Gli appassionati Pokémon di tutta Italia ricorderanno con piacere il 2004 in quanto, per molti, sancì l’inizio dell’avventura ad Hoenn. Nel 2003, con l’uscita di Rubino e Zaffiro, molti allenatori iniziarono ad esplorare la terza generazione; fu però l’anno successivo a trasportare la serie animata, il gioco di carte collezionabili e gran parte del merchandise nelle terre di Hoenn. Con questo articolo non mi soffermerò sui classici prodotti di quel periodo noti a tutti, come le prime espansioni della EX era del GCC, ma andrò a raccontare la storia di una serie di rara bellezza e spesso dimenticata: le Pokémon Advanced Action Cards.
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Nel 1999, dopo alcuni anni difficili, la società Panini S.p.A trovò nuovamente casa in Italia, dove risiede tutt’oggi. Fu proprio in quegli anni, e nello specifico nel 2004, che Panini si affacciò al brand Pokémon pubblicando le action cards dedicate alla terza generazione.
Logo Panini
C’è però da sottolineare come questa serie non sia un’esclusiva italiana; Cards Inc. si occupò infatti della stampa in lingua inglese.
La serie delle Action Cards
La serie delle Action Cards, edita da Panini, è strettamente legata alla sesta stagione della serie animata Pokémon, debuttata in Italia proprio nel febbraio del 2004: Pokémon Advanced. Panini racchiuse magistralmente il Pokédex di Hoenn all’interno di 103 carte, lasciando però fuori i misteriosi Deoxys e Jirachi. A queste, vennero poi aggiunte 5 carte dedicate ai protagonisti della serie animata: Ash, Brock, Vera, James e Jessie. La serie completa, che non presenta distinzioni in base alla lingua, conta quindi 108 carte animate.
Pacchetto italiano Advanced Action Cards[collezione personale]
Il concept con cui furono pensate queste carte animate richiama le vecchie Lenticolari Yoga o le inglesi Action Flipz. Una delle principali differenze sta nelle dimensioni. Panini, al fine di valorizzare il Pokémon rappresentato, scelse una dimensione di 76×54 [mm] che, rispetto alle vecchie lenticolari cui eravamo abituati, risultò molto maggiore (basti pensare che le Lenticolari Yoga misuravano 40×50 [mm]).
Confronto tra le advance action card e le lenticolari Yoga
Nonostante la serie sia unica e segua abbastanza fedelmente la numerazione del Pokédex di Hoenn, ad un primo sguardo si possono notare tre diverse categorie di action cards.
Le lenticolari, dedicate ai Pokémon senza stadi evolutivi, hanno un concept unico ed abbastanza innovativo per l’epoca. La transizione, che normalmente si avrebbe con i vari stadi evolutivi, qui è garantita con uno zoom sul viso del Pokémon. Oltre a questo, Panini decise di optare per un layout completamente trasparente della carta; se da un lato l’idea è interessante, dall’altro costringe il collezionista a porre dietro la carta uno sfondo chiaro in quanto, altrimenti, non si riesce a vedere il mostriciattolo tascabile. Le cinque action cards degli allenatori hanno le stesse caratteristiche. Panini decise di collocare tutti i Pokémon senza stadio evolutivo ed i cinque allenatori a conclusione del set, in modo da valorizzare la distinzione visiva con i layout scelti per i Pokémon in grado di evolversi.
Action Card di Spinda [collezione personale]
Le action cards, legate ai Pokémon con più stadi evolutivi, non sono trasparenti, ed il loro layout richiama quanto visto con le lenticolari Yoga. Sulla parte frontale vi è l’effetto lenticolare in cui gli stadi evolutivi si susseguono inclinando in vario modo la carta, mentre sul retro si trovano le immagini degli stadi evolutivi affiancati dal nome del Pokémon. Per distinguere i Pokémon a singolo stadio evolutivo da quelli con più stadi evolutivi Panini decise di scegliere due colorazioni di sfondo differenti. Le action cards raffiguranti i Pokémon capaci di evolversi una sola volta hanno sfondo rosso, mentre per tutti gli altri lo sfondo è celeste.
Action card della linea evolutiva di Abra (il Pokémon psico di prima generazione) e di quella di Gulpin
Le rappresentazioni dei Pokémon corrispondono in genere ai classici disegni di stock di Sugimori; nonostante ciò, osservando bene, si trovano delle piacevoli sorprese. Pokémon come Shroomish, Gloom o Surskit sono catturati in pose molto simpatiche ed inedite.
Action card della linea evolutiva di Oddish [collezione personale]
Errori di stampa
Come ogni collezione che si rispetti, anche quella delle Pokémon Advanced Action Cards non fu esente da errori. Il primo è nascosto dietro la lenticolare dedicata alla linea evolutiva di Rhyhorn. Qui Panini invertì clamorosamente gli stadi evolutivi, associando al nome Rhyhorn l’immagine di Rhydon e viceversa… Non posso certo biasimarli, anche io mi sono sempre confuso con i due nomi. Il secondo errore è invece di tipo grafico e interessa il leggendario Regirock. Come detto inizialmente, con la transizione, si sarebbe dovuta alternare l’immagine intera di Regirock con lo zoom sul suo viso in quanto fa parte della categoria di Pokémon senza stadio evolutivo. Sfortunatamente, invece che avere lo zoom sugli occhi luminosi, è presente un ingrandimento sul ventre roccioso del Pokémon.
Action card della linea evolutiva di Rhyhorn e di Regirock [collezione personale]
Raccoglitore ufficiale
La distribuzione delle Pokémon advanced action cards avvenne tramite delle classiche bustine acquistabili in edicola; tutte le bustine avevano lo stesso artwork e all’interno si potevano trovare solo tre carte animate. Sul retro delle bustine, più precisamente sotto l’aletta di chiusura, è riportata una scritta molto interessante che permette di far parzialmente luce ad uno dei maggiori misteri legati a questo prodotto. La suddetta scritta recita “Chiedi al tuo edicolante il NUOVISSIMO PORTACARDS dove potrai raccoglierle tutte!”.
Retro del pacchetto delle Action Cards[collezione personale]
Diviene presto intuibile come esista una qualche specie di raccoglitore ufficiale atto a contenere questa meravigliosa collezione. Sfortunatamente è pressoché impossibile recuperare informazioni su questo “portacards” ed ho impiegato mesi per risolvere il mistero.
Quando si pensa ad un raccoglitore viene subito in mente il classico album a tema con all’interno le buste trasparenti (Topps, Lamincards, Staks ecc..). Panini optò invece per un raccoglitore completamente diverso. Il “nuovissimo portacards” non è altro che una scatolina gialla con apertura a scrigno al cui interno c’è lo spazio per collocare il mazzetto di action cards. Sulla parte frontale della scatolina c’è riportata ad inchiostro la scritta “Pokemon Advance” con il logo Panini. Ad oggi questo cofanetto è davvero molto raro e se ne vedono pochissimi in vendita. Molti non sanno della sua esistenza e anche al tempo è lecito pensare che pochissimi bambini fossero andati dall’edicolante a richiederlo dopo aver letto la scritta dietro la bustina. Sfortunatamente non è noto se Panini pubblicizzò questo particolare raccoglitore in altro modo.
Portacards ufficiale Panini [collezione personale]
Il mistero che aleggia sopra queste collezioni tende sempre a coprire alcuni dettagli che ci permetterebbero di far luce su alcune domande rimaste senza risposta. Analizzare nel dettaglio questo tipo di prodotti è come una vera e propria avventura in cui neanche internet ci viene incontro per dare una mano, ma d’altronde nei primi anni duemila si viveva così il collezionismo, saltando da una rivista ad un’altra ed affidandosi a voci di presunti cugini esperti.
Mi chiamo Roberto! Però la gente mi chiama Mr.Pokémon!
Nel nostro mondo è stato prodotto un gran numero di set di carte collezionabili Pokémon! Per alcuni sono terreno di gioco competitivo, per altri carte da collezionare con amore. In quanto a me… Lo studio ed il completamento di questi set sono il mio lavoro.
La tua avventura alla scoperta dei segreti che i set di carte Pokémon custodiscono sta per iniziare. Ti aspetta una lettura ricca di informazioni e nostalgia!
Andiamo!”
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Introduzione al Jungle
Grazie all’enorme successo ottenuto con la produzione e la distribuzione del Set Base in Giappone, Media Factory, decise di stampare e render disponibile al pubblico nipponico il 5 marzo 1997 un nuovo set, il Jungle. Per via dei pochi mesi trascorsi tra l’uscita del Set Base e del Jungle in Giappone, è lecito supporre che tale set fosse già in progetto nei laboratori della Media Factory, nonostante non fosse prevedibile il successo planetario del primo set.
Logo set Jungle
Il Jungle è il primo set tematico della storia del gioco di carte collezionabili. Ambientazioni e Pokémon scelti vanno a richiamare la giungla, bioma tipico dei paesi tropicali ed equatoriali, caratterizzato da una fitta e varia vegetazione. In occidente il set uscì ben due anni dopo, il 16 giugno 1999, sempre grazie al lavoro della Wizard of the Coast.
A differenza del Set base, che non presenta un simbolo di identificazione, The Pokémon Company attribuì al Jungle il fiore della Rafflesia, pianta tipica delle zone tropicali, nonché ispirazione per il concept di Vileplume. Tra il simbolo del set giapponese e quello occidentale non ci sono differenze rilevabili. Questo segno di riconoscimento venne posto a destra sotto l’artwork della carta e la sua posizione non variò fino al rilascio del set “Legendary Collection” compreso. Tale espansione fu stampata in meno lingue rispetto al Set Base tra cui: giapponese, inglese, tedesco, francese, italiano, spagnolo, olandese e portoghese.
