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  • Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Mabosstiff e vari Pokémon

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Mabosstiff e vari Pokémon

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon di prima e seconda generazione, a Paldea: eccovi tutte le possibili ispirazioni.

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    Abbiamo potuto constatare nel corso degli anni come Pokémon, ed in generale il team di Game Freak, agiscano durante la creazione e l’ideazione di una nuova generazione. Milioni di idee si riducono a migliaia di concept, che ancora si riducono a centinaia di creature effettivamente ufficializzate e rilasciate.

    La nostra serie di speciali proverà a capire se tra i BETA-mon trapelati e mai pubblicati in prima e seconda generazione, si possa nascondere qualche “antenato” rinato in nona generazione sotto nuove spoglie.

    Andiamo dunque verso la conclusione, con il sesto ed ultimo capitolo di questa serie di approfondimenti.

    Mabosstiff

    Togliamoci subito il dente. A sinistra abbiamo due Pokémon orso, dall’altra un cane. Assodato questo, possiamo iniziare con l’analisi.

    In seconda generazione, almeno inizialmente, Bayleef, le linee evolutive di Totodile e Cyndaquil non erano presenti nei dati di gioco. Nella BETA di Oro del 1996, vi erano altri due Pokémon come starter Acqua e Fuoco, ed un’evoluzione “perduta” tra Chikorita e Meganium. Focalizzandoci sugli antenati del Pokémon Fuocotopo, la linea evolutiva di Flambear, Volbear e Dynabear presentava un unicum, caduto nel dimenticatoio: lo stadio finale è un quadrupede. E sì, sappiamo che Typhlosion può assumere questa posizione, ma non è “obbligato” a farlo. Anche Skeledirge si trova nella medesima situazione, preferendo tuttavia la vita da quadrupede a quella da bipede.

    Volbear e Dynabear (nelle immagini sopra) presentano una criniera lungo tutta la schiena e un folto pelo nei dintorni della testa, caratteristiche riprese nel concept di Mabosstiff. Non sappiamo se la lore intorno a lui e Pepe sia stata creata a priori o adattata in seguito, ma probabilmente (con l’inserimento futuro di Ursaluna), Game Freak non voleva inserire una nuova creatura ursina, ed ha optato per la figura canina, più consona al rapporto allenatore/amico cucito intorno alla storia del Sentiero Leggendario.

    Vari Pokémon presi dalla prima e seconda generazione

    Menzione d’onore a tutti i mostriciattoli tascabili inerenti ai primi 251 esemplari ufficiali presi in considerazione da Leggende Pokémon: Arceus a Pokémon Scarlatto & Violetto. Perché, torniamo a ribadire il concetto, non solo le creature di LPA non sono mai state inserite in un Pokédex moderno (e ciò succederà con il DLC di SV), ma quel gioco è stato un palese prequel della Paldea che abbiamo effettivamente visto. Quindi possiamo dire che tali Pokémon siano effettivi della nona generazione, o quanto meno di una fittizia pre-generazione.

    Nulla di strano che i due giochi, sviluppati quasi in contemporanea, abbiamo di base le stesse ispirazioni. Analizziamo quindi tutti i Pokémon tornati in auge provenienti dagli albori del brand!

    NB: Abbiamo già trattato di Peldisabbia, Saccoferreo, Dunsparce, Girafarig e Qwilfish, quindi non verranno ripetuti nella seguente lista.

    Wyrdeer e Ursaluna, sono evoluzioni perdute di Stantler ed Ursaring, proveniente dalla seconda generazione.

    Sneasler e Clodsire sono evoluzioni alternative di due Pokémon conosciuti di Johto, ma nelle loro forme regionali: Sneasel di Hisui e Wooper di Paldea.

    Tauros di Kanto ha ricevuto la sua versione regionale per la prima volta in nona generazione.

    Codaurlante, Grandizanne e Solcoferreo sono forme paradosso di Jigglypuff (Kanto) e Donphan (Johto).

    Kleavor, evoluzione perduta di Scyther, di prima generazione. Con Scizor, si completa il trio “Sasso, Frobice, Carta”.

    Arcanine ed Electrode di Hisui sono forme regionali perdute delle controparti moderne di Kanto.

    Toedscruel e Wugtrio (più pre evoluzini) sono metamorfosi ramificate dei più noti Dugtrio e Tentacruel (prima generazione).

    Crinealato e Spineferree sono forme paradosso di Misdreavus e Tyranitar di Johto.

    Annihilape è l’evoluzione esclusiva di Paldea dello storico Primeape, anch’esso originario di Kanto.

    Vi siete persi gli altri capitoli di questi speciali? Nessun problema, eccovi i link per recuperarli tutti!

