Categoria: Speciali

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  • Merchandise Pokémon italiano: Calamite Mr. Day

    Merchandise Pokémon italiano: Calamite Mr. Day

    Nei primi anni 2000, l’ossessione verso i Pokémon era dilagante al punto che divenne impossibile starne alla larga. La Pokémon Mania fluiva tra le strade delle città come il sangue nelle vene, sconfinando in ogni edificio, invadendo parchi e spiagge. I tanto bramati mostriciattoli tascabili camminavano al nostro fianco saltando da un Game Boy all’altro attraverso il cavo Game Link, tappezzavano le pareti delle camerette, occupavano i banchi di scuola e… si facevano pure mangiare.

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    Esattamente nel 2000, durante l’apice della Pokémon Mania, uscirono delle vere e proprie merendine a tema Pokémon che non si limitavano più a fare da scrigno a solo una sorpresina tematica. Ovviamente stiamo parlando delle famose merendine Mr. Day prodotte dall’azienda Parmalat. Tra tutte le sorprese che si potevano trovare in queste gustosissime merendine, le più ambite erano sicuramente loro: le calamite Mr. Day.


    La collezione delle calamite Mr. Day

    Le sorprese all’interno delle merendine Mr. Day sono cambiate molte volte nel corso degli anni, alternandosi tra calamite, gomme e cancelleria varia. Ogni collezionabile possiede un fascino unico, capace di catapultarti nell’atmosfera di un passato ormai lontano. A trainare il carro delle novità fu proprio la prima serie di calamite Mr. Day che, per quasi tutto il 2000, invase ogni frigorifero esistente. In totale però esistono ben tre serie differenti, più un piccolo extra che avremo modo di approfondire in seguito.

    Le calamite Mr. Day sono formate dalla sagoma colorata del Pokémon in plastica morbida su cui, nel retro, è incollata una calamita nera per poterla attaccare a qualunque superficie ferrosa. Sulla calamita vera e propria vi è incollato un piccolo adesivo trasparente sul quale è riportato il nome del Pokémon, il numero identificativo del Pokédex ed il copyright Nintendo. Spesso, in vendita, è facile trovare la sola sagoma colorata del Pokémon, in quanto la calamita posta sul retro si distacca facilmente.

    Esempi di condizioni in cui può trovarsi una calamita Mr. Day

    Le sorprese Mr. Day venivano inserite nella confezione della merendina, all’interno di un involucro in plastica trasparente. Dentro l’involucro vi era anche un piccolo foglietto illustrativo con il logo Mr. Day e le avvertenze sul prodotto. Parmalat affidò la produzione delle calamite alla società per azioni Giocoplast che, nel 2001, cambiò nome in Grani & Partners.

    Fronte-Retro confezione di una delle merendine Mr. Day [Collezione mexuss_nest]

    Calamite Mr. Day Pokémon, che novità! – La prima serie

    La prima iconica serie di calamite Mr. Day ebbe un successo clamoroso e venne prodotta senza limiti, sfornando una tiratura dopo l’altra. La collezione, comprendente solo Pokémon di prima generazione, contava ben 20 mostriciattoli tascabili, tra cui: Bulbasaur, Venusaur, Squirtle, Charmander, Charizard, Butterfree, Pidgey, Pidgeot, Rattata, Pikachu, Raichu, Sandshrew, Clefairy, Jigglypuff, Meowth, Psyduck, Poliwhirl, Cubone, Weezing e Mewtwo.

    Prima serie completa calamite Mr. Day [Collezione personale]

    Oltre all’ovvia scelta di includere gli starter, la maggior parte degli altri Pokémon presenti ha avuto un ruolo importante nella serie animata, garantendosi così un posto nel cuore di ogni bambino.

    A caccia di calamite speciali – Analisi delle varianti

    Alcune di queste calamite presentano delle curiose varianti, non sempre note tra i collezionisti in erba. A tal proposito, è nostro dovere far chiarezza su tutte quelle scoperte sino ad ora.

    • Bulbasaur → La variante che caratterizza il primo Pokémon del Pokédex di Kanto è sicuramente la più nota e famosa. L’elemento che contraddistingue le varianti è il colore del bulbo caratteristico della ranocchia di prima generazione. Nella versione più comune il bulbo ha una colorazione giallo evidenziatore, mentre nella versione più rara il colore torna di un normale verde bosco. Purtroppo non ci sono fonti certe su quale delle due versioni sia uscita prima. Si può presupporre che, durante le prime distribuzioni, abbiano prodotto la calamita con il colore errato per poi correggerlo alla fine, a seguito di alcune segnalazioni. L’unica certezza è che il Bulbasaur con i colori originali, quindi quello con il bulbo verde scuro, è il più raro dei due.
    Bulbasaur – Varianti esistenti [Collezione personale]
    • Charmander → Nella classica calamita raffigurante Charmander, il Pokémon ha l’iride color blu scuro. Più raramente si possono trovare dei Charmander con un iride più chiaro che tende all’azzurro.
    Charmander – Varianti esistenti [Collezione personale]
    • Charizard → L’elemento che contraddistingue la variante dalla calamita classica è estremamente nascosto e difficilmente individuabile ad un primo sguardo. La piccola differenza sta in alcune pieghe della coda e nella definizione della fiamma.
    • Butterfree → La differenza tra le due possibili calamite raffiguranti Butterfree è abbastanza evidente e riguarda principalmente il colore di alcune parti delle ali. In una versione, il contorno delle ali, così come le antenne, sono di colore grigio scuro e le ali completamente bianche. Nell’altra versione, il colore grigio è sostituito da un blu notte e nella parte centrale delle ali c’è una venatura del medesimo colore. In questo caso non si rileva una vera e propria differenza di rarità, in quanto entrambe le versioni sono abbastanza comuni.
    Butterfree – Varianti esistenti [Collezione personale]
    • Rattata → Come per Bulbasaur, anche qui i colori della variante vanno a snaturare la cromaticità del Pokémon. La classica calamita di Rattata presenta i caratteristici colori viola e bianco, mentre, nella ben più rara variante, il colore della pancia è errato: invece che esser bianco, assume lo stesso colore violaceo del corpo. La calamita di Rattata con la pancia viola è considerabile la più rara della prima serie.
    Rattata – Varianti esistenti [Collezione mexuss_nest]
    • Clefairy → La scoperta di questa variante da parte degli appassionati è estremamente recente e riguarda i lineamenti di espressione intorno agli occhi di Clefairy. Nella classica versione, l’occhio a destra è privo dei suddetti lineamenti, presenti invece vicino all’occhio di sinistra. Nella versione alternativa, ultimamente scoperta, la ruga di espressione si trova vicino ad entrambi gli occhi.
    • Meowth → Le differenze tra le due calamite di Meowth sono veramente minime. Gli occhi del Pokémon nella versione classica sono abbastanza circolari, mentre nella variante questi tendono a ovalizzarsi molto.
    • Psyduck → La caratteristica che contraddistingue i due Psyduck sta nel ciuffetto caratterizzante il Pokémon. Nonostante la forma sia la medesima, a variare è nuovamente il colore; le due tonalità esistenti sono marrone e nero. Negli anni non è stata individuata una sostanziale differenza di rarità, in quanto entrambe sono abbastanza comuni.
    Psyduck – Varianti esistenti [Collezione personale]

    Viaggio a Johto – La seconda serie

    Dopo il grande successo della prima serie, con l’avvento della seconda generazione Pokémon, Parmalat decise di riproporre le calamite Mr. Day all’interno delle omonime merendine. L’uscita di questa serie si colloca nella seconda metà del 2001, a seguito dell’immissione sul mercato di un altro prodotto che fece la storia: le gomme Mr. Day. La collezione si compone di 18 calamite dedicate ai seguenti Pokémon di seconda generazione: Chikorita, Cyndaquil, Totodile, Sentret, Hoothoot, Ledyba, Togepi, Mareep, Bellossom, Marill, Hoppip, Sunflora, Wooper, Snubbull, Donphan, Elekid, Blissey e Lugia.

    Seconda serie completa di calamite Mr. Day [Collezione mista]

    Il motivo dietro la scelta di questi Pokémon è sicuramente un mistero in quanto, tralasciando gli starter, molti degli altri non hanno avuto ruoli particolari né nella serie animata né in altri prodotti affini. Di questa coloratissima serie non sono note varianti. Ovviamente non è detto che non ve ne siano, ma il ridotto numero di calamite in circolazione ha sempre reso difficile l’identificazione di piccole variazioni. Sicuramente è lecito affermare la totale assenza di differenze importanti come quelle analizzate su Bulbasaur o Rattata.

    Non solo calamitePortachiavi Mr. Day

    Nonostante la ridotta tiratura della seconda serie rispetto alla prima, anche queste calamite conquistarono il cuore dei piccoli collezionisti. Grazie al buon successo della serie, Parmalat pensò di proporre, come nuova sorpresa all’interno delle merendine Mr. Day, dei portachiavi del tutto uguali alle calamite della seconda serie. L’unica differenza stava nell’assenza della calamita e nella presenza di una classica catenina metallica. Anche l’adesivo sul retro presenta delle leggere differenze: oltre al nome del Pokémon, al numero del Pokédex nazionale e al copyright, c’è anche il logo «Pokémon. Acchiappali tutti». Grazie a questa idea vincente, i ragazzi poterono portarsi sempre con sé i loro Pokémon preferiti.

    Alcuni dei portachiavi Mr. Day [Collezione personale]

    La collezione si compone dei seguenti 13 portachiavi: Chikorita, Cyndaquil, Totodile, Sentret, Hoothoot, Ledyba, Togepi, Bellossom, Marill, Sunflora, Wooper, Donphan, e Lugia. Non è noto il motivo per il quale alcuni Pokémon della seconda serie di calamite non siano stati riportati sotto forma di portachiavi. In questi anni non sono mai usciti dei portachiavi raffiguranti Mareep, Hoppip, Snubbull, Elekid o Blissey, ma nulla ci vieta di sperare che un giorno saltino fuori da qualche collezione tenuta fino ad ora segreta. A tal proposito, è importante sottolineare come non esista nessuna locandina pubblicitaria che faccia riferimento a solo 13 portachiavi; diviene quindi lecito pensare che tutte le calamite siano state trasposte in portachiavi.

    Un difficile ritorno La terza serie

    La terza serie si compone nuovamente di ben 20 calamite dedicate ai seguenti Pokémon: Pikachu, Ariados, Lanturn, Pichu, Natu, Misdrevaus, Wobbuffet, Pineco, Snubbul, Shuckle, Piloswine, Delibird, Houndoom, Kingdra, Phanpy, Hitmontop, Smoochum, Blissey, Raikou e Larvitar.

    Terza serie completa di calamite Mr. Day [Collezione personale]

    La serie non ebbe molto successo, nonostante il miglioramento evidente della qualità di produzione delle calamite e la maggior cura nei dettagli. La terza generazione Pokémon, già sbarcata nel mercato da un anno, non trovò spazio tra le calamite di questa serie, contribuendo probabilmente al poco successo che ebbe tra gli appassionati. La terza serie Mr. Day è sicuramente la più rara delle tre e riuscire a completarla non è una sfida facile.

