Tag: Team Rocket

  • Pokéricordi: perché Meowth riesce a parlare nella lingua umana?

    Pokéricordi: perché Meowth riesce a parlare nella lingua umana?

    Sono passati molti anni dall’arrivo, sui piccoli e grandi schermi, delle animazioni a tema Pokémon, ma la prima domanda che ci balenò in mente, insieme allo stupore, quando vedemmo il Team Rocket fu una sola: perché Meowth riesce a parlare nella lingua umana? Riscopriamolo insieme!

    La storia del nostro amato Meowth e del perché riesca a parlare correttamente la lingua umana inizia con il suo abbandono da quando era piccolissimo vicino al Campo Pokéhearts. Crescendo come un randagio, il nostro Mostro Tascabile era sempre affamato ed in cerca di cibo, tanto che un giorno rovesciò un cestino di palle da baseball scambiandole per cibo. I giocatori, insieme al loro coach, una volta scoperto cosa era successo, catturarono e legano il Pokémon lasciandolo penzolare dal ramo di un alto albero.

    Da quell’altezza, tuttavia, riuscì ad intravedere le immagini di un film hollywoodiano, che veniva proiettato su di un grande telo all’aperto, in cui una ricca famiglia stava facendo mangiare dei cibi deliziosi ad un esemplare della sua stessa specie. Con occhi sognanti decise in quell’istante di viaggiare verso Hollywood così da poter mangiare a sazietà.

    Dopo aver ritrovato le forze, riuscì a scappare e a mettersi in viaggio verso la sua meta ma, una volta arrivato, anziché ritrovarsi nel paradiso di leccornie che aveva immaginato, venne allontanato da tutti come un animale selvatico. Affranto, si ritrovò in un vicolo buio dove molteplici paia di occhi rossi l’osservavano dall’oscurità, che scoprì subito dopo essere altri Pokémon della sua stessa specie.

    Un esemplare di Persian si fece avanti, rivelando che egli era il capo di una gang di Meowth e che se voleva poteva unirsi a loro; proposta che accettò. Un giorno, dopo vari anni vissuti nelle strade con la gang, incontrò per la prima volta Meowzie, una femmina di Meowth, e se ne innamorò perdutamente, ma ella lo rifiutò perché troppo povero e perché preferiva gli umani. Senza perdersi d’animo, il nostro impavido Pokémon s’impose di camminare su due zampe e d’imparare a parlare la lingua umana, riuscendo nel suo intento dopo molte fatiche.

    Ahimè, i suoi sforzi non vennero riconosciuti dalla sua amata, poiché Meowzie lo rifiutò nuovamente dandogli del pazzo. Con il cuore a pezzi, Meowth vagò in cerca di uno scopo, finché un giorno non si ricordò la prima parola umana che aveva imparato, ovvero Rocket. Fu proprio quella parola che lo ispirò ad unirsi al Team Rocket, dove incontrò Jessie e James.

    Ed eccovi spiegata la storia di come il nostro amato membro del Team Rocket abbia imparato a parlare la lingua umana.
    Voi che ne pensate? Potrebbero altri Pokémon sviluppare tale dote? Fatecelo sapere con un commento qui sotto!

  • Why Famous? La genesi del “male”: l’eterno Boss Giovanni!

    Why Famous? La genesi del “male”: l’eterno Boss Giovanni!

    Benvenuti nel terzo episodio di “Why Famous?” di questo Mercoledì! Come nei capitoli precedenti (primo e secondo) verrà esaminato uno dei personaggi iconici del brand Pokémon. Lo scopo finale dell’articolo, sarà quello di chiederci come sia arrivato alla fama il soggetto preso in esame. Lo studio avverrà tramite la solita struttura in cui si approfondiranno l’identità, le origini, il percorso prima del mito e la linea di pensiero del personaggio.

    Seguendo la scia di Kanto, tra le citazioni ad honorem, non può mancare il leader più iconico a comando di un team malvagio: Giovanni! Ex capo del Team Rocket e attuale leader del Team Raibow Rocket, era celebre come Capopalestra di Smeraldopoli, prediligendo il tipo Terra.  Non resta altro che domandarci: Why Famous?

    Attenzione: in questo articolo sono presenti contenuti dal possibile carattere di spoiler riguardo i videogiochi canonici, la serie animata, compresi Pokémon: Le Origini e Pokémon Generazioni e la serie manga Pokémon: La Grande Avventura.

