Tag: teoria

  • [LEAK] Pokémon Scarlatto e Violetto, ci saranno le “forme regionali”?

    [LEAK] Pokémon Scarlatto e Violetto, ci saranno le “forme regionali”?

    Pokémon Scarlatto e Violetto, i vari LEAK del momento parlano e discutono delle nuove forme e “varianti” Pokémon; facciamo chiarezza.

    Unisciti al Gruppo Telegram di Pokémon Next per seguire tutte le novità e commentarle con gli altri utenti: http://bit.ly/2F95vcD

    A partire da Pokémon Sole e Luna nel 2016, Game Freak ha iniziato ad introdurre nei giochi delle Forme Regionali. Esse servivano per ridare luce ai mostriciattoli “dimenticati” o messi in disparte, aggiungendo nuovi stadi a linee evolutive già conosciute in passato, introducendo al competitivo combinazioni di tipi ancore inedite, modificando e riciclando design di Pokémon precedenti. Qualche esempio sotto per riassumere con chiarezza.

    Con Meowth è stato semplicemente fatto un lavoro di re-skin. Da Kanto ad Alola è cambiato il metodo evolutivo (da livello a legame) ed il tipo. Nella regione di Galar invece è stato tolto Persian per inserire un nuovo Pokémon, Perrserker, creando così una divisione evolutiva la cui base è sempre lo stesso Pokémon Graffimiao.

    Zigzagoon e Linoone hanno sì subito un re-skin estetico, ma in aggiunta alla loro famiglia hanno visto l’arrivo di Obstagoon nella regione di Galar. Ci viene presentata come un’evoluzione perduta che aggiunge un nuovo stadio ai mostriciattoli conosciuti ad Hoenn. Viene ulteriormente dichiarato che la linea galariana è quella originale, dunque gli esemplari trovati dalla terza generazione sono mutazioni indebolite e incomplete dello stadio finale.

    Vulpix e Ninetales vanno incontro ad un re-color, che però cambia il loro typing. Non sono aggiunte novità evolutive, ma la chicca sta nell’accoppiata Ghiaccio/Folletto ad Alola: inedita fino alla settima generazione.

    Cosa cambierà in Pokémon Scarlatto e Violetto?

    Nella nona generazione, a detta dei leaker più famosi come Riddler Khu e Kaka, non esisteranno più le Forme Regionali. Un concetto che ormai si era trovato posto e spazio nell’immaginario collettivo, sparirà nel nulla (almeno per il momento), cedendo il turno a due nuovi modus operandi.

    • Le Regional Fake Form (non abbiamo ancora il vero nome, né un adattamento nostrano): si tratterà di nuovi Pokémon inediti che si ispireranno a vecchi amici già conosciuti. Avranno un nuovo aspetto ed una nuova combinazione di tipi. Degli utenti su Twitter le hanno paragonate a Mimikyu con Pikachu: è un Pokémon a sé con una sua tipologia e nome, ma ricorda tanto le fattezze del topo elettrico più famoso di sempre. Alcuni leaker dicono che questo esempio non è tanto lontano dalla realtà, ma saranno ben altri i punti in comune con mostriciattoli del passato. Si vocifera di un nuovo Pokémon Acqua che, sparando un geyser verso l’alto, richiama le sembianze di Diglett. È di sicuro un’idea alla quale abituarci e con la quale dovremmo fare amicizia, anche se al giorno d’oggi, senza molto in mano, lascia più di qualche perplessità.

    • Le Varianti Future e Passate (anche qui non sappiamo ancora il vero nome): questa non sarà la nuova meccanica di gioco, che si basa su tutt’altro, ma un nuovo modo per inserire Pokémon dall’aspetto familiare. Infatti ormai è certo che alcuni dei mostriciattoli già noti avranno o una variante passata (disponibile su Scarlatto) o una variante futura (ottenibile in Violetto). Tale variante ribalta completamente l’idea di “forma alternativa”. Non cambierà il typing del Pokémon di partenza, ma saranno esseri a sé stanti, distinti dalla linea evolutiva originale; avranno nuovi nomi e diverso numero di Pokédex. Se tra Vulpix e Vulpix di Alola non c’è differenza nel Dex Nazionale, da ora non sarà più così. Uno tra Jigglypuff e Wiggytuff pare abbia una variante passata e non sarà in alcun modo collegata (se non da alcuni lineamenti estetici) ai Pokémon d’origine.

    Conclusioni

    Siamo davvero curiosi di queste nuove introduzioni da parte di Game Freak. Queste varianti passate e future potrebbero essere forzate dall’uomo? Potrebbero essere artificiali in qualche maniera? Saranno reperibili in natura o in “varchi spazio-temporali” come in Leggende Pokémon: Arceus? Compariranno dentro dei Raid da affrontare in multi-player come le Avventure Dynamax? Degli insiders hanno stimato circa 120/140 nuovi Pokémon, comprensivi di Regional Fake Form e Varianti Passate e Future; sarà un numero corretto? Davvero tante domande e poche risposte. Ma in fondo va bene così: ci sono una miriade di leak in giro per il web, molti dei quali falsi, e quelli veri sono vaghi. Ogni trailer ufficiale sarà sempre una conferma o una smentita su teorie fatte e ponderate, con la certezza che l’hype nei confronti di Pokémon Scarlatto e Violetto non tenderà a scendere, tutt’altro…

    Se volete recuperare la nostra lista di tutti i presunti leak veritieri, vi lasciamo il link a vostra disposizione.

  • [LEAK] Pokémon Scarlatto e Violetto, svelati indizi sul leggendario di Violetto

    [LEAK] Pokémon Scarlatto e Violetto, svelati indizi sul leggendario di Violetto

    Pokémon Scarlatto e Violetto: un nuovo leak di Khu ha fornito indizi a riguardo, dando vari spunti presumibilmente relativi al leggendario di Pokémon Violetto.

