Categoria: Speciali

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  • E se Ash avesse avuto una squadra diversa a Johto?

    E se Ash avesse avuto una squadra diversa a Johto?

    Nell’anime, la squadra di Ash a Johto era la seguente: Cyndaquil, Totodile, Bayleef, Noctowl ed Heracross (con brevi comparse di Larvitar e Phanpy), oltre a Pikachu. Ma cosa sarebbe successo con Pokémon diversi?

    Siamo alla seconda puntata di questo format, nella quale immaginiamo squadre alternative per Ash nelle varie regioni, con Pikachu come unico elemento fisso. Tuffiamoci a Johto e scopriamo quale altra squadra avrebbe potuto avere l’allenatore di Biancavilla!

    1. THYPLOSION

    Ash nella serie originale possiede un Cyndaquil (poi evolutosi in Quilava nella serie Diamante e Perla). Noi ci siamo immaginati che lo faccia evolvere fino alla sua forma finale. Potrebbe sembrare una riproposizione di una sorta di Charizard, ma non è proprio così. Mentre il rapporto con Charizard nasce da un’enorme difficoltà iniziale, quello con Typhlosion potrebbe essere basato soprattutto sulla competizione, due caratteri testardi, Ash e Thyplosion, che continuano a volersi superare a vicenda.

    La sua evoluzione finale potrebbe arrivare proprio durante una delle grandi battaglie di Johto, dopo che Ash e Typhlosion hanno imparato a fidarsi completamente l’uno dell’altro, magari addirittura durante la Lega.

    2. SKARMORY

    Ash ha sempre avuto un debole per quei Pokémon che gli permettono di combattere in modo diverso dal solito o in maniera inaspettata. Skarmory potrebbe essere un Pokémon selvatico estremamente territoriale, orgoglioso e inizialmente poco disposto ad accettare l’aiuto di un allenatore.

    Dopo uno scontro particolarmente difficile, Skarmory potrebbe iniziare a riconoscere in Ash la stessa determinazione che lo contraddistingue. Da quel momento nascerebbe un rapporto basato più sul rispetto reciproco, piuttosto che sull’obbedienza.

    3. CROBAT

    Ash potrebbe incontrare uno Zubat durante un’esplorazione e, inizialmente, avere qualche difficoltà nel gestirlo e farsi ascoltare. Tuttavia, dopo essere rimasto affascinato dallo Zubat di Brock, Ash sarebbe determinato a conquistarne la fiducia e non si arrenderebbe facilmente. Con il passare del tempo, Zubat imparerebbe a fidarsi del suo Allenatore, fino a evolversi prima in Golbat e successivamente in Crobat, proprio grazie al profondo legame costruito con Ash durante il viaggio. In questa versione alternativa, invece, lo Zubat di Brock potrebbe fermarsi allo stadio evolutivo di Golbat.

    Crobat potrebbe ricoprire il ruolo del classico Pokémon che Ash utilizza per mandare il Team Rocket alla velocità della luce, ma sarebbe anche un valido alleato nelle lotte più impegnative. Grazie alla sua straordinaria velocità e agilità, Ash potrebbe sviluppare strategie basate su movimenti imprevedibili, attacchi rapidi e continui cambi di posizione, sfruttando al massimo le capacità del suo Pokémon.

    4. ESPEON

    A differenza di Typhlosion o Crobat, Espeon non sarebbe un Pokémon basato sulla forza fisica. Questo costringerebbe anche Ash a cambiare il proprio approccio alle battaglie, con meno attacchi improvvisati e più attenzione alle possibilità offerte dalle mosse Psico, tipo che tra l’altro Ash non ha mai avuto nel corso delle sue avventure.

    Espeon rappresenterebbe perfettamente una delle caratteristiche più importanti di Ash, prima viene il rapporto con i Pokémon, solo successivamente la forza. Potrebbe essere incontrato allo stato selvatico già come un Espeon, senza passare per Eevee.

    5. MISDREAVUS

    Ash potrebbe incontrare Misdreavus durante una notte trascorsa ad Amarantopoli, quando il Pokémon inizierebbe a terrorizzare gli abitanti della città con i suoi versi e poteri. Incuriosito dal suo comportamento, Ash cercherebbe di scoprire cosa si nasconde dietro quelle apparizioni, rendendosi presto conto che Misdreavus non ha cattive intenzioni: è semplicemente un Pokémon giocherellone e dispettoso, ma anche profondamente solitario, che cerca di attirare l’attenzione degli altri.

    Una volta entrato nella squadra, Misdreavus diventerebbe il Pokémon più dispettoso del gruppo, divertendosi a spaventare Ash, Pikachu e gli altri compagni di viaggio con scherzi e apparizioni improvvise. Dietro questo carattere birichino, però, si nasconderebbe un Pokémon affidabile e determinato.

    BONUS – KINGDRA

    L’incontro potrebbe partire subito da Kingdra, senza passare per Horsea e Seadra. Verrebbe trovato da Ash durante una delle sue avventure sul mare di Johto, magari nelle Isole Vorticose. Kingdra non sarebbe immediatamente un grande combattente, Ash dovrebbe quindi imparare a valorizzarne le capacità, trasformando la sua agilità e le sue mosse a distanza in vere strategie di battaglia.

    Potrebbe essere un Pokémon nato come compagno apparentemente secondario e diventato, nel corso del viaggio, uno dei pilastri della squadra, divenendo versatile, resistente e capace di affrontare grandi combattimenti.