Jungle fu pensato come espansione del Set Base. Il set é caratterizzato da pochissime carte, solo 48, dedicate principalmente a Pokémon non illustrati nel precedente set, in modo da avvicinarsi al completamento del Pokédex. Questa volta la trasposizione tra set giapponese e occidentale non fu uguale, ma WotC fece alcune modifiche sostanziali al fine di dargli una dimensione più congrua alla distribuzione.
Snorlax raro a sx e Snorlax raro olografico a dx
L’idea fu quella di inserire sia la versione olografica che non olografica delle carte che nell’espansione giapponese erano solo olografiche, raggiungendo quindi le 64 carte totali. Per quanto riguarda il layout, l’ordine di numerazione scelto per le varie lingue e l’effetto olografico usato per le varie carte si richiama all’articolo sul Set Base, in quanto non sussistono differenze.
Il set giapponese venne interamente stampato con il simbolo di rarità classico posto in basso a destra a fianco del numero Pokédex di quel Pokémon. Non esiste quindi una versione no-rarity del Jungle. Per i set occidentali, invece, abbiamo sia una prima stampa in prima edizione caratterizzata dal classico bollino nero già visto per il Set Base, che una stampa unlimited di maggior tiratura e quindi di minor rarità.
Pacchetti e mazzi tematici
I pacchetti giapponesi, sempre da dieci carte, presentavano tutti lo stesso disegno illustrato da Mitsuhiro Arita, il quale andava a richiamare fedelmente il tema della foresta tropicale. All’interno di tali pacchetti era sempre garantita una carta olografica. I booster pack occidentali contavano invece undici carte e tre differenti artwork.
Confronto tra artset occidentale (uno italiano e due inglesi) e pacchetto giapponese
A causa delle scelte già discusse di WotC, la carta olografica non era garantita nella versione occidentale; questo rese le olografiche occidentali più rare e ambite dai collezionisti. Anche qui, come per il Set base, si potevano trovare all’interno dei booster box ben 36 bustine. Una piccola curiosità riguarda l’illustrazione di Arita presente sul booster box giapponese, in cui è raffigurato un Exeggutor con il collo allungato, andando così ad anticipare la versione regionale di Alola uscita quasi venti anni dopo.
Copertina di un box Jungle giapponese
È plausibile supporre che l’Exeggutor di Alola rappresentasse l’idea originale di Exeggutor, poi scartata per sostituirla a quella nota in cui il Pokémon presenta un collo più corto.
A corredo del set WotC produsse due mazzi tematici: “Super Power” e “Getto d’Acqua”. Questi sono composti da 60 carte l’uno, un regolamento di gioco, segnalini danno, lista delle carte ed una monetina per il Testa o Croce raffigurante Vileplume. In entrambi si trova una carta olografica del set, rispettivamente Kangaskhan e Vaporeon, oltre che tutte le restanti carte necessarie alla costruzione del mazzo.
Confronto tra i differenti mazzi tematici in lingua inglese
L’angolo dell’illustratore
Il gruppo di illustratori che lavorò al Jungle era numericamente ancora molto limitato. Mitsuhiro Arita, Ken Sugimori, Keiji Kinebuchi e Kagemaru Himeno riuscirono ad amalgamare i loro diversi stili verso il comune scopo di ricreare un’avventura in una giungla abitata da molteplici specie Pokémon. Mitsuhiro Arita, grazie alla tematicità del set, riesce a migliorarsi ulteriormente e ad enfatizzare al massimo il proprio stile andando a curare maniacalmente le ambientazioni dei suoi lavori. È d’obbligo citare alcune carte diventate iconiche grazie alla loro bellezza e armoniosità come il Lickitung [38/64] o il Cubone [50/64].
Lickitung [38/64] e Cubone [50/64]
Kagemaru Himeno è una delle poche illustratrici che, nonostante abbia iniziato agli albori del TCG, tutt’oggi illustra un gran quantitativo di carte per i nuovi set. Il suo stile si concentra sull’uso di acquerelli con i quali tende ad addolcire i contorni e gli ambienti in cui il Pokémon è raffigurato. La delicatezza che un acquerello riuscirebbe a regalare viene compensata dall’uso di colori estremamente saturi e patinati, generando così delle tonalità che il più delle volte non rispecchiano gli originali colori dei Pokémon. Anche l’anatomia dei mostriciattoli tascabili è enfatizzata ed interpretata dall’artista creando così confusione e talvolta poca proporzione nel risultato finale.
Una scelta artistica davvero curiosa e limitata a pochissimi set del GCC fu quella di inserire alcuni animaletti del mondo reale all’interno degli artwork. In questo set è infatti possibile vedere un Eevee che gioca con delle farfalle, uno Spearow che caccia un vermetto o addirittura un Exeggutor che si gode un tramonto mentre un piccolo granchio si avvicina a lui incuriosito.
Spearow [62/64], Eevee [51/64] e Exeggutor [35/64]
Tale scelta, portata avanti grazie ai lavori di Mitsuhiro Arita e Kagemaru Himeno, contribuisce a rendere il set estremamente immersivo e tematico così che il collezionista possa sentirsi trascinato all’interno di un’avventura nella giungla.
Jungle – Carte promozionali ed errori
Con l’avvento del Jungle vennero introdotte le carte denominate Prerelease. Queste sono ristampe di carte appartenenti alle espansioni del TCG che presentano la scritta olografica “PRERELEASE” sopra l’artwork in basso a destra. La carta Prerelease dedicata al set Jungle è il Clefable olografico [1/64]. WotC distribuì la carta solo ai partecipanti del “Jungle Prerelease Tournament” nell’ agosto del 1999 in America, risultando quindi un’esclusiva inglese. Nonostante alcune prime indiscrezioni che riportavano ben quattro colori differenti per la scritta “PRERELEASE”, l’unico confermato per Clefable fu quello verde. Tra le quattro carte Prerelease prodotte nell’era WotC quella raffigurante Clefable è considerata la più rara.
Clefable PRERELEASE
Prima di entrare nel dettaglio delle singole carte è interessante approfondire un particolare errore che afflisse le sedici carte olografiche del set. Durante le prime stampe della versione unlimited inglese, Wizard of the Coast stampò le carte olografiche senza il simbolo caratterizzante l’espansione. Questo generò confusione tra gli acquirenti che pensarono inizialmente di aver tra le mani carte inedite del Set Base. Fortunatamente l’errore fu corretto celermente con le successive tirature unlimited.
Differenza tra un Pinsir holo con errore e la successiva versione corretta
Un altro errore legato a questo set interessò la prima promo black star della WotC ritraente il Pikachu illustrato da Kinebuchi a cui si dà comunemente il nome di “Ivy Pikachu”. Parallelamente alla distribuzione del GCC Pokémon, la Wizards of the Coast produsse molte carte promozionali per tornei o eventi speciali. Quest’ultime erano caratterizzate da una stella nera con la parola “PROMO” scritta sopra, posizionata dove normalmente si trovava il simbolo di espansione: da qui il nome “Wizards Black Star Promos”. La prima di questa serie di carte promozionali fu proprio Ivy Pikachu che, con tiratura estremamente bassa, era possibile trovarlo all’interno dei booster pack Jungle inglesi prima edizione.
Ivy Pikachu
Questo fatto rende Ivy Pikachu l’unica promo black star trovabile in dei normali pacchetti del GCC e l’unica ad essere caratterizzata dal bollino “1st edition”. Fino a poco tempo fa si pensava a questo come un errore. Grazie al recente ritrovamento di un prototipo di booster pack Jungle inglese prima edizione con stampata la scritta “Capture the rare Pikachu card! Look on inside wrapper!”, si può supporre che inizialmente WotC fosse intenzionata ad inserire questa promo nei pacchetti e che, solo successivamente, scartò l’idea.
Probabile prototipo di un pacchetto Jungle
Per merito delle testimonianze di persone che hanno aperto dei classici pacchetti Jungle inglesi in prima edizione, trovandoci all’interno più di un Ivy Pikachu, è lecito pensare a questo come un refuso di una vecchia idea abbandonata sul nascere. Vediamo ora alcune peculiarità delle singole carte, tra errori e versioni alternative.
Electrode [18/64]: La versione inglese in prima edizione venne stampata con l’artwork dell’Electrode presente nel Set Base.
Electrode “set base error”
Butterfree [33/64]: Alcune versioni in prima edizione di questa carta, a causa di una bolla di inchiostro, presentano invece che la scritta “1 edition” la scritta “d edition”. Si parla quindi di “d edition Butterfree”. Stesso identico errore affligge anche la carta di Eevee [51/64].
Buttefree “d edition error”
Meowth [56/64]: Esiste una versione promozionale distribuita solo in America all’interno del box di un prodotto alimentare simile alle nostre girelle (Pokémon Rolls). La carta in questione presenta, come unica differenza dall’originale, il riquadro esterno dorato invece che giallo; comunemente si parla di “Meowth gold border”.
Meowth gold border
Pikachu [60/64]: Di questa carta esiste una versione promozionale che fa da apri pista alle promo “W” della WotC. Queste carte sono identificabili grazie alla presenza di una “W” dorata posta o sull’artwork o sotto di esso; in totale uscirono sette promo “W”. Il Pikachu fu il primo della serie e venne distribuito in America nel settembre del 1999 con il magazine “The Duelist” nell’edizione “Jungle Fever”. In Italia, invece, era possibile trovarlo come allegato gratuito nel numero 2344° del fumetto di Topolino uscito il 31 ottobre del 2000. Tutti i Pikachu W promo italiani sono unlimited, mentre quelli inglesi sono in prima edizione.
Nei primi anni 2000 l’Italia era nel pieno della Pokémon Mania. I ragazzi passavano giornate intere a scambiare carte del Set Base con gli amici, ad attaccare figurine negli album, a giocare a Pokémon Giallo o a guardare la serie animata su Italia1 il pomeriggio, prima di fare i compiti. In questo contesto ricco di novità e voglia di collezionare, fece la comparsa un prodotto a cui tengo sentimentalmente molto: le lenticolari Yoga.
