Oggi Pokémon sembra una macchina perfetta: ogni nuovo capitolo macina numeri, attenzione mediatica e incassi. Eppure, agli inizi, la strada è stata tutt’altro che in discesa. A ricordarlo è Tsunekazu Ishihara, presidente e CEO di The Pokémon Company, che ha ripercorso i primi anni del progetto e gli ostacoli affrontati per dare vita alla serie.
L’occasione è arrivata durante i New York Game Awards, dove Ishihara ha ricevuto l’Andrew Yoon Legend Award. Nel suo intervento ha sottolineato che lo sviluppo dei primi titoli non fu lineare: il team dovette procedere per tentativi, correzioni e soluzioni creative, soprattutto perché le risorse a disposizione erano limitate. Per completare Pokémon Rosso e Pokémon Verde, ha spiegato, servirono circa sei anni di lavoro.
Nonostante le difficoltà, c’era un punto fermo: la squadra credeva molto nelle basi del gameplay che avrebbero poi definito l’identità del brand, ovvero catturare, allenare, scambiare e combattere.

Secondo la visione del team, la forza di Pokémon stava anche nel richiamare alcune “esperienze universali” dell’infanzia: l’idea di andare in giro a cercare e catturare insetti, coltivare piante o prendersi cura di animali. Il vero interrogativo, però, era un altro: un gioco così legato a certe sensibilità avrebbe funzionato anche fuori dal Giappone?
Col senno di poi, la risposta è evidente. Ishihara ha infatti rimarcato come la serie abbia dimostrato di saper superare lingua e cultura, diventando un fenomeno globale. E ogni nuovo capitolo, nelle intenzioni del team, punta a essere più accessibile e divertente per tutti.
Vi ricordiamo che il Pokémon Day si celebrerà il 27 febbraio 2026. Voi cosa vi aspettate da questa festa in arrivo? Noi di PokéNext non vediamo l’ora e siamo in trepidante attesa sulle novità!

