Categoria: Speciali

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  • Merchandise Pokémon italiano: Pokémon Pickers

    Merchandise Pokémon italiano: Pokémon Pickers

    Ormai vi abbiamo abituati a vedere i Pokémon intrappolati in ogni tipo di merchandise immaginabile, dalle calamite alle lenticolari, fino alle gomme da cancellare. Ovviamente l’orizzonte dei prodotti a tema mostriciattoli tascabili è ancora lontano, ma con questo articolo faremo comunque un passo avanti verso l’intero panorama del merchandise Pokémon italiano. Questa volta la capsula della nostalgia si ferma nel 2005, anno in cui il consorzio CIDIF distribuì in Italia una particolare collezione: i Pickers dei Pokémon.

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    La collezione dei Pickers

    I Pickers dei Pokémon escono in un momento storico in cui la terza generazione stava vivendo i suoi ultimi momenti di splendore. Era il periodo di Pokémon Smeraldo per il GameBoy Advance SP, della serie animata di Pokémon Advance e il GCC stava introducendo i Pokémon Specie Delta. In mezzo a questo picco poetico si affacciò una collezione abbastanza anonima che prese importanza solo perché trascinata dall’impetuosa corrente di entusiasmo che dilagava tra gli appassionati.

    I Pickers sono dei piccoli dischi in plastica di diametro 4 [cm]. Sulla parte frontale è illustrato il Pokémon, mentre l’ordinario retro ha la superficie rigida del velcro. Questa particolare e unica scelta per il materiale del retro dei Pickers è necessaria per il gioco.

    Alcuni tra i Pickers più iconici [collezione personale]

    La collezione si prefigge di illustrare tutti e 202 i Pokémon del Pokédex di Hoenn, dedicando ulteriori 38 Pickers ai Pokémon più iconici come gli starter, i leggendari e… Magneton. Tutti e 38 i Pickers speciali, oltre ad esser caratterizzati da un disegno differente rispetto alla controparte classica, sono olografici.

    I 38 Pickers speciali presentano una doppia numerazione che da sempre confonde i collezionisti. Sulla parte frontale c’è riportato il numero del Pokédex, caratteristico anche del Pickers non olografico del medesimo Pokémon. Sulla parte in velcro, invece, viene seguita la numerazione della collezione vera e propria. Per fare un esempio, il Pickers speciale di Treecko ha sul davanti il numero 001, mentre sul retro il numero 203.

    Pickers holo e non holo di Treecko [collezione personale]

    Pickers olografici

    Per quanto riguarda l’olografia MAGICBOX INT. decise di fare le cose in grande. Sfortunatamente non c’è modo di distinguere i Pickers spagnoli da quelli italiani e questo, come vedremo, complica notevolmente le cose. Ognuno dei 38 Pickers può esser trovato randomicamente nei pacchetti in parecchie olografie diverse! Essendo privi di registrazioni che documentano l’apertura di pacchetti italiani e spagnoli non è possibile affermare con esattezza se alcune di queste olografie siano esclusive italiane o no. Di conseguenza quello che per ora si può fare è una prima classificazione generale in base all’esperienza dei pochi collezionisti di Pickers in Italia e in Spagna. Dall’indagine condotta, si possono individuare in Italia 8 diverse olografie per ogni Pickers.

    Grazie alla testimonianza del collezionista spagnolo pokemania_es è stato possibile affermare che in Spagna i Pickers hanno ricevuto solo 3 effetti brillanti, di cui uno esclusivo a lamina d’argento verde. In comune con la collezione italiana troviamo i due effetti a lamina d’argento oro e argento.

    Tornando in Italia, le precedenti considerazioni portano ad un numero complessivo di 304 Pickers olografici unici che, sommati ai 202 non brillanti, fa volare la collezione (in versione masterset) ad un totale di 506 Pickers. Tutte le versioni olografiche dello stesso Pokémon hanno la stessa numerazione.

    Esempi di diverse olografie italiane dei Pickers [collezione personale]

    Seguendo l’ordine della foto, le olografie scelte per i Pickers sono:

    • Lamina d’argento rossa (esclusiva italiana)
    • Lamina d’argento blu (esclusiva italiana)
    • Lamina d’argento d’oro
    • Lamina d’argento argento
    • Lamina d’argento verde (esclusiva spagnola non in foto)
    • Cracked ice argento (esclusiva italiana)
    • Disco holo argento (esclusiva italiana)
    • A cuori rossa (esclusiva italiana)
    • A rombi turchese (esclusiva italiana)

    Nessun’altra collezione si porta dietro un così elevato numero di olografie diverse per il medesimo esemplare. Questa coraggiosa scelta rende la collezione completa quasi impossibile da completare, spingendo il collezionista ad accontentarsi di avere almeno una delle otto versioni olografiche di tutti e 38 i Pokémon speciali.

    Non è noto se ci sia una versione olografica più rara di un’altra. Le testimonianze dei collezionisti che hanno aperto i pacchetti dei Pickers sono pochissime e diviene quindi difficile fare una stima. Per mia esperienza personale ho trovato le versioni a lamina d’argento un po’ più comuni delle altre (ed esclusione di quella verde). In particolar modo la variante disco holo argento è quella che ho visto con più difficoltà. Ci tengo a sottolineare che le considerazioni sulla rarità sono di carattere personale e non provengono da fonti ufficiali.

    La distribuzione dei Pickers

    La collezione dei Pickers Pokémon venne prodotta da MAGICBOX INT. e distribuita da CIDIF in Italia a fine del 2005. La collezione sembra nata in territorio spagnolo e il merchandise ad essa legata si può trovare solo in lingua spagnola e italiana. Nonostante ciò, dato che il prodotto era destinato a tutta Europa, sui pacchetti e sui booster box sono presenti tutte le principali lingue europee, come l’inglese, il tedesco e il francese.

    I Pickers, proprio come abbiamo visto per i magneti Staks, vennero distribuiti in edicola attraverso dei classici pacchetti. A causa della mancanza di testimonianze, non è chiaro quanti Pickers sono contenuti all’interno di un pacchetto. I pochi pacchetti sigillati che si possono trovare su internet lasciano pensare alla presenza di soli 3 dischetti, di cui uno olografico. Le bustine, dal costo singolo di 70 centesimi, arrivavano agli edicolanti in box da 50 pezzi l’uno.

    Pacchetto sigillato Pickers Pokémon [collezione pokemania_es]

    All’interno dei pacchetti dovrebbe esser presente anche una delle otto checklist e/o un cartoncino che pubblicizzava la PickerBall, utile per il gioco. Sul retro delle checklist ci sono dei consigli su come giocare con i Pickers, ma questo punto lo approfondiremo nel successivo capitolo.

    Suggerimenti su come giocare con i Pickers [collezione personale]

    Nelle edicole, per soli 4 euro, il piccolo collezionista poteva anche acquistare l’album, utile per conservare al meglio tutta la collezione di Pickers. L’album ha una qualità sufficientemente buona e non stimola l’esigenza di ripiegare su sistemi non ufficiali di conservazione.

    Album ufficiale fronte-retro [collezione personale]

    MAGICBOX INTERNATIONAL previde per la collezione spagnola due album, ognuno atto a contenere metà collezione. I due album sono praticamente identici e si differenziano solo dalla scritta “VOL.1” e “VOL.2” presente in alto a destra sulla copertina. Fortunatamente in Italia non abbiamo avuta questa assurda divisione e possiamo vantare un singolo album capace di contenere tutti e 240 i Pickers della collezione.

    Giocare con i Pickers

    Per dare un minimo di interesse ad una collezione non certo dotata di un prepotente appeal, MAGICBOX INT. scelse la formula, ormai vincente, della collezione-gioco.

    A corredo di pacchetti e album, sempre in edicola, era possibile acquistare per 2 euro la PickerBall. In Spagna il prezzo era invece di 1,50 euro. Questa non era altro che una palla in velcro collegata ad un elastico. La base del gioco consisteva nello spargere vari Pickers in terra e provare a catturarli con la palla; grazie alle due superfici in velcro la PickerBall riusciva facilmente ad attaccarsi ai Pickers desiderati.

    Rarissimo box di PickerBall Pokémon [collezione pokemania_es]

    Come si vede dai suggerimenti cartonati contenuti nei pacchetti, il gioco aveva enorme libertà e chiunque poteva personalizzarlo in base ai propri desideri.

    Pickers Pokémon – Una vera sfida!

    I Pickers dei Pokémon non rappresentano una collezione iconica ed immortale nel tempo, ma preservano a distanza di venti anni tutto il fascino dell’ignoto. Quando si affronta questa collezione è facile rivivere quegli attimi di panico in cui, non sapendo niente, ci si basava solo sulle voci del cugino del proprio migliore amico. Tanti aspetti legati ai Pickers, infatti, sono ancora dubbi, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione. Sicuramente i Pickers non verranno ricordati come il merchandise più affascinante del brand, ma rappresentano indubbiamente una delle collezioni più ardue da completare. E tu, riuscirai a catturarli tutti?!

  • Gli eSport e i benefici di un mondo che continua a crescere

    Gli eSport e i benefici di un mondo che continua a crescere

    Gli eSport hanno guadagnato sempre più popolarità negli ultimi anni, coinvolgendo milioni di giocatori e spettatori in tutto il mondo. Anche il mondo Pokémon non è da meno, che ospita ogni anno Campionati Regionali, Nazionali e Mondiali che riuniscono i fan di questa storica saga.

    Ci sono però ancora tante persone che reputano gli eSport semplicemente come un passatempo, quando in realtà offrono benefici non soltanto per chi fruisce dell’offerta visiva delle competizioni, ma per i giocatori stessi che si cimentano in quello che è definibile uno sport a tutti gli effetti.

    COMMUNITY E SOCIALIZZAZIONE

    Partecipare agli eSport favorisce l’interazione sociale. In un contesto dove i giocatori sono visti, da chi è un po’ più là con l’età, come ragazzi che tendono ad isolarsi, basta affacciarsi al mondo del gaming competitivo per osservare le grandi community che vengono a formarsi, favorendo la nascita di nuove amicizie.

    Nei tornei di Pokémon, anche banalmente, i giocatori collaborano e competono tra loro, scambiandosi informazioni per migliorare le loro abilità di gioco, dando spesso vita a lunghi rapporti di amicizia che durano nel tempo.