    1.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Lokix e Peldisabbia

    2.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bellibolt e Dondozo

    3.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bombirdier e Saccoferreo

    4.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Farigiraf e Dundunsparce

    5.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Squawckabilly e Grafaiai

  • Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Squawckabilly e Grafaiai

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Squawckabilly e Grafaiai

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon di prima e seconda generazione, a Paldea: eccovi tutte le possibili ispirazioni.

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    Abbiamo potuto constatare nel corso degli anni come Pokémon, ed in generale il team di Game Freak, agiscano durante la creazione e l’ideazione di una nuova generazione. Milioni di idee si riducono a migliaia di concept, che ancora si riducono a centinaia di creature effettivamente ufficializzate e rilasciate.

    La nostra serie di speciali proverà a capire se tra i BETA-mon trapelati e mai pubblicati in prima e seconda generazione, si possa nascondere qualche “antenato” rinato in nona generazione sotto nuove spoglie.

    Andiamo dunque verso la conclusione, con il quinto e penultimo capitolo di questa serie di approfondimenti.

    Squawckabilly

    All’interno dei dati di gioco della BETA di Pokémon Oro del 1997 erano presenti davvero tante creature associabili al tipo Volante. Pochissime però sono arrivate alla fine dei lavori, mentre molte altre non hanno superato l’esame finale. Questi quattro BETA-mon che vi mostriamo, tuttavia, potrebbero essere riconducibili al recentissimo Squackabilly.

    Se diamo per assodato ciò che è stato detto fino ad ora sul discorso “riprendere in mano concept provenienti dalla fine degli anni ’90“, va da se che la creazione di Chatot in quarta generazione è da tralasciare al momento. Game Freak voleva riproporre lo schema mostrato con Oricorio, quindi un quartetto artistico (stavolta legato al canto) di pennuti. Ecco dunque che il Pappagallo rimane come base, la musica delle prime due creature è tramutata in canto, e il ciuffo della Quaglia della California si è trasformato nella tipica pettinatura degli artisti del Rockabilly targato 1950. Per inciso, Elvis Presley, pioniere di tale genere musicale e precursore del ciuffo “gellato” che abitò per tantissimi anni proprio in California.

    Grafaiai

    Quello che vedete nella prima immagine, è Tails, BETA-mon di Aipom. Questa notizia è confermata dagli stessi dati di gioco della BETA di Oro del 1996. Tuttavia, come è facile notare, il vecchio design di Aipom ha lasciato spazio ad una fisionomia più cartoonesca e meno animale, trasportando con sé l’unico elemento che ha reso celebre questo Pokémon sino ad oggi: una mano aggiuntiva all’estremità della coda.

    Non possiamo non notare però come lo schema di colori (gran parte del corpo è scura con però mani e piedi chiari) e la postura più “scimmiesca” si accosti meglio a Grafaiai. Certo, in questo caso abbiamo un enorme lavoro di re-styling, rendendo indubbiamente più moderno ed accattivante il Pokémon di Paldea. Il collegamento forte tra le due creature, a nostro avviso, è l’animale di partenza: l’Aye Aye. Gli occhi (piccoli e tondi) e le orecchie (a punta, ma non eccessivamente grandi) sono molto più simili a quelli di Tails che di Grafaiai, il quale rende omaggio alla sua matrice richiamandone la razza nel proprio nome.

    In definitiva, partendo da un animale reale e mischiandolo al concetto dell’Ahuizotl (figura mitologica Azteca con una mano alla fine della propria coda), Game Freak crea Tails. Il suo design non convince e dalle sue ceneri sorge Aipom, dagli scarti però prende vita un BETA Grafaiai il cui design viene adeguato agli anni del suo rilascio.

    Vi siete persi i primi quattro capitoli di questi speciali? Nessun problema, eccovi i link per recuperarli tutti!

    1.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Lokix e Peldisabbia

    2.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bellibolt e Dondozo

    3.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bombirdier e Saccoferreo

    4.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Farigiraf e Dundunsparce

  • Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Farigiraf e Dundunsparce

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Farigiraf e Dundunsparce

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon di prima e seconda generazione, a Paldea: eccovi tutte le possibili ispirazioni.

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    Abbiamo potuto constatare nel corso degli anni come Pokémon, ed in generale il team di Game Freak, agiscano durante la creazione e l’ideazione di una nuova generazione. Milioni di idee si riducono a migliaia di concept, che ancora si riducono a centinaia di creature effettivamente ufficializzate e rilasciate.

    La nostra serie di speciali proverà a capire se tra i BETA-mon trapelati e mai pubblicati in prima e seconda generazione, si possa nascondere qualche “antenato” rinato in nona generazione sotto nuove spoglie.

    Arrivati a questo punto dei nostri speciali, possiamo affermare con certezza che dopo l’uscita di Spada & Scudo, Game Freak abbia messo mani a tutti quei progetti sospesi e nati durante la fine degli anni ’90. I troppi punti in comune con la seconda generazione non possono essere solo coincidenze, bensì conferme. Girafarig e Dunsparce ne sono la prova, non perdiamo altro tempo dunque ed andiamo con il quarto capitolo!