    La nuova squadra

    La nuova squadra di Ash a Johto sarebbe quindi la seguente:

    • Pikachu
    • Thyplosion al posto di Cyndaquil
    • Skarmory al posto di Totodile
    • Crobat al posto di Bayleef
    • Espeon al posto di Noctowl
    • Misdreavus al posto di Heracross
    • Kingdra (nei box come riserva)

  • Saldi Halloween Nintendo eShop: le migliori offerte per Switch 2 e Switch

    Saldi Halloween Nintendo eShop: le migliori offerte per Switch 2 e Switch

    Sono partiti i Saldi Halloween Nintendo eShop: fino al 1° novembre 2026, centinaia di giochi sono in offerta, ma trovare quelli che valgono davvero il prezzo può richiedere tempo. Abbiamo selezionato 30 titoli in base a tre criteri: qualità del gioco, quantità di contenuti e prezzo scontato.

    Le migliori offerte sotto i 10 euro

    #GiocoPrezzo
    1Celeste4,99 €
    2Death’s Door3,99 €
    3Vampire Survivors3,74 €
    4Inscryption4,99 €
    5Ori and the Will of the Wisps7,49 €
    6Chained Echoes9,99 €
    7Persona 5 Royal17,99 €
    8Blue Prince17,99 €
    9Dead Cells12,49 €
    10Spiritfarer: Farewell Edition3,74 €
    11TUNIC13,99 €
    12Balatro11,89 €
    13Disco Elysium – The Final Cut11,99 €
    14Subnautica7,49 €
    15Red Dead Redemption24,99 €
    16BioShock: The Collection9,99 €
    17Return of the Obra Dinn13,39 €
    18Resident Evil 49,99 €
    19CrossCode5,99 €
    20Children of Morta3,29 €
    21Blasphemous 27,49 €
    22Darkest Dungeon3,29 €
    23Crash Bandicoot N. Sane Trilogy15,99 €
    24Hogwarts Legacy5,99 €
    25Grim Fandango Remastered2,59 €
    26Baldur’s Gate + Baldur’s Gate II: Enhanced Editions17,49 €
    27Sniper Elite 49,99 €
    28The Lara Croft Collection6,99 €
    29Sonic Mania7,99 €
    30Batman: Arkham City9,99 €

    Per controllare disponibilità e prezzi aggiornati, consulta la pagina delle offerte Nintendo eShop. Le promozioni possono terminare in momenti diversi e il prezzo mostrato sullo store al momento dell’acquisto è quello definitivo.

  • Gli strani esperimenti di Pokémon Shuffle e Rumble World

    Gli strani esperimenti di Pokémon Shuffle e Rumble World

    Pokémon Shuffle e Pokémon Rumble World sono due tra i primi esperimenti free-to-play del mondo Pokémon su Nintendo 3DS, presentati ormai più di 10 anni fa. Due titoli pensati per un pubblico molto ampio, alla ricerca di un momento di svago attraverso rompicapi e sfide avvincenti.

    La strada tracciata da questi titoli ha poi trovato continuità in altri giochi, come Pokémon Quest, uscito su Nintendo Switch.

    Pokémon Shuffle: rompicapi per tutti

    Iniziando forse dal titolo più rivoluzionario, Pokémon Shuffle ha ampliato l’offerta di giochi Pokémon su Nintendo 3DS, avvicinandola al mondo dei rompicapi. Il titolo richiama molto il suo predecessore, Pokémon Link: Battle!

    Lo scopo è molto semplice: allineare Pokémon della stessa specie per farli sparire dall’area di gioco e sferrare attacchi contro il Pokémon selvatico che si sta affrontando.

    La logica dei tipi segue quella dei classici giochi Pokémon per Nintendo 3DS, includendo anche la meccanica delle Megaevoluzioni.

    La risposta degli utenti

    Il gioco è stato ufficialmente distribuito il 18 febbraio 2015 e ha registrato quasi 5 milioni di download solo su 3DS.

    Nello stesso anno, Nintendo ha lavorato alla diffusione del titolo per Android e iOS, permettendo di poter scaricare il titolo sui propri dispositivi mobili, preparando l’utenza al fenomeno Pokèmon GO di poco posteriore.

    Pokémon Rumble: la saga

    Pokémon Rumble nasce nel 2009 con il primo action RPG per Wii, che vede protagonisti questi mostriciattoli squadrati, catapultati in una Battle Royale in stile WWE. Tutti contro tutti, last Pokémon standing: questo è il senso della saga, che ha riscosso un discreto successo tra i fan e ha proposto storie divertenti e dalla moderata complessità.

    Occhio ai Pokémon cromatici, senza dimenticare la possibilità di incontrare, già nel primo capitolo della serie, ben 257 Pokémon! La saga approda su Nintendo 3DS con Super Pokémon Rumble.

    Pokémon Rumble World, arrivano i Mii

    Ebbene sì, Nintendo ha inserito in Pokémon Rumble World i Mii! Gli emblematici pupazzetti tridimensionali sono parte integrante della storia, con un re generico a capo del mondo di gioco e noi stessi presenti attraverso il nostro avatar dalla testa ingombrante, in un regno caratterizzato da una moderata personalizzazione e dinamicità.

    Il risultato è un gioco dalle caratteristiche simili ai precedenti capitoli a pagamento, ma distribuito inizialmente come free-to-start e successivamente anche in versione a pagamento, con la possibilità di impersonare e catturare moltissimi Pokémon.

