Categoria: Speciali

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  • Alla scoperta del GCC Pokémon: il Set Base

    Alla scoperta del GCC Pokémon: il Set Base

    Introduzione al Set Base

    L’Expansion Pack, o come lo conosciamo noi “Set Base”, è il primo set del gioco di carte collezionabili Pokémon (Pokémon TCG o Pokémon GCC in italiano) prodotto da Media Factory in Giappone. La data di uscita del set in Giappone risale al 20 ottobre 1996, anno in cui i ragazzi del Sol Levante avevano già preso confidenza con alcune carte collezionabili Pokémon, prodotte da Bandai (Pocket Monster Carddass Trading Card serie rossa/verde). Le carte dell’Expansion Pack sono basate sulla coppia di giochi Pokémon Rosso/Verde e raffigurano parte dei Pokémon di prima generazione. In occidente, il set uscì quasi 3 anni dopo, il 9 gennaio del 1999 grazie al lavoro di traduzione e distribuzione di Wizard of the Coast (WotC). Il set fu stampato in molte lingue tra cui: giapponese, inglese, tedesco, francese, italiano, spagnolo, olandese, cinese, coreano e portoghese.

    Le nuove carte Pokémon!

    L’espansione è composta da 102 carte totali di cui 69 raffiguranti i Pokémon di prima generazione e 33 denominate “Trainer” o “Energia” necessarie al gioco competitivo e alla costruzione dei mazzi da gioco.

    Il layout delle carte può esser suddiviso in due parti principali, a differenza delle precedenti Carddass. La parte superiore è dedicata all’illustrazione del Pokémon, mentre la parte inferiore a tutte le informazioni necessarie al gioco (attacchi, debolezze, resistenze, costo di ritirata). Ogni carta dell’espansione, con l’esclusione delle energie base, ha associato un diverso livello di rarità, che permane tutt’ora. Il cerchio nero identifica le comuni (sei a pacchetto), il rombo nero le non comuni (tre a pacchetto), e la stellina nera le rare (una a pacchetto).

    Tra le rare presenti nel set ci sono anche 16 rare olografiche; in questo caso lo sfondo dell’illustrazione raffigurante il Pokémon presenta un effetto brillante chiamato “cosmoholo”. I set stampati nelle differenti lingue uscirono con questo tipo di olografia ad esclusione delle carte in lingua inglese, tedesca, portoghese, francese e spagnola che avevano un diverso effetto olografico chiamato “starholo”.

    Confronto tra olografia “cosmoholo” e olografia “starholo”

    Le carte all’interno del set giapponese sono ordinate per tipo (Erba, Fuoco, Acqua, Lampo, Psico, Combattimento e Incolore), numero occupato dal Pokémon nel Pokédex Nazionale (riportato in basso a destra della carta) e rarità (senza però fare distinzione tra rare e rare-olografiche). Questo tipo di ordine venne mantenuto fino al set “Pokémon Vs” uscito il 19 agosto del 2001. L’espansione europea e statunitense ha un sistema di numerazione basato sull’ordine alfabetico, sulla rarità decrescente (rare-olografiche, rare, non comuni e comuni) e sulle tre categorie di carte (carte Pokémon, carte Addestramento e carte Energia). Questo sistema di numerazione venne poi mantenuto fino al set “Richiamo delle Leggende” uscito nel 2011.

    Versioni giapponesi del Set Base

    Il Set Base giapponese uscì in due versioni; “no-rarity” e “unlimited”. Il no-rarity è caratterizzato dall’assenza del simbolo di rarità in basso a destra della carta; questa è la prima versione mai stampata al mondo del set e non è ancora chiaro se la mancanza del simbolo di rarità sia stata una cosa voluta o meno. Nei prodotti promozionali (poster, locandine etc..) usciti prima del Set Base al fine di pubblicizzarlo le carte erano raffigurate senza il simbolino di rarità.

    Confronto tra un Pikachu “no-rarity” ed uno “unlimited”

    Versioni americane ed italiane del Set Base

    Il Set Base americano conta ben quattro versioni: “shadowless 1st”, “shadowless”, “unlimited” e “4th print”. La differenza tra shadowless 1st e shadowless è data solo dall’assenza del simbolino “1st edition” nel secondo set. Le carte appartenenti ai due set shadowless hanno i caratteri delle scritte più spessi e manca l’ombra laterale del riquadro in cui è raffigurato il Pokémon (da qui il nome “shadowless”, cioè senza ombra).

    Confronto tra quattro differenti Blastoise appartenenti alle quattro differenti versioni descritte

    La tiratura unlimited, che risulta essere quella con il maggior numero di carte stampate, permise sia di aggiungere l’ombreggiatura del box con l’artwork che di correggere i caratteri troppo marcati. Poiché spunto di molta confusione è fondamentale sottolineare come non esistano carte riportanti il bollino prima edizione nella versione unlimited inglese. La 4th print corrisponde all’ultima tiratura del set e l’unica differenza dall’unlimited è nel copyright in cui c’è scritto ”1999-2000 Wizards” invece che “1999 Wizards”.

    Il Set Base italiano uscì invece in due versioni: una prima edizione con tiratura minore riportante a sinistra sotto l’artwork il bollino nero “1 edizione” ed una unlimited identica alla precedente, ma senza il bollino.

    Una distribuzione senza tempo

    La distribuzione avvenne tramite bustine (booster pack) da 10 carte per il set giapponese e bustine da 11 carte per quello occidentale. In occidente era presente una carta Energia assicurata, oltre a quella che eventualmente si poteva trovare al posto di una comune. I box (booster box), tramite cui le bustine venivano distribuite dagli esercenti, contenevano 36 bustine. Le bustine giapponesi presentavano tutte lo stesso disegno illustrato da Mitsuhiro Arita, mentre in occidente uscì un artset di tre bustine, ognuna raffigurante la forma finale degli starter di prima generazione illustrata da Ken Sugimori posta su sfondo prevalentemente blu.

    Confronto tra artset occidentale e pacchetto giapponese

    La distinzione tra i pacchetti giapponesi no-rarity e unlimited è molto complessa e ricca di incertezze. La probabilità più alta di trovare delle carte senza il simbolo di rarità si ha aprendo pacchetti con la sigillatura corta “short pack” o alla peggio aprendo i pacchetti con la sigillatura lunga “long pack” da 291 Yen. È impossibile trovare delle no-rarity all’interno di long pack da 300 Yen (il costo dei pacchetti aumentò a causa dell’aumento delle tasse sui consumi).

    Per quanto riguarda i booster pack americani contenenti le shadowless, questi erano riconoscibili dagli altri in quanto avevano colori più saturi, riportavano la scritta “11 Tradable Game Cards” invece che “11 Additional Game Cards” ed il logo del trading card game non era posizionato sotto la scritta “Pokémon” ma bensì sopra la scritta “11 Tradable Game Cards”. Per distinguere invece tra prime edizioni ed unlimited nelle varie lingue WotC stampò il bollino nero “1 edizione” sia sulle bustine che sui booster box appartenenti alla prima tiratura.

    La leggenda del Black Triangle

    Un errore curioso, esclusivo dei booster pack americani, riguarda la presenza dei pacchetti “Black Triangle”. L’errore nacque quando in America si passò alla produzione della tiratura unlimited. I pacchetti usati inizialmente infatti, a causa della produzione frenetica dettata dalla grandissima richiesta, presentavano il nuovo layout ma anche il bollino prima edizione. Come noto però il bollino prima edizione non doveva esser presente. Prima di accorgersi dell’errore vennero quindi inserite molte carte unlimited in pacchetti prima edizione causando una potenziale delusione nei futuri acquirenti.

    Esempio di booster pack “Black Triangle”

    Vennero prodotti centinaia di pacchetti sbagliati prima che qualcuno si accorgesse dell’errore e quindi interrompesse la produzione in atto. Per ovviare a ciò gli operatori di WotC applicarono il logo di un triangolo nero sopra il bollino prima edizione, così da coprirlo. Poiché non tutti i triangoli neri erano stati applicati perfettamente è stato possibile vedere che effettivamente sotto c’era un bollino prima edizione. I pacchetti Black Triangle vennero poi inseriti in normali booster box unlimited, rendendo così impossibile l’individuazione a meno di non aprire il box. Inutile aggiungere come questi pacchetti siano di una rarità assoluta, poiché strettamente limitati.

