Tag: Pokémon

  • Le 10 forme regionali più riuscite della storia Pokémon

    Le 10 forme regionali più riuscite della storia Pokémon

    Quando Game Freak introdusse le forme regionali in Pokémon Sole e Luna, nel 2016, venne introdotto un modo completamente nuovo di guardare alle specie già conosciute. Un Pokémon non doveva necessariamente rimanere identico in ogni parte del mondo. Cambiando ambiente, clima e condizioni di vita, anche una stessa specie poteva sviluppare caratteristiche completamente differenti.

    Da allora il concetto è stato ripreso più e più volte, da Alola a Galar, passando per Hisui e arrivando fino a Paldea. Alcune forme hanno modificato soltanto l’aspetto originale, mentre altre hanno cambiato completamente tipo, comportamento, evoluzione e persino il modo in cui vengono raccontate.

    In questa selezione abbiamo raccolto 10 forme regionali che, secondo noi, sono riuscite particolarmente bene a reinterpretare il Pokémon originale, prendendo in considerazione non soltanto il design, ma anche il concept, la lore e il rapporto con l’ambiente della nuova regione.

    RAICHU DI ALOLA

    Tra le prime forme regionali mai presentate, Raichu di Alola è anche una delle più particolari. A prima vista potrebbe sembrare solo una versione alternativa del Pokémon, ma il cambiamento riguarda praticamente ogni aspetto della sua identità.

    Il Raichu di Alola mantiene il tipo Elettro, ma acquisisce anche il tipo Psico. Il suo corpo assume una colorazione più chiara, le orecchie diventano più morbide e soprattutto la coda si trasforma in una sorta di tavola da surf.

    Proprio quest’ultimo elemento è uno dei dettagli più riconoscibili della forma regionale. Il Pokémon viene infatti rappresentato mentre utilizza la propria coda per muoversi sopra l’acqua, sfruttando i suoi poteri psichici.

    Il design sembra inoltre giocare con un’immagine già molto presente nell’immaginario di Pikachu: quella del Pokémon associato alla mossa Surf. Il tema era già comparso in diversi prodotti del franchise, ma ad Alola viene trasformato in una caratteristica biologica vera e propria di Raichu.

    WOOPER DI PALDEA

    Il Wooper originale è un Pokémon di tipo Acqua/Terra, legato agli ambienti acquatici. La sua variante di Paldea, invece, è Veleno/Terra e presenta un corpo molto più scuro, con delle strutture ossee che sporgono lateralmente dalla testa.

    La differenza non è soltanto estetica. Il Pokédex racconta che gli antenati dei Wooper di Paldea vivevano originariamente nell’acqua, ma furono costretti a spostarsi sulla terraferma dopo aver perso una disputa territoriale.

    Una volta arrivati sulla terraferma, svilupparono una pelle ricoperta da una sostanza velenosa che permetteva loro di proteggersi dai predatori.

    È un dettaglio molto interessante perché trasforma la forma regionale in una vera e propria storia evolutiva. Il cambio di tipo e l’aspetto del Pokémon non sono quindi casuali, ma sono conseguenze del suo adattamento a un ambiente differente.

    ZORUA DI HISUI

    Lo Zorua originale è di tipo Buio e basa gran parte della propria identità sulla capacità di creare illusioni. Quello di Hisui diventa invece Normale/Spettro, con una pelliccia prevalentemente bianca e dettagli rossi.

    Il suo nuovo aspetto è direttamente collegato alla sua storia. Secondo il Pokédex, gli Zorua che arrivarono nell’antica regione di Hisui furono perseguitati dagli esseri umani e finirono per morire dopo non essere riusciti a sopravvivere alle condizioni ambientali della regione.

    La loro rabbia e il loro risentimento verso gli esseri umani sarebbero poi stati all’origine della loro rinascita come Pokémon di tipo Spettro.