    Gli eSport sono inoltre, di norma, accessibili a persone di diverse fasce d’età e provenienza, rendendo l’ambiente favorevole all’inclusività.

    OPPORTUNITÀ DI CARRIERA

    Con la crescita dell’industria degli eSport, sono emerse anche numerose opportunità di carriera. I più in gamba vengono reclutati da aziende per fare da sponsor a prodotti di vario tipo, da integratori ad accessori da gaming.

    Oltre a ciò, vengono aperte anche porte per ricoprire altri ruoli professionali quali manager, organizzatori di eventi e tanti altri. Basti pensare, sempre rimanendo nel nostro ambito Pokémon, a quanti appassionati sono diventati arbitri di tornei ufficiali, tra videogiochi e Gioco di Carte Collezionabili!

    È “SOLO QUESTO”?

    Gli eSport non sono solo una forma di intrattenimento ma offrono numerosi benefici cognitivi, sociali e personali. Ci sono tanti aspetti positivi che possono essere analizzati e che vanno a sfatare diversi commenti comuni, ne hanno parlato i nostri amici di Idealo nel loro articolo dedicato.

    Siamo sicuri che con la continua espansione dell’industria, questi benefici diventeranno sempre più riconosciuti e valorizzati nella società moderna.

    Articolo sponsorizzato da Idealo.

  • Merchandise Pokémon italiano: Pokémon Advanced Staks

    Merchandise Pokémon italiano: Pokémon Advanced Staks

    Ormai è noto, calamite e Pokémon hanno da sempre una perfetta sinergia che, a distanza di trent’anni, alimenta il collezionismo ancora alla grande. Su PokéNext abbiamo già trattato le famosissime calamite marchiate Mr.Day e non è mia intenzione neanche entrare nel merito degli ultimi magneti distribuiti da Salati Preziosi. Con questo articolo torniamo indietro nel tempo fino al 2003, anno in cui Panini decise di fare delle calamite Pokémon un vero e proprio gioco… Stiamo parlando delle calamite Pokémon Advanced Staks!

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    La collezione degli Staks

    Le calamite Pokémon Advanced Staks, che da qui in avanti verranno chiamate più semplicemente Staks, vennero prodotte e distribuite nel 2003 da Panini, al fine di abbracciare la terza generazione di Pokémon. La collezione comprende 200 calamite raffiguranti i Pokémon peculiari del Pokédex della regione di Hoenn e ulteriori 10 calamite dedicate ai personaggi della serie animata, tra cui Ash, May e il Professor Birch. Dal Pokédex di Hoenn, che come è noto conta 202 Pokémon, vennero esclusi dalla collezione di Staks i due Pokémon misteriosi: Jirachi e Deoxys.

    Pokémon advanced Staks [collezione personale]

    Gli Staks sono magneti quadrati aventi lato 4 [cm] e sulla parte frontale c’è una raffigurazione di stock del Pokémon con a fianco il nome ed il numero del Pokédex. Come accade spesso in questo tipo di collezioni collaterali, Panini riciclò i soliti disegni presenti in tantissimi altri prodotti. Per dare un minimo di carisma alla serie, alcuni magneti ricevettero un’olografia cracked ice. La scelta dei Pokémon a cui Panini dedicò la calamita olografica è sufficientemente casuale in quanto, tolte le linee evolutive degli starter e i leggendari, diviene difficile trovare un senso al resto. Ad esempio, perché Registeel ha ricevuto l’olografia mentre Regirock e Regice no? Non credo troveremo mai una risposta a questo tipo di domande!

    Pokémon Advanced Staks [collezione personale]

    Delle 210 calamite totali, ben 50 ricevettero l’esclusivo effetto olografico. Le calamite olografiche sono più spesse e rigide delle altre e per questa caratteristica vennero definite MegaStaks. È importante sottolineare che le calamite olografiche di questa serie non hanno una controparte regolare, come invece accade in altri tipi di collezioni.

    Questa collezione non è un’esclusiva italiana e Panini si occupò della distribuzione delle Advanced Staks in gran parte dell’Europa traducendo i testi anche in spagnolo, portoghese, francese, tedesco e inglese. Un esempio lampante di questo lavoro di traduzione lo troviamo nel tabellone da gioco multilingua utilizzabile quindi in qualunque paese.

    Spesso è facile trovare alcuni Staks di questa serie con un’olografia fireworks, differente quindi dalla classica cracked ice a cui siamo abituati qui in Italia. Non è nota la provenienza delle calamite con questo tipo di olografia ma si può presupporre che alcuni paesi come la Francia abbiano optato per un effetto olografico diverso. Purtroppo sul magnete non c’è alcun riferimento linguistico e quindi questa ipotesi non può esser ancora dimostrata.

    Esempi di magneti con olografia fireworks [collezione anonima]

    La distribuzione degli Staks

    Gli Staks vennero distribuiti all’interno di pacchetti acquistabili in edicola che, a loro volta, arrivavano all’edicolante in box da 20 pacchetti l’uno. Ogni bustina costava un euro e al suo interno si trovavano due Staks e un MegaStaks. All’interno della bustina, oltre ai magneti, veniva inserita randomicamente o la checklist per segnare tutti gli Staks mancanti oppure un foglietto illustrativo in merito alle regole del gioco… ma su questo punto torneremo successivamente.

    Fronte/retro di un pacchetto della serie Pokémon Advanced Staks [collezione anonima]

    Come spesso accadeva per collezioni di questo tipo, anche Panini permise ai piccoli collezionisti di richiedere tramite bollettino postale gli Staks mancanti al prezzo di 40 centesimi l’uno. Panini limitò il numero di magneti ordinabili a 20, senza fare differenze tra Staks e MegaStaks.

    A corredo delle calamite, Panini mise in produzione anche un album a tema che permetteva la conservazione di tutta la collezione. L’album si presenta di qualità abbastanza scadente e le tasche trasparenti presenti non si prestano affatto all’inserimento degli Staks.

    Album Pokémon Advanced Staks [collezione personale]

    Gli spazi sono molto piccoli ed in caso ci si ritrovi ad inserire due MegaStaks nella stessa tasca, queste tenderanno a fuoriuscire o a spaccare la cucitura dello scomparto. Nella pagina iniziale e finale dell’album è raffigurata l’intera collezione di Staks, in modo da avere una checklist sempre a portata di mano.

    Giocare con gli Staks

    In quel periodo Panini si occupò della produzione di svariate collezioni di Staks dedicate ai brand più importanti del momento come Beyblade, Yu-Gi-Oh! e Dragonball. La formula usata fu sempre la stessa: unire il lato collezionistico a quello ludico. Come già anticipato, infatti, gli Staks non erano solo magneti da collezione, ma potevano esser usati anche per giocare.

    Per giocare insieme ai propri amici bastava avere un apposito tabellone magnetico, anch’esso recuperabile insieme all’album e gli Staks. Il tabellone è suddiviso in aree e ad ognuna fascia è associato un numero, proprio come si vede in foto. Ogni giocatore partiva con un numero di magneti non definito da regolamento e quindi arbitrario. A turno i vari partecipanti lanciavano uno dei propri Staks sul tabellone cercando di mirare la zona a punteggio più alto.

    Tabellone da gioco della serie Pokémon Advanced Staks [collezione anonima]

    In base al regolamento vinceva chi, dopo i vari turni di gioco, rimaneva con degli Staks in mano. Come si vede, infatti, più alto è il punteggio ottenuto con un lancio, maggiore è il numero di Staks che gli altri partecipanti ti devono dare.

    Non ho ricordo del successo di questo gioco e anche chiedendo a chi ha vissuto questo prodotto in prima persona, nessuno si è mai dedicato a questa attività preferendo di gran lunga il lato collezionistico. Probabilmente l’idea di ‘rubare’ momentaneamente gli Staks degli amici e mescolarle tutte con il rischio di non riconoscere più le proprie non fece decollare il gioco di Panini.

    Qualche curiosità sugli Staks

    La rarità dei singoli Staks non è legata alla presenza dell’olografia come potrebbe essere intuitivo pensare ma è correlata ad una minor produzione di alcuni specifici Pokémon. Grazie alla testimonianza di molti collezionisti che si sono divertiti ad aprire centinaia di pacchetti, è possibile affermare che gli Staks di alcuni Pokémon come Shedinja, Lombre o Breloom sono effettivamente più difficili da trovare all’interno dei pacchetti.

    Come accadde per la collezione delle Advanced Action Cards, sempre distribuita da Panini, anche qui l’azienda commise il medesimo errore sulla linea evolutiva di Rhyhorn. Probabilmente convinti della scelta adottata sulle lenticolari, gli addetti al controllo non prestarono attenzione al fatto che al nome di Rhyhorn era stata associata l’immagine di Rhydon e viceversa.

    Pokémon Advanced Staks [collezione personale]

    Un altro piccolo errore o forse una scelta voluta riguarda il MegaStaks di May. Ad ogni magnete dedicato ai personaggi della serie animata, Panini associò una lettera maiuscola dell’alfabeto, invece che la classica numerazione, così da posizionarli arbitrariamente in cima o in fondo alla collezione. Il magnete di May è l’unico ad essere identificato con una lettera minuscola. Ad oggi non è noto se questo sia effettivamente un errore o una scelta dettata dalla volontà di una maggior chiarezza di lettura dato che si tratta della lettera “i”.

    Pokémon Advanced Staks [collezione personale]

    Staks Pokémon – Collezioni senza frontiera

    Gli Staks dedicati a Pokémon non sono certo un’esclusiva italiana. Cercando sui vari siti di vendita è possibile imbattersi in diversi magneti, provenienti tutti da serie diverse, ma sempre prodotti e distribuiti da Panini. Per completezza, quest’ultimo paragrafo è dedicato ad un accenno sulle altre collezioni di Staks esistenti.

    Pokémon Johto League Champions Staks

    La prima in ordine cronologico è la Pokémon Johto League Champions Staks. Nel 2002 Panini distribuì questa collezione come esclusiva spagnola e portoghese. Essa comprende ben 250 Staks raffiguranti tutti i Pokémon di prima e seconda generazione oltre che dieci Staks speciali. Questa collezione fece da apripista a tutte le successive, compresa quella arrivata qui in Italia nel 2003. Erano già presenti i MegaStaks, il tabellone magnetico per giocare e l’album per contenere la collezione. Nella serie era presente anche un ulteriore album a zip trasparente. Questo serviva come raccoglitore per il tabellone, l’album dei magneti e la checklist, così da facilitarne il trasporto per giocarci con gli amici.