    L’accoglienza

    Eppure, l’accoglienza non è stata delle migliori, sebbene molti di noi, da bambini, si siano divertiti a tentare la cattura dei propri mostriciattoli preferiti e a personalizzare il Mii con tantissimi vestiti buffi.

    Su Metacritic, il gioco ha ottenuto un forse troppo severo 58 su 100, sulla base di recensioni che, pur riconoscendone il divertimento iniziale, ne hanno criticato la ripetitività e la scarsa profondità del gameplay.

  • Perché la Teracristallizzazione Pokémon non ha funzionato?

    Perché la Teracristallizzazione Pokémon non ha funzionato?

    La Teracristallizzazione è stata una delle grandi novità introdotte con Pokémon Scarlatto e Violetto. Come già accaduto nelle generazioni precedenti, Game Freak ha cercato di modificare il sistema di lotta attraverso una nuova gimmick capace di cambiare le strategie degli Allenatori.

    L’idea di base era interessante: permettere a un Pokémon di assumere temporaneamente un Teratipo, modificando il proprio tipo e ottenendo nuove possibilità offensive e difensive.

    Eppure, a distanza di tempo, la Teracristallizzazione è rimasta una delle gimmick più discusse della serie. Ma perché? Cosa non ha funzionato? Andiamo a scoprirlo!

    IL DESIGN

    L’idea di cristallizzare un Pokémon poteva offrire moltissime possibilità dal punto di vista artistico. Invece, nella maggior parte dei casi, il Pokémon mantiene praticamente lo stesso design originale e viene semplicemente ricoperto da cristalli.

    Il risultato può essere spettacolare nei primi secondi, ma non sempre riesce a comunicare l’idea di una vera trasformazione.

    LE CORONE

    Probabilmente l’elemento più controverso dell’intero concept sono le gigantesche corone che compaiono sopra i Pokémon durante la Teracristallizzazione. Ogni Teratipo possiede il proprio simbolo: un mazzo di fiori per il tipo Erba, uno zampillo da fontana per il tipo Acqua, un lampadario a candelabro per il tipo Fuoco e così via.

    L’obiettivo è quello di rendere immediatamente riconoscibile il Teratipo. Il problema è che queste decorazioni non sempre sembrano appartenere al Pokémon. In alcuni casi finiscono persino per attirare più attenzione della creatura stessa. Una gimmick che dovrebbe valorizzare il Pokémon rischia così di diventare il suo accessorio più evidente.

    TROPPA VISTOSITÀ, POCA IDENTITÀ

    Le Megaevoluzioni modificavano fisicamente i Pokémon, aggiungendo nuovi dettagli e cambiando spesso completamente il loro aspetto, oltre a presentare un’idea assolutamente originale. Anche le forme Gigamax introducevano elementi specifici, rendendo ogni trasformazione immediatamente riconoscibile.

    Con la Teracristallizzazione, invece, il Pokémon rimane sostanzialmente quello di partenza. Il cristallo diventa quindi una sorta di “strato aggiuntivo”, mentre la creatura mantiene quasi completamente il proprio design originale. Ciò contribuisce a dare alla gimmick un’identità visiva meno forte rispetto ad alcune delle sue predecessore.

    TROPPA IMPREVEDIBILITÀ

    Quando affrontiamo un Pokémon, normalmente cerchiamo di capire quali siano le sue possibili mosse, abilità e strategie. Con la Teracristallizzazione bisogna chiedersi anche se quel Pokémon possa cambiare tipo, e soprattutto quale potrebbe assumere.

    Un Pokémon che normalmente sarebbe vulnerabile a una determinata mossa può improvvisamente Teracristallizzarsi e modificare completamente lo scenario. Questo crea momenti spettacolari e permette rimonte insperate, ma aumenta anche enormemente l’incertezza, rendendo la preparazione precedente alla lotta quasi inutile.

    La meccanica in sé poteva aggiungere sicuramente imprevedibilità a un gioco che spesso è stato accusato di essere fin troppo facile. Il problema è che ogni Pokémon può diventare di ogni tipo, senza un criterio definito. Imprevedibilità e strategia non sono sempre la stessa cosa.

    DURA UNA LOTTA INTERA

    La Teracristallizzazione non è ovviamente una trasformazione permanente. Però, una volta utilizzata, il nuovo tipo resta fino alla fine della lotta, salvo specifiche condizioni. Una delle poche cose che fu criticata delle Megaevoluzioni fu proprio che, ipoteticamente, un Pokémon potesse restare megaevoluto anche per cinquanta turni.

    Lo stesso è avvenuto con la Teracristallizzazione. Molti fan avrebbero preferito un approccio più simile a quello usato per le Gigamax, che invece avevano una durata limitata a tre turni, rendendo più bilanciata la meccanica.

    LE NOSTRE CONSIDERAZIONI FINALI

    Dire che la Teracristallizzazione sia stata semplicemente un fallimento sarebbe probabilmente troppo semplicistico. La gimmick ha aggiunto nuove strategie, ha permesso di sfruttare Pokémon in modi differenti e ha prodotto alcune lotte molto imprevedibili. Allo stesso tempo, però, ha mostrato diversi problemi. Design poco amato da una grande parte dei giocatori, corone ingombranti, eccessiva imprevedibilità e un peso molto importante nella costruzione delle strategie competitive. Forse, quindi, il problema non era l’idea alla base ma è stata la sua esecuzione.

