Categoria: Speciali

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  • Folklore giapponese nei Pokémon: i leggendari

    Folklore giapponese nei Pokémon: i leggendari

    I Pokémon, come ben sappiamo, sono creature immaginarie dall’aspetto molto insolito e particolare. Ma da dove trae ispirazione il loro design? In genere i Pokémon sono basati, (non solo nell’aspetto ma anche nel tipo, nelle abilità o nelle abitudini) a diverse creature del nostro mondo, sia animali esistenti sia a creature della sfera mitologica.

    Curioso notare che numerosi Pokémon siano ispirati anche a entità divine di diverse religioni o miti. Ovviamente, trattandosi di un gioco giapponese, un numero considerevole di Pokémon è ispirato a elementi del folklore nipponico, spesso sconosciuti al mondo occidentale. Più precisamente, molti Pokémon sono ispirati a “Yōkai” (le creature fantastiche generalmente giapponesi) e ai “Kami” (divinità giapponesi).

    Partiamo con un Pokémon amato da molti, icona del gioco Pokémon Versione Argento e protagonista del film Pokémon La forza di uno: Lugia!

    Il Pokémon Immersione controllore dei 3 uccelli leggendari: Articuno, Zapdos e Moltres (che invece a loro volta derivano da leggende cinesi), fu bandito nel profondo dei mari. È chiaramente possibile che esso sia ispirato al Ryūjin, il drago della mitologia scintoista. Si tratta di un drago marino capace di scatenare tempeste se adirato.

    Lugia può infatti imparare diverse mosse di tipo Volante riguardanti le tempeste (Turbine, Aerocolpo) e usarle con lo STAB in quanto tipo Volante, oltre ad esser capace di apprendere anche Tuono e Fulmine. Una corrispondenza che lo rimanda a questo dragone è anche la sua colorazione nella forma cromatica, che è bianca e rossa. Si dice che il castello marino del Ryūjin, il Ryūgū-jō, fosse fatto di corallo bianco e rosso.

    Ci sono altri Pokémon che potrebbero essere ispirati al drago Ryujin, come Kingdra e Kyogre. Il primo è un drago marino capace di generare tempeste e vortici e il secondo un’enorme orca marina considerata il re dei mari e con l’abilità Piovischio. Tuttavia, in questi due casi ci sono già altre creature mitologiche non giapponesi simili a loro: Kingdra è chiaramente ispirato a Cariddi, un mostro marino della mitologia greca che generava vortici nello stretto di Messina, mentre Kyogre al Leviatano poiché esso è un serpente marino della mitologia ebraica che contrasta il Behemoth (che è appunto Groudon). Per quanto riguarda Lugia, l’unica cosa che non rimane chiara è il fatto che non abbia né il tipo Drago né il tipo Acqua.

    Un altro Pokémon leggendario famoso ispirato alla mitologia giapponese è Giratina. Esso però ha ben due ispirazioni: in primis a quella del Lucifero dantesco. Giratina è un Pokémon bandito per la sua malvagità (proprio come Lucifero) e anche la sua anatomia lo rimanda ad esso.

    Infatti sul suo corpo è possibile notare i colori nero giallo e rosso, un chiaro rimando alla Divina Commedia, dove Dante diceva che Lucifero avesse tre facce: una gialla, una rossa e una nera. Anche le sue ali nella Forma Alterata ricordano quelle di un demone-angelo “oscuro”, proprio come Lucifero. Tuttavia, il resto del design di Giratina è un serpente/millepiedi con sei zampe: nella Forma Alterata esse sono completamente formate, mentre nella Forma Originale sono solamente una sorta di spuntoni. Questo perché appunto Giratina è anche chiaramente ispirato al Seta, appunto un millepiedi/serpente grande come una montagna che si nutriva di cuccioli di drago e umani. Così, in questo Pokémon troviamo un riferimento sia alla religione cristiana ma anche ad una creatura del Folklore giapponese.

    Sempre parlando di Pokémon leggendari, il trio kami è dichiaratamente ispirato a dei Kami, ovvero divinità giapponesi.

    Landorus è ispirato a Inari, il dio-kami della fertilità e del riso raffigurato da alcuni uomo da altri donna; Thundurus invece a Raijin, il dio-kami dei fulmini e delle tempeste raffigurato spesso come un demone; Tornadus a Fūjin, il dio-kami del vento che appare come un uomo dalla pelle verde vestito con pelle di leopardo.