    Album e magnete della serie Pokémon Johto League Champions Staks [collezione anonima]

    Pokémon Staks

    La seconda ed ultima è la serie dei Pokémon Staks. Nel 2006 Panini si occupò di quella che doveva essere la collezione definitiva degli Staks. Questa serie venne distribuita in tutta Europa e tradotta in ben sette lingue. La collezione comprende 240 Staks raffiguranti alcuni dei Pokémon appartenenti alle prime tre generazioni. Sfortunatamente i Pokémon Staks non ebbero il successo atteso e vennero velocemente dimenticate dal pubblico. Il layout scelto per rappresentare il Pokémon fu molto confusionario in quanto Panini aggiunse informazioni sull’altezza, il peso e il tipo del Pokémon, sacrificando così lo spazio per lo sprite. La scarsa qualità di stampa e le pose nuovamente riciclate finirono di affossare una collezione nata già male. Anche qui era presente l’album per la conservazione dei magneti, il tabellone per il gioco e la checklist.

    Album e magnete della serie Pokémon Staks [collezione anonima]

    Staks, storia di un successo mancato?

    A differenza delle più note calamite Mr.Day, gli Staks non ebbero il successo atteso e sperato da Panini. In quegli anni l’entusiasmo dilagante dovuto alla Pokémon Mania era in netto calo e molti collezionisti avevano iniziato a vivere il brand Pokémon in modo più passivo. Gli Staks sono un chiaro esempio di strascico del boom che ebbe Pokémon nel 2000 ma, nonostante questo, a distanza di anni, riescono ancora a farci immergere nei ricordi. Forse, alla fine, è più romantico pensare agli Staks come ad un elemento del grande puzzle che negli anni ci ha fatto innamorare dell meraviglioso mondo dei Pokémon.

  • Merchandise Pokémon italiano: Tappi Yoga

    Merchandise Pokémon italiano: Tappi Yoga

    Il contributo che l’azienda italiana Yoga ha dato nell’alimentare la Pokémon Mania nei primi anni 2000 è indiscutibile, soprattutto se si sofferma l’attenzione sui prodotti collaterali a quelli di punta come carte e giochi. Yoga non si limitò alla produzione delle famose lenticolari, ma si spinse anche su un altro curioso prodotto, sempre affine ai succhi di frutta: i tappi Yoga.

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    Cenni storici

    I tappi a corona, prodotti da Yoga e dedicati ai nostri amati mostriciattoli tascabili, vennero immessi nel mercato italiano tra la fine del 2000 ed il 2002, abbracciando così le prime due generazioni di Pokémon. Prima di entrare nel merito della collezione è utile e curioso entrare nel merito della produzione di questi tappi.

    I tappi a corona, principalmente usati per sigillare bibite gassate, birre e alcuni vini, permettono una chiusura ermetica del prodotto grazie alla loro particolare struttura. Il tappo è corona è composto da una doppia struttura:

    • Una capsula esterna in latta (tipologia di acciaio facilmente soggetto a corrosione) che, oltre a garantire rigidità strutturale al tappo, permette un’ottima personalizzazione grazie a varie tecniche di stampa su metallo. L’iconica struttura segmentata a corona è ottenuta grazie ad un macchinario apposito che deforma plasticamente la lamiera in latta.
    • Una guarnizione in plastica che si deforma durante l’applicazione del tappo sulla bottiglia, garantendo così la tenuta stagna.
    Tappo Yoga di Pikachu [Collezione personale]

    Questa piccola introduzione sui tappi a corona è necessaria per andare a comprendere alcune caratteristiche dei tappi Pokémon che possiamo trovare in commercio. Come detto, grazie alla loro facile personalizzazione, i tappi a corona rappresentano un oggetto da collezione in tutto il modo. Yoga approfittò del grosso potenziale divulgativo dei tappi per abbracciare in pieno la Pokémon Mania e creare un prodotto che affiancasse le lenticolari.

    Tappi Yoga – Prima serie

    Dalla fine del 2000, fino a gran parte del 2001, Yoga mise in commercio la prima serie di tappi a tema Pokémon, raffiguranti ovviamente i primi 150 Pokémon. La distribuzione avvenne per mezzo delle confezioni di succhi di frutta in bottiglia di vetro, sigillati appunto mediante i tappi a corona; ogni confezione conteneva 6 bottiglie da 125 ml di prodotto. I disegni scelti per la stampa del Pokémon sul tappo furono purtroppo i classici sprite di Sugimori, già riciclati per la stragrande maggioranza dei prodotti dell’epoca. Oltre al disegno del Pokémon, sul tappo venne riportato il nome del Pokémon, il copyright e il numero del Pokédex. L’assenza del logo dell’azienda produttrice ha da sempre messo in confusione i collezionisti sulla provenienza di questi tappi. Spesso la community Pokémon ha infatti associato erroneamente il prodotto all’azienda Valfrutta.

    Tappi Yoga di Venusaur, Charizard e Blastoise [Collezione personale]

    Tranne rare eccezioni in cui il Pokémon è immortalato in una particolare posa come Poliwrath, Geodude o Voltorb, gli altri sono tutti estremamente statici. Gli sprite che possiamo ammirare richiamano al “già visto” in quanto, in quegli anni, i ragazzi erano letteralmente bombardati da prodotti a tema Pokémon, tutti riportanti i medesimi disegni. Nonostante ciò, il fascino del vintage riesce sempre ad accendere il nostro animo da collezionista, obbligandoci quasi a recuperare frammenti di memorie ormai passate.

    Front e retro di una confezione di succhi Yoga in bottiglia prima serie [Collezione Lux Pokémon Collector]

    La confezione originale riportava sulla parte frontale alcuni dei tappi che era possibile trovare a chiusura delle bottiglie. Sul retro, oltre che i soliti tappi, c’era il classico regolamento per il concorso “Telefona e Vinci” presente anche nelle confezioni in Tetra Brick con le lenticolari.

    Tappi Yoga – Seconda serie

    La seconda serie di tappi entrò a gamba tesa nel mercato alimentare a cavallo tra il 2001 ed il 2002, portando tra le case degli italiani i nuovissimi Pokémon di seconda generazione. Con l’introduzione di ben 100 nuovi tappi, la collezione si ampliò fino ad arrivare ad un totale di ben 250 tappi. A differenza della collezione delle lenticolari che, come visto, non riuscì ad introdurre tutti i Pokémon di Johto, con i tappi, l’azienda Yoga riuscì a completare il fatidico Pokédex Nazionale. Sfortunatamente, se si vuol essere precisi, Mew e Celebi, i due Pokémon misteriosi rispettivamente di prima e seconda generazione, non ricevettero mai un tappo a loro dedicato. I motivi dietro questa scelta non sono noti, ma comunque non devono stupire in quanto, anche in altri prodotti come le carte Topps, non sono mai stati illustrati.

    Tappi Yoga di Meganium, Typhlosion e Feraligatr [Collezione personale]

    Yoga decise di distribuire la seconda serie di tappi Pokémon secondo le medesime modalità della prima. Le sei bottiglie in vetro dei succhi di frutta erano però vendute in una confezione di cartone leggermente aggiornata.

    Front e retro di confezioni di succhi Yoga in bottiglia seconda serie [Collezione Lux Pokémon Collector]

    Sulla parte frontale ci si poteva trovare Totodile, Marill o Togepi a fianco di una grossa scritta che introduceva la nuova collezione. Dall’altro lato del cartoncino è presente qualche esempio di nuovo tappo affiancato alla solita pubblicità del concorso “Telefona e Vinci” che dava la possibilità di vincere il set di tovagliette lenticolari marchio Yoga, già trattato qui.

    Curiosità di altri tempi

    Se si osserva bene possiamo notare come i disegni sui tappi di Ledyba e Wooper riportati nella pubblicità si discostino da quelli che si potevano trovare effettivamente in commercio. Forse, per questa seconda serie, Yoga pensò inizialmente di offrire tappi con disegni un po’ più dinamici e accattivanti ma, per motivi a noi ignoti, l’azienda si limitò a riciclare i soliti sprite.

    Differenze tra i tappi pubblicizzati e quelli realizzati

    Purtroppo le pubblicità relative a questo prodotto non sono facilmente reperibili e diviene quasi impossibile scoprire se anche altri tappi hanno subito un riadattamento. Dall’esperienza maturata nelle community di Pokémon si può tranquillamente affermare che esiste una sola tiratura ma chissà, magari un giorno uscirà qualche prototipo di tappo che stravolgerà ciò che sappiamo sino ad oggi.

    Tappi Yoga – Distribuzione parallela

    Il principale metodo di distribuzione delle due serie di tappi a corona Yoga fu, come visto, tramite i succhi di frutta in bottiglia. Durante la chiusura della bottiglia il macchinario schiaccia la corona metallica al fine di garantire una migliore adesione al collo della bottiglia. A causa di questo tipo sistema quando si prova ad aprire una bottiglia con questa chiusura il tappo viene irrimediabilmente deformato. Oltre a questa grossa problematica c’era la questione legata alla guarnizione interna in plastica. Questo tampone poroso raccoglie inevitabilmente particelle di succo di frutta e a lungo andare diventa il luogo ideale per muffe e sporcizia. In aggiunta a tutti questi problemi subentrava quello legato alla ruggine; in fase di apertura il tappo si graffiava facilmente facilitando i fenomeni di corrosione peculiari della latta.

    A sinistra retro di tappo nuovo, a destra retro di tappo usato

    Tutte queste problematiche incidono ed incidevano negativamente sulle condizioni ed il valore della collezione. A tal proposito, come già era uso fare da altre aziende, Yoga previde un tipo di distribuzione parallela mirata ad accontentare i collezionisti più esigenti. Ai collezionisti venne data la possibilità di acquistare dei piccoli lotti di tappi nuovi, cioè mai usati per chiudere le bottiglie in vetro. Esistevano degli enti associati che fornivano piccole serie di tappi immacolati, legate magari ad una linea evolutiva, in dei sacchetti sigillati. Questi tappi si riconoscono bene da quelli distribuiti nel modo classico in quanto hanno la corona più aperta e il tampone interno ben pulito.