  • Le 10 palestre Pokémon più iconiche di sempre – Parte 1

    Le 10 palestre Pokémon più iconiche di sempre – Parte 1

    Le Palestre Pokémon rappresentano da sempre una delle tappe fondamentali del viaggio di ogni Allenatore. Nel corso delle generazioni, però, alcune sono riuscite a distinguersi, diventando memorabili non soltanto per il Capopalestra affrontato, ma anche per il loro design, gli enigmi, l’atmosfera o l’importanza all’interno della storia.

    Dalle prime Palestre di Kanto fino alle strutture più elaborate delle generazioni successive, abbiamo quindi scelto 10 Palestre particolarmente iconiche. Non si tratta di una classifica: le abbiamo raccolte in ordine sparso.

    PALESTRA DI TURFFIELD – GALAR

    Partiamo da Galar, precisamente dalla prima Palestra della regione. Con Pokémon Spada e Scudo, le Palestre assumono l’aspetto di veri e propri stadi, con pubblico, cori e lotte presentate come grandi eventi sportivi.

    La Palestra di Turffield rappresenta il primo vero contatto del giocatore con questa nuova concezione. Prima di affrontare Yarrow, inoltre, bisogna completare una particolare missione guidando un gruppo di Wooloo attraverso il percorso. Una prima Palestra relativamente semplice, ma memorabile soprattutto per l’impatto del nuovo formato introdotto a Galar.

    PALESTRA DI ARANCIOPOLI – KANTO

    La Palestra di Lt. Surge dimostra perfettamente come una Palestra possa essere ricordata anche, e soprattutto, per la prova che precede lo scontro. Il giocatore deve infatti trovare due interruttori nascosti nei bidoni della struttura.

    Una volta individuato il primo, sbagliare la posizione del secondo fa resettare il meccanismo, costringendo a ricominciare la ricerca. Un enigma tanto semplice quanto famigerato, al quale si aggiunge naturalmente il Raichu di Lt. Surge, diventato uno dei Pokémon maggiormente associati al Capopalestra.

    PALESTRA DI ZAFFERANOPOLI – KANTO

    Zafferanopoli è una delle località più importanti di Kanto, e anche la sua Palestra ha lasciato il segno. Per raggiungere Sabrina bisogna attraversare una rete di teletrasporti che collega le diverse stanze della struttura.

    Il percorso, soprattutto durante la prima partita, può facilmente confondere, mentre alla fine ci aspetta una delle figure più enigmatiche della prima generazione. Anche la specializzazione nel tipo Psico, particolarmente temibile nei giochi originali, contribuisce alla memorabilità della Palestra.

    PALESTRA DI FIORDOROPOLI – JOHTO

    È impossibile parlare di questa Palestra senza citare un Pokémon: Miltank. Chiara sembra inizialmente una Capopalestra tutt’altro che intimidatoria, ma il suo Pokémon principale è diventato uno degli avversari più ricordati della seconda generazione.

    La combinazione di Rotolamento, Attrazione, Buonlatte e delle ottime statistiche di Miltank può trasformare quello che dovrebbe essere un normale incontro in Palestra in una delle battaglie più famigerate di Pokémon Oro, Argento e Cristallo.

    PALESTRA DI AMARANTOPOLI – JOHTO

    Amarantopoli è una delle città più suggestive dell’intera serie e la sua Palestra sfrutta perfettamente questa atmosfera. Angelo è specializzato nei Pokémon di tipo Spettro, mentre il suo legame con le leggende e le tradizioni della città contribuisce a rendere l’incontro particolarmente caratteristico.

    Anche la sfida della Palestra segue perfettamente questo concept: nei giochi originali bisogna attraversare un percorso invisibile sospeso sopra l’oscurità, venendo rispediti all’inizio in caso di errore. Un ottimo esempio di come ambientazione, Capopalestra e meccaniche possano contribuire alla stessa atmosfera.

    PALESTRA DI EBANOPOLI – JOHTO

    Arrivare a Ebanopoli significa essere ormai vicini alla conclusione del viaggio attraverso Johto. La Palestra di Sandra è specializzata nel tipo Drago e propone un percorso costruito attorno alla lava e agli ostacoli che separano il giocatore dalla Capopalestra.

    Si tratta inoltre della prima Palestra della serie specializzata nel tipo Drago, contribuendo a consolidare l’immagine di questo tipo come qualcosa di raro e particolarmente potente. Ma c’è un’altra particolarità: sconfiggere Sandra non basta per ottenere immediatamente la Medaglia. Il giocatore deve prima recarsi nella Tana del Drago e superare un’ulteriore prova. Una vera prova finale prima della… prova finale!

    PALESTRA DI PETALIPOLI – HOENN

    Riteniamo che questa palestra debba essere ricordata soprattutto per un motivo ben preciso: il Capopalestra è il padre del giocatore. Norman quindi, oltre a essere un ostacolo verso il raggiungimento della Lega, rappresenta anche uno snodo narrativo originale e interessante.

    Anche la palestra in sé è ben strutturata, con un labirinto che presenta porte e bivi, dovendo scegliere quale delle varie stanze percorrere, ognuna con sfide per specifiche statistiche o tattiche.

    PALESTRA DI PONENTOPOLI – UNIMA

    La palestra di Ponentopoli si distingue dalle altre per il modo in cui va attraversata. Non bisogna camminare o passare attraverso porte; ci sono dei canonni che sparano letteralmente il giocatore da una parte all’altra della struttura.

    È un’idea bizzarra, ma che in una palestra specializzata nel tipo Volante risulta vincente. Inoltre, ciò ha contribuito a far restare ben salda nella mente dei giocatori questa palestra è anche la Capopalestra Anemone, che risulta ben caratterizzata, anche grazie a Pokémon Bianco 2 e Nero 2, che ne approfondiscono la personalità.