    Mazzi tematici: l’inizio del gioco competitivo

    A corredo del set base, WotC si dedicò alla produzione di quattro mazzi tematici dal nome italiano “Buio totale”, “Incendio”, “Supercrescita” e “Zap!”. Questi sono composti da 60 carte l’uno, regolamento di gioco, segnalini danno, lista delle carte ed una monetina per il Testa o Croce raffigurante Chansey.

    Confronto tra i differenti mazzi tematici in lingua inglese

    In ognuno si trova una carta olografica del set, rispettivamente Hitmonchan, Ninetales, Gyarados e Mewtwo, oltre che tutte le restanti carte (sempre del set) necessarie alla costruzione del mazzo. Oltre ai classici mazzi venne prodotto un deck speciale pensato per i neofiti del GCC, il “Set introduttivo per 2 giocatori”. Questo è composto da due mazzi di 30 carte l’uno, uno di tipo lotta ed uno di tipo fuoco, più un Machamp olografico in prima edizione, sigillato a parte (61 carte totali). Anche qui era contenuto il regolamento di gioco, segnalini danno, lista delle carte ma non la monetina.

    L’angolo dell’illustratore

    Gli illustratori che hanno raffigurato i Pokémon delle carte dell’Expansion Pack sono molto pochi rispetto al team di illustratori che siamo abituati a vedere nei set di carte odierni. In ordine decrescente di numero di carte illustrate abbiamo Ken Sugimori, Mitsuhiro Arita e Keiji Kinebuchi. Questi tre illustratori hanno fatto la storia del brand Pokémon e mi piace considerarli l’anima portante del Set Base. Diventa quindi necessaria un’introduzione a questi artisti che ritroveremo più e più volte nel corso dell’analisi dei vari set.

    Ken Sugimori

    Ken Sugimori è l’illustratore ed ideatore degli artwork originali dei giochi Pokémon, ha progettato da zero un gran numero di mostriciattoli tascabili, ha lavorato come “character concept artist” per numerosi film della saga e tutt’ora illustra un gran numero di carte nei set moderni. Lo stile utilizzato da Sugimori per le carte appartenenti al Set Base (e per molte altre) è molto grezzo e poco elaborato. Una volta scelto uno sfondo ed applicatoci alcuni filtri base ci veniva letteralmente incollato l’artwork originale da lui ideato per i giochi Pokémon della serie. A causa di questa scelta grafica gran parte delle sue carte illustrate richiama alla staticità, al “già visto” e ad un senso di rammarico dovuto all’assenza di interpretazione dell’artista. Sugimori però esprime tutte le sue capacità nelle illustrazioni dei personaggi presenti in alcune carte Trainer. Il soggetto è curato nei minimi dettagli e viene caratterizzato al meglio.

    Mitsuhiro Arita

    Mitsuhiro Arita è l’illustratore “puro” più longevo nella storia del GCC in quanto tutt’ora illustra un numero notevole di carte per set, evolvendo lo stile grafico negli anni in modo più che egregio. Nelle illustrazioni del Set Base, di cui la più celebre è sicuramente quella di Charizard [4/102], Arita fa uso prevalentemente di acquarelli e pastelli delineando con fermezza i contorni tra Pokémon e sfondo. Grazie ad Arita troviamo all’interno del set carte artisticamente di alto livello in quanto, oltre ad un’interpretazione del Pokémon, vi è anche un grosso studio del background in cui questo viene collocato così da ricrearne il naturale habitat; un esempio può essere il bellissimo Nidorino [37/102].

    Quattro iconiche carte illustrate dai quattro differenti artisti [collezione personale]

    Keiji Kinebuchi

    Keiji Kinebuchi è il primo illustratore 3D per il Pokémon TCG, nonché illustratore e ideatore delle carte Energia ancora in uso oggi. Il suo stile 3D così essenziale è dovuto alle limitazioni dei software di quegli anni; troviamo quindi Pokémon e carte Trainer con forme molto semplici ed effetti di texture e luci basilari. Sfortunatamente nei set degli ultimi anni non è possibile trovare carte illustrate da Kinebuchi, se non ristampe o carte Energia. Durante un’intervista del suo amico Arita, siamo venuti a conoscenza della sua morte tra il 2003 ed il 2004 per malattia.

    Tomoaki Imakuni

    Nel Set Base è in realtà presente anche un quarto illustratore che ha illustrato una sola carta: Tomoaki Imakuni, meglio noto come Imakuni?. La carta in questione è il Porygon [39/102]; le uniche tre illustrazioni 3D ad opera di Imakuni rappresentano infatti sempre un Porygon. Imakuni non nasce come illustratore per il TCG, bensì come musicista di alcune canzoni della serie televisiva dei Pokémon e come promotore eccentrico del TCG. Oltre ai suddetti Porygon, Imakuni ha avuto come ruolo quello di illustrare alcune carte promozionali (T promotional cards, P promotional cards) ed alcune carte Trainer goliardiche presenti nell’Expansion Sheet 3. Il suo stile è iconico ed estremamente riconoscibile. Nonostante i suoi Porygon in 3D siano molto classici, le altre illustrazioni hanno uno stile giocoso ed estroverso. Tutte le Trainer raffigurano gag comiche con lui come protagonista.


    Carte promozionali ed errori

    Prima di entrare nel dettaglio delle singole carte è utile evidenziare come le tirature inglesi shadowless 1st e shadowless fossero affette da molti errori, dalla scrittura, al posizionamento del testo, fino alla qualità della stampa. A conferma di ciò, ad esempio, tutte le carte del Set Base nella versione shadowless 1st possono presentare il logo della prima edizione di color grigio, invece che nero (“Grey stamp error”).

    Carte come Kakuna [33/102] e Bulbasaur [44/102] invece hanno degli errori relativi alle caratteristiche fisiche del Pokémon (peso, altezza), corrette poi nella versione unlimited. Altro errore molto comune è quello che affligge le carte di Caterpie [45/102] e Metapod [54/102] in cui si riporta rispettivamente i punti vita con la scritta “HP 40” invece che “40 HP” e “HP 70” invece che “70 HP”. Anche le carte di Vulpix [68/102] nelle versioni shadowless 1st, shadowless ed unlimited riportano come punti vita la scritta “HP 50” invece che “50 HP”. Solo la versione 4th print permise la correzione di tale errore. Questo è uno dei pochi casi in cui la versione corretta è più ricercata e costosa di quella errata. Un ulteriore errore di scrittura lo si ha nella carta Trainer “Imposter Professor Oak” [73/102] in cui nelle due versioni shadowless c’è scritto erroneamente “Impostor Professor Oak”.

    Errori più iconici nel Set Base

    Blastoise [2/102]: Alcune versioni unlimited in lingua inglese di questa carta sono caratterizzate da un errore di stampa; sopra i punti vita, della dicitura “Put Blastoise on the Stage I card” manca la parola “Stage”.

    Blastoise “Stage error”

    Machamp [8/102]: Il Machamp olografico del set base occidentale è esclusivo del Set introduttivo per 2 giocatori e non può esser trovato nelle bustine di espansione. In italiano esiste solo la prima edizione mentre in inglese ne esiste anche una unlimited ottenibile con l’acquisto del mazzo “Trainer Deck A”; tale mazzo serviva ai leader di lega per ottenere informazioni sul TCG. Il mazzo, non venduto pubblicamente, era distribuito in Nord America durante delle manifestazioni simili alle future Leghe Pokémon per un tempo limitato prima del lancio ufficiale del gioco di carte collezionabili. Ogni carta contenuta nel Trainer Deck A è esclusiva di questo mazzo ed è riconoscibile grazie al bordo rosso sul back della carta e ad una scritta rossa sul retro che cita “Trainer Deck A”. Il Machamp contenuto nel Trainer Deck A non è olografico.