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Lenticolari Yoga – Un po’ di storia
Nel 1994 il consorzio Conserve Italia acquistò l’azienda agroalimentare Massalombarda, detenente il marchio Yoga; questa rilevò anche il famoso marchio Yoga, ormai sinonimo di succhi di frutta di qualità. Le carte lenticolari dei Pokémon o Minicarte 3D dei Pokémon vennero prodotte da Conserve Italia sotto il marchio Yoga tra il 1999 ed il 2000.
Logo Yoga succhi
Le lenticolari hanno dimensione 40×50 [mm]; frontalmente è presente la linea evolutiva del Pokémon che cambia in funzione a come viene inclinata la lenticolare.
Lenticolare dedicata alla linea evolutiva di Charmander[collezione personale]
I Pokémon che non avevano stadi evolutivi sono affiancati da una Pokéball, in modo da garantire sempre una transizione durante il movimento della lenticolare. Sul retro della minicarta 3D c’è l’elenco dei Pokémon rappresentati in quella lenticolare, informazioni su altezza e peso del Pokémon, trademark, logo Pokémon e logo Yoga.
Retro della lenticolare dedicata alla linea evolutiva di Bulbasaur [collezione personale]
Le lenticolari dedicate ai personaggi della serie animata presentavano invece un’illustrazione del personaggio sul fronte con sfondo tridimensionale, mentre sul retro semplicemente il nome dei personaggi rappresentati.
Queste vennero distribuite in omaggio all’interno delle confezioni dei succhi di frutta, acquistabili al supermercato. In totale uscirono due serie, una dedicata ai Pokémon di Kanto e l’altra a quelli di Johto, in diverse tirature. Oltre alle lenticolari, Yoga distribuì anche una serie di articoli a corredo delle serie principali come i righelli e le tovagliette per la colazione.
Le lenticolari Yoga andarono ad incastrarsi perfettamente nel mercato già saturo del tempo in quanto trovavano spazio nei classici momenti di relax dei ragazzi; bersi un succo Yoga, mentre si guardava un episodio della serie animata o durante la ricreazione mentre si scambiavano le carte del GCC, era la quotidianità della maggior parte dei ragazzi. Il motivo del grande successo della prima serie fu proprio la grande simbiosi che le lenticolari ebbero con tutti gli altri prodotti Pokémon; le minicarte 3D garantirono il divertimento dei ragazzi senza però togliere nulla ad altri tipi di collezioni.
Lenticolari Yoga – Serie 1
La prima serie, raffigurante i Pokémon di Kanto ed i personaggi della serie animata, uscì tra il 1999 ed il 2000; quest’informazione è riscontrabile grazie al trademark presente sul retro di ogni lenticolare. Le lenticolari erano distribuite omaggio nelle confezioni da tre succhi di frutta in Tetra Brik; se ne poteva trovare solo una per confezione.
Cartoncino Tetra Brik con pubblicità [collezione Lorenzo]Lista lenticolari prima generazione interna al cartoncino del Tetra Brik [collezione Lorenzo]
La prima serie conta 81 lenticolari raffiguranti i primi 150 Pokémon e 19 lenticolari raffiguranti i personaggi della serie animata. Le 19 lenticolari, raffiguranti i personaggi della serie, esistono con lo sfondo in due colorazioni differenti: giallo e blu. Le rappresentazioni dei personaggi ed il nome della carta è il medesimo, così come la numerazione posta sul retro. La lenticolare di Misty, ad esempio, ha come numero di set 85, sia in colorazione gialla che blu.
Misty serie blu e serie gialla [collezione personale]
Yoga, con una vincente mossa di marketing, a corredo di queste lenticolari produsse anche quella raffigurante il Pokémon misterioso Mew, la cui distribuzione fu molto particolare. La lenticolare di Mew era ottenibile in omaggio soltanto con l’acquisto dell’esclusivo raccoglitore tascabile al prezzo di £14.900.
Pagina pubblicitaria nell’album delle figurine Pokémon Merlin [collezione Lorenzo]Raccoglitore tascabile Yoga [Collezione some_italian_flamethrower]
All’interno del raccoglitore tascabile i collezionisti potevano inserire tutte le lenticolari trovate, così da averle sempre a portata di scambio. Questa decisione fu una grande mossa di marketing che richiamò la particolare distribuzione di Mew all’interno di Pokémon Rosso e Blu; all’interno di questi titoli Mew era infatti ottenibile solo tramite eventi ufficiali e la sua esistenza dette vita a molte leggende metropolitane.
Lenticolare di Mew [collezione personale]
Non è mai stato noto come la lenticolare di Mew venisse allegata al raccoglitore e, internamente alla community, si è sempre supposto che venisse inserita all’interno di una banale bustina trasparente o del raccoglitore stesso. Grazie ad un recente rinvenimento si può vedere come Yoga curò nel dettaglio anche la distribuzione di questa speciale lenticolare. Il piccolo Pokémon rosa veniva infatti incollato su uno speciale cartoncino illustrativo della promozione in cui, come di consueto, erano anche descritte le modalità di rimborso in caso non si fosse stati soddisfatti del prodotto.
Cartoncino originale utilizzato per la distribuzione di Mew [collezione personale]
A seguito di quanto detto la prima serie può esser vista come composta da 120 lenticolari diverse di cui, 81 rappresentanti i primi 150 Pokémon, 19+19 raffiguranti i personaggi nelle due colorazioni ed una raffigurante Mew. È importante sottolineare che la numerazione sul retro lenticolare va da 1 a 101 in quanto, come già detto, Yoga non fece una distinzione nella numerazione per i due diversi colori delle lenticolari dedicate ai personaggi.
Grazie al confronto con vari collezionisti è stato possibile individuare e catalogare dettagliatamente 5 diverse tirature. La catalogazione delle diverse tirature è elemento fondamentale per i collezionisti in quanto, chi si approccia alle lenticolari Yoga può trovarsi spaesato nel vedere la stessa minicarta 3D con artwork differenti o con simbologie non coerenti. Tutte le differenze riscontrabili sono legate ai diversi periodi di uscita ed alle migliorie via via introdotte. Ad alimentare il fascino del mistero, ci sono ancora piccoli punti bui a cui, nonostante l’accurata ricerca svolta, non è stato possibile dar risposta.
Di seguito si riporta la catalogazione delle varie differenze in funzione alla tiratura uscita.
Prima tiratura
Produzione delle prime 81 lenticolari
Serie con la “n°xx” per numerazione Pokémon posta sia davanti che dietro la carta
Colori poco saturi
Trademark “1995,1996,1998 Nintendo. TM & R Nintendo. C1999 Nintendo”
Pallino nero che copre “n°xx” in caso di Pokéball. Slot Pokéball del front vuoto (esiste anche un pallino bianco)
Artwork Pokémon di profilo
Lenticolare di Chansey prima tiratura [collezione personale]
Seconda tiratura
Produzione di tutte le 101 lenticolari (Mew esiste solo in questa tiratura)
Serie con “# xx” per numerazione Pokémon sia davanti che dietro la carta
Colori chiari, sempre poco saturi
Trademark “1995,1996,1998 Nintendo. TM & R Nintendo. C2000 Nintendo”
Pallino nero che copre “# xx” nel back in caso di Pokéball e presente solo # nello slot Pokéball sul front. Motivo di confusione è il fatto che NON TUTTI i Pokémon della seconda serie hanno il pallino nero per la Pokéball sul retro (come Mew per esempio)
Artwork Pokémon di profilo
Carte allenatore gialle/blu con nel back solo il nome dei personaggi illustrati nel front e la scritta “3D” bianca
Lenticolare di Jynx seconda tiratura [collezione personale]
Terza tiratura
Produzione delle prime 100 lenticolari, con l’esclusione di Mew
Serie con “# xx” per numerazione Pokémon sia davanti che dietro la carta
Colori chiari, sempre poco saturi
Trademark “1995,1996,1998 Nintendo. TM & R Nintendo. C2000 Nintendo”
Pokéball senza alcun simbolo di numerazione sia davanti che dietro
Lo slot extra è un errore presente in tutte le lenticolari che presentano il Pokémon con un solo stadio evolutivo o quelle in cui c’è solo Pokéball e Pokémon; non è presente nelle lenticolari in cui ci sono due stadi evolutivi (per motivi di spazio)
I Pokémon precedentemente illustrati di profilo sono illustrati frontalmente; gli altri artwork non furono cambiati
Carte allenatore gialle/blu con nel back solo il nome dei personaggi illustrati nel front ed la scritta “3D” bianca
Lenticolare di Mewtwo terza tiratura [collezione personale]
Quarta tiratura.
Numero lenticolari prodotte con questa tiratura non noto
Serie con “# xx” per numerazione Pokémon sia davanti che dietro la carta
Colori più saturi e definiti
Trademark “1995,1996,1998 Nintendo. TM & R Nintendo. C2000 Nintendo”
Pokéball senza alcun simbolo di numerazione sia davanti che dietro
Slot extra fixato
Stessi artwork della terza tiratura
Carte allenatori gialle/blu uguali alle altre con i colori più saturi
Lenticolare di Vulpix quarta tiratura [collezione personale]
Quinta tiratura
Presenti tutte le caratteristiche della quarta tiratura
Numero lenticolari prodotte con questa tiratura non noto
Angoli arrotondati manualmente e successivamente con macchinari
Assente marchio CE sul back delle carta nonostante la raccordatura
L’ordine delle varie tirature risulta interpretabile, in particolare per l’uscita della seconda e terza tiratura che potrebbero esser invertite. Le posizioni della prima, quarta e quinta sono deducibili tramite il trademark e il miglioramento della qualità.
