellibolt e Dondozo

    3.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bombirdier e Saccoferreo

    4.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Farigiraf e Dundunsparce

  • Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Farigiraf e Dundunsparce

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Farigiraf e Dundunsparce

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon di prima e seconda generazione, a Paldea: eccovi tutte le possibili ispirazioni.

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    Abbiamo potuto constatare nel corso degli anni come Pokémon, ed in generale il team di Game Freak, agiscano durante la creazione e l’ideazione di una nuova generazione. Milioni di idee si riducono a migliaia di concept, che ancora si riducono a centinaia di creature effettivamente ufficializzate e rilasciate.

    La nostra serie di speciali proverà a capire se tra i BETA-mon trapelati e mai pubblicati in prima e seconda generazione, si possa nascondere qualche “antenato” rinato in nona generazione sotto nuove spoglie.

    Arrivati a questo punto dei nostri speciali, possiamo affermare con certezza che dopo l’uscita di Spada & Scudo, Game Freak abbia messo mani a tutti quei progetti sospesi e nati durante la fine degli anni ’90. I troppi punti in comune con la seconda generazione non possono essere solo coincidenze, bensì conferme. Girafarig e Dunsparce ne sono la prova, non perdiamo altro tempo dunque ed andiamo con il quarto capitolo!

    Farigiraf

    Girafarig è rimasto a lungo senza un’evoluzione, almeno fino al 2022 dove, tramite l’apprendimento della mossa Doppioraggio (Twin Beam), riesce finalmente ad ottenere una forma migliore di sé stesso.

    A destare curiosità però è la sua pre evoluzione perduta. Sì perché nella BETA di Oro del 1996, Girafarig era lo stadio finale di Twins, Pokémon embrionale di tipo Normale/Buio richiamante il concetto dei gemelli siamesi. Anche Girafarig inizialmente era di tipo Normale/Buio, e non Normale/Psico.

    Il nome del BETA-mon è indubbiamente simile alla mossa (in inglese) introdotta in nona generazione, ed il fatto che ora il Pokémon non sia più diviso tra parte “buona” e parte “malvagia“, è la consacrazione di un percorso di redenzione nei confronti di questa creatura. Inizialmente quest’essere doveva combattere una continua lotta tra luce ed oscurità. Da Oro e Argento in poi, però, si è deciso per una forma più mansueta, la quale su Scarlatto & Violetto avrebbe raggiunto il pieno controllo della metà sadica inglobandola e piegandola alla propria volontà.

    Dudunsparce

    Prima di procedere, è doverosa una piccola analisi. Almeno in principio, Dunsparce era ispirato allo Tsuchinoko, essere della mitologia giapponese velenoso, capace di parlare agli esseri umani, incline all’alcol e alle menzogne, e solito mettere in bocca la sua stessa coda, per formare un cerchio e scappare via rotolando come una ruota.

    Tuttavia, crediamo oggi che le origini dell’evoluzione del Pokémon Terraserpe siano da spostare altrove. Dudunsparce potrebbe essere associato all’Uroboro, figura mistica presente sin dall’antico Egitto, raffigurante un serpente che, mordendosi la coda, forma un cerchio senza fine simboleggiando l’unità.

    In molti si sono lamentati della semplicità del design di Dudunsparce, ma è quanto di più vicino alla sua possibile ispirazione. Tanti Dunsparce che, mordendo la coda l’uno dell’altro, formano un essere più potente, ma soprattutto, unito contro le avversità patite da stadio base. Infine, tutti i riferimenti coniati nel 1996 con la terra ed il suo “trivellare“, rimangono ad oggi e la sua mossa evolutiva Ipertrapano ne è la conferma.

    Vi siete persi i primi tre capitoli di questa speciali? Nessun problema, eccovi i link per recuperarli tutti!

    1.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Lokix e Peldisabbia

    2.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bellibolt e Dondozo

    3.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bombirdier e Saccoferreo

  • Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bombirdier e Saccoferreo

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bombirdier e Saccoferreo

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon di prima e seconda generazione, a Paldea: eccovi tutte le possibili ispirazioni.

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    Abbiamo potuto constatare nel corso degli anni come Pokémon, ed in generale il team di GameFreak, agiscano durante la creazione e l’ideazione di una nuova generazione. Milioni di idee si riducono a migliaia di concept, che ancora si riducono a centinaia di creature effettivamente ufficializzate e rilasciate.

    La nostra serie di speciali proverà a capire se tra i BETA-mon trapelati e mai pubblicati in prima e seconda generazione, si possa nascondere qualche “antenato” rinato in nona generazione sotto nuove spoglie. Non perdiamo altro tempo ed andiamo con il terzo capitolo!

    Bombirdier

    Tutto l’internet, all’uscita dei giochi di nona generazione, ha ricordato il simpatico Pokémon Cicogna della BETA di Oro del 1997. Bombirdier dà vita ad un’idea vecchia 25 anni, ma sempre accantonata, forse perché non si voleva ripetere lo stesso errore fatto con Kangaskhan: un Pokémon Base che nasce dalle uova con un suo cucciolo già al seguito.

    Pur partendo dalla stessa ispirazione, i due Pokémon sono ben distinti e separati. Se nel primo caso troviamo una creatura affabile, materna e bonaria, dall’altra Bombirdier è letteralmente quello che suggerisce il nome, un uccello bombardiere. Anche la sua descrizione PokéDex non lascia spazio alle supposizioni: questo mostriciattolo tascabile adora far cadere le cose che tiene nel suo “grembiule” fatto di piume intrecciate, e percepirne il tonfo non appena toccano il suolo. Crediamo proprio che l’avergli assegnato il tipo Buio non sia stata una casualità. Gli sviluppatori volevano distinguere nettamente la cicogna passata nettamente più affabile, da quella poi rilasciata ufficialmente, decisamente più bellicosa.

    Saccoferreo

    Abbiamo diversi punti da elencare se parliamo di Saccoferreo. In primis il PokéDex ci dice che è stato avvistato solo due volte in passato e che se ne è parlato in una rivista sul paranormale come prodotto di un’antica civiltà. Quindi, assodato il fatto che tale Pokémon sia una forma paradosso futura ma anche passata, cosa ha da spartire con Gift, nome del BETA-mon?

    Ebbene, Gift, antenato di Delibird, non era di tipo Ghiaccio/Volante, ma al costo di perdere il riferimento ornitologico, acquisiva il tipo Acqua, proprio come Saccoferreo. Pare anche che entrambi dispongano di “mani libere” (almeno nella prima versione), a differenza di Delibird che è sempre intento a tener la coda simulando il sacco di Babbo Natale. Potremmo forse dire allora che le descrizioni del PokéDex siano un omaggio alle due forme BETA del Pokémon Consegna? Chissà, solo il tempo potrà darci risposte!

    Se volete recuperare il primo ed il secondo capitolo di questi speciali, potete cliccare sugli appositi link!