    Machamp proveniente dal Trainer Deck A

    Ninetales [12/102]: In tutte le carte nella sola versione shadowless il danno dato dall’attacco “Fire Blast” è assente. Comunemente si parla di “No damage Ninetales”.

    Beedrill [17/102]: Poche carte inglesi nella versione unlimited presentano un errore; nella parola “Defending” presente nell’attacco “Poison Sting” hanno scritto D.efending

    Wartortle [42/102]: Poche copie unlimited di questa carta in lingua inglese hanno, nello spazio inerente al Pokémon da cui evolvono in alto a sinistra, un Wartortle invece che uno Squirtle; comunemente si parla di “Evolution Box Wartortle”. L’errore, presente anche nella prima edizione e nella versione unlimited in lingua portoghese, non è mai stato corretto.

    Wartortle Evolution box error

    Diglett [47/102]: Le prime stampe della versione unlimited inglese di questa carta presentano il simbolo dell’energia necessaria alla mossa “Dig” ruotato di novanta gradi in senso antiorario; comunemente si parla di “Fight symbol error

    Diglett fight symbol error

    Il leggendario Raichu Prerelease

    Alcune copie unlimited in lingua inglese di questa carta (solo otto secondo WotC) vennero stampate con il simbolo PRERELEASE dorato sopra l’artwork. Sembra che queste carte siano legate alla produzione del Clefable PRERELEASE in quanto, alcuni Raichu si trovavano proprio sul foglio di stampa dei Clefable in fase di prerelease del futuro set Jungle. Wizards però negò l’esistenza fino a quando un loro collaboratore rilasciò un’immagine della carta nel 2006. Tuttavia, la legittimità di questa carta rimane dubbia, anche a causa delle innumerevoli repliche che si possono trovare in vendita e dell’assenza di carte autenticate. Se Raichu prerelease esistesse davvero, grazie a questa particolare storia e quindi alla tiratura limitatissima, risulterebbe una delle carte Pokémon più rare al mondo.

    Raichu PRERELEASE

    Le mille versioni del Pikachu Set Base

    Di questa carta esistono, tra tirature, errori, forme alternative, ristampe e promo, almeno un’ottantina di versioni. Poiché lo scopo di questo articolo è mettere in luce tutti segreti che il Set Base racchiude ci concentreremo solo sulle principali versioni appartenenti a questo set, escludendo quindi ristampe e promo uscite in anni successivi. La versione di base a cui possiamo far riferimento per contestualizzare tutte le altre è la unlimited inglese o giapponese. Qui troviamo un Pikachu paffutello con le guance gialle e tutte le caratteristiche del layout carta peculiari di queste versioni e già trattate (ombreggiatura sul bordo del boxartwork, copyright 1999, assenza bollino 1 edizione ecc..). Focalizzandoci sulla versione shadowless 1st e shadowless notiamo che è possibile trovare il Pikachu con due colorazioni di guance diverse: rosse e gialle.

    Confronto tra un Pikachu red chicks ed uno normale

    Avremo quindi sia un Pikachu shadowless 1st con le guance rosse e gialle che un Pikachu shadowless con guance rosse e gialle. I Pikachu con le guance rosse (red chicks) appartengono alle prime tirature di quella versione. Solo in un successivo momento Wizard of the Coast decise di riportare il colore delle guance a giallo, colore originale usato nelle versioni giapponesi. Le due versioni con guance rosse sono considerate da molti un errore di stampa anche se ufficialmente non può esser considerato tale. Sebbene l’artwork originale di Arita fosse con le guance gialle a causa dei fulmini generati, WotC pensò che le guance dovessero essere rosse. Il colore, senza alcuna autorizzazione, cambiò in rosso in modo da rimaner fedeli ai colori dello sprite originale presente nei giochi.

    Passando invece agli errori più noti è obbligo citare il “Ghost E ITION error”. Alcune copie inglesi delle shadowless 1st presentavano il timbro della 1st edition incompleto. Oltre ad una tonalità grigio chiaro del simbolo, invece che il classico nero, è completamente assente la dicitura “1st” e la “D” della parola “EDITION”.

    Confronto tra un Pikachu Ghost E ITION error ed uno normale

    Pikachu promozionali

    Il Pikachu “PokéTour è una promo inglese unlimited distribuita in Australia nel 1999 all’interno di un pacchetto viaggio per i visitatori di alcune località di interesse. La carta presenta il logo “PokéTour 1999” dorato sopra l’artwork. Il Pikachu “E3” è una promo inglese uscita sia in versione shadowless che unlimited distribuita per l’E3 (Electronic Entertainment Expo) a Los Angeles nel 1999. È importante sottolineare come il Pikachu shadowless abbia le guance rosse ed è quindi considerato estremamente più raro. Questa carta è riconoscibile dal logo dorato “E3” riportato a destra sotto l’artwork. Il Pikachu “World Collection 2000 è una promo coreana unlimited appartenente al mini-set “Pikachu World Collection” di 9 carte, ognuna stampata in una lingua differente. Questa carta è riconoscibile grazie alla presenza della sagoma della coda di Pikachu dorata posta nella posizione in cui solitamente è collocato il simbolo di prima edizione.

    Magic e Pokémon unite da WotC

    Esiste un ulteriore errore che affligge alcune carte unlimited del Set Base in lingua tedesca, forse il più particolare e assurdo. Agli albori dell’acquisizione dei diritti da parte di WotC per la distribuzione delle carte Pokémon, l’azienda possedeva già quelli per il gioco di carte collezionabili Magic: the Gathering (MtG).

    Growlite square cut MtG error

    Durante le prime stampe del Set Base tedesco alcuni fogli Pokémon e MtG vennero mischiati nell’impianto di stampa e i dipendenti di allora se ne accorsero solo in fase di confezionamento. Le carte risultanti da questo mix riportavano il front di alcuni Pokémon ed il back classico delle carte MtG. Un’ulteriore caratteristica erano gli angoli a punta invece che con il classico raccordo (square cut corners). Per rimediare a questo errore il controllo qualità di WotC fece distruggere tutte le carte, ma alcune sfuggirono al controllo. Ad oggi ne possiamo trovare solo dieci esistenti, di cui un Arcanine, un Growlite, due Weedle, quattro Nidoran e due Tangela.

  • Vi presento il nuovo logo di Pokémon Next

    Vi presento il nuovo logo di Pokémon Next

    Pokémon Next rinnova la propria immagine presentando il nuovo logo che verrà utilizzato a partire da oggi, 18 ottobre 2021.

    Entra nel Gruppo Telegram di Pokémon Next per seguire tutte le novità e commentarle con gli altri utenti: http://bit.ly/2F95vcD

    Il nostro progetto ha avuto inizio nel, ormai, lontano gennaio del 2016. Sono passati più di 5 anni da allora, un lasso di tempo relativamente breve considerando che le “community sorelle” del panorama italiano di Pokémon e Nintendo esistono da molto più tempo, ma la nostra volontà di migliorare, per voi, continua a crescere a dismisura tutt’oggi.

    Dal 2018 abbiamo adottato una tipologia di logo semplice ma efficace: una Poké Ball (simbolo dell’intero mondo Pokémon dal 1996) a forma di N (lettera che richiama, ovviamente, “Next”). Da quel momento in poi, la nostra identità ha continuato ad evolversi di anno in anno, anche nel 2021.

    Il nostro nuovo logo è il terzo restyling che il concept iniziale ha ricevuto dal 2018. Così come il mondo Pokémon continua a correre velocemente, vedendo anche l’arrivo di progetti come Pokémon Diamante Lucente, Pokémon Perla Splendente che usciranno da qui ad un mese, ed il rivoluzionario Leggende Pokémon: Arceus, l’idea alla base di questo cambiamento è stata proprio quella di trasmettere dinamicità.

    Proseguiremo il nostro cammino iniziando nuovamente, con questo nuovo logo, con il colore rosso. Chi ci segue da più tempo sa bene che si tratta del nostro colore principale praticamente dagli albori, dunque ci sembrava giusto ripartire così.

    Per questo grande lavoro, non posso non ringraziare e sottolineare la bravura di @itswreckingart (Marco) e @Br1oski (Matteo), che hanno entrambi preso a cuore il progetto e hanno accontentato le mie richieste, nonché tute le persone che mi hanno fornito i loro preziosi pareri.