    SANDSLASH DI ALOLA

    Quando vennero presentate le forme di Alola, Sandslash fu tra gli esempi più evidenti di quanto potesse essere radicale il concetto. Il Sandslash originale è legato ai deserti e alla sabbia. Ad Alola, invece, la specie si è adattata alle zone innevate e alle montagne della regione.

    Il risultato è un Sandslash di tipo Ghiaccio/Acciaio, ricoperto da una corazza ghiacciata ed enormi artigli e aculei di ghiaccio. La corazza che nel deserto proteggeva Sandslash dalla sabbia e dalle condizioni ambientali diventa, nella nuova forma, una vera e propria armatura di ghiaccio.

    WEEZING DI GALAR

    Il Weezing originale è strettamente associato all’inquinamento e ai gas tossici. La sua forma di Galar mantiene il tipo Veleno, ma acquisisce il tipo Folletto, mentre il suo corpo assume l’aspetto di una gigantesca ciminiera.

    Il dettaglio più evidente è sicuramente il cappello sulla testa, che ricorda il cilindro di un gentiluomo dell’epoca industriale. Da queste strutture fuoriescono inoltre dei gas che vengono rappresentati come una sorta di fumo.

    La cosa interessante, però, è che il significato della forma viene ribaltato. Secondo il Pokédex, il Weezing di Galar assorbe le particelle tossiche presenti nell’aria e le trasforma in aria purificata. Il Pokémon che originariamente rappresentava l’inquinamento diventa quindi una creatura capace di contrastarlo.

    MAROWAK DI ALOLA

    Il Marowak di Kanto è di tipo Terra, mentre quello di Alola diventa Fuoco/Spettro. Anche il suo design cambia, il corpo diventa più scuro e l’osso che utilizza come arma viene avvolto dalle fiamme.

    Questa nuova forma è collegata alle condizioni ambientali di Alola e al rapporto della specie con i propri predatori. Il Pokédex racconta infatti che Marowak abbia sviluppato nuove tecniche di combattimento e il particolare utilizzo dell’osso per riuscire a sopravvivere.

    Le fiamme che avvolgono l’osso non sono quindi soltanto un elemento decorativo ma fanno parte del modo in cui questa forma combatte. Anche il suo comportamento richiama maggiormente le tradizioni e le danze di Alola, dando al Pokémon una personalità molto diversa rispetto al Marowak originale.

    NINETALES DI ALOLA

    Ninetales è uno dei Pokémon che meglio dimostrano quanto sia possibile cambiare radicalmente una specie senza perderne l’identità.

    La forma originale è di tipo Fuoco e richiama chiaramente l’immagine della volpe associata alle fiamme e alle leggende. Ad Alola, invece, Ninetales diventa Ghiaccio/Folletto. Il suo corpo assume una colorazione bianca e azzurra, mentre il lungo pelo e le numerose code gli conferiscono un aspetto quasi etereo.

    Va sottolineato come, nonostante il cambiamento enorme, Ninetales rimane immediatamente riconoscibile. La silhouette generale e soprattutto le nove code sono rimaste fondamentali per mantenere il collegamento con la specie originale.

    Secondo il Pokédex, questa forma vive sulle montagne innevate e viene considerata una creatura sacra dagli abitanti della regione.

    DECIDUEYE DI HISUI

    Decidueye originale è un Pokémon Erba/Spettro ispirato a un arciere, con un design fortemente legato alla furtività. La sua forma di Hisui mantiene il tipo Erba, ma sostituisce Spettro con Lotta.

    Anche il suo aspetto cambia considerevolmente. I colori diventano più caldi e il corpo appare più robusto, mentre il piumaggio assume caratteristiche che ricordano maggiormente l’abbigliamento e l’equipaggiamento dei combattenti del Giappone antico.

    Il cambiamento racconta anche un diverso modo di combattere. Il Decidueye di Alola punta maggiormente sulla precisione e sulla furtività, mentre quello di Hisui viene rappresentato come una creatura più fisica e aggressiva.