    Delicati equilibri fra successi e tracolli aziendali

    Il quadro storico che avvolge la terza serie di calamite è molto interessante, in quanto motiva scelte di mercato altrimenti discutibili. Per fare chiarezza su questo prodotto è necessario soffermarsi sulla situazione finanziaria di Parmalat a fine 2003. In quell’anno la famosa azienda fu protagonista di uno scandalo di scala europea che la vide accusata di bancarotta fraudolenta. Gli enormi debiti, che si propagavano da anni, portarono Parmalat al fallimento nel dicembre 2003. In quell’anno, prima del fallimento, Parmalat commissionò, come di consueto, la produzione di una nuova serie di calamite a Grani & Partners. Questa serie sarebbe dovuta uscire nello stesso anno e con le medesime modalità viste per le precedenti. Le cose però non andarono così.

    Parallelamente, nel 2003 la società Gruppo Preziosi si interessò all’azienda Mitica che già da qualche anno lavorava con marchi importanti come Dragon Ball, per la produzione di patatine fritte in busta. In quell’anno Gruppo Preziosi acquistò Mitica, che cambiò nome in Salati Preziosi. Nello stesso anno, Salati Preziosi lanciò sul mercato le prime patatine con sorpresa a tema Pokémon.

    A causa del tracollo, Parmalat cancellò l’ordine della nuova serie di calamite, nonostante Grani & Partners avesse già iniziato la produzione. Le sorpresine, ormai confezionate e pronte all’immissione sul mercato, vennero riciclate da Salati Preziosi. Ed ecco finalmente che, nel 2003, la terza serie di calamite vide la luce all’interno delle patatine in busta di Salati Preziosi. Formalmente questa viene considerata la terza serie di calamite Mr. Day, ma nulla ha a che vedere con le famose merendine… Se non per un piccolo dettaglio. All’interno dell’involucro in plastica in cui la calamita è contenuta c’è il fogliettino con il logo Mr. Day, nonostante, come visto, fosse Salati Preziosi a distribuirle all’interno delle patatine di marca omonima. Questo refuso è chiaro indice della frettolosità con cui l’ordine di calamite prodotte da Grani & Partners passò da Parmalt a Salati Preziosi.

    Attratti da un nostalgico ricordo

    Le informazioni in nostro possesso non sono molte, in quanto non esiste una nota bibliografia del prodotto. Ogni variante riportata è stata trovata dai pochi collezionisti di queste meravigliose calamite e ci tengo a ringraziarli di cuore per il contributo fornito. Non è quindi noto se esistano ulteriori varianti e, di conseguenza, la lista è da considerarsi in continuo aggiornamento.

    Le calamite Mr. Day sono tra i prodotti italiani più amati a tema Pokémon e fanno da chiara vetrina ad un collezionismo molto diverso da quello odierno. Alcune calamite saranno ancora attaccate a qualche frigorifero o a qualche forno, e la maggior parte saranno dimenticate in un cassetto, ma sono convinto che il solo parlarne possa riaccendere quella scintilla nostalgica che non può che farci innamorare come la prima volta.

  • Giffoni Good Games: parte il nuovo festival Campano dedicato ai videogiochi!

    Giffoni Good Games: parte il nuovo festival Campano dedicato ai videogiochi!

    Giffoni Good Games sta per avere inizio con la prima edizione dell’evento totalmente dedicato ai videogiochi e alla cultura interattiva, agli anime e alla pop culture.

    La fiera avrà luogo il 1° e il 2 luglio 2023 all’interno della Multimedia Valley di Giffoni Valle Piana (Salerno). Come da comunicato stampa, vi riportiamo i 10 eventi da non perdere durante il festival!

    1. IL DIETRO LE QUINTE DELL’INDUSTRIA CON I MAESTRI DEL SETTORE  

    Grazie alla presenza di ospiti come Jean-Luc Sala, Direttore Creativo dell’imminente Assassin’s Creed Mirage, e Christian Cantamessa, autore e regista che annovera nel curriculum titoli come Red Dead Redemption e Grand Theft Auto: San Andreas i partecipanti di Giffoni Good Games potranno scoprire i segreti dei professionisti che da anni sono protagonisti dell’industry. Tra le special guest anche Fabio Viola, uno dei massimi esperti mondiali di gamification, Christian Pulieri, game developer e startupper che realizzerà un videogioco in sole tre ore, partendo dalle idee del pubblico, e Sarah Arduini, premio Oscar per i migliori VFX del film Jungle Book e docente della Side Academy, partner educational dell’evento. Verranno inoltre allestiti laboratori e workshop per permettere a tutti di esplorare il mondo degli effetti speciali digitali.

    2. L’UNIVERSO DEI VIDEOGIOCHI CON I PANEL DI GIFFONI GOOD GAMES

    Nella Panel and Talk Area sarà possibile entrare nel vivo della cultura interattiva grazie ai panel in programma: dal mondo indie a quello dello speedrun, passando per le mascotte videoludiche, il genere horror e il rapporto tra cinema e videogioco. Non mancheranno poi talk su temi come la storia e il design del videogioco, il rapporto tra arte e game design, la storia del gaming italiano su Twitch – la casa del videogioco dal 2011 – e un panel intitolato Best of E3, dove si parlerà della storica convention che ha segnato profondamente il mezzo videoludico. Tutti gli incontri saranno condotti dai creator più acclamati, tra cui Michele “Sabaku” Poggi, Alessandro Fazza, Edoardo “Il Masseo” Magro, il trio “Power Pizza” e tanti altri ancora. Aperinerd, il format ideato da Dario Moccia, sbarca in versione live a Giffoni Good Games: il 1° luglio alle 20.00, Dario e altri dieci creator si riuniranno per parlare di videogiochi, anime e fumetti in compagnia dei fan, in un’atmosfera di pura gioia e goliardia. Per partecipare all’evento sarà necessario un biglietto aggiuntivo fino a esaurimento dei posti.

    3. INCONTRI CON I MAGGIORI CREATOR ITALIANI

    L’innovativo format del Creator District offre l’opportunità unica di entrare in contatto con i principali creator tra cui Virginia “Kafkanya” Gambatesa, che da anni sensibilizza la sua platea sui tempi di cyberbullismo e discriminazione online, Giorgio “Pow3r” Calandrelli,uno degli streamer più seguiti d’Italia, ma anche Sabaku, Federico Frusciante, Vking, Matteo Corradini e Mattia “Victorlazlo88” Ferrari. Tra sessioni di meet & greet e una miriade di attività, non mancheranno le occasioni per condividere la passione per i videogiochi con i talent preferiti.

    4. I GRANDI TORNEI ESPORT

    Chi ama gli e-sport a Giffoni Good Games avrà l’opportunità di vedere all’opera i giocatori più talentuosi della scena italiana. In programma l’1 Luglio i play-off della decima stagione degli Italian Rocket Championship, dove le quattro squadre migliori – Novo Esports, Reply Totem, Twentystars e Yotoru – si sfideranno per l’ambito titolo di campioni italiani del Summer Split. Ad organizzare il torneo è PG Esports, la prima società italiana dedicata al gaming competitivo. Il 2 Luglio invece la finale dell’University Masters,il primo torneo di videogiochi dedicato alle università italiane. Organizzato da 2WATCH, media-tech company partner dell’evento che lavora da anni nel settore dell’e-sport e del gaming, in collaborazione con la Gazzetta Dello Sport, ha lo scopo di supportare gli studenti grazie a diverse borse di studio in palio. Conduttrice d’eccezione Antonella Arpa, nota ai più come Himorta.

    5. LE AREE GAMING

    Chi pensa di essere un campione avrà l’opportunità di dimostrarlo a Giffoni Good Games nella Gaming Area: il noto team GL17CH, società creata dall’ambizione del famoso calciatore Ciro Immobile, organizzerà il FIFA Pro Club & Tournament, dove ci si potrà cimentare in un campo da calcio vero e proprio, attrezzato con 22 postazioni. I vincitori del torneo potranno vivere una stagione da pro-player dei GL17CH. Nell’area From Real To Sim, invece, le postazioni da Sim Racing saranno 6, due delle quali accessibili anche alle persone con disabilità, per permettere a tutti di immergersi nell’universo e-sport e vivere l’emozione del motorsport in un dialogo costante tra piloti Sim e piloti reali del team Kessel.

    L’Area 2WATCH-2PLAY: 300mq dedicati ai videogiochi, ai talk show e ad esperienze di realtà virtuale. Decine di postazioni da gaming per sfidarsi ai numerosi tornei e la possibilità di vincere fantastici premi targati Supercell. Qui il content creator Max Proietti intervisterà i più importanti streamer italiani e per i partecipanti aperitivo in musica con la band pop-elettro “Superbia”. All’interno dello spazio sarà presente anche il partner “Poppizziamo” che attraverso lavorazioni custom made potrà ricreare una caricatura ‘Pop’ su misura dell’utente. Infine, insieme a Luiss Università Guido Carli, offrirà un’esperienza VR per chi intende approfondire il proprio orientamento universitario e conoscere le offerte formative proposte dall’Ateneo. Per gli amanti della musica e del ballo postazioni Just Dance e postazioni VR per provare nuovi videogiochi sviluppati in ambiente virtuale.

    6. GLI ANIME PIÚ AMATI IN ANTEPRIMA

    Tutti gli appassionati del genere potranno vivere un’esperienza unica grazie alla collaborazione con Crunchyroll, Animation Partner dell’evento e leader globale nell’industria dell’animazione, che trasmetterà in anteprima alcuni episodi degli anime più amati, come la maratona degli anime del rivoluzionario Studio MAPPA, o l’anime calcistico BLUELOCK.

    7. UN’ESPERIENZA IMMERSIVA NELLA CULTURA COREANA

    Il fenomeno K-Pop travolge il Giffoni Good Games: in collaborazione con KTS – Kpop Show Time, ci si potrà immergere completamente nelle atmosfere uniche del pop coreano. Non mancheranno esibizioni dal vivo di K-Pop e random dance e attività di animazione e intrattenimento.

    8. L’AREA PER I PIÙ PICCOLI

    Grazie a GL17CH arrivano a Giffoni good Games anche le Maestre a cubetti, che attraverso Minecraft, postazioni pc e visori VR aiuteranno bambini, famiglie e curiosi con workshop e attività per promuovere la formazione ed educazione attraverso strumenti digitali ed immersivi.

    9. ALLA SCOPERTA DEL MAGICO MONDO DELLE STARTUP

    L’area Innovation 4 Gaming è il luogo ideale per entrare in contatto con le startup più rivoluzionarie del settore: Hoken Tech metterà in risalto le intersezioni tra blockchain, NFT e marketing trasversale, portando in anteprima un distributore portatile di NFT. NFT Factory, invece, mostrerà il suo nuovo gioco Cataclysm: Zero Mission, prequel dell’acclamato Cataclysm: azienda operativa nel settore web3, si dedica all’integrazione di NFT e videogiochi aprendo nuove dimensioni di gamification. Blaster Foundry sorprenderà tutti presentando in esclusiva una nuova versione di Space Invaders, un tributo ai creator italiani più seguiti. Ci sarà infine Code this Lab, un punto di riferimento nel panorama videoludico che dal 2009 produce in-house software e videogiochi.