    PALESTRA DI PLUMBEOPOLI – KANTO

    La palestra di Plumbeopoli è la prima in assoluto del franchise, e già questo basterebbe a giustificare la sua presenza in questa lista. Ma c’è anche Brock, diventato, soprattutto grazie all’anime, uno dei personaggi più riconoscibili della storia Pokémon.

    Inoltre, fa affacciare subito il giocatore a quello che è il rapporto tra tipi. Moltissimi, avendo scelto Charmander come starter, si saranno fin da subito trovati in difficoltà, comprendendo che è importante considerare i tipi dei Pokémon, e capendo come un vantaggio tattico possa essere decisivo.

    PALESTRA DI SMERALDOPOLI – KANTO

    Entra in lista non soltanto perché è l’ultima Palestra della prima generazione, ma perché il suo Capopalestra nasconde un’identità che cambia il significato dello scontro agli occhi del giocatore. Giovanni è il leader del Team Rocket.

    Dopo aver affrontato il malvagio team più volte nel corso della storia, il giocatore si trova dinanzi il capo di tutta l’organizzazione, rappresentando idealmente il confronto finale con uno dei principali antagonisti del gioco.

  • Poké-Flashback: Pokémon Oro e Argento, la recensione

    Poké-Flashback: Pokémon Oro e Argento, la recensione

    Dopo aver analizzato insieme Pokémon Rosso e Blu, è tempo di passare alla seconda generazione, con Pokémon Oro e Argento pronti a finire sotto il nostro occhio attento, a oltre 25 anni dalla loro pubblicazione.

    La Grafica (10/10)

    Come sempre, si parte dalla grafica, fortemente rinnovata per i giochi di seconda generazione. Con Pokémon Oro e Argento, il mondo dei Pokémon sfrutta finalmente le possibilità offerte dal Game Boy Color, dando molto più spazio ai colori.

    Il design dei mostriciattoli rimane semplice e immediatamente riconoscibile, ma la nuova palette rende città, percorsi e Pokémon molto più caratterizzati rispetto alla prima generazione. Per i giocatori dell’epoca fu un salto visivo tutt’altro che trascurabile, soprattutto nel pieno dell’esplosione della serie animata.

    Il Gameplay (10/10)

    Squadra che vince… non si cambia! Il gameplay mantiene le fondamenta che avevano reso Rosso e Blu un successo: lotte a turni, Pokémon selvatici da catturare, Allenatori da affrontare e una nuova regione da esplorare.

    Le vere novità arrivano però con l’introduzione delle Uova Pokémon e dell’allevamento, elementi strettamente legati anche agli studi del Professor Elm. Rimane poi la classica scalata verso le otto Medaglie di Johto, necessarie per raggiungere la Lega Pokémon e affrontare i Superquattro.

    La storia (10/10)

    Per i capitoli di seconda gen, la regione protagonita è quella di Johto. A Borgo Foglianova conosceremo il Professor Elm, che ci permetterà di scegliere tra Cyndaquil, Totodile e Chikorita.

    L’avventura mantiene la semplicità dei primi giochi, ma introduce una maggiore varietà di situazioni e un rivale decisamente più ostile e misterioso. Anche il ritorno del Team Rocket contribuisce a dare alla storia una maggiore continuità con gli eventi della prima generazione.

    La nuova gen e gli shiny (10/10)

    Con Oro e Argento il Pokédex raggiunge quota 251 Pokémon, grazie all’introduzione di 100 nuove specie. Arrivano inoltre nuove evoluzioni per Pokémon già esistenti e fanno il loro debutto i tipi Buio e Acciaio.

    Una delle novità più iconiche è però rappresentata dai Pokémon cromatici, oggi conosciuti semplicemente come shiny: nuove varianti di diverso colore di tutti i Pokémon presenti nel gioco. Rarissimi da trovare, ma un vero e proprio vanto da poter sventolare ai quattro venti a tutti i compagnetti di scuola. E chi ha giocato questi titoli difficilmente avrà dimenticato il celebre Gyarados rosso del Lago d’Ira.

    Longevità (9/10)

    I due titoli, cosiderati da molti come i migliori di tutto il franchise, vantano una grandissima tradizione ancora oggi ben coltivata dagli amanti della regione di Johto.

    Oggi, spesso si preferiscono i due remake usciti a cavallo tra il 2009 e il 2010, che consentono di sfruttare appieno le novità del Nintendo Ds, facendo seguito a quanto visto con Diamante e Perla.

    Bonus: Kanto

    Una delle sorprese più memorabili arriva dopo essere diventati Campioni della Lega Pokémon: l’avventura non è ancora finita. Il giocatore può infatti raggiungere Kanto, esplorare nuovamente la regione della prima generazione e affrontare le sue otto Palestre.

    Inserire una seconda regione all’interno dello stesso gioco rappresentava qualcosa di straordinario per l’epoca e contribuì enormemente alla sensazione di avere tra le mani un’avventura molto più grande rispetto al passato.

    Bonus: Pokémon Cristallo

    Pokémon Cristallo arriva nemmeno un anno dopo rispetto a Oro e Argento e, come Giallo, si lega indissolubilmente ai suoi predecessori.

    Introduce tante novità interessanti, come la Torre Lotta e la possibilità di catturare Raikou, Entei e Suicune, i tre leggendati erranti della seconda gen.

    Aggiungono un nuovo programma radio al PokéGear e la possibilità di scegliere, per la prima volta in assoluto, il personaggio femminile all’interno dei giochi Pokémon!