    SLOWBRO DI GALAR

    Le forme di Galar di Slowbro e Slowking sono tra gli esempi più assurdi e divertenti di come il concetto delle forme regionali possa essere utilizzato per espandere una caratteristica già presente nel design originale.

    Tutto parte da Shellder. Nelle evoluzioni originali, Shellder si attacca alla coda di Slowpoke per trasformarlo in Slowbro oppure alla testa per dare origine a Slowking. A Galar, invece, il comportamento di Shellder cambia completamente.

    Nel caso di Slowbro di Galar, Shellder morde il braccio del Pokémon. La forma diventa Veleno/Psico, ma il cambiamento più interessante riguarda proprio il rapporto tra Slowpoke e Shellder. Quello che nella serie era una gag visiva diventa una parte fondamentale del design delle nuova evoluzione.

    ARCANINE DI HISUI

    La forma originale di Arcanine richiama grandi cani e creature leggendarie, combinando elementi ispirati alla tradizione orientale con l’immaginario del fuoco. La versione di Hisui mantiene il tipo Fuoco, ma acquisisce anche il tipo Roccia.

    Il suo corpo appare molto più massiccio e selvaggio, mentre la grande criniera e il corno sulla testa contribuiscono a dargli un aspetto primordiale. La differenza è importante soprattutto a livello concettuale.

    Hisui rappresenta infatti un’epoca antica del mondo Pokémon, molto prima della Sinnoh moderna. Le forme regionali della regione permettono quindi di immaginare come determinate specie si siano adattate a un mondo ancora selvaggio e scarsamente urbanizzato.

  • Poké-Flashback: Pokémon Rosso e Blu, la nascita di un mito

    Poké-Flashback: Pokémon Rosso e Blu, la nascita di un mito

    Sono passati poco più di 30 anni da quando il mondo dei Pokémon ha aperto le sue porte ai tanti appassionati di videogiochi. Oggi, dopo tre decadi dall’uscita dei titoli che hanno dato il via alla Pokémania, vi riportiamo a Kanto per rivalutare e rianalizzare i due giochi di prima generazione.

    Basate su grafica, gameplay, storia, Pokémon e longevità, le nostre recensioni valuteranno i titoli esclusivamente riferendosi allo standard di videogiochi disponibili al tempo dell’uscita di Pokémon Rosso e Blu.

    La grafica (8/10)

    Nella nostra recensione dei titoli di prima gen non possiamo non partire dalla grafica: da veri jrpg, i due titoli presentano la classica visuale bidimensionale dall’alto in terza persona.

    Il design dei mostriciattoli è semplice, ancora lontano dal livello raggiunto oggi. Rimane comunque un titolo accattivante e innovativo per l’epoca, impostato sulla tradizionale scala di grigi che caratterizzava il Game Boy.

    Il gameplay (10/10)

    I due titoli si dimostrano innovativi in merito al gameplay: un sistema di lotte 1vs1 dove mandare in campo un massimo di 6 pokémon; un’esplorazione libera e avvincente, con mostriciattoli selvatici nell’erba alta e trainer pronti a lanciarti un’occhiata per sfidarti. Tra palestre e Lega, il gioco si fa poi sempre più emozionante, regalando agli allenatori la possibilità di rendere migliore la propria squadra di partita in partita.

    La meccanica più bella? Quella delle evoluzioni! Vere e proprio nuove creature, più forti e che avrebbero potuto apprendere nuove potenti mosse.

    Sulle lotte è il caso di dedicare un piccolo discorso a parte: Pokémon Rosso e Blu introducono questo sistema di scontri che, in genere, permette al più forte di resistere. L’astuzia dell’allenatore, però, giocherà un ruolo fondamentale: i “Pocket Monsters” infatti possiedono vulnerabilità e resistenze ai tipi, altra grande invenzione del team di sviluppo. Nei giochi di prima gen sono 15! Le mosse, come detto, arrivano ad un massimo di 4 per set, con la possibilità, salendo di livello, di apprenderne di nuove.