     

    Troviamo altri riferimenti alla mitologia giapponese nel trio leggendario: Uxie, Mesprit e Azelf; in questo caso però non riguarda creature. Tutte e tre le “fate” sono ispirate alle tre insegne imperiali, tre tesori giapponesiUxie rappresenta la saggezza, valore attribuito allo specchio Yata no Kagami, uno dei tre tesori imperiali. Mesprit rappresenta la bontà e la benevolenza, valori attribuiti alla gemma Yasakani no Magatama, altra insegna imperiale. Infine l’ultima insegna imperiale, ovvero la spada Kusanagi, da ispirazione ad Azelf poiché a entrambi sono attribuite le virtù del coraggio e del valore.

    Il Folklore giapponese nei Pokémon si estende anche alle creature più comuni, ma le scopriremo insieme nella seconda parte che uscirà nei prossimi giorni!

  • Poké Ball in teoria: hotel di lusso o spaventose prigioni?

    Poké Ball in teoria: hotel di lusso o spaventose prigioni?

    Ogni amante dei Pokémon, ad un certo punto, si sarà domandato almeno una volta nella vita…
    Dove vanno a finire i Pokémon, una volta catturati? Si trasformano in una massa d’informazioni o d’energia? Si addormentano finché l’allenatore non decide di rilasciarli? Oppure, a mo’ di Tardis di Doctor Who, dentro ogni Poké Ball c’è un piccolo paradiso per i nostri mostri tascabili?

    Ad oggi, le informazioni riguardanti l’argomento sono pochissime, quasi inesistenti; tuttavia, poco più di un anno fa, Junichi Masuda, produttore di Pokémon Sole e Luna, ha rotto il silenzio dichiarando in un’intervista per Kotaku: “credo di poter dire che l’interno delle Poké Ball è comodo, è sicuramente un ambiente molto comodo. Forse l’equivalente di una suite di classe in un albergo di lusso.

    Purtroppo, quanto dichiarato da Masuda non è abbastanza per permettere di farci un’idea chiara di come vadano effettivamente le cose dentro ad una Poké Ball; perché dobbiamo indebolire un Pokémon, per “convincerlo” ad entrare nella ball? Perché, una volta catturato, esso comincia ad obbedire ad ogni nostro ordine?
    La risposta a queste e a molte altre domande potrebbe trovarsi in una semplice quanto sconvolgente spiegazione: entrando nelle Poké Ball, i Pokémon sviluppano la “Sindrome di Stoccolma”.

    Per quanto assurda possa sembrare questa teoria, può essere dimostrata seguendo elementi canon nella storia dei Pokémon.
    La Sindrome di Stoccolma, strettamente collegata al Disturbo da stress post-traumatico, si sviluppa sotto determinate circostanze e, tra queste, quattro sono sempre presenti:

    – La vittima ha subito violenze o minacce
    – La vittima è stata isolata o costretta a restare in un posto
    – La vittima ha avuto delle occasioni per scappare, ma non l’ha fatto
    – La vittima dimostra affetto nei confronti dell’aggressore

    Non vi ricorda il procedimento di cattura di un Pokémon?
    Inoltre, è più facile che il DPTS si sviluppi se l’aggressore mostra compassione o gentilezza nei confronti della vittima, subito dopo averle fatto del male. Questo “premio” crea un loop in cui ci si aspetta gentilezza subito dopo essere stati maltrattati, e quindi un attaccamento al carnefice.
    Inoltre, il DPTS causa una sovrabbondanza di cortisolo, l’ormone dello stress, che provoca anche ansia e tensione. È l’ormone responsabile delle nostre reazioni in situazioni di potenziale pericolo; questo spiegherebbe come, una volta usciti dalle pokéball, i Pokémon siano sempre pronti al combattimento.

    Il DPTS e la Sindrome di Stoccolma non sono condizioni tipiche degli esseri umani; molti studi ed esperimenti sono stati effettuati proprio su animali, in quanto influiscono sul sistema limbico, ovvero la parte del cervello che controlla le emozioni. In breve: basta essere in grado di provare paura per avere la possibilità di sviluppare queste condizioni.

    È uno scenario molto dark e sicuramente non quello che ci si aspetta dalla storia dei nostri adorati mostri tascabili, ma è sicuramente una teoria interessante che va ad aggiungersi alle centinaia sul web, in attesa che qualcuno faccia finalmente luce su questo importante aspetto del mondo Pokémon.

    Cosa ne pensate, Allenatori? Succede davvero qualcosa del genere dentro le Poké Ball? Oppure avete un’altra teoria?