    Farigiraf

    Girafarig è rimasto a lungo senza un’evoluzione, almeno fino al 2022 dove, tramite l’apprendimento della mossa Doppioraggio (Twin Beam), riesce finalmente ad ottenere una forma migliore di sé stesso.

    A destare curiosità però è la sua pre evoluzione perduta. Sì perché nella BETA di Oro del 1996, Girafarig era lo stadio finale di Twins, Pokémon embrionale di tipo Normale/Buio richiamante il concetto dei gemelli siamesi. Anche Girafarig inizialmente era di tipo Normale/Buio, e non Normale/Psico.

    Il nome del BETA-mon è indubbiamente simile alla mossa (in inglese) introdotta in nona generazione, ed il fatto che ora il Pokémon non sia più diviso tra parte “buona” e parte “malvagia“, è la consacrazione di un percorso di redenzione nei confronti di questa creatura. Inizialmente quest’essere doveva combattere una continua lotta tra luce ed oscurità. Da Oro e Argento in poi, però, si è deciso per una forma più mansueta, la quale su Scarlatto & Violetto avrebbe raggiunto il pieno controllo della metà sadica inglobandola e piegandola alla propria volontà.

    Dudunsparce

    Prima di procedere, è doverosa una piccola analisi. Almeno in principio, Dunsparce era ispirato allo Tsuchinoko, essere della mitologia giapponese velenoso, capace di parlare agli esseri umani, incline all’alcol e alle menzogne, e solito mettere in bocca la sua stessa coda, per formare un cerchio e scappare via rotolando come una ruota.

    Tuttavia, crediamo oggi che le origini dell’evoluzione del Pokémon Terraserpe siano da spostare altrove. Dudunsparce potrebbe essere associato all’Uroboro, figura mistica presente sin dall’antico Egitto, raffigurante un serpente che, mordendosi la coda, forma un cerchio senza fine simboleggiando l’unità.

    In molti si sono lamentati della semplicità del design di Dudunsparce, ma è quanto di più vicino alla sua possibile ispirazione. Tanti Dunsparce che, mordendo la coda l’uno dell’altro, formano un essere più potente, ma soprattutto, unito contro le avversità patite da stadio base. Infine, tutti i riferimenti coniati nel 1996 con la terra ed il suo “trivellare“, rimangono ad oggi e la sua mossa evolutiva Ipertrapano ne è la conferma.

    Vi siete persi i primi tre capitoli di questa speciali? Nessun problema, eccovi i link per recuperarli tutti!

    1.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Lokix e Peldisabbia

    2.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bellibolt e Dondozo

    3.Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bombirdier e Saccoferreo

  • Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bombirdier e Saccoferreo

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bombirdier e Saccoferreo

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    Abbiamo potuto constatare nel corso degli anni come Pokémon, ed in generale il team di GameFreak, agiscano durante la creazione e l’ideazione di una nuova generazione. Milioni di idee si riducono a migliaia di concept, che ancora si riducono a centinaia di creature effettivamente ufficializzate e rilasciate.

    La nostra serie di speciali proverà a capire se tra i BETA-mon trapelati e mai pubblicati in prima e seconda generazione, si possa nascondere qualche “antenato” rinato in nona generazione sotto nuove spoglie. Non perdiamo altro tempo ed andiamo con il terzo capitolo!

    Bombirdier

    Tutto l’internet, all’uscita dei giochi di nona generazione, ha ricordato il simpatico Pokémon Cicogna della BETA di Oro del 1997. Bombirdier dà vita ad un’idea vecchia 25 anni, ma sempre accantonata, forse perché non si voleva ripetere lo stesso errore fatto con Kangaskhan: un Pokémon Base che nasce dalle uova con un suo cucciolo già al seguito.

    Pur partendo dalla stessa ispirazione, i due Pokémon sono ben distinti e separati. Se nel primo caso troviamo una creatura affabile, materna e bonaria, dall’altra Bombirdier è letteralmente quello che suggerisce il nome, un uccello bombardiere. Anche la sua descrizione PokéDex non lascia spazio alle supposizioni: questo mostriciattolo tascabile adora far cadere le cose che tiene nel suo “grembiule” fatto di piume intrecciate, e percepirne il tonfo non appena toccano il suolo. Crediamo proprio che l’avergli assegnato il tipo Buio non sia stata una casualità. Gli sviluppatori volevano distinguere nettamente la cicogna passata nettamente più affabile, da quella poi rilasciata ufficialmente, decisamente più bellicosa.

    Saccoferreo

    Abbiamo diversi punti da elencare se parliamo di Saccoferreo. In primis il PokéDex ci dice che è stato avvistato solo due volte in passato e che se ne è parlato in una rivista sul paranormale come prodotto di un’antica civiltà. Quindi, assodato il fatto che tale Pokémon sia una forma paradosso futura ma anche passata, cosa ha da spartire con Gift, nome del BETA-mon?