    Così apparivano le lotte Pokémon

    La storia (9/10)

    La storia è abbastanza leggera, essendo comunque una videogioco pensato per un pubblico di bambini e adolescenti.

    Si parte da Biancavilla, con il nostro personaggio che incontrerà di lì a poco il Professor Oak, pronto a dargli il primo Pokémon per viaggiare liberamente in tutta Kanto.

    Qui viene poi introdotta la figura del rivale, presente poi in tutti i capitoli della saga. In questo caso, è proprio il nipote di Oak a ricevere nello stesso nostro istante Pokédex e starter. Tra palestre e quest del Team Rocket, le sfide risultano più che godibili.

    I celebri 151 (9/10)

    Veniamo ora ai Pokémon: per questa prima generazione ne contiamo 151, tutti ben caratterizzati anche nel Pokédex, dove si poteva leggere qualche riga di descrizione su ogni mostriciattolo. Nel computo totale sono inseriti anche i primissimi leggendari, tra cui i componenti del primo trio: Moltres, Articuno e Zapdos; Mew e Mewtwo.

    La scelta per comporre il proprio team è quindi più che variegata, sia in termini di funzionalità, sia in termine di estetica, con diversi Sprite ancora oggi molto apprezzati.

    Longevità (8/10)

    I due titoli hanno dato vita ad un fenomeno internazionale, che è stato poi trasposto anche sul piccolo schermo, con le avventure di Ash e Pikachu che, dal 1997, faranno ricredere anche i pochi, pochissimi scettici.

    Oggi, nonostante molte meccaniche non siano invecchiate più di tanto, i fan spesso prefersicono cimentarsi in un re-play dei due remake, a colori e più aggiornati anche dal punto di vista delle funzionalità.

    Curiosità bonus: i remake

    Potevamo concludere la nostra recensione senza citare alcune ultime curiosità su questi titoli? La loro iconicità deriva anche da alcune leggende e innovazioni che si legano indissolubilmente ai primi due videogiochi della saga.

    Partiamo con qualcosa di cui parlavamo già qualche riga più su: i remake non possono non meritare una “honorable mention” in questa speciale review: Rosso Fuoco e Verde Foglia sono gli “enhanced remake“ dei capitoli di prima generazione, usciti 7 anni dopo la comparsa delle forme originali.

    Rispetto ai capitoli usciti nel ‘96, questi due titoli presentano nuove funzioni, tra cui quella “Aiuto”, l’introduzione del Cercasfide e del Pokévip. Introdotta anche la Sala Contatto, una stanza di scambio che consentiva la connessione in simultanea con massimo otto persone. Infine, venne aggiunta anche la funzionalità del Dono Segreto.

    Le novità grafiche dei remake
    Sprite rinnovati e a colori

    Curiosità bonus: La sindrome di Lavandonia

    La Sindrome di Lavandonia è la classica leggenda metropolitana che ogni giocatore di Pokémon conosce.

    La leggenda racconta di come la musica della città potesse causare nausea, mal di testa, arrivando addirittura ad alterare la mente dei tantissimi bambini che giocarono al videogioco. Col tempo la questione è rimasta nei ricordi principalmente come una leggenda, ma chi ascolta quelle note ancora oggi, riesce a percepire l’angoscia e il disagio che trasmetteva.

    Curiosità bonus: MissingNo

    Se si parla dei primi titoli, non si può non menzionare anche MissingNo. È un Pokémon glitch che poteva essere incontrato attraverso specifiche azioni compiute nel gioco. Si tratta di un vero e proprio errore di programmazione nelle edizione europee e nordamericane, scoperto da alcuni videogiocatori, in grado di “glitchare” il gioco stesso.