    Unisciti al Gruppo Telegram di Pokémon Next per seguire tutte le novità e commentarle con gli altri utenti: http://bit.ly/2F95vcD

    Ci siamo finalmente! A quanto pare il famoso utente e leaker Riddler Khu (celebre per aver anticipato, con i suoi soliti indovinelli, svariate novità di Leggende Pokémon: Arceus e Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente) ha fornito nuovi indizi sui futuri titoli di casa Game Freak: Pokémon Scarlatto e Pokémon Violetto. Ripercorrendo per intero la giornata di ieri fino ad oggi, Khu ha pubblicato ad intervalli di tempo irregolari “pezzi” di Pokémon, che man mano hanno trovato collocazione. Vi lasciamo tutte le immagini del caso.

    Non è stato assolutamente difficile trovare i legittimi proprietari di tali puzzle, e infatti si tratta di vari Pokémon Leggendari.

    Da ieri, tutto il web si interroga a cosa riguardino e come devono essere interpretati tali indovinelli. Si tratta ovviamente di Pokémon conosciuti anche ai fan meno accaniti, poiché tutti leggendari di copertina: Lugia, Rayquaza, Kyogre, Groudon, Solgaleo, Lunala e Zekrom.

    Egli ci ha poi mostrato parte del suo desktop dove, in via del tutto teorica, ha parecchio materiale ancora da rivelare. Il contenuto è accuratamente (o quasi) annerito, eccetto che per un’immagine, denominata “grape“. Tale termine è facilmente traducibile con “uva“, ed infatti non manca la conferma da parte di Khu che tutti questi indizi porteranno alla rivelazione del Leggendario di copertina di Pokémon Violetto. Lui stesso afferma che preferisce molto più questo Pokémon rispetto alla sua controparte in Pokémon Scarlatto per un motivo ben specifico: “è più figo”. Non abbiamo idea a cosa si riferisca, e perciò continueremo con le indagini.

    Il Pokémon cavalcabile ed il suo domatore su Scarlatto e Violetto

    Qualche ora fa (circa le 13.00 del 18/05/2022, ndr), l’utente posta su Twitter l’immagine sfocata, ora nitida, della giornata precedente. Una parola verrà censurata da noi, poiché non riteniamo opportuno mostrarvela in quanto piuttosto esplicita.

    Due cose saltano subito all’occhio. Tutti i leggendari ipotizzati sono confermati, e tutti sono “cavalcati” in qualche modo o da NPC, o dal giocatore protagonista, o da Ash e Pikachu.

    Altro elemento di certo non trascurabile, è il cane con il carrello per animali disabili. Proviamo ora ad unire tutti i punti e far luce su questo mistero.

    Come già notato da altri nel mondo del web, questo legame dei leggendari cavalcabili porta a due conclusioni, una più certa, l’altra meno. Si tratta indubbiamente del Leggendario di Violetto, ed esso potrebbe avere che fare con il “cavallo“. La Spagna ed il Portogallo (non sappiamo se questa nazione verrà esclusa o meno dalla regione Pokémon di nona generazione) sono molto famose per le varie razze equine che le popolano tutt’oggi. Celebri in tutta la penisola iberica, sono il Lusitano ed il Palomino. Il primo, noto perché utilizzato durante le corride, ed il secondo, dal manto chiaro e dalla criniera dorata, hanno dei nomi particolari. Se per la Lusitania non abbiamo dubbi, ex colonia romana che comprendeva proprio parte del Portogallo, “palomino” è anche un tipo d’uva, elemento che trova riscontro ancora una volta in “grape“.

    Aggiungiamo infine il “cane con le ruote”. Non riusciamo a non pensare al concetto di “biga” dopo aver discusso ampiamente di cavalli. Mezzo di trasporto anch’esso romano che comprendeva una pedana ove stanziava il domatore, trainata da due cavalli.

    Curioso il fatto che proprio in Spagna, a Madrid, nella Plaza de Cánovas del Castillo, vi sia una statua raffigurante Nettuno comandante della sua biga trainata da due cavalli.

    Ma non fermiamoci qui con le supposizioni. Il termine “biga” è sì il cocchio da guerra diretto dagli aurighi come già descritto, ma è anche una parola derivante proprio dalla lingua spagnola, che si potrebbe tradurre con il nostro “carro“. Inoltre “biga” è anche un vino rosso, ancora una volta spagnolo. Davvero tante coincidenze.

    Non dimentichiamo infine che, proprio gli Spagnoli, tutt’oggi, alla mezzanotte del 31 Dicembre, mangiano 12 chicchi d’uva per auspicarsi buona fortuna ad ogni mese dell’anno che verrà. E di fortuna ne abbiamo già parlato in questo articolo, in concomitanza con i leak di Maggio per le due forme regionali suggerite.

    Quindi potremmo davvero avere già delle info per quanto riguarda il leggendario di Pokémon Violetto: una creatura che in una qualche leggenda trainava qualcosa o qualcuno e che attende di essere domata. E a tutti noi, solo un Dio greco/romano sovviene nella mente: Apollo. Per gli antichi, egli scandiva il tempo del giorno e della notte, alternandosi ad Artemide, Selene ed Ecate, figure ricondotte alla luna.

    Siamo davanti a delle creature che discendono il tempo o lo manipolano a loro piacimento? Saranno pericolose ed attendono di essere domate? Sono benevole e scalpitano per un eroe degno? O si tratterà del classico trio Pokémon, in cui i due protagonisti si daranno battaglia in attesa che il terzo giunga a loro per metter tregua? Chi può saperlo… è certo che gli indizi di Khu sembrino portare tutti verso una direzione. Se esistessero i viaggi nel tempo controllati, non solo daremo una risposta concreta a Leggende Pokémon: Arceus e sul perché quest’ultimo ci ha riportati ad Hisui, ma spiegheremo come mai proprio lo Zorark hisuiano è presente in Pokémon Scarlatto e Violetto.

    In chiusura e per completezza, citiamo un’ultima teoria: coloro che comandano la biga sono detti “aurighi” per l’appunto, ed Auriga è una costellazione. Il logo di Violetto presenta delle stelle, e l’elemento che preferisce Khu su questo Pokémon potrebbe proprio essere un manto stellato. Ancora una volta ci viene in contro la mitologia greco/romana. Atena insegnò a Re Erittonio, molte cose, compreso come addomesticare i cavalli. Egli fu il primo uomo capace di attaccare quattro cavalli a un carro, ad imitazione del cocchio del Sole, una mossa audace che gli guadagnò l’ammirazione di Zeus e assicurò un posto fra le stelle. Là, Erittonio è raffigurato con le briglie in mano, forse mentre partecipa ai giochi panatenaici che spesso vinse alla guida del suo carro.

