Tag: Teoria Pokémon

  • Mewtwo, la storia metaforica di una leggenda

    Mewtwo, la storia metaforica di una leggenda

    Oggi, 6 febbraio, è una giornata importantissima per tutti gli amanti dei mostriciattoli tascabili. Infatti, dalle memorie della Villa Pokémon, oggi è la data di nascita della prima, grande leggenda del mondo Pokémon: Mewtwo. Il Pokémon Genetico, infatti, ha dietro di sé una storia molto articolata, passando tra giochi, film e manga. Oggi approfondiremo questa leggenda, scoprendo la grande metafora che questo Pokémon rappresenta.

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    Fuji, uno scienziato disperato

    Mewtwo, come tutti sappiamo, è stato portato in vita dal Team Rocket, capitanato dal malvagio Giovanni, a partire da un pezzetto del DNA di Mew. Lo studioso che ha diretto le ricerche, come spiegatoci nei giochi e nei film, è il Dottor Fuji, personaggio apparso solamente all’interno dei film “Pokémon Il Film – Mewtwo contro Mew” e “Mewtwo colpisce ancora – L’evoluzione“. Inoltre, Fuji compare anche in un episodio della miniserie animata “Pokémon Le Origini“.

    Ovviamente, dato il nome, ciò che ci viene subito all’occhio è che probabilmente il Dr. Fuji corrisponde a Mr. Fuji dei videogiochi Pokémon. La cosa più probabile è che Mr. Fuji e Dr. Fuji siano la stessa persona, ma che, dopo la creazione di Mewtwo, egli si sia pentito e abbia iniziato una nuova vita, in preda alla disperazione.

    Infatti, come sappiamo dal cortometraggio “La storia sull’origine di Mewtwo“, il Dr. Fuji aveva una figlia, Amber, che però morì quando ancora era bambina. Disperato, Fuji dedicò la sua intera vita alle ricerche sulla clonazione, attirando però l’attenzione di Giovanni, che lo costrinse a lavorare per lui per la creazione di un Pokémon potentissimo.

    Dopo aver osservato i danni causati da Mewtwo a causa della sua rabbia e della sua sofferenza, Fuji appese il camice per sempre, dedicandosi all’aiuto dei Pokémon soli, come lui prima di loro. Ora che però abbiamo visto i protagonisti della grande leggenda, andiamo ad osservare la vera e propria creazione del Pokémon Genetico.

    La nascita di Mewtwo

    Nei sotterranei della Villa Pokémon, nella Regione di Kanto, tutti sappiamo che sono stati rinvenuti dei diari appartenenti al Dr. Fuji, scritti durante le ricerche svolte su Mewtwo. Il primo di questi diari risale al 5 luglio di un anno non specificato e cita: “Guyana, Sudamerica. È stato scoperto un nuovo Pokémon nel cuore della giungla.”

    A molti di voi sembrerà strano il fatto che si parli del Guyana, paese del Sudamerica, ma ai tempi di Pokémon Rosso e Verde Game Freak aveva già inserito più volte riferimenti al mondo reale nei giochi Pokémon. Ovviamente, qualche anno dopo, questo piccolo dettaglio è stato risolto grazie all’Isola Suprema nella versione giapponese di Pokémon Smeraldo. Infatti, in quest’isola che sembra una giungla, possiamo trovare il Pokémon Mew, oltre ad un particolare cartello con scritto “” che si legge “ji“. Questo sembra essere il residuo della firma del Dr. Fuji lasciata sull’isola dove è stato scoperto Mew.

    La ribellione di Mewtwo

    Il secondo diario, però, non rivela grandi dettagli, poiché cita: “Abbiamo chiamato Mew il Pokémon appena scoperto“, ma il terzo, scritto nel 6 febbraio dell’anno successivo, dice: “Mew ha dato alla luce un nuovo Pokémon. Abbiamo chiamato Mewtwo il piccolo.” L’ultimo diario, infine, è stato scritto il 1° settembre. Ciò significa che Mewtwo non è da sempre stato ribelle e potente, ma ci ha messo più di metà anno per accrescere la sua forza. Quello che però non sappiamo è cosa è successo tra il 6 febbraio e il 1° settembre. La crescita di Mewtwo è stata regolare? O magari i parametri non sono mai stati buoni? Una risposta porterebbe alla luce molte intenzioni e pensieri del Dr. Fuji, ma purtroppo non sappiamo nulla, per ora.

    1 settembre. mewtwo è davvero potente. non riusciamo a contenere i suoi istinti feroci.

    Questo è l’ultimo diario che viene reperito nella Villa Pokémon, il che indica che probabilmente è stato scritto il giorno stesso della ribellione di Mewtwo. Tuttavia, la traduzione italiana non è in grado di farci capire la paura di Fuji nel momento, ma la versione giapponese ci viene incontro: “1 Settembre. Il Pokémon Mewtwo è troppo potente. È inutile… Non riesco a controllarlo!” Fuji è spaventato, ma già sa come finirà la Villa Pokémon e con essa il suo progetto, perciò si arrende alla forza immensa di Mewtwo.

    “Pokémon: La Grande Avventura” e la reale genesi di Mewtwo

    La ormai famosissima serie di manga “Pokémon: La Grande Avventura“, racconta però una storia estremamente diversa. Infatti, all’interno del capitolo “VS Tauros“, Mewtwo compare ancora rinchiuso nella sua cisterna, ma il suo creatore non è più il Dr. Fuji, bensì Blaine. Il Capopalestra è legato a Mewtwo in un modo ben diverso rispetto a quello di Fuji. Difatti, Blaine ha utilizzato una parte delle sue stesse cellule per aiutare la creazione del Pokémon Genetico, legandolo così inevitabilmente alla sua vita.

    Blaine, però, non è chi noi pensiamo. Blaine, all’interno del manga, è uno scienziato del Team Rocket, ma non è il Capopalestra visto in Pokémon Rosso e Blu, tantomeno quello visto nell’anime. Infatti, inizialmente, Pokémon doveva avere ben due Blaine, uno che sarebbe stato Capopalestra dell’Isola Cannella, l’altro, il vero Blaine, uno scienziato del Team Rocket collegato geneticamente a Mewtwo.

    Questa idea è stata sicuramente scartata, ma ancora oggi persiste proprio grazie al manga “Pokémon: La Grande Avventura”, che probabilmente ci racconta la primordiale e reale storia di Mewtwo, senza l’esistenza di Dr. Fuji, senza l’esistenza di uno scienziato in preda alla disperazione per la perdita della figlia. Blaine è parte del Team Rocket e studia la clonazione semplicemente a scopo malvagio, senza avere sotto una morale. Tuttavia, grazie a Rosso, lo scienziato si pente e abbandona il Team Rocket, intento ad aiutarlo e a calmare l’animo della sua creazione.

    In conclusione

    Da una parte, Mewtwo è nato come una macchina da guerra, cresciuto dai sacrifici di uno scienziato che ha, letteralmente, dato sé stesso alle sue ricerche. Dall’altro lato, abbiamo un Mewtwo semplicemente pieno d’odio, creato dalla disperazione dell’essere umano che studia per colmare un vuoto nel proprio cuore. La nascita di Mewtwo è la rappresentazione delle emozioni negative dell’uomo, che però si pentirà e tornerà sempre sui suoi passi, cercando di appacificarsi con il suo lato “cattivo“. D’altronde, è quello che tutti noi facciamo, no?