    Tappi Pokémon… Solo marchio Yoga?

    Lo scopo di questo paragrafo non è quello di soffermarsi nuovamente sulla evidente provenienza dei tappi Yoga, bensì quello di trasportarvi dall’altra parte del mondo alla scoperta di un prodotto dal fascino thailandese. Ebbene, è proprio in Thailandia che arriviamo per studiare un’altra serie di tappi a corona dedicati ai Pokémon, prodotta e distribuita da Pepsi. Nel 2001, parallelamente alle serie uscite in Italia, in Thailandia uscirono dei tappi dedicati ai Pokémon di prima generazione con la bibita Mirinda, prodotta da Pepsi. Questi tappi furono parte fondante dell’avvento dei Pokémon in Thailandia in quanto lì, la prima generazione arrivò con un paio di anni di ritardo rispetto a quanto avvenuto nel continente europeo.

    Gli artwork scelti sono molto più dinamici e curati rispetti a quelli usati per i tappi Yoga, anche se non esclusivi di quel prodotto. Nonostante i colori sgargianti ed i Pokémon spesso immortalati durante i loro peculiari attacchi, siamo nuovamente di fronte ad un riciclo di immagini già uscite.

    Alcuni degli artwork presenti sui prodotti Mirinda

    Ispirazioni intercontinentali

    Le illustrazioni uscite sui tappi thailandesi derivano da un’altra collezione marcata Pepsi: i Poké Tapas. Pepsi avviò la distribuzione della seconda serie dei Poké Tapas in Messico tra il 1999 ed il 2000 tramite bottiglie di aranciata Mirinda. Nonostante gli artwork usati da Pepsi nei due prodotti siano i medesimi, la tipologia di tappo è profondamente differente. Quelli usciti in Thailandia sono tappi a corona usati su bottiglie di vetro, mentre i Poké Tapas sono tappi filettati usati per le classiche bottiglie in plastica. All’interno della seconda serie dei Poké Tapas erano presenti, oltre che i tappi raffiguranti i primi 150 Pokémon, ulteriori 17 tappi dedicati ai personaggi della serie animata e un tappo per il Pokémon misterioso Mew. Le illustrazioni che l’azienda usò per questi 18 tappi non vennero mai riciclate per i tappi a corona thailandesi.

    Dolci ricordi marcati Yoga

    Immergersi tra i misteri di queste particolari collezioni è come aprirsi una bella bottiglia di succo di frutta davanti alla serie animata di Pokémon in un fresco pomeriggio primaverile nei primi anni 2000. Anche a distanza di anni, questi prodotti riescono a trasportare una carica nostalgica incommensurabile grazie a tutti i misteri che ancora vi aleggiano intorno. Oltre a cercare di ampliare le poche informazioni presenti sul web in merito a questa collezione, questo articolo mira a regalare la sensazione di gioia che ogni collezionista e appassionato provava nel tornare a casa dopo scuola, aprirsi un buon succo di frutta Yoga e mettere nella scatolina delle cose preziose un altro tappo, fiero di aver catturato un nuovo Pokémon.

  • Ma alla fine… ci sono piaciuti Pokémon Scarlatto e Violetto?

    Ma alla fine… ci sono piaciuti Pokémon Scarlatto e Violetto?

    Dopo quasi un anno dall’uscita di Pokémon Scarlatto e Violetto, alcuni redattori di PokéNext hanno voluto esprimere la loro opinione sui due videogiochi di nona generazione, da fan a fan.

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    Sottolineamo come i pareri non comprendono anche l’avventura vissuta con il DLC “Il tesoro dell’area zero”, ma è stato considerato soltanto il gioco principale.

    ELISA

    Grafica – Dal punto di vista grafico e tecnico purtroppo si tratta dei giochi con più punti deboli. Le texture dell’ambiente sono spesso sgranate e poco definite, il frame rate del gioco ogni tanto cala o ci sono momenti in cui lagga, il pop-up delle creature e le mappe che si caricano lentamente quando ci si sposta sulla cavalcatura non sono un granché da vedere, per non parlare dei bug. Unica nota positiva della grafica sono i modelli dei Pokémon e dei personaggi principali, alcuni sono davvero molto curati (Charizard).

    Musiche – Le musiche sono forse la cosa che più ho apprezzato del gioco, in particolare alcune boss fight (Penny, Team Star, Olim/Turum) e aree (Area Zero, Foresta di Bambù). Anche il fatto che la ost di battaglia siano cangianti in base alla zona del mondo in cui ci si trova e il passaggio da una all’altra risulti sempre fluido. Come atmosfere ho trovato davvero memorabile probabilmente solo l’Area Zero, per musica e per la verticalità di tutta la zona. Altra nota positiva è la scuola, per quanto le aule non siano collegate realmente, riesce comunque a regalare la sensazione di trovarsi in un’accademia anche grazie alle interazioni con i professori, alle lezioni e a tutti i libri interessanti che si possono trovare.

    Mondo di gioco – L’open world è stato abbastanza deludente a livello di densità. È sicuramente pieno di Pokémon, ma questi non sono distribuiti bene come per Leggende Pokémon: Arceus in cui ogni gruppo di Pokémon aveva la sua zona. In Scarlatto e Violetto spesso si può ritrovare lo stesso Pokémon anche i lati opposti della mappa. Enorme pecca sono poi le città senza abitazioni esplorabili, la mancanza delle sub-quest di Arceus, la ripetizione dei negozi o il fatto che non siano stati realizzati gli interni. Il terra-forming in generale non l’ho trovato terribile, solamente la Sierra Nepada mi ha un po’ deluso in quanto davvero deserta e quasi del tutto piatta.

    Pokédex – Ho apprezzato quasi tutto il Pokédex a parte 3 o 4 eccezioni che trovo davvero poco ispirate e incomplete come la linea evolutiva di Pawmi e il Pokémon fenicottero. Per il resto, ho trovato tutti e tre gli starter molto belli insieme alle loro evoluzioni finali. A livello estetico credo sia uno dei Pokèdex migliori mai realizzati. L’idea di avere una libreria da completare con di volumi fa venire ancora più voglia di completare tutto lo scaffale. Bellissime le scene che si vedono come copertina per ogni Pokémon e ho trovato anche le descrizioni abbastanza utili. Come tipi di Pokémon mi è sembrato ci fosse varietà, forse pochi tipi fuoco davvero interessanti da usare in squadra.

    Personaggi – I personaggi sono un punto molto importante di questi giochi, quasi inscindibile dalla trama, almeno per quanto riguarda uno dei quattro protagonisti. Pepe, Nemi e Penny sono personaggi ben scritti che si sviluppano piano piano nella storia, in particolare il primo. Hanno tutti e tre un ruolo principale nell’avanzamento della storia e del gioco; si parte avendo di loro una certa idea, e si arriva alla fine vedendo alcune delle proprie aspettative venire quasi ribaltate. I personaggi di Olim e Turum sono sicuramente interessanti, anche se forse non del tutto approfonditi. Il preside e i membri del Team Star rivelano poi una profondità e atteggiamenti che farebbero affezionare ed empatizzare chiunque. Anche i professori della scuola si rivelano dei bei personaggi se si incrementa il loro livello di amicizia in gioco, unica pecca sono forse i Super Quattro, i Capipalestra e la campionessa.

    Trama – Infine, a livello di trama questa volta il potenziale è davvero tanto. Hanno messo delle basi solide su cui realizzare molto più che la trama di questo gioco, ma probabilmente si tratta di qualcosa che influenzerà anche in generale il world building Pokémon. Parlo di potenziale in quanto quello che si vede nel gioco non è completo, ma sicuramente verrà approfondito nel dlc. Grazie al libro Scarlatto e Violetto, ai diari di professori e alle lezioni di storia sono riusciti a rendere bene il passato della regione di Paldea. Per quanto la trama del gioco non c’entri esplicitamente con il passato della regione, è palese sia qualcosa che vorranno espandere nel Dlc. Come pacing non l’ho apprezzata in quanto si sviluppa tutta all’inizio e alla fine (almeno quella principale), nel mezzo non ci sono troppi riferimenti. Sembra che l’abbiano scritta partendo praticamente dalla fase finale.

    Considerazioni finali – Uno dei giochi Pokémon dal potenziale più alto, che però non è stato del tutto sfruttato a causa di un comparto tecnico decisamente non al passo con i tempi e spesso anche debilitante.

    VALENTINA

    Trama – La trama è uno dell’aspetto che più ho apprezzato su Pokémon Scarlatto e Violetto. L’ultimissimo punto della storia incentrato sui Professori Olim e Turum mi ha presa molto e mi è sembrato abbastanza maturo rispetto ad altri giochi Pokémon, infatti non vedo l’ora di giocare i DLC per scoprire qualcosa in più a riguardo. Carino anche il fatto di poter scegliere l’ordine della storia da seguire, grazie a questo nuovo elemento di gioco mi sono sentita libera di esplorare Paldea a mio piacimento senza essere obbligata da qualcuno.

    Grafica – Punto dolente di Pokémon Scarlatto e Violetto. Mi spiace dirlo, ma in quasi tutta l’avventura non sono riuscita a trovare degli elementi carini della grafica eccetto i filmati importanti. Per via di questa cosa purtroppo non riesco mai ad accendere la Switch per giocarci, mi passa proprio la voglia anche di fare i vari Raid che ci sono per via della grafica. Se tutti prima si lamentavano della grafica di Pokémon Spada e Scudo direi che con Scarlatto e Violetto la situazione è andata a peggiorare a parer mio. Consiglio a Game Freak di assumere più persone allo sviluppo dei giochi che purtroppo con poche risorse può essere difficile stare dietro a tutto.

