Dato che la regione di Sinnoh sarà protagonista assoluta nei prossimi mesi, abbiamo provato ad immaginare una nuova forma di Darkrai, uno dei Pokémon leggendari più amati dai fan.
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Questa versione alternativa è chiamata Fallen King Darkrai (o se preferite Re Caduto Darkrai), provando ad immaginare una vita passata che potrebbe aver vissuto questo Pokémon molto amato dai fan. Vi lasciamo al commento dell’autrice del disegno, la nostra formidabile @Klaud:
Darkrai è un Pokémon dal design unico e particolare, la cui modifica non è stata semplice ma nemmeno impossibile. Al contrario è una sfida che ho accolto e che mi sono divertita a re immaginare.
Per prima cosa mi sono documentata, tra voci del Pokédex e l’etimologia che si nasconde dietro il suo nome. Un’ombra vivente che si protegge innescando incubi nelle menti altrui. Inoltre quei denti rossi mi ricordavano una corona, e quindi ho pensato; perché non fare un’ombra di quello che magari… era stato in passato o in un’altra vita?
Ecco che nasce così l’idea del “Fallen King” o “Re Caduto” Darkrai, un re che ormai è solo l’ombra di sé stesso. Mi sono concentrata nell’estremizzare i particolari di Darkrai, quindi ho aumentato le dimensioni della dentatura rossa, dividendola con un’effettiva corona che si perde nella nube densa alla testa che nella sua nuova forma si gonfia ulteriormente, depositandosi nel collo e creando una sorta di sciarpa che si disperde sulle spalle.
Delle placche rosse come quelle di un’armatura si creano sui fianchi del corpo illuminate da falsi occhi che copiano quello originale. Le mani si tingono di rosso come la luce che emette l’interno del suo corpo, la cui natura è sconosciuta.
Darkrai Re Caduto è temibile e non desidera che il suo territorio venga oltrepassato da anime sconosciute, così le allontana causando nelle loro menti veri e propri terrori che spesso danneggiano il cervello delle sue vittime.
La mia ispirazione è un riferimento chiaro ad un personaggio, ma non dirò chi.
Dato che la regione di Sinnoh sarà protagonista assoluta nei prossimi mesi, abbiamo provato ad immaginare una nuova forma di Regigigas, uno dei Pokémon leggendari più amati dai fan.
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Conosciamo ormai benissimo il Pokémon Colossale che ha uno stretto legame con i tre regi della regione di Hoenn: Regice, Regirock e Registeel, ma dobbiamo ormai includere nel gruppetto di questi Pokémon anche Regieleki e Regidrago, due nuovi Pokémon introdotti col secondo DLC di Pokémon Spada e Scudo: Le terre innevate della corona. Chissà se in Leggende Pokémon: Arceus ci sarà qualche accenno anche al passato di questo Pokémon nella regione di Sinnoh.
Questa nostra forma alternativa, chiamata Regigigas forma Caos, parte proprio da questo presupposto. Vi lasciamo al commento dell’autore del disegno, il nostro formidabile @Diggi
Ho pensato a questa forma di Regigas principalmente per due motivi: in primis volevo immaginarmi una sua versione distopica, corrotta, intaccata, dal momento che questo è un vano tentativo degli esseri umani di ricreare il golem, tentativo fallito dal momento che è fuori controllo, esattamente come i due nuovi regi introdotti con la seconda espansione di Pokémon Spada e Scudo, creature che secondo fonti reperibili in gioco sono bestie da contenere per il loro esagerato potenziale; secondo, volevo dare un utilità effettiva ai nuovi regi e costruirci un qualcosa, dal momento che personalmente li trovo molto inutili a fini della lore.
Dato che la regione di Sinnoh sarà protagonista assoluta nei prossimi mesi, abbiamo provato ad immaginare una nuova forma di Arceus.
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Il Pokémon Primevo è sempre stato uno dei Pokémon più affascinanti di tutto il Pokédex, dato che stiamo parlando della Creatura Originaria dalla quale si è originata la regione di Sinnoh e il mondo Pokémon, e presto sarà protagonista assoluto in un videogioco completamente dedicato a lui, proprio Leggende Pokémon: Arceus.