  • Il brutto PokéAnatroccolo: il peggio della settima generazione

    Il brutto PokéAnatroccolo: il peggio della settima generazione

    Con l’arrivo di Zeraora, possiamo dichiarare terminata la settimana generazione Pokémon. Una generazione fatta di cambiamenti, delusioni, nuove fantastiche creature e altre…decisamente meno fantastiche. Proprio su queste vogliamo soffermarci oggi: Quali sono i dieci Pokémon peggiori di Alola? Quali ci hanno lasciato con l’amaro in bocca e quali invece non hanno lasciato proprio nulla? Mettetevi comodi, benvenuti nella rubrica “Il brutto PokéAnatroccolo“.

    #10: Charjabug

    Iniziamo questo viaggio con il Pokémon Coleottero/Elettro numero 737. Evolutosi da Grubbin al livello 20, la creatura si presenta come la fusione tra una batteria e un insetto, nulla di più, nulla di meno. Il suo corpo, un parallelepipedo formato da tre segmenti, due occhi blu quadrati, una bocca con mandibole verticali e due piccoli artigli gialli, rimane immobile fino alla successiva evoluzione. Davvero una vita piena di emozioni, non vi pare?

    #9: Yungoos

    Ogni generazione ha il proprio Pokémon di tipo Normale da incontrare nei primi percorsi di gioco e, sotto questo punto di vista, Sole e Luna non sono di certo da meno. Dopo l’ormai iconico Rattata, i ben più riusciti Sentret e Zigzagoon, e i dimenticabilissimi Bidoff, Patrat e Bunnelby, ecco arrivare Yungoos! La giovane mangusta (questa l’origine del suo nome) ha avuto il merito, se così possiamo dire, di diventare presto un meme su Internet grazie alla somiglianza con un famoso politico (ehm..ehm…Make Kanto great again!).

    #8: Togedemaru

    Togedemaru, letteralmente rotondo e spinoso, non è altro che l’ennesimo Pokémon Elettro basato su un roditore. Qual è il problema dunque? Ve lo spieghiamo subito: Dove sono il design semplice ma efficace di Pikachu, l’originalità di Plusle e Minun, l’allegria di Emolga? Togeemaru non ha nulla di ciò, ma non ha nemmeno nulla che possa rimanere impresso nella mente dei giocatori. Un vero peccato.

    #7: Minior

    Minior è una meteora,punto. Potremmo anche concludere qui, ma regaliamo un attimo di gloria a questa creatura. Sia chiaro, non stiamo parlando di un Pokémon brutto, ma semplicemente dimenticabile. Siate sinceri: in quanti, a distanza di mesi dall’uscita di USUM, si ricordavano di Minior prima di leggere questo articolo? Bella l’idea dei nuclei di colori diversi ma, secondo noi, si poteva fare molto di più.

    #6: Popplio

    Ok, questo Pokémon è stato causa di diverbi sin dalla sua presentazione. O lo si ama, o lo si odia, non ci sono vie di mezzo. Lo starter di Tipo Acqua è sicuramente il più bistrattato tra i tre, ma perchè? Semplicemente perchè Rowlett e Litten sono due Pokémon semplici, dal concept design chiaro ed ispirati a due tra gli animali più amati al mondo. Grazie a ciò sono riusciti a far breccia da subito nei cuori degli allenatori, compito ben più arduo per la piccola otaria. Non preoccuparti Popplio, siamo sicuri che sei stato apprezzato da qualche videogiocatore!…Vero?

    #5: Persian Forma Alola

    La settimana generazione ha introdotto le forme alternative di Pokémon già conosciuti, denominate “Forme Alola“, che, oltre a cambiarne l’aspetto, ne modificano anche il Tipo. Sicuramente carina come idea, ma sono tutte riuscite queste forme? Decisamente no. Ecco quindi che ci troviamo davanti a Persian Forma Alola: più simile ad un gatto siamese che ad un persiano (l’ovvia ispirazione del classico Persian), il felino presenta un viso più paffuto e tondeggiante ed un manto grigiastro. Nonostante questa classifica prenda in esame solamente il lato estetico dei Pokémon, il Pokédex lo rende ancora più sgradevole, eccovi la descrizione presente in Pokémon Luna: “Disprezza tutte le altre creature all’infuori di sé. Meschino e codardo, preferisce attaccare il nemico di sorpresa o alle spalle.” Che cosa carina, non vi pare?