Lenticolari Yoga – Serie 2
La seconda serie uscì nel 2000 e aggiunse alcuni Pokémon di seconda generazione. A differenza della serie dedicata a Kanto qui sono molto i punti di cui non abbiamo informazioni. Yoga distribuì la serie Johto sempre in omaggio ai succhi di frutta in Tetra Brik. Già nel numerare le lenticolari che compongono questa serie iniziano i punti ciechi. Ufficialmente non esistono liste numerate o cataloghi, presenti invece per la prima serie. A seguito di un confronto con vari collezionisti è stato appurato che molti Pokémon di seconda generazione sono stati esclusi dalla serie, non trovando mai spazio nelle lenticolari Yoga. Nonostante nelle varie pubblicità e locandine del tempo si faccia riferimento sempre ai “100 nuovi Pokémon” molti di essi non sono stati considerati.
Cartoncino Tetra Brik con pubblicità seconda serie [collezione Riccardo Mondini]
Grazie ad una ricerca approfondita è possibile affermare che i seguenti Pokémon non hanno ricevuto una lenticolare:
La serie, quindi, conta solo 30 lenticolari, tutte aventi caratteristiche analoghe alla quarta tiratura della prima serie. La lettura delle tirature esistenti della seconda serie è molto più semplice ed immediata, in quanto esistono solo due tirature. Per analogia a quanto fatto per la prima serie si riporta la catalogazione delle due tirature con le varie differenze.
Prima tiratura
Serie con “# xx” per numerazione Pokémon sia davanti che dietro la carta
Colori saturi e definiti, scritte nere definite, bordi slot argentati
Trademark “1995,1996,1998 Nintendo. TM & R Nintendo. C2000 Nintendo”
Pokéball senza alcun simbolo di numerazione sia davanti che dietro
Angoli a punta
No marchio CE
Prodotte solo 30 lenticolari
Seconda tiratura
Serie con “# xx” per numerazione Pokémon sia davanti che dietro la carta
Colori saturi e definiti, scritte nere definite, bordi slot argentati
Trademark “1995,1996,1998 Nintendo. TM & R Nintendo. C2000 Nintendo”
Pokéball senza alcun simbolo di numerazione sia davanti che dietro
Angoli arrotondati
Presente la scritta sul back “Made in Italy” con marchio CE. La scritta PROMINTER spostata verso il basso
Prodotte le medesime 30 lenticolari della prima tiratura
Differenza tra prima e seconda tiratura front [collezione personale]Differenza tra prima e seconda tiratura back [collezione personale]
Facciamo chiarezza tra speculazioni e interviste!
Il cambiamento dei bordi, da appuntiti a stondati, è molto interessante in quanto fa da vetrina ad una situazione molto frequente degli anni 2000. Con l’avvento della Comunità Europea e delle Direttive sulla Sicurezza vennero imposte caratteristiche stringenti per l’immissione nel mercato di un prodotto in termini di sicurezza. Le direttive sulla sicurezza interessarono ovviamente anche i giocattoli, destinati di base ad un pubblico giovane; questa ondata di novità non risparmiò neanche le lenticolari Yoga. A seguito di queste considerazioni la community suppose che il cambio degli angoli da appuntiti a raccordati fosse dovuta alla necessità di ottenere il marchio CE, elemento necessario all’immissione nel mercato di un prodotto.
Al fine di convalidare questa ipotesi ho contattato direttamente Yoga chiedendo spiegazioni al riguardo; grazie alla loro testimonianza per la prima volta abbiamo una documentazione ufficiale del motivo per cui sono stati abbandonati gli angoli a punta. Dallo scambio di messaggi emerge che “le carte lenticolari sono state modificate nel tempo per garantire ai bambini una maggiore sicurezza in fase di gioco”, a convalida di quanto supposto fino ad oggi dalla community di collezionisti.
Sfortunatamente, per quanto riguarda i motivi legati alla mancanza di alcuni Pokémon della seconda serie, Yoga non è riuscita a recuperare informazioni dettagliate. L’assenza di informazioni ci permette però di viaggiare con la mente in modo da fare alcune considerazioni sulle motivazioni che si possono celare dietro questa decisione. Tornando indietro con la memoria possiamo fare riferimento ad altri tipi di prodotti che hanno avuto un simile destino, primo tra tutti le Topps. La serie delle Topps italiane dedicate ai Pokémon di Johto ebbe la stessa sorte delle lenticolari Yoga; la serie, infatti, si interruppe a metà lasciando molti Pokémon senza una carta a loro dedicata.
La community ha sempre pensato che i presunti motivi legati a questa scelta fossero riconducibili alla drastica diminuzione di richiesta del prodotto rispetto alle precedenti serie. È lecito pensare che questa motivazione sia la stessa che ha portato Yoga ad interrompere la produzione delle lenticolari, troncando di fatto a metà la seconda generazione. Medesima situazione è riscontrabile, seppur in modo più lieve, anche con altri prodotti a tema Pokémon come gli Sticker Merlin, le calamite Mr.Day o i tappi Valfrutta. Il merchandise dedicato alla seconda generazione venne infatti prodotto con basse tirature, probabilmente sempre a causa della minor richiesta.
Errori e curiosità
Una piccola curiosità riguarda la lenticolare dedicata alla linea evolutiva di Hoppip. In entrambe le tirature la linea evolutiva di Hoppip si ferma a Skiploom, ignorando totalmente l’esistenza di Jumpluff. Anche sul retro carta, in cui dovrebbero esser riportati i tre Pokémon, Jumpluff è citato. Dalle varie ricerche sembra che tutte le lenticolari di Hoppip siano affette da questo errore; non c’è però la certezza che non esistano carte con la linea evolutiva completa, in quanto il confronto è stato fatto con solo una decina di persone.
Lenticolare di Hoppip [collezione personale]
Merchandise vario – Lenticolari di ogni forma e dimensione
Righelli animati Yoga
A corredo delle lenticolari di seconda serie vennero prodotti dei righelli, anch’essi lenticolari. Nonostante le pubblicità facessero riferimento ad una collezione di 12 righelli, ne sono stati individuati solo sei, rappresentanti: Pichu, Blissey, Totodile, Marill, Togepi e Wooper. Il righello, secondo le pubblicità dell’epoca, era possibile trovarlo in una confezione di succhi di frutta su dieci. Anche i righelli uscirono in due tirature differenti, sempre a causa della necessità di ottenere il marchio CE.
Pubblicità dei righelli Yoga [collezione Lorenzo]
Dei restanti sei righelli non sappiamo nulla e quindi possiamo dar libero sfogo alle speculazioni. Possiamo infatti supporre che inizialmente Yoga pensò di suddividere le seconda serie in due: una con i Pokémon effettivamente usciti ed i sei righelli citati ed una con i restanti Pokémon e gli altri sei righelli. Sfortunatamente non è possibile sapere quali Pokémon sarebbero stati rappresentati nei restanti sei righelli, perché la scelta dei primi sembra molto casuale.
Tre dei sei righelli Yoga usciti [Collezione personale]
Tovagliette animate Yoga
Con l’uscita della seconda serie di lenticolari Yoga l’azienda indisse un concorso telefonico a lotteria con in palio cinque set da quattro diverse tovagliette lenticolari da colazione. Le uniche testimonianze di questo concorso sono illustrate sul cartoncino che teneva insieme i succhi di frutta in Tetra Brik. Nelle quattro tovagliette sono raffigurate le linee evolutive degli starter di Kanto e la linea evolutiva di Pikachu. Questo tipo di prodotto è di difficile reperibilità a causa della peculiare modalità di distribuzione.
Pubblicità delle tovagliette lenticolari [collezione Riccardo Mondini]Tovaglietta lenticolare dedicata alla linea evolutiva di Bulbasaur [Collezione personale]
Tra succhi di frutta e spensieratezza
Le lenticolari Yoga sono la chiara rappresentazione di come vivevamo in Italia la Pokémon Mania nel 2000. I Pokémon accompagnavano i collezionisti in ogni momento della giornata, dalla ricreazione scolastica alle merende pomeridiane con gli amici. L’alone di mistero che volteggia ancora oggi intorno alle lenticolari Yoga porta con sé un enorme carico di nostalgia; ai collezionisti più attempati tornerà alla mente la difficoltà nell’ottenere informazioni in un’epoca in cui internet non era per tutti. Riviste, scambi di idee nel parchetto sotto casa e leggende metropolitane alimentavano il fascino della ricerca e del collezionismo, dando una luce brillante alla nostra passione. La gioia che si provava nel riuscire a recuperare anche una minima notizia era immensa; niente era immediato e la caccia alle informazioni era la perfetta metafora del famoso motto “Gotta catch’em all”.
Sul nostro sito potete notare che abbiamo dedicato diversi articoli alle collaborazioni tra Daniel Arsham e Pokémon, ma non vi abbiamo mai parlato di lui e della sua storia.
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Chi è Daniel Arsham?
Daniel Arsham
Nato a Cleveland, Ohio e cresciuto a Miami, in Florida, Arsham aveva 12 anni quando l’uragano Andrew distrusse la sua casa. Questo evento traumatico è stato un tema continuo attraverso il suo lavoro.
Daniel ha frequentato la Design and Architecture High School e ha ricevuto una borsa di studio completa alla Cooper Union di New York City.
Ha ricevuto il Gelman Trust Fellowship Award e il 37° GNMH AWARD nel 2003. Dopo essersi diplomata a scuola, Arsham è tornata a Miami e ha avviato uno spazio espositivo chiamato “The House” con diversi amici artisti.
È stato attraverso The House che Daniel ha incontrato Emmanuel Perrotin nel 2004 e l’anno successivo, Gallerie Perrotin (Parigi) ha rappresentato Daniel Arsham.