    10. GLI ESPOSITORI

    Immergiti tra i grandi stand tematici: Nerd Yourself, tra cibo tipico e prodotti anime e manga, in un viaggio tra America e Giappone; Popsplanet, il grande portale italiano dedicato ai Funko Pop; l’Universo magico per maghi ed otaku di Fantauniverse;le collezioni di manga e comics di Velm; Snekko Shop, con action figure, toys, carte Pokémon, Yu-Gi-Oh e gadget sia vintage che moderni; Move The Game con poster, statue e figures. Damaichi Card Game, Daily Trading e Dragon’s Den con le carte da gioco e da collezione, da Magic a Pokémon. E ancora SD Retrogame, conVideogiochi, retrogame console; le t-shirt personalizzate di Nuvole Filate; le tazze, mousepad, spille, tappeti e cover della nerd culture di Ma Che Mania!

    I BIGLIETTI

    Le date da segnare in agenda sono sabato 1 e domenica 2 luglio. I biglietti sono già in vendita sul circuito Vivaticket ed è attiva l’esclusiva promo: è possibile acquistare online l’abbonamento per i due giorni a €14 a fronte dei €20 del prezzo in fiera.

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    MEDIA PARTNER

    Radio ufficiale della prima edizione di Giffoni Good Games è Radio 105, media partner dell’evento: il portale d’informazione Today e l’Agenzia di Stampa Dire.

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  • Pokémon RéBURST: il manga dimenticato in cui gli umani si fondono con i Pokémon

    Pokémon RéBURST: il manga dimenticato in cui gli umani si fondono con i Pokémon

    La storia dei prodotti Pokémon è costellata da prodotti di ogni tipo e per ogni media d’intrattenimento, dagli anime ai videogiochi, dai manga ai film. Alcuni di questi nel tempo sono stati dimenticati e quasi totalmente cancellati dalla storia del brand, per un motivo o per l’altro. Questo è il caso di Pokémon RéBURST, un manga debuttato nell’ormai lontano 2011 in Giappone mai trasposto in occidente.

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    Pokémon RéBURST

    Pocket Monsters RéBURST è un manga scritto da Jun Kusude e Mitsuhisa Tamura (dal quale è stato anche disegnato) pubblicato su Weekly Shōnen Sunday dal 9 marzo 2011 al 10 ottobre 2012. Il manga è molto diverso dal resto delle opere basate sui Pokémon, avvicinandosi più ad un manga shōnen, ricco di combattimenti e scene d’azione.

    Trama di Pokémon RéBURST

    La storia segue le avventure di Ryouga, un ragazzo intraprendente e testardo il cui più grande desiderio è trovare il misterioso Arcades per rivedere suo padre. Non si sa se questo Arcades sia un Pokémon o meno, ma Ryouga è da sempre in grado di comunicare con lui. Ad accompagnare il protagonista saranno Miruto e Yappy. La prima è una ragazza che sta indagando sulla misteriosa organizzazione GG (Great Gavel), il secondo ha come obbiettivo il diventare il più grande giornalista del mondo. L’organizzazione GG sarà l’obbiettivo principale da sovrastare per i protagonisti in quanto Ryouga possiede un Burst Heart originale, una pietra che permette al ragazzo di fondersi con un Pokémon.

    Il Burst è una meccanica totalmente nuova introdotta da questo manga. Tramite un Burst Heart una persona è in grado di fondersi con un Pokémon guadagnando i suoi poteri e le sue immunità, oltre a potenziarsi di molto fisicamente. Una delle tavole con cui è diventato più noto il manga è quella che vi lasciamo qui di seguito che è tratta dal primo volume:

    Pokémon RéBURST
    Fonte traduzione

    Nella pagina si può vedere il protagonista Ryouga mentre effettua un Burst fondendosi con il leggendario Zekrom contenuto nel suo Burst Heart. Nel manga poi si possono vedere anche altri personaggi fondersi con i Pokémon, tuttavia i volumi giapponesi sono introvabili in Italia. L’unico modo per poter leggere il manga è affidarsi a traduzioni non ufficiali pubblicate dai fan.

    Cos’è successo a Pokémon RéBURST?

    Con l’arrivo della quinta generazione nel brand di Pokémon ci sono stati tantissimi cambiamenti, che hanno avuto più o meno successo tra i fan della saga. Voleva essere quasi “un re-boot” per il brand, che però all’uscita non venne apprezzato da molti. Negli anni i fan hanno rivalutato Pokémon Bianco e Nero, ma sicuramente l’azienda rimase scottata dalle “poche” vendite dei titoli.

    Pokémon RéBURST si colloca proprio in questo periodo. Il manga in Giappone veniva anche pubblicizzato sulla stessa rivista di Detective Conan e Inu Yasha come un manga per un pubblico più maturo, quindi l’azienda aveva grandi aspettative. Nonostante le ottime premesse, non riuscì a mantenere alta l’attenzione da parte dei fan a causa della sua caratteristica principale: le fusioni. Da quelle poche opinioni che si trovano online, sembra che questa novità non sia stata gradita per nulla dal pubblico dell’epoca. Per quanto fosse un manga sui Pokémon, i mostriciattoli avevano davvero poca rilevanza.

    Sul pubblico occidentale ebbe pochissimo impatto, tanto che non esiste una traduzione inglese completa (così come quelle italiane). In Giappone invece il manga si è concluso contando un totale di 77 capitoli racchiusi in 8 volumi.

  • Merchandise Pokémon italiano: Gomme Mr. Day

    Merchandise Pokémon italiano: Gomme Mr. Day

    Come ormai noto, nei primi anni 2000, l’Italia e l’intera Europa erano sferzati dal vento della Pokémon Mania. I piccoli mostriciattoli tascabili avevano conquistato qualsiasi prodotto, dai generi alimentari fino al comparto scolastico. Oltre ai classici prodotti, quali zaini, astucci e quaderni, che ogni bambino sfoggiava con orgoglio sin dalla prima elementare, ne uscì un altro degno di attenzione e approfondimento: le gomme Mr. Day.

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    Un po’ di storia

    Tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001, dopo l’ultimo rintocco della campanella di scuola, ogni giovane studente si faceva portare di corsa a casa per non perdersi il consueto episodio di Dragon Ball Z, in onda su Italia 1. Durante le pause pubblicitarie, i piccoli telespettatori vennero travolti da una coloratissima e ammaliante pubblicità legata alle nuove sorprese a tema Pokémon ottenibili con le merendine Mr. Day.

    Pubblicità storica delle merendine Mr. Day

    L’azienda Parmalat e la sua linea di prodotti Mr. Day, che ancora oggi occupa i reparti degli snack nei supermercati, collaborò con Pokémon sin dagli inizi degli anni 2000. Da questa storica unione nacque una gustosissima merendina di pan di spagna, farcita e ricoperta da una crema al cioccolato; lo snack era poi decorato dall’indimenticabile disco di cioccolato bianco raffigurante Bulbasaur, Charmander, Squirtle o Pikachu. Durante i primi mesi di distribuzione vennero inizialmente inserite le calamite Pokémon, ma questa collezione verrà trattata in un successivo articolo.

    Iconico snack, simbolo della collaborazione tra Pokémon e Mr. Day

    Terminata la distribuzione dei magneti, durata circa un anno, Mr. Day rilanciò la sua linea di snack con nuovi prodotti e colorate sorpresine. Con tutti i prodotti della linea Mr. Day, tra cui “Mr.Day Praliné”, “Mr.Day Ciambella”, “Mr.Day Muffin” e “Mr.Day Muffin Cioccolato”, l’azienda distribuì degli articoli di cancelleria a tema Pokémon, tra cui le tanto amate gomme da cancellare.

    La collezione delle gomme Mr. Day

    La serie “Cancelleria Pokémon Mr. Day” comprende i seguenti prodotti:

    • 24 gomme da cancellare rappresentanti i seguenti Pokémon di prima generazione: Bulbasaur, Charizard, Squirtle, Wartortle, Blastoise, Raticate, Pikachu, Raichu, Sandslash, Nidoqueen, Nidoking, Clefable, Jigglypuff, Wigglytuff, Venonat, Meowth, Psyduck, Machamp, Golem, Slowbro, Gengar, Eevee, Snorlax e Mewtwo.
    Serie completa delle gomme Mr. Day [collezione personale]
    • 8 copri matita rappresentanti i seguenti Pokémon di prima generazione: Squirtle, Raticate, Wigglytuff, Psyduck, Poliwhirl, Rhydon, Eevee e Dragonite.
    Cinque degli otto copri matita Mr. Day [collezione personale]
    • 4 matite HB a tema Pokémon; seppur uguali ad un primo sguardo, le estremità presentano quattro colorazioni differenti (giallo, rosso, arancione e verde). Il disegno lungo lo stelo della matita sembra invece esser sempre lo stesso.
    Matite Mr. Day [collezione anonima]

    Parmalat pensò a questi gadget come veri e propri strumenti scolastici ma, almeno le gomme, non furono di grande aiuto nel cancellare gli errori dei piccoli studiosi. Durante la cancellatura, a causa delle tinte accese, si creava uno sgradevole alone colorato che non faceva altro che peggiorare la situazione sul foglio. Nonostante il tragico risvolto, le gomme Mr. Day trovarono ampio successo tra i ragazzi, che subito si dilettarono a “catturarle” tutte. Le ottime rifiniture, la cura nel dettaglio e gli sgargianti colori resero queste gomme perfette per essere esposte nella propria cameretta. I copri matita e le matite stesse ebbero un esiguo successo tra i collezionisti; anche in questi ultimi anni, dove la Pokémon Mania sembra ritornata alla ribalta, se ne è sentito parlare davvero poco. Questo scarso successo è da ricondursi alla bassa qualità con cui vennero prodotti e dipinti, oltre che alla maestosa concorrenza dei gadget Tomy.

    Gomme Mr. Day, una novità italiana?

    Tutti i gadget che compongono la serie “Cancelleria Pokémon Mr. Day”, comprese le tanto amate gomme, uscirono ben due anni prima negli Stati Uniti d’America. In America le gomme da cancellare vennero distribuite come veri e propri oggetti da collezione e non all’interno di merendine. Toy Island, un’azienda statunitense di giocattoli per bambini, mise in commercio le gomme da cancellare tramite la linea di prodotti “3D Erasers”. La peculiarità sta nel fatto che esistono due tipi di confezioni.

    Prodotto americano – 3D Erasers [collezione anonima]

    In quella classica le gomme erano caratterizzate dai classici colori con cui sono arrivate in Europa. All’interno di quest’ultima si trovavano quattro gomme facenti parte della collezione completa; sul retro erano infatti elencati tutti e ventiquattro i Pokémon ottenibili. L’altra confezione, recante la scritta “Collector Edition”, conteneva sempre quattro gomme ma con colorazioni alternative. Questa collezione si componeva invece di soli dieci Pokémon e per ognuno vennero previste più colorazioni diverse. Sfortunatamente non è noto quante varianti esistano per ogni Pokémon, ma sembra che le alternative siano solo tre: rosso, blu e verde chiaro. Inoltre, nonostante non si abbia la certezza, sembra che la gomma di Pikachu sia esente dal cambio di colore.

    Prodotto americano – 3D Erasers “Collection Edition” [collezione anonima]

    I Pokémon che componevano questa collezione erano segnalati sul retro della speciale confezione. Tra questi abbiamo: Charizard, Squirtle, Wartortle, Blastoise, Pikachu, Mewtwo, Gengar, Psyduck, Meowth e Jigglypuff.

