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Kyoto Animation: Strage nello studio d’animazione

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Un uomo è entrato, giovedì, nello studio d’animazione Kyoto Animation, sito nell’omonima città, appiccando il fuoco ai locali.

Kyoto Animation è un pluripremiato studio d’animazione giapponese fondato nel 1981, famoso per la sua animazione e per la novel story ” La malinconia di Haruhi Suzumiya”.

Il fatto

Sale di ora in ora, ed è un bilancio drammatico, il conto delle vittime nell’incendio scoppiato stamattina nello Studio 1 della Kyoto Animation. Trattasi di un’edificio a 3 piani storico collocato nell’antica capitale giapponese. L’ultimo comunicato, ufficiale, aggiornato al termine delle ricerche all’interno dell’edificio parla di 33 morti e altrettanti feriti, alcuni anche gravi. Il bilancio è riportato dall’emittente di stato nipponica NHK e dalla Nihon no keisatsu, forza d’ordine in italiano, la principale polizia imperiale nipponica. Decine di persone sono state ricoverate negli ospedali per le ustioni e le ferite riportate nell’incendio. La misura attualmente a disposizione del pubblico parla di 70 persone presenti al momento dell’incendio.

Le conseguenze per il sospettato

La polizia ha già fermato un uomo, di 41 anni, accusato di essere il mandante e l’esecutore materiale della strage. Ancora non sono state fornite informazioni in merito al movente. La polizia ha sufficienti indizi e testimonianze che dimostrerebbero come sia stato lui ad appiccare il fuoco nei locali spargendo benzina. Avrebbe anche minacciato le persone con dei coltelli affermando che meritavano di morire perché gli avevano rubato qualcosa. Non risulta fosse loro collega né avesse rapporti di alcunché con l’azienda. L’uomo è attualmente piantonato in ospedale, in stato di fermo di polizia. Si ricorda come nell’ordinamento penale nipponico, un uomo possa essere arrestato senza convalida del giudice per 23 giorni rinnovabili. Si ricorda, inoltre, che l’ordinamento di procedura penale nipponico è fortemente sbilanciato nei confronti dell’accusa del procedimento, e i processi, che non possono essere appellati salvo in casi gravi, terminano quasi sempre con una sentenza di condanna.

Se dovesse essere colpevole, sarebbe condannato a morte, per impiccagione, a norma del codice penale.

La dinamica

L’uomo sarebbe stato visto appiccare il fuoco, nei locali della reception e nei locali al primo piano, minacciando i dipendenti. Il Presidente di Kyoto Animation, Hideaki Hatta, avrebbe dichiarato, ai media locali, che i dipendenti avrebbero ricevuto minacce in precedenza.

Le riprese, proiettate dall’NHK, mostrano anche coltelli affilati che la polizia avrebbe raccolto dalla scena, anche se non è chiaro se appartengano al soggetto. I sopravvissuti hanno raccontato che il sospetto non parrebbe essere un loro collega.

Il sospetto è attualmente ricoverato in ospedale, piantonato, in quanto avrebbe riportato ferite nel tentativo di fuga dal locale. Il piantonamento si è reso necessario anche per evitare tentativi di suicidio da parte del soggetto. I danni, valutati provvisoriamente, riguardanti sia i dati, sia la proprietà intellettuale andata perduta che i danni materiali, ammontano all’incirca a poco più di 200 milioni di € ovvero 250 miliardi di yen al cambio.

Considerazioni finali

Trattasi del peggior omicidio di massa mai avvenuto , nel Paese, negli ultimi vent’anni. Il Primo Ministro Shinzo Abe ha definito, riferendosi all’attacco avvenuto nella città di Kyoto, troppo sconvolgente, rimanendo senza parole. Dello stesso tenore anche il messaggio del neo Imperatore del Giappone. Lo staff di Pokémon Next si unisce nel cordoglio nei confronti delle vittime. Ad avviso del redattore, nonostante sia un atto sconvolgente e senza giustificazioni, non può essere comminata la pena di morte, in quanto pena degradante, inumana e inquadrata in una visione della giustizia come vendette di Stato e non come tentativo, attraverso la pena comminata, di rieducare il colpevole. Ancora peggiore la tipologia di pena capitale utilizzabile, l’unica ammessa nell’ordinamento, ovvero l’impiccagione. Una pena inumana per gli involontari carnefici e per il condannato.

Fonti del testo: Battuto dall’agenzia di stampa NHK Press e ribattuto in lingua italiana dalla Agenzia Nazionale Stampa Associata (ANSA).