Subito dopo Daniel è stato invitato a creare scenografie e tournée con la Dance Company del coreografo Merce Cunningham, portando a una pratica continua di scenografia e a una collaborazione prolungata con il coreografo ed ex ballerino di Cunningham, Jonah Bokaer.
Nel 2007, Daniel Arsham ha fondato Snarkitecture con Alex Mustonen. La collaborazione nell’architettura ha incluso il lavoro con marchi di moda, design d’interni e architettonico e una linea completa di oggetti di design funzionali.
Nel 2014 ha fondato una compagnia cinematografica chiamata Films of the Future, società di produzione che sintetizza tutta la produzione creativa di Arsham nel decennio precedente.
La sua serie di debutto, Future Relic, consiste in nove cortometraggi che descrivono una civiltà futura prima e dopo che la Terra ha subito importanti cambiamenti ecologici. La serie include anche sculture di manufatti multimediali pietrificati del XX secolo costruiti per sembrare manufatti in decomposizione dall’obsolescenza.
La più recente serie di film di Arsham intitolata Hourglass è un trio di film creati in collaborazione con Adidas. La trilogia segue una storia autobiografica di Daniel nel passato, presente e futuro mentre viaggia nel tempo indossando le sneakers collaborative Adidas Originals X Daniel Arsham.
Alcuni degli sforzi collaborativi più recenti dei suoi lavori, esistono nel mondo della moda. Questi includono progetti con marchi come Adidas, Dior, Toraichi, Byredo, Rimowa e Porsche.
Per via delle sue opere, è stato rinominato ”L’archeologo del futuro”.
Alcuni progetti interessanti dell’artista
Future Relics
Un progetto che l’artista di Miami porta avanti dal 2013 è Future Relics. Una serie di oggetti dall’utilizzo quotidiano che vengono immaginati e riproposti in una veste del tutto nuova, quella di un passato riscoperto nel futuro.
Il suo obiettivo è quello di dimostrare il valore del tempo, l’importanza che esso ha in tutto ciò che ci riguarda e in quanti modi può affliggerci. Gli oggetti che trasforma sono spesso quelli tecnologici, a dimostrare come tutto dopo poco possa già essere considerato obsoleto, e li rende reliquie, scoperte archeologiche che provengono da un futuro distopico.
Collaborazione con Hajime Sorayama
Due artisti differenti con una caratteristica in comune, quella di voler proporre una visione del mondo diversa da quella quotidiana, specchio della loro mente e immaginazione. Unitisi per la prima volta nel 2019, Arsham e Sorayama hanno esposto la loro prima scultura alla galleria 2G di NANZUKA a Tokyo, un braccio di cristallo eroso che incastra le dita con un braccio robotico danneggiato.
Del 1° marzo 2020 è invece la notizia di una seconda scultura nata da questa collaborazione, due mani appartenenti a un robot femminile che stringono uno dei Future Relics, una macchina fotografica erosa dal tempo.
Daniel Arsham x Pokémon
“Daniel Arsham x Pokémon” è basato sull’archeologia immaginaria. Attraverso queste sculture Daniel Arshaminvita le persone ad immaginare la scoperta dei nostri mostriciattoli tascabili preferiti fra mille anni. Ne abbiamo parlato in questa news.
Vi abbiamo parlato anche della collaborazione con Uniqlo, nota azienda giapponese di abbigliamento. La collaborazione è incentrata sulle T-shirt Uniqlo, che offriranno i diversi capolavori artistici di Arsham, inerenti a Pokémon, su di esse. Cliccaqui per saperne di più.
Pochi giorni fa, Daniel ha pubblicato il libro chiamato “Arsham’s Pokédex”, contenente numerose immagini delle sue opere dedicate ai Pokémon. Inoltre, è uscito il cortometraggio “A Ripple in Time“, l’opera finale del progetto di collaborazione. Ne abbiamo parlato poco tempo fa in questa news.
Finisce qui il nostro articolo su uno degli artisti contemporanei più apprezzati del momento. Speriamo in futuro di vedere innumerevoli opere, magari ancora sui Pokémon, firmate Daniel Arsham.
ATTENZIONE: Questa non è una recensione, bensì un pensiero nostalgico, per chi come noi non ha mai abbandonato un’idea matura di Pokémon. TUTTAVIA è bene informarvi che tale testo potrebbe contenere SPOILER; per tanto, qualora non abbiate ancora giocato Leggende Pokémon: Arceus, vi consigliamo una lettura attenta e responsabile.
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Il 10 Gennaio del lontano 2000, l’emittente Mediaset Italia 1, manda in onda il primo episodio di un “cartone animato giapponese” nella fascia pomeridiana dedicata ai più giovani. Tale prodotto, narrava di un ragazzo, un certo Ash Ketchum, e del suo sogno di diventare maestro di Pokémon.
I Pokémon sono creature fantastiche, dai poteri elementali, capaci di mutare forma divenendo sempre più forti e lottando tra di loro se allenati a dovere. Come a voler rappresentare quel che ognuno di noi prova quotidianamente con imprevisti vari ed eventuali, il giorno della partenza da casa, Ash si sveglia tardi, e si dovrà accontentare di un Pokémon ribelle, testardo e poco amichevole: un Pikachu. Dopo alcune peripezie, aver fatto infuriare uno stormo di Spearow e aver rubato la bici ad una giovanissima Misty, Pikachu riconosce le buone intenzioni di Ash e lo salva da una situazione spiacevole per entrambi.
In quell’esatto momento, nasce una delle amicizie più durature che gli anime abbiano mai conosciuto, ma soprattutto, viene innestato nella mente dei ragazzini dell’epoca, il fascino e la bellezza che quel cartone animato stava per illustrarci in una storia ad oggi senza fine.
Ci è sembrato doveroso iniziare da qui: in Italia è stato proprio il duo Ash/Pikachu ad essere il pioniere della Pokémon-mania esplosa nei primi anni 2000, mentre solamente dopo il videogioco per Game Boy/Game Boy Color fece il suo ingresso da una porta di servizio che trovò aperta con ad accoglierlo milioni di fan, pronti ad un’avventura in quel di Kanto, a fianco del loro Pokémon compagno.
Pokémon Rosso e Pokémon Blu sono stati nostri amici inseparabili, ben distanti dal mondo bambinesco descritto nell’anime, ma comunque appaganti e ricchi di emozioni. L’ottenimento delle otto medaglie, i segreti degli uccelli leggendari, la grotta in cui dimora il Pokémon più forte mai creato dall’uomo, la lega come tappa finale e in conclusione, la resa del nostro rivale, dinanzi ad un allenatore partito quasi incosciente di ciò che lo aspettava e divenuto maestro consapevole delle proprie possibilità.
E non importa che voi abbiate iniziato lì o a Jotho, a Hoenn o a Sinnoh. Non importa che siate più legati ad Unima, a Kalos, ad Alola o a Galar. Non cambierà mai quel che avvicina i fan storici della saga, al gioco di battesimo: i ricordi saranno sempre piacevoli, con una nota di spensieratezza e sorpresa che non tornerà mai più.
Perdonateci l’introduzione melanconica, ma è necessaria in quanto il 28 Gennaio 2022, 22 anni dopo quell’episodio, Pokémon si veste di nuovo, con un look inedito e, diciamolo, desiderato da molto di noi. Leggende Pokémon: Arceus porta un feeling completamente rimaneggiato allo spettatore, toccando tematiche forti e crude, come la morte, la discriminazione, i pregiudizi e l’ignoranza. “Si ha paura di ciò che non si conosce”, dicevano in passato, e mai frase fu più azzeccata nel descrivere gli abitanti di Hisui, un gruppo di persone non autoctone, a loro volta immigrate, che fanno dell’estraneo il nemico numero uno. Eppure però, ad un occhio attento, questo gioco non si discosta tanto da cliché vetusti ed obsoleti: inizio con un Pokémon starter, proseguimento nella campagna con l’intento di “catturarli tutti”, misteri da svelare, battaglia finale e poi? Facciamo un passo indietro.
La domanda che dobbiamo porci oggi noi è “ci meritiamo/meritavamo un gioco simile?” Sebbene il comparto grafico illustra non poche incertezze e il game design lascia qualche perplessità, non parleremo di caratteristiche tecniche del titolo, ma di tutto quello che ciò contiene. Leggende Pokémon: Arceus ha l’ardua sfida di portare a compimento tre obiettivi: tenersi cari i fan fedeli, riconquistare quelli diffidenti, avvicinare i curiosi ad un universo che oggi conta più di MILLE mostriciattoli tascabili, tra forme alternative a quant’altro. Sarebbe una bella sfida se domani doveste andare da almeno tre persone ed iniziare a parlare di Pokémon e delle sue innumerevoli sfaccettature, cercando di intrattenere l’esperto, invogliare l’inesperiente e avvicinare lo scettico. Ecco, ora anziché provare con tre individui, fatelo con tre milioni di utenti, e poi raddoppiate, e ancora, e ancora, e ancora… Capite bene che i limiti di narrazione e di maturazione dei vari titoli devono comunque tener conto di fattori a noi sconosciuti o semplicemente estranei, ma fondamentali per la crescita e l’affermazione di un brand.
A nostro avviso, Leggende Pokémon: Arceus è tutto quello che gli allenatori storici desideravano da tempo: libertà. Come il buon Giorgio Vanni ci canta oramai da più di vent’anni, “voglio andare dove mi va, e non fermarmi qua“: Hisui con le sue lande estese, è la chiave di questo concetto. Siamo tutti d’accordo l’open-map proposto da Game Freak presenti difetti visibili ad occhio nudo, ma è necessario un complimento d’onore per quello che hanno da offrirci, ovvero spazi sconfinati che respirano di ampiezza e di profondità. Se questo concetto verrà poi elevato all’ennesima potenza avremo il gioco Pokémon definitivo, ma ci vorrà del tempo, e se abbiamo ottenuto tali risultati oggi è proprio perché Pocket Monster non voleva uscire dai suoi dogmi, mentre quelle rare volte in cui ci ha provato, ha trovato più di qualche intoppo.