  • [TEORIA] AZ e Galar: un viaggio nella mitologia antica alla scoperta dei loro legami

    [TEORIA] AZ e Galar: un viaggio nella mitologia antica alla scoperta dei loro legami

    Eccoci tornati, dopo quasi 20 giorni, su un’altra teoria Pokémon … questa volta in piena quarantena. Anche quest’oggi andremo ad analizzare e riportare il frutto del lavoro dell’utente Reddit markdmo, che, proprio come l’ultima sua teoria riportata in un nostro articolo, ha creato un post su Reddit e un video su Youtube dove espone le sue congetture, in lingua inglese.

    Stavolta non ci concentreremo sull’ispirazione mitologica di Pokémon Spada e Scudo o del suo antagonista, ma sempre della regione di Galar si parla… Oggi, però, metteremo principalmente le mani su un vecchio, potente personaggio del franchise… stiamo parlando del re immortale di Kalos, AZ.

    AZ come Alfa e Omega

    La storia di AZ: La sua punizione eterna

    Prima però, per rinfrescarci la memoria, ripercorriamo insieme la storia di AZ… Egli è su questa terra da ben 3000 anni, e ai suoi tempi era re di Kalos. Durante il suo regno, scoppiò una guerra contro un altro territorio, e il suo amato Pokémon, Floette, venne mandato a combattere. Ma, durante la battaglia, il Pokémon venne ucciso… Addolorato più che mai, AZ costruì una gigantesca macchina per riportarlo in vita, che assorbiva però la forza degli altri mostriciattoli tascabili. Il piano di AZ fu un successo, Floette era tornato in vita! Ma, ormai avendo perso il senno, il re decise di trasformare la sua macchina in una temibile arma, che distrusse entrambi gli schieramenti e pose fine alla guerra.

    Floette, però, disgustato da ciò che il suo allenatore aveva fatto, lo abbandonò. L’energia della macchina aveva reso AZ più alto degli altri uomini e, soprattutto, immortale, costringendolo a vivere in eterno vagando alla ricerca del suo amico, in un pentimento senza fine.

    “Io sono l’alfa e l’omega, il principio e la fine.”

    Dopo aver riletto la storia di AZ, procediamo senza indugi con l’analisi del personaggio, per poi arrivare alla sua ispirazione. Per prima cosa il nome: AZ, la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto, che vedremo essere un riferimento alla pratica della scrittura, ma anche alla sua immortalità. Infatti, la A e la Z possono essere ricondotte a Alfa e Omega, la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco, che insieme formano una simbologia ricorrente in molte culture, come… quella cristiana. In effetti, l’Alfa e l’Omega appaiono nel Libro della Rivelazione, l’ultimo libro del Nuovo Testamento cristiano che narra dei giorni antecedenti all’Apocalisse

    Dal Libro della Rivelazione, verso 21:6: “Ogni cosa è compiuta. Io sono l’alfa e l’omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell’acqua e della vita.

    Come si può leggere, l’alfa e l’omega rappresentano, rispettivamente, l’inizio e la fine di tutto, che vengono ricollegati a Dio, il quale anch’esso è principio e fine di tutto. Casualmente, questo verso è molto simile a quello che possiamo leggere negli archivi di Elisio su AZ: (tradotto dall’inglese) “Il nome del re era AZ, ed era sia la fine che l’inizio. Egli usò la tecnologia come non si era mai visto a quei tempi, per unificare Kalos per la prima volta.

    La prima unificazione di Kalos, compiuta da AZ, può essere ricollegata al re Clodoveo I (466 – 511 d.C.), che fu il primo a unificare la Francia, regione a cui Kalos è ispirata. Il re Clodoveo I è connesso all’utilizzo del “Fleur de Lis”, un giglio che simboleggiava la monarchia francese. Guardate un po’, questo particolare giglio è la fonte d’ispirazione per Elisio, la macchina di AZ e Floette.

    Il dono malsano dell’immortalità

    Appurato che AZ è strettamente collegato alla simbologia dell’alfa e omega, quindi la fine del mondo, possiamo passare a un’altra sua caratteristica: l’immortalità. AZ è un uomo distrutto, costretto a vagare in eterno come punizione per le sue azioni… esattamente come… la leggenda dell’Ebreo Errante.

    L’Ebreo Errante è un protagonista di un racconto popolare europeo del ‘300, che venne definito eretico dalla Chiesa cristiana. Secondo la leggenda, di carattere cristiano, mentre Gesù si stava recando al luogo della sua crocifissione, si fermò un attimo a riposare. L’uomo che lo stava accompagnando, che non lo aveva mai riconosciuto come il Messia, gli intimò con violenza di continuare, schernendolo. Si racconta allora che Gesù maledisse l’uomo, donandogli l’immortalità ma costringendolo a vagabondare in eterno fino alla sua Seconda Venuta, il Giudizio Universale o, più semplicemente, la Fine dei Tempi

    Vi ricorda qualcuno? Magari, un’altra persona che vagabonda in eterno per espiare i suoi peccati… qualcuno che distrusse due interi eserciti con la sua macchina…

    AZ e Gilgamesh: due re dannosi per il popolo

    Chi è Gilgamesh?

    Ci stiamo per collegare alla regione di Galar… ma prima, tiriamo in ballo un altro personaggio mitologico: Gilgamesh. Gilgamesh è un eroe mesopotamico protagonista dell’Epopea di Gilgamesh, il poema più antico arrivato ai giorni nostri. Esso è una raccolta, risalente a più di 4000 anni fa, di poemi sumerici, che costituiscono, senza esagerazioni, una delle fondamenta della cultura occidentale e medio-orientale. Il racconto è passato infatti nelle mani di molti popoli antichi, soprattutto in forma orale, ricevendo numerose variazioni e insediandosi nelle loro culture. Facendovi un esempio, l’Epopea di Gilgamesh è presumibilmente una delle ispirazioni dell’Iliade e l’Odissea.

    Ma veniamo al dunque, Gilgamesh è, anch’esso, un re. Egli regnò sulla città sumera di Uruk, e in alcune versioni del racconto si narra che cercò di ottenere… l’immortalità. Con il Medioevo, però, la cultura occidentale si dimenticò di Gilgamesh e dei suoi racconti, fino al 1849. In quell’anno, un archeologo inglese, Austen Henry Layard, era in viaggio per cercare prove che dimostrassero la veridicità dell’Antico Testamento. Egli fece una scoperta eccezionale: rinvenne delle tavole di argilla incise con caratteri cuneiformi, nell’odierno Iraq. Questo tipo di tavole venne rinvenuto anche in altre aree, ed esse vennero studiate, tradotte… ed è così che Gilgamesh riemerse dall’oblio.