    Bonus: PokéGear

    Era il caso di regalare a questo grande oggetto una sezione a parte: il PokéGear è il primo nuovo dispositivo che viene inserito in Oro e Argento. Possiamo considerarlo come il padre dei successivi PokéNav, Pokévip, PokéKron e C-Gear, nonostante i diversi utilizzi.

    Ci viene regalato dalla mamma ad inizio gioco ed è suddivido in quattro schede, tra cui Mappa e Telefono. C’è poi l’Orario e la Radio.

    Bonus: i remake

    Il remake perfetto, addirittura capace di convincere anche chi a Oro e Argento era legatissimo: Heart Gold e Soul Silver regalano, 10 anni dopo le avventure di Johto, una nuova visione della regione di seconda generazione.

    Rispetto ai loro avi, questi due titoli rendono Johto ancor più caratterizzata grazie alla grafica del Nintendo Ds. C’è anche la possibilità di farsi seguire dai propri compagni di viaggio e portarli con sé nella vita reale, con il mitico Pokéwalker, assieme alle novità ereditate da altri giochi, come il Parco Lotta e il Pokédex da 493 Pokémon.

    Conclusioni finali e voto

    Al netto di quanto esaminato, Pokémon Oro e Argento rappresentano una vera e propria pietra miliare del franchise, che ha portato ancor più bambini ad amare i Pokémon. Visto tutte le innovazioni rispetto ai predecessori, i titoli di seconda generazione si portano a casa un 10 più che pieno!

  • Le 10 megaevoluzioni più riuscite della storia Pokémon

    Le 10 megaevoluzioni più riuscite della storia Pokémon

    La megaevoluzione è stata una tra le meccaniche più rivoluzionarie introdotte nella storia di Pokémon. Debuttata con Pokémon X e Y, permette ad alcuni Pokémon di superare temporaneamente i propri limiti e assumere una nuova forma durante la lotta.

    In molti casi, la megaevoluzione ha reinterpretato completamente il design dei Pokémon, enfatizzando caratteristiche già presenti oppure introducendo nuovi elementi capaci di raccontare qualcosa in più sulla loro natura.

    Abbiamo quindi selezionato 10 megaevoluzioni che, per design, concept, lore e impatto, riteniamo tra le più riuscite mai realizzate. Le posizioni sono in ordine sparso.

    1. MegaBlaziken

    MegaBlaziken è stata una delle primissime megaevoluzioni mostrate ufficialmente al pubblico e anche la prima ad apparire nell’anime.

    Il suo design porta all’estremo il concept originale di Blaziken, già fortemente ispirato alla figura di un combattente. La silhouette diventa ancora più slanciata, gli arti assumono forme più pronunciate e le fiamme che fuoriescono dai polsi accentuano ulteriormente la sensazione di movimento.

    Il risultato è una trasformazione che non stravolge l’identità del Pokémon originale, ma ne enfatizza perfettamente il lato da artista marziale avvolto dalle fiamme.

    2. MegaAmpharos

    Con la megaevoluzione, Ampharos acquisisce il tipo Elettro/Drago, una combinazione che all’epoca apparteneva soltanto a Zekrom.

    Il cambiamento più evidente è però la lunga criniera bianca, accompagnata dalla pelliccia sulla coda e dalle numerose sfere rosse distribuite lungo il corpo. Elementi che rendono MegaAmpharos molto più vicino all’immaginario di una creatura mitologica.

    Anche il nome giapponese di Ampharos, Denryu, può essere letto come un gioco di parole legato al concetto di “drago elettrico”, rendendo questa trasformazione ancora più interessante.

    3. MegaBanette

    MegaBanette porta all’estremo gli elementi più inquietanti del Pokémon originale. Le numerose cerniere si aprono, facendo sembrare che l’energia accumulata all’interno del suo corpo stia cercando di fuoriuscire.

    È una trasformazione perfettamente coerente con il concept di Banette, nato dall’idea di una bambola abbandonata trasformata dal rancore. La megaevoluzione non cambia quindi la sua identità, ma ne rende ancora più evidente il lato sinistro e inquietante.

    4. MegaDelphox

    Delphox nasce dall’unione di elementi legati alla volpe, alla magia e alla figura del mago. La sua linea evolutiva sviluppa progressivamente questa idea: da Fennekin si passa a Braixen, che utilizza un bastoncino come una bacchetta, fino ad arrivare a Delphox, vero e proprio incantatore.

    La forma Mega sviluppa ulteriormente questa componente, rendendo il Pokémon ancora più legato all’immaginario della magia e del fuoco.

    Il risultato è una reinterpretazione che rimane fedele al design originale, ma porta il suo concept verso una forma molto più estrema e spettacolare.

    5. MegaAbsol Z

    Introdotto in Leggende Pokémon: Z-A – Megadimensione, MegaAbsol Z cambia anche combinazione di tipi, passando da Buio a Buio/Spettro.

    Il suo aspetto diventa molto più oscuro: la pelliccia assume tonalità più cupe e alcune parti del corpo diventano più affilate, dando al Pokémon un aspetto decisamente più misterioso e spettrale.

    Interessante anche il confronto con MegaAbsol originale. Le due forme rappresentano interpretazioni quasi opposte dello stesso Pokémon: se MegaAbsol enfatizza un aspetto quasi angelico, MegaAbsol Z porta il suo design verso qualcosa di molto più oscuro e inquietante.