    Ebbene, Gift, antenato di Delibird, non era di tipo Ghiaccio/Volante, ma al costo di perdere il riferimento ornitologico, acquisiva il tipo Acqua, proprio come Saccoferreo. Pare anche che entrambi dispongano di “mani libere” (almeno nella prima versione), a differenza di Delibird che è sempre intento a tener la coda simulando il sacco di Babbo Natale. Potremmo forse dire allora che le descrizioni del PokéDex siano un omaggio alle due forme BETA del Pokémon Consegna? Chissà, solo il tempo potrà darci risposte!

    Se volete recuperare il primo ed il secondo capitolo di questi speciali, potete cliccare sugli appositi link!

  • Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bellibolt e Dondozo

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Bellibolt e Dondozo

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    La nostra serie di speciali proverà a capire se tra i BETA-mon trapelati e mai pubblicati in prima e seconda generazione, si possa nascondere qualche “antenato” rinato in nona generazione sotto nuove spoglie. Non perdiamo altro tempo e iniziamo con il secondo capitolo!

    Bellibolt

    Politoed nel corso della sua ideazione è stato vittima di numerosi re-styling. Alla fine, quello rilasciato al pubblico, ha fatto un po’ tutti contenti, ma il suo antenato più “rana” e meno “cartoonesco” oggi potrebbe aver ispirato la fisionomia di Bellibolt.

    Certo, i bulbi laterali sono diventate protuberanze estetiche, piuttosto che occhi, poiché questi sono i puntini gialli sopra la bocca. Tuttavia la fisionomia dei due Pokémon è parecchio simile e Bellibolt, benché sia di puro tipo Elettro, può imparare parecchie mosse di tipo Acqua, tra cui anche Pioggiadanza.

    Dondozo / Overqwil

    Quelle che vedete nelle immagini, sono due evoluzioni (distinte o consequenziali non ci è dato saperlo) per Qwilfish. Nella BETA di Pokémon Oro del 1997, entrambi gli sprite sono presenti, ma non “datati” con il codice sorgente. Sappiamo solo il nome in giapponese del secondo, Shibirefugu, “pesce stupido“, e le somiglianze con il nostro Dondozo si sprecano: labbra carnose, coda piatta e bianca, qualche spunzone sul dorso e ventre, e occhi a palla distanti quasi laterali, inoltre nel Pokédex di Paldea è definito “poco intelligente“. Oggi finalmente Qwilfish ha ottenuto un’evoluzione perduta, Overqwil, che indubbiamente fa parte della nona generazione benché sia stata inserita in Leggende Pokémon: Arceus.

    Se volete anche leggere anche il primo capitolo, vi lasciamo il link!

  • Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Lokix e Peldisabbia

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon a Paldea: Lokix e Peldisabbia

    Pokémon Scarlatto e Violetto, dai BETA-mon di prima e seconda generazione, a Paldea: eccovi tutte le possibili ispirazioni.

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    Abbiamo potuto constatare nel corso degli anni come Pokémon, ed in generale il team di GameFreak, agisca durante la creazione e l’ideazione di una nuova generazione. Milioni di idee si riducono a migliaia di concept, che ancora si riducono a centinaia di creature effettivamente ufficializzate e rilasciate.

    La nostra serie di speciali proverà a capire se tra i BETA-mon trapelati e mai pubblicati in prima e seconda generazione, si possa nascondere qualche “antenato” rinato in nona generazione sotto nuove spoglie. D’altronde, abbiamo già avuto conferma che il Pokémon Squalo o il Pokémon Koala esistevano nelle menti degli sviluppatori fin dagli albori del brand. Tuttavia la loro rivelazione al pubblico è avvenuta in terza generazione con Sharpedo ed in settima con Komala. Non perdiamo dunque altro tempo e cominciamo!

    Nymble / Lokix

    I due back-sprite appartengono alla BETA di Pokémon Verde trapelata nel web ormai 3 anni fa. Con molta probabilità si trattava di insetti (cicale?) associati in un qualche modo ai samurai, vista la protuberanza sul capo che ne imita la tipica capigliatura. Inoltre, la mossa Sostituto inserita nei giochi ufficiali fin dagli albori del brand, aveva il nome giapponese Utsusemi no jutsu, che si potrebbe tradurre con “tecnica dell’involucro della cicala vuoto“. Chissà, come Conversione per Porygon, Sostituto almeno inizialmente poteva essere la mossa esclusiva di quest’insetto samurai. A distanza di 25 anni, tale idea forse ha finalmente preso vita con Nymble e Lokix, che somigliano più a locuste che cicale, ma le loro “arti marziali” sono ben visibili. Soprattutto con il motivo sul ventre di Lokix, raffigurante una cintura tipica da Karate e la sua indole nello sferrare calci potenti in salto.