    Anche le matite ed i copri matita derivano da gadget simili, sempre prodotti da Toy Island. Le confezioni in cui potevano esser trovati erano quelle della linea “Pokémon Pencil Toppers”.

    Prodotto americano – Pencil Toppers [collezione anonima]

    Un ricordo da non cancellare

    Spolverare queste vecchie collezioni alimenta il treno dei ricordi e per chi, come me, ha quasi trent’anni, fa volare la mente ai primi anni delle elementari. Eravamo letteralmente circondati dai Pokémon ed il collezionismo era puro divertimento genuino. Spesso, anche una semplice gomma colorata che faceva capolino dall’astuccio riusciva a strapparci un sorriso, dandoci sicurezza prima delle tanto temute interrogazioni.

  • Merchandise Pokémon italiano: Pokémon Advanced Action Cards

    Merchandise Pokémon italiano: Pokémon Advanced Action Cards

    Gli appassionati Pokémon di tutta Italia ricorderanno con piacere il 2004 in quanto, per molti, sancì l’inizio dell’avventura ad Hoenn. Nel 2003, con l’uscita di Rubino e Zaffiro, molti allenatori iniziarono ad esplorare la terza generazione; fu però l’anno successivo a trasportare la serie animata, il gioco di carte collezionabili e gran parte del merchandise nelle terre di Hoenn. Con questo articolo non mi soffermerò sui classici prodotti di quel periodo noti a tutti, come le prime espansioni della EX era del GCC, ma andrò a raccontare la storia di una serie di rara bellezza e spesso dimenticata: le Pokémon Advanced Action Cards.

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    Nel 1999, dopo alcuni anni difficili, la società Panini S.p.A trovò nuovamente casa in Italia, dove risiede tutt’oggi. Fu proprio in quegli anni, e nello specifico nel 2004, che Panini si affacciò al brand Pokémon pubblicando le action cards dedicate alla terza generazione.

    Logo Panini

    C’è però da sottolineare come questa serie non sia un’esclusiva italiana; Cards Inc. si occupò infatti della stampa in lingua inglese.

    La serie delle Action Cards

    La serie delle Action Cards, edita da Panini, è strettamente legata alla sesta stagione della serie animata Pokémon, debuttata in Italia proprio nel febbraio del 2004: Pokémon Advanced. Panini racchiuse magistralmente il Pokédex di Hoenn all’interno di 103 carte, lasciando però fuori i misteriosi Deoxys e Jirachi. A queste, vennero poi aggiunte 5 carte dedicate ai protagonisti della serie animata: Ash, Brock, Vera, James e Jessie. La serie completa, che non presenta distinzioni in base alla lingua, conta quindi 108 carte animate.

    Pacchetto italiano Advanced Action Cards [collezione personale]

    Il concept con cui furono pensate queste carte animate richiama le vecchie Lenticolari Yoga o le inglesi Action Flipz. Una delle principali differenze sta nelle dimensioni. Panini, al fine di valorizzare il Pokémon rappresentato, scelse una dimensione di 76×54 [mm] che, rispetto alle vecchie lenticolari cui eravamo abituati, risultò molto maggiore (basti pensare che le Lenticolari Yoga misuravano 40×50 [mm]).

    Confronto tra le advance action card e le lenticolari Yoga

    Nonostante la serie sia unica e segua abbastanza fedelmente la numerazione del Pokédex di Hoenn, ad un primo sguardo si possono notare tre diverse categorie di action cards.

    Le lenticolari, dedicate ai Pokémon senza stadi evolutivi, hanno un concept unico ed abbastanza innovativo per l’epoca. La transizione, che normalmente si avrebbe con i vari stadi evolutivi, qui è garantita con uno zoom sul viso del Pokémon. Oltre a questo, Panini decise di optare per un layout completamente trasparente della carta; se da un lato l’idea è interessante, dall’altro costringe il collezionista a porre dietro la carta uno sfondo chiaro in quanto, altrimenti, non si riesce a vedere il mostriciattolo tascabile. Le cinque action cards degli allenatori hanno le stesse caratteristiche. Panini decise di collocare tutti i Pokémon senza stadio evolutivo ed i cinque allenatori a conclusione del set, in modo da valorizzare la distinzione visiva con i layout scelti per i Pokémon in grado di evolversi.

    Action Card di Spinda [collezione personale]

    Le action cards, legate ai Pokémon con più stadi evolutivi, non sono trasparenti, ed il loro layout richiama quanto visto con le lenticolari Yoga. Sulla parte frontale vi è l’effetto lenticolare in cui gli stadi evolutivi si susseguono inclinando in vario modo la carta, mentre sul retro si trovano le immagini degli stadi evolutivi affiancati dal nome del Pokémon. Per distinguere i Pokémon a singolo stadio evolutivo da quelli con più stadi evolutivi Panini decise di scegliere due colorazioni di sfondo differenti. Le action cards raffiguranti i Pokémon capaci di evolversi una sola volta hanno sfondo rosso, mentre per tutti gli altri lo sfondo è celeste.

    Action card della linea evolutiva di Abra (il Pokémon psico di prima generazione) e di quella di Gulpin

    Le rappresentazioni dei Pokémon corrispondono in genere ai classici disegni di stock di Sugimori; nonostante ciò, osservando bene, si trovano delle piacevoli sorprese. Pokémon come Shroomish, Gloom o Surskit sono catturati in pose molto simpatiche ed inedite.

    Action card della linea evolutiva di Oddish [collezione personale]

    Errori di stampa

    Come ogni collezione che si rispetti, anche quella delle Pokémon Advanced Action Cards non fu esente da errori. Il primo è nascosto dietro la lenticolare dedicata alla linea evolutiva di Rhyhorn. Qui Panini invertì clamorosamente gli stadi evolutivi, associando al nome Rhyhorn l’immagine di Rhydon e viceversa… Non posso certo biasimarli, anche io mi sono sempre confuso con i due nomi. Il secondo errore è invece di tipo grafico e interessa il leggendario Regirock. Come detto inizialmente, con la transizione, si sarebbe dovuta alternare l’immagine intera di Regirock con lo zoom sul suo viso in quanto fa parte della categoria di Pokémon senza stadio evolutivo. Sfortunatamente, invece che avere lo zoom sugli occhi luminosi, è presente un ingrandimento sul ventre roccioso del Pokémon.

    Action card della linea evolutiva di Rhyhorn e di Regirock [collezione personale]

    Raccoglitore ufficiale

    La distribuzione delle Pokémon advanced action cards avvenne tramite delle classiche bustine acquistabili in edicola; tutte le bustine avevano lo stesso artwork e all’interno si potevano trovare solo tre carte animate. Sul retro delle bustine, più precisamente sotto l’aletta di chiusura, è riportata una scritta molto interessante che permette di far parzialmente luce ad uno dei maggiori misteri legati a questo prodotto. La suddetta scritta recita “Chiedi al tuo edicolante il NUOVISSIMO PORTACARDS dove potrai raccoglierle tutte!”.

    Retro del pacchetto delle Action Cards [collezione personale]

    Diviene presto intuibile come esista una qualche specie di raccoglitore ufficiale atto a contenere questa meravigliosa collezione. Sfortunatamente è pressoché impossibile recuperare informazioni su questo “portacards” ed ho impiegato mesi per risolvere il mistero.

    Quando si pensa ad un raccoglitore viene subito in mente il classico album a tema con all’interno le buste trasparenti (Topps, Lamincards, Staks ecc..). Panini optò invece per un raccoglitore completamente diverso. Il “nuovissimo portacards” non è altro che una scatolina gialla con apertura a scrigno al cui interno c’è lo spazio per collocare il mazzetto di action cards. Sulla parte frontale della scatolina c’è riportata ad inchiostro la scritta “Pokemon Advance” con il logo Panini. Ad oggi questo cofanetto è davvero molto raro e se ne vedono pochissimi in vendita. Molti non sanno della sua esistenza e anche al tempo è lecito pensare che pochissimi bambini fossero andati dall’edicolante a richiederlo dopo aver letto la scritta dietro la bustina. Sfortunatamente non è noto se Panini pubblicizzò questo particolare raccoglitore in altro modo.

    Portacards ufficiale Panini [collezione personale]

    Il mistero che aleggia sopra queste collezioni tende sempre a coprire alcuni dettagli che ci permetterebbero di far luce su alcune domande rimaste senza risposta. Analizzare nel dettaglio questo tipo di prodotti è come una vera e propria avventura in cui neanche internet ci viene incontro per dare una mano, ma d’altronde nei primi anni duemila si viveva così il collezionismo, saltando da una rivista ad un’altra ed affidandosi a voci di presunti cugini esperti.

  • Alla scoperta del GCC Pokémon: Jungle

    Alla scoperta del GCC Pokémon: Jungle

    “Ciao a tutti! Benvenuti su Pokémon Next.

    Mi chiamo Roberto! Però la gente mi chiama Mr.Pokémon!

    Nel nostro mondo è stato prodotto un gran numero di set di carte collezionabili Pokémon! Per alcuni sono terreno di gioco competitivo, per altri carte da collezionare con amore. In quanto a me… Lo studio ed il completamento di questi set sono il mio lavoro.

    La tua avventura alla scoperta dei segreti che i set di carte Pokémon custodiscono sta per iniziare. Ti aspetta una lettura ricca di informazioni e nostalgia!

    Andiamo!”

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    Introduzione al Jungle

    Grazie all’enorme successo ottenuto con la produzione e la distribuzione del Set Base in Giappone, Media Factory, decise di stampare e render disponibile al pubblico nipponico il 5 marzo 1997 un nuovo set, il Jungle. Per via dei pochi mesi trascorsi tra l’uscita del Set Base e del Jungle in Giappone, è lecito supporre che tale set fosse già in progetto nei laboratori della Media Factory, nonostante non fosse prevedibile il successo planetario del primo set.

    Logo set Jungle

    Il Jungle è il primo set tematico della storia del gioco di carte collezionabili. Ambientazioni e Pokémon scelti vanno a richiamare la giungla, bioma tipico dei paesi tropicali ed equatoriali, caratterizzato da una fitta e varia vegetazione. In occidente il set uscì ben due anni dopo, il 16 giugno 1999, sempre grazie al lavoro della Wizard of the Coast.

    A differenza del Set base, che non presenta un simbolo di identificazione, The Pokémon Company attribuì al Jungle il fiore della Rafflesia, pianta tipica delle zone tropicali, nonché ispirazione per il concept di Vileplume. Tra il simbolo del set giapponese e quello occidentale non ci sono differenze rilevabili. Questo segno di riconoscimento venne posto a destra sotto l’artwork della carta e la sua posizione non variò fino al rilascio del set “Legendary Collection” compreso. Tale espansione fu stampata in meno lingue rispetto al Set Base tra cui: giapponese, inglese, tedesco, francese, italiano, spagnolo, olandese e portoghese.

    Jungle fu pensato come espansione del Set Base. Il set é caratterizzato da pochissime carte, solo 48, dedicate principalmente a Pokémon non illustrati nel precedente set, in modo da avvicinarsi al completamento del Pokédex. Questa volta la trasposizione tra set giapponese e occidentale non fu uguale, ma WotC fece alcune modifiche sostanziali al fine di dargli una dimensione più congrua alla distribuzione.