Sarà difficile forse da capire per i più giovani, ma quello che si racconta da anni, il “gioco Pokémon con tutte le regioni” oggi non sembra più un’utopia, ma qualcosa di realizzabile. Tematiche più mature, concetti adulti e comportamenti veri di alcuni NPC, ci permettono un’immersione più che soddisfacente in un titolo, che a nostro avviso, ha ancora tanto da raccontare. Anche il fatto che alcuni personaggi all’interno del gioco somiglino a vecchie conoscenze, è da vedere come premio per i veterani. Sei uno storico del brand? Ecco, gioca ad “Indovina chi?” con questi PNG, stuzzicando la tua curiosità e la tua memoria.
https://youtu.be/oVsjn7SSAWQ
La chicca però rimane quella della cattura in tempo reale. Non giriamoci intorno, da quanto si desiderava il semplice gesto di lanciare un PokéBall appena avvistato un Pokémon, senza combattimenti obbligatori, senza transizione, immergendoci in questo RPG come è giusto che sia. Ecco perché il termine “libertà” ci sembra davvero appropriato, perché siamo liberi di vivere la nostra avventura come noi vogliamo, senza sentirci costretti a dover andare da punto A a punto B, ma accantonare la storia e la trama principale, per goderci il mondo Pokémon come lo sogniamo da tempo. Il gameplay ci aiuta in questo, offrendo l’opportunità, qualora lo si volesse, di affrontare nei primi minuti di gioco creature di almeno 30 o 40 livelli superiori al nostro compagno più addestrato.
Per la conclusione dell’articolo, vi consigliamo di riprodurre in sottofondo il brano “GOTCHA!” ACACIA – Bump of Chicken
Badate bene, Leggende Pokémon: Arceus non è e non deve essere una meta, bensì un nuovo inizio, un giro di boa se vogliamo, per cui da ora in poi si può solo migliore. Siamo stati pazienti e perciò premiati, ma tutte quelle imperfezioni dovranno essere corrette, se vogliono che la saga continui su standard di alto livello. In fin dei conti, è proprio il concetto di “mondo vivo” che fa di LPA il titolo che tutti aspettavamo, per questo non vorremmo ammettere passi indietro d’ora in avanti.
Quindi, alla domanda iniziale se ci meritassimo o meno un gioco simile, la riposta è ovviamente SI. Siamo sognatori, siamo ottimisti, siamo veterani, siamo allenatori. Che si abbiano 20, 30 anni o più non è rilevante, siamo adolescenti nel cuore, con la voglia di tenere in mano la PokéBall del nostro starter, e gridare al mondo intero la voglia di esplorarlo affianco di un amico inseparabile. Leggende Pokémon: Arceus deve essere preso per quello che è, un esperimento, un nuovo tuffo nel vuoto, che sa di aria fresca. Come quando finiamo le scuole medie, e, pur sapendo che sempre di scuola si tratta, non siamo pronti ad affrontare eventuali licei, istituti, nuovi professori, nuovi compagni, nuovo ambiente.
Il concetto è davvero elementare, ma farlo nostro non è così semplice. In una società sempre più consumista e fredda, ciò che lega gli acquirenti al prodotto si riduce al mero vincolo della domanda e offerta. E siamo sicuri che per tanti là fuori è così, Leggende Pokémon: Arceus è l’ennesimo gioco da provare e poi decidere se tenerlo o magari darlo via dopo il completamento. Invidiamo tale leggerezza, che non pretende null’altro se non le 40h di dedizione fino ai titoli di coda del gioco stesso.
“La bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere.” Questa frase è tratta dal film di Roberto Benigni “La tigre e la neve“, ma ci sembra davvero la più azzeccata al momento. Il dio denaro è sempre in agguato, sia chiaro, ma vogliamo pensare che là, in quel di Tokio, ci sia ancora qualche sognatore, che proprio come noi, ogni giorno, proverà a scegliere di cambiare, di dire basta a certi paletti e di osare, laddove non ha mai osato nessuno.
Non sappiamo ancora se il gioco Pokémon definitivo uscirà mai, ma forse, noi non lo vogliamo perfetto. Lo vogliamo vero, reale, libero. Così che, il brano possa continuare con “…Questo viaggio mi porterà, da tutti i Pokémon“. Attendiamo con ansia le novità in merito ai giochi della serie principale, ma fino ad allora, possiamo solo dirvi “Benvenuti ad Hisui, la vostra nuova avventura comincia da qui“.
“…Voglio che tu sappia che sei qui. Ecco come tutto è cominciato.”
Fin dalla nascita, il brand di Nintendo si è caratterizzato per una grandissima varietà di titoli e passando da una console ad un’altra, questa molteplicità di giochi aumentava. Su Nintendo Switch questo processo è continuato, grazie alla presenza di molti titoli. Uno di questi lo vedremo oggi, nella nostra recensione di “Grow Song of the Evertree”.
Sviluppato da Prideful Sloth e pubblicato da 505 Games, “Grow Song of the Evertree” si pone tra uno dei titoli più conosciuti del genere gestionale, ovvero Animal Crossing e un titolo meno conosciuto ma molto apprezzato, ovvero Stardew Valley.
Una trama fiabesca
La trama si apre introducendo un passato dimenticato dove gli antenati esploratori, seguendo il canto, arrivarono alla sorgente del canto da dove tutto nasce, ovvero il Myora, che sgorgava dalle radici dell’Albero Eterno.
Gli esploratori decisero dunque di insediarsi all’ombra dell’Albero Eterno, la città prosperava e gli antenati appresero l’arte di “plasmare” il canto e chiamarono questa pratica: “Alchimia“. Inoltre, diventarono artigiani, architetti e prodigi dell’industria.
Il loro piccolo villaggio crebbe fino a diventare una grande e prosperosa città, ma qualcosa di oscuro cresceva all’interno dell’Albero Eterno: una forza maligna e divoratrice denominata Avvizzimento, che prosciugò tutto il canto di Myora e fece crollare nel caos la città.
Ma anche se la situazione sembra irrisolvibile nulla era perduto, perché un alchimista di Cuore Eterno, a differenza di tutto il popolo, scelse di rimanere e di ricreare il Canto di Myora.
Una grande scelta di personalizzazione
Una delle qualità che ha questo titolo è la personalizzazione e la caratterizzazione con cui si può dotare il proprio personaggio. Difatti si potrà scegliere tra molte modifiche, ad esempio la voce, gli occhiali, la forma del corpo e tante altre.
I nostri due aiutanti
Per far tornare il Canto di Myora, Rambicco e Manuala lavorarono a lungo per creare un seme del mondo. I due sono posti nella casa dove si sveglia il protagonista e svolgono mansioni diverse.
La prima con cui facciamo conoscenza è Manuala, un libro magico che terrà conto di tutto ciò che succede nella nostra avventura e inoltre ci darà delle “missioni” che, se portate a termine, daranno al giocatore varie ricompense, tra cui anche dei riconoscimenti.
Il secondo invece è Rambicco, un alambicco che, se interpellato, ci insegnerà l’arte dell’alchimia, fondendo i vari oggetti ottenuti tramite la “manutenzione” del Giardino e che, in base alla loro rarità, ci daranno delle essenze diverse, che potranno essere usate per creare dei semi che hanno diverse mansioni. Dopo aver sbloccato il seme del mondo, verremo dotati di:
Anaffiatoio: servirà per annaffiare i semi;
Sacco di semi: utilizzabile quando si distruggono pile di mattoni o rocce;
Martello: per distruggere rocce o mattoni;
Ascia: utilizzabile per distruggere dei ceppi di legno o per tagliare gli alberi.
Un titolo di natura gestionale
Il gioco si apre con il protagonista che pianta il seme del mondo, ovvero un seme che crescendo crea una piattaforma dov’è possibile far crescere una rigogliosa vegetazione. Qui ci saranno alcune creature che, in base alle loro esigenze, sarà possibile addomesticare e far crescere.
Inoltre bisognerà gestire una vera e propria città che avrà un indice di “felicità” che dipende dalla realizzazione dei bisogni e dei desideri dei vari visitatori. Nel caso in cui questi la trovassero gradevole, si trasferiranno qui.
Nonostante la meccanica della città ti permette di fare molteplici mansioni, quella dei mondi risulta spoglia e monotona (sradica, taglia, semina, annaffia e distruggi). Ciò comporta una perdita d’interesse verso il titolo, essendo anche uno dei punti fondamentali su cui si regge questo gioco.
In conclusione
Il titolo è molto fluido e la storia fiabesca riesce a trasmettere al giocatore quella magia di cui è composto il prodotto. Uno dei punti a favore di questo gioco è dunque proprio la storia, che in un titolo gestionale del genere è difficile da inserire, soprattutto per la quantità di “diversi giochi” al suo interno. Lo stile artistico è veramente azzeccato, perché ti immerge in un mondo leggendario e pieno di fantasia. Inoltre, esso crea un’atmosfera pacifica che rilassa il giocatore, nonostante l’Avvizzimento avanzi. Infine, va detto che la quantità di azioni che si possono intraprendere in questo titolo sono tantissime: si può andare a pescare, catturare gli insetti, completare le missioni assegnateci da Manuala, fare un po’ di Alchimia con Rambicco e tante altre. Sembra di avere una libreria di minigiochi all’interno di uno solo, offrendo una grande varietà a questo titolo, che risulta assolutamente di ampio respiro.
Il gioco presenta anche alcuni difetti, seppur non gravi. Nello specifico nei momenti in cui si cambieranno i mondi potrebbero capitare degli evidenti cali di frame rate, oltre a dei caricamenti decisamente lunghi. Infine, come già detto, alcune attività potrebbero risultare ripetitive.