    Peldisabbia

    Abbiamo poco da sottolineare in questo caso. Tra Magnemite e Magneton estive, almeno in origine, un’evoluzione intermedia mai rilasciata. Tale creatura, di cui a noi arriva solo il back-sprite, era un Magneton privo di calamite inferiori o, per lo meno, non visibili da questa prospettiva. Peldisabbia si avvicina parecchio a questo concept, poiché le calamite inferiori non sono ai lati come la sua forma presente, ma usate come gambe, e quindi molto in basso rispetto allo standard. Probabilmente le idee su quel primo stadio evolutivo non sono mai state scartate del tutto, ed hanno dato a questa linea evolutiva sia un’ulteriore crescita con Magnezone in quarta generazione, sia la forma paradosso a Paldea, appunto Peldisabbia.

    Se volete anche leggere il secondo capitolo, vi lasciamo il link non appena sarà dispobile!

  • Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente: analisi completa di quanto visto fino ad ora

    Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente: analisi completa di quanto visto fino ad ora

    Dopo aver parlato di quanto visto nel trailer del Pokémon Presents, oggi siamo qui per analizzare più nel dettaglio Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente.

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    Le fonti per le informazioni di questo articolo sono ovviamente il trailer ufficiale, le informazioni rilasciate sul sito e quelle ricavate dal press site sui giochi. Per questa analisi ci concentreremo su quanto non comunicato ufficialmente durante il Presents, quindi non riparleremo di informazioni che abbiamo già affrontato come le novità principali annunciate sui due titoli. Al contrario, l’obbiettivo sarà quello di scovare e trattare alcuni dettagli un po’ più nascosti, alcuni dei quali ci erano sfuggiti nelle notizie precedenti. Nell’ultima sezione di questo articolo, invece, proveremo a fare una conclusione su quanto ci piacerebbe vedere in questi titoli che non è ancora stato mostrato.

    Gli elementi nascosti nel trailer: i Pokémon

    Il trailer rilasciato da The Pokémon Company il 18 agosto era abbastanza didascalico, tanto da dedicargli un altro segmento per la spiegazione di tutte le meccaniche appena mostrate: ciò nonostante, sono per forza di cose passati in sordina una serie di elementi molto importanti, in particolare la comparsa di alcuni Pokémon che sono simbolicamente rilevanti per vari motivi. Un elemento che dovrà essere verificato nel gioco completo, infatti, sarà la presenza o no del Pokédex di Pokémon Platino che, lo ricordiamo, era decisamente ampliato rispetto all’originale. Se vi ricordate, nel trailer di febbraio era già stato mostrato un Porygon-Z, catturabile solo nel terzo titolo di quarta generazione, ma non sembra finita qui. Infatti, durante il trailer, sono stati mostrati moltissimi Pokémon che compaiono soltanto in Platino. Questi appaiono in diverse situazioni: ovvero nelle battaglie normali, nelle nuove super gare e, infine, nei rifugi Pokémon dei grandi sotterranei. Non sappiamo in che modo saranno ottenibili, ma l’unica cosa sicura è che saranno presenti all’interno del gioco, laddove negli originali mancavano. Specifichiamo che alcuni di questi sono appartenenti alla stesse linea evolutiva.

    Pokémon appartenenti al Podédex di Platino:

    • Gardevoir e Gallade della linea evolutiva di Ralts
    • Espeon e Leafeon della linea evolutiva di Eevee
    • Altaria che si evolve da Swablu
    • Togepi e Togekiss
    • Houndoom che si evolve da Houndour (l’unico di questi Pokémon a comparire nei grandi sotterranei)
    • Magneton della linea evolutiva di Magnemite
    • Tangrowth che si evolve da Tangela (mostrato mentre segue l’allenatore nell’overworld)
    • Yanmega che si evolve da Yamna
    • Rhyperior della linea evolutiva di Rhyhorn
    • Dusknoir della linea evolutiva di Duskull
    • Scizor che si evolve da Scyther
    • Electivire della linea evolutiva di Elekid
    • Magmortar della linea evolutiva di Magby
    • Froslass che si evolve da Snorunt
    • Absol