    Un frame del glitch che porta all’apparizione di MissingNo

    MissingNo, nel 2009 insignito da IGN come uno dei migliori easter egg dei giochi Pokémon, possiede addirttura un tipo: Volante / Normale. Ha lo stesso verso di Nidoran maschio (senza eco) e non può imparare mosse con l’aumento di livello.

    Conclusioni e voto finale

    La review dei titoli di prima gen giunge dunque al termine. Come ampiamente rimarcato, Pokémon Rosso e Blu hanno segnato un’era, aprendo la strada ad un vero e proprio fenomeno che, dal 1996 in poi, ha allargato sempre più i suoi orizzonti, inglobando anche i più scettici.

    Pokémon Rosso e Blu chiudono con uno score di 9 su 10, in attesa dei loro successori.

  • Picchia alunno per delle Carte Pokémon: arrestato 77enne

    Picchia alunno per delle Carte Pokémon: arrestato 77enne

    Una notizia di cronaca arrivata dagli Stati Uniti sta facendo molto discutere il mondo scolastico e… quello del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon.

    Al centro della vicenda ci sono infatti le carte. Queste avrebbero scatenato la reazione violenta di un insegnante di 77 anni nei confronti di uno studente di 9.

    Secondo quanto ricostruito, gli agenti della Polizia di Dothan (Alabama) sono intervenuti presso la Jerry Lee Faine Elementary School a seguito della segnalazione di un’aggressione ai danni di un alunno. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, subito esaminate dagli inquirenti, hanno mostrato l’uomo mentre colpiva ripetutamente il bambino. Le autorità lo hanno arrestato con l’accusa di percosse e maltrattamenti su minore.

    Attualmente non si sanno ulteriori dettagli sullo stato di salute del piccolo, ma l’episodio ha sollevato profonda indignazione per la sproporzione e la dinamica dell’aggressione, scaturita banalmente da una discussione legata alle carte del franchise di The Pokémon Company.

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  • Introvabile per oltre vent’anni, una copia di PokéPark Fishing Rally DS venduta all’asta su Ebay

    Introvabile per oltre vent’anni, una copia di PokéPark Fishing Rally DS venduta all’asta su Ebay

    Una scoperta dal valore storico ha scatenato i fan di Pokémon di tutto il globo. Nei giorni scorsi, una rarissima copia di PokéPark Fishing Rally DS è stata messa in vendita su Ebay da un utente tedesco. Il prezzo è stato fissato sui 7.999 euro, ma così non potrebbe non essere per un gioco dal valore storico, che mai ha varcato le soglie del Giappone per giungere in Europa.

    Il mini-game targato Nintendo ha poi trovato casa nella notte del primo agosto, quando il “gong” ha decretato che il gioco sarebbe finito nelle mani del collezionista in grado di sborsare ben 9.505 euro.

    Ma cos’è PokéPark Fishing Rally DS?

    Si tratta di uno spin-off della saga uscito nel 2005 su Nintendo DS solo nel Paese del Sol Levante, il cui scopo è molto semplice: pescare Pokémon tenendo la console in orizzontale. Ambientato lungo un fiume, consente, toccando il touch screen o il tasto “A” della Nintendo, di lanciare il galleggiante in acqua per poter agganciare i mostriciattoli di tipo acqua e, premendo ripetutamente, di poterli infine catturare.

    Il gioco era stato distribuito tramite download al PokéPark, nei Pokémon Center e durante la Pokémon Festa, ma non permetteva di eseguire una manovra fondamentale per ogni videogiocatore esistente: salvare. Ogni volta che il tasto “power” veniva premuto, tutto andava perduto e, al successivo accesso, ci si sarebbe dovuti rimboccare le maniche e ricominciare a “tirar su” i propri Pokémon d’acqua preferiti.

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  • GCC Pokémon, ecco le novità di agosto in edicola: torna Spada e Scudo!

    GCC Pokémon, ecco le novità di agosto in edicola: torna Spada e Scudo!