Questa nostra forma alternativa, chiamata Arceus Oscuro, prende ispirazione da un altro Pokémon in “forma oscura” che è apparso in un capitolo della serie Pokémon. Vi lasciamo al commento dell’autrice del disegno, la nostra formidabile @Moka:
L’idea di questa forma alternativa di Arceus, Arceus Oscuro, ha avuto origine dal ricordo che ho di Dialga Oscuro presente in Pokémon Mystery Dungeon: Esploratori del Tempo ed Esploratori dell’Oscurità. Da questo, è partito il pensiero di fare una forma alternativa Oscura, un Arceus che è stato corrotto dal male del mondo cambiando radicalmente nella forma, nel colore e nel comportamento.
Il suo corpo è diventato più sottile e tagliente, le sue precedenti forme smussate e morbide hanno lasciato spazio a una serie di spigoli vivi: le punte dei suoi zoccoli sono diventati degli artigli affilati, la criniera e la coda sono rigidamente puntate verso l’alto, la ruota d’orata che circondava il suo corpo ora ha un colore freddo platino e le sue 4 gemme dei rubini color sangue.
La sua pelle è diventata nero cenere e i suoi occhi di un rosso scarlatto, elementi volti a simboleggiare la sua pazzia. Il suo carattere benevolo è stato schiacciato da un animo pregno di malvagità, disposto non più a sacrificarsi se necessario per la salvezza del mondo ma bensì a sacrificare il mondo per suoi piaceri personali.
Vi ricordiamo che Leggende Pokémon: Arceus sarà disponibile per Nintendo Switch a partire dal 28 gennaio 2022.
Abbiamo avuto l’onore di poter porre alcune domande ai ragazzi di 34BigThings, uno dei più promettenti studi di sviluppo italiani in campo videoludico.
Tra i lavori più celebri dello studio, in attività dal 2013, abbiamo sicuramente Redout: Space Assault (di cui vi abbiamo portato la recensione), un titolo che ha riscosso un ottimo successo da parte della critica e degli appassionati.
Prima di lasciarvi alle nostre domande e relative risposte, ci teniamo vivamente a ringraziare sia i ragazzi di Torino per essere stati così disponibili nel concederci questa intervista e, soprattutto, Nintendo Italia che ci ha permesso di realizzarla.
Andiamo con le domande!
Sono curioso sul nome 34BigThings. Potete spiegarlo?
Il nome ha mille origini e mille ragioni, ma piú di tutto è figlio, come la maggior parte dei grandi nomi, di una notte insonne alla cieca ricerca di un nome e di una storia davvero particolare. 34BigThings nasce come la frase clou, il discorso motivazionale di un nostro vecchio capo con del pessimo inglese che alla fine di un’ottima cena per celebrare il completamento di un progetto ci infilò nel discorso un “big things together”.
Da quel momento è diventato un po’ il nostro motto e ne abbiamo fatto tesoro.
Un ambiente di lavoro sereno è importante in qualsiasi ambito. Voi riuscite a mantenere con il team un clima coeso e sereno nonostante le scadenze, le difficoltà e gli imprevisti?
Ci proviamo. Diciamo che l’impegno c’è e c’é sempre stato, come in una grande famiglia: con tutti gli alti e bassi del caso, con tutti gli equilibri da trovare dopo ogni cambiamento, ma fintanto che rimaniamo uniti, ce la facciamo sempre. Questo, in fin dei conti, è un problema comune a tutta l’industria creativa, non solo a quella dei videogiochi, ma crediamo fermamente che l’approccio utilizzato possa fare tutta la differenza.
Parliamo di Redout: Space Assault. Quanto ha influito la cultura arcade degli anni ’80 sul RSA?
Ha certamente influito, d’altronde non siamo altro che la somma delle nostre esperienze e una grossa fetta del nostro staff è videoludicamente cresciuto tra gli anni 80 e 90.
