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Articuno, Zapdos e Moltres: i segreti che forse non conosci

Avatar Antonio Piedimonte
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Articuno, Zapdos e Moltres sono tra i Pokémon più iconici della prima generazione. Li abbiamo incontrati nei giochi, li abbiamo visti al cinema e li abbiamo ritrovati in forme completamente diverse a Galar. Eppure, dietro questi tre Pokémon apparentemente semplici, si nascondono diversi dettagli curiosi che spesso passano inosservati.

Dai loro nomi alla loro numerazione nel Pokédex, passando per le possibili ispirazioni mitologiche e per il ruolo che i film hanno avuto nel costruire la loro leggenda, ecco alcune curiosità che potrebbero farvi guardare i tre uccelli leggendari di Kanto con occhi diversi.

I loro nomi nascondono un numero

Partiamo forse dal dettaglio più conosciuto, ma che diventa particolarmente interessante quando si osservano tutti gli elementi insieme.

I nomi Articuno, Zapdos e Moltres contengono infatti un riferimento ai numeri uno, due e tre. Articuno termina con “uno“, Zapdos contiene “dos“, cioè “due” in spagnolo, mentre Moltres termina con “tres“, ovvero “tre”.

La cosa interessante è che questa sequenza è rispettata anche dal Pokédex originale di Kanto: Articuno è il numero 144, Zapdos il 145 e Moltres il 146.

È quindi possibile leggere i tre nomi quasi come una piccola numerazione nascosta. È un dettaglio che può sembrare semplice, ma è perfettamente coerente con l’idea di aver creato tre Pokémon appartenenti a uno stesso gruppo.

Perché proprio questi tre elementi?

Articuno, Zapdos e Moltres sono generalmente associati a tre elementi molto riconoscibili cioè ghiaccio, elettricità e fuoco. Ma il concetto alla base del trio sembra essere più ampio.

I tre Pokémon sono infatti legati a fenomeni naturali spettacolari: Articuno a gelo e neve, Zapdos a temporali e fulmini, Moltres a fuoco e calore.

Questa scelta crea un trio estremamente equilibrato anche dal punto di vista visivo. Non abbiamo tre uccelli dello stesso tipo, ma tre creature che rappresentano manifestazioni completamente diverse della natura.

È anche uno dei motivi per cui, ancora oggi, basta vedere le loro sagome o i loro colori per capire immediatamente a quale membro del trio ci si trova davanti, è una scelta visiva e narrativa che funziona tantissimo.

Il trio potrebbe essere ispirato agli uccelli della mitologia

Non esiste una conferma ufficiale che Articuno, Zapdos e Moltres siano stati creati come rappresentazioni dirette di specifiche creature mitologiche. Tuttavia, i loro design hanno portato negli anni a numerose interpretazioni.

Moltres richiama molto facilmente l’immagine della fenice, il mitologico uccello associato al fuoco e alla rinascita. Zapdos, invece, può ricordare le figure degli uccelli del tuono presenti in diverse tradizioni folkloristiche, come il Thunderbird, soprattutto per il suo legame con fulmini e tempeste.

Articuno ha invece un’identità che richiama maggiormente il Simurgh e il Roc, creature leggendarie della mitologia persiana, araba e orientale. Che si tratti o meno delle ispirazioni originali, il risultato è evidente, i tre hanno un aspetto molto più vicino a quello di creature leggendarie che a semplici uccelli reali.

Articuno è diverso dagli altri due

Articuno è l’unico dei tre uccelli leggendari di Kanto a presentare una lunghissima coda e una cresta particolarmente elaborata, due elementi che contribuiscono a renderne il design molto diverso da quello di Zapdos e Moltres.

Questi dettagli gli conferiscono un aspetto quasi regale ed elegante, soprattutto se confrontato con le forme più aggressive e imponenti degli altri due Pokémon. La coda, in particolare, è una delle caratteristiche più riconoscibili di Articuno e accentua l’impressione che si tratti di una creatura appartenente a un immaginario quasi mitologico, come dicevamo nel punto precedente.

Anche per questo Articuno spesso percepito come il membro più misterioso ed elegante del trio. Il suo design richiama infatti l’idea di un grande uccello leggendario, più che quella di un animale reale.

Pokémon 2 – La forza di uno

Se oggi pensiamo ad Articuno, Zapdos e Moltres come a un vero e proprio trio leggendario con un rapporto preciso, una parte del merito va sicuramente a “Pokémon 2 – La forza di uno“.

Nel secondo film della serie animata, i tre uccelli infatti sono messi al centro di una leggenda completamente costruita attorno al loro equilibrio. Il film li presenta come creature legate tra loro e mostra cosa può accadere quando il loro equilibrio viene spezzato.

Questa rappresentazione è molto più elaborata rispetto a quella dei videogiochi originali. Nel primo gioco, infatti, non assistiamo a un conflitto tra i tre e non viene raccontata una vera mitologia comune.

Una collocazione… particolare

Articuno e Zapdos si trovano in luoghi che richiamano immediatamente le loro caratteristiche, le Isole Spumarine per il primo e la centrale elettrica per il secondo. Moltres, invece, appare nella Via Vittoria, un’enorme area sotterranea che separa il giocatore dalla Lega Pokémon.

Dal punto di vista dell’avventura, Moltres diventa quasi un ultimo incontro speciale prima della conclusione del viaggio. Anche se, in realtà, una zona ispirata al fuoco in cui posizionare Moltres era prevista, ma lo spazio sulla cartuccia era praticamente esaurito e quindi venne scelto di inserirlo pochissimo prima della Lega.