    Incluso anche Porygon-Z e, dando per scontata la sua presenza, anche Giratina, saremmo di fronte ad un numero enorme di nuovi Pokémon, tanto ormai da dare per certo il fatto che giocheremo con il Pokédex di Platino. Inoltre, parlando di Pokémon, gli elementi interessanti non sono finiti. Infatti, durante il trailer, abbiamo potuto ammirare un esemplare di Munchlax. Questo era ottenibile anche nei titoli originali, ma solo dopo un procedimento lunghissimo che coinvolgeva gli alberi di miele sparsi per la regione. La sua presenza nei rifugi Pokémon, dunque, sembrerebbe confermare il fatto che la sua cattura sia decisamente più semplice in questi nuovi remake. Un’ipotesi, stando a quanto è stato detto nel trailer, è che la sua apparizione in quelle zone sia dovuta alla statua rappresentante Snorlax che appare nella base dell’allenatore protagonista. Da quanto ci è stato detto, saranno le statue ad influenzare quali Pokémon appariranno nei diversi biomi sotterranei che visiteremo. A proposito di questo, tra l’altro, è interessante notare come ci siano state mostrate anche le statue di Charizard e Venosaur, non facenti assolutamente parte del Pokédex dei tre titoli di quarta generazione. Infine, negli ultimi secondi di trailer, compare anche Lanturn, Pokémon di seconda generazione che non era presente nel dex di quarta generazione, ma era catturabile solamente con il super amo nel post game. Bisognerà capire se questi giochi avranno un Pokédex espanso anche oltre quello di Platino, oppure se Pokémon come questi saranno ottenibili una volta ottenuto il Pokédex Nazionale.

    Gli altri elementi nascosti

    L’analisi del trailer, però, non è finita qui. Ci sono infatti diverse altre considerazioni interessanti da fare, a partire da alcuni frame mostrati. Rimandando l’analisi completa della mappa al prossimo paragrafo, ci concentreremo in particolare su un altro punto: il ritorno delle MN. In due punti del trailer, infatti, è possibile scorgere delle zone in cui saremo obbligati ad usare le leggendarie macchine nascoste, utilizzate da Game Freak dalla prima alla sesta generazione. Negli ultimi anni la software house aveva invece optato per delle feature decisamente più a vantaggio della quality of life in game, facendo risparmiare ai giocatori inutili fatiche, come quella di precludere uno spazio mossa ad un Pokémon per dovergli insegnare obbligatoriamente la MN. Speriamo dunque che questa meccanica venga implementata da Ilca senza farci tornare alla scomodità del passato, magari prendendo spunto proprio dagli ultimi titoli della serie. Nel trailer, in due frame distinti, possiamo scorgere location che richiedono l’uso di scalaroccia e taglio, ovvero 2 delle 9 MN totali presenti in quarta generazione.

    Affianco a questo ritorno ci sono delle altre cose da analizzare. Innanzitutto sono da notare alcuni dei miglioramenti presenti all’interno del nuovo trailer, come un utilizzo delle ombre molto più realistico oppure il fatto che i Pokémon al seguito dell’allenatore sembrano ora non seguire più un percorso prefissato ma, al contrario, possono tagliare o accorciare le proprie traiettorie per seguire meglio il nostro protagonista. Tra l’altro, a proposito di miglioramenti tecnici, vi rimandiamo a questo nostro articolo sulle differenze tra il primo trailer e quello dell’ultimo Pokémon Presents!

    Infine, come ultimo elemento da evidenziare, parliamo delle basi segrete e, più nello specifico, delle statue con cui decorarle. All’ingresso, infatti, sembrerebbe esserci una sorta di luce che cambia colore in base alla tipologia di decorazioni che inseriremo nella nostra base. Il colore di questo oggetto passa da bianco, a grigio, a rosso, a verde e infine di nuovo a rosso. Non è chiaro quale sarà esattamente il criterio che determinerà questi cambiamenti e se avrà degli effetti sui Pokémon presenti nei rifugi sotterranei, ma un’ipotesi potrebbe essere che sia il tipo prevalente dei Pokémon nelle basi segrete a modificare il colore della luce.