    Eccovi una parte del prologo: “Gilgamesh, che vide l’Abisso, la fondazione del paese, che conosceva tutto, era saggio sotto tutti gli aspetti! Egli esplorò ovunque… e imparò ogni forma di saggezza. Egli vide cosa era segreto, scoprì cosa era nascosto, riportò una storia da prima del Diluvio. Arrivò molto lontano, era stanco, trovò la pace, e scrisse tutte le sue scoperte su delle tavole di pietra. Egli costruì il bastione di Uruk, della sacra Eanna, il magazzino segreto.

    L’Abisso è Apsu, il regno di Ea, dio dell’acqua, della creazione e della saggezza. Apsu era immaginato come un grande oceano sotto la superfice della Terra. Gilgamesh è riuscito quindi a guardare dentro Apsu, e ha trovato la conoscenza infinita. Ma vediamo altre informazioni su questo eroe mitologico…

    Il tiranno che sfida gli dei

    Avendo saputo della sua saggezza e sapienza infinita avrete pensato a una figura benevola… beh, no. Gilgamesh era un tiranno che opprimeva gli abitanti di Uruk. La popolazione, allora, chiese aiuto agli dei, che inviarono un potente uomo di nome Enkidu. Enkidu sfidò Gilgamesh a duello, ma quest’ultimo vinse, ma dopo il combattimento, i due divennero carissimi amici, ognuno ammirando la forza dell’altro.

    Tempo dopo, Gilgamesh, alla ricerca di fama e gloria, uccise il semidio Humbaba. Impressionata dalla sua potenza, la dea Ishtar si innamorò di Gilgamesh, ma lui la rifiutò. Essa, allora, mandò un Toro del Paradiso ad ucciderlo, ma il re, con l’aiuto di Enkidu, uccisero a loro volta la bestia. Gli dei infine si infuriarono, maledicendo Enkidu, che morì poco dopo.

    Gilgamesh, dopo quegli eventi, venne divorato dalla paura di morire. Così, andò a visitare Utnapishtim, un uomo immortale che, avvertito preventivamente da Ea, riuscì a sopravvivere al diluvio mandato dagli dei per sterminare l’umanità (E… sì, il racconto biblico di Noè deriva proprio da questi miti).

    Egli raccontò a Gilgamesh che il suo era un caso eccezionale, e che lui non poteva diventare immortale. Lo informò, però, di una pianta che avrebbe potuto ringiovanirlo. Gilgamesh riuscì ad arrivare alla pianta, ma un serpente, mentre lui era distratto, gliela rubò e la mangiò. Alla fine del racconto, Gilgamesh realizzò che esisteva un modo per diventare immortale: la sua storia doveva essere scritta, per rimanere impressa in eterno (guardate un po’… scrittura eh?).

    Ed ecco che abbiamo molti collegamenti fra Gilgamesh e AZ: entrambi sono re, entrambi hanno commesso crimini ai danni della loro popolazione, entrambi hanno perso un carissimo amico, ed entrambi connessi all’immortalità e alla scrittura.

    Il distruttore dell’ecosistema

    Ma non è finita qui, in altri racconti si narra che la dea Ishtar piantò un albero sacro nei giardini interni di Uruk. Quest’albero divenne casa per moltissimi animali, e non solo. In particolare: un serpente iniziò a vivere tra le radici dell’albero, l’uccello mitologico Anzu fece il nido sulla sua cima, insieme ai suoi piccoli, e, infine, una giovane demone fece della base dell’albero la sua dimora.

    Piccola curiosità: la giovane demone è Lilith, che nella sua trasposizione negli antichi racconti ebraici è stata la prima moglie di Adamo, ancor prima di Eva.

    Ma, ritornando a noi, possiamo collegare quest’albero sacro all’Yggdrasil della mitologia norrena, l’albero della vita, anch’esso caratterizzato da un serpente alle radici e da un volatile sacro sulla cima. E qui arriva il bello: l’Yggdrasil può essere a sua volta collegato al trio di leggendari di Pokémon X e Y, dove Zygarde rappresenta il centro dell’ecosistema, il bilanciamento perfetto fra la vita (Xerneas) e la morte (Yveltal), proprio come l’Yggdrasil. Se ricordate, AZ, con la sua macchina, distrusse l’ecosistema di Kalos, sterminando gran parte della popolazione, sia umani che Pokémon.

    Non sarebbe divertente se Gilgamesh avesse ucciso il serpente, rompendo l’ecosistema e facendo scappare gli altri animali? Beh, lo ha fatto. Dopo questi fatti, Ishtar donò a Gilgamesh due strumenti sacri (si crede un tamburo e un flauto), che però caddero negli Inferi. Enkidu si offrì di andare a recuperarli, ma morì e rimase intrappolato negli inferi. Fu così che Gilgamesh, aiutato da Ea, riuscì a riportare infine il suo amico in vita. Oh, ma guarda un po’, ha riportato un suo amico in vita, eh? Ah… quasi dimenticavo: Gilgamesh era più alto degli altri uomini.

    AZ e Galar: un personaggio e una regione con le stesse origini

    Siamo finalmente giunti all’ultima, lunga, parte di queste analisi e ricerche. Qui scopriremo come AZ e Galar hanno le stesse, o molto vicine fra loro, fonti d’ispirazione. Prima di continuare, però, vi consigliamo vivamente di leggere un altro nostro articolo, sempre derivante dalle ricerche dello stesso autore di queste, che tratta delle ispirazioni della regione di Galar. Le deduzioni in quell’articolo ci saranno molto utili per quello che stiamo per analizzare.  

    Dai Nefilim alla Torre di Babele

    Nel 1946, in Israele, sono state scoperte delle scritture risalenti al quarto secolo a.C. Esse, scritte in greco, ebraico e aramaico, contengono dei racconti biblici mai visti prima d’allora. Ed è qui che ritorna Gilgamesh. Però in questi racconti non è il re mitologico del poema mesopotamico, ma bensì, un Nefilim. I Nefilim sono figli degli Angeli Caduti (i seguaci di Lucifero) e donne umane, e sono caratterizzati da una corporatura più grande degli uomini, quasi giganti.

    Si racconta che i Nefilim e gli Angeli Caduti abbiano corrotto l’umanità, per esempio insegnandogli a creare le armi. Fu così che Dio diede origine al diluvio universale, per sterminare gli angeli caduti e i Nefilim, e purificare l’umanità. Lasciò in vita solo Noè, che era stato avvertito dall’Arcangelo Uriele. Ebbene, è possibile che questi giganti, i Nefilim, siano legati al fenomeno del Dynamax.

    Il nonno di Gilgamesh, Enmekar, fu re durante l’episodio della Torre di Babele. Il re babilonese Nimrod, infatti, ordinò la costruzione di un’immensa torre, per fare in modo che gli uomini potessero elevarsi fino a raggiungere Dio. Quest’ultimo, allora, creò scompiglio: prima di quell’evento tutti gli uomini parlavano la stessa lingua, ma Dio fece in modo che da quel momento parlassero lingue diverse. In questo modo, gli operai non si capivano più a vicenda e non poterono completare la costruzione della torre. Anche nella mitologia mesopotamica il mito esiste, semplicemente il Dio cristiano è sostituito da Ea.