    Snorlax raro a sx e Snorlax raro olografico a dx

    L’idea fu quella di inserire sia la versione olografica che non olografica delle carte che nell’espansione giapponese erano solo olografiche, raggiungendo quindi le 64 carte totali. Per quanto riguarda il layout, l’ordine di numerazione scelto per le varie lingue e l’effetto olografico usato per le varie carte si richiama all’articolo sul Set Base, in quanto non sussistono differenze.

    Il set giapponese venne interamente stampato con il simbolo di rarità classico posto in basso a destra a fianco del numero Pokédex di quel Pokémon. Non esiste quindi una versione no-rarity del Jungle. Per i set occidentali, invece, abbiamo sia una prima stampa in prima edizione caratterizzata dal classico bollino nero già visto per il Set Base, che una stampa unlimited di maggior tiratura e quindi di minor rarità.

    Pacchetti e mazzi tematici

    I pacchetti giapponesi, sempre da dieci carte, presentavano tutti lo stesso disegno illustrato da Mitsuhiro Arita, il quale andava a richiamare fedelmente il tema della foresta tropicale. All’interno di tali pacchetti era sempre garantita una carta olografica. I booster pack occidentali contavano invece undici carte e tre differenti artwork.

    Confronto tra artset occidentale (uno italiano e due inglesi) e pacchetto giapponese

    A causa delle scelte già discusse di WotC, la carta olografica non era garantita nella versione occidentale; questo rese le olografiche occidentali più rare e ambite dai collezionisti. Anche qui, come per il Set base, si potevano trovare all’interno dei booster box ben 36 bustine. Una piccola curiosità riguarda l’illustrazione di Arita presente sul booster box giapponese, in cui è raffigurato un Exeggutor con il collo allungato, andando così ad anticipare la versione regionale di Alola uscita quasi venti anni dopo.

    Copertina di un box Jungle giapponese

    È plausibile supporre che l’Exeggutor di Alola rappresentasse l’idea originale di Exeggutor, poi scartata per sostituirla a quella nota in cui il Pokémon presenta un collo più corto.

    A corredo del set WotC produsse due mazzi tematici: Super Power e Getto d’Acqua. Questi sono composti da 60 carte l’uno, un regolamento di gioco, segnalini danno, lista delle carte ed una monetina per il Testa o Croce raffigurante Vileplume. In entrambi si trova una carta olografica del set, rispettivamente Kangaskhan e Vaporeon, oltre che tutte le restanti carte necessarie alla costruzione del mazzo.

    Confronto tra i differenti mazzi tematici in lingua inglese

    L’angolo dell’illustratore

    Il gruppo di illustratori che lavorò al Jungle era numericamente ancora molto limitato. Mitsuhiro Arita, Ken Sugimori, Keiji Kinebuchi e Kagemaru Himeno riuscirono ad amalgamare i loro diversi stili verso il comune scopo di ricreare un’avventura in una giungla abitata da molteplici specie Pokémon. Mitsuhiro Arita, grazie alla tematicità del set, riesce a migliorarsi ulteriormente e ad enfatizzare al massimo il proprio stile andando a curare maniacalmente le ambientazioni dei suoi lavori. È d’obbligo citare alcune carte diventate iconiche grazie alla loro bellezza e armoniosità come il Lickitung [38/64] o il Cubone [50/64].

    Lickitung [38/64] e Cubone [50/64]

    Kagemaru Himeno è una delle poche illustratrici che, nonostante abbia iniziato agli albori del TCG, tutt’oggi illustra un gran quantitativo di carte per i nuovi set. Il suo stile si concentra sull’uso di acquerelli con i quali tende ad addolcire i contorni e gli ambienti in cui il Pokémon è raffigurato. La delicatezza che un acquerello riuscirebbe a regalare viene compensata dall’uso di colori estremamente saturi e patinati, generando così delle tonalità che il più delle volte non rispecchiano gli originali colori dei Pokémon. Anche l’anatomia dei mostriciattoli tascabili è enfatizzata ed interpretata dall’artista creando così confusione e talvolta poca proporzione nel risultato finale.

    Una scelta artistica davvero curiosa e limitata a pochissimi set del GCC fu quella di inserire alcuni animaletti del mondo reale all’interno degli artwork. In questo set è infatti possibile vedere un Eevee che gioca con delle farfalle, uno Spearow che caccia un vermetto o addirittura un Exeggutor che si gode un tramonto mentre un piccolo granchio si avvicina a lui incuriosito.

    Spearow [62/64], Eevee [51/64] e Exeggutor [35/64]

    Tale scelta, portata avanti grazie ai lavori di Mitsuhiro Arita e Kagemaru Himeno, contribuisce a rendere il set estremamente immersivo e tematico così che il collezionista possa sentirsi trascinato all’interno di un’avventura nella giungla.

    Jungle – Carte promozionali ed errori

    Con l’avvento del Jungle vennero introdotte le carte denominate Prerelease. Queste sono ristampe di carte appartenenti alle espansioni del TCG che presentano la scritta olografica “PRERELEASE” sopra l’artwork in basso a destra. La carta Prerelease dedicata al set Jungle è il Clefable olografico [1/64]. WotC distribuì la carta solo ai partecipanti del “Jungle Prerelease Tournament” nell’ agosto del 1999 in America, risultando quindi un’esclusiva inglese. Nonostante alcune prime indiscrezioni che riportavano ben quattro colori differenti per la scritta “PRERELEASE”, l’unico confermato per Clefable fu quello verde. Tra le quattro carte Prerelease prodotte nell’era WotC quella raffigurante Clefable è considerata la più rara.

    Clefable PRERELEASE

    Prima di entrare nel dettaglio delle singole carte è interessante approfondire un particolare errore che afflisse le sedici carte olografiche del set. Durante le prime stampe della versione unlimited inglese, Wizard of the Coast stampò le carte olografiche senza il simbolo caratterizzante l’espansione. Questo generò confusione tra gli acquirenti che pensarono inizialmente di aver tra le mani carte inedite del Set Base. Fortunatamente l’errore fu corretto celermente con le successive tirature unlimited.

    Differenza tra un Pinsir holo con errore e la successiva versione corretta

    Un altro errore legato a questo set interessò la prima promo black star della WotC ritraente il Pikachu illustrato da Kinebuchi a cui si dà comunemente il nome di Ivy Pikachu. Parallelamente alla distribuzione del GCC Pokémon, la Wizards of the Coast produsse molte carte promozionali per tornei o eventi speciali. Quest’ultime erano caratterizzate da una stella nera con la parola “PROMO” scritta sopra, posizionata dove normalmente si trovava il simbolo di espansione: da qui il nome “Wizards Black Star Promos”. La prima di questa serie di carte promozionali fu proprio Ivy Pikachu che, con tiratura estremamente bassa, era possibile trovarlo all’interno dei booster pack Jungle inglesi prima edizione.

    Ivy Pikachu

    Questo fatto rende Ivy Pikachu l’unica promo black star trovabile in dei normali pacchetti del GCC e l’unica ad essere caratterizzata dal bollino “1st edition”. Fino a poco tempo fa si pensava a questo come un errore. Grazie al recente ritrovamento di un prototipo di booster pack Jungle inglese prima edizione con stampata la scritta “Capture the rare Pikachu card! Look on inside wrapper!”, si può supporre che inizialmente WotC fosse intenzionata ad inserire questa promo nei pacchetti e che, solo successivamente, scartò l’idea.

    Probabile prototipo di un pacchetto Jungle

    Per merito delle testimonianze di persone che hanno aperto dei classici pacchetti Jungle inglesi in prima edizione, trovandoci all’interno più di un Ivy Pikachu, è lecito pensare a questo come un refuso di una vecchia idea abbandonata sul nascere. Vediamo ora alcune peculiarità delle singole carte, tra errori e versioni alternative.

    Electrode [18/64]: La versione inglese in prima edizione venne stampata con l’artwork dell’Electrode presente nel Set Base.

    Electrode “set base error”

    Butterfree [33/64]: Alcune versioni in prima edizione di questa carta, a causa di una bolla di inchiostro, presentano invece che la scritta “1 edition” la scritta “d edition”. Si parla quindi di d edition Butterfree. Stesso identico errore affligge anche la carta di Eevee [51/64].

    Buttefree “d edition error”

    Meowth [56/64]: Esiste una versione promozionale distribuita solo in America all’interno del box di un prodotto alimentare simile alle nostre girelle (Pokémon Rolls). La carta in questione presenta, come unica differenza dall’originale, il riquadro esterno dorato invece che giallo; comunemente si parla di Meowth gold border.

    Meowth gold border

    Pikachu [60/64]: Di questa carta esiste una versione promozionale che fa da apri pista alle promo “W” della WotC. Queste carte sono identificabili grazie alla presenza di una “W” dorata posta o sull’artwork o sotto di esso; in totale uscirono sette promo “W”. Il Pikachu fu il primo della serie e venne distribuito in America nel settembre del 1999 con il magazine “The Duelist” nell’edizione “Jungle Fever”.  In Italia, invece, era possibile trovarlo come allegato gratuito nel numero 2344° del fumetto di Topolino uscito il 31 ottobre del 2000. Tutti i Pikachu W promo italiani sono unlimited, mentre quelli inglesi sono in prima edizione.

    Pikachu “W promo”
  • Merchandise Pokémon italiano: Lenticolari Yoga

    Merchandise Pokémon italiano: Lenticolari Yoga

    Nei primi anni 2000 l’Italia era nel pieno della Pokémon Mania. I ragazzi passavano giornate intere a scambiare carte del Set Base con gli amici, ad attaccare figurine negli album, a giocare a Pokémon Giallo o a guardare la serie animata su Italia1 il pomeriggio, prima di fare i compiti. In questo contesto ricco di novità e voglia di collezionare, fece la comparsa un prodotto a cui tengo sentimentalmente molto: le lenticolari Yoga.

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    Lenticolari Yoga – Un po’ di storia

    Nel 1994 il consorzio Conserve Italia acquistò l’azienda agroalimentare Massalombarda, detenente il marchio Yoga; questa rilevò anche il famoso marchio Yoga, ormai sinonimo di succhi di frutta di qualità. Le carte lenticolari dei Pokémon o Minicarte 3D dei Pokémon vennero prodotte da Conserve Italia sotto il marchio Yoga tra il 1999 ed il 2000.

    Logo Yoga succhi

    Le lenticolari hanno dimensione 40×50 [mm]; frontalmente è presente la linea evolutiva del Pokémon che cambia in funzione a come viene inclinata la lenticolare.

    Lenticolare dedicata alla linea evolutiva di Charmander [collezione personale]

    I Pokémon che non avevano stadi evolutivi sono affiancati da una Pokéball, in modo da garantire sempre una transizione durante il movimento della lenticolare. Sul retro della minicarta 3D c’è l’elenco dei Pokémon rappresentati in quella lenticolare, informazioni su altezza e peso del Pokémon, trademark, logo Pokémon e logo Yoga.

    Retro della lenticolare dedicata alla linea evolutiva di Bulbasaur [collezione personale]

    Le lenticolari dedicate ai personaggi della serie animata presentavano invece un’illustrazione del personaggio sul fronte con sfondo tridimensionale, mentre sul retro semplicemente il nome dei personaggi rappresentati.