    Personaggi – Alcuni dei personaggi su Pokémon Scarlatto e Violetto sono stati strutturati bene e mi è piaciuto incontrarli, come ad esempio Nemi, Pepe e Penny. Molti di loro hanno avuto anche una crescita caratteriale e mai banale. Purtroppo però devo dire a mio parere che se da una parte alcuni personaggi li hanno resi molto noti, come per esempio Kissara o Capsi, altri personaggi sono stati resi anonimi. Secondo me si sono concentrati su pochi personaggi, dove infatti molti di loro sono già dimenticati come i vari Capipalestra (di cui ancora non ricordo il nome) e soprattutto la Campionessa Alisma. Il ruolo dei Campioni della Lega deve essere memorabile, mentre Alisma per l’appunto non me l’ha trasmesso per via del suo essere anonimo e poco presente. Penso che sia addirittura la peggior Campionessa, mi ha delusa veramente tanto.

    Pokédex – Il Pokédex devo dire che mi è piaciuto, hanno inventato Pokémon molto particolari insieme anche ai vari metodi di evoluzione. Per me che gioco in competitivo posso dire di essere soddisfatta, hanno tirato fuori dei Pokémon veramente forti, come ad esempio Dondozo e Tastugiri, i vari Paradossi capaci di rivoluzionare il meta e il quartetto dei nuovi leggendari Chien Pao, Chi Yu, Ting Lu e Wo Chien. In tutta l’avventura mi sono divertita a scoprire i nuovi Pokémon debuttati a Paldea.

    Mondo di gioco – L’idea di rendere Pokémon Scarlatto e Violetto open world mi è piaciuta. Con questo finalmente si sono adattati ai tempi di oggi, anche se purtroppo per via della pecca grafica ha rovinato un po’. L’ambiente e è molto spoglio e pieno di lag. Un’altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è stata l’eliminazione di alcuni interni, come i negozi e le case degli abitanti. Per me che piace esplorare anche ogni minimo luogo è stata questa idea molto sfavorevole perché non mi ha fatto godere il gioco a pieno.

    SIMONE

    Grafica – C’è poco da dire, hanno fatto acqua da tutte le parti. Inoltre non c’è un edificio che ti rimane impresso, perché tutte le palestre sono uguali e inoltre le case non si possono visitare. Nota positiva per la pelle dei Pokémon. Vedere squame e pelo sui mostriciattoli li rende più credibili.

    Musiche – Anche qua c’è poco da dire. Le musiche hanno salvato il comparto tecnico. Sono belle e alcune rimangono impresse, rendendo alcune scene molto più godibili. Quella del Team Star soprattutto

    Mondo di gioco – C’è e funziona. Ancora oggi scopro nuovi posti che in precedenza non avevo visto e quindi lo reputo fatto abbastanza bene (mai come Zelda però). Koraidon/Miraidon ogni tanto spezzano però l’esplorazione, perché risultano legnosi e la planata mi sembra troppo corta rispetto a leggende. Ok il fatto che posso andare dove volgio e battere i capipalestra senza un ordine preciso, ma avrei preferito che qualche npc avvertisse del fatto che mi stavo introducendo in un’area un po’ più rischiosa, così da invogliarmi a dire: “ok, qui le cose potrebbero complicarsi, quindi forse è meglio che esplori altri posti per lasciarmi quest’area tra le ultime”. Perché mi sono trovato ad affrontare le aree più difficili all’inizio e le più facili alla fine.

    Pokédex – I nuovi Pokémon mi sono piaciuti tantissimo. Alcuni Pokémon come Palafin e Tinkaton li trovo geniali e fortissimi. Le forme regionali non mi sono dispiaciute, ma alcune forme degli starter mi hanno lasciato molto perplesso. I paradossi di violetto li trovo tutti troppo simili tra loro e la loro forma shiny lo conferma. I paradossi di scarlatto mi sono piaciuti di più, tranne il fungo che lo trovo fin troppo simile all’originale.

    Personaggi – È già tanto se mi ricordo Nemi, Capsi, Clavel e Pepe. Gli altri personaggi non mi hanno detto molto. Un po’ come x e y, nessun capopalestra mi ha colpito, cosa che in diamante e perla per esempio sono stato affascinato.
    Il team star bello come storie ma solo due o 3 mi hanno colpito.
    L’androide professore invece l’ho apprezzato parecchio.

    Trama – Per il 50% del gioco ti dà la sensazione che non sia mai partita, ma verso il finale esplode in un turbinio di emozioni e ti lascia con qualche punto interrogativo che mi auguro, risolvano con i DLC. Come trama la metterei nella mia top 3 trame dei giochi Pokémon della saga principale.

    Considerazioni finali – Un gioco che consiglio caldamente, che non spicca tra gli altri ma comunque più piacevoli di altri. Un 7,5/10 lo merita tutto. Questa è stata la prima generazione che mi ha invogliato a prendere la doppia copia, cosa che in passato non mi era successa. Per quanto la trama non sia la migliore, come comparto tecnico faccia un po’ schifo e tutto il resto… Le differenze tra un titolo e l’altro, per via dei paradossi e da altre piccole cose, mi ha portato ad acquistare anche Pokémon violetto. Quindi, Game Freak hai raggiunto un traguardo incredibile, ma porca troia mettete apposto sto gioco perché poteva essere migliore

    VALERY

    Grafica – Pessima, non mi aspettavo una grafica alla diablo ma neanche così trasandata, trascurata ed incompleta (il fatto che non posso entrare nelle case mi ha urtato non poco, si percepisce la mancanza di tempo materiale nello sviluppo).

    Trama – Molto particolare, bella e non banale. È l’unica cosa, insieme ad altre piccole, che mi sia veramente piaciuta del gioco. Per nulla scontata e con i giusti momenti di suspense e temi non infantili.

    Mondo di gioco – Da migliorare, spazi vuoti e molti bug non trascurabili. Era quasi più piacevole leggende pokemon. Non sono riusciti a dare quel senso di infinito con un vero senso di gioco (alla zelda insomma).

    Pokedex – Noioso, nulla da aggiungere, non mi ha impressionata particolarmente.

    Personaggi – Niente male, sicuramente più variegati e meglio personalizzati di altri a parer mio. Nemi unica insopportabile, senza una crescita significativa. Capipalestra spettacolari, ognuno di loro con un ruolo e lavoro anche nella vita “fuori dalla palestra” cosa che ho apprezzato particolarmente.

    Considerazioni finali – Nel complesso delusa, dopo la storia principale non mi sono sentita la voglia di continuare a giocare.

  • Merchandise Pokémon italiano: Calamite Mr. Day

    Merchandise Pokémon italiano: Calamite Mr. Day

    Nei primi anni 2000, l’ossessione verso i Pokémon era dilagante al punto che divenne impossibile starne alla larga. La Pokémon Mania fluiva tra le strade delle città come il sangue nelle vene, sconfinando in ogni edificio, invadendo parchi e spiagge. I tanto bramati mostriciattoli tascabili camminavano al nostro fianco saltando da un Game Boy all’altro attraverso il cavo Game Link, tappezzavano le pareti delle camerette, occupavano i banchi di scuola e… si facevano pure mangiare.

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    Esattamente nel 2000, durante l’apice della Pokémon Mania, uscirono delle vere e proprie merendine a tema Pokémon che non si limitavano più a fare da scrigno a solo una sorpresina tematica. Ovviamente stiamo parlando delle famose merendine Mr. Day prodotte dall’azienda Parmalat. Tra tutte le sorprese che si potevano trovare in queste gustosissime merendine, le più ambite erano sicuramente loro: le calamite Mr. Day.


    La collezione delle calamite Mr. Day

    Le sorprese all’interno delle merendine Mr. Day sono cambiate molte volte nel corso degli anni, alternandosi tra calamite, gomme e cancelleria varia. Ogni collezionabile possiede un fascino unico, capace di catapultarti nell’atmosfera di un passato ormai lontano. A trainare il carro delle novità fu proprio la prima serie di calamite Mr. Day che, per quasi tutto il 2000, invase ogni frigorifero esistente. In totale però esistono ben tre serie differenti, più un piccolo extra che avremo modo di approfondire in seguito.

    Le calamite Mr. Day sono formate dalla sagoma colorata del Pokémon in plastica morbida su cui, nel retro, è incollata una calamita nera per poterla attaccare a qualunque superficie ferrosa. Sulla calamita vera e propria vi è incollato un piccolo adesivo trasparente sul quale è riportato il nome del Pokémon, il numero identificativo del Pokédex ed il copyright Nintendo. Spesso, in vendita, è facile trovare la sola sagoma colorata del Pokémon, in quanto la calamita posta sul retro si distacca facilmente.

    Esempi di condizioni in cui può trovarsi una calamita Mr. Day

    Le sorprese Mr. Day venivano inserite nella confezione della merendina, all’interno di un involucro in plastica trasparente. Dentro l’involucro vi era anche un piccolo foglietto illustrativo con il logo Mr. Day e le avvertenze sul prodotto. Parmalat affidò la produzione delle calamite alla società per azioni Giocoplast che, nel 2001, cambiò nome in Grani & Partners.

    Fronte-Retro confezione di una delle merendine Mr. Day [Collezione mexuss_nest]

    Calamite Mr. Day Pokémon, che novità! – La prima serie

    La prima iconica serie di calamite Mr. Day ebbe un successo clamoroso e venne prodotta senza limiti, sfornando una tiratura dopo l’altra. La collezione, comprendente solo Pokémon di prima generazione, contava ben 20 mostriciattoli tascabili, tra cui: Bulbasaur, Venusaur, Squirtle, Charmander, Charizard, Butterfree, Pidgey, Pidgeot, Rattata, Pikachu, Raichu, Sandshrew, Clefairy, Jigglypuff, Meowth, Psyduck, Poliwhirl, Cubone, Weezing e Mewtwo.

    Prima serie completa calamite Mr. Day [Collezione personale]

    Oltre all’ovvia scelta di includere gli starter, la maggior parte degli altri Pokémon presenti ha avuto un ruolo importante nella serie animata, garantendosi così un posto nel cuore di ogni bambino.

    A caccia di calamite speciali – Analisi delle varianti

    Alcune di queste calamite presentano delle curiose varianti, non sempre note tra i collezionisti in erba. A tal proposito, è nostro dovere far chiarezza su tutte quelle scoperte sino ad ora.