    L’ identità

    Boss del Team Rocket, noto in futuro come Team Raimbow Rocket, eredita la sua classe allenatore da Madame Boss, ex leader del team nonché madre di quest’ultimo. Tutt’oggi non è chiaro come sia divenuto Capopalestra di Smeraldopoli, se non per merito o in maniera illegittima, data la sua posizione. Nemesi di Rosso, viene affrontato in entrambi le vesti che ricopre nei titoli di prima generazione, dimostrandosi un allenatore esperto e di alto livello. Il suo scopo principale è la conquista del Mondo attraverso metodi poco leciti, come la cattura, il furto e la vendita di Pokémon rari, nonché esperimenti scientifici crudeli su quest’ultimi. Saranno proprio questi esperimenti, iniziati dalla madre ossessionata dal desiderio di catturare Mew, che porteranno alla nascita di Mewtwo. Grazie al leggendario, Giovanni sarà in grado di poter catturare più di 100 Pokémon, per poi infine perdere il controllo del clone. Solamente nel postgame di Ultrasole e Ultraluna, ove farà una breve comparsa, ne rientra in controllo, dimostrando di aver sviluppato negli anni le sue doti da allenatore. Nella serie fumettistica Pokémon: La Grande Avventura il suo ruolo rimarrà invariato, avendo in più come subordinati Lt. SurgeSabrina e Koga.

    Il Boss Giovanni con i Generali del Team Rocket.

    Le origini

    Originario di Smeraldopoli, escluso in Pokémon: La Grande Avventura ove il suo luogo natio è il Bosco Smeraldo, non si sa molto del suo passato se non attraverso flashback e citazioni da parte di familiari. Difatti, la già citata madre Madame Boss lo definisce un “ragazzo modello”. Inoltre, in Pokémon Generazioni, si viene a conoscenza dalle indagini svolte da Bellocchio, che Argento è suo figlio. Purtroppo, neanche lui saprà dare informazioni dettagliate al detective riguardo Giovanni, dato l’astio provato per il padre, affermando anche di non essere interessato a rincontrarlo.

    Smeraldopoli in Pokémon: Le Origini.

    Prima del mito

    Non avendo molte notizie sulle sue origini, non è ben chiaro come sia cominciata la sua carriera che lo ha portato a capo del Team Rocket. Si ha per certo però che, circa all’età di 20 anni, aveva un rapporto ostile verso l’operato di sua madre. Durante la lotta contro Rosso nella palestra di Smeraldopoli, in Pokémon: Le Origini, viene mostrato un flashback in cui un inesperto Giovanni è affiancato da un Charmender. Questo fa pensare che egli abbia iniziato la sua carriera da allenatore come tutti, ricevendo il primo Pokémon a 10 anni. Comunque sia, questo è solo un ricordo del Boss, difatti non si hanno notizie sul possesso o meno di un Charizard. E’ altresì noto invece il suo tipo peculiare, Terra! Infatti, era conosciuto con il nome di “Giovanni della Terra” quando deteneva il titolo di Capopalestra. Oltre a ciò, è stato anche autore del libro “Misteri della Terra”, ove ha attuato uno studio sui Pokémon di quel tipo, affermando per primo che Rhydon avrebbe avuto delle potenzialità per evolversi!

    Team utilizzato da Giovanni come Capopalestra.

    Il pensiero

    Cinico e calcolatore, rappresenta l’essenza stessa della criminalità organizzata. Non si fa scrupoli nel manipolare i suoi sottoposti per raggiungere i propri obbiettivi, comportandosi come un vero e proprio marionettista. La sua immagine ferrea non mostra segni di cedimento, rendendolo a tutti gli effetti un boss. Sarà poi Rosso a far vacillare la sua figura marmorea, facendolo ricredere sui Pokémon, visti per lo più come strumenti utili al conseguimento dello scopo. Difatti, durante il loro ultimo scontro, riaffiorano in Giovanni le sensazioni di entusiasmo e fremito che provava quando era un giovane allenatore. Ciò lo porterà ad un ritorno alle origini, in cui il denaro non poteva essere paragonato alle emozioni di una lotta Pokémon!

    Giovanni in Pokémon Generazioni intento ad abbandonare la Palestra di Smeraldopoli.

    Anche oggi finisce qui questo approfondimento su Giovanni! E voi quanto ne sapevate a riguardo? Lasciate un commento, proponendo in caso voi un personaggio iconico di cui volete sapere la strada che lo ha portato al successo! Ci vediamo Mercoledì prossimo con un’altro episodio di “Why Famous?”