    Gli ultimi anelli: l’Arcangelo Uriele e il Ragnarok

    Il re Nimrod, nella Divina Commedia, è rappresentato come un gigante legato al terreno, nel nono cerchio dell’inferno. Questo concetto è stato ispirato dal Tartaro, nel Libro dei Giganti. In questo libro, scritto da Enoch, antenato di Noè, il Tartaro viene descritto come un posto nell’Inferno dove gli Angeli Caduti e i Nefilim sono imprigionati al terreno, e sono sorvegliati… dall’Arcangelo Uriele. Di nuovo lui, eh?

    Ma perché è così importante? Fin’ora abbiamo costruito una catena, una catena che è partita da AZ, è passata da Gilgamesh, da Nimrod, e ora siamo arrivati all’Arcangelo Uriele. Ebbene, questo Uriele, come si collega a Galar? Per scoprirlo, colleghiamoci prima alla mitologia norrena

    Secondo i miti norreni, l’universo è nato da un abisso situato tra le terre del Fuoco e quelle del Ghiaccio. Da questo caos, nacque Ymir, un Gigante di Ghiaccio, che creò altri giganti. Dopo molto tempo, Odino e i suoi due fratelli, discendenti dei giganti, uccisero Ymir, e utilizzarono il suo corpo per creare l’universo, l’Yggdrasil e i 9 regni. I Giganti di Ghiaccio vennero segregati nel regno di Jotunheim.

    Come questo si collega a Pokémon? Diamo un’occhiata alle lastre di Arceus, in particolare alle incisioni su due di esse:

    • Quando fu creato l’universo, i suoi cocci crearono questa lastra.
    • Questa lastra racchiude la potenza sprigionata da giganti sconfitti.

    Ma i giganti torneranno, e, secondo la mitologia norrena, il ritorno dei giganti corrisponde al Ragnarok. Ed ecco che ci ricolleghiamo al nostro articolo precedente che ho menzionato prima, dove vi abbiamo mostrato gli stretti collegamenti fra la regione di Galar e il Ragnarok. Durante questo evento, Fenrir, padre di Skoll e Hati, caricherà Asgard accompagnato dai Giganti, per uccidere Odino. In questo evento, i giganti saranno guidati da Surtur, un Gigante del Fuoco che impugna una spada infuocata.

    Chi altro ha una spada infuocata? L’Arcangelo Uriele, a guardia anche del Giardino dell’Eden, dopo che Adamo ed Eva sono stati cacciati. Egli protegge l’Albero della conoscenza, della vita. Il viaggio per raggiungere quest’albero, nella tradizione ebraica, è chiamato anche come Sentiero della Spada Infuocata. L’albero di cui stiamo parlando è lo stesso albero che si collega perfettamente con la regione di Galar (anch’esso concetto esposto nell’articolo precedente).

    La fine della catena

    Abbiamo finalmente finito questo piccolo (neanche troppo) viaggio attraverso l’ispirazione di AZ e della regione di Galar, e abbiamo scoperto i loro punti in comune. Certo, potrebbero sembrarvi dei collegamenti un po’ forzati, e avete tutto il diritto di pensarlo, ma prendeteli per quello che sono: il frutto delle ricerche di un appassionato che si è divertito a ricercare i miti d’ispirazione e a collegarli! Quindi, vi è piaciuto l’articolo? Ne volete altri di simili, magari con ricerche dello stesso autore? Fatecelo sapere sul nostro gruppo Telegram!

  • [TEORIA] La simbologia apocalittica di Pokémon Spada e Scudo

    [TEORIA] La simbologia apocalittica di Pokémon Spada e Scudo

    Prima di iniziare con l’articolo, occorre fare una precisazione: questa analisi e queste congetture, sull’ispirazione mitologica di Pokémon Spada e Scudo, provengono dal canale youtube “The Ruin Maniac Files“, che si occupa di creare video riguardanti la lore del mondo Pokémon, conditi con varie teorie al riguardo. L’autore ha riportato il frutto delle sue ricerche e analisi tramite un post su Reddit e un video su YouTube, entrambi in lingua inglese.

    Quello che vi sarà proposto sarà quindi un’attenta analisi sulle origini della trama di Pokémon Spada e Scudo, e, su quello che, presumibilmente, i ragazzi di Game Freak hanno preso come ispirazione per le loro idee… Procedendo con la spiegazione, si arriverà a toccare aspetti della storia di molte culture antiche, come quella scandinava, ebraica o romana.

    Gli eroi della storia di Galar

    Zacian e Zamazenta, due importanti attori nel giorno dell’apocalisse

    Iniziamo con i due Pokémon leggendari di Pokémon Spada e Scudo, Zacian e Zamazenta. Com’è facilmente intuibile per chi conosce i miti di riferimento, questi due mostriciattoli tascabili possiedono aspetti di due coppie di lupi ben noti della mitologia norrena.

    La prima coppia è composta da Geri e Freki. Questi sono due lupi compagni del dio Odino (secondo la mitologia norrena nel dio è personificata l’origine dell’universo), e nelle varie rappresentazioni di queste creature, esse sono raffigurate proprio sedute accanto al trono del dio sopracitato, vicino alle sue armi. Inoltre, i due lupi mitologici sono spesso affiancati dalle figure della spada e dello scudo, e, secondo le leggende, erano fidati compagni in battaglia. Come avrete notato, queste informazioni si sposano alla perfezione con le caratteristiche dei leggendari di Galar.

    La seconda coppia di lupi norreni è rappresentata da Skoll e Hati, animali leggendari strettamente legati all’inizio del Ragnarok. Ma cos’è il Ragnarok? Beh, secondo i miti norreni, il Ragnarok è la devastante battaglia tra le forze della luce e quelle delle tenebre, o, per meglio dire, tra le forze dell’ordine e quelle del caos. Si narra che Skoll insegua per il cielo Sól (la dea che guida il carro che trasporta il sole) dall’alba dei tempi, con l’intento di divorarla, mentre suo fratello Hati insegue Máni (il dio che trasporta la luna con il suo carro), anche lui con l’intento di mangiarlo.

    Quando i due lupi riusciranno a raggiungere le divinità e divorarle, il sole e la luna spariranno, e il Ragnarok inizierà. Ed è qui che il padre di Skoll e Hati, Fenrir (uno dei figli di Loki, il dio dell’inganno) ucciderà Odino. Seguirà un’incredibile battaglia, che porterà alla distruzione e poi alla rinascita del mondo.

    Questa leggenda norrena è per alcuni aspetti simile alla Notte Oscura (o “The Darkest Day“) di Pokémon Spada e Scudo. Solo che, nella storia di Galar, Zacian e Zamazenta sono due eroi, e quindi la loro ispirazione si sposa molto meglio con le figure di Geri e Freki. Però rimane comunque interessante vedere le numerose somiglianze, tra Pokémon e i miti norreni, riguardanti un evento apocalittico e il forte coinvolgimento in esso di due lupi leggendari.