VOTO: 8.5/10
+ Molta varietà di azioni all’interno del titolo
+ Storia immersiva e interessante
+ La parte gestionale della città, ideata veramente bene con la caratterizzazione dei visitatori.
– cali di frame che rendono i caricamenti veramente lunghi
– la ripetitività nella “piattaforma” creata dal seme del mondo
Cambiando argomento, avete visto l’ultimo aggiornamento fatto alla hack rom Sigma Platinum?
Dopo la scorsa edizione del 2019 del Palermo Comic Convention, abbiamo avuto la possibilità di incontrare ospiti speciali e partecipare ad eventi esclusivi organizzati da Alessio Riolo e Antonio Scuzzarella in collaborazione con Monster, RadioAnimati e molte altre realtà della Pop Culture in questa sesta edizione del 2021.
Noi dello staff di Pokémon Next abbiamo avuto la possibilità di partecipare in prima persona ad alcune attività ed eventi a tema Pokémon e Nintendo. A partire dall’intervento sul palco di Professor Bob e Frobby a tema Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente, per poi un più generico quiz sul mondo Pokémon in generale che ha ripercorso la storia della saga.
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Struttura della fiera
Il Palermo Comic Convention, conosciuto anche come “Salone Internazionale del Fumetto, Cinema, Games e New Media”, è una fiera che si svolge nella città di Palermo, interamente dedicata al mondo dei manga, dei fumetti e dei videogiochi in generale. Quella appena tenutasi, dal 9 al 12 dicembre, è stata la sesta edizione, questa volta collocata ai Cantieri Culturali alla Zisa.
Tre diversi padiglioni hanno contenuto i principali prodotti della fiera, suddivisi in fumetti, videogiochi, giochi di ruolo e tante altre tematiche. Le zone principali per gli acquisti sono state il padiglione Tre Navate, lo Spazio Zero e la Sala Perriera. Nel Padiglione 20/NOZ si trovavano l’area ristoro e una zona in cui testare i giochi per VR, oltre alle postazioni per i tornei e-sportivi. Oltre ai padiglioni, all’interno del Cinema De Seta si sono tenuti i diversi eventi dal vivo con i vari ospiti della fiera.
Tra le attività nel cinema, giovedì 9 e venerdì 10 i nostri content creator, Frobby e il Professor Bob, hanno tenuto rispettivamente un talk show incentrato principalmente su Pokémon Diamante Lucente e PerlaSplendente, e un quiz a tema Pokémon.
Talk Show e Quiz
Il talk show condotto da Frobby e il Professor Bob si è incentrato principalmente sui remake di quarta generazione: Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente. Durante il talk, si è fatta un’analisi critica dei giochi, andandoli ad analizzare sia dal comparto grafico, sia dal comparto tecnico. Abbiamo dedicato una piccola parte anche al nuovo gioco Pokémon in arrivo nel 2022, ovvero Leggende Pokémon: Arceus, nonchè a delle domande fatte dal pubblico ai due content creator.
Per quanto riguarda la giornata del 10 dicembre del Palermo Comic Convention, sempre presso il Cinema De Seta abbiamo tenuto un quiz a tema Pokémon. Il gioco in questione ha trattato domande di cultura generale legata ai Pokémon, esplorando tanti ambiti diversi, tra anime, videogiochi, carte e tanto altro. Tra le domande più frequenti, vi era la famosa domanda “Who’s that Pokémon?!”, apparsa molte volte all’interno dell’anime Pokémon.
Intervista per Radio Animati
Dopo l’intervento sul palco, Pellegrino Talamo e Cristiano Paglionico, due ragazzi di Radio Animati hanno intervistato dei nostri content creator: Frobby, Professor Bob e un supervisore della redazione di Pokémon Next. Si sono trattate diverse tematiche relative al brand in generale, alla serie animata, ai videogiochi e ai Pokémon stessi con le loro evoluzioni.
Per aprire l’intervista si è partiti dalle origini della saga; dalla nascita di Pokémon come videogiochi per Game Boy, alla loro evoluzione che ha portato la serie ad espandersi ad altri ambiti come gadget, serie animate, film e tanto altro. Si è parlato principalmente del successo di Pokémon come franchise, di come sia stato in grado di diventare uno dei fenomeni collezionistici più importanti degli ultimi anni per quanto riguarda le carte, o di come abbia scalato le classifiche con Pokémon GO.
Una delle domande ha fatto riferimento al rapporto tra la serie animata e i fan del videogioco; sottolineando un aumento di qualità non indifferente negli episodi, nella storia, ma più in generale nella maturazione del protagonista e dei co-protagonisti. Si è anche parlato delle nuove sigle animate e dell’arrivo delle puntate non direttamente dal Giappone, ma dall’America, con purtroppo la perdita di alcune soundtrack.
Ovviamente, uno dei temi di discussione è stata l’uscita dei nuovi remake di quarta generazione e le critiche mosse ai due titoli. Di come ci sia stata comunque una riduzione di difficoltà negli ultimi titoli pubblicati della serie, ma anche il lato competitivo e la sua evoluzione. L’intervista è disponibile sul sito ufficiale di Radio Animati a questo link.
Grande successo all’Xmas Comics, evento a cui abbiamo partecipato anche noi di Pokémon Next insieme ad Anemos!
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Sabato 11 e domenica 12 dicembre al Lingotto Fiere di Torino, si è tenuto l’Xmas Comics, giunto alla settima edizionenatalizia dell’appassionante mostra mercato del fumetto. Una grande festa dedicata ai fumetti, games, videogames, cosplay, youtubers e streamer.
La fiera è stata un vero e proprio successo per noi di Next e Anemos, che siamo stati invitati all’evento e per tutto il weekend, allo stand Gaming di Lega Esport (padiglione 3), abbiamo tenuto delle sessioni di gioco libero e tornei suNintendo Switch.
Abbiamo messo a disposizione 10 postazioni Nintendo Switch dove si poteva giocare liberamente a: Pokémon UNITE, Mario Kart 8 Deluxe, Super Smash Bros. Ultimate e Brawlhalla.
Inoltre, al nostro stand, potevate incontrare:
GGiicks Content Creator Pokémon Next
Crove redattore Pokémon Next
i ragazzi di Anemos
xKumiho Pro Player e streamer di McDelivery GGang
Sfal Pro Player, streamer e campione italiano di Valorant di GGEsports.
Rhagee Pro Player e streamer di Qlash Italia
Daphne Lain streamer e cosplayer
Tornei:
Noi di Pokémon Next, insieme ai ragazzi di Anemos, abbiamo tenuto due tornei a tema Nintendo:
Torneo Pokémon UNITE:
Sabato pomeriggio si è tenuto il torneo di Pokémon UNITE. Due squadre si sono sfidate in una gara alla meglio di 5 per vincere l’ambito premio: una Cuffia & Speaker 2 in 1 Apache Grigio/Avorio a testa!
La prima partita è stata combattutissima, ma a spuntarla è stato il team ”Menomale” sul team ”Kevin & co.” Le altre partite sono state a senso unico; i Menomale si sono rivelati avversari davvero forti battendo i Kevin & co. con un sonoro 3 a 0.
Quindi, i vincitori del Torneo Pokémon UNITE all’Xmas Comics 2021, sono i Menomale!
Di seguito, i nomi dei vincitori:
Francavilla Simone – Capitano
Di Marco Claudio
Saggiorato Lorenzo
Saporito Alessio
Elijon Maloku
il team Menomale
Torneo Mario Kart 8 Deluxe:
Domenica pomeriggio si è tenuto il torneo di Mario Kart 8 Deluxe. I partecipanti al torneo sono stati 40 e si sono sfidati in Gran premi casuali a difficoltà 150cc in 1vs1 a schermo condiviso. Anche in questo torneo, il premio era una Cuffia & Speaker 2 in 1 Apache Grigio/Avorio.
Siamo rimasti davvero colpiti dalla bravura di molti partecipanti e non ci aspettavamo così tanti iscritti. Erano tutti agguerriti e super concentrati, ma alla fine il vincitore delle cuffie e del Torneo di Mario Kart 8 Deluxeall’Xmas Comics 2021 è stato Vincenzo De Nigris!
Vincitore del Torneo di Mario Kart 8 Deluxe
Facciamo ancora le congratulazioni ai vincitori dei tornei e un grosso grazie a tutti i partecipanti, speriamo di rivedervi presto al prossimo Torino Comics.
Ringraziamo tantissimo gli organizzatori dell’Xmas Comics per averci invitato e per l’ottima organizzazione dell’evento. Una bellissima fiera con grandi spazi messi tutti in sicurezza seguendo le normative sulla pandemia.
Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente sono arrivati sulle nostre console. Per i più curiosi, proponiamo un articolo speciale riguardante uno dei Pokémon più belli di Sinnoh, Garchomp!
Questo speciale sarà dedicato al Pokémon Mach, Garchomp. Analizzeremo gli aspetti fisionomici e caratteriali del Pokémon e le sue apparizioni nei giochi e nell’anime.
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Estetica ed ispirazioni
Garchomp
Garchomp è un Pokémon draconiano bipede che è principalmente di colore blu scuro. È rosso sul ventre, dalla mascella inferiore al centro dell’addome. Una macchia d’oro arriva a un punto sotto il rosso sul ventre e una forma di stella dorata adorna la punta del suo muso.
Garchomp ha appendici simili a corna che ricordano i motori di un jet o di un aereo , conferendogli un aspetto simile a uno squalo martello. Questi gli permettono di percepire la sua preda da una lunga distanza.
La sua grande bocca presenta denti affilati come rasoi. I piedi hanno tre artigli bianchi e ogni braccio ha un unico grande artiglio bianco per mano. Le pinne curve spuntano dalle braccia, creando ali che permettono al Pokémon di volare.
