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Pokémon GO: ex dipendente accusa Niantic di discriminazione di genere

Avatar Lorenzo Paolo Marrocu
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Un’ex impiegata di Niantic, la società creatrice di Pokémon GO, ha intentato una causa contro l’azienda, accusandola di svalutare il lavoro delle impiegate, negando loro pari opportunità salariali.

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L’impiegata che ha mosso l’accusa farebbe parte dei 230 lavoratori recentemente licenziati da Niantic. Stando a quanto indicato sulla denuncia, la donna, sulla cui identità si mantiene il massimo riserbo, avrebbe iniziato a lavorare per Niantic a febbraio 2020, percependo uno stipendio di 70.000 dollari.

Nel corso dello stesso anno avrebbe ricevuto una promozione, che ha portato il suo stipendio a 84.000 dollari all’anno. Nel 2021 la donna dichiarò di aver scoperto che la stessa Niantic corrispondesse ad un suo collega maschio uno stipendio più alto, nonostante quest’ultimo ricoprisse una posizione inferiore. Tale disparità, sempre secondo la donna, è continuata anche nel 2022 e nel 2023, nonostante gli ulteriori aumenti dello stipendio.

L’ex dipendente, inoltre, afferma di essere incappata di recente in un annuncio di lavoro offerto da Niantic in cui compariva il compenso proposto. Le società con più di 15 dipendenti, per la legge sulla trasparenza delle condizioni contrattuali, devono indicare il compenso. Qui, la donna avrebbe notato come la sua mansione venisse pagata oltre 10.000 dollari in meno rispetto alla media del settore. Per questo motivo l’ex impiegata avrebbe deciso di accusare l’azienda di sessismo e discriminazione.