    Galar e Roma, entrambe fondate da due personaggi leggendari…

    Però c’è di più… Dopo la grande battaglia contro Eternatus di 3000 anni fa, i grandi eroi di Galar (Zacian e Zamazenta) andarono a riposarsi… Dove? Nelle terme di Circhester. Crichester è una località situata a nord-ovest di Galar, dove il giocatore protagonista potrà conquistare la sua sesta medaglia. Ebbene, le terme della città sono ispirate a delle terme romane situate a Somerset, una località nel sud-est dell‘Inghilterra. I più attenti di voi lo avranno già notato ma… ricordate che Galar rappresenta l’Inghilterra rovesciata? Somerset si trova a sud-est dell’Inghilterra, e, rovesciandola, si colloca a nord-ovest, proprio dove è situata Circhester. Certo, può sembrare una forzatura, ma è una piccola chicca che non fa altro che supportare il nostro ragionamento…

    Le sorgenti termali di quella regione erano, in antichità, un tempio utilizzato da alcune tribù celtiche che popolavano quella zona. Dopo che l’impero romano conquistò il territorio, venne fondata una città, Bath, e le terme vennero decorate con il tipico stile architettonico romano.

    Il fatto che Game Freak abbia scelto di utilizzare un sito romano come ispirazione per un luogo importante della storia di Galar, si lega molto bene a un’altra delle fonti della lore della regione: Romolo e Remo. Infatti, anche nella leggenda di questi due personaggi fa la comparsa un lupo, anzi, una lupa. Si narra che la lupa in questione si prese cura di Romolo e Remo dopo che vennero abbandonati in una cesta lungo un fiume per ordine del re Amulio, dato che i bambini erano figli del dio Marte e di Rea Silvia, unica figlia del fratello di Amulio, il vero re legittimo del regno dei Silvia. Da adulti, Romolo e Remo divennero i leggendari fondatori di Roma, ma, in seguito a una discussione riguardante il colle dove fondare la città, Romolo finì per uccidere suo fratello.

    Vi starete chiedendo: “ma tranne la presenza della lupa, cosa c’entra questo con le leggende di Galar?” Il vostro dubbio è legittimo, e per il momento potreste trovare una risposta nel fatto che Zacian e Zamazenta, i quali quindi sarebbero ispirati alla suddetta lupa, hanno “protetto” i due fondatori di Galar (la trasposizione di Romolo e Remo), come vediamo negli arazzi di Knuckleburgh.

    Questo quindi potrebbe rappresentare un’altra fonte di ispirazione per i due lupi leggendari e, in generale, la storia di Galar: il loro ruolo attivo durante la catastrofe, e la simbologia della spada e dello scudo, si collegherebbero ai miti norreni, mentre la fondazione di Galar da parte di due personaggi, che sono stati protetti dalla Notte Oscura proprio grazie a Zacian e Zamazenta, si connetterebbe ai miti su Romolo e Remo. Ma non è finita qui…

    Un agglomerato di aziende… o un disegno divino?

    Dopo aver esplorato a fondo i miti connessi all’ispirazione di Zacian e Zamazenta, passiamo adesso ad un altro aspetto della trama di Pokémon Spada e Scudo… l’antagonista: il Presidente Rose. Egli è a capo di un’agglomerato di aziende, la Macrocosmos, che, come simbolo, utilizza una figura formata da vari esagoni. Questi esagoni, all’interno dei giochi, sono presumibilmente ispirati alla particolare forma delle tane dei Raid Dynamax.

    Il suddetto simbolo può essere collegato, per somiglianza, al Valknut, simbolo formato da vari triangoli intrecciati (proprio come lo sono gli esagoni) e rappresentante Odino, il dio norreno. Allo stesso tempo, il Valknut è strettamente legato ad un altro simbolo divino, di origine indo-europea, il Triscele (o Triskelion). Il Triscele è formato da tre spirali che si congiungono al centro.

    Gli animi più osservatori fra voi probabilmente lo avranno già notato, ma il tema del Triscele compare spesso sotto forma di spirale nei reperti antichi di Galar, rappresentante la Notte Oscura. Potete osservarlo nel geoglifo di Turrfield, raffigurante un Toxtricity Gigamax durante proprio la prima Notte Oscura, oppure nel quinto arazzo della storia di Galar, nella Steakhouse Buongustavo di Circhester. In quest’ultimo in particolare, la spirale si trova su un arco, affiancata da altri due cerchi, probabilmente rappresentanti Zacian e Zamazenta.

    Questi simboli, nella religione cristiana, divennero in tempi antichi la rappresentazione della trinità. Mentre invece l’arco è visto come un passaggio verso un altro mondo, un mondo spirituale. Proprio come l’arco che conduce al luogo di riposo di Zacian e Zamazenta, il quale non è altro che quello dell’arazzo di Circhester. Al di là di esso, infatti, Zacian e Zamazenta riposano sotto forma di rocce, come se fossero morti, o spiriti. Tenete a mente queste informazioni, ci ritorneremo più tardi…

    Pokémon Spada e Scudo
    Arco nel Bosco Assopito.

    Game Freak in passato, si è ispirata moltissimo alla religione e cultura ebraica per creare la trama delle scorse generazioni… e potrebbe essere anche questo il caso. Inizialmente potrebbe sembrarvi un po’ forzato come ragionamento, ma la forma della regione di Pokémon Spada e Scudo potrebbe simboleggiare l’albero della vita della cabala (l’insieme degli insegnamenti ebraici). Il suddetto albero della vita non è altro che un diagramma formato da sfere (Sephirot), il quale a sua volta simboleggia e racconta il processo divino della creazione dell’universo.

    Si parte dall’alto, con la prima sfera che simboleggia la pura luce divina (che corrisponde a Goalwick, dove si trova la Rose Tower), fino ad arrivare, in basso, a Malkuth, l’ultima sfera, che simboleggia la realtà fisica e concreta (in corrispondenza di Furlongham, la nostra città natale). Il nostro viaggio nella regione di Galar, quindi, simbolicamente, sarebbe un viaggio che parte dal mondo terreno e arriva al quello spirituale. Vi starete probabilmente chiedendo se esista qualcosa di concreto nel gioco, che possa paragonare un concetto divino alla Rose Tower…. beh…

    Dalla Bibbia, genesi 1.27: “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.” Come potete leggere, nella religione cristiana ed ebraica, l’uomo non è altro che una rappresentazione “in scala” di Dio. Da tempo, sin dall’antica Grecia, in ambito religioso e filosofico, esiste un concetto per definire un qualcosa che è rapportato a qualcos’altro di superiore: microcosmo e…. macrocosmo. Utilizzando questo concetto legato al passo sopracitato della Bibbia, l’uomo e il mondo terreno sarebbero il microcosmo, mentre Dio e il mondo spirituale sarebbero il macrocosmo. Guardate un po’, il nome dell’azienda di Rose è proprio Macrocosmos.

    Il tema del passaggio dal mondo terreno a quello spirituale… una crescita interiore che porta all’ascesa verso l’aldilà… è un tema che nella storia ha dato vita a molti ordini religiosi, che prendono elementi dalla cultura cristiana ed ebraica. I due più importanti sono i Golden Dawn (più precisamente, Ordine Ermetico dell’Alba Dorata), un’ordine nato alla fine del 19esimo secolo, e i Rosacroce, un leggendario ordine segreto ermetico cristiano, che fa la prima apparizione in un testo scritto intorno al 17esimo secolo.