    Con agosto alle porte, è tempo di novità per il GCC Pokémon. Tante sorprese sono pronte a sbarcare in edicola a partire dal prossimo martedì.

    Nonostante il rilascio della nuova espansione lo scorso 17 luglio, gli appassionati potranno ora mettere le mani su due nuove collezioni:

    • Martedì uscirà il Bundle Speciale a 12 euro, contenente due bustine di Megaevoluzione – Equilibrio Perfetto e una bustina casuale tra Lucentezza Siderale, Origine Perduta, Tempesta Argentata o Astri Lucenti;
    • Dal 7 agosto arriva invece la Serie 3 della Collezione Illustrazione Primi Compagni d’Avventura, una box con bustine d’espansione e una speciale carta promozionale illustrata, tutto al costo di poco meno di 22 euro, che farà la sua apparizione in edicola assieme al Blister di 2 buste dedicato a Zarude, anch’esso in uscita nello stesso giorno.

    L’ultima novità in campo GCC Pokémon sono infine le due Tin da Collezione Megaforze di Mega Darkrai ex e Mega Zeraora ex, pronte a fare la loro comparsa il 28 agosto al prezzo di 24,90 euro, per rendere la fine dell’estate un po’ meno amara agli appassionati del Gioco di Carte Collezionabili.

  • Pokémon Vento e Onda, un nuovo leak svelerebbe il numero di nuovi Pokémon (con un Pokédex gigantesco)

    Pokémon Vento e Onda, un nuovo leak svelerebbe il numero di nuovi Pokémon (con un Pokédex gigantesco)

    Si torna a parlare di leak di Pokémon Vento e Onda. Già nei giorni scorsi, un rumor riguardante dei nuovi possibili Pokémon aveva fatto la sua comparsa sul web, infiammando la community.

    Ora il leak di quella che può essere una notizia epocale in caso di avvenuta conferma: più di 300 nuovi Pokémon sono pronti a fare la propria comparsa nei nuovi titoli targati Game Freak. Questo quanto riportato da Centro Leaks, che avrebbe poi fatto trapelare altre notizie su possibili evoluzioni ancora non svelate.

    Secondo quanto si apprende, su Pokémon Vento e Onda ci saranno nuove forme regionali dei più noti mostriciattoli della saga, oltre all’introduzione di rinnovati profili per i Pokémon che abbracceranno la nuova meccanica, pronta a paventarsi nei due capitoli del franchise in uscita nel 2027.

    Se dovesse trovar conferme, mai si era registrato un numero così alto in un solo Pokédex regionale, che aumenterebbe ancor di più le aspettative per due titoli attesissimi quali sono quelli in arrivo tra più di un anno.

    In questo numero dovrebbero essere comprese anche le forme regionali e, aggiungiamo, potenziali forme “convergenti” (pensate a Toedscool e amici). Vedremo cosa succederà!

  • TREEKACHU: La vecchia community Pokémon alza bandiera bianca

    TREEKACHU: La vecchia community Pokémon alza bandiera bianca

    Si, la bandiera bianca sventola più in alto che mai, forse così in alto da perdersi alla vista. Il collezionismo ha smesso di esser il principale motore pulsante delle community lasciando spazio a quella che è una vera e propria caccia all’oro.

    Cosa succede quando i più non hanno le risorse per iniziare e sostenere questa folle caccia all’oro?

    Una preoccupante involuzione

    Prima fase

    Per rispondere a questa cruciale domanda dobbiamo prima fare alcune considerazioni. Il Set Base uscì in Italia negli inizi del 1999 e fin da subito si creò intorno al brand una community appassionata e compatta. Inutile negare che, già dalla prima espansione, svettavano carte ricercate e bramate da chiunque, tra cui anche il mitico Charizard. Anche il competitivo era molto in voga grazie alle Leghe di paese e molte carte erano ambite proprio per costruire i mazzi più forti con cui vincere le famose medaglie.