Ha anche una grande pinna dorsale e un’altra sulla coda che ricorda una pinna caudale. La pinna dorsale del maschio ha una tacca su di essa.
Coppie di piccole punte bianche sporgono dalla parte superiore delle braccia e delle gambe e ci sono fessure simili a branchie sui lati del collo. Gli occhi sono intensi, con sclere nere e iridi color oro.
Garchomp può volare a una velocità incredibile per catturare la sua preda, essendo in grado di volare veloce come un aereo a reazione. È in grado di muoversi sia in aria che in area metropolitana. Caccia i Pokémon uccello ed è noto per mangiare stormi interi. A volte combatte Salamence in aria mentre gareggiano per il cibo. Dopo aver catturato la preda, torna nella tana prima che il suo corpo possa raffreddarsi.
Le sottili scaglie sul suo corpo riducono la resistenza per un volo più facile e i loro bordi taglienti servono anche a ferire gli avversari che lo attaccano direttamente. Può usare le sue protuberanze come sensori per trovare prede distinte. Garchomp è un abitante delle caverne ed è raramente visto in natura. Vive anche nelle montagne vulcaniche.
Per scoprire il sesso del Pokémon Mach, bisogna guardare la pinna dorsale. Infatti, un esemplare di Garchomp maschio, presenta un taglio sulla pinna dorsale. Un esemplare femmina, invece, ha la pinna perfetta, senza tagli.
Gible
Garchomp è l’evoluzione finale di Gible, il Pokémon Squaloterra. Come nelle evoluzioni successive, il maschio ha un taglio sulla pinna dorsale mentre la femmina ne è priva e ai lati della testa presenta due corna, dalla forma affusolata.
Il suo aspetto ricorda nel complesso le fattezze di uno squalo: una pinna dorsale ben evidente, occhi tondeggianti e neri, una bocca molto ampia e potente con denti appuntiti e un colorito tra l’azzurro e il blu. A differenza degli squali presenta quattro piccoli arti tozzi, una coda semplice e un ventre color rosso.
L’evoluzione di Gible è Gabite, il Pokémon Grotta. Esteticamente è molto simile a Garchomp. Gabite è un Pokémon feroce e predatore, noto per le sue scaglie, che hanno proprietà medicinali e possono curare la maggior parte delle malattie.
Gabite
È noto che si muove a velocità estreme. La sporgenza sulla testa gli consente di emettere onde ultrasoniche, che possono essere utilizzate per navigare attraverso grotte buie. Gabite è anche una creatura molto territoriale e combatterà contro i nemici per proteggere la sua casa. È appassionato di oggetti luccicanti, come gemme e persino Carbink! Accumula una collezione nel suo nido. Quando vede Sableye che cerca di prendere Carbink come cibo, Gabite lo attacca gelosamente.
La Megaevoluzione
Tramite una Garchompite, Garchomp si megaevolve in Mega Garchomp.
Mega Garchomp
Quando Garchomp si megaevolve, molte delle sue caratteristiche diventano più spigolose, inclusa la testa e le spalle.
Una fila di cinque punte simili a denti spuntano da ciascun lato del suo addome e punte rosse crescono dalle sue ginocchia. Gli artigli e le pinne sulle sue braccia si sciolgono per l’eccessiva energia della Megaevoluzione e si trasformano insieme per formare lame affilate e rosse.
Poiché Garchomp è molto orgoglioso delle sue pinne a forma di ali, la vista di loro che si sciolgono in falci lo fa impazzire di rabbia. Le sue falci possono fare a pezzi il terreno e Mega Garchomp fa a pezzi i suoi avversari con loro.
Un essere preistorico
Per quanto riguarda l’aspetto, Garchomp sembra un incrocio tra una viverna, varie specie di squali (incluso lo squalo martello ) o un dinosauro teropode.
In particolare, considerando la corporatura di un sauro di Garchomp con caratteristiche simili a uno squalo, potrebbe essere un gioco visivo sul Carcharodontosaurus, un dinosauro teropode il cui nome significa “lucertola dai denti di squalo”.
Il suo design ricorda molto anche un aereo a reazione. La testa a forma di teschio e le braccia a forma di falce di Mega Garchomp sono un’immagine stereotipata del Triste Mietitore. Potrebbe anche ricordare il genuino squalo di terra.
Origine del nome
Garchomp può essere una combinazione e corruzione di gore (un punto sporgente), guard o Carcharodon (il nome scientifico degli squali) e chomp. Gar può anche derivare da garpike (una specie di pesce in qualche modo simile nell’aspetto), gargantuan (in relazione alle sue dimensioni) ogargoyle che occasionalmente ha una somiglianza coni draghi europei.
Gaburias può essere una combinazione di がぶがぶ gabugabu (onomatopea per deglutire) o がぶりとgaburito (mordere o masticare) e アースāsu (terra) o Carcharias.
Varie Apparizioni
Oltre ai videogiochi, Garchomp appare in alcune carte del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon, nei Manga e nella Stagione televisiva ambientata a Sinnoh.
Apparizioni nei giochi
Fedio
Il Pokémon Mach compare nei giochi di Pokémon Diamante, Perla e Platino e nei nuovi remake come Pokémon della campionessa Camilla. C’è molto poco da dire sul Garchomp di Camilla. Basterebbe menzionare che è il Pokémon pseudo-leggendario di quarta generazione.
La sua doppia debolezza al tipo Ghiaccio era bilanciata dalla sua mossa Breccia di tipo Lotta, che colpiva preventivamente Pokémon di tipo Ghiaccio più lenti di lui.
Anche Abomasnow era totalmente inutile contro di lui in Pokémon Platino. Questo Garchomp è dotato nel suddetto gioco, invece di Breccia, della potente mossa Lanciafiamme.
In altri giochi Pokémon appare in:
Pokémon Heart Gold e Soul Silver catturando un Gible nella Zona Safari
In Pokémon X e Y si può catturare un Gible sul Percorso 13
Su Pokémon Omega Rubino e Zaffiro Alpha sul Percorso 111 (solo con NaviDex dopo aver sconfitto Groudon/Kyogre)
Pokémon Sole/Ultrasole e Luna/Ultraluna nel Deserto Haina (Pokémon alleato, durante una tempesta di sabbia)
Pokémon Nero 2, Fedio regalerà al giocatore un Gible cromatico.
Quest’ultimo Allenatore è molto interessante. Fedio è un Allenatore introdotto in Pokémon Nero 2 e Bianco 2. È il nipote di Nardo, il Campione della regione di Unima in Nero e Bianco.
In Pokémon Nero 2 è il Boss del Grattacielo Nero, nella Città Nera, mentre in Pokémon Bianco 2 è il Boss dell’Antro dell’Albero Bianco, nella Foresta Bianca. Dopo averlo sconfitto si troverà a casa di Nardo a Venturia e regalerà al giocatore un Gible cromatico (inNero 2) o un Dratini cromatico (in Bianco 2) che porteranno un Condividi Esperienza.
Garchomp appare sullo sfondo del livello della Lega Pokémon di Kalos nella Sala del Marchio del Drago di Super Smash Bros. per Wii U. Fa il suo ritorno in Super Smash Bros.Ultimate come spirito.
La Garchomp di Camilla ha fatto il suo debutto in Il Coraggio di Paul, inoltre è anche apparsa brevemente nell’introduzione del film Arceus e il Gioiello della Vita in cui lotta contro il Milotic dell’Asso Torre Palmer e in Tutto per amore di Meloetta! in cui combatte contro l’Axew di Iris.
Un’altra Garchomp femmina si è vista come Pokémon di uno degli studenti dell’Accademia Pokémon estiva durante il Triathlon nell’episodio La Gara Finale! Il Triathlon dei Pokémon!. Un altro fa la sua apparizione nell’introduzione del film Il Re delle Illusioni – Zoroark.
Curiosità
Per concludere questa piccola analisi del Pokémon Mach, andiamo a vedere nello specifico qualche curiosità, così da capire qualche sua caratteristica e fatti che lo riguardano.
Qualcosa che forse non sai
Il Pokémon prediletto da Camilla, come nell’anime e nel gioco, è proprio Garchomp.
La famiglia evolutiva di Garchomp sono gli unici pseudo-leggendari a non avere l’affetto di base di 35.
Nonostante le voci del Pokédex dicano che sia in grado di volare, non è di tipo Volante, non possiede l’abilità Levitazione e l’unica mossa di tipo volante che può imparare è Aeroassalto tramite MT.
Garchomp era il Pokémon Drago non leggendario con i PS più alti e con la velocità più alta fino all’uscita di Noivern.
Sharpedo ha molte cose in comune con Garchomp: entrambi sono ispirati a squali, hanno il disegno di una stella e l’abilità di Sharpedo coincide con l’abilità speciale di Garchomp, ovvero Cartavetro.
Garchomp ha il totale di statistiche base più alte di tutti i Pokémon Terra non leggendari e, insieme a Dragonite, Salamence e Hydreigon, è il Pokémon Drago non leggendario con il totale di statistiche base più alte.
Il Garchomp di PokéPark Wii: la grande avventura di Pikachu è un maschio, nonostante ciò non presenta il taglio sulla pinna dorsale. Garchomp è l’unico pseudo-leggendario che presenta differenze tra i sessi.
MegaGarchomp ha il più alto totale di statistiche base di tutti i Pokémon di tipo Terra.
In conclusione: giocate i remake!
Speriamo che questo Speciale su Garchomp sia stato utile e che vi abbia insegnato qualcosa di nuovo. Speriamo inoltre che i remake di Sinnoh, Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente vi stiano piacendo. Vi consigliamo di dare un’occhiata ai nostri speciali dedicati alla regione protagonista dei remake.