    Oltre ad un aggiornamento della nostra immagine, che verrà nel corso dei giorni implementata in tutte le grafiche di Pokémon Next, il nostro impegno è principalmente quello di fornirvi sempre più contenuti esclusivi sulle nostre piattaforme: dal sito web a YouTube, passando per Twitch e tutti gli altri social.

    Ne approfitto, personalmente, per ringraziare tutti i nuovi appassionati che hanno iniziato a seguirci da poco e, soprattutto, tutti coloro che fanno parte di questa community da più tempo.

    Infine, assolutamente non meno importanti, un grande grazie a tutti i ragazzi che dal 2016 hanno contribuito e contribuiscono, in qualsiasi forma, allo sviluppo di Pokémon Next, che sono da sempre il vero cuore di questa grande avventura.

    Verso nuove generazioni, insieme.

  • Giallo di Bosco Smeraldo, la predestinata

    Giallo di Bosco Smeraldo, la predestinata

    Tempo fa, abbiamo realizzato un articolo nel quale parlavamo dell’universo della serie manga Pokémon: La Grande Avventura e di come essa tratti il mondo Pokémon in una maniera totalmente nuova e innovativa, che vi invitiamo a leggere nel caso in cui ve lo foste perso cliccando qui. In quest’articolo, invece, racconteremo la storia di Giallo, giovane allenatrice proveniente da Bosco Smeraldo, dotata di uno straordinario e unico potere

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    La Grande Avventura di Giallo

    Arco Rosso, Blu & Verde

    Giallo è una giovane e ingenua ragazzina che vive pacificamente le sue giornate a Smeraldopoli. Durante una sua spedizione presso Bosco Smeraldo, però, un Dratini fuori controllo l’attacca ed ella, trovandosi in seria difficoltà e senza alcun Pokémon al suo fianco, corre subito alla ricerca di aiuto. In suo soccorso arriva Rosso – allenatore proveniente da Biancavilla – che sconfigge Dratini insieme ai suoi fidati Pokémon. Dopo averla tratta in salvo, Rosso convince Giallo a catturare il suo primo Pokémon, ovvero un esemplare di Rattata che la giovane ragazzina soprannomina affettuosamente “Ratty”. Rosso, allora, dice a Giallo che se lei, in futuro, allenerà i suoi Pokémon con amore, essi le saranno sempre vicino in qualsiasi momento. Giallo, in seguito, cura Rosso da alcune ferite subite nel corso della sua lotta contro Giovanni, Capopalestra della città di Smeraldopoli, utilizzando il suo particolare potere, consistente non solo nel curare le ferite di Pokémon ed esseri umani, ma anche nel leggere nella mente di tutti mostriciattoli tascabili. Questo potere, inoltre, si palesa esclusivamente nella città di Smeraldopoli e su determinati neonati, che, secondo una leggenda, sono destinati ad essere ricordati per le loro gesta. Nel nostro caso, i neonati predestinati sono due, ovvero Giallo e Lance, leader dei Superquattro anch’egli originario di Smeraldopoli.

    Arco Giallo

    Sono passati due lunghi anni dall’ultimo incontro di Giallo e Rosso, nel corso dei quali il giovanotto proveniente da Biancavilla, dopo essere diventato Campione della regione di Kanto sconfiggendo in una lotta epocale il suo rivale Blu, scompare misteriosamente dalla circolazione a seguito dell’invito ricevuto dal Superquattro Bruno a misurarsi con lui in uno scontro. A causa della sua scomparsa, dunque, tutti gli amici di Rosso si mettono alla sua ricerca. Ma cosa c’entra Giallo in tutto ciò? Ebbene, mentre la piccola ragazzina si trova presso il Bosco Smeraldo insieme al suo Ratty e al suo Dody – esemplare di Doduo regalatole da suo zio, viene trovata da Verde – amica di vecchia data di Rosso – che, scorgendo dei ritratti raffiguranti proprio il suo amico sperduto nell’album da disegno di Giallo, le chiede di mettersi alla ricerca di Rosso e del suo Pikachu, che pare essere riuscito a sfuggire alla minaccia dei Superquattro. Prima di mettersi in viaggio, però, Giallo viene camuffata come un maschio da Verde grazie ad un cappello di paglia al cui interno Verde stessa vi inserisce segretamente dei localizzatori e dei rilevatori, in modo da seguire al meglio il viaggio di Giallo.

    Giallo allora giunge finalmente a Biancavilla dove trova il Pikachu di Rosso. Prima di prenderlo con sé, però, Giallo viene sfidata in una lotta dal Professor Oak, il quale inizialmente non è convinto delle reali capacità della giovane. La ragazza, però, riesce a sconfiggere il Professor Oak e si mette in viaggio, decidendo di sconfiggere personalmente i Superquattro in modo da vendicare Rosso e in particolare Pikachu, rimasto traumatizzato e malconcio a causa del suo incontro con i quattro loschi figuri. In seguito, Giallo si reca nuovamente a Bosco Smeraldo, dove incontra e salva da un feroce esemplare di Seadra il famoso ricercatore di Pokémon Bill, ricorrendo in quell’occasione all’utilizzo dei suoi poteri.

    Giallo, dopo questa particolare disavventura, passa un altro po’ di tempo insieme a Bill, tempo che, ahinoi, viene condito da un avvenimento ben peggiore. Infatti i due poveri giovani si imbattono in Lorelei, Superquattro esperta del tipo Ghiaccio che, incuriosita dai poteri di Giallo, tenta di prenderla in ostaggio usando i suoi esemplari di Dewgong e di Cloyster, che seppelliscono vivi Giallo e Bill attraverso l’uso dei loro attacchi più potenti. Giallo, però,  mantiene la calma nonostante la gravità della situazione e riesce a sfuggire da una morte certa grazie all’aiuto dei suoi Pokémon, usati come diversivi mentre ella era intenta a trovare una via di fuga. Lorelei, lasciatasi sfuggire Giallo, avverte Agatha, altra Superquattro della regione di Kanto, del suo incontro con la giovane ragazzina, dei suoi particolari poteri e del fatto che il Pikachu di Rosso è sotto la custodia del loro nuovo bersaglio.

    Agatha, allora, recluta Miles, giovane studente della Scuola Pokémon dotato di una grande intelligenza e destrezza nelle lotte, così da consegnare nelle mani dei Superquattro Giallo e Pikachu. Trovata da Erika, Giallo e la Capopalestra esperta del tipo Erba giungono ad Azzurropoli, dove la donna le chiede di affidarle Pikachu, poiché ella crede che la ragazza proveniente da Smeraldopoli non sia abbastanza pronta per affrontare i Superquattro. Tuttavia, Giallo stupisce la scettica Erika sconfiggendo in una lotta molto impegnativa Miles, che, per attirare l’attenzione di Pikachu, appare di fronte ai suoi occhi e a quelli di Giallo travestito da niente meno che Rosso. Una volta sconfitto, Miles viene portato via da un Gastly appartenente ad Agatha, il quale viene attaccato prima da Blaine che, non solo lo manca, ma rischia anche di ridurre in cenere un albero nel quale vi risiede un piccolo Caterpie, salvato poi da Giallo. In seguito, il Gastly di Agatha viene sconfitto con grande maestria da Blu, il rivale di lunga data di Rosso, giunto sul posto pensando di ritrovare il suo vecchio amico.

