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  • Abbiamo giocato Darwin’s Paradox su Nintendo Switch 2: cosa ne pensiamo?

    Abbiamo giocato Darwin’s Paradox su Nintendo Switch 2: cosa ne pensiamo?

    Darwin’s Paradox è quasi un ritorno a una dimensione videoludica che, negli ultimi anni, sembra essersi fatta sempre più rara: quella del gioco compatto, rapido, immediato, carino e riconoscibile fin dal primo sguardo.

    Il nuovo titolo pubblicato da Konami e sviluppato da ZDT Studio si presenta infatti come un’avventura platform 2.5D dal forte taglio cinematografico, capace di mescolare stealth, puzzle ambientali e ironia all’interno di un pacchetto breve (anzi, molto breve), ma decisamente pieno di personalità. E sì, è proprio questa la sua forza: non vuole strafare, ma vuole avere un’identità chiaraE ci riesce alla grande!

    La prima cosa che salta subito all’occhio è senza dubbio il protagonista, il nostro caro polpetto Darwin. Ha carisma e simpatia da vendere, e infatti ci entrerete subito in sintonia. La cosa più bella, però, sono le sue espressioni, rese davvero benissimo dal team di sviluppo: pur essendo praticamente muto, riesce a comunicare perfettamente ogni emozione, ogni paura, ogni momento di smarrimento o stupore soltanto attraverso il viso e il linguaggio del corpo.

    È proprio qui, infatti, che Darwin’s Paradox colpisce davvero: riesce a costruire empatia senza bisogno di grandi dialoghi, affidandosi a una caratterizzazione semplice ma efficacissima. I suoi “superpoteri” da polpo, poi, diventano il cuore pulsante di tutto il gameplay: arrampicarsi sui muri, schizzare inchiostro, mimetizzarsi tra fondali e ambienti, nuotare con velocità ed eleganza nelle profondità marine. Tutto questo rende l’esperienza più simpatica, coerente e anche sorprendentemente credibile nel suo essere sopra le righe.

    Darwin's Paradox Switch 2
    Il nostro Darwin si caccerà spesso in grossi guai…

    Se parliamo invece del gameplay nel modo più nudo e crudo, Darwin’s Paradox è un gioco molto semplice nella sua struttura: sezioni platform, trial & error, stealth ed enigmi si alternano con una buona regolarità, contribuendo a creare un ritmo nel complesso piacevole e capace di spezzare la monotonia. Il problema, però, è che questa varietà non sempre si traduce in una vera profondità.

    Gli enigmi, per esempio, risultano spesso fin troppo semplici, a tratti quasi basilari, e invece di portarvi davvero a ragionare o a sperimentare, vi chiederanno più che altro di trovare il giusto tempismo. Da questo punto di vista, una certa ripetitività può affacciarsi durante la partita, soprattutto nelle sezioni più basate sul provare, sbagliare e ripetere. Eppure, anche qui, il gioco riesce a salvarsi grazie al fascino del suo protagonista e a quell’atmosfera così buffa, leggera e piena di vita che accompagna praticamente tutta l’avventura.

    La prova di PokéNext è avvenuta su Nintendo Switch 2 e dobbiamo ammettere che dal punto di vista grafico l’impatto visivo, rispetto ad altre piattaforme, risulta un pochino meno incisivo. Nonostante questo, giocarlo su una console portatile, con tutta la comodità e la versatilità che ne derivano, ci ha restituito una sensazione di piacere immediato davvero difficile da ignorare. I platform, del resto, hanno da sempre qualcosa che si sposa benissimo con il mondo Nintendo, e Darwin’s Paradox su Switch 2 riesce a sentirsi assolutamente a casa. In modalità TV la resa migliora un po’, soprattutto sul piano dell’impatto generale, ma è proprio in portabilità che il gioco, almeno per noi, ha trovato una dimensione particolarmente naturale.

    Darwin's Paradox Switch 2
    Qui il tentacolo!

    Insomma, Darwin’s Paradox ci ha lasciato soddisfatti e divertiti. È un titolo che, nonostante una durata piuttosto contenuta (tra le 7 e le 8 ore, fino a un massimo di 10) e una rigiocabilità non particolarmente elevata, riesce comunque a conquistare chi decide di dargli una possibilità. Anche il prezzo, circa 25 euro, appare assolutamente coerente con ciò che offre, senza dare mai la sensazione di essere eccessivo.

    Più che per la profondità delle sue meccaniche, l’opera conquista per fascino, atmosfera e personalità. È decisamente piccola, ma anche molto curata e il suo caro polpetto riesce davvero a lasciare il segno. Non sarà il gioco più complesso o rivoluzionario dell’anno, ma è uno di quelli che, con la sua simpatia e il suo cuore, riesce comunque a farsi ricordare.

    Ringraziamo di cuore Konami e Nintendo Italia per averci fornito una chiave del gioco!