Arrivate dal successo pazzesco di Redout di qualche anno fa, e si sa che è difficile bissare un ottimo risultato come quello. C’erano delle aspettative, ampiamente rispettate. Ma quanto ha influito tutto ciò, in positivo e in negativo, sulla realizzazione di RSA?
Redout: Space Assault ha avuto uno sviluppo estremamente particolare. É nato come un progetto relativamente piccolo che si è ingigantito per via del potenziale del progetto in cui ci stavamo tuffando, per poi entrare in una metamorfosi completa e rinascere come incarnazione degli arcade anni 80/90, assieme alla co-produzione di Apple. Tutto questo processo ha creato aspettative eterogenee, soprattutto su piattaforme che amplificano la visibilitá di determinati cambiamenti (leggi: Steam), con le conseguenti reazioni da parte degli utenti che aspettavano un gioco diverso.
Ci sono stati momenti in cui avreste voluto buttare tutto al vento? Quali sono stati gli aspetti più difficili nello sviluppo di RSA?
Purtroppo fare videogiochi è uno dei mestieri piú belli del mondo. Dico purtroppo perché lo stress legato alla percezione di questo lavoro e alla gogna a cui spesso gli sviluppatori sono sottoposti è una componente importantissima della nostra vita. In generale no, difficilmente siamo arrivati al pensare di buttare tutto al vento, ma è anche vero che molti di noi sognano anni sabbatici dove poter sperimentare altre attivitá, spesso fisiche. CI diciamo spesso, scherzando, che vorremmo lavorare il legno, fare il gelato, zappare.
RSA è stato un gioco divertente da costruire. La sfida principale è stata cercare un bilanciamento tra accessibilitá e difficoltá di gioco: RSA è un gioco molto accessibile e molto semplice all’inizio. Nel tempo rimane accessibile, ma non definirei gli ultimi capitoli particolarmente semplici. Creare questa progressione e passarla all’utente senza annoiarlo o stressarlo troppo è la sfida principale in un gioco come RSA.
Prima le corse futuristiche di Redout, poi le battaglie spaziali di Space Assault. Il prossimo passo?
Espandere l’universo di Redout é una delle nostre prioritá, ma non l’unica: non vogliamo essere ricordati come “lo studio di Redout”, per quanto sia la nostra IP piú importante, al momento. Quindi continueremo a sperimentare verso nuovi generi mentre rinsaldiamo le nostre fondamenta.
Meglio Wipeout o Star Fox?
Qualcuno dice Star Fox tutta la vita. Altri diranno Wipeout. Domanda polarizzante, risposta conseguente.
Emergere in Italia non è facile. Voi ci siete riusciti in un settore – quello video ludico – più arretrato rispetto ad altri paesi. Cosa ci vuole per potercela fare?
Tanta voglia di fare quanta ingenuitá: questo é un lavoro in cui si entra per passione e si rimane per divertimento. Nel momento in cui smette di essere particolarmente sfidante, creativo o divertente, bisogna cambiare settore. “Emergere in Italia non è facile” ma é anche poco importante: noi abbiamo iniziato a fare videogiochi perché era quello che volevamo fare e continueremo a farli fintanto che riusciremo a divertirci nel processo.
Quale consiglio dareste alle nuove leve delle software house italiane?
Ignorate le etichette, ignorate le formalitá, imparate a ignorare tutte le sovrastrutture che appesantiscono qualsiasi processo e concentratevi solo sulle cose che contano veramente. E’ fondamentale divertirsi facendo questo mestiere, se non succede qualcosa non va.
Arceus è pronto a scatenarsi in Leggende Pokémon: Arceus, e noi abbiamo creato degli sfondi Pokémon a lui dedicati!
Gli sfondi Pokémon, che sono adatti all’utilizzo su smartphone, sono stati creati dalla nostra talentuosa Moka in occasione dell’ultimo video rilasciato sul nostro canale YouTube.
A pochi minuti dalla fine del 27 febbraio 2021, mi sento in dovere di scrivere due parole sui 25 anni di Pokémon. Più che un dovere, sento il bisogno quasi fisico di farlo. Senza girarci intorno, Pokémon ha cambiato la mia e la vita di tutti noi.