    La caccia alla rarità nasceva da una fiamma di passione ed i protagonisti erano semplicemente i Pokémon ritenuti più fighi o forti. Tutto ciò era estremamente strutturato perché le carte “del momento” avevano un fondamento di rarità o potenza competitiva. Con lo scorrere degli anni si susseguirono nuove rarità e nuove carte diventarono il trofeo da ottenere per farsi adorare dai compagni di classe o per sbaragliare la concorrenza ai tornei di quartiere.

    Seconda fase

    Ad un certo punto, però, arrivò un’onda di fango dall’America che sconvolse l’intero approccio al brand infettando come un virus il legame tra carte e community.

    Le fondamenta solide che sostenevano le carte oggettivamente più rare e forti avevano reso molte di queste inaccessibili a gran parte dei nuovi arrivati nella community. I nuovi aspiranti allenatori trovarono dei veri e propri muri invalicabili così, invece di trovare un proprio modo di collezionare che li gratificasse, crearono il mito.

    Grazie all’indiscussa potenza titanica degli influencer, soprattutto di oltre oceano, carte appena uscite, senza alcuna base di rarità o competitività, raggiunsero prezzi uguali o superiori a quelle carte storiche che fino al mese prima impaurivano chiunque.

    Da questa fase nacquero i miti di Moonbreon, BubbleMew, Latios & Latias GX, Charizard VMAX shiny ecc ecc…

    Questo era però solo l’inizio della delirante corsa al mito. È vero, carte appena uscite o addirittura ancora prima di uscire, avevano raggiunto e superato i valori di carte storiche costruiti in modo organico nel tempo. Nonostante ciò, a livello di rarità non erano così semplici da trovare e rimanevano in numero esiguo rispetto alle migliaia di carte uscite ogni anno.

    Il problema dei nuovi utenti però, non solo non era risolto, ma era peggiorato.

    Terza fase

    A render tutto più tossico e marcio si presentò pure il fenomeno del restauro. Poichè le vecchie carte più ambite erano ormai lontane dalla portata dei nuovi utenti, ecco che nacque l’illusione di poter rimettere a nuovo carte distrutte, piegate e logorate. La morbosa esigenza di voler far parte del gruppo divise in due parti un’utenza sempre più debole. Una parte degli utenti era pronta a chiudere gli occhi dinanzi a carte alterate, illudendosi di avere per le mani reliquie come nuove. L’altra parte, grazie ad un ottimo background di reel visti, aveva già in mano gli strumenti del mestiere del restauratore ed era pronta a mettersi all’opera.

    Nessuno però si salva dal restauro. È impossibile ignorare la moda e continuare per la propria strada perchè ad oggi l’intero comparto di carte sul mercato è inquinato con carte alterate, spesso difficilmente riconoscibili ad occhio nudo. La consapevolezza di ciò che si compra viene meno e chiunque si potrebbe trovare in collezione carte alterate nella struttura senza effettivamente volerlo. Chi ci assicura che tra 15 anni o meno quei difetti nascosti non facciano nuovamente capolino tra una sleeves ed un top loader?

    Nuovi muri invalicabili si estendevano a bloccare tentativi di accettazione nelle community. Se non si sfoggiava la sbustata della vita, il god pack con dentro carte da gradare o non si trovava un album ammuffito in soffitta si percepiva di non far parte della community. Quest’ansia logorante, che non si placava neanche comprando 20 box di Evoluzioni Eteree da tenere sigillati per la pensione futura, mutò inesorabilmente in qualcosa che stento ancora a credere esista.

    Quarta fase

    Arriviamo quindi ai giorni nostri, ai giorni in cui le community Pokémon non si fondano più sul collezionismo, ma sul guadagno scellerato ed ignorante. Adesso, con tutti gli strumenti a nostra disposizione riprendiamo la domanda iniziale: cosa succede quando i più non hanno le risorse per iniziare e sostenere questa folle caccia all’oro?