    Questi due ordini, soprattutto il secondo, utilizzava spesso la simbologia della rosa sulla croce, per rappresentare proprio l’ascesa verso il mondo spirituale. Guardate un po’…. una rosa eh? In realtà, l’accostamento della croce alla rosa risale a molto prima, al 13esimo secolo. La rosa è il divino, la croce è la vita momentanea sulla Terra. Proprio come nel Paradiso della Divina Commedia, dove Dante trova la Candida Rosa, luogo nel quale risiedono le anime beate. Si passa, quindi, dalla vita terrena, dal fondo dell’albero della vita, da Furlongham, fino ad arrivare alla dimensione spirituale, alla rosa, a Goalwick. La Rose Tower non è altro, quindi, che un “Axis Mundi“, un pilastro che connette i due mondi (proprio come lo è la rosa in ambito religioso).

    Eternatus, il levietano infernale

    Eccoci all’ultimo punto della nostra analisi; quì scoprirete che Eternatus, il Pokémon Gigante, entra perfettamente in questo “disegno divino” descritto nei paragrafi precedenti… più di quanto vi aspettiate. Eternatus, come tutti sappiamo, si narra che sia piovuto dal cielo e poi sia finito sottoterra, formando un enorme cratere in corrispondenza di Knuckleburgh. Secondo l’albero della vita, Eternatus è localizzato in Da’at, un punto dove si crede che si trovi l’Abisso, un posto che separa il mondo terreno da quello spirituale.

    Beh, nei racconti biblici, Dio, nell’Abisso, creò un enorme creatura marina, l’incarnazione del caos primordiale, il Levietano. Dal Libro di Giobbe, testo della Bibbia: “Fa ribollire come pentola il gorgo, fa del mare come un vaso di unguenti. Nessuno sulla terra è pari a lui, fatto per non aver paura. Lo teme ogni essere più altero; egli è il re su tutte le bestie più superbe.”  Nelle leggende mesopotamiche, inoltre, il Levietano è un gigantesco serpente circolare.. Un gigantesco serpente circolare… situato nell’Abisso, sottoterra…

    Insieme al Levietano, nei testi biblici è affiancata anche un’altra creatura mostruosa, questa volta terrestre, il Behemoth (il Behemoth e il Levietano potrebbero anche essere l’ispirazione di Groudon e Kyogre). Nel caso non lo sappiate, le mosse peculiari di Zacian e Zamazenta in inglese sono “Behemoth Blade” e “Behemoth Bash“… Nelle stesse leggende si parla anche degli angeli caduti, come Satana, che cadendo dal paradiso hanno formato l’inferno, una gigantesca voragine sotterranea, proprio come Eternatus…

    Il Levietano e il Behemoth compaiono insieme anche in numerose rappresentazioni britanniche, accompagnati da Satana, con l’aspetto di un drago.. Negli stessi racconti e leggende del periodo, l’entrata all’inferno (o Abisso) era rappresentata come una gigantesca bocca mostruosa. Un drago… una bocca come entrata verso l’Abisso… l’Abisso come un enorme cratere… Vi ricorda qualcosa?

    In conclusione…

    L’analisi delle possibili fonti d’ispirazione di Pokémon Spada e Scudo è terminata. Consigliamo infine di supportare l‘autore originale della “teoria”, che nel suo post aveva incluso più informazioni di quelle che si possono trovare qui, tutte frutto delle sue ricerche. Quindi, vi è piaciuta come analisi? Avreste qualcosa da aggiungere, o magari, da correggere? Fateci sapere cosa ne pensate sul nostro gruppo Telegram! Se vi va, iscrivetevi anche al nostro canale Youtube e Telegram per non perdervi tutte le ultime novità sul mondo Pokémon, Nintendo, e non solo!

  • [TEORIA] Il Drago Originale di Unima è il quarto figlio di Arceus

    [TEORIA] Il Drago Originale di Unima è il quarto figlio di Arceus

    In un pieno momento d’ansia generale per il fantomatico Nintendo Direct, condito con un virus altamente infettivo, le notizie interessanti che attirano la community e, soprattutto, sconfiggono la noia scarseggiano… Quindi, perché non ripescare dal passato alcune teorie Pokémon e specularci un po’ su?

    È il caso di un post datato 9 mesi fa, pubblicato su Reddit dall’utente MarsAdept, il quale ci propone una chiave di lettura diversa del mito della creazione del mondo Pokémon e delle leggende sul Drago Originale di Unima. Già grazie al suo titolo possiamo comprendere quali argomenti questo post andrà a toccare: “The Original Dragon was a member of the Creation Trio“, ovvero “Il Drago Originale era un membro del Trio della Creazione (Dialga, Palkia e Giratina)”.

    Il quarto stato della materia

    Iniziamo subito: sappiamo tutti che, dopo esser nato in un uovo in mezzo al nulla, Arceus diede alla luce Dialga, Palkia e Giratina. Questi tre Pokémon, oltre a controllare i diversi tre aspetti della realtà (tempo, spazio e antimateria), sono ispirati ai tre stati fisici della materia, a cui possiamo ricollegarli grazie al loro secondo tipo: solido = Acciaio (Dialga); liquido = Acqua (Palkia); e aeriforme = Spettro (Giratina). Sapete tutti che, però, la materia ha quattro stati… ed il quarto è il plasma. Il plasma in natura si può manifestare in varie “forme”, e le due principali sono i fulmini e le fiamme. Vi ricorda qualcosa?

    Probabilmente starete pensando ai due draghi leggendari di quinta generazione, l’incarnazione di verità e ideali, Reshiram e Zekrom, e non avete tutti i torti. Questo potrebbe costituire un punto in più sul fatto che il Drago Originale, che ricordiamo essere la forma che Zekrom e Reshiram avevano quando erano uniti insieme da Kyurem, potrebbe rappresentare il plasma.

    Il figlio “energetico” di Arceus

    Però, il Trio della Creazione non rappresenta solo gli stati della materia, ma anche gli aspetti della realtà: il Drago Originale potrebbe rappresentare l’energia. L’energia è il motore che fa accadere tutte le cose nel’universo. Reshiram e Zekrom rappresentano la presenza di energia, Kyurem rappresenta l’assenza, il vuoto. Questo si sposa benissimo con il design delle fusioni di Kyurem: i “cavi” che partono dal corpo del Pokémon Confine e che si collegano alle code di Reshiram e Zekrom per risucchiarne l’energia, come un “serbatoio”, possono infatti suggerirci questo tema.

    I legami fra Sinnoh e Unima

    Ma procediamo adesso a evidenze più concrete di questo legame tra i miti di Unima e Sinnoh… Nel postgame di Pokémon Bianco e Nero riceviamo dal Trio Oscuro, guardate un po’, l’Adamasfera, che aumenta il potere di Dialga, la Splendisfera, che potenzia Palkia, e la Grigiosfera, che aumenta invece il potere di Giratina. Il punto, però, è che in Bianco e Nero non sono presenti riferimenti a questi Pokémon leggendari, ne tanto meno eventi dedicati. Questo ci può far supporre che nei giochi di quinta generazione era previsto un coinvolgimento decisamente maggiore della lore di Sinnoh. Nel postgame di Pokémon Bianco 2 e Nero 2, invece, le tre “sfere della creazione” sono ottenibili nella Torre Dragospira, luogo strettamente legato a Reshiram e Zekrom a livello mitologico.