    Analisi della mappa di Sinnoh

    Come preannunciato nel paragrafo precedente, proseguiremo con l’analisi della mappa di Sinnoh di Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente, pubblicata sul sito ufficiale di Pokémon e decisamente importante nel chiarire alcuni punti. Ovviamente non analizzeremo ogni singolo angolo di questa mappa, visto quanto è famosa, ma cercheremo di individuare alcuni punti chiave specifici. Dopo un’attenta osservazione risulta chiaro che, quanto ci troveremo ad esplorare in questo gioco non sarà la mappa presente in Pokémon Platino ma, al contrario, quella classica di Diamante e Perla. Tra l’altro sono presenti alcuni elementi interessanti anche nei trailer. Per esempio, in una scena, compare quella che sembrerebbe essere la Gran Palude, ovvero la zona safari di Sinnoh. Confrontando quello che vediamo nel trailer con le mappa dei giochi originali e con quella di Platino, (quest’ultimo aveva una conformazione diversa di quest’area) ci si rende conto che quel punto specifico sembrerebbe apparire soltanto nella Palude di Diamante e Perla. Lo stesso sembra valere per un’altra scena in cui vediamo la Sede Galassia, quartier generale generale del team situato nella città di Rupepoli. Le pareti, che in Pokémon Platino erano di colore grigio e rosso, sono qua completamente blu, esattamente come nei giochi originali. Questi sono due degli elementi principali che confermano che la mappa di questi remake non sarà quella del terzo titolo di quarta generazione, almeno non lo sarà per la maggior parte. Continuando con l’analisi, passando nello specifico all’immagine della regione pubblicata, possiamo notare che la grande zona a nord-est dedicata al post game ospita apparentemente soltanto la torre lotta, smentendo le ipotesi di poter vedere il parco lotta di Platino, una versione ampliata di quanto visto con il giardino lotta in Diamante e Perla. Ci sarà invece il gradito ritorno del Parco Amici, ipotizzando che possa servire in qualche modo nell’interazione con Pokemon Home. Continuando, possiamo notare come le isole dedicate ai misteriosi siano invece le stesse. Ricordiamo infatti che l’isola Lunanuova, dimora di Darkrai, era sbloccabile tramite evento e non era presente neanche nella mappa di Pokémon Platino. Al contrario l’isola Lunapiena, compare in questa nuova mappa, esattamente come nella mappa dei giochi originali. Dato interessante è che, in un frame del trailer, sembriamo scorgere la zona adiacente alla locanda del marinaio a Canalipoli, luogo in cui cominciava l’evento di Darkrai. Resta ancora da capire se e come questi Pokémon saranno resi catturabili all’interno del gioco anche perché, per esempio, potremo ottenere Menaphy solo tramite dono segreto con particolari condizioni.

    Analisi della mappa dei grandi sotterranei

    Ci concentreremo, per concludere, sull’analisi di una delle novità che, fino ad adesso, hanno destato più entusiasmo nei giocatori: parliamo ovviamente dei grandi sotterranei, delle versione riviste e ampliate degli originali. In particola le zone più interessanti saranno quelle dei nuovissimi rifugi Pokémon, una sorta di mix tra delle terre selvagge in miniatura e una trasposizione di quanto visto in Pokemon Let’s Go. Qui, all’interno di tanti biomi differenti, potremo catturare Pokémon oppure andare alla ricerca di tesori e fossili rari, il tutto anche in compagnia di altri giocatori. Sempre sul sito ufficiale è stata rilasciata una bellissima mappa di questa zona che, anche se forse non precisissima, sembrerebbe ricoprire l’intera superficie sotterranea di Sinnoh. Nell’immagine possiamo vedere come la zona sia apparentemente divisa in 6 diversi biomi. Questi, almeno dalla mappa, saranno delle zone separate con delle macroaree e una serie di corridoi labirintici. L’elemento più interessante è che, a patto di zoomare, possiamo scorgere 4 Pokémon che non erano presenti nei Pokédex di Sinnoh: ovvero Numel, Slugma, Farfetch’d e Skiploom. La presenza di questi mostriciattoli tascabili apre alla possibilità di vederne molti altri che non erano presenti precedentemente. Resta da capire, appunto, se questa sarà una zona post game in cui catturare nuovi Pokémon, magari una volta ottenuto il Pokédex Nazionale, oppure se quello di Pokémon Diamante e Perla Splendente sarà un vero e proprio dex espanso, comprendente, magari, alcune nuove catture appartenenti alle generazioni successive. A conferma della prima ipotesi, da pochissimo, The Pokémon Company ha rilasciato parecchie nuove immagini sui remake, tra le quali spicca una in cui Bidoof viene segnato con il numero Pokédex 399, ovvero la posizione che occupa in quello Nazionale.

    Inutile dire che speriamo, da qui all’uscita, di poter vedere diverse altre novità sui due giochi. L’apparente fedeltà di questi due remake per quanto riguarda storia principale e mappa di gioco ha come contro altare un Pokédex che invece sembra decisamente espanso. In quest’ottica, le vere novità di Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente potrebbero concentrarsi tutte nel post game. A riguardo, ci sorprende il fatto che non ci sia stata nessuna menzione a Giratina, come se Ilca e The Pokemon Company tenessero in serbo una grande sorpresa da rivelare a poche settimane dal lancio ufficiale. Impossibile non pensare al mondo distorto o, quantomeno, ad una sorta di episodio post game in linea con quanto visto con l’episodio Delta. Parlando delle nuove forme dei leggendari, invece, le probabilità scendono sempre di più. Da ultimo non è ancora da escludere il ritorno delle mega evoluzioni. Rimaniamo in attesa di sapere di più, con la speranza che questi remake ci possano sorprendere!

    Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente usciranno il 19 novembre sulle console della famiglia di Nintendo Switch. Vi ricordiamo di continuare a seguirci per leggere tutte le novità su questi attesissimi remake!

  • [Rumor]: Nintendo Switch Pro, cosa aspettarci e cosa ne pensano i fan

    [Rumor]: Nintendo Switch Pro, cosa aspettarci e cosa ne pensano i fan

    In un recente articolo d, diversi analisti hanno parlato di un possibile Nintendo Switch Pro, e se ne parla ormai da parecchio tempo.