Quando all’età di (circa) 7 anni giocai per la prima volta a Pokémon RossoFuoco, muovendo i passi nella piccola Biancavilla e non sapendo come proseguire nel gioco (non trovavo il Percorso 1 in alto, che avrebbe attivato l’evento del Professor Oak…), mai avrei immaginato cosa stesse per accadere da lì in poi.
Nonostante gli alti e bassi innegabili della serie, di gioie e dolori (che, mi vien da dire, fanno parte del gioco), non posso non essere grato a questo brand per tutto quello che mi ha dato.
Oltre le emozioni che i videogiochi e la serie animata (in particolare) mi hanno fatto provare, specialmente quando ero più piccolo, Pokémon mi ha permesso di conoscere tante persone sia nel periodo della mia vita antecedente a Pokémon Next, sia dopo l’apertura di questa community, con molte relazioni che vanno al di là della semplice collaborazione.
E allora, grazie Pokémon per avermi e averci fatto sognare e crescere con te fin dal tuo primo pixel su schermo, e grazie per averci fatto ritrovare oggi in questa community tutti uniti grazie alla stessa passione che condividiamo.
Auguri ed altri 25 anni così, per noi e per chi sta per iniziare il suo viaggio da Allenatore.
(E ne approfitto, in questo giorno speciale, per fare un ringraziamento particolare a tutti i ragazzi che hanno contribuito e contribuiscono tutt’oggi alla crescita di Pokémon Next, per la volontà di collaborazione dimostrata e nell’interesse verso il progetto, che quest’anno ha compiuto 5 anni, grazie anche al supporto dei fan.)
Pokémon compie oggi 25 anni, e per celebrare la saga abbiamo creato per voi degli splendidi sfondi Pokémon per i vostri smartphone!
Per un totale di 32 sfondi diversi, potrete scegliere quello dedicato al vostro Pokémon iniziale preferito, oppure l’intero trio di Pokémon per ognuna delle generazioni esistenti.
Gli sfondi sono stati creati dai nostri talentuosi Mokae Diggi, che hanno abbellito gli sfondi, oltre ad inserire i Pokémon, omaggiando alcuni dei luoghi più iconici delle varie regioni del mondo Pokémon.
Non vi resta altro da fare che selezionare lo sfondo che desideri e salvarlo come immagine!
I mostriciattoli tascabili che tutti amiamo sono approdati nel mondo dei manga attraverso varie edizioni, ma la più famosa è sicuramente quella diPokémon Adventures, che in Italia prende il nome diPokémon: La grande avventura, serie divenuta di successo per aver presentato per la prima volta degli aspetti particolari del mondo Pokémon mai visti prima.
Prima di iniziare, facciamo però un passo indietro e rispondiamo a una semplice domanda: “Che cos’è Pokémon: La grande avventura?” Per chi non lo sapesse, Pokémon: La grande avventura(che per comodità chiameremo Pokémon Adventures) è una serie di manga dedicata al mondo dei mostriciattoli tascabili. La pubblicazione è arrivata in Giappone fino ai recenti Pokémon Spada e Scudo, mentre in Italia (al momento) arriva fino al volume 19, grazie al riadattamento a cura di J-POP.
Pokémon Adventures presenta un universo narrativo molto più maturo e crudele rispetto a quello dei giochi targati Game Freak, andando a mostrare alcuni personaggi con ideali totalmente inediti. Anche le lotte sono trattate in maniera differente, infatti quelle dell’universo manga sono molto violente; ad esempio, in alcune scene troviamo dei Pokémon tagliati a metà, con tanto di viscere ben in vista. Nonostante possa sembrare un’opera ideata da un folle, a detta di Satoshi Tajiri, questa concezione dei Pokémon è quella che più si avvicina alla sua idea originale.
Com’è strutturato Pokémon Adventures?