    Rimasta ammaliata dalla maestria di Blu durante la lotta contro il Gastly di Agatha, Giallo chiede al nipote del Professor Oak di allenarla fino allo stremo delle forze, in modo da prepararla al meglio per sgomimare la minaccia dei Superquattro una volta per tutte. Blu, inizialmente titubante, decide di portare con sé Giallo, avvertendola, però, che al minimo segnale di resa, non l’avrebbe più allenata. E così, con l’aggiunta alla sua squadra di un Omanyte e di un Graveler, dati in prestito da Misty e Brock e soprannominati poi da Giallo rispettivamente “Omny” e “Gravvy”, la giovane ragazzina parte finalmente insieme a Blu verso una località a lei sconosciuta. Giunti presso il luogo d’allenamento, Giallo fa la scoperta del fenomeno dell’evoluzione, assistendo a quella del suo Rattata in un Raticate. Inoltre, ella impara anche a catturare un Pokémon, facendo entrare nella sua schiera di alleati il Caterpie da lei salvato presso Azzurropoli, soprannominato poi “Kitty”. La ragazza, però, dopo uno scontro con un branco di Mankey capeggiati da un Primape, decide di allenarsi per conto proprio, poiché Blu, durante la lotta contro il branco di Pokémon Suinpanzé, capisce che la sua nuova allieva non è ancora in grado di sconfiggere i suoi avversari tutti da sola.

    Allenatasi a dovere, Giallo decide di lasciare Blu e di raggiungere l’Isola Sommacco, sede del quartier generale dei Superquattro, per sventare i loro piani. Purtroppo però, la giovane non può attraversare il mare antistante il luogo del suo allenamento poiché nella sua squadra non è presente un Pokémon che conosce la mossa Surf. Di conseguenza, Giallo sale a bordo della Motonave Anna su consiglio di Blu, dove affronta e sconfigge Fulvio, Rio ed Enrico, i tre Capisquadra del Team Rocket, mostrando dei grandi miglioramenti nell’escogitare le sue strategie nelle situazioni più critiche.

    Giallo, per sopperire alla mancanza nella sua squadra di un Pokémon in grado di usare Surf, decide di partecipare alla Gara di Surf tenuta ad Aranciopoli, per vincere Dragonair, Pokémon che conosce proprio la già citata mossa. Tuttavia, prima dell’inizio della gara, alla quale Giallo partecipa con uno Slowpoke datole in prestito da un nuotatore, l’esemplare di Dragonair si alza in cielo e, richiamato dal Superquattro Lance, che si scopre essere il suo Allenatore, distrugge con un potentissimo attacco la città di Aranciopoli. In seguito, Lance, notando che Giallo ha con sé il Pikachu di Rosso, attacca violentemente la giovane per catturare definitivamente il Pokémon Topo, non riuscendoci grazie ad una fortuita mossa proprio di Pikachu, che impara la mossa Surf ricorrendo ad uno stratagemma attraverso l’uso della mossa Sostituto. Dopo l’incontro con Lance, Giallo fa un’ultima sosta presso l’Isola Cannella, dove incontra Blaine che le dice di partire al più presto verso l’Isola Sommacco, dato che i Superquattro hanno iniziato la loro avanzata mandando un’orda di Pokémon presso le città di Plumbeopoli, Azzurropoli e Celestopoli.

    Arrivata dopo un lungo tragitto presso l’Isola Sommacco, Giallo riesce ad entrare nella grotta dove vi è situato la base dei Superquattro insieme a Blu, grazie all’aiuto degli esemplari di Jigglypuff e Horsea di Verde. Una volta entrati, Giallo e Blu si ricongiungono con appunto Verde, Blaine e Bill. Sorprendentemente, i cinque ragazzi decidono di fare squadra con Koga, L.T. Surge e Sabrina, i tre ex generali del Team Rocket giunti sul posto per sgominare anche loro la minaccia dei Superquattro. Per la lotta contro i già citati uomini, l’Alakazam di Sabrina crea i Cucchiai del destino, speciali cucchiai che abbinano due Allenatori con stili di lotta e personalità simili. Giallo e Blaine, venendo scelti dal cucchiaio come compagni di lotta, decidono subito di mettersi alla ricerca di Lance e di sconfiggerlo. Prima dello scontro, però, Giallo e Blaine scoprono con immensa gioia che Rosso è ancora vivo e che ha intenzione di terminare la sua sfida personale contro il Superquattro Bruno, aiutato da L.T. Surge. L’esemplare di Electrode di L.T. Surge, però, per dare il colpo di grazia a Bruno utilizzando la mossa Esplosione, crea uno tsunami che spazza via il cappello di Giallo. Così facendo, la giovane si ritrova costretta a rivelare a Blaine che ella è in realtà una femmina e non un maschio come tutti credevano inizialmente. Una volta finito di ascoltare la storia di Giallo, Lance giunge sul posto e si batte con il Mewtwo di Blaine arrivando quasi a perdere. Tuttavia, Blaine e Mewtwo fanno posto a Giallo per via dell’immenso dispendio di forza impiegato durante la lotta.

    Giallo e Lance, dunque, iniziano la loro lotta epocale, che vede i due Allenatori tenersi testa arditamente. Quando, però, Lance e Giallo si spostano sulla cima dell’Isola Sommacco, la ragazza rischia di venire definitivamente sconfitta, poiché Lance le rivela che anche lui è di Smeraldopoli e che sa usare i suoi stessi poteri. Tutto sembra andare per il verso giusto per Lance, ma, a sorpresa, arriva in soccorso di Giallo Giovanni, che mette a dura prova le abilità del Superquattro. Lance, però, approfitta del fatto che il Capo del Team Rocket è anche il Capopalestra della città di Smeraldopoli per evocare con l’Amplificatore di Energia delle Medaglie, speciale strumento che aumenta di molto la potenza dei Pokémon circostanti, il Pokémon leggendario Lugia. Giallo, però, non si perde d’animo e, facendo incanalare la forza di tutti i membri della sua squadra, evolutisi nella lotta su sua decisione, permette a Pikachu di sferrare Megafulmine, una potentissima mossa che mette la parola fine alla minaccia di Lance e di Lugia. Terminato lo scontro, infine, Giallo viene tratta in salvo da Rosso al quale restituisce, con immensa tristezza, il suo fidato Pikachu.

    Arco Oro, Argento & Cristallo

    Dopo gli avvenimenti dell’arco ad ella dedicato, Giallo torna a Smeraldopoli per condurre finalmente una vita tranquilla al fianco dei suoi Pokémon, a cui si unirà Chuchu, esemplare di Pikachu femmina, che inizia una relazione con il Pikachu di Rosso – che Giallo riavrà con sé solo quando l’Allenatore decide di recarsi presso le terme situate sul Monte Argento per curarsi da alcuni acciacchi dovuti allo stato di congelamento di quando lottò contro il Superquattro Bruno. Un giorno, però, Giallo viene chiamata da suo zio, che le chiede di compiere delle ricerche nella regione di Johto in merito al Pokémon che Lance evocò quando i due si sono scontrati. La ragazza, allora, si mette in marcia verso la suddetta regione, nella quale ha modo di farvi tante nuove conoscenze. Prima, però, Giallo fa visita alla Torre Bruciata, dove, grazie all’Aladargento e all’Ala d’Iride messe da Verde sul suo cappello di paglia, provoca il risveglio di Raikou, Entei e Suicune, le tre bestie leggendarie di Johto. Tra tutte le conoscenze fatte da Giallo nella suddetta regione, spicca sicuramente quella con Cristallo, insieme alla quale giunge presso le Isole Vorticose, luogo in cui scopre che il Pokémon leggendario evocato da Lance all’Isola Sommacco tempo prima è niente meno che Lugia, il quale le scaccerà via dalla sua dimora con un battito d’ali, infastidito dalla loro presenza.

    In seguito a ciò, Giallo perde i sensi e si risveglia presso la Pensione Pokémon del Percorso 34, che viene attaccata dal Team Rocket. Giallo, di conseguenza, protegge l’edificio dalla minaccia con i suoi fidati Pokémon. Infine la ragazza affronta nel Bosco di Lecci insieme agli altri protagonisti Maschera di Ghiaccio, il nuovo capo del Team Rocket dopo la dipartita di Giovanni, che cerca di sfuggire agli Allenatori entrando in un vuoto temporale, nel quale Giallo vi fa entrare Oro, Argento e Cristallo, in modo che siano loro a sconfiggere definitivamente l’uomo. Infine, la giovane, quando i tre ragazzi escono dal vuoto, vedendo che Oro ha dalla sua parte un Pichu, nato dalla relazione tra il Pikachu di Rosso e la Pikachu di Giallo, decide di denominare l’allora sconosciuta specie proprio con il nome di Pichu.