    Queste vennero distribuite in omaggio all’interno delle confezioni dei succhi di frutta, acquistabili al supermercato. In totale uscirono due serie, una dedicata ai Pokémon di Kanto e l’altra a quelli di Johto, in diverse tirature. Oltre alle lenticolari, Yoga distribuì anche una serie di articoli a corredo delle serie principali come i righelli e le tovagliette per la colazione.

    Le lenticolari Yoga andarono ad incastrarsi perfettamente nel mercato già saturo del tempo in quanto trovavano spazio nei classici momenti di relax dei ragazzi; bersi un succo Yoga, mentre si guardava un episodio della serie animata o durante la ricreazione mentre si scambiavano le carte del GCC, era la quotidianità della maggior parte dei ragazzi. Il motivo del grande successo della prima serie fu proprio la grande simbiosi che le lenticolari ebbero con tutti gli altri prodotti Pokémon; le minicarte 3D garantirono il divertimento dei ragazzi senza però togliere nulla ad altri tipi di collezioni.

    Lenticolari Yoga – Serie 1

    La prima serie, raffigurante i Pokémon di Kanto ed i personaggi della serie animata, uscì tra il 1999 ed il 2000; quest’informazione è riscontrabile grazie al trademark presente sul retro di ogni lenticolare. Le lenticolari erano distribuite omaggio nelle confezioni da tre succhi di frutta in Tetra Brik; se ne poteva trovare solo una per confezione.

    Cartoncino Tetra Brik con pubblicità [collezione Lorenzo]
    Lista lenticolari prima generazione interna al cartoncino del Tetra Brik [collezione Lorenzo]

    La prima serie conta 81 lenticolari raffiguranti i primi 150 Pokémon e 19 lenticolari raffiguranti i personaggi della serie animata. Le 19 lenticolari, raffiguranti i personaggi della serie, esistono con lo sfondo in due colorazioni differenti: giallo e blu. Le rappresentazioni dei personaggi ed il nome della carta è il medesimo, così come la numerazione posta sul retro. La lenticolare di Misty, ad esempio, ha come numero di set 85, sia in colorazione gialla che blu.

    Misty serie blu e serie gialla [collezione personale]

    Yoga, con una vincente mossa di marketing, a corredo di queste lenticolari produsse anche quella raffigurante il Pokémon misterioso Mew, la cui distribuzione fu molto particolare. La lenticolare di Mew era ottenibile in omaggio soltanto con l’acquisto dell’esclusivo raccoglitore tascabile al prezzo di £14.900.

    Pagina pubblicitaria nell’album delle figurine Pokémon Merlin [collezione Lorenzo]
    Raccoglitore tascabile Yoga [Collezione some_italian_flamethrower]

    All’interno del raccoglitore tascabile i collezionisti potevano inserire tutte le lenticolari trovate, così da averle sempre a portata di scambio. Questa decisione fu una grande mossa di marketing che richiamò la particolare distribuzione di Mew all’interno di Pokémon Rosso e Blu; all’interno di questi titoli Mew era infatti ottenibile solo tramite eventi ufficiali e la sua esistenza dette vita a molte leggende metropolitane.

    Lenticolare di Mew [collezione personale]

    Non è mai stato noto come la lenticolare di Mew venisse allegata al raccoglitore e, internamente alla community, si è sempre supposto che venisse inserita all’interno di una banale bustina trasparente o del raccoglitore stesso. Grazie ad un recente rinvenimento si può vedere come Yoga curò nel dettaglio anche la distribuzione di questa speciale lenticolare. Il piccolo Pokémon rosa veniva infatti incollato su uno speciale cartoncino illustrativo della promozione in cui, come di consueto, erano anche descritte le modalità di rimborso in caso non si fosse stati soddisfatti del prodotto.

    Cartoncino originale utilizzato per la distribuzione di Mew [collezione personale]

    A seguito di quanto detto la prima serie può esser vista come composta da 120 lenticolari diverse di cui, 81 rappresentanti i primi 150 Pokémon, 19+19 raffiguranti i personaggi nelle due colorazioni ed una raffigurante Mew. È importante sottolineare che la numerazione sul retro lenticolare va da 1 a 101 in quanto, come già detto, Yoga non fece una distinzione nella numerazione per i due diversi colori delle lenticolari dedicate ai personaggi.

    Grazie al confronto con vari collezionisti è stato possibile individuare e catalogare dettagliatamente 5 diverse tirature. La catalogazione delle diverse tirature è elemento fondamentale per i collezionisti in quanto, chi si approccia alle lenticolari Yoga può trovarsi spaesato nel vedere la stessa minicarta 3D con artwork differenti o con simbologie non coerenti. Tutte le differenze riscontrabili sono legate ai diversi periodi di uscita ed alle migliorie via via introdotte. Ad alimentare il fascino del mistero, ci sono ancora piccoli punti bui a cui, nonostante l’accurata ricerca svolta, non è stato possibile dar risposta.

    Di seguito si riporta la catalogazione delle varie differenze in funzione alla tiratura uscita.

    • Prima tiratura
      • Produzione delle prime 81 lenticolari
      • Serie con la “n°xx” per numerazione Pokémon posta sia davanti che dietro la carta
      • Colori poco saturi
      • Trademark “1995,1996,1998 Nintendo. TM & R Nintendo. C1999 Nintendo”
      • Pallino nero che copre “n°xx” in caso di Pokéball. Slot Pokéball del front vuoto (esiste anche un pallino bianco)
      • Artwork Pokémon di profilo
    Lenticolare di Chansey prima tiratura [collezione personale]
    • Seconda tiratura
      • Produzione di tutte le 101 lenticolari (Mew esiste solo in questa tiratura)
      • Serie con “# xx” per numerazione Pokémon sia davanti che dietro la carta
      • Colori chiari, sempre poco saturi
      • Trademark “1995,1996,1998 Nintendo. TM & R Nintendo. C2000 Nintendo”
      • Pallino nero che copre “# xx” nel back in caso di Pokéball e presente solo # nello slot Pokéball sul front. Motivo di confusione è il fatto che NON TUTTI i Pokémon della seconda serie hanno il pallino nero per la Pokéball sul retro (come Mew per esempio)
      • Artwork Pokémon di profilo
      • Carte allenatore gialle/blu con nel back solo il nome dei personaggi illustrati nel front e la scritta “3D” bianca
    Lenticolare di Jynx seconda tiratura [collezione personale]
    • Terza tiratura
      • Produzione delle prime 100 lenticolari, con l’esclusione di Mew
      • Serie con “# xx” per numerazione Pokémon sia davanti che dietro la carta
      • Colori chiari, sempre poco saturi
      • Trademark “1995,1996,1998 Nintendo. TM & R Nintendo. C2000 Nintendo”
      • Pokéball senza alcun simbolo di numerazione sia davanti che dietro
      • Lo slot extra è un errore presente in tutte le lenticolari che presentano il Pokémon con un solo stadio evolutivo o quelle in cui c’è solo Pokéball e Pokémon; non è presente nelle lenticolari in cui ci sono due stadi evolutivi (per motivi di spazio)
      • I Pokémon precedentemente illustrati di profilo sono illustrati frontalmente; gli altri artwork non furono cambiati
      • Carte allenatore gialle/blu con nel back solo il nome dei personaggi illustrati nel front ed la scritta “3D” bianca
    Lenticolare di Mewtwo terza tiratura [collezione personale]
    • Quarta tiratura.
      • Numero lenticolari prodotte con questa tiratura non noto
      • Serie con “# xx” per numerazione Pokémon sia davanti che dietro la carta
      • Colori più saturi e definiti
      • Trademark “1995,1996,1998 Nintendo. TM & R Nintendo. C2000 Nintendo”
      • Pokéball senza alcun simbolo di numerazione sia davanti che dietro
      • Slot extra fixato
      • Stessi artwork della terza tiratura
      • Carte allenatori gialle/blu uguali alle altre con i colori più saturi
    Lenticolare di Vulpix quarta tiratura [collezione personale]
    • Quinta tiratura
      • Presenti tutte le caratteristiche della quarta tiratura
      • Numero lenticolari prodotte con questa tiratura non noto
      • Angoli arrotondati manualmente e successivamente con macchinari
      • Assente marchio CE sul back delle carta nonostante la raccordatura

    L’ordine delle varie tirature risulta interpretabile, in particolare per l’uscita della seconda e terza tiratura che potrebbero esser invertite. Le posizioni della prima, quarta e quinta sono deducibili tramite il trademark e il miglioramento della qualità.

    Lenticolari Yoga – Serie 2

    La seconda serie uscì nel 2000 e aggiunse alcuni Pokémon di seconda generazione. A differenza della serie dedicata a Kanto qui sono molto i punti di cui non abbiamo informazioni. Yoga distribuì la serie Johto sempre in omaggio ai succhi di frutta in Tetra Brik. Già nel numerare le lenticolari che compongono questa serie iniziano i punti ciechi. Ufficialmente non esistono liste numerate o cataloghi, presenti invece per la prima serie. A seguito di un confronto con vari collezionisti è stato appurato che molti Pokémon di seconda generazione sono stati esclusi dalla serie, non trovando mai spazio nelle lenticolari Yoga. Nonostante nelle varie pubblicità e locandine del tempo si faccia riferimento sempre ai “100 nuovi Pokémon” molti di essi non sono stati considerati.

    Cartoncino Tetra Brik con pubblicità seconda serie [collezione Riccardo Mondini]

    Grazie ad una ricerca approfondita è possibile affermare che i seguenti Pokémon non hanno ricevuto una lenticolare:

    Crobat, Cleffa, Igglybuff, Politoed, Aipom, Yanma, Espeon, Umbreon, Murkrow, Misdrevaus, Unown, Dunsparce, Gligar, Qwilfish, Scizor, Shuckle, Heracross, Sneasel, linea evolutiva Slugma, Corsola, linea evolutiva Remoraid, Delibird, Mantine, Skarmory, Kingdra, Porygon2, Smeargle, Tyrogue, Hitmontop, Smoochum, Magby, Miltank, Blissey, Raikou, Entei, Suicune, linea evolutiva Larvitar, Lugia, Ho-Oh, Celebi

    La serie, quindi, conta solo 30 lenticolari, tutte aventi caratteristiche analoghe alla quarta tiratura della prima serie. La lettura delle tirature esistenti della seconda serie è molto più semplice ed immediata, in quanto esistono solo due tirature. Per analogia a quanto fatto per la prima serie si riporta la catalogazione delle due tirature con le varie differenze.

    • Prima tiratura
      • Serie con “# xx” per numerazione Pokémon sia davanti che dietro la carta
      • Colori saturi e definiti, scritte nere definite, bordi slot argentati
      • Trademark “1995,1996,1998 Nintendo. TM & R Nintendo. C2000 Nintendo”
      • Pokéball senza alcun simbolo di numerazione sia davanti che dietro
      • Angoli a punta
      • No marchio CE
      • Prodotte solo 30 lenticolari
    • Seconda tiratura
      • Serie con “# xx” per numerazione Pokémon sia davanti che dietro la carta
      • Colori saturi e definiti, scritte nere definite, bordi slot argentati
      • Trademark “1995,1996,1998 Nintendo. TM & R Nintendo. C2000 Nintendo”
      • Pokéball senza alcun simbolo di numerazione sia davanti che dietro
      • Angoli arrotondati
      • Presente la scritta sul back “Made in Italy” con marchio CE. La scritta PROMINTER spostata verso il basso
      • Prodotte le medesime 30 lenticolari della prima tiratura
    Differenza tra prima e seconda tiratura front [collezione personale]
    Differenza tra prima e seconda tiratura back [collezione personale]

    Facciamo chiarezza tra speculazioni e interviste!