    Ricorderete poi sicuramente i Guardiani dei Laghi: Mesprit, Azelf e Uxie. Questi tre Pokémon leggendari sono molto legati al Mito della Creazione, dato che sono nati per volere di Arceus con il compito di donare agli esseri umani conoscenza, emozioni e volontà. Ebbene, sul Percorso 20 di Pokémon Nero 2 e Bianco 2 troviamo la Cava della Mente. Questa caverna, di aspetto del tutto identico alle caverne dove, nei giochi di quarta generazione, è possibile catturare i Guardiani dei Laghi, è esattamente il luogo dove incontriamo proprio questi Pokémon leggendari. La Cava della Mente è anche un luogo descritto come se connettesse Unima e Sinnoh attraverso passaggi sotterranei.

    Una terza sfera assai particolare…

    Infine, nel caso non lo sappiate, anche Kyurem avrebbe dovuto avere una sua sfera, simile alla Chiarolite di Reshiram e la Scurolite di Zekrom. Questa terza sfera la possiamo trovare nei file di gioco dei titoli dalla quinta generazione in poi, ma non è mai stata ottenibile in nessun modo. Questo oggetto è esteticamente identico alle sue controparti dei leggendari di copertina, tranne per il fatto che è grigia. Bene, volete sapere come si chiama questa sfera? Il suo nome è “God Stone“, la “Pietra di Dio“…

    Se prima i collegamenti mitologici tra Kyurem (o in generale il Drago Originale) e Arceus potevano sembrare un po’ deboli, questo toglie ogni dubbio: Kyurem avrebbe dovuto essere definito addirittura un dio.

    In conclusione…

    Come avete potuto vedere, la regione di Unima è strettamente legata a Sinnoh, soprattutto a livello mitologico. Questo ci può far pensare che nella trama di quinta generazione, avrebbe dovuto esserci una massiccia presenza dei miti di Sinnoh, e ciò non va ovviamente in contrasto con la nostra teoria. E se, effettivamente, il Drago Originale era stato pensato come membro del Trio della Creazione, e quindi quarto figlio di Arceus? Fateci sapere cosa ne pensate sul nostro gruppo Telegram ufficiale!

  • [TEORIA] Le origini di Zarude e i suoi legami con Zacian e Zamazenta

    [TEORIA] Le origini di Zarude e i suoi legami con Zacian e Zamazenta

    Zarude, il Pokémon Scimmialigna, si è mostrato al mondo come un nuovo Pokémon misterioso di ottava generazione durante il Pokémon Day 2020. Dopo pochissimo tempo sono già comparse sul web diverse teorie che provano a spiegare come Zarude si leghi alla storia di Galar, e quale sia la sua ispirazione.

    Ed è su Reddit che, nella giornata di oggi, un utente ha pubblicato un post molto interessante, dove prova a spiegare le origini di Zarude e di come esso si connetta alla storia di Zacian e Zamazenta, i due leggendari di copertina di Pokémon Spada e Scudo. In questo articolo verranno quindi riportate le sue deduzioni, con qualche piccola aggiunta.

    Le origini del nome

    Prima di tutto, occorre analizzarne il nome: Zarude deriva da “the rude” (il rude, grezzo, selvaggio), proprio come Zacian deriva da “the cian” (il ciano, richiamandone il colore) e Zamazenta deriva da “the magenta” (il magenta, anch’esso riferendosi al colore). Questo perché l’articolo inglese “the” in giapponese si pronuncia proprio “za“, quindi risulta più facile risalire all’origine del nome di questi leggendari.

    Inoltre, nella maggior parte delle lingue romanze (Italiano compreso), la parola “green” termina con “-rde”, molto simile a “rude”. Quindi anche Zarude potrebbe essere associato ad un colore come i due eroi della leggenda, ovvero il verde.

    Il legame con Zacian e Zamazenta

    Ritornando al lontano giugno 2019… avete presente il trailer dove vennero mostrati per la prima volta Zacian e Zamazenta? Beh, se ricordate bene, dopo essersi avvistati a vicenda e successivamente attaccati, i Pokémon avvertono una terza presenza minacciosa, e d’istinto si coprono le spalle. Dopo aver giocato i titoli si potrebbe facilmente pensare che si tratti di Eternatus… ma non avrebbe senso! Il terzo membro del trio leggendario “ufficiale” di Galar, infatti, è una creatura mostruosa che però non esce mai dalla Rose Tower durante la trama! A meno che il trailer non sia ambientato nel passato di Galar, allora a quel punto un senso lo avrebbe, ma le possibilità sono abbastanza scarse, dato che Eternatus ha reso lo scenario del passato della regione quasi apocalittico, mentre nel trailer vediamo una tranquillissima foresta. Quindi, se escludiamo quest’ultima opzione… chi è allora la terza figura?

    Essendo quella scena ambientata in una foresta probabilmente avete già trovato la risposta… Ebbene, è possibile che la creatura che minaccia Zacian e Zamazenta sia proprio Zarude. Considerando che il tipo buio in giapponese si traduce in “tipo malvagio“, non è così strano ipotizzare che Zarude abbia cattive intenzioni, e questo spiegherebbe la reazione dei due eroi di Galar.

    Inoltre, nei titoli precedenti della serie Pokémon, Game Freak ha utilizzato spesso lo schema rosso-blu-verde: vedete per esempio i primi giochi Pokémon in assoluto, oppure la scala cromatica dei tre starter, o ancora il trio di leggendari della regione di Hoenn o Kalos. Anche se può non significare molto, può darci comunque qualche indizio sul fatto che Zarude (verde) potrebbe essere connesso ai due lupi di Galar (blu e rosso) più di quanto ci aspettiamo…

    L’ispirazione mitologica

    Vedere un trio composto da due lupi e una scimmia potrebbe sembrare strano. Ma l’autore originale di questa “teoria” ha trovato alcune informazioni interessanti che potrebbero inserire meglio Zarude nella nuova regione…

    Nella città di Hartlepool, situata nel nord del Regno Unito, esiste una leggenda metropolitana che narra di una scimmia facente parte dell’equipaggio di una nave francese. Un giorno la nave attraccò al porto della città, e girò la voce che la scimmia potesse essere proprio una spia francese. Dato che la Francia, nel mondo Pokémon, è rappresentata da Kalos, Zarude, seguendo la leggenda, potrebbe essere un intruso. Il fatto che Galar rappresenti la Gran Bretagna rovesciata ci darebbe una conferma: Hartlepool si trova infatti a nord del continente inglese, che a Galar diventa il sud; a sud di Galar si trova il Bosco Assopito, luogo nel quale è probabilmente ambientata la scena del trailer; quindi Hartlepool nel mondo Pokémon si troverebbe proprio in corrispondenza del bosco in questione.

