Sin dai primi trailer Master Detective Archives: RAIN CODE ha saputo attrarre una buona parte di pubblico grazie ad uno stile vivace e al contempo volutamente inquietante. Una città in cui una strana pioggia cade incessante, dove nelle pozzanghere si riflettono le insegne al neon distribuite per tutta la città; una megacorporazione che detta ormai legge e un detective affetto da amnesia inseguito da una divinità della morte.
Queste sono le premesse con cui si apre il titolo di Too Kyo Games e Spike Chunsoft, i quali sanno come attrarre i fan di vecchia data grazie ad un’atmosfera che non può non ricordare la serie dei Danganronpa.
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In questo articolo tratteremo i vari aspetti del gioco valutando gameplay, narrazione, ambientazione e personaggi, ecc… senza però fare alcuno spoiler sulla trama principale. Il gioco infatti si suddivide in capitoli, dei quali i primi due fungono da introduzione e tutorial.
Capitolo 0
Un’atmosfera tetra ed eccentrica
Yuma Kokohead, il protagonista, si sveglia in uno sgabuzzino avendo come unico ricordo il suo nome. Non sa perché si trovi lì e come ci sia arrivato, tuttavia una lettera gli fa capire di essere un membro dell’Organizzazione Mondiale dei Detective, ma di essere ancora un apprendista. Il giocatore viene subito catapultato nell’azione dovendosi difendere dalle accuse di 5 Master Detective che sospettano sia lui l’impostore salito sul treno.
I sei investigatori si stanno dirigendo a Kanai Ward, una città completamente isolata dal mondo esterno nella quale la megacorporazione Amaterasu Corporation detta ormai legge. Dopo pochi minuti il protagonista farà anche la conoscenza di Shinigami, una dea della morte con la quale Yuma ha stretto un patto inscindibile e che aiuterà il giovane a migliorare le sue doti investigative, ma non solo.



Sin dalle prime ora il gioco non ha paura di mostrare quanto il ruolo di investigatore possa portare ad assistere a morti violente e violenze efferate, il tutto ovviamente accompagnato dal sangue rosa che i fan della serie Danganronpa conoscono bene. Per quanto gli ambienti possano risultare opprimenti ed inquietanti, la tensione viene smorzata di molto grazie proprio agli interventi di Shinigami, spalla comica e fonte di citazioni che lo stesso Yuma fatica a sopportare vista la sua passione per gli omicidi e i misteri. Un punto a favore va ovviamente alla colonna sonora di Masafumi Takada che riprende moltissimo le sonorità della serie Danganronpa, ma riesce comunque a dare al titolo un’identità propria.
La presentazione dei personaggi è molto graduale e continua durante anche i capitoli successivi al primo. Molti dei design e delle personalità di alleati e avversari sono degni di nota, lasciando forse qualche critica per i nemici affrontati nei Labirinti del Mistero, la cui palette risulta forse un po’ ripetitiva.
Giustizia annebbiata
Master Detective Archives: RAIN CODE è un gioco in cui la storia ha importanza primaria. Il gameplay riprende moltissimo dalle Visual Novel di cui si è occupata in precedenza Spike Chunsoft, cercando però di innovare la formula inserendo una componente d’azione. Nonostante questo tentativo, la componente narrativa è preponderante e accompagna il giocatore per tutta la durata dell’avventura.
Yuma dovrà occuparsi di singoli casi capitolo dopo capitolo, ma c’è qualcosa di più oscuro che si aggira per la città. Tra le luci al neon delle insegne e questa strana pioggia che non smette di cadere, i “Pacificatori” insabbiano crimini, incolpano innocenti: ormai il concetto di giustizia non è solo incredibilmente precario, ma è anche sotto il controllo di un’unica entità.

Muovendosi in giro per la città Yuma si potrà occupare, oltre al caso principale del capitolo, anche di missioni secondarie che servono a creare un quadro ancora più completo di come funziona Kanai Ward. Vengono mostrate situazioni in cui le forze dell’ordine usano il loro potere solo per estorcere informazioni in maniera violenta e le persone spariscono senza lasciare traccia.
Tra Danganronpa e Persona 5
La caratteristica principale di Master Detective Archives: RAIN CODE sono proprio i Labirinti del Mistero. Grazie al patto stipulato con Shinigami, quest’ultima materializza dei veri e propri labirinti (come succede per i palazzi di Persona 5) da superare per svelare la verità dietro un caso. Nel labirinto, gli indizi e i tentativi di occultamento si concretizzano diventando Chiavi soluzione, bivi deduttivi, pareti murate e nemici da affrontare.




Gli avversari si affrontano in quelli che sono in tutto e per tutto dei duelli logici nei quali il nostro protagonista deve obbiettare alle accuse con delle prove o schivarle. Mentre però si percorre un labirinto del mistero si può anche incappare in zone bloccate, qui ci possono essere dei quick time event o dei minigiochi a tempo da completare per poter andare avanti. Il tutto però si basa tantissimo sul trial and error.
Una volta che infatti si sbaglia un quick time event quello che succede è che si perde un po’ di vita e si riparte da poco prima dell’errore. Il game over esiste, tuttavia non è qualcosa che si vede così di frequente, anche perché non esiste una difficoltà selezionabile. Analizzando tutti i punti di interesse nel gioco e raccogliendo indizi si guadagnano punti esperienza e abilità da spendere in alcuni bonus da utilizzare in battaglia.
Conclusione
Master Detective Archives: RAIN CODE mostra i suoi principali punti di forza nel comparto narrativo, estetico e musicale. Purtroppo però il ritmo non rimane sempre calzante e viene spesso interrotto o rallentato da scelte di sceneggiatura poco curate. Pur essendo molto interessante il concetto dietro al gameplay, questo rimane pressoché sulla superficie, limitando quello che avrebbe potuto essere uno dei punti di forza del titolo. In generale, il gioco rimane molto legato ai ritmi di una visual novel, pur mostrando una volontà di renderli più dinamici anche per chi non si è mai avvicinato al genere. Nonostante tutto, chi ha amato i giochi della serie Danganrompa e chi apprezza le avventura investigative ed inquietanti potrebbe non rimanere deluso.
Il titolo è disponibile sul Nintendo eShop al prezzo di 59,99 € per l’edizione standard e 89,99 € per l’edizione deluxe con l’artbook, la colonna sonora digitale e il season pass con 4 DLC.