    Arco Rosso Fuoco & Verde Foglia

    Dopo aver contribuito alla lotta contro Maschera di Ghiaccio, Giallo ritorna a Smeraldopoli con lo scopo di incontrare di nuovo Blu, da poco divenuto nuovo Capopalestra della sopracitata città. Giunta nella palestra della sua città natale, la ragazza vi trova solo un ologramma del nuovo Capopalestra, il quale la sconfigge senza troppe difficoltà. Uscita dall’edificio, Giallo incontra dopo tempo Argento, il quale le dice di essere lì per scoprire qualcosa in più sui suoi genitori che non vede da ormai molti anni. Giallo, allora, ricorre alla lettura nella mente dello Sneasel di Argento, scorgendo soltanto una statua di Giovanni situata in precedenza nella già citata palestra. Argento, allora, decide di mettersi alla ricerca dell’uomo per scoprire se egli abbia in qualche modo un legame con la statua, venendo però esortato da Giallo di non farlo, data l’estrema crudeltà di Giovanni. Improvvisamente, un’astronave con su scritto il simbolo del Team Rocket giunge lì vicino per rapire il giovane Argento, riuscendoci dopo che Sird e Orm, due membri della già citata organizzazione, rivelano al ragazzo che egli è proprio il figlio di Giovanni. Giallo, allora, cerca di salvare Argento infiltrandosi nell’astronave del Team Rocket grazie ai suoi Pokémon. Qui vi incontra, con suo grande stupore, Rosso, il quale sta cercando di fermare l’avanzata di Giovanni lottando contro il suo Deoxys.

    Quest’ultimo comunica telepaticamente con Giallo, cercando di dirle qualcosa in più sul suo passato e su ciò che potrebbe accadere loro se non fermano Giovanni. In seguito, Sird racconta della separazione del Deoxys di Giovanni con un altro esemplare suo gemello, rivelandole che ora che hanno Argento tra le loro mani, sono intenzionati di sbarazzarsi dei due Pokémon DNA. A causa del grande dispendio di forze impiegato nella lettura della mente di Deoxys, Giallo cade priva di sensi in un misterioso buco nero, non prima di dire a Rosso che, anni prima, Giovanni ha somministrato parte del suo sangue per creare i due Deoxys. La ragazza, infine, dopo essere uscita dal già citato buco nero, viene trasformata in pietra insieme a Rosso, Blu, Verde e Argento a causa del raggio del Darkrai di Sird indirizzato verso il secondo Deoxys…

    Arco Smeraldo

    A seguito degli eventi avvenuti nell’Arco Rosso Fuoco & Verde Foglia, Giallo, insieme agli altri possessori del Pokédex nonché suoi amici, si trova in uno stato di incoscienza totale dovuta al raggio pietrificante lanciato dal Darkrai di Sird. Per questo motivo, il Professor Oak viaggerà in lungo e in largo per liberarli dalla pietrificazione. Dopo lunghe ricerche, il Professor Oak scopre che Jirachi, Pokémon misterioso originario della regione di Hoenn, è in procinto di risvegliarsi da un lungo sonno durato mille anni vicino al Parco Lotta, località situata nella sopracitata regione. Scoperto ciò, incarica Smeraldo, giovane Allenatore di Hoenn, di recarsi presso il Parco Lotta per convincere Jirachi a liberare i possessori del Pokédex dallo stato di pietrificazione, riuscendoci solo dopo numerosi tentativi. Fatto ciò, Giallo e i suoi amici si risvegliano, e proprio l’Allenatrice originaria di Smeraldopoli sconfigge Guile Hideout, principale antagonista dell’Arco Smeraldo, il quale aveva utilizzato a proprio piacimento i poteri di Jirachi. Sventata finalmente la minaccia del malvagio uomo, Giallo partecipa con i suoi alleati ad uno speciale torneo tenuto presso la Cupola Lotta che, però, non riesce a vincere a causa della superiorità di Smeraldo che esce trionfante dal torneo.

    Arco Diamante & Perla

    Nonostante la ragazza non appaia fisicamente, Giallo compie delle fugaci apparizioni nell’Arco Diamante & Perla. Infatti, la si vede comparire brevemente insieme agli possessori del Pokédex mentre la Recluta di livello avanzato, misterioso personaggio presente nel già citato arco narrativo, parla proprio del dispositivo a Diamante, anch’egli personaggio di grande importanza nell’Arco Diamante & Perla. In seguito, Giallo viene anche menzionata da Sird, ex membro del Team Rocket ora comandante del Team Galassia, mentre è intenta a ricordare quando, in passato, Giallo, Rosso, Blu, Verde e Argento furono pietrificati dal raggio del suo Darkrai.

  • Come vorremmo una forma alternativa di Cresselia

    Come vorremmo una forma alternativa di Cresselia

    Dato che la regione di Sinnoh sarà protagonista assoluta nei prossimi mesi, abbiamo provato ad immaginare una nuova forma di Cresselia.

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    Cresselia è il Pokémon Falcato ed è parte del Duo Lunare di Sinnoh insieme ad un altro Pokémon leggendario, Darkrai, di cui abbiamo provato ad immagine una forma alternativa qualche giorno fa. Nella speranza di poter vedere presto una nuova forma per Cresselia e gli altri Pokémon, vi lasciamo al commento dell’autrice del disegno, la nostra formidabile @Mineko:

    “L’idea di partenza è di per sé molto semplice: sono partita dal concept originale di questo meraviglioso Pokémon ed ho deciso di ampliarlo.

    Cresselia deve dominare lo spazio del cosmo ed essere un punto di riferimento per tutti, non soltanto per i giovani Allenatori in procinto di iniziare il loro viaggio o per quelli più guidati e con un passato alle spalle, ma anche per i semplici viaggiatori.

    I colori del suo corpo diventano in generale più scuri, in particolare l’azzurro che si trasforma in un blu notte con il simboli che ricordano, il cosmo, appunto, a farne da pattern.

  • Intervista a 3DClouds, il team italiano autore di King of Seas

    Intervista a 3DClouds, il team italiano autore di King of Seas

    Abbiamo avuto il piacere di intervistare il team di 3DClouds, software house italiana con diversi titoli indie all’attivo, tra cui è impossibile non menzionare il recente King of Seasqui trovate la nostra recensione – che ha ricevuto pareri molto positivi da parte della critica.

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    Qui di seguito troverete le domande e le risposte, ma è doveroso ringraziare tutto il team di 3DClouds per la grande disponibilità, e Nintendo Italia, che ci ha dato la possibilità – e l’opportunità – di realizzare questa intervista.


    • Raccontatemi un po’ di voi, come nasce 3DClouds?

    3Dclouds nasce da un’idea ben precisa e cioè quella di avere uno studio indipendente completamente italiano capace di confrontarsi ad armi pari con tutti gli sviluppatori indipendenti di fama mondiale. Lo studio ha iniziato a produrre titoli basati sulle quattro ruote, avendo solide fondamenta legate a quel genere, ma ben presto si è deciso di mettere alla prova le capacità ed uscire dalla comfort zone, arrivando, dopo ben quattro prodotti, a ideare e realizzare King of Seas, un Action RPG piratesco. Non solo produzioni proprie però visto che 3DClouds offre servizi per l’ideazione di titoli di terze parti e sempre più realtà si stanno appoggiando al nostro studio. Parliamo di brand di rilievo come Fast and Furious o Blaze, marchi famosi per ampie fasce di mercato con cui collaboriamo per sviluppare prodotti ad hoc.

    • Sono curioso, puoi raccontarci come si svolge una giornata tipo di un Community Manager?

    Non essendo uno studio composto da centinaia di persone, la mia giornata non è ovviamente dedicata esclusivamente alla gestione della community e, soprattutto, non c’è mai un vero inizio e una fine avendo a che fare con un pubblico sparso in tutto il mondo e sveglio, sostanzialmente, a qualsiasi ora. A grandi linee la mattina è dedicata alla raccolta dei feedback , alla loro valutazione ed eventualmente una veloce riunione con i dev per un allineamento, visto che prendiamo molto seriamente i consigli della community riguardanti bilanciamento e bug sui prodotti. Mi occupo poi anche di tutta la parte di comunicazione dell’azienda, di eventi ma anche di marketing e sponsorizzazione. Infine nei momenti più caldi dello sviluppo mi occupo anche del publishing su Steam e sulle altre piattaforme. Insomma un sacco di cose che coinvolgono, non solo me ma tutti i diversi reparti della produzione.

