Home » Notizie » Ho giocato alla demo di Pokémon Spada e Scudo: è il solito (grande) Pokémon

Ho giocato alla demo di Pokémon Spada e Scudo: è il solito (grande) Pokémon

Avatar Viglioh
in
6 minuti

A poche settimane dall’E3 2019, ho potuto mettere mano sulla stessa demo di Pokémon Spada e Scudo grazie all’invito di Nintendo Italia ad un evento privato.

Ore ed ore di treno da Napoli in direzione Milano per recarmi al Videogames Party Home, dove ha appunto avuto luogo l’evento dedicato alle communities, stampa e influencer vari.

L’atmosfera era quella di sempre: tanti appassionati di videogiochi che non vedevano l’ora di testare con le proprie mani i titoli che avevamo già ammirato, dal nostro schermo, fino a qualche giorno prima. Tra questi, c’è stata la possibilità di provare Pokémon Spada e Scudo.

PRIMO CONTATTO NELLA PALESTRA D’ACQUA

Giocare a Pokémon con un Pro Controller di Nintendo Switch è già di suo un’esperienza mistica. Con i titoli di Pokémon: Let’s Go non era possibile utilizzare questo pad, ma quest’anno la musica cambia e Nintendo non ha mancato l’occasione di farcelo capire fin da subito.

La demo, mi ripeto, era la stessa della fiera di Los Angeles. Tutto ha luogo all’interno della Palestra di tipo Acqua della regione di Galar, e non nascondo che un po’ mi sono emozionato nel riaffacciarmi alla classica struttura dei videogiochi Pokémon. Dopo la sosta ad Alola con i Capitani e le loro prove, avevo troppa voglia di vincere una nuova medaglia.

E allora via, si parte con il solito puzzle che precede la sfida contro il Capopalestra. All’interno della struttura vi erano dei pulsanti che, se premuti, attivavano o bloccavano il flusso di una cascata che, rispettivamente, bloccava o liberava il passaggio del giocatore.

Nulla di troppo complesso, anche se devo ammettere che verso la fine ho avuto un po’ di difficoltà che male non fa. La resa grafica dell’acqua era davvero ottima, meno convincente quella dei tubi che sembravano leggermente fuori luogo.

Non convincono invece le animazioni dei personaggi umani quando si muovono, che come già visto continuano a “bloccarsi” prima di continuare l’animazione. Per intenderci, per girarsi a destra si bloccheranno prima verso una direzione, e soltanto dopo caricheranno la successiva per girarsi effettivamente, piuttosto che un’unica soluzione continua.

Spero che in qualche modo si riesca a risolvere perché in alcune situazioni è stato un po’ fastidioso. Nulla che compromettesse la godibilità del titolo, ma ad occhio si nota eccome.

LE LOTTE POKÉMON

Oltre a dover avanzare nella Palestra risolvendo il puzzle, vi erano ovviamente i classici Allenatori pronti a sfidarmi. In primis, ci tengo a precisare verso tutti quelli che se lo domandano da tempo che no, l’Allenatrice con un Vulpix nella Palestra d’Acqua non avrà Vulpix anche nel gioco finale. È palese che la scelta di Game Freak sia stata fatta per nascondere il suo vero Pokémon, probabilmente uno nuovo che ancora non abbiamo potuto vedere.

Le lotte Pokémon sono quelle classiche di sempre, ma a primo impatto si nota che la velocità delle stesse sia stata aumentata, sebbene ritengo si possa lavorare ancor di più per renderle più brevi. Perché dico questo? Semplice, in alcuni momenti il testo di gioco restava su schermo più tempo del previsto, impedendo di proseguire rapidamente.

Tralasciando questo, la prima cosa che mi ha stupito sono i modelli 3D dei Pokémon iniziali della regione di Galar. Ne ero convinto dai primi trailer ed ho avuto la conferma vedendoli dal vivo, i tre sono stati realizzati in modo perfetto, soprattutto Scorbunny che ho saputo apprezzare maggiormente proprio dopo averlo visto in azione in lotta (e se lo dico io che sono #TeamSobble per sempre, vuol dire che è la verità).

So che volete sapere di più sulle animazioni delle mosse, e vi dirò la verità: nonostante le mosse fisiche risentano un po’ di animazioni obsolete, attacchi come Nitrocarica, Sprizzalampo e simili sono stati notevolmente migliorati e sicuramente sono più convincenti.

Ancor di più quando parliamo di tutte le mosse speciali, sicuramente molto più facili da animare per Game Freak dato che non prevedono un contatto diretto con l’avversario. Purtroppo (o per fortuna?), Scorbunny non aveva la mossa Doppiocalcio.

Nota negativa per lo sfondo delle lotte contro gli Allenatori in Palestra, che come abbiamo già accennato altre volte nelle scorse settimane non mostrano l’aspetto della Palestra stessa, optando per sfumature di azzurro che danno al giocatore l’effetto di stare “sott’acqua”. Carino, ma sarebbe più apprezzato vedere (come già fatto in Pokémon: Let’s Go, tra l’altro) quello che realmente ci circonda.

AZZURRA E IL DYNAMAX

Superato tutto, si arriva dalla Capopalestra Azzurra. Tutto è condito con delle scene di gioco realizzate davvero benissimo e che fanno immergere il videogiocatore in quella che sembra davvero una “lotta finale”, grazie anche alla presenza del pubblico (per fortuna, totalmente visibile).

La lotta contro Azzurra parte “in modo diretto”, finito di parlare l’Allenatrice manda in campo il suo Pokémon e noi il nostro, senza intro speciali di alcun tipo ma direttamente dalla scena sopracitata.

Inutile dire che è stata piuttosto facile, ma c’è da dire che avevo a disposizione ben 6 Pokémon (Grookey, Scorbunny, Sooble, Impidimp, Yamper e Corviknight) contro le sole 2 creature della ragazza (Goldeen e Drednaw). Nonostante questo, è da sottolineare che il suo Drednaw dynamaxato è riuscito a buttar giù il mio Yamper e, quasi, il mio Grookey, che fortunatamente ha resistito e sconfitto l’avversario.

Il Dynamax convince da un lato, meno dall’altro. Se da un punto di vista dello spettacolo riesce in pieno a rendere tutto più “emozionante”, dall’altra l’idea di vedere tutti questi Pokémon diventare giganti non mi fa impazzire. Insomma, ce lo vedete un Joltik oppure un Caterpie giganti? Io no, però è un mezzo per bilanciare il gioco. E quindi va bene.

Vanno molto bene le mosse dynamaxate, che godono di animazioni davvero sublimi dove si sente a pieno il lavoro effettuato da Game Freak avendo a disposizione una console potente come Nintendo Switch.

… QUINDI?

Mi sarebbe piaciuto provare una demo che fosse al di fuori della Palestra Pokémon, perché un conto è affrontare una serie di sfide qui dentro, ed un altro è esplorare effettivamente un minimo della regione.

Per quanto ho potuto provare, Pokémon Spada e Scudo rappresentano la normale continuazione di quel che Pokémon aveva di buono, senza rivoluzionare eccessivamente nulla. I miglioramenti ci sono e sono tangibili, sia dal punto di vista grafico che nelle più piccole cose (come detto precedentemente, ad esempio, la velocità delle lotte).

Ma Game Freak sa che ha ancora 4 mesi di duro lavoro davanti, e sa che deve convincere ancora tutti quei fan che, non avendo provato come me la demo con così largo anticipo, nutrono forti dubbi sui titoli in merito alle ultime dichiarazioni sul Pokédex nazionale.


Altri articoli