Pokémon Adventures presenta una divisione dei capitoli molto particolare. Il primo aspetto che salta all’occhio del lettore è sicuramente la ripetitività del termine “VS” nei titoli di questi ultimi; andando ad indicare anche quale sarà il Pokémon protagonista in quel momento della storia. Per fare un esempio, un capitolo è intitolato “VS Suicune“, mentre il successivo “VS Misdreavus“, e così via (tratti da Pokémon: La grande avventura Vol. 5).
Questa peculiarità rende la lettura molto più immersiva di quanto si possa pensare, perché una volta terminata la lettura di un capitolo, si vorrà leggere subito il successivo: tutto per sapere come un determinato Pokémon possa essere integrato nell’arco narrativo.
Nel manga, trama e personaggi sono intrecciati nel modo giusto: una trama scritta in modo maturo alternata a delle scenette comiche che la vanno a rendere più appetibile. Anche le lotte sono molto intriganti poiché ben studiate; ma di questi ultimi aspetti ne parleremo meglio più avanti.
I Personaggi
I personaggi protagonisti di Pokémon Adventures sono gli stessi presenti nella saga videoludica (eccetto qualche comparsa). Sono caratterizzati da aspetti inediti, presentando caratteri e ideali differenti da quelli che siamo abituati a conoscere.
Da adesso prenderemo in considerazione i primi tre volumi della serie per proseguire nella nostra analisi. In Pokémon Adventures i protagonisti hanno un’interazione a tutto tondo con l’ambiente e i personaggi che incontrano; questi aspetti dunque vanno a dare carattere a quei personaggi che, come Rosso, nella saga videoludica restano sempre in silenzio, andando a rappresentare il giocatore. I rivali sono degni di questo nome: sono ostili nei confronti del protagonista, ma quando arriva il momento giusto, diventano anche ottimi compagni di squadra, distaccandosi così dallo stereotipo del ”rivale bulletto” presentato da Game Freak nelle prime generazioni.
I Capipalestra non sono fermi nelle rispettive palestre, ma in un modo o nell’altro vanno a interferire con l’andazzo della trama, nel bene o nel male. Sabrina, Lt. Surge e Koga, ad esempio, fanno parte del Team Rocket, e svolgono anche un ruolo chiave nella trama; troviamo anche un Blaine che è un ex-scienziato del Team Rocket, responsabile della creazione di Mewtwo, e che aiuterà Rosso e compagni a sgominare i piani del Team Rocket insieme a tutti gli altri Capipalestra.
Parliamo ora di un personaggio molto amato dai fan: Giovanni. Il capo del Team Rocket si presenta per tutta la trama come un amico nei confronti di Rosso, per poi bramare la sua morte verso la fine dell’arco narrativo; questo lo si può intuire nella famosissima scena in cui Giovanni congela Rosso per poi ordinare ai suoi Pokémon di ridurlo in frantumi. Nell’arco narrativo viene inoltre approfondita la storia di qualsiasi personaggio, sia esso chiave nella trama o una semplice comparsa.
Contrariamente a quanto si possa pensare, i veri cattivi della storia di Pokémon Adventures non sono quelli del Team Rocket, ma i Superquattro! Avete capito bene. Ora vi starete chiedendo: “In che senso i veri cattivi sono i Superquattro?”. Il leader del gruppo sarà Lance, e avrà degli ideali simili a quelli del Team Plasma: liberare i Pokémon dal giogo degli umani. Lance è disposto a tutto per realizzare il suo sogno e fa davvero sul serio. In una gara di pesca ad Aranciopoli, ad esempio, c’erano in palio due Dragonair per il vincitore; Lance, indignato da questa cosa, usa le sue abilità per entrare in contatto con Dragonair e ordina loro di radere al suolo la città con un Iper Raggio.
La trama
Riprendiamo ora da dove eravamo rimasti: dalla trama di Pokémon Adventures, apprezzatissima dai lettori o anche da chi ne ha solo sentito parlare. Sostanzialmente il susseguirsi delle vicende è molto simile a quello presentato da Game Freak: l’incontro del protagonista col suo primo Pokémon, battere 8 palestre per accedere alla Lega Pokémon, e contrastare i piani del cattivo di turno.