    Il cambiamento dei bordi, da appuntiti a stondati, è molto interessante in quanto fa da vetrina ad una situazione molto frequente degli anni 2000. Con l’avvento della Comunità Europea e delle Direttive sulla Sicurezza vennero imposte caratteristiche stringenti per l’immissione nel mercato di un prodotto in termini di sicurezza. Le direttive sulla sicurezza interessarono ovviamente anche i giocattoli, destinati di base ad un pubblico giovane; questa ondata di novità non risparmiò neanche le lenticolari Yoga. A seguito di queste considerazioni la community suppose che il cambio degli angoli da appuntiti a raccordati fosse dovuta alla necessità di ottenere il marchio CE, elemento necessario all’immissione nel mercato di un prodotto.

    Al fine di convalidare questa ipotesi ho contattato direttamente Yoga chiedendo spiegazioni al riguardo; grazie alla loro testimonianza per la prima volta abbiamo una documentazione ufficiale del motivo per cui sono stati abbandonati gli angoli a punta. Dallo scambio di messaggi emerge che “le carte lenticolari sono state modificate nel tempo per garantire ai bambini una maggiore sicurezza in fase di gioco”, a convalida di quanto supposto fino ad oggi dalla community di collezionisti.

    Sfortunatamente, per quanto riguarda i motivi legati alla mancanza di alcuni Pokémon della seconda serie, Yoga non è riuscita a recuperare informazioni dettagliate. L’assenza di informazioni ci permette però di viaggiare con la mente in modo da fare alcune considerazioni sulle motivazioni che si possono celare dietro questa decisione. Tornando indietro con la memoria possiamo fare riferimento ad altri tipi di prodotti che hanno avuto un simile destino, primo tra tutti le Topps. La serie delle Topps italiane dedicate ai Pokémon di Johto ebbe la stessa sorte delle lenticolari Yoga; la serie, infatti, si interruppe a metà lasciando molti Pokémon senza una carta a loro dedicata.

    La community ha sempre pensato che i presunti motivi legati a questa scelta fossero riconducibili alla drastica diminuzione di richiesta del prodotto rispetto alle precedenti serie. È lecito pensare che questa motivazione sia la stessa che ha portato Yoga ad interrompere la produzione delle lenticolari, troncando di fatto a metà la seconda generazione. Medesima situazione è riscontrabile, seppur in modo più lieve, anche con altri prodotti a tema Pokémon come gli Sticker Merlin, le calamite Mr.Day o i tappi Valfrutta. Il merchandise dedicato alla seconda generazione venne infatti prodotto con basse tirature, probabilmente sempre a causa della minor richiesta.

    Errori e curiosità

    Una piccola curiosità riguarda la lenticolare dedicata alla linea evolutiva di Hoppip. In entrambe le tirature la linea evolutiva di Hoppip si ferma a Skiploom, ignorando totalmente l’esistenza di Jumpluff. Anche sul retro carta, in cui dovrebbero esser riportati i tre Pokémon, Jumpluff è citato. Dalle varie ricerche sembra che tutte le lenticolari di Hoppip siano affette da questo errore; non c’è però la certezza che non esistano carte con la linea evolutiva completa, in quanto il confronto è stato fatto con solo una decina di persone.

    Lenticolare di Hoppip [collezione personale]

    Merchandise vario – Lenticolari di ogni forma e dimensione

    Righelli animati Yoga

    A corredo delle lenticolari di seconda serie vennero prodotti dei righelli, anch’essi lenticolari. Nonostante le pubblicità facessero riferimento ad una collezione di 12 righelli, ne sono stati individuati solo sei, rappresentanti: Pichu, Blissey, Totodile, Marill, Togepi e Wooper. Il righello, secondo le pubblicità dell’epoca, era possibile trovarlo in una confezione di succhi di frutta su dieci. Anche i righelli uscirono in due tirature differenti, sempre a causa della necessità di ottenere il marchio CE.

    Pubblicità dei righelli Yoga [collezione Lorenzo]

    Dei restanti sei righelli non sappiamo nulla e quindi possiamo dar libero sfogo alle speculazioni. Possiamo infatti supporre che inizialmente Yoga pensò di suddividere le seconda serie in due: una con i Pokémon effettivamente usciti ed i sei righelli citati ed una con i restanti Pokémon e gli altri sei righelli. Sfortunatamente non è possibile sapere quali Pokémon sarebbero stati rappresentati nei restanti sei righelli, perché la scelta dei primi sembra molto casuale.

    Tre dei sei righelli Yoga usciti [Collezione personale]

    Tovagliette animate Yoga

    Con l’uscita della seconda serie di lenticolari Yoga l’azienda indisse un concorso telefonico a lotteria con in palio cinque set da quattro diverse tovagliette lenticolari da colazione. Le uniche testimonianze di questo concorso sono illustrate sul cartoncino che teneva insieme i succhi di frutta in Tetra Brik. Nelle quattro tovagliette sono raffigurate le linee evolutive degli starter di Kanto e la linea evolutiva di Pikachu. Questo tipo di prodotto è di difficile reperibilità a causa della peculiare modalità di distribuzione.

    Pubblicità delle tovagliette lenticolari [collezione Riccardo Mondini]
    Tovaglietta lenticolare dedicata alla linea evolutiva di Bulbasaur [Collezione personale]

    Tra succhi di frutta e spensieratezza

    Le lenticolari Yoga sono la chiara rappresentazione di come vivevamo in Italia la Pokémon Mania nel 2000. I Pokémon accompagnavano i collezionisti in ogni momento della giornata, dalla ricreazione scolastica alle merende pomeridiane con gli amici. L’alone di mistero che volteggia ancora oggi intorno alle lenticolari Yoga porta con sé un enorme carico di nostalgia; ai collezionisti più attempati tornerà alla mente la difficoltà nell’ottenere informazioni in un’epoca in cui internet non era per tutti. Riviste, scambi di idee nel parchetto sotto casa e leggende metropolitane alimentavano il fascino della ricerca e del collezionismo, dando una luce brillante alla nostra passione. La gioia che si provava nel riuscire a recuperare anche una minima notizia era immensa; niente era immediato e la caccia alle informazioni era la perfetta metafora del famoso motto “Gotta catch’em all”.

  • Daniel Arsham: conosciamo lo scultore dei Pokémon

    Daniel Arsham: conosciamo lo scultore dei Pokémon

    Sul nostro sito potete notare che abbiamo dedicato diversi articoli alle collaborazioni tra Daniel Arsham e Pokémon, ma non vi abbiamo mai parlato di lui e della sua storia.

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    Chi è Daniel Arsham?

    Daniel Arsham

    Nato a Cleveland, Ohio e cresciuto a Miami, in Florida, Arsham aveva 12 anni quando l’uragano Andrew distrusse la sua casa. Questo evento traumatico è stato un tema continuo attraverso il suo lavoro.

    Daniel ha frequentato la Design and Architecture High School e ha ricevuto una borsa di studio completa alla Cooper Union di New York City.

    Ha ricevuto il Gelman Trust Fellowship Award e il 37° GNMH AWARD nel 2003. Dopo essersi diplomata a scuola, Arsham è tornata a Miami e ha avviato uno spazio espositivo chiamato “The House” con diversi amici artisti.

    È stato attraverso The House che Daniel ha incontrato Emmanuel Perrotin nel 2004 e l’anno successivo, Gallerie Perrotin (Parigi) ha rappresentato Daniel Arsham.

    Subito dopo Daniel è stato invitato a creare scenografie e tournée con la Dance Company del coreografo Merce Cunningham, portando a una pratica continua di scenografia e a una collaborazione prolungata con il coreografo ed ex ballerino di Cunningham, Jonah Bokaer.

    Nel 2007, Daniel Arsham ha fondato Snarkitecture con Alex Mustonen. La collaborazione nell’architettura ha incluso il lavoro con marchi di moda, design d’interni e architettonico e una linea completa di oggetti di design funzionali.

    Nel 2014 ha fondato una compagnia cinematografica chiamata Films of the Future, società di produzione che sintetizza tutta la produzione creativa di Arsham nel decennio precedente.

    La sua serie di debutto, Future Relic, consiste in nove cortometraggi che descrivono una civiltà futura prima e dopo che la Terra ha subito importanti cambiamenti ecologici. La serie include anche sculture di manufatti multimediali pietrificati del XX secolo costruiti per sembrare manufatti in decomposizione dall’obsolescenza.

    La più recente serie di film di Arsham intitolata Hourglass è un trio di film creati in collaborazione con Adidas. La trilogia segue una storia autobiografica di Daniel nel passato, presente e futuro mentre viaggia nel tempo indossando le sneakers collaborative Adidas Originals X Daniel Arsham.

    Alcuni degli sforzi collaborativi più recenti dei suoi lavori, esistono nel mondo della moda. Questi includono progetti con marchi come Adidas, Dior, Toraichi, Byredo, Rimowa e Porsche.

    Per via delle sue opere, è stato rinominato ”L’archeologo del futuro”.

    Alcuni progetti interessanti dell’artista

    Future Relics

    Un progetto che l’artista di Miami porta avanti dal 2013 è Future Relics. Una serie di oggetti dall’utilizzo quotidiano che vengono immaginati e riproposti in una veste del tutto nuova, quella di un passato riscoperto nel futuro.

    Il suo obiettivo è quello di dimostrare il valore del tempo, l’importanza che esso ha in tutto ciò che ci riguarda e in quanti modi può affliggerci. Gli oggetti che trasforma sono spesso quelli tecnologici, a dimostrare come tutto dopo poco possa già essere considerato obsoleto, e li rende reliquie, scoperte archeologiche che provengono da un futuro distopico.

    Collaborazione con Hajime Sorayama

    Due artisti differenti con una caratteristica in comune, quella di voler proporre una visione del mondo diversa da quella quotidiana, specchio della loro mente e immaginazione. Unitisi per la prima volta nel 2019, Arsham e Sorayama hanno esposto la loro prima scultura alla galleria 2G di NANZUKA a Tokyo, un braccio di cristallo eroso che incastra le dita con un braccio robotico danneggiato.

    Del 1° marzo 2020 è invece la notizia di una seconda scultura nata da questa collaborazione, due mani appartenenti a un robot femminile che stringono uno dei Future Relics, una macchina fotografica erosa dal tempo.

    Daniel Arsham x Pokémon

    Daniel Arsham x Pokémon” è basato sull’archeologia immaginaria. Attraverso queste sculture Daniel Arsham invita le persone ad immaginare la scoperta dei nostri mostriciattoli tascabili preferiti fra mille anni. Ne abbiamo parlato in questa news.

    Vi abbiamo parlato anche della collaborazione con Uniqlo, nota azienda giapponese di abbigliamento. La collaborazione è incentrata sulle T-shirt Uniqlo, che offriranno i diversi capolavori artistici di Arsham, inerenti a Pokémon, su di esse. Clicca qui per saperne di più.