    #4: Raticate Forma Alola

    Nuova posizione, nuova Forma Alola. Certo, stavolta anche la versione standard del Pokémon non è di certo bellissima, ma questo è accanimento: Stiamo parlando di Raticate Forma Alola, di Tipo Buio/Normale. In questo caso la domanda da porsi è solo una: perchè? Perchè creare una forma regionale di un Pokémon già abbastanza odiato rendendolo ancora più brutto? Ci teniamo a precisare che non odiamo le forme alternative presentate in questa generazione, Vulpix e Marowak ad esempio sono fantastici, semplicemente alcune sono più riuscite di altre e, per noi di Pokémon Next, Raticate si aggiudica il premio come peggior Forma Alola.

    #3: Celesteela

    Dopo le Forme Alola, eccoci davanti alla seconda novità presentata dai giochi di settima generazione: le Ultracreature. Arrivati ad Alola tramite gli Ultravarchi, queste strane creature combatterono in passato contro i Pokémon Protettori delle isole, ma vennero avvistate in numero sempre crescente dopo l’incidente presso la Fondazione Æther.

    Dopo questa doverosa spiegazione, passiamo ad esaminare l’Ultracreatura: Celesteela, chiamata anche UC04 Propulsus, è una creatura davvero, ma davvero particolare. Oltre ad assorbire il nutrimento dal terreno ed aver la capacità di volare, può emettere gas dalle braccia ed adoperarlo per bruciare intere foreste. Il suo aspetto è sì inquietante, ma anche parecchio in contrasto con ciò che per noi è il concetto di Pokémon. Certo, questa è una UC e come tale non ha nulla a che vedere con i mostriciattoli ai quali siamo abituati, ma forse stavolta gli artisti di Game Freak sono andati troppo oltre. Voi cosa ne pensate?

    #2: Xurkitree

    In seconda posizione troviamo un’altra Ultracreatura, stiamo parlando di UC 03 Lumen, conosciuta come Xurkitree. Non ci dilungheremo molto questa volta, basta guardarla: Xurkitree non è altro che un insieme di cavi con dei filamenti di rame che fuoriescono dalle estremità a mo’ di mani e di piedi. Ovviamente l”UC è di tipo elettrico, ed il nome deriva da circuitry (circuiti elettrici) e tree (albero), non l’avreste mai detto vero?

    #1: Bruxish

    Eccoci finalmente al primo posto. Dopo aver affrontato Ultracreature fin troppo particolari, Forme Alola di rara bruttezza, chi potrà mai essersi aggiudicato il premio di Pokémon più brutto di Alola? Nessun Leggendario o creatura misteriosa, bensì Bruxish! Il Pokémon Acqua/Psico di Alola continua la tradizione iniziata da Magikarp e portata avanti da Feebas di Pokémon acquatici dall’aspetto non proprio affascinante. Bruxish però non è solo brutto, ma mette proprio a disagio. Sarà per le labbra, sarà per i denti, ma noi l’avremmo visto meglio nel mondo di One Piece piuttosto che in quello Pokémon (non notate una certa somiglianza con il Comandante Emporio Ivankov?).

    Si chiude così questo viaggio ad Alola, una regione particolare e piena di fascino. Cosa ne pensate di questa nuova rubrica, vi piacerebbe se continuasse? Diteci la vostra personale classifica nello spazio allenatori!

     

  • A scuola di videogames:  Super Mario World 2: Yoshi’s Island

    A scuola di videogames: Super Mario World 2: Yoshi’s Island

     

    Rieccoci in questo ultimo venerdì di agosto con la rubrica A scuola di videogames! Oggi per non cadere in depressione dopo la fine delle vacanze estive parleremo di un gioco pieno di colori, capace di introdurre un nuovo personaggio made in Nintendo e di far luce sul passato di un’icona: questo è Super Mario World 2: Yoshi’s Island!Arriva il Super Nintendo

    Dopo il grande successo del NES ottenuto negli anni 80, il Pc e il rivale Sega Mega Drive iniziano a rubare inesorabilmente la scena alla fortunata console,  Nintendo però non sta a guardare e crea la propria macchina a 16 bit. Il 21 novembre 1990 ad un prezzo di 25.000 yen arriva in Giappone il Super Famicom, ed è subito successo.Complici il nome ripreso dalla precedente console e la tecnologia all’avanguardia e il gioco Super Mario World inserito nella confezione, le 300.000 unità distribuite per il lancio fecero sold out in poche ore. La storia si ripete e, come avvenne nella generazione videoludica precedente, il Super Famicom, sbarcò in America con un aspetto leggermente diverso ed un nuovo nome: Super Nintendo Entertainment System. Anche nel nuovo continente seppur in modo più difficoltoso lo SNES scavalca le vendite del Sega Mega Drive, vincendo quella che è stata rinominata “la prima guerra delle console”.