    6. MegaSceptile

    Sceptile era già fortemente legato alla vegetazione, ma la megaevoluzione porta questo concept ancora più avanti. La coda assume proporzioni enormi e ricorda ancora di più un albero, mentre il design complessivo diventa più aggressivo.

    MegaSceptile acquisisce inoltre il tipo Erba/Drago e l’abilità Parafulmine. La scelta del tipo Drago rafforza il legame con l’immaginario dei grandi rettili, dando alla creatura un’aura quasi leggendaria.

    Anche la coda diventa parte integrante del suo stile di combattimento: secondo il Pokédex può persino lanciarne la punta contro gli avversari.

    7. MegaLucario

    MegaLucario enfatizza visivamente il rapporto del Pokémon con l’aura. Le appendici posteriori si allungano, compaiono nuove marcature sul corpo e l’intera figura assume un aspetto più aggressivo.

    Anche la lore accompagna perfettamente il cambiamento. L’energia della megaevoluzione amplifica gli istinti combattivi di Lucario, rendendone lo stile di lotta molto più spietato.

    Il suo design comunica quindi visivamente proprio questo concetto: l’aura di Lucario portata al limite, insieme all’aumento della sua forza e della sua aggressività.

    8. MegaGengar

    Con MegaGengar, il corpo sembra sprofondare nel terreno, mentre la parte superiore rimane visibile con un’espressione ancora più minacciosa.

    Il cambiamento allontana Gengar dall’immagine del classico fantasma tondeggiante e lo avvicina maggiormente all’idea di una creatura legata ad altre dimensioni.

    Anche in battaglia questa sensazione viene rafforzata dall’abilità Pedinombra, che impedisce normalmente agli avversari di fuggire o essere sostituiti. MegaGengar diventa così una vera e propria trappola vivente.

    9. MegaRayquaza

    MegaRayquaza rappresenta un caso unico tra le megaevoluzioni classiche, poiché non necessita di una Megapietra per trasformarsi.

    Nei giochi in cui questa meccanica è stata introdotta, Rayquaza deve invece conoscere Ascesa del Drago. La sua stessa megaevoluzione è inoltre profondamente legata alla lore del Pokémon e alla sua capacità di assorbire energia.

    Il design rende la sua silhouette ancora più lunga e serpentiforme, aggiungendo grandi elementi luminosi che ne accentuano l’aspetto quasi divino. In battaglia dispone inoltre di Flusso Delta, un’abilità capace di alterare le condizioni atmosferiche e ridurre le debolezze normalmente associate al tipo Volante.

    Una trasformazione perfettamente adatta al Pokémon che, nella mitologia di Hoenn, assume il ruolo di mediatore tra Groudon e Kyogre.

    10. MegaCharizard X

    MegaCharizard X realizza una delle idee che per anni molti fan avevano associato a Charizard: trasformarlo finalmente in un vero Pokémon di tipo Drago.

    La megaevoluzione cambia infatti il suo tipo da Fuoco/Volante a Fuoco/Drago, mentre il corpo diventa nero, le ali assumono una forma più aggressiva e le caratteristiche fiamme blu rendono il suo aspetto ancora più riconoscibile.

    È una reinterpretazione che mantiene chiaramente l’identità di Charizard, ma la porta verso l’immaginario del drago che da sempre accompagna il Pokémon. Non sorprende quindi che MegaCharizard X sia diventata una delle megaevoluzioni più iconiche e rappresentative dell’intera meccanica.

  • La Lega Pokémon: il punto di arrivo, ma non la fine del viaggio

    La Lega Pokémon: il punto di arrivo, ma non la fine del viaggio

    La Lega Pokémon ha sempre rappresentato, nel cuore di ogni fan della saga, la fine del viaggio. Prima i Superquattro, poi il Campione: sconfitti questi cinque ecco che si diventava automaticamente l’allenatore di Pokémon più forte del gioco.

    Se per i primi titoli c’era poco da fare dopo la meravigliosa ascesa verso il ruolo di Campione, ecco che, per diversi giochi della saga, la Lega non avrebbe più significato il termine dell’avventura.

    Come evolve il format

    Il format della Lega rimane abbastanza statico per la maggior parte dei giochi Pokémon: si passa prima dai Superquattro, poi si va verso la Sala del Campione. Fino a Pokémon Bianco e Nero non si poteva decidere l’ordine di sfida, con le sale che erano tutte disposte l’una dopo l’altra. La strategia cambia proprio con i giochi di quinta generazione, un piccolo ma importante salto verso la novità.

    Tutto cambierà a Galar, con l’introduzione di un sistema a eliminazione simile a quello dell’anime.

    Galar rinnova la Lega

    Pokémon Spada e Scudo sono stati i primi titoli di nuova generazione ad approdare su Nintendo Switch. Con il passaggio alla console rivoluzionaria, era necessario portare qualcosa di nuovo alla serie.

    La Lega viene totalmente rivista, portando la parte finale del viaggio ad assomigliare sempre più all’anime. Finalmente si poteva vivere quello che Ash e compagni hanno affrontato al culmine di ogni avventura: un sistema che permetteva, battuti tutti gli avversari, di potersi confrontare con il Campione, Dandel!

    Il Post-Game

    Sebbene il viaggio termini ufficialmente dopo la vittoria contro il Campione, fin dai primi titoli è possibile proseguire il gioco nel tanto amato post-game.