    • Bulbasaur → La variante che caratterizza il primo Pokémon del Pokédex di Kanto è sicuramente la più nota e famosa. L’elemento che contraddistingue le varianti è il colore del bulbo caratteristico della ranocchia di prima generazione. Nella versione più comune il bulbo ha una colorazione giallo evidenziatore, mentre nella versione più rara il colore torna di un normale verde bosco. Purtroppo non ci sono fonti certe su quale delle due versioni sia uscita prima. Si può presupporre che, durante le prime distribuzioni, abbiano prodotto la calamita con il colore errato per poi correggerlo alla fine, a seguito di alcune segnalazioni. L’unica certezza è che il Bulbasaur con i colori originali, quindi quello con il bulbo verde scuro, è il più raro dei due.
    Bulbasaur – Varianti esistenti [Collezione personale]
    • Charmander → Nella classica calamita raffigurante Charmander, il Pokémon ha l’iride color blu scuro. Più raramente si possono trovare dei Charmander con un iride più chiaro che tende all’azzurro.
    Charmander – Varianti esistenti [Collezione personale]
    • Charizard → L’elemento che contraddistingue la variante dalla calamita classica è estremamente nascosto e difficilmente individuabile ad un primo sguardo. La piccola differenza sta in alcune pieghe della coda e nella definizione della fiamma.
    • Butterfree → La differenza tra le due possibili calamite raffiguranti Butterfree è abbastanza evidente e riguarda principalmente il colore di alcune parti delle ali. In una versione, il contorno delle ali, così come le antenne, sono di colore grigio scuro e le ali completamente bianche. Nell’altra versione, il colore grigio è sostituito da un blu notte e nella parte centrale delle ali c’è una venatura del medesimo colore. In questo caso non si rileva una vera e propria differenza di rarità, in quanto entrambe le versioni sono abbastanza comuni.
    Butterfree – Varianti esistenti [Collezione personale]
    • Rattata → Come per Bulbasaur, anche qui i colori della variante vanno a snaturare la cromaticità del Pokémon. La classica calamita di Rattata presenta i caratteristici colori viola e bianco, mentre, nella ben più rara variante, il colore della pancia è errato: invece che esser bianco, assume lo stesso colore violaceo del corpo. La calamita di Rattata con la pancia viola è considerabile la più rara della prima serie.
    Rattata – Varianti esistenti [Collezione mexuss_nest]
    • Clefairy → La scoperta di questa variante da parte degli appassionati è estremamente recente e riguarda i lineamenti di espressione intorno agli occhi di Clefairy. Nella classica versione, l’occhio a destra è privo dei suddetti lineamenti, presenti invece vicino all’occhio di sinistra. Nella versione alternativa, ultimamente scoperta, la ruga di espressione si trova vicino ad entrambi gli occhi.
    • Meowth → Le differenze tra le due calamite di Meowth sono veramente minime. Gli occhi del Pokémon nella versione classica sono abbastanza circolari, mentre nella variante questi tendono a ovalizzarsi molto.
    • Psyduck → La caratteristica che contraddistingue i due Psyduck sta nel ciuffetto caratterizzante il Pokémon. Nonostante la forma sia la medesima, a variare è nuovamente il colore; le due tonalità esistenti sono marrone e nero. Negli anni non è stata individuata una sostanziale differenza di rarità, in quanto entrambe sono abbastanza comuni.
    Psyduck – Varianti esistenti [Collezione personale]

    Viaggio a Johto – La seconda serie

    Dopo il grande successo della prima serie, con l’avvento della seconda generazione Pokémon, Parmalat decise di riproporre le calamite Mr. Day all’interno delle omonime merendine. L’uscita di questa serie si colloca nella seconda metà del 2001, a seguito dell’immissione sul mercato di un altro prodotto che fece la storia: le gomme Mr. Day. La collezione si compone di 18 calamite dedicate ai seguenti Pokémon di seconda generazione: Chikorita, Cyndaquil, Totodile, Sentret, Hoothoot, Ledyba, Togepi, Mareep, Bellossom, Marill, Hoppip, Sunflora, Wooper, Snubbull, Donphan, Elekid, Blissey e Lugia.

    Seconda serie completa di calamite Mr. Day [Collezione mista]

    Il motivo dietro la scelta di questi Pokémon è sicuramente un mistero in quanto, tralasciando gli starter, molti degli altri non hanno avuto ruoli particolari né nella serie animata né in altri prodotti affini. Di questa coloratissima serie non sono note varianti. Ovviamente non è detto che non ve ne siano, ma il ridotto numero di calamite in circolazione ha sempre reso difficile l’identificazione di piccole variazioni. Sicuramente è lecito affermare la totale assenza di differenze importanti come quelle analizzate su Bulbasaur o Rattata.

    Non solo calamitePortachiavi Mr. Day

    Nonostante la ridotta tiratura della seconda serie rispetto alla prima, anche queste calamite conquistarono il cuore dei piccoli collezionisti. Grazie al buon successo della serie, Parmalat pensò di proporre, come nuova sorpresa all’interno delle merendine Mr. Day, dei portachiavi del tutto uguali alle calamite della seconda serie. L’unica differenza stava nell’assenza della calamita e nella presenza di una classica catenina metallica. Anche l’adesivo sul retro presenta delle leggere differenze: oltre al nome del Pokémon, al numero del Pokédex nazionale e al copyright, c’è anche il logo «Pokémon. Acchiappali tutti». Grazie a questa idea vincente, i ragazzi poterono portarsi sempre con sé i loro Pokémon preferiti.

    Alcuni dei portachiavi Mr. Day [Collezione personale]

    La collezione si compone dei seguenti 13 portachiavi: Chikorita, Cyndaquil, Totodile, Sentret, Hoothoot, Ledyba, Togepi, Bellossom, Marill, Sunflora, Wooper, Donphan, e Lugia. Non è noto il motivo per il quale alcuni Pokémon della seconda serie di calamite non siano stati riportati sotto forma di portachiavi. In questi anni non sono mai usciti dei portachiavi raffiguranti Mareep, Hoppip, Snubbull, Elekid o Blissey, ma nulla ci vieta di sperare che un giorno saltino fuori da qualche collezione tenuta fino ad ora segreta. A tal proposito, è importante sottolineare come non esista nessuna locandina pubblicitaria che faccia riferimento a solo 13 portachiavi; diviene quindi lecito pensare che tutte le calamite siano state trasposte in portachiavi.

    Un difficile ritorno La terza serie

    La terza serie si compone nuovamente di ben 20 calamite dedicate ai seguenti Pokémon: Pikachu, Ariados, Lanturn, Pichu, Natu, Misdrevaus, Wobbuffet, Pineco, Snubbul, Shuckle, Piloswine, Delibird, Houndoom, Kingdra, Phanpy, Hitmontop, Smoochum, Blissey, Raikou e Larvitar.

    Terza serie completa di calamite Mr. Day [Collezione personale]

    La serie non ebbe molto successo, nonostante il miglioramento evidente della qualità di produzione delle calamite e la maggior cura nei dettagli. La terza generazione Pokémon, già sbarcata nel mercato da un anno, non trovò spazio tra le calamite di questa serie, contribuendo probabilmente al poco successo che ebbe tra gli appassionati. La terza serie Mr. Day è sicuramente la più rara delle tre e riuscire a completarla non è una sfida facile.

    Delicati equilibri fra successi e tracolli aziendali

    Il quadro storico che avvolge la terza serie di calamite è molto interessante, in quanto motiva scelte di mercato altrimenti discutibili. Per fare chiarezza su questo prodotto è necessario soffermarsi sulla situazione finanziaria di Parmalat a fine 2003. In quell’anno la famosa azienda fu protagonista di uno scandalo di scala europea che la vide accusata di bancarotta fraudolenta. Gli enormi debiti, che si propagavano da anni, portarono Parmalat al fallimento nel dicembre 2003. In quell’anno, prima del fallimento, Parmalat commissionò, come di consueto, la produzione di una nuova serie di calamite a Grani & Partners. Questa serie sarebbe dovuta uscire nello stesso anno e con le medesime modalità viste per le precedenti. Le cose però non andarono così.

    Parallelamente, nel 2003 la società Gruppo Preziosi si interessò all’azienda Mitica che già da qualche anno lavorava con marchi importanti come Dragon Ball, per la produzione di patatine fritte in busta. In quell’anno Gruppo Preziosi acquistò Mitica, che cambiò nome in Salati Preziosi. Nello stesso anno, Salati Preziosi lanciò sul mercato le prime patatine con sorpresa a tema Pokémon.

    A causa del tracollo, Parmalat cancellò l’ordine della nuova serie di calamite, nonostante Grani & Partners avesse già iniziato la produzione. Le sorpresine, ormai confezionate e pronte all’immissione sul mercato, vennero riciclate da Salati Preziosi. Ed ecco finalmente che, nel 2003, la terza serie di calamite vide la luce all’interno delle patatine in busta di Salati Preziosi. Formalmente questa viene considerata la terza serie di calamite Mr. Day, ma nulla ha a che vedere con le famose merendine… Se non per un piccolo dettaglio. All’interno dell’involucro in plastica in cui la calamita è contenuta c’è il fogliettino con il logo Mr. Day, nonostante, come visto, fosse Salati Preziosi a distribuirle all’interno delle patatine di marca omonima. Questo refuso è chiaro indice della frettolosità con cui l’ordine di calamite prodotte da Grani & Partners passò da Parmalt a Salati Preziosi.

    Attratti da un nostalgico ricordo

    Le informazioni in nostro possesso non sono molte, in quanto non esiste una nota bibliografia del prodotto. Ogni variante riportata è stata trovata dai pochi collezionisti di queste meravigliose calamite e ci tengo a ringraziarli di cuore per il contributo fornito. Non è quindi noto se esistano ulteriori varianti e, di conseguenza, la lista è da considerarsi in continuo aggiornamento.

    Le calamite Mr. Day sono tra i prodotti italiani più amati a tema Pokémon e fanno da chiara vetrina ad un collezionismo molto diverso da quello odierno. Alcune calamite saranno ancora attaccate a qualche frigorifero o a qualche forno, e la maggior parte saranno dimenticate in un cassetto, ma sono convinto che il solo parlarne possa riaccendere quella scintilla nostalgica che non può che farci innamorare come la prima volta.

  • Giffoni Good Games: parte il nuovo festival Campano dedicato ai videogiochi!

    Giffoni Good Games: parte il nuovo festival Campano dedicato ai videogiochi!