    Chissà quali misteri hanno ancora in serbo per noi Pokémon Scarlatto e Violetto. Rimanete sintonizzati sui nostri social per dire la vostra.

  • [TEORIA] Pokémon Scarlatto e Violetto, abbiamo risolto il leak di R.Khu?

    [TEORIA] Pokémon Scarlatto e Violetto, abbiamo risolto il leak di R.Khu?

    Pokémon Scarlatto e Violetto, abbiamo risolto il LEAK che gira da giorni su Twitter dell’utente Riddler Khu? Eccovi la nostra teoria.

    Unisciti al Gruppo Telegram di Pokémon Next per seguire tutte le novità e commentarle con gli altri utenti: http://bit.ly/2F95vcD

    Andiamo con ordine. Come ogni mese, nei primissimi giorni, l’utente e leaker Riddler Khu su Twitter lascia enigmi che dovrebbero annunciare novità “certe” sul futuro dei prossimi giochi Pokémon. Scarlatto e Violetto sono sicuramente oggetto di speculazioni in tutto il web, ma il protagonista della storia odierna, si è decisamente ritagliato un posto di riguardo tra quelli credibili. I suoi leak sono sempre dei puzzle e lascia all’utenza l’interpretazione senza mai rivelare la risposta corretta. Saranno gli annunci ufficiali futuri a decretare la veridicità o meno del suo operato.

    Il primo Maggio, i tweet non si sono fatti attendere ed hanno fornito indizi per due forme regionali “sicure” presenti dentro i titoli di nona generazione. Vi lasciamo le immagini qui in basso per comprendere meglio questi leak su Pokémon Scarlatto e Violetto.

    Per farla breve, ci racconta che, per questo mese, creare indizi non è stato semplice. Aveva paura di essere troppo esplicito e di incorrere in grossi rischi qualora si sbilanciasse eccessivamente. Quindi, rivelandoci solamente il concetto “due nuove forme regionali di Pokémon passati”, lascia una foto di un matador nel bel mezzo di una corrida con tanto di toro e un’immagine con parecchie cifre alfanumeriche.

    #1 Leak – E se il toro si riferisse a…

    Davvero facile pensare che uno dei Pokémon a ricevere una forma regionale possa essere Tauros. Siamo in una landa ispirata alla Spagna, nazione che fa del Toro un simbolo di folklore e tradizione. Ma come potrebbe essere questa forma regionale? Un’occhio attento avrà notato la ripetizione di una porzione di foto in basso a destra della stessa. Noi crediamo che simboleggi “l’aggiungere” o “il moltiplicare” elementi alla creatura base.

    Esiste nella cultura giapponese una figura mitologica, l’Hakutaku, una sorta di Bue bianco, con sei corna (due in testa e quattro sulla schiena) e nove occhi (tre in volto, sei sotto le corna dorsali ambo i lati). Si dice porti fortuna e benevola sorte a chi lo incontri e che quindi sia simbolo di buono auspicio. Dalle immagini che vi abbiamo proposto, potete notare quanto siano simili la figura del Toro con quella del Bue e quanto Tauros (tralasciando l’origine del nome) sia in realtà simile al secondo piuttosto che al primo. Game Freak potrebbe rendere il Pokémon più “taurino” ed estremizzarne i connotati fondendolo allo spirito della leggenda Yokai. L’immagine che si ripete, porta proprio a sei le corna della creatura e i numeri intorno con i punti interrogativi non sono altro che domande.

    Da quale generazione è preso il ruminante in questione? Prima (Tauros appunto)? Seconda (Miltank)? Quinta (Bouffalant)? Il tutto per mascherare il soggetto protagonista dell’immagine stessa. Se qualcuno dovesse poi chiedersi come mai nella penisola iberica dovremmo trovare riferimenti ai miti tradizionali nipponici, rispondiamo che Game Freak è solita mescolare le culture dentro le generazioni rilasciate. Basti pensare a Natu e Xatu, palese riferimento azteco, dentro la tradizionale Johto, oppure Hawlucha messicano, nella Kalos francofona. Infine i “nove occhi” potrebbero non essere reali: il Pokémon avrebbe delle macchie sulla schiena a simulare “sguardi“, un po’ come Arbok e il suo ventre o Masquerain e le sue ali, mentre in fronte, in mezzo ai suoi veri bulbi oculari, basterebbe una gemma o eventuale tale. Anche perché il Tauros di Kanto ha già delle gocce di metallo in fronte, quindi sarebbe davvero facile partire proprio da loro.

    #2 Leak – E tutti quei numeri?

    La seconda immagine è decisamente più criptica. Noi crediamo che Khu abbia reso molto più difficile il secondo enigma perché paradossalmente era più semplice indovinare il riferimento al Pokémon protagonista. Proviamo ad analizzarla. Ci troviamo davanti dei numeri con punti interrogativi, altre “domande” per capire da quale generazione è tratto il soggetto. Poi a cerchio abbiamo altre cifre, alcune delle quali palesemente esadecimali. Senza dilungarci troppo, ed essendo parecchio approssimativi, l’esadecimale è un sistema di conversione informatica che permette alle macchine di leggere numeri anche molto grandi con pochissimi caratteri. Prendendo in considerazione il 2 e quindi la seconda generazione, le cifre nelle immediate vicinanze sono “30” e “A5“. Con l’aggiunta delle immagini vi verrà tutto più chiaro da carpire.

    Se accettiamo come esadecimali solo le cifre alfanumeriche e consideriamo le restanti come numeri interi, notiamo che il 30 si riferisce a Ledyba nel Pokédex di Johto, come “A5”, convertito in 165, è sempre lo stesso Pokémon, ma nel Pokédex Nazionale. Questo scegliere quale numero convertire e quale invece lasciare intero, potrebbe essere una decisione dell’autore per aggiungere ancora più difficoltà all’indovinello. Inoltre, la coincidenza dei numeri laterali con la generazione di riferimento, funziona solo con il 2 e nessun altro.

    Khu era stato chiaro nel post: doveva essere quanto più dosato possibile nelle informazioni, perché il rischio di essere esplicito ed incorrere in problemi con The Pokémon Company questo mese era tangibile. Potremmo dunque aspettarci una coccinella dai colori più sgargianti con la possibilità di evolversi in una sorta di danzatrice di flamenco? Difficile dirlo adesso, ma abbiamo un ulteriore punto che accredita la nostra teoria.

    Conclusioni

    Sia l’Hakutaku che la Coccinella sono simboli di fortuna e buon augurio. Se ipotizziamo il leaker con una vasta mole di informazioni, ma costretto a doverne rivelare solo alcune in modo criptico, perché non sceglierne due con un filo rosso che le accomuna? Il concetto di “fortuna” potrebbe essere proprio il legame tra Tauros e Ledyba, buon auspicio nella forma alternativa ispirata alla mitologia del sollevante per il primo, e simbolo immemore di sorte favorevole in tutta Europa per il secondo. Saranno giuste le nostre considerazioni su Pokémon Scarlatto e Violetto ed i loro leak? Solo il tempo potrà fornirci le risposte che cerchiamo.

  • [Teoria] La vera identità dello scheletro del sequel di Breath of the Wild

    [Teoria] La vera identità dello scheletro del sequel di Breath of the Wild

    Il sequel di The Legend of Zelda: Breath of the Wild è probabilmente uno dei titoli più attesi in tutto il mondo, e di cui, purtroppo, non abbiamo più avuto notizie sin dal suo primissimo trailer, all’E3 2019. Proprio in quest’ultimo, i fan hanno potuto notare come il sequel di Breath of the Wild abbia un tono molto più oscuro rispetto al prequel (similmente a Ocarina of Time Majora’s Mask); inoltre, hanno anche potuto constatare che, per la seconda volta, la saga di The Legend of Zelda ci concede un sequel diretto a uno dei suoi titoli, senza mettere in mezzo timeline alternative… Ma ne siamo proprio sicuri?

    Commenta la notizia, resta aggiornato sulle novità e conosci nuovi Allenatori su Telegram, Instagram e altri nostri social: https://linktr.ee/PokemonNext

    ATTENZIONE:

    In questo articolo ci saranno pesanti spoiler su The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Hyrule Warriors: L’era della calamità. Vi consigliamo di procedere nella lettura solo se conoscete appieno la trama di entrambi i titoli.

    Un (non)prequel pieno di potenziale

    Dopo aver vissuto la storia proposta da Hyrule Warriors: L’era della calamità, pubblicizzato come un prequel di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, abbiamo tutti potuto constatare che un prequel vero e proprio in realtà non è. Il titolo, infatti, “dà il via” a una timeline alternativa a quella di Breath of the Wild. In questa seconda timeline, infatti, Link e i suoi compagni riescono a sconfiggere la Calamità Ganon nelle stesse vicende di quando si risveglia, e non 100 anni dopo (come in BotW). Riescono in questa impresa grazie a Terrako, un piccolo guardiano costruito (o riparato da una carcassa?) da Zelda durante la sua infanzia, che vediamo, nella primissima cutscene di Hyrule Warriors, partire dalla prima timeline per andare nel passato della seconda (di HW), con lo scopo di “salvarla”.

    Terrako della prima timeline che va nella seconda, fuggendo da un Guardiano

    Da qui, però, si origina il primo dubbio riguardante queste due timeline, che probabilmente verrà risolto in futuro: in un flashback di HW vediamo come re Rohan sequestra Terrako alla piccola Zelda. Dando per scontato che questo sia un momento condiviso da entrambe le timeline (dato che vediamo la Zelda di HW ricordarsi di ciò), ciò porta a chiedersi: dove si trova il Terrako della timeline di HW? Si tratta per caso del “Terrako oscuro” che affianca Astor? E se fosse così, come è divenuto “oscuro”? Evidentemente HW non costituisce solo uno spin-off fine a se stesso…

    Il “Terrako oscuro” di Astor

    Ma non finisce qui: in HW vediamo come Astor risveglia la Calamità Ganon prematuramente (prima del suo risveglio effettivo nella timeline di BotW), utilizzando proprio il Terrako oscuro, che è nientemeno il contenitore, o ricettacolo, come viene definito dal gioco, della Calamità. Ci colleghiamo così proprio ad Astor, personaggio che porta con sé un altro “buco” narrativo: chi è questo personaggio, oltre ad essere un servo di Ganon? Quali sono le sue origini? Come ha ottenuto il Terrako oscuro nella seconda timeline? Ma soprattutto, che fine ha fatto l’Astor della prima timeline?

    L’Astor che non abbiamo conosciuto

    Arriviamo così al punto focale del discorso: uno dei protagonisti assoluti del trailer di annuncio del sequel di BotW è sicuramente quell’essere scheletrico che si risveglia all’arrivo di Link e Zelda. Tutti noi, prima dell’uscita di HW, lo abbiamo ricollegato a Ganon, presumibilmente all’origine stessa della Calamità. Eppure, dopo aver vissuto la trama di HW, vi propongo un accostamento molto banale, ma a cui forse non tutti hanno pensato:

    Noterete l’abbondanza delle somiglianze: i capelli, l’occhio sulla fronte, la natura (espressa in vestiario e gioielli) da monaco/sacerdote oscuro. Proprio così: secondo me lo scheletro risvegliatosi nel trailer non è altro che l’Astor della prima timeline.

    Il vero ricettacolo

    In HW, Ganon viene risvegliato da Astor grazie al presunto Terrako di quella timeline che ne fa, appunto, da ricettacolo. In BotW, invece, la Calamità si risveglia autonomamente. Certo, viene narrato che è questo il comportamento usuale della Calamità, tant’è che il suo arrivo viene addirittura predetto. Ma se avesse bisogno comunque di un “appoggio”?

    Mi spiego meglio: facciamo finta che il Terrako della prima timeline non sia mai finito nella seconda (di HW). Ciò porta, inevitabilmente, alla morte dei quattro campioni e alla vittoria di Ganon anche in HW, esattamente come in BotW. Tuttavia, anche senza l’intervento dell’altro Terrako a salvare la situazione, in HW Astor avrebbe comunque risvegliato Ganon grazie al “suo” Terrako, della sua timeline. Dunque, perché non dovrebbe esser andata così anche nella prima timeline? Beh, perché lì Terrako non è mai divenuto il ricettacolo della Calamità (anzi, è addirittura fuggito nella timeline di HW dopo il suo risveglio). In assenza del mezzo, l’Astor di BotW ha probabilmente dovuto cercare un metodo alternativo, magari trovando un altro ricettacolo

    Siamo adesso (non che non lo fossimo già prima) nel pieno campo delle speculazioni, ma proprio in HW abbiamo visto come la Calamità ha facilmente assorbito Astor senza problemi, per usarlo come corpo “fuso” al Terrako oscuro. Ebbene, ritengo possibile che, in BotW, Ganon abbia proprio usato Astor per risvegliarsi (o meglio, Astor si è spontaneamente sacrificato magari), e per, forse, usarlo come ricettacolo. Per permettere ciò, Astor avrebbe forse dovuto essere il partecipe di un qualche tipo di rituale. Caso vuole che nel trailer del sequel di BotW troviamo lo scheletro (di Astor) sopra un altare, con una mano che ne sembra “assorbirne” il potere.

    E se fosse proprio andata così? Astor sarebbe quindi divenuto il ricettacolo della Calamità nella prima timeline per permettere il suo risveglio completo? E come mai, allora, si risveglia nel sequel di BotW? Che sia invece Ganon che, di nuovo, utilizza il corpo di Astor come mezzo? Ci toccherà aspettare l’uscita del gioco per scoprirlo!

  • [TEORIA] AZ e Galar: un viaggio nella mitologia antica alla scoperta dei loro legami

    [TEORIA] AZ e Galar: un viaggio nella mitologia antica alla scoperta dei loro legami

    Eccoci tornati, dopo quasi 20 giorni, su un’altra teoria Pokémon … questa volta in piena quarantena. Anche quest’oggi andremo ad analizzare e riportare il frutto del lavoro dell’utente Reddit markdmo, che, proprio come l’ultima sua teoria riportata in un nostro articolo, ha creato un post su Reddit e un video su Youtube dove espone le sue congetture, in lingua inglese.

    Stavolta non ci concentreremo sull’ispirazione mitologica di Pokémon Spada e Scudo o del suo antagonista, ma sempre della regione di Galar si parla… Oggi, però, metteremo principalmente le mani su un vecchio, potente personaggio del franchise… stiamo parlando del re immortale di Kalos, AZ.

    AZ come Alfa e Omega

    La storia di AZ: La sua punizione eterna

    Prima però, per rinfrescarci la memoria, ripercorriamo insieme la storia di AZ… Egli è su questa terra da ben 3000 anni, e ai suoi tempi era re di Kalos. Durante il suo regno, scoppiò una guerra contro un altro territorio, e il suo amato Pokémon, Floette, venne mandato a combattere. Ma, durante la battaglia, il Pokémon venne ucciso… Addolorato più che mai, AZ costruì una gigantesca macchina per riportarlo in vita, che assorbiva però la forza degli altri mostriciattoli tascabili. Il piano di AZ fu un successo, Floette era tornato in vita! Ma, ormai avendo perso il senno, il re decise di trasformare la sua macchina in una temibile arma, che distrusse entrambi gli schieramenti e pose fine alla guerra.

    Floette, però, disgustato da ciò che il suo allenatore aveva fatto, lo abbandonò. L’energia della macchina aveva reso AZ più alto degli altri uomini e, soprattutto, immortale, costringendolo a vivere in eterno vagando alla ricerca del suo amico, in un pentimento senza fine.

    “Io sono l’alfa e l’omega, il principio e la fine.”

    Dopo aver riletto la storia di AZ, procediamo senza indugi con l’analisi del personaggio, per poi arrivare alla sua ispirazione. Per prima cosa il nome: AZ, la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto, che vedremo essere un riferimento alla pratica della scrittura, ma anche alla sua immortalità. Infatti, la A e la Z possono essere ricondotte a Alfa e Omega, la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco, che insieme formano una simbologia ricorrente in molte culture, come… quella cristiana. In effetti, l’Alfa e l’Omega appaiono nel Libro della Rivelazione, l’ultimo libro del Nuovo Testamento cristiano che narra dei giorni antecedenti all’Apocalisse

    Dal Libro della Rivelazione, verso 21:6: “Ogni cosa è compiuta. Io sono l’alfa e l’omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell’acqua e della vita.

    Come si può leggere, l’alfa e l’omega rappresentano, rispettivamente, l’inizio e la fine di tutto, che vengono ricollegati a Dio, il quale anch’esso è principio e fine di tutto. Casualmente, questo verso è molto simile a quello che possiamo leggere negli archivi di Elisio su AZ: (tradotto dall’inglese) “Il nome del re era AZ, ed era sia la fine che l’inizio. Egli usò la tecnologia come non si era mai visto a quei tempi, per unificare Kalos per la prima volta.

    La prima unificazione di Kalos, compiuta da AZ, può essere ricollegata al re Clodoveo I (466 – 511 d.C.), che fu il primo a unificare la Francia, regione a cui Kalos è ispirata. Il re Clodoveo I è connesso all’utilizzo del “Fleur de Lis”, un giglio che simboleggiava la monarchia francese. Guardate un po’, questo particolare giglio è la fonte d’ispirazione per Elisio, la macchina di AZ e Floette.

    Il dono malsano dell’immortalità

    Appurato che AZ è strettamente collegato alla simbologia dell’alfa e omega, quindi la fine del mondo, possiamo passare a un’altra sua caratteristica: l’immortalità. AZ è un uomo distrutto, costretto a vagare in eterno come punizione per le sue azioni… esattamente come… la leggenda dell’Ebreo Errante.

    L’Ebreo Errante è un protagonista di un racconto popolare europeo del ‘300, che venne definito eretico dalla Chiesa cristiana. Secondo la leggenda, di carattere cristiano, mentre Gesù si stava recando al luogo della sua crocifissione, si fermò un attimo a riposare. L’uomo che lo stava accompagnando, che non lo aveva mai riconosciuto come il Messia, gli intimò con violenza di continuare, schernendolo. Si racconta allora che Gesù maledisse l’uomo, donandogli l’immortalità ma costringendolo a vagabondare in eterno fino alla sua Seconda Venuta, il Giudizio Universale o, più semplicemente, la Fine dei Tempi

    Vi ricorda qualcuno? Magari, un’altra persona che vagabonda in eterno per espiare i suoi peccati… qualcuno che distrusse due interi eserciti con la sua macchina…

    AZ e Gilgamesh: due re dannosi per il popolo

    Chi è Gilgamesh?

    Ci stiamo per collegare alla regione di Galar… ma prima, tiriamo in ballo un altro personaggio mitologico: Gilgamesh. Gilgamesh è un eroe mesopotamico protagonista dell’Epopea di Gilgamesh, il poema più antico arrivato ai giorni nostri. Esso è una raccolta, risalente a più di 4000 anni fa, di poemi sumerici, che costituiscono, senza esagerazioni, una delle fondamenta della cultura occidentale e medio-orientale. Il racconto è passato infatti nelle mani di molti popoli antichi, soprattutto in forma orale, ricevendo numerose variazioni e insediandosi nelle loro culture. Facendovi un esempio, l’Epopea di Gilgamesh è presumibilmente una delle ispirazioni dell’Iliade e l’Odissea.

    Ma veniamo al dunque, Gilgamesh è, anch’esso, un re. Egli regnò sulla città sumera di Uruk, e in alcune versioni del racconto si narra che cercò di ottenere… l’immortalità. Con il Medioevo, però, la cultura occidentale si dimenticò di Gilgamesh e dei suoi racconti, fino al 1849. In quell’anno, un archeologo inglese, Austen Henry Layard, era in viaggio per cercare prove che dimostrassero la veridicità dell’Antico Testamento. Egli fece una scoperta eccezionale: rinvenne delle tavole di argilla incise con caratteri cuneiformi, nell’odierno Iraq. Questo tipo di tavole venne rinvenuto anche in altre aree, ed esse vennero studiate, tradotte… ed è così che Gilgamesh riemerse dall’oblio.

    Eccovi una parte del prologo: “Gilgamesh, che vide l’Abisso, la fondazione del paese, che conosceva tutto, era saggio sotto tutti gli aspetti! Egli esplorò ovunque… e imparò ogni forma di saggezza. Egli vide cosa era segreto, scoprì cosa era nascosto, riportò una storia da prima del Diluvio. Arrivò molto lontano, era stanco, trovò la pace, e scrisse tutte le sue scoperte su delle tavole di pietra. Egli costruì il bastione di Uruk, della sacra Eanna, il magazzino segreto.

    L’Abisso è Apsu, il regno di Ea, dio dell’acqua, della creazione e della saggezza. Apsu era immaginato come un grande oceano sotto la superfice della Terra. Gilgamesh è riuscito quindi a guardare dentro Apsu, e ha trovato la conoscenza infinita. Ma vediamo altre informazioni su questo eroe mitologico…

    Il tiranno che sfida gli dei

    Avendo saputo della sua saggezza e sapienza infinita avrete pensato a una figura benevola… beh, no. Gilgamesh era un tiranno che opprimeva gli abitanti di Uruk. La popolazione, allora, chiese aiuto agli dei, che inviarono un potente uomo di nome Enkidu. Enkidu sfidò Gilgamesh a duello, ma quest’ultimo vinse, ma dopo il combattimento, i due divennero carissimi amici, ognuno ammirando la forza dell’altro.

    Tempo dopo, Gilgamesh, alla ricerca di fama e gloria, uccise il semidio Humbaba. Impressionata dalla sua potenza, la dea Ishtar si innamorò di Gilgamesh, ma lui la rifiutò. Essa, allora, mandò un Toro del Paradiso ad ucciderlo, ma il re, con l’aiuto di Enkidu, uccisero a loro volta la bestia. Gli dei infine si infuriarono, maledicendo Enkidu, che morì poco dopo.

    Gilgamesh, dopo quegli eventi, venne divorato dalla paura di morire. Così, andò a visitare Utnapishtim, un uomo immortale che, avvertito preventivamente da Ea, riuscì a sopravvivere al diluvio mandato dagli dei per sterminare l’umanità (E… sì, il racconto biblico di Noè deriva proprio da questi miti).

    Egli raccontò a Gilgamesh che il suo era un caso eccezionale, e che lui non poteva diventare immortale. Lo informò, però, di una pianta che avrebbe potuto ringiovanirlo. Gilgamesh riuscì ad arrivare alla pianta, ma un serpente, mentre lui era distratto, gliela rubò e la mangiò. Alla fine del racconto, Gilgamesh realizzò che esisteva un modo per diventare immortale: la sua storia doveva essere scritta, per rimanere impressa in eterno (guardate un po’… scrittura eh?).

    Ed ecco che abbiamo molti collegamenti fra Gilgamesh e AZ: entrambi sono re, entrambi hanno commesso crimini ai danni della loro popolazione, entrambi hanno perso un carissimo amico, ed entrambi connessi all’immortalità e alla scrittura.

    Il distruttore dell’ecosistema

    Ma non è finita qui, in altri racconti si narra che la dea Ishtar piantò un albero sacro nei giardini interni di Uruk. Quest’albero divenne casa per moltissimi animali, e non solo. In particolare: un serpente iniziò a vivere tra le radici dell’albero, l’uccello mitologico Anzu fece il nido sulla sua cima, insieme ai suoi piccoli, e, infine, una giovane demone fece della base dell’albero la sua dimora.

    Piccola curiosità: la giovane demone è Lilith, che nella sua trasposizione negli antichi racconti ebraici è stata la prima moglie di Adamo, ancor prima di Eva.

    Ma, ritornando a noi, possiamo collegare quest’albero sacro all’Yggdrasil della mitologia norrena, l’albero della vita, anch’esso caratterizzato da un serpente alle radici e da un volatile sacro sulla cima. E qui arriva il bello: l’Yggdrasil può essere a sua volta collegato al trio di leggendari di Pokémon X e Y, dove Zygarde rappresenta il centro dell’ecosistema, il bilanciamento perfetto fra la vita (Xerneas) e la morte (Yveltal), proprio come l’Yggdrasil. Se ricordate, AZ, con la sua macchina, distrusse l’ecosistema di Kalos, sterminando gran parte della popolazione, sia umani che Pokémon.

    Non sarebbe divertente se Gilgamesh avesse ucciso il serpente, rompendo l’ecosistema e facendo scappare gli altri animali? Beh, lo ha fatto. Dopo questi fatti, Ishtar donò a Gilgamesh due strumenti sacri (si crede un tamburo e un flauto), che però caddero negli Inferi. Enkidu si offrì di andare a recuperarli, ma morì e rimase intrappolato negli inferi. Fu così che Gilgamesh, aiutato da Ea, riuscì a riportare infine il suo amico in vita. Oh, ma guarda un po’, ha riportato un suo amico in vita, eh? Ah… quasi dimenticavo: Gilgamesh era più alto degli altri uomini.

    AZ e Galar: un personaggio e una regione con le stesse origini

    Siamo finalmente giunti all’ultima, lunga, parte di queste analisi e ricerche. Qui scopriremo come AZ e Galar hanno le stesse, o molto vicine fra loro, fonti d’ispirazione. Prima di continuare, però, vi consigliamo vivamente di leggere un altro nostro articolo, sempre derivante dalle ricerche dello stesso autore di queste, che tratta delle ispirazioni della regione di Galar. Le deduzioni in quell’articolo ci saranno molto utili per quello che stiamo per analizzare.  

    Dai Nefilim alla Torre di Babele

    Nel 1946, in Israele, sono state scoperte delle scritture risalenti al quarto secolo a.C. Esse, scritte in greco, ebraico e aramaico, contengono dei racconti biblici mai visti prima d’allora. Ed è qui che ritorna Gilgamesh. Però in questi racconti non è il re mitologico del poema mesopotamico, ma bensì, un Nefilim. I Nefilim sono figli degli Angeli Caduti (i seguaci di Lucifero) e donne umane, e sono caratterizzati da una corporatura più grande degli uomini, quasi giganti.

    Si racconta che i Nefilim e gli Angeli Caduti abbiano corrotto l’umanità, per esempio insegnandogli a creare le armi. Fu così che Dio diede origine al diluvio universale, per sterminare gli angeli caduti e i Nefilim, e purificare l’umanità. Lasciò in vita solo Noè, che era stato avvertito dall’Arcangelo Uriele. Ebbene, è possibile che questi giganti, i Nefilim, siano legati al fenomeno del Dynamax.

    Il nonno di Gilgamesh, Enmekar, fu re durante l’episodio della Torre di Babele. Il re babilonese Nimrod, infatti, ordinò la costruzione di un’immensa torre, per fare in modo che gli uomini potessero elevarsi fino a raggiungere Dio. Quest’ultimo, allora, creò scompiglio: prima di quell’evento tutti gli uomini parlavano la stessa lingua, ma Dio fece in modo che da quel momento parlassero lingue diverse. In questo modo, gli operai non si capivano più a vicenda e non poterono completare la costruzione della torre. Anche nella mitologia mesopotamica il mito esiste, semplicemente il Dio cristiano è sostituito da Ea.

    Gli ultimi anelli: l’Arcangelo Uriele e il Ragnarok

    Il re Nimrod, nella Divina Commedia, è rappresentato come un gigante legato al terreno, nel nono cerchio dell’inferno. Questo concetto è stato ispirato dal Tartaro, nel Libro dei Giganti. In questo libro, scritto da Enoch, antenato di Noè, il Tartaro viene descritto come un posto nell’Inferno dove gli Angeli Caduti e i Nefilim sono imprigionati al terreno, e sono sorvegliati… dall’Arcangelo Uriele. Di nuovo lui, eh?

    Ma perché è così importante? Fin’ora abbiamo costruito una catena, una catena che è partita da AZ, è passata da Gilgamesh, da Nimrod, e ora siamo arrivati all’Arcangelo Uriele. Ebbene, questo Uriele, come si collega a Galar? Per scoprirlo, colleghiamoci prima alla mitologia norrena

    Secondo i miti norreni, l’universo è nato da un abisso situato tra le terre del Fuoco e quelle del Ghiaccio. Da questo caos, nacque Ymir, un Gigante di Ghiaccio, che creò altri giganti. Dopo molto tempo, Odino e i suoi due fratelli, discendenti dei giganti, uccisero Ymir, e utilizzarono il suo corpo per creare l’universo, l’Yggdrasil e i 9 regni. I Giganti di Ghiaccio vennero segregati nel regno di Jotunheim.

    Come questo si collega a Pokémon? Diamo un’occhiata alle lastre di Arceus, in particolare alle incisioni su due di esse:

    • Quando fu creato l’universo, i suoi cocci crearono questa lastra.
    • Questa lastra racchiude la potenza sprigionata da giganti sconfitti.

    Ma i giganti torneranno, e, secondo la mitologia norrena, il ritorno dei giganti corrisponde al Ragnarok. Ed ecco che ci ricolleghiamo al nostro articolo precedente che ho menzionato prima, dove vi abbiamo mostrato gli stretti collegamenti fra la regione di Galar e il Ragnarok. Durante questo evento, Fenrir, padre di Skoll e Hati, caricherà Asgard accompagnato dai Giganti, per uccidere Odino. In questo evento, i giganti saranno guidati da Surtur, un Gigante del Fuoco che impugna una spada infuocata.

    Chi altro ha una spada infuocata? L’Arcangelo Uriele, a guardia anche del Giardino dell’Eden, dopo che Adamo ed Eva sono stati cacciati. Egli protegge l’Albero della conoscenza, della vita. Il viaggio per raggiungere quest’albero, nella tradizione ebraica, è chiamato anche come Sentiero della Spada Infuocata. L’albero di cui stiamo parlando è lo stesso albero che si collega perfettamente con la regione di Galar (anch’esso concetto esposto nell’articolo precedente).

    La fine della catena

    Abbiamo finalmente finito questo piccolo (neanche troppo) viaggio attraverso l’ispirazione di AZ e della regione di Galar, e abbiamo scoperto i loro punti in comune. Certo, potrebbero sembrarvi dei collegamenti un po’ forzati, e avete tutto il diritto di pensarlo, ma prendeteli per quello che sono: il frutto delle ricerche di un appassionato che si è divertito a ricercare i miti d’ispirazione e a collegarli! Quindi, vi è piaciuto l’articolo? Ne volete altri di simili, magari con ricerche dello stesso autore? Fatecelo sapere sul nostro gruppo Telegram!

  • [TEORIA] Il Drago Originale di Unima è il quarto figlio di Arceus

    [TEORIA] Il Drago Originale di Unima è il quarto figlio di Arceus

    In un pieno momento d’ansia generale per il fantomatico Nintendo Direct, condito con un virus altamente infettivo, le notizie interessanti che attirano la community e, soprattutto, sconfiggono la noia scarseggiano… Quindi, perché non ripescare dal passato alcune teorie Pokémon e specularci un po’ su?

    È il caso di un post datato 9 mesi fa, pubblicato su Reddit dall’utente MarsAdept, il quale ci propone una chiave di lettura diversa del mito della creazione del mondo Pokémon e delle leggende sul Drago Originale di Unima. Già grazie al suo titolo possiamo comprendere quali argomenti questo post andrà a toccare: “The Original Dragon was a member of the Creation Trio“, ovvero “Il Drago Originale era un membro del Trio della Creazione (Dialga, Palkia e Giratina)”.

    Il quarto stato della materia

    Iniziamo subito: sappiamo tutti che, dopo esser nato in un uovo in mezzo al nulla, Arceus diede alla luce Dialga, Palkia e Giratina. Questi tre Pokémon, oltre a controllare i diversi tre aspetti della realtà (tempo, spazio e antimateria), sono ispirati ai tre stati fisici della materia, a cui possiamo ricollegarli grazie al loro secondo tipo: solido = Acciaio (Dialga); liquido = Acqua (Palkia); e aeriforme = Spettro (Giratina). Sapete tutti che, però, la materia ha quattro stati… ed il quarto è il plasma. Il plasma in natura si può manifestare in varie “forme”, e le due principali sono i fulmini e le fiamme. Vi ricorda qualcosa?

    Probabilmente starete pensando ai due draghi leggendari di quinta generazione, l’incarnazione di verità e ideali, Reshiram e Zekrom, e non avete tutti i torti. Questo potrebbe costituire un punto in più sul fatto che il Drago Originale, che ricordiamo essere la forma che Zekrom e Reshiram avevano quando erano uniti insieme da Kyurem, potrebbe rappresentare il plasma.

    Il figlio “energetico” di Arceus

    Però, il Trio della Creazione non rappresenta solo gli stati della materia, ma anche gli aspetti della realtà: il Drago Originale potrebbe rappresentare l’energia. L’energia è il motore che fa accadere tutte le cose nel’universo. Reshiram e Zekrom rappresentano la presenza di energia, Kyurem rappresenta l’assenza, il vuoto. Questo si sposa benissimo con il design delle fusioni di Kyurem: i “cavi” che partono dal corpo del Pokémon Confine e che si collegano alle code di Reshiram e Zekrom per risucchiarne l’energia, come un “serbatoio”, possono infatti suggerirci questo tema.

    I legami fra Sinnoh e Unima

    Ma procediamo adesso a evidenze più concrete di questo legame tra i miti di Unima e Sinnoh… Nel postgame di Pokémon Bianco e Nero riceviamo dal Trio Oscuro, guardate un po’, l’Adamasfera, che aumenta il potere di Dialga, la Splendisfera, che potenzia Palkia, e la Grigiosfera, che aumenta invece il potere di Giratina. Il punto, però, è che in Bianco e Nero non sono presenti riferimenti a questi Pokémon leggendari, ne tanto meno eventi dedicati. Questo ci può far supporre che nei giochi di quinta generazione era previsto un coinvolgimento decisamente maggiore della lore di Sinnoh. Nel postgame di Pokémon Bianco 2 e Nero 2, invece, le tre “sfere della creazione” sono ottenibili nella Torre Dragospira, luogo strettamente legato a Reshiram e Zekrom a livello mitologico.

    Ricorderete poi sicuramente i Guardiani dei Laghi: Mesprit, Azelf e Uxie. Questi tre Pokémon leggendari sono molto legati al Mito della Creazione, dato che sono nati per volere di Arceus con il compito di donare agli esseri umani conoscenza, emozioni e volontà. Ebbene, sul Percorso 20 di Pokémon Nero 2 e Bianco 2 troviamo la Cava della Mente. Questa caverna, di aspetto del tutto identico alle caverne dove, nei giochi di quarta generazione, è possibile catturare i Guardiani dei Laghi, è esattamente il luogo dove incontriamo proprio questi Pokémon leggendari. La Cava della Mente è anche un luogo descritto come se connettesse Unima e Sinnoh attraverso passaggi sotterranei.

    Una terza sfera assai particolare…

    Infine, nel caso non lo sappiate, anche Kyurem avrebbe dovuto avere una sua sfera, simile alla Chiarolite di Reshiram e la Scurolite di Zekrom. Questa terza sfera la possiamo trovare nei file di gioco dei titoli dalla quinta generazione in poi, ma non è mai stata ottenibile in nessun modo. Questo oggetto è esteticamente identico alle sue controparti dei leggendari di copertina, tranne per il fatto che è grigia. Bene, volete sapere come si chiama questa sfera? Il suo nome è “God Stone“, la “Pietra di Dio“…

    Se prima i collegamenti mitologici tra Kyurem (o in generale il Drago Originale) e Arceus potevano sembrare un po’ deboli, questo toglie ogni dubbio: Kyurem avrebbe dovuto essere definito addirittura un dio.

    In conclusione…

    Come avete potuto vedere, la regione di Unima è strettamente legata a Sinnoh, soprattutto a livello mitologico. Questo ci può far pensare che nella trama di quinta generazione, avrebbe dovuto esserci una massiccia presenza dei miti di Sinnoh, e ciò non va ovviamente in contrasto con la nostra teoria. E se, effettivamente, il Drago Originale era stato pensato come membro del Trio della Creazione, e quindi quarto figlio di Arceus? Fateci sapere cosa ne pensate sul nostro gruppo Telegram ufficiale!