    Inizialmente, oltre alla cattura dei leggendari, c’era poco altro da fare. Poi, col passare degli anni, si è andati incontro a missioni secondarie, come quelle post lega di Pokémon X e Y, con Bellocchio e Xante del team Flare, senza dimenticare la possibilità di visitare Kanto in seconda gen. Con gli ultimi titoli, poi, i DLC hanno permesso di prolungare l’avventura con missioni aggiuntive e nuovi Pokémon.

    Un nuovo inizio

    Insomma, quello che abbiamo sempre immaginato come un punto di arrivo, non è altro che un nuovo inizio, per continuare ad allenare i propri Pokémon e perché no, tentare un re-match per entrare nuovamente nella Sala d’Onore, una delle onorificenze più alte per chi gioca a Pokémon.

    Oltre a completare il Pokédex, quindi, spesso la saga ci ha lasciato grandi (e piccole) storie per poter allietare il completamento al 100% del gioco.

  • E se Ash avesse avuto una squadra diversa a Kanto?

    E se Ash avesse avuto una squadra diversa a Kanto?

    Nell’anime, la squadra di Ash a Kanto è diventata iconica: Charizard, Bulbasaur, Squirtle, Pidgeot e Snorlax, oltre ovviamente a Pikachu. Ma cosa sarebbe successo se, durante il suo viaggio nella regione, Ash avesse incontrato Pokémon diversi?

    In questo nuovo format immaginiamo squadre alternative per Ash nelle varie regioni, lasciando sempre Pikachu come unico elemento fisso. Per farlo, però, bisogna rispettare il modo di essere di Ash, il suo stile di allenamento, il suo rapporto con i Pokémon e le situazioni che avrebbe potuto vivere nell’anime.

    Partiamo quindi con la regione di Kanto!

    1. ARCANINE

    Ash ha sempre avuto un debole per Pokémon energici, coraggiosi e difficili da fermare, ma soprattutto per quelli capaci di instaurare un legame molto forte con il proprio allenatore. Immaginiamo Ash che lo incontra ancora come Growlithe, magari mentre protegge un gruppo di Pokémon più piccoli. Inizialmente potrebbe essere diffidente e non accettare subito di seguirlo.

    In battaglia sarebbe il classico Pokémon impulsivo di Ash, potente, veloce e sempre pronto a lanciarsi all’attacco, anche quando sarebbe più prudente aspettare.

    2. SEEL

    Ash ha sempre dimostrato di sapersi affezionare anche a Pokémon tranquilli, dolci e poco aggressivi, soprattutto quando riesce a vedere qualcosa di speciale in loro. Il suo incontro potrebbe avvenire durante una delle avventure di Ash nelle acque di Kanto, magari in un fiume dei primi percorsi dopo che un Seel rimane separato dal proprio gruppo che invece si è diretto alle Isole Spumarine.

    Abbiamo scelto di non farlo evolvere per mantenere una delle tradizioni di Ash, che è quella di non far evolvere necessariamente tutti i suoi Pokémon.

    3. SANDSLASH

    Potremmo immaginare Ash che incontra uno Sandshrew particolarmente testardo, che continua a sfidare Pokémon molto più grandi di lui nonostante venga sconfitto. Ash riconoscerebbe immediatamente quella determinazione.

    Il problema è che Sandshrew non vorrebbe essere allenato da lui. Nascerebbe una dinamica con Ash che cerca continuamente di dimostrargli di essere un buon allenatore, mentre Sandshrew continua a metterlo alla prova. Solo dopo aver visto Ash rischiare tutto per proteggerlo arriverebbe finalmente la fiducia.

    4. DODRIO

    Ash potrebbe incontrare un Doduo particolarmente veloce ma incapace di controllare la propria energia, finendo continuamente nei guai proprio perché corre senza pensare alle conseguenze.

    Ash deciderebbe di aiutarlo e, durante il viaggio, imparerebbe a trasformare quella velocità incontrollata in un’arma. L’evoluzione in Dodrio arriverebbe dopo una battaglia in palestra, quando riuscirebbe a coordinare perfettamente le sue tre teste.

    5. HYPNO

    Inizialmente Ash potrebbe incontrare un Drowzee che utilizza i suoi poteri psichici in maniera incontrollata, creando problemi alle persone e agli altri Pokémon. Tutti lo considererebbero pericoloso, Ash, invece, cercherebbe di capire perché si comporta così. Dopo aver conquistato la sua fiducia, Drowzee diventerebbe uno dei membri più particolari della squadra e, successivamente, si evolverebbe in Hypno.

    Dove altri suoi Pokémon punterebbero sulla forza bruta, Hypno gli permetterebbe di sfruttare confusione, velocità mentale e mosse psichiche.

    BONUS – PINSIR

    Immaginiamo un Pinsir selvatico estremamente territoriale, che continua a sfidare Ash e Pikachu ogni volta che attraversano il suo territorio ed Ash non riuscirebbe a sconfiggerlo facilmente. Invece di arrendersi, però, Ash continuerebbe a tornare e a riprovarci. Alla fine Pinsir inizierebbe a rispettarlo e deciderebbe spontaneamente di unirsi alla sua squadra.

    Più l’avversario sembra forte, più Pinsir avrebbe voglia di affrontarlo, caratteristica che gli permetterebbe di entrare in squadra soprattutto in momenti decisivi come la Lega.

    La nuova squadra

    La nuova squadra di Ash a Kanto sarebbe quindi la seguente:

    • Pikachu
    • Arcanine al posto di Charizard
    • Seel al posto di Squirtle
    • Sandslash al posto di Bulbasaur
    • Dodrio al posto di Pidgeotto
    • Hypno al posto di Snorlax
    • Pinsir (come alternativa)