Nintendo, come ogni multinazionale che si rispetti, ha un iconico logo che la caratterizza, riconoscibile da chiunque, soprattutto dai più giovani… Ma siamo sicuri che a Nintendo sia sempre andata bene questa cosa?
Lo scorso dicembre, l’ex-presidente di Nintendo of America, Reggie Fils-Aimé, è stato intervistato al “Present Value Podcast“, dove ha parlato della sua esperienza con la casa di Kyoto. Qui, Reggie ha raccontato di come Nintendo è diventata una grande e potente azienda nel mondo videoludico, e di come, seppur con discussioni interne, siano sempre riusciti ad apparire confidenti e sicuri in pubblico per guidare gli affari al meglio.
Reggie Fils-Aimé si è anche confidato su un evento riguardante il logo attuale dell’azienda, e di come egli lo abbia “salvato” da una trasformazione che avrebbe cambiato per sempre il modo in cui vediamo questo brand. Ecco le sue parole:
“From a branding standpoint, we had to be clear in what Nintendo as a brand stood for, as well as what the individual franchises stood for. I’ll give you an example. When I joined Nintendo, there was a sense of almost shame that Nintendo appealed to young consumers, and the marketing team at Nintendo of America started doing things with the logo – that classic Nintendo logo in an oval – they would put it into graffiti style, or they’d do different things to try and age up the logo, and I put a stop to that because that is not our brand. And what we needed to do was yes, appeal to a broad swatch of consumers, but we needed to do it based on what the brand stood for, and not doing it in some false way. Systemically, we went through and cleaned up the presentation of the brand, but we also created messaging coupled with content that really broadened the reach, broadened the appeal, and set the stage for all of the great products we would launch like Wii, like Wii Fit, and eventually the Nintendo Switch.“
“Dal punto di vista del brand, dovevamo essere chiari su ciò che Nintendo rappresentava, nonché su ciò che rappresentavano i singoli franchise. Ti faccio un esempio. Quando sono entrato a far parte di Nintendo, c’era quasi un senso di vergogna relativo al fatto che Nintendo si rivolgesse soprattutto ai giovani consumatori, e il team di marketing di Nintendo of America ha iniziato a modificare il logo – quel classico logo ovale – lo avrebbero reso in stile graffiti, o avrebbero fatto cose diverse per cercare di renderlo più maturo, e lì li fermai perché quello non era il nostro brand. E quello che dovevamo fare era sì, fare appello ad un’ampia gamma di consumatori, ma dovevamo farlo in base a ciò che il brand rappresentava e non in modo falso. A livello sistematico, abbiamo esaminato e ripulito l’aspetto del brand, ma abbiamo anche creato contenuti che hanno davvero ampliato la portata di consumatori e posto le basi per tutti i grandi prodotti che avremmo lanciato come Wii, come Wii Fit, e infine Nintendo Switch.“

Reggie Fils-Aimé è stato davvero un presidente legato alle origini e alla vera natura dell’azienda. Quando Nintendo voleva cambiare il suo logo per rendersi “più matura”, lui si è opposto con tutte le sue forze, dimostrando che dovevano agire con la massima sincerità verso il pubblico e non apparire sotto mentite spoglie.






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