    Pochi giorni fa, Daniel ha pubblicato il libro chiamato “Arsham’s Pokédex”, contenente numerose immagini delle sue opere dedicate ai Pokémon. Inoltre, è uscito il cortometraggio A Ripple in Time, l’opera finale del progetto di collaborazione. Ne abbiamo parlato poco tempo fa in questa news.

    Finisce qui il nostro articolo su uno degli artisti contemporanei più apprezzati del momento. Speriamo in futuro di vedere innumerevoli opere, magari ancora sui Pokémon, firmate Daniel Arsham.

  • …E a te se sei rimasto con Pokémon fin proprio alla fine

    …E a te se sei rimasto con Pokémon fin proprio alla fine


    ATTENZIONE: Questa non è una recensione, bensì un pensiero nostalgico, per chi come noi non ha mai abbandonato un’idea matura di Pokémon. TUTTAVIA è bene informarvi che tale testo potrebbe contenere SPOILER; per tanto, qualora non abbiate ancora giocato Leggende Pokémon: Arceus, vi consigliamo una lettura attenta e responsabile.


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    Il 10 Gennaio del lontano 2000, l’emittente Mediaset Italia 1, manda in onda il primo episodio di un “cartone animato giapponese” nella fascia pomeridiana dedicata ai più giovani. Tale prodotto, narrava di un ragazzo, un certo Ash Ketchum, e del suo sogno di diventare maestro di Pokémon.

    I Pokémon sono creature fantastiche, dai poteri elementali, capaci di mutare forma divenendo sempre più forti e lottando tra di loro se allenati a dovere. Come a voler rappresentare quel che ognuno di noi prova quotidianamente con imprevisti vari ed eventuali, il giorno della partenza da casa, Ash si sveglia tardi, e si dovrà accontentare di un Pokémon ribelle, testardo e poco amichevole: un Pikachu. Dopo alcune peripezie, aver fatto infuriare uno stormo di Spearow e aver rubato la bici ad una giovanissima Misty, Pikachu riconosce le buone intenzioni di Ash e lo salva da una situazione spiacevole per entrambi.

    In quell’esatto momento, nasce una delle amicizie più durature che gli anime abbiano mai conosciuto, ma soprattutto, viene innestato nella mente dei ragazzini dell’epoca, il fascino e la bellezza che quel cartone animato stava per illustrarci in una storia ad oggi senza fine.

    Ci è sembrato doveroso iniziare da qui: in Italia è stato proprio il duo Ash/Pikachu ad essere il pioniere della Pokémon-mania esplosa nei primi anni 2000, mentre solamente dopo il videogioco per Game Boy/Game Boy Color fece il suo ingresso da una porta di servizio che trovò aperta con ad accoglierlo milioni di fan, pronti ad un’avventura in quel di Kanto, a fianco del loro Pokémon compagno.

    Pokémon Rosso e Pokémon Blu sono stati nostri amici inseparabili, ben distanti dal mondo bambinesco descritto nell’anime, ma comunque appaganti e ricchi di emozioni. L’ottenimento delle otto medaglie, i segreti degli uccelli leggendari, la grotta in cui dimora il Pokémon più forte mai creato dall’uomo, la lega come tappa finale e in conclusione, la resa del nostro rivale, dinanzi ad un allenatore partito quasi incosciente di ciò che lo aspettava e divenuto maestro consapevole delle proprie possibilità.

    E non importa che voi abbiate iniziato lì o a Jotho, a Hoenn o a Sinnoh. Non importa che siate più legati ad Unima, a Kalos, ad Alola o a Galar. Non cambierà mai quel che avvicina i fan storici della saga, al gioco di battesimo: i ricordi saranno sempre piacevoli, con una nota di spensieratezza e sorpresa che non tornerà mai più.

    Perdonateci l’introduzione melanconica, ma è necessaria in quanto il 28 Gennaio 2022, 22 anni dopo quell’episodio, Pokémon si veste di nuovo, con un look inedito e, diciamolo, desiderato da molto di noi. Leggende Pokémon: Arceus porta un feeling completamente rimaneggiato allo spettatore, toccando tematiche forti e crude, come la morte, la discriminazione, i pregiudizi e l’ignoranza. “Si ha paura di ciò che non si conosce”, dicevano in passato, e mai frase fu più azzeccata nel descrivere gli abitanti di Hisui, un gruppo di persone non autoctone, a loro volta immigrate, che fanno dell’estraneo il nemico numero uno. Eppure però, ad un occhio attento, questo gioco non si discosta tanto da cliché vetusti ed obsoleti: inizio con un Pokémon starter, proseguimento nella campagna con l’intento di “catturarli tutti”, misteri da svelare, battaglia finale e poi? Facciamo un passo indietro.

    La domanda che dobbiamo porci oggi noi è “ci meritiamo/meritavamo un gioco simile?” Sebbene il comparto grafico illustra non poche incertezze e il game design lascia qualche perplessità, non parleremo di caratteristiche tecniche del titolo, ma di tutto quello che ciò contiene. Leggende Pokémon: Arceus ha l’ardua sfida di portare a compimento tre obiettivi: tenersi cari i fan fedeli, riconquistare quelli diffidenti, avvicinare i curiosi ad un universo che oggi conta più di MILLE mostriciattoli tascabili, tra forme alternative a quant’altro. Sarebbe una bella sfida se domani doveste andare da almeno tre persone ed iniziare a parlare di Pokémon e delle sue innumerevoli sfaccettature, cercando di intrattenere l’esperto, invogliare l’inesperiente e avvicinare lo scettico. Ecco, ora anziché provare con tre individui, fatelo con tre milioni di utenti, e poi raddoppiate, e ancora, e ancora, e ancora… Capite bene che i limiti di narrazione e di maturazione dei vari titoli devono comunque tener conto di fattori a noi sconosciuti o semplicemente estranei, ma fondamentali per la crescita e l’affermazione di un brand.

    A nostro avviso, Leggende Pokémon: Arceus è tutto quello che gli allenatori storici desideravano da tempo: libertà. Come il buon Giorgio Vanni ci canta oramai da più di vent’anni, “voglio andare dove mi va, e non fermarmi qua“: Hisui con le sue lande estese, è la chiave di questo concetto. Siamo tutti d’accordo l’open-map proposto da Game Freak presenti difetti visibili ad occhio nudo, ma è necessario un complimento d’onore per quello che hanno da offrirci, ovvero spazi sconfinati che respirano di ampiezza e di profondità. Se questo concetto verrà poi elevato all’ennesima potenza avremo il gioco Pokémon definitivo, ma ci vorrà del tempo, e se abbiamo ottenuto tali risultati oggi è proprio perché Pocket Monster non voleva uscire dai suoi dogmi, mentre quelle rare volte in cui ci ha provato, ha trovato più di qualche intoppo.

    Sarà difficile forse da capire per i più giovani, ma quello che si racconta da anni, il “gioco Pokémon con tutte le regioni” oggi non sembra più un’utopia, ma qualcosa di realizzabile. Tematiche più mature, concetti adulti e comportamenti veri di alcuni NPC, ci permettono un’immersione più che soddisfacente in un titolo, che a nostro avviso, ha ancora tanto da raccontare. Anche il fatto che alcuni personaggi all’interno del gioco somiglino a vecchie conoscenze, è da vedere come premio per i veterani. Sei uno storico del brand? Ecco, gioca ad “Indovina chi?” con questi PNG, stuzzicando la tua curiosità e la tua memoria.

    https://youtu.be/oVsjn7SSAWQ

    La chicca però rimane quella della cattura in tempo reale. Non giriamoci intorno, da quanto si desiderava il semplice gesto di lanciare un PokéBall appena avvistato un Pokémon, senza combattimenti obbligatori, senza transizione, immergendoci in questo RPG come è giusto che sia. Ecco perché il termine “libertà” ci sembra davvero appropriato, perché siamo liberi di vivere la nostra avventura come noi vogliamo, senza sentirci costretti a dover andare da punto A a punto B, ma accantonare la storia e la trama principale, per goderci il mondo Pokémon come lo sogniamo da tempo. Il gameplay ci aiuta in questo, offrendo l’opportunità, qualora lo si volesse, di affrontare nei primi minuti di gioco creature di almeno 30 o 40 livelli superiori al nostro compagno più addestrato.

    Per la conclusione dell’articolo, vi consigliamo di riprodurre in sottofondo il brano “GOTCHA!” ACACIA – Bump of Chicken

    Badate bene, Leggende Pokémon: Arceus non è e non deve essere una meta, bensì un nuovo inizio, un giro di boa se vogliamo, per cui da ora in poi si può solo migliore. Siamo stati pazienti e perciò premiati, ma tutte quelle imperfezioni dovranno essere corrette, se vogliono che la saga continui su standard di alto livello. In fin dei conti, è proprio il concetto di “mondo vivo” che fa di LPA il titolo che tutti aspettavamo, per questo non vorremmo ammettere passi indietro d’ora in avanti.

    Quindi, alla domanda iniziale se ci meritassimo o meno un gioco simile, la riposta è ovviamente SI. Siamo sognatori, siamo ottimisti, siamo veterani, siamo allenatori. Che si abbiano 20, 30 anni o più non è rilevante, siamo adolescenti nel cuore, con la voglia di tenere in mano la PokéBall del nostro starter, e gridare al mondo intero la voglia di esplorarlo affianco di un amico inseparabile. Leggende Pokémon: Arceus deve essere preso per quello che è, un esperimento, un nuovo tuffo nel vuoto, che sa di aria fresca. Come quando finiamo le scuole medie, e, pur sapendo che sempre di scuola si tratta, non siamo pronti ad affrontare eventuali licei, istituti, nuovi professori, nuovi compagni, nuovo ambiente.

    Il concetto è davvero elementare, ma farlo nostro non è così semplice. In una società sempre più consumista e fredda, ciò che lega gli acquirenti al prodotto si riduce al mero vincolo della domanda e offerta. E siamo sicuri che per tanti là fuori è così, Leggende Pokémon: Arceus è l’ennesimo gioco da provare e poi decidere se tenerlo o magari darlo via dopo il completamento. Invidiamo tale leggerezza, che non pretende null’altro se non le 40h di dedizione fino ai titoli di coda del gioco stesso.

    La bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere.” Questa frase è tratta dal film di Roberto BenigniLa tigre e la neve“, ma ci sembra davvero la più azzeccata al momento. Il dio denaro è sempre in agguato, sia chiaro, ma vogliamo pensare che là, in quel di Tokio, ci sia ancora qualche sognatore, che proprio come noi, ogni giorno, proverà a scegliere di cambiare, di dire basta a certi paletti e di osare, laddove non ha mai osato nessuno.

    Non sappiamo ancora se il gioco Pokémon definitivo uscirà mai, ma forse, noi non lo vogliamo perfetto. Lo vogliamo vero, reale, libero. Così che, il brano possa continuare con “…Questo viaggio mi porterà, da tutti i Pokémon“. Attendiamo con ansia le novità in merito ai giochi della serie principale, ma fino ad allora, possiamo solo dirvi “Benvenuti ad Hisui, la vostra nuova avventura comincia da qui“.

    “…Voglio che tu sappia che sei qui. Ecco come tutto è cominciato.”