    Giffoni Good Games sta per avere inizio con la prima edizione dell’evento totalmente dedicato ai videogiochi e alla cultura interattiva, agli anime e alla pop culture.

    La fiera avrà luogo il 1° e il 2 luglio 2023 all’interno della Multimedia Valley di Giffoni Valle Piana (Salerno). Come da comunicato stampa, vi riportiamo i 10 eventi da non perdere durante il festival!

    1. IL DIETRO LE QUINTE DELL’INDUSTRIA CON I MAESTRI DEL SETTORE  

    Grazie alla presenza di ospiti come Jean-Luc Sala, Direttore Creativo dell’imminente Assassin’s Creed Mirage, e Christian Cantamessa, autore e regista che annovera nel curriculum titoli come Red Dead Redemption e Grand Theft Auto: San Andreas i partecipanti di Giffoni Good Games potranno scoprire i segreti dei professionisti che da anni sono protagonisti dell’industry. Tra le special guest anche Fabio Viola, uno dei massimi esperti mondiali di gamification, Christian Pulieri, game developer e startupper che realizzerà un videogioco in sole tre ore, partendo dalle idee del pubblico, e Sarah Arduini, premio Oscar per i migliori VFX del film Jungle Book e docente della Side Academy, partner educational dell’evento. Verranno inoltre allestiti laboratori e workshop per permettere a tutti di esplorare il mondo degli effetti speciali digitali.

    2. L’UNIVERSO DEI VIDEOGIOCHI CON I PANEL DI GIFFONI GOOD GAMES

    Nella Panel and Talk Area sarà possibile entrare nel vivo della cultura interattiva grazie ai panel in programma: dal mondo indie a quello dello speedrun, passando per le mascotte videoludiche, il genere horror e il rapporto tra cinema e videogioco. Non mancheranno poi talk su temi come la storia e il design del videogioco, il rapporto tra arte e game design, la storia del gaming italiano su Twitch – la casa del videogioco dal 2011 – e un panel intitolato Best of E3, dove si parlerà della storica convention che ha segnato profondamente il mezzo videoludico. Tutti gli incontri saranno condotti dai creator più acclamati, tra cui Michele “Sabaku” Poggi, Alessandro Fazza, Edoardo “Il Masseo” Magro, il trio “Power Pizza” e tanti altri ancora. Aperinerd, il format ideato da Dario Moccia, sbarca in versione live a Giffoni Good Games: il 1° luglio alle 20.00, Dario e altri dieci creator si riuniranno per parlare di videogiochi, anime e fumetti in compagnia dei fan, in un’atmosfera di pura gioia e goliardia. Per partecipare all’evento sarà necessario un biglietto aggiuntivo fino a esaurimento dei posti.

    3. INCONTRI CON I MAGGIORI CREATOR ITALIANI

    L’innovativo format del Creator District offre l’opportunità unica di entrare in contatto con i principali creator tra cui Virginia “Kafkanya” Gambatesa, che da anni sensibilizza la sua platea sui tempi di cyberbullismo e discriminazione online, Giorgio “Pow3r” Calandrelli,uno degli streamer più seguiti d’Italia, ma anche Sabaku, Federico Frusciante, Vking, Matteo Corradini e Mattia “Victorlazlo88” Ferrari. Tra sessioni di meet & greet e una miriade di attività, non mancheranno le occasioni per condividere la passione per i videogiochi con i talent preferiti.

    4. I GRANDI TORNEI ESPORT

    Chi ama gli e-sport a Giffoni Good Games avrà l’opportunità di vedere all’opera i giocatori più talentuosi della scena italiana. In programma l’1 Luglio i play-off della decima stagione degli Italian Rocket Championship, dove le quattro squadre migliori – Novo Esports, Reply Totem, Twentystars e Yotoru – si sfideranno per l’ambito titolo di campioni italiani del Summer Split. Ad organizzare il torneo è PG Esports, la prima società italiana dedicata al gaming competitivo. Il 2 Luglio invece la finale dell’University Masters,il primo torneo di videogiochi dedicato alle università italiane. Organizzato da 2WATCH, media-tech company partner dell’evento che lavora da anni nel settore dell’e-sport e del gaming, in collaborazione con la Gazzetta Dello Sport, ha lo scopo di supportare gli studenti grazie a diverse borse di studio in palio. Conduttrice d’eccezione Antonella Arpa, nota ai più come Himorta.

    5. LE AREE GAMING

    Chi pensa di essere un campione avrà l’opportunità di dimostrarlo a Giffoni Good Games nella Gaming Area: il noto team GL17CH, società creata dall’ambizione del famoso calciatore Ciro Immobile, organizzerà il FIFA Pro Club & Tournament, dove ci si potrà cimentare in un campo da calcio vero e proprio, attrezzato con 22 postazioni. I vincitori del torneo potranno vivere una stagione da pro-player dei GL17CH. Nell’area From Real To Sim, invece, le postazioni da Sim Racing saranno 6, due delle quali accessibili anche alle persone con disabilità, per permettere a tutti di immergersi nell’universo e-sport e vivere l’emozione del motorsport in un dialogo costante tra piloti Sim e piloti reali del team Kessel.

    L’Area 2WATCH-2PLAY: 300mq dedicati ai videogiochi, ai talk show e ad esperienze di realtà virtuale. Decine di postazioni da gaming per sfidarsi ai numerosi tornei e la possibilità di vincere fantastici premi targati Supercell. Qui il content creator Max Proietti intervisterà i più importanti streamer italiani e per i partecipanti aperitivo in musica con la band pop-elettro “Superbia”. All’interno dello spazio sarà presente anche il partner “Poppizziamo” che attraverso lavorazioni custom made potrà ricreare una caricatura ‘Pop’ su misura dell’utente. Infine, insieme a Luiss Università Guido Carli, offrirà un’esperienza VR per chi intende approfondire il proprio orientamento universitario e conoscere le offerte formative proposte dall’Ateneo. Per gli amanti della musica e del ballo postazioni Just Dance e postazioni VR per provare nuovi videogiochi sviluppati in ambiente virtuale.

    6. GLI ANIME PIÚ AMATI IN ANTEPRIMA

    Tutti gli appassionati del genere potranno vivere un’esperienza unica grazie alla collaborazione con Crunchyroll, Animation Partner dell’evento e leader globale nell’industria dell’animazione, che trasmetterà in anteprima alcuni episodi degli anime più amati, come la maratona degli anime del rivoluzionario Studio MAPPA, o l’anime calcistico BLUELOCK.

    7. UN’ESPERIENZA IMMERSIVA NELLA CULTURA COREANA

    Il fenomeno K-Pop travolge il Giffoni Good Games: in collaborazione con KTS – Kpop Show Time, ci si potrà immergere completamente nelle atmosfere uniche del pop coreano. Non mancheranno esibizioni dal vivo di K-Pop e random dance e attività di animazione e intrattenimento.

    8. L’AREA PER I PIÙ PICCOLI

    Grazie a GL17CH arrivano a Giffoni good Games anche le Maestre a cubetti, che attraverso Minecraft, postazioni pc e visori VR aiuteranno bambini, famiglie e curiosi con workshop e attività per promuovere la formazione ed educazione attraverso strumenti digitali ed immersivi.

    9. ALLA SCOPERTA DEL MAGICO MONDO DELLE STARTUP

    L’area Innovation 4 Gaming è il luogo ideale per entrare in contatto con le startup più rivoluzionarie del settore: Hoken Tech metterà in risalto le intersezioni tra blockchain, NFT e marketing trasversale, portando in anteprima un distributore portatile di NFT. NFT Factory, invece, mostrerà il suo nuovo gioco Cataclysm: Zero Mission, prequel dell’acclamato Cataclysm: azienda operativa nel settore web3, si dedica all’integrazione di NFT e videogiochi aprendo nuove dimensioni di gamification. Blaster Foundry sorprenderà tutti presentando in esclusiva una nuova versione di Space Invaders, un tributo ai creator italiani più seguiti. Ci sarà infine Code this Lab, un punto di riferimento nel panorama videoludico che dal 2009 produce in-house software e videogiochi.

    10. GLI ESPOSITORI

    Immergiti tra i grandi stand tematici: Nerd Yourself, tra cibo tipico e prodotti anime e manga, in un viaggio tra America e Giappone; Popsplanet, il grande portale italiano dedicato ai Funko Pop; l’Universo magico per maghi ed otaku di Fantauniverse;le collezioni di manga e comics di Velm; Snekko Shop, con action figure, toys, carte Pokémon, Yu-Gi-Oh e gadget sia vintage che moderni; Move The Game con poster, statue e figures. Damaichi Card Game, Daily Trading e Dragon’s Den con le carte da gioco e da collezione, da Magic a Pokémon. E ancora SD Retrogame, conVideogiochi, retrogame console; le t-shirt personalizzate di Nuvole Filate; le tazze, mousepad, spille, tappeti e cover della nerd culture di Ma Che Mania!

    I BIGLIETTI

    Le date da segnare in agenda sono sabato 1 e domenica 2 luglio. I biglietti sono già in vendita sul circuito Vivaticket ed è attiva l’esclusiva promo: è possibile acquistare online l’abbonamento per i due giorni a €14 a fronte dei €20 del prezzo in fiera.

    Clicca qui per gli abbonamenti!

    MEDIA PARTNER

    Radio ufficiale della prima edizione di Giffoni Good Games è Radio 105, media partner dell’evento: il portale d’informazione Today e l’Agenzia di Stampa Dire.

    Per rimanere aggiornati su tutte le novità è possibile consultare https://giffonigoodgames.com e iscriversi alla newsletter.

  • Pokémon RéBURST: il manga dimenticato in cui gli umani si fondono con i Pokémon

    Pokémon RéBURST: il manga dimenticato in cui gli umani si fondono con i Pokémon

    La storia dei prodotti Pokémon è costellata da prodotti di ogni tipo e per ogni media d’intrattenimento, dagli anime ai videogiochi, dai manga ai film. Alcuni di questi nel tempo sono stati dimenticati e quasi totalmente cancellati dalla storia del brand, per un motivo o per l’altro. Questo è il caso di Pokémon RéBURST, un manga debuttato nell’ormai lontano 2011 in Giappone mai trasposto in occidente.