    Quando la tanto moderna FOMO (paura di esser tagliati fuori da una community) annebbia i sensi non basta più accelerare la crescita del valore economico di carte storiche o creare miti moderni.

    Si creano i falsi miti!

    Basta che il più comune degli influencer citi una qualunque carta in qualche marcio podcast e la magia è fatta. In men che non si dica, anche la più comune delle carte che fino al giorno prima stava a pochi centesimi diventa ambitissima. Tutti la devono avere per dimostrare di far parte del gruppo, millantando però che l’acquisto compulsivo è solo a scopo di investimento futuro. Da qui parte il completo buyout su ogni sito di vendita, i gruppi si intasano di post “copia-incolla” dedicarti alla carta del momento e tutto il resto finisce nel dimenticatoio. Quando, dopo un paio di settimane, la carta del momento ha annoiato, ecco che parte una nuova ondata di FOMO pronta a colpire una nuova carta.

    Il ciclo si ripete al tempo di un meme, al tempo di un reel… Tutto frenetico, senza passione, senza ricerca e senza personalità. La gratificazione personale si trasforma nell’ansia dell’accettazione, i Pikachu si trasformano in Treekachu e le persone iniziano a vedere ombre che manco esistono. Carte usate fino al giorno prima come sottobicchieri diventano inestimabili fossili da museo, papere con l’emicrania la nuova panacea di tutti i mali e piccoli pittori su sfondi stock vengono elevati alle opere di Mondrian.

    Treekachu – Il Pikachu della discordia

    Ultime considerazioni

    In tutto questo tripudio di anime insofferenti si alza timida una bandiera bianca. Sventola per annunciare il passaggio del testimone tra il collezionismo e la FOMO. Non si torna indietro, il collezionismo sano è diventato oggi più che mai un atto personale e non di condivisione, destinato ai pochi che ancora gioiscono nel profumo di un pacchetto o nell’acquisto al mercatino di una biglia con sopra il proprio Pokémon preferito.

    La bandiera bianca rimarrà lì, immobile, a ricordare i momenti in cui comprare carte univa e curava dalle ansie e dall’isolamento. Treekachu e l’ossessione dei suoi cameo in altre carte sono solo l’ultimo fulmine del momento, ma altro arriverà a sgretolare quel senso di community ormai perso.

  • Comicon Napoli 2026: panel esclusivo a tema Pokémon!

    Comicon Napoli 2026: panel esclusivo a tema Pokémon!

    Durante la prossima edizione del Comicon di Napoli (30 aprile – 3 maggio 2026, Mostra d’Oltremare) andrà in scena un panel assolutamente imperdibile che unisce due passioni generazionali: Pokémon e il pinball arcade.

    L’evento si intitola “GOTTA CATCH ‘EM ALL… A COLPI DI FLIPPER!” e si terrà giovedì 30 aprile dalle 11:00 alle 11:30 sull’HyperStage.

    Di cosa parla il panel?

    In questo panel esclusivo verranno svelati tutti i retroscena della nascita del flipper Pokémon di Stern Pinball, il primo flipper ufficiale dedicato al brand Pokémon, uscito a febbraio 2026 e già diventato un fenomeno mondiale. Dalla produzione in fabbrica al gameplay frenetico, dal design agli elementi interattivi (come l’animatronic di Pikachu che reagisce alle partite, il pallone Poké Ball meccanico animato, il Meowth Balloon toy e le battaglie contro il Team Rocket), i partecipanti scopriranno tutti i segreti di questa macchina brandizzata Pokémon.

    Chi sarà presente?

    A raccontare l’esperienza saranno i rappresentanti di Genna Group, Stern Pinball e Lorenzo Longoni, che uniranno competenze nel mondo dell’entertainment arcade e del flipper per un talk coinvolgente e pieno di retroscena.

    Il panel promette di essere una vera celebrazione del mondo Pokémon dove streamer, