Tag: Virtual Boy

  • Un easter egg del Virtual Boy nel Labo VR Kit per Nintendo Switch

    Un easter egg del Virtual Boy nel Labo VR Kit per Nintendo Switch

    È uscito solo due giorni fa il Labo VR Kit, che lancia, con moderazione, la casa di Kyoto nel mondo della realtà virtuale, comparto tecnico che nel futuro potrebbe essere sempre più presente nel mondo dei videogiochi.

    Nintendo non dimentica, però, di tenere un occhio anche al passato inserendo una comparsa di quello che fu il suo primissimo tentativo di VR, il Virtual Boy.

    Primo vero grande fallimento commerciale di casa Nintendo, il Virtual Boy ideato da Gunpei Yokoi, (inventore anche del Game Boy e della ormai universale croce direzionale), fu progettato in un’epoca con tecnologie non ancora all’altezza ed ebbe risultati a dir poco scadenti, nonostante questo però Nintendo tiene a ricordarlo con una menzione d’onore tra i filmati disponibili all’interno.

    Una volta avviato si verrà infatti catapultati all’interno di Mario Tennis per il Virtual Boy!

    Un easter egg sicuramente interessante per chiunque, di seguito potete trovare un video dimostrativo del canale GameXplain:

  • Gunpei Yokoi, il vero motivo dietro l’addio a Nintendo

    Gunpei Yokoi, il vero motivo dietro l’addio a Nintendo

    Fra le personalità che maggiormente hanno contribuito al successo di Nintendo, figura Gunpei Yokoi. Questi è noto al pubblico come il creatore della linea di giochi a cristalli liquidi Game & Watch, della croce direzionale, di Game Boy e della serie Metroid. Il geniale inventore lasciò la compagnia nel 1996, un anno dopo il lancio del fallimentare Virtual Boy, che molti attribuiscono come la causa del suo divorzio da Nintendo. Ma la verità è un’altra.

    Il reale motivo dell’abbandono

    Nel 1996 un magazine giapponese di nome Bungeishunju pubblicò un’intervista a Yokoi, in cui questi parlava del reale motivo per cui avesse abbandonato Nintendo. Essa è stata recentemente ripubblicata online e riportiamo qui ciò che l’inventore ha dichiarato.

    «Ho lasciato Nintendo dopo oltre trent’anni. Dopo essermi laureato all’università, ho passato tutto il mio tempo presso Nintendo, a lavorare su oggetti per giocati. Arrivato a 55 anni, ho pensato che avrei dovuto cercarmi un lavoro che mi consentisse maggiore libertà d’espressione per le mie idee.»

    Insomma, i motivi dell’abbandono sono completamente opposti alla credenza comune del flop di Virtual Boy. La motivazione è stata ulteriormente approfondita da Yokoi.

    «Il giorno prima che andassi in pensione da Nintendo, Nikkei (giornale giapponese, ndr) fece un approfondimento su di me. In realtà non mi sono affatto dimesso per prendermi la responsabilità del fallimento di Virtual Boy. Già da prima di allora, avevo già pensato che allo scattare del cinquantacinquesimo anno di età avrei voluto diventare indipendente. Per dirla in un altro modo, sono arrivato con idee di tutta una vita ma continuavo a realizzare oggetti da gioco. È perché dovevo continuare a portare avanti la filosofia corporativi di Nintendo del “creare oggetti da gioco di nicchia”, che mi sono dimesso. Questo è l’unico motivo.»

    In seguito Yokoi fondò una compagnia chiamata Koto Laboratory e creò la console portatile WonderSwan, che venne commercializzata da Bandai. Sfortunatamente non ebbe mai il tempo che sperava per esprimere le sue idee creative, in quanto morì in un tragico incidente d’auto nel 1997.