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    Pokémon RéBURST

    Pocket Monsters RéBURST è un manga scritto da Jun Kusude e Mitsuhisa Tamura (dal quale è stato anche disegnato) pubblicato su Weekly Shōnen Sunday dal 9 marzo 2011 al 10 ottobre 2012. Il manga è molto diverso dal resto delle opere basate sui Pokémon, avvicinandosi più ad un manga shōnen, ricco di combattimenti e scene d’azione.

    Trama di Pokémon RéBURST

    La storia segue le avventure di Ryouga, un ragazzo intraprendente e testardo il cui più grande desiderio è trovare il misterioso Arcades per rivedere suo padre. Non si sa se questo Arcades sia un Pokémon o meno, ma Ryouga è da sempre in grado di comunicare con lui. Ad accompagnare il protagonista saranno Miruto e Yappy. La prima è una ragazza che sta indagando sulla misteriosa organizzazione GG (Great Gavel), il secondo ha come obbiettivo il diventare il più grande giornalista del mondo. L’organizzazione GG sarà l’obbiettivo principale da sovrastare per i protagonisti in quanto Ryouga possiede un Burst Heart originale, una pietra che permette al ragazzo di fondersi con un Pokémon.

    Il Burst è una meccanica totalmente nuova introdotta da questo manga. Tramite un Burst Heart una persona è in grado di fondersi con un Pokémon guadagnando i suoi poteri e le sue immunità, oltre a potenziarsi di molto fisicamente. Una delle tavole con cui è diventato più noto il manga è quella che vi lasciamo qui di seguito che è tratta dal primo volume:

    Pokémon RéBURST
    Fonte traduzione

    Nella pagina si può vedere il protagonista Ryouga mentre effettua un Burst fondendosi con il leggendario Zekrom contenuto nel suo Burst Heart. Nel manga poi si possono vedere anche altri personaggi fondersi con i Pokémon, tuttavia i volumi giapponesi sono introvabili in Italia. L’unico modo per poter leggere il manga è affidarsi a traduzioni non ufficiali pubblicate dai fan.

    Cos’è successo a Pokémon RéBURST?

    Con l’arrivo della quinta generazione nel brand di Pokémon ci sono stati tantissimi cambiamenti, che hanno avuto più o meno successo tra i fan della saga. Voleva essere quasi “un re-boot” per il brand, che però all’uscita non venne apprezzato da molti. Negli anni i fan hanno rivalutato Pokémon Bianco e Nero, ma sicuramente l’azienda rimase scottata dalle “poche” vendite dei titoli.

    Pokémon RéBURST si colloca proprio in questo periodo. Il manga in Giappone veniva anche pubblicizzato sulla stessa rivista di Detective Conan e Inu Yasha come un manga per un pubblico più maturo, quindi l’azienda aveva grandi aspettative. Nonostante le ottime premesse, non riuscì a mantenere alta l’attenzione da parte dei fan a causa della sua caratteristica principale: le fusioni. Da quelle poche opinioni che si trovano online, sembra che questa novità non sia stata gradita per nulla dal pubblico dell’epoca. Per quanto fosse un manga sui Pokémon, i mostriciattoli avevano davvero poca rilevanza.

    Sul pubblico occidentale ebbe pochissimo impatto, tanto che non esiste una traduzione inglese completa (così come quelle italiane). In Giappone invece il manga si è concluso contando un totale di 77 capitoli racchiusi in 8 volumi.

  • Merchandise Pokémon italiano: Gomme Mr. Day

    Merchandise Pokémon italiano: Gomme Mr. Day

    Come ormai noto, nei primi anni 2000, l’Italia e l’intera Europa erano sferzati dal vento della Pokémon Mania. I piccoli mostriciattoli tascabili avevano conquistato qualsiasi prodotto, dai generi alimentari fino al comparto scolastico. Oltre ai classici prodotti, quali zaini, astucci e quaderni, che ogni bambino sfoggiava con orgoglio sin dalla prima elementare, ne uscì un altro degno di attenzione e approfondimento: le gomme Mr. Day.

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    Un po’ di storia

    Tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001, dopo l’ultimo rintocco della campanella di scuola, ogni giovane studente si faceva portare di corsa a casa per non perdersi il consueto episodio di Dragon Ball Z, in onda su Italia 1. Durante le pause pubblicitarie, i piccoli telespettatori vennero travolti da una coloratissima e ammaliante pubblicità legata alle nuove sorprese a tema Pokémon ottenibili con le merendine Mr. Day.

    Pubblicità storica delle merendine Mr. Day

    L’azienda Parmalat e la sua linea di prodotti Mr. Day, che ancora oggi occupa i reparti degli snack nei supermercati, collaborò con Pokémon sin dagli inizi degli anni 2000. Da questa storica unione nacque una gustosissima merendina di pan di spagna, farcita e ricoperta da una crema al cioccolato; lo snack era poi decorato dall’indimenticabile disco di cioccolato bianco raffigurante Bulbasaur, Charmander, Squirtle o Pikachu. Durante i primi mesi di distribuzione vennero inizialmente inserite le calamite Pokémon, ma questa collezione verrà trattata in un successivo articolo.

    Iconico snack, simbolo della collaborazione tra Pokémon e Mr. Day

    Terminata la distribuzione dei magneti, durata circa un anno, Mr. Day rilanciò la sua linea di snack con nuovi prodotti e colorate sorpresine. Con tutti i prodotti della linea Mr. Day, tra cui “Mr.Day Praliné”, “Mr.Day Ciambella”, “Mr.Day Muffin” e “Mr.Day Muffin Cioccolato”, l’azienda distribuì degli articoli di cancelleria a tema Pokémon, tra cui le tanto amate gomme da cancellare.

    La collezione delle gomme Mr. Day

    La serie “Cancelleria Pokémon Mr. Day” comprende i seguenti prodotti:

    • 24 gomme da cancellare rappresentanti i seguenti Pokémon di prima generazione: Bulbasaur, Charizard, Squirtle, Wartortle, Blastoise, Raticate, Pikachu, Raichu, Sandslash, Nidoqueen, Nidoking, Clefable, Jigglypuff, Wigglytuff, Venonat, Meowth, Psyduck, Machamp, Golem, Slowbro, Gengar, Eevee, Snorlax e Mewtwo.
    Serie completa delle gomme Mr. Day [collezione personale]
    • 8 copri matita rappresentanti i seguenti Pokémon di prima generazione: Squirtle, Raticate, Wigglytuff, Psyduck, Poliwhirl, Rhydon, Eevee e Dragonite.
    Cinque degli otto copri matita Mr. Day [collezione personale]
    • 4 matite HB a tema Pokémon; seppur uguali ad un primo sguardo, le estremità presentano quattro colorazioni differenti (giallo, rosso, arancione e verde). Il disegno lungo lo stelo della matita sembra invece esser sempre lo stesso.
    Matite Mr. Day [collezione anonima]

    Parmalat pensò a questi gadget come veri e propri strumenti scolastici ma, almeno le gomme, non furono di grande aiuto nel cancellare gli errori dei piccoli studiosi. Durante la cancellatura, a causa delle tinte accese, si creava uno sgradevole alone colorato che non faceva altro che peggiorare la situazione sul foglio. Nonostante il tragico risvolto, le gomme Mr. Day trovarono ampio successo tra i ragazzi, che subito si dilettarono a “catturarle” tutte. Le ottime rifiniture, la cura nel dettaglio e gli sgargianti colori resero queste gomme perfette per essere esposte nella propria cameretta. I copri matita e le matite stesse ebbero un esiguo successo tra i collezionisti; anche in questi ultimi anni, dove la Pokémon Mania sembra ritornata alla ribalta, se ne è sentito parlare davvero poco. Questo scarso successo è da ricondursi alla bassa qualità con cui vennero prodotti e dipinti, oltre che alla maestosa concorrenza dei gadget Tomy.

    Gomme Mr. Day, una novità italiana?

    Tutti i gadget che compongono la serie “Cancelleria Pokémon Mr. Day”, comprese le tanto amate gomme, uscirono ben due anni prima negli Stati Uniti d’America. In America le gomme da cancellare vennero distribuite come veri e propri oggetti da collezione e non all’interno di merendine. Toy Island, un’azienda statunitense di giocattoli per bambini, mise in commercio le gomme da cancellare tramite la linea di prodotti “3D Erasers”. La peculiarità sta nel fatto che esistono due tipi di confezioni.

    Prodotto americano – 3D Erasers [collezione anonima]

    In quella classica le gomme erano caratterizzate dai classici colori con cui sono arrivate in Europa. All’interno di quest’ultima si trovavano quattro gomme facenti parte della collezione completa; sul retro erano infatti elencati tutti e ventiquattro i Pokémon ottenibili. L’altra confezione, recante la scritta “Collector Edition”, conteneva sempre quattro gomme ma con colorazioni alternative. Questa collezione si componeva invece di soli dieci Pokémon e per ognuno vennero previste più colorazioni diverse. Sfortunatamente non è noto quante varianti esistano per ogni Pokémon, ma sembra che le alternative siano solo tre: rosso, blu e verde chiaro. Inoltre, nonostante non si abbia la certezza, sembra che la gomma di Pikachu sia esente dal cambio di colore.

    Prodotto americano – 3D Erasers “Collection Edition” [collezione anonima]

    I Pokémon che componevano questa collezione erano segnalati sul retro della speciale confezione. Tra questi abbiamo: Charizard, Squirtle, Wartortle, Blastoise, Pikachu, Mewtwo, Gengar, Psyduck, Meowth e Jigglypuff.

    Anche le matite ed i copri matita derivano da gadget simili, sempre prodotti da Toy Island. Le confezioni in cui potevano esser trovati erano quelle della linea “Pokémon Pencil Toppers”.

    Prodotto americano – Pencil Toppers [collezione anonima]

    Un ricordo da non cancellare

    Spolverare queste vecchie collezioni alimenta il treno dei ricordi e per chi, come me, ha quasi trent’anni, fa volare la mente ai primi anni delle elementari. Eravamo letteralmente circondati dai Pokémon ed il collezionismo era puro divertimento genuino. Spesso, anche una semplice gomma colorata che faceva capolino dall’astuccio riusciva a strapparci un sorriso, dandoci sicurezza prima delle tanto temute interrogazioni.