    • Parliamo di King of Seas: da dove arriva l’idea di un titolo sui pirati?

    Ci sono tanti appassionati dell’universo piratesco all’interno di 3DClouds e, vedendo l’assenza di un titolo del genere soprattutto su Nintendo Switch, ci sembrava il caso di colmare questa mancanza. Abbiamo attinto così a tanti titoli di cui amiamo follemente l’immaginario come Monkey Island, Sid Meier’s o anche Sea of Thieves e abbiamo tirato fuori dal cilindro la nostra personalissima creazione.

    • Gli altri vostri titoli, come ad esempio Xenon Racer e CARRUMBLE, sono molto diversi da King of Seas. Cercavate nuove sfide?

    Si esattamente! Abbiamo iniziato come studio a lavorare sui racing game arcade, perché erano nel nostro DNA ma abbiamo anche sempre voglia di dare vita a nuove idee nascoste in qualche cassetto o a provare a fare qualcosa di inedito, banalmente anche solo per testare i nostri limiti e capire cosa migliorare. Abbiamo la fortuna di poter portare avanti due linee di produzione separate, una sui racing e una più malleabile dove la creatività la fa da padrone rischiando anche progetti non sicuri al 100% ma capaci comunque di farci crescere enormemente dal punto di vista tecnico grazie alla sperimentazione di nuove idee e tecnologie a supporto.

    • Cosa dobbiamo aspettarci da 3DClouds in futuro?

    I piani per il futuro e per i prossimi tre anni, almeno internamente, sono molto chiari. Siamo al lavoro su molteplici progetti e abbiamo anche un piano chiaro per il supporto di King of Seas. Vogliamo inoltre continuare a spingere sull’acceleratore sviluppando qualche altra sorpresa per i giocatori. Non posso ovviamente scendere maggiormente nei dettagli ma gli annunci non sono poi così lontani!

    • Quali sono i titoli che vi hanno influenzato di più nella realizzazione di King of Seas?

    Come dicevo prima Sea of Thieves, Sid Meier’s Pirates ma anche Monkey Island sono state le reference principali, non solo dal punto di vista delle trovate di gameplay ma proprio come immaginario di gioco. Alla fine tutti i giochi di pirati hanno questo minimo comun denominatore che li collega tutti, quasi facessero parte di un singolo unico e immenso universo. Probabilmente è proprio per questo che i giocatori amano così tanto i pirati!

    • Nel vostro team di sviluppo, ci sono più fan dei Pirati dei Caraibi o di One Piece?

    Direi più di One Piece. All’interno di King of Seas, infatti, ci sono tantissimi riferimenti all’opera di Eiichirō Oda ed è impossibile al giorno d’oggi pensare ai pirati e non collegarle automaticamente alle avventure di Luffy. I Pirati dei Caraibi a sua volta trae ispirazioni alle leggende più note dei sette mari, storie che si narravano ben prima che la saga uscisse sul grande schermo.

    • Infine, domanda di rito, un consiglio per chi si vuole approcciare al settore – quello delle software house – in un paese molto tradizionalista come il nostro?

    Sembra una banalità ma il modo migliore per approcciarsi agli studi di sviluppo in Italia resta sempre quello di far vedere di cosa si è capaci. Di portare un portfolio dei propri lavori, di mostrare demo, pitch o comunque qualcosa di tangibile e valutabile. Spesso i soli studi non bastano a dimostrare le proprie capacità e dare sfogo alla propria creatività penso sia il modo migliore per avere una chance di entrare più agilmente in questo settore.

  • Come vorremmo una forma alternativa di Darkrai

    Come vorremmo una forma alternativa di Darkrai

    Dato che la regione di Sinnoh sarà protagonista assoluta nei prossimi mesi, abbiamo provato ad immaginare una nuova forma di Darkrai, uno dei Pokémon leggendari più amati dai fan.

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    Questa versione alternativa è chiamata Fallen King Darkrai (o se preferite Re Caduto Darkrai), provando ad immaginare una vita passata che potrebbe aver vissuto questo Pokémon molto amato dai fan. Vi lasciamo al commento dell’autrice del disegno, la nostra formidabile @Klaud:

    Darkrai è un Pokémon dal design unico e particolare, la cui modifica non è stata semplice ma nemmeno impossibile. Al contrario è una sfida che ho accolto e che mi sono divertita a re immaginare.

    Per prima cosa mi sono documentata, tra voci del Pokédex e l’etimologia che si nasconde dietro il suo nome. Un’ombra vivente che si protegge innescando incubi nelle menti altrui. Inoltre quei denti rossi mi ricordavano una corona, e quindi ho pensato; perché non fare un’ombra di quello che magari… era stato in passato o in un’altra vita?

    Ecco che nasce così l’idea del “Fallen King” o “Re Caduto” Darkrai, un re che ormai è solo l’ombra di sé stesso. Mi sono concentrata nell’estremizzare i particolari di Darkrai, quindi ho aumentato le dimensioni della dentatura rossa, dividendola con un’effettiva corona che si perde nella nube densa alla testa che nella sua nuova forma si gonfia ulteriormente, depositandosi nel collo e creando una sorta di sciarpa che si disperde sulle spalle.

    Delle placche rosse come quelle di un’armatura si creano sui fianchi del corpo illuminate da falsi occhi che copiano quello originale. Le mani si tingono di rosso come la luce che emette l’interno del suo corpo, la cui natura è sconosciuta.

    Darkrai Re Caduto è temibile e non desidera che il suo territorio venga oltrepassato da anime sconosciute, così le allontana causando nelle loro menti veri e propri terrori che spesso danneggiano il cervello delle sue vittime.

    La mia ispirazione è un riferimento chiaro ad un personaggio, ma non dirò chi.

    Ma per chi ha capito, un applauso.

  • Vi presentiamo Regigigas forma Caos

    Vi presentiamo Regigigas forma Caos

    Dato che la regione di Sinnoh sarà protagonista assoluta nei prossimi mesi, abbiamo provato ad immaginare una nuova forma di Regigigas, uno dei Pokémon leggendari più amati dai fan.

    Segui le novità e commenta con tanti altri Allenatori seguendoci su Telegram, Instagram e altri nostri social: https://bit.ly/3i0IKKR

    Conosciamo ormai benissimo il Pokémon Colossale che ha uno stretto legame con i tre regi della regione di Hoenn: Regice, Regirock e Registeel, ma dobbiamo ormai includere nel gruppetto di questi Pokémon anche Regieleki e Regidrago, due nuovi Pokémon introdotti col secondo DLC di Pokémon Spada e Scudo: Le terre innevate della corona. Chissà se in Leggende Pokémon: Arceus ci sarà qualche accenno anche al passato di questo Pokémon nella regione di Sinnoh.

    Questa nostra forma alternativa, chiamata Regigigas forma Caos, parte proprio da questo presupposto. Vi lasciamo al commento dell’autore del disegno, il nostro formidabile @Diggi

    Ho pensato a questa forma di Regigas principalmente per due motivi: in primis volevo immaginarmi una sua versione distopica, corrotta, intaccata, dal momento che questo è un vano tentativo degli esseri umani di ricreare il golem, tentativo fallito dal momento che è fuori controllo, esattamente come i due nuovi regi introdotti con la seconda espansione di Pokémon Spada e Scudo, creature che secondo fonti reperibili in gioco sono bestie da contenere per il loro esagerato potenziale; secondo, volevo dare un utilità effettiva ai nuovi regi e costruirci un qualcosa, dal momento che personalmente li trovo molto inutili a fini della lore.

  • Vi presentiamo Arceus Oscuro

    Vi presentiamo Arceus Oscuro

    Dato che la regione di Sinnoh sarà protagonista assoluta nei prossimi mesi, abbiamo provato ad immaginare una nuova forma di Arceus.