    Un’altra ipotesi viene sempre da una leggenda metropolitana, questa volta presente a Cambridgeshire, nell’Inghilterra orientale. In questa città si narra di una certa “Scimmia Shug“, caratterizzata da occhi sgranati, pelo nero come la pece e artigli affilati. Si credeva che la creatura fosse una sorta di fantasma o demone, il che si sposa alla perfezione con il tipo buio di Zarude, che potrebbe essere ispirato proprio a questa creatura.

    Tutto questo… è effettivamente probabile?

    Dopo aver visto l’ultimo trailer del “Film Pokémon: Coco“, sembrerebbe però che Zarude sia una creatura benevola… Ma, se ricordate, accadde una cosa simile anche per Darkrai: nel suo lungometraggio era ritratto come un eroe, ma nella lore della quarta generazione è una creatura solitaria che genera incubi senza-fine nelle persone, quindi una creatura maligna. Anche se il film mostrasse il contrario, il Pokémon potrebbe quindi ricoprire un ruolo di antagonista nella storia della regione…

    In conclusione, Zarude potrebbe diversificarsi da alcuni Pokémon misteriosi del passato (es. Zeraora o Marshadow), quindi non essere solamente il protagonista di un lungometraggio, ma anche parte integrante della storia dei giochi. Chissà, magari nei DLC riceverà una sub-quest dedicata?

  • [TEORIA] I nuovi Regi del DLC servono a formare un Pokémon più grande?

    [TEORIA] I nuovi Regi del DLC servono a formare un Pokémon più grande?

    Tutta la community Pokémon non sta facendo altro che parlare del nuovo pass di espansione per Pokémon Spada e Scudo, e, tra una critica e l’altra, una buona fetta di fan è super contenta per i nuovi contenuti in arrivo.

    Ovviamente, tra gli annunci che hanno fatto più scalpore, troviamo l’arrivo di Pokémon leggendari inediti per la serie, come due nuovi Regi. Ed è soprattutto su questi 2 Pokémon che aleggia un’aura di mistero, e non mancano le decine di teorie sul web che cercano di spiegare il ruolo che queste creature avranno nella trama dei giochi.

    Qualche giorno fa è stata pubblicata una teoria da un utente Reddit che riguarda la fisionomia di questi due mostriciattoli tascabili. Secondo l’utente, infatti, i due nuovi Regi si “combineranno” con il trio di colossi già esistente per formare un colosso più grande, una mostruosità.

    Infatti, come potete notare dalle immagini sottostanti, il Regi rosso, che si suppone essere di tipo drago, ha la forma di una testa (di drago appunto), ed ha le gambe molto piccole come se fossero dedicate solo ad un utilizzo momentaneo. Invece il Regi giallo, presumibilmente di tipo elettro, possiede una fisionomia che lo fa assomigliare ad un “corpo di mezzo“, un “connettore”; come se le sue lunghe braccia fossero pensate per collegarsi ad altri due corpi, mentre le sue corte gambe, a forma di “gancio”, sembrano pensate per collegarsi ad un corpo sottostante.

    Fra l’altro, sappiamo che anche gli altri tre Regi saranno importanti nel secondo DLC di Pokémon Spada e Scudo, “Le Terre innevate della Corona“. Questo perché non saranno semplicemente Pokémon ottenibili nei Raid Dynamax, ma all’interno del gioco avranno persino un tempio dedicato dove catturarli. Anche i due nuovi Regi avranno un tempio dedicato, che sarà una sorta di santuario “condiviso”, intuibile dalla colorazione divisa fra il rosso e il giallo.

    Proviamo anche a pensare alla presenza del tema della “fusione” fra più Pokémon, della stessa specie e non, negli ultimi giochi di Game Freak: Necrozma, Zygarde, Kyurem, Meltan, i fossili di 8 generazione…. non sarebbe così improbabile che anche questi colossi ricevano lo stesso trattamento.

    Considerando inoltre tutta l’importanza che i Regi “minori” riceveranno in questo DLC, non trovate anche voi che sarebbe strano se mancasse un loro leader? Un nuovo Regi gigante avvolto nel mistero, che prenderà il posto di Regigigas? O forse una nuova forma di Regigigas stesso… chissà, non ci resta che aspettare per scoprirlo!

  • Shaymin: l’arcangelo che protegge la Terra dal male?

    Shaymin: l’arcangelo che protegge la Terra dal male?

    Conosciamo tutti il tenero Shaymin, il Pokémon misterioso di quarta generazione; tuttavia, questo piccolo Mostro Tascabile potrebbe celare un significato più profondo per il mondo Pokémon, ovvero quello di essere un Arcangelo che protegge la Terra.

    La sua forma alternativa

    Iniziamo parlando del fiore che permette la sua trasformazione nella Forma Cielo: la Gracidea. Il piccolo fiore rosato e dall’interno bianco sembra adornargli la testa e, quando si sente felice e al sicuro, la schiena di Shaymin assomiglia vagamente ad un narciso.

    Soffermiamoci su quest’ultimo fiore: nella mitologia Greca il narciso è il fiore che sboccia nei Campi Elisi, il luogo in cui finivano le anime favorite dagli Dei. Questo spazio spirituale viene descritto come un vero e proprio Paradiso, e dove ci dirigiamo in Pokémon Platino per catturare il nostro Mostro Tascabile? Al Paradiso Fiore. Ma le similitudini non finiscono qui: in diverse civiltà, infatti, i fiori di narciso vengono regalati in segno di buon auspicio, proprio come nell’universo Pokémon.

    Analizzando ciò che accade nel film Pokémon: Giratina e il Guerriero dei Cieli possiamo notare come Shaymin assorba le tossine nell’aria, come fumo e smog, e le rilasci purificate sotto forma della sua mossa peculiare Infuriaseme.

    Non è un caso, infatti, che la sua descrizione sul Pokédex faccia riferimento al fatto che possa bonificare intere aree aride e trasformarle in un meraviglioso campo fiorito. Questa sua peculiarità, ed il fatto che possa essere catturato proprio in un luogo che fa riferimento al Paradiso, potrebbero essere un riferimento all’Arcangelo Raffaele, uno dei cinque Arcangeli Custodi della Terra.

    Alcune origini

    Interpretando l’origine ebraica del nome, composto da Rapha “Egli ha guarito” ed El “Dio”, possiamo trovare già la prima similitudine, in quanto potrebbe significare “Medico di Dio” e che lo stesso venga associato alla guarigione; inoltre, il nome dell’Arcangelo si contrappone  a quello di Asmodeo, “Colui che fa perire”, spesso associato al Pokémon Sovrano del Mondo Distorto: Giratina.

    Un ulteriore indizio ci viene fornito nuovamente dal film, in particolare nel momento in cui i due Pokémon misteriosi mutano la loro forma: Shaymin può assumere la Forma Cielo e ottenere il secondo tipo volante solo di giorno; mentre Giratina, quando fa la sua comparsa nel mondo reale, perde la sua Forma Originale e di conseguenza l’abilità Levitazione.

    È come se il primo ascendesse verso lo splendore del sole, mentre il secondo discendesse sulla Terra per seminare il Caos.

    Non potremmo mai sapere con certezza se questo duello fra bene e male, fra Angeli e Demoni del mondo Pokémon sia corretto, ma è rassicurante pensare che anche la Terra abbia i suoi Angeli custodi.