Quella presentata però è una trama mai vista prima, che utilizza gli stessi personaggi della saga videoludica, ma reinterpretati al modo giusto. La storia ha un carattere molto maturo, ovviamente alternato ad alcune scene comiche che vanno a creare il giusto equilibrio.
Le lotte
Le lotte di Pokémon Adventures hanno un’impostazione totalmente differente dalla classica lotta a turni vista finora; quella del manga mette in risalto il vero legame tra Pokémon e allenatore, mostrando scene in cui gli allenatori stessi intervengono nelle lotte, in alcuni casi rischiando la vita per il proprio Pokémon.
Ne ”La grande avventura” possiamo subito notare un approccio particolare degli allenatori alle lotte: ad esempio Rosso e Blu, invece di stare fermi sul posto pronti a dare indicazioni ai loro mostriciattoli, iniziano a muoversi intorno all’area in cui si sta svolgendo l’incontro, quasi come se la stessero perlustrando, trasmettendo di conseguenza più carica al lettore.
Il manga, come detto in precedenza, presenta anche delle lotteviolente; classico l’esempio in cui un Fearow, usando Perfobecco, trafigge il torace di un Poliwhirl. Nonostante il Poliwhirl in questione è un clone ottenuto utilizzando Doppioteam, la scena resta comunque molto aspra. Altri due noti esempi che non possono mancare sono lo Psyduck in decomposizione che viene affrontato a Lavandonia e il Charmeleon di blu che taglia in due un Arbok.
Breve recensione e opinioni finali
Questa lettura è caldamente consigliata a tutti i fan dei mostriciattoli tascabili, poiché è come affrontare a tutti gli effetti unanuova avventura. Un aspetto che mi ha colpito particolarmente è stato l’accurato approfondimento di ogni singola vicenda.
Leggendo Pokémon Adventures posso finalmente dire di conoscere alcuni personaggi che nei giochi restano piuttosto anonimi. Inutile dire che la maturità e la serietà delle vicende rendono l’opera ancor più affascinante.
Il dubbio in sé ci può anche stare, soprattutto da parte delle persone che non conoscono l’artista e il suo percorso musicale. A prescindere da questo, è abbastanza chiaro (e logico) del perché lui e Katy Perry siano stati scelti per il progetto Musica P25.
A prescindere dai gusti musicali, che piacciano o meno, è innegabile che entrambi siano dei punti di riferimento in ambito musicale. E se le loro scelte vi sembrano strane, è il momento di fare un piccolo passo indietro nel tempo.
I più giovani non lo sapranno, i più vecchi forse lo avranno dimenticato, ma Pokémon ha spesso collaborato con cantanti di un certo calibro per delle collaborazioni speciali, soprattutto per i vecchi lungometraggi della serie animata.
Nella track list del primo film Pokémon – Mewtwo contro Mew è possibile trovare una canzone chiamata “Soda Pop” interpretata dalla, ai tempi giovanissima, Britney Spears.
La cantautrice statunitense era sulla cresta dell’onda, e quale miglior occasione se non cantare una canzone per il brand che stava letteralmente conquistando tutto il mondo? Ma abbiamo qualcosa da dirvi anche dall’Italia.
Ebbene, siamo sicuri che tantissimi di voi non lo sapranno, ma Laura Pausini ha cantato una canzone per Pokémon, più precisamente il brano “The Extra Mile” per il film Pokémon 2000 – La forza di Uno.
Insomma, cosa vogliamo dire con questo? Che The Pokémon Company International (e non Game Freak, che sono chiamati in causa, ingiustamente, per tutto), come è giusto che sia, segue le tendenze del momento e si è adattata, nel caso di questi festeggiamenti, a dar vita a collaborazioni che possano raggiungere quante più persone possibili.
Ora però scusateci, torniamo ad immaginarci possibili canzoni Pokémon cantate da cantautori italiani impensabili. A questo punto, proporremmo direttamente Giorgio Vanni, magari sfonderebbe anche a livello internazionale.