Purtroppo, con il passare dei giorni i casi di Coronavirus in Corea del Sud sono aumentati vertiginosamente, portando la Corea al secondo posto (dopo la Cina) ad un numero alto d’infetti.
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Tutto questo ha determinato, inaspettatamente, un aumento nelle vendite delle console Nintendo Switch, nonostante, attualmente, tutti i titoli previsti in uscita, nel primo e nel secondo trimestre di quest’anno, siano stati spostati a data da destinarsi, per effetto del Covid-2019.
Vendite di console in aumento
L’ aumento delle vendite, può essere certificato, procedendo ad aggregare i dati, sviluppati dai grandi venditori, in merito alle vendite console, a decorrere dal periodo di maggiore diffusione del virus. Ad esempio, il negozio Toys R Us Online, in pochissimi giorni, ha registrato, un incremento, veramente notevole, del 336% di vendite di Nintendo Switch. I dati devono essere letti in riferimento alla quantità di console vendute, in quest’ultimo mese, rispetto a gennaio. Nel mese di gennaio, difatti, l’emergenza Covid-2019 stava per cominciare ad affacciarsi nella Cina continentale. Tra i principali prodotti acquistati, possiamo trovare gadget, giochi per console, e ovviamente, console.
Incrementate vendite di Nintendo Switch: conseguenza del mercato o delle scelte della compagnia nipponica?
In questo scenario, ovviamente, dato l’incremento, in termini quantitativi e di valore, del mercato servito, anche le vendite di Nintendo Switch, sono incrementate, anche a quota di mercato invariata. Quest’improvviso incremento di domanda del prodotto, verificatosi in una situazione abbastanza complessa, lato produzione, per la società, si è scaricato, principalmente, sui medesimi consumatori. Per effetto dell’epidemia in atto, la compagnia nipponica non è ancora riuscita a recuperare i ritmi produttivi, tenuti prima dell’epidemia.
Riduzione nei ritmi produttivi: motivazioni e conseguenze
La riduzione nei ritmi produttivi può essere ricondotta a due motivazioni principali. La prima motivazione, nonché la principale, riguarda i blocchi produttivi dovuti, in larga parte, alla chiusura di molte fabbriche, situati in province della Cina continentale, sottoposte ad isolamento per il Covid-2019. La seconda motivazione, secondaria ma altrettanto impattante, nel processo produttivo, concerne problematiche in materia di approvvigionamento produttivo di materie prime e altri fattori della produzione. Quindi, l’effetto prodotto dall’incrementata quantità domandata, in presenza di una quantità offerta, ridottasi, si traduce in uno shock dell’offerta, che si ripercuote sul prezzo finale di vendita, determinandone un considerevole incremento.
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