    A tal proposito esistono due differenti filoni di pensiero. Il primo filone, meno numeroso, teorizza che Nintendo non abbia motivo per lanciare un nuovo modello, con il rischio di confondere gli acquirenti meno esperti, e ridurre le vendite dell’ultima console pubblicata, ovvero la Nintendo Switch Lite. Altri, raggruppati nel secondo filone, dicono che la Nintendo Switch comincia ad essere alla fine del suo ciclo di vita, durato quasi 3 anni, un’eternità nel mondo videoludico, e che abbia bisogno di un upgrade più corposo rispetto all’aumento della batteria e del piccolo miglioramento del display, previsto nelle ultime versioni.

    Possiamo anche dire che tra non molto le software-house concorrenti tireranno fuori le unghie, grazie all’imminente uscita, alla fine dell’anno, della PS5 ed Xbox Series X. Nintendo, quindi, non può rimanere indifferente ad una possibile aggressione della propria quota di mercato. (Ne abbiamo parlato più diffusamente qui)

    “Non ho alcun dubbio sul fatto che Nintendo lancerà una Switch Pro nel 2020, penso ad un prezzo di $399. credo che avrà, supporto al 4k, cartucce più grandi, e componenti più potenti. Penso anche uscirà dopo le vacanze estive 2020, per contrastare l’imminente uscita delle rivali Playstation ed Xbox. Penso anche che sarà lanciata con un esclusiva first-party venduta assieme alla console.”
    Analisi del Dr. Serkan Toto nell’articolo precedentemente citato, tradotta.

    Aumento della risoluzione

    Per adesso, la Nintendo Switch, ha una risoluzione di 1080p in modalità docked, e 720p in modalità portatile. Nella prima la risoluzione garantisce un aspetto soddisfacente anche sulle TV più grandi, comunque migliorabile, mentre in modalità portatile, è adeguato alla dimensione dello schermo. Se Nintendo aumentasse la diagonale in pollici del display, sarebbe da migliorare la qualità del video. Una possibilità che Nintendo può implementare consiste nell’upscaling al 4k, ovviamente in modalità docked, ma non è tra le opzioni più probabili, anche per la resa grafica sicuramente non da urlo.

    Un processore più potente

    Nella versione rivisitata della Nintendo Switch ed anche nella versione Lite, viene adoperato il processore Tegra X1 versione “Mariko”, più potente della sua prima versione, e con un minore consumo di risorse e batteria. Non ci sono stati miglioramenti di prestazioni, ma il processore né sarebbe capace, quindi invece di cambiarlo potrebbero sfruttare a pieno quello attuale.

    Esteti più accattivante e “premium”

    La scocca dell’attuale Nintendo Switch, è in plastica, ma nella sua versione pro, potrebbe essere fatta in metallo, secondo i rumor, in lega di magnesio. Darebbe un look molto più “premium” e di alta qualità.

    Anche i bordi della Switch al momento sono enormi, e potrebbero diminuirli in un’ eventuale versione pro, dando un look più moderno e “premium”. Questo miglioramento andrebbe a braccetto con l’aumento della grandezza e della risoluzione dello schermo.

    Caratteristiche extra

    Quasi sicuramente, sarà aggiunta la possibilità di utilizzare delle cuffie wireless, ormai molto diffuse, anche se è già possibile utilizzare dei gadget di terze parti per farle funzionare.

    Si vocifera anche un’aggiunta del 5G, o comunque un utilizzo delle reti mobili tramite SIM. Il 5G sta già prendendo piede in molte parti del mondo e costituirebbe una feature interessante, seppur in Italia ancora poco diffusa.

    Una versioni fissa, tradizionale

    Prima della pubblicazione del Nintendo Switch Lite, tutti credevano che Nintendo non avrebbe mai rilasciato una Switch che non “switcha” ma da allora, la possibilità di una versione esclusivamente casalinga si è fatta più concreta, anche perché, costerebbe meno fare una versione potente senza dover pensare alla portabilità. Ciò permetterebbe di ridurre i costi di produzione e di conseguenza, abbassare i prezzi.

    Che cosa ne pensa la community?

    Questi sono dei sondaggi posti da nintendolife riguardo un eventuale Nintendo Switch Pro.

    Domanda: saresti Interessato a cambiare la tua switch attuale con un modello pro?
    Risposte: SI, dipende dal prezzo e dalle funzionalità, NO
    Domanda: Quanto ti aspetteresti di pagare per una Switch pro con almeno 3 delle funzionalità elencate sopra

    Le feature più richieste dalla community sono:

    • Supporto al 4k
    • Bordi ridotti

    E voi cosa ne pensate? Quali sono le future che più vorreste? Avete intenzione di aggiornare la vostra switch in futuro?
    Fatecelo sapere con un commento!