La collaborazione tra i due YouTuber iniziò nel lontano Aprile 2016 con la pubblicazione della prima stagione, relativa a Rosso Blu e Giallo. Un anno più tardi uscì la seconda stagione e adesso, a distanza di ben tre anni vedrà la luce il capitolo dedicato ai giochi di terza generazione!
“SCREEN PROVENIENTE DALLA SECONDA STAGIONE DI POKÉMON IN POCHE PAROLE”
Chissà come verranno stravolte le avventure di Brendon e dove ci porterà questa storia dalla comicità a volte assai pungente!
ECCO IL VIDEO (Clicca sopra e imposta il promemoria cliccando sulla campanellina)
Dalla sua prima edizione, nel 1996, il Gioco di Carte Collezionabili Pokémon divenne un fenomeno globale e tutto grazie al Set Base del quale abbiamo già parlato nel primo episodio. Quindi, alla luce del successo riscontrato, la Wizard decise di continuare la stampa del TCG annunciando due nuovi set d’espansione, usciti in Giappone nel 1997 e arrivati da noi 3 anni dopo: sto parlando dei set Jungle e Fossil.
Ci troviamo di fronte ai primi set d’espansione nella storia del TCG Pokémon, set molto semplici e anche modesti se paragonati a ciò che arrivò successivamente ma che comunque, forse proprio per la loro umile bellezza, albergano nel cuore di ogni collezionista veterano.
Un po’ tutti i ragazzi della generazione ’90/00 hanno collezionato questi set ma quanti di voi sanno che questi presentano numerosi errori di stampa? Vediamone alcuni:
Nella versione unlimited (cioè non-prima edizione) di Jungle, diverse holo furono stampate senza il simboletto dell’espansione.
Alcuni Butterfree di Jungle riportano la stampa del logo così sfasata da far sembrare l’uno una “d” minuscola, da qui la nomea di Butterfree “d edition”.
Nelle bustine prima edizione di Jungle fu erroneamente inserito il primo Pikachu promo.
Sull’attacco “pistolacqua” del Seadra e dell’Omastar Fossil, il loghino dell’energia acqua risulta totalmente sfasato e sovrapposto al testo.
Un errore, stavolta ortografico, è presente nel tentacool Fossil il cui Potere Pokémon “Svignarsela” è scritto con la q al posto della g, quindi, letteralmente “Sviqnarsela”.
E voi? Avete alcune di queste carte? Date una controllata ai vostri album e fatecelo sapere!
Per ulteriori curiosità e per conoscere tutti gli errori dei set Jungle e Fossil vi lasciamo il video edito da Professor Bob e Thp’s Castle of Cards.
In collaborazione con il Professor Bob e Thp’s Castle of Cards, vi proponiamo una serie di articoli dedicati al Gioco di Carte Collezionabili.
È letteralmente impossibile avere una visione completa dell’universo Pokémon se non si prende in considerazione, anche solo in parte, l’universo TCG o, come lo conosciamo noi in Italia, Gioco di Carte Collezionabili: fenomeno che ha giocato un ruolo importantissimo nel pubblicizzare e spingere un brand già consacrato dai videogiochi.
Tutti noi almeno una volta nella vita ci siamo emozionati ad aprire un pacchetto o a scambiare la carta del Pokémon che amavamo con un nostro amico. E tutto questo non sarebbe mai potuto accadere senza il leggendario set base, la primissima espansione del gioco di carte collezionabili.
A questo set appartengono carte che oggi rasentano il mito come il Charizard holografico e gli starter di Kanto e artwork bellissimi realizzati dai maestri Mitsuhiro Arita e Ken Sugimori. Nonostante l’iniziale diffidenza da parte dei distributori il Gioco di Carte Collezionabili riuscì a sfondare, grazie anche alla componente ludica che lo contraddistingue ancora oggi.
Quello che nel lontano 1996 appariva solo come un esperimento adesso rappresenta uno dei pilastri portanti del brand; quante espansioni hanno caratterizzato il TCG e quante carte hanno contribuito a rendere la nostra (e non solo la nostra) infanzia un periodo bellissimo. E voi? Giocate o collezionate ancora le carte Pokémon? O vi siete fermati molto tempo fa ma andate fieri dei raccoglitori impolverati, stracolmi di carte, che custodite gelosamente nell’armadio?
Volete saperne di più sul TCG??? Allora vi lasciamo qui sotto il video illustrativo del Professore e vi invitiamo a seguire questa fantastica rubrica che ci porterà alla scoperta di tutte le espansioni del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon!
In collaborazione con il Professor Bob, oggi vi proponiamo il secondo articolo dedicato alla scoperta delle origini dei Pocket Monsters.
Il tema di oggi sarà molto delicato ma allo stesso tempo affascinante perché riguarderà 2 dei Monsters più iconici della saga: Mew e il suo clone Mewtwo.
Da sempre gli esseri umani si sono chiesti quale fosse
l’origine della vita e da sempre hanno avuto una certa tendenza a modificarla e
modellarla secondo il proprio volere.
L’esempio più lampante è sicuramente l’ingegneria genetica e tutti i suoi utilizzi come ad esempio la cura di malattie ereditarie.