    Per qualche bit in più

    Inizialmente nel caro Super Mario Bros il protagonista doveva essere accompagnato da un  secondo personaggio:  Yoshi. Purtroppo i limiti tecnici del  NES impedivano a Mario di poter avere una cavalcatura, così l’idea venne introdotta solamente su SNES con il gioco Super Mario World (uscito come detto precedentemente insieme alla console) nel quale si doveva liberare Dinosaur Land e la Principessa Toadstool dalle grinfie di Bowser.

    Il gameplay è il classico dei  precedenti platform, con l’aggiunta di elementi e caratteristiche che saranno presenti anche nella maggior parte dei videogiochi successivi. A Cinque anni di distanza arriva però Super Mario Bros World 2:  Yoshi’s Island, titolo che mette la nuova mascotte Nintendo sotto i riflettori, elevandolo a vero e proprio protagonista.

    Il dinosauro verde di Nintendo

    Originariamente ispirato ai Koopa, il suo aspetto si modifica basandosi sul protagonista di Devil World, altro videogioco realizzato dal grande Shigeru Miyamoto. Diventa quindi un giovane dinosauro della razza degli Yoshi (che in giapponese significa migliore o felice), con Il corpo  verde e  ventre bianco, guscio rosso sulla schiena e degli stivali color arancione. Ha una lingua molto lunga e appiccicosa con cui può afferrare praticamente tutto, persino cose che sono molto più grandi di lui, inoltre trasformerà qualsiasi nemico ingerito in uova a pois da usare usare come arma da lancio. Mario…baby?

    La trama si discosta totalmente da quella dei precedenti titoli del baffuto idraulico, fungendo da vero e proprio prequel della stessa.  Una cicogna sta viaggiando portando due fagottini: sono Baby Mario e Baby Luigi. Il mago Kamek parte all’attacco affinché in futuro non possano rovinare i piani del suo padrone Bowser. La cicogna e Baby Luigi vengono rapiti mentre Baby Mario cade su un’isola abitata da Yoshi. Saranno proprio loro a dover riunire i due fratellini, portando in groppa il piccolo Mario  passandolo a mo’ di staffetta.  La storia continua, ma non vogliamo darvi ulteriori informazioni per evitare di rovinarvi il gioco.

    Che fatica fare il babysitter

    La salute degli Yoshi viene gestita in modo molto particolare, quando si viene colpiti, Baby Mario scende dalla groppa  ed inizia a volteggiare per lo schermo dentro una grande bolla di sapone. Se si  riuscirà a riacciuffarlo entro pochi secondi sarà tutto ok, altrimenti gli aiutanti di Kamek lo rapiranno, facendo perdere una vita al giocatore.In alcuni casi però si perde istantaneamente la partita, ad esempio cadendo da un burrone come in ogni platform della saga di Mario. Inoltre potremo avere fino a sei uova alla volta da utilizzare come proiettili.

    Vedere il mondo con gli occhi di un bambino

    Graficamente Yoshi’s Island era decisamente mostruoso per il periodo, offrendo numerose animazioni dei personaggi e di grande qualità, con dei colori estremamente vivaci. Ma il gioco ha fatto storia per un altro motivo: lo stile grafico usato per i fondali. Gli elementi ambientali presentano delle sfumature nette che si alternano ad accentuate righe di contorno. Si ottenne un risultato finale molto simile a quello dei disegni di un bambino tramite l’utilizzo di acquerelli e pastelli. Ad accentuare questo particolare stile grafico fanciullesco (tipico dei capitoli successivi di Yoshi) troviamo anche elementi naturali, come ad esempio le montagne sempre sorridenti.Il consenso del pubblico

    La simpatia del dinosauro verde riuscì a conquistare grandi e piccini, che presto chiesero a gran voce altri giochi con lo stesso personaggio. Nintendo in breve tempo accontenta il suo pubblico, inserendo Yoshi in vari titoli come Mario Kart, Super Mario RPG, Mario Party e Super Smash Bros.Non verrà però relegato solamente a comprimario, ma continuerà ad essere il protagonista di titoli molto apprezzati. Citiamo ad esempio Super Mario Advance 3: Yoshi’s Island, Yoshi’s Story e il più recente Yoshi’s Woolly World. Insomma, tutti prodotti videoludici che sapranno conquistarvi con la loro semplicità e tenerezza, che siate bambini o adulti non ha importanza.