    Segui le novità e commenta con tanti altri Allenatori seguendoci su Telegram, Instagram e altri nostri social: https://bit.ly/3i0IKKR

    Il Pokémon Primevo è sempre stato uno dei Pokémon più affascinanti di tutto il Pokédex, dato che stiamo parlando della Creatura Originaria dalla quale si è originata la regione di Sinnoh e il mondo Pokémon, e presto sarà protagonista assoluto in un videogioco completamente dedicato a lui, proprio Leggende Pokémon: Arceus.

    Questa nostra forma alternativa, chiamata Arceus Oscuro, prende ispirazione da un altro Pokémon in “forma oscura” che è apparso in un capitolo della serie Pokémon. Vi lasciamo al commento dell’autrice del disegno, la nostra formidabile @Moka:

    L’idea di questa forma alternativa di Arceus, Arceus Oscuro, ha avuto origine dal ricordo che ho di Dialga Oscuro presente in Pokémon Mystery Dungeon: Esploratori del Tempo ed Esploratori dell’Oscurità. Da questo, è partito il pensiero di fare una forma alternativa Oscura, un Arceus che è stato corrotto dal male del mondo cambiando radicalmente nella forma, nel colore e nel comportamento.

    Il suo corpo è diventato più sottile e tagliente, le sue precedenti forme smussate e morbide hanno lasciato spazio a una serie di spigoli vivi: le punte dei suoi zoccoli sono diventati degli artigli affilati, la criniera e la coda sono rigidamente puntate verso l’alto, la ruota d’orata che circondava il suo corpo ora ha un colore freddo platino e le sue 4 gemme dei rubini color sangue.

    La sua pelle è diventata nero cenere e i suoi occhi di un rosso scarlatto, elementi volti a simboleggiare la sua pazzia. Il suo carattere benevolo è stato schiacciato da un animo pregno di malvagità, disposto non più a sacrificarsi se necessario per la salvezza del mondo ma bensì a sacrificare il mondo per suoi piaceri personali.

    Vi ricordiamo che Leggende Pokémon: Arceus sarà disponibile per Nintendo Switch a partire dal 28 gennaio 2022.

  • Intervistiamo 34BigThings, studio italiano dal grande talento

    Intervistiamo 34BigThings, studio italiano dal grande talento

    Abbiamo avuto l’onore di poter porre alcune domande ai ragazzi di 34BigThings, uno dei più promettenti studi di sviluppo italiani in campo videoludico.

    Tra i lavori più celebri dello studio, in attività dal 2013, abbiamo sicuramente Redout: Space Assault (di cui vi abbiamo portato la recensione), un titolo che ha riscosso un ottimo successo da parte della critica e degli appassionati.

    Prima di lasciarvi alle nostre domande e relative risposte, ci teniamo vivamente a ringraziare sia i ragazzi di Torino per essere stati così disponibili nel concederci questa intervista e, soprattutto, Nintendo Italia che ci ha permesso di realizzarla.

    Andiamo con le domande!

    • Sono curioso sul nome 34BigThings. Potete spiegarlo?

    Il nome ha mille origini e mille ragioni, ma piú di tutto è figlio, come la maggior parte dei grandi nomi, di una notte insonne alla cieca ricerca di un nome e di una storia davvero particolare. 34BigThings nasce come la frase clou, il discorso motivazionale di un nostro vecchio capo con del pessimo inglese che alla fine di un’ottima cena per celebrare il completamento di un progetto ci infilò nel discorso un “big things together”.

    Da quel momento è diventato un po’ il nostro motto e ne abbiamo fatto tesoro.

    • Un ambiente di lavoro sereno è importante in qualsiasi ambito. Voi riuscite a mantenere con il team un clima coeso e sereno  nonostante le scadenze, le difficoltà e gli imprevisti?

    Ci proviamo. Diciamo che l’impegno c’è e c’é sempre stato, come in una grande famiglia: con tutti gli alti e bassi del caso, con tutti gli equilibri da trovare dopo ogni cambiamento, ma fintanto che rimaniamo uniti, ce la facciamo sempre. Questo, in fin dei conti, è un problema comune a tutta l’industria creativa, non solo a quella dei videogiochi, ma crediamo fermamente che l’approccio utilizzato possa fare tutta la differenza.

    • Parliamo di Redout: Space Assault. Quanto ha influito la cultura arcade degli anni ’80 sul RSA?

    Ha certamente influito, d’altronde non siamo altro che la somma delle nostre esperienze e una grossa fetta del nostro staff è videoludicamente cresciuto tra gli anni 80 e 90.

    • Arrivate dal successo pazzesco di Redout di qualche anno fa, e si sa che è difficile bissare un ottimo risultato come quello. C’erano delle aspettative, ampiamente rispettate. Ma quanto ha influito tutto ciò, in positivo e in negativo, sulla realizzazione di RSA?

    Redout: Space Assault ha avuto uno sviluppo estremamente particolare. É nato come un progetto relativamente piccolo che si è ingigantito per via del potenziale del progetto in cui ci stavamo tuffando, per poi entrare in una metamorfosi completa e rinascere come incarnazione degli arcade anni 80/90, assieme alla co-produzione di Apple. Tutto questo processo ha creato aspettative eterogenee, soprattutto su piattaforme che amplificano la visibilitá di determinati cambiamenti (leggi: Steam), con le conseguenti reazioni da parte degli utenti che aspettavano un gioco diverso.

    • Ci sono stati momenti in cui avreste voluto buttare tutto al vento? Quali sono stati gli aspetti più difficili nello sviluppo di RSA?

    Purtroppo fare videogiochi è uno dei mestieri piú belli del mondo. Dico purtroppo perché lo stress legato alla percezione di questo lavoro e alla gogna a cui spesso gli sviluppatori sono sottoposti è una componente importantissima della nostra vita. In generale no, difficilmente siamo arrivati al pensare di buttare tutto al vento, ma è anche vero che molti di noi sognano anni sabbatici dove poter sperimentare altre attivitá, spesso fisiche. CI diciamo spesso, scherzando, che vorremmo lavorare il legno, fare il gelato, zappare.

    RSA è stato un gioco divertente da costruire. La sfida principale è stata cercare un bilanciamento tra accessibilitá e difficoltá di gioco: RSA è un gioco molto accessibile e molto semplice all’inizio. Nel tempo rimane accessibile, ma non definirei gli ultimi capitoli particolarmente semplici. Creare questa progressione e passarla all’utente senza annoiarlo o stressarlo troppo è la sfida principale in un gioco come RSA.

    • Prima le corse futuristiche di Redout, poi le battaglie spaziali di Space Assault. Il prossimo passo?

    Espandere l’universo di Redout é una delle nostre prioritá, ma non l’unica: non vogliamo essere ricordati come “lo studio di Redout”, per quanto sia la nostra IP piú importante, al momento. Quindi continueremo a sperimentare verso nuovi generi mentre rinsaldiamo le nostre fondamenta.

    • Meglio Wipeout o Star Fox?

    Qualcuno dice Star Fox tutta la vita. Altri diranno Wipeout. Domanda polarizzante, risposta conseguente.

    • Emergere in Italia non è  facile. Voi ci siete riusciti  in un settore – quello video ludico – più arretrato rispetto ad altri paesi. Cosa ci vuole per potercela fare?

    Tanta voglia di fare quanta ingenuitá: questo é un lavoro in cui si entra per passione e si rimane per divertimento. Nel momento in cui smette di essere particolarmente sfidante, creativo o divertente, bisogna cambiare settore. “Emergere in Italia non è facile” ma é anche poco importante: noi abbiamo iniziato a fare videogiochi perché era quello che volevamo fare e continueremo a farli fintanto che riusciremo a divertirci nel processo.

    • Quale consiglio dareste alle nuove leve delle software house italiane?

    Ignorate le etichette, ignorate le formalitá, imparate a ignorare tutte le sovrastrutture che appesantiscono qualsiasi processo e concentratevi solo sulle cose che contano veramente. E’ fondamentale divertirsi facendo questo mestiere, se non succede qualcosa non va.