Ma ad oggi, probabilmente, il traguardo più significativo raggiunto da questa branca della scienza è rappresentato dalla capacità di replicare un individuo, ovvero di dare vita ad una sua “esatta” copia, direttamente in laboratorio: sto parlando ovviamente, della cosiddetta clonazione.
Ed è da qui che comincia la storia di Mewtwo: non si tratta di un Pokémon nato “naturalmente” bensì frutto di numerosi esperimenti, condotti dall’uomo, su alcuni fossili di Mew, l’antenato di tutti i Pokémon dentro il quale si dice sia rinchiuso il DNA di tutti i monsters!
Ma… cos’è il DNA? DNA sta per Acido Desossiribonucleico e rappresenta l’insieme delle informazioni, tramandabili, di un individuo.
Tutti noi sappiamo che le cellule del nostro corpo presentano una regione interna, racchiusa da una membrana, chiamata nucleo. All’interno del nucleo si trova raggomitolato e impacchettato, il DNA.
Tutti gli esseri viventi possiedono il DNA, anche quelli più semplici. Tutti noi, all’interno delle nostre cellule, portiamo quindi delle informazioni: il colore dei nostri occhi, dei capelli, della pelle, la nostra altezza, il funzionamento stesso delle nostre cellule, proprio tutto! Ogni pacchetto di informazioni, chiamato Gene, esprime una nostra caratteristica.
Ecco perché numerosi scienziati hanno cominciato a sperimentare la clonazione su diversi di animali. Da prima individui più semplici, come piccoli anfibi, poi via via più complessi.
Fino a quel 5 Luglio 1996 quando la comunità scientifica raggiunse un traguardo ammirevole: venne clonato, dal nucleo di una cellula somatica, ovvero da una cellula del corpo, quindi non attraverso la normale fecondazione, il primo mammifero della storia: la famosa pecora Dolly!
Questo portò ad uno sconvolgimento della definizione stessa di vita: vuol dire che un individuo può essere generato da una qualunque altra cellula del nostro corpo e non per forza per fecondazione!
Immaginate quindi i risvolti incredibili di questa grande scoperta, come ad esempio la possibilità, almeno sulla carta, riportare in vita creature estinte da milioni di anni. Esattamente quello che è successo con Mew! Questa creatura ancestrale, così affascinante e potente che possiede il DNA di tutti i Pokémon!
Quale grande privilegio sarebbe stato riportare in vita una creatura simile!? Così, dopo innumerevoli esperimenti, ecco la nascita di un Mew 2.0 chiamato appunto Mewtwo, una creatura che non solo conserva i geni di Mew ma che possiede anche delle caratteristiche che lo rendono più forte (una di esse è il fatto che il suo DNA sia stato fuso con quello degli esseri umani, ecco perché riesce a comunicare con essi ed ecco perché presenta comportamenti così umani).
Ma ogni suo potere, ogni sua incredibile caratteristica è data dal fatto che nel suo genoma, ovvero all’interno dei suoi geni, sono racchiuse le informazioni che gli consentono di avere quella forma, quel colore, quei poteri ecc…
Avrete sicuramente notato che Mew e Mewtwo si assomigliano incredibilmente soprattutto nelle forme e che tutte le caratteristiche peculiari di Mewtwo derivano dal mescolamento di alcuni geni durante le fasi di ricerca.
Come detto in precedenza, l’unico Pokémon di prima generazione a poter apprendere ogni mossa è proprio Mew, oltretutto, Mew e Ditto sono gli unici 2 Pokèmon a poter utilizzare la mossa Trasformazione.
Oltretutto la storia della clonazione di Mew ha dato vita ad una delle leggende metropolitane più famose dell’universo Pokémon. Tutto risale alla saga di Rosso, Blu e Giallo in cui è possibile trovare numerose informazioni su Mew e il suo processo di clonazione all’interno della Villa Pokémon, luogo situato sull’Isola Cannella. Un dato abbastanza curioso è che, a quanto afferma il Dr. Fuji nel primo film Pokèmon sono stati effettuati numerosi esperimenti tutti falliti fino alla nascita di Mewtwo. La cosa strana è che non si ha nessuna traccia di alcun referto riguardante questi esperimenti falliti. Anche se, effettivamente, qualcosa di bizzarro c’è. Nella Villa Pokémon è possibile incontrare uno dei Pokèmon più strani dell’intero Pokèdex: Ditto.
Ditto è il Pokémon mutante di tipo normale e la sua peculiarità è quella di trasformarsi nella copia esatta di qualsiasi cosa si trovi davanti a lui. Il dato straordinario è che quando Ditto prende le sembianze di un altro Pokèmon non replica solamente l’aspetto esteriore ma anche le sue caratteristiche peculiari come ad esempio le mosse in combattimento.
Dunque questo potrebbe farci pensare che i Ditto siano in realtà gli esperimenti mal riusciti della clonazione di Mew. E a favore di questa tesi abbiamo anche una certa somiglianza nella colorazione di Ditto e Mew, sia nella versione normale che in quella shiny.
Quindi allenatori, questa era la storia di Mew e della sua clonazione.
E voi? Cosa pensate della storia di Mewtwo e cosa pensate della clonazione? Fatecelo sapere con un commento. Come sempre però, vi lasciamo al video del Professor Bob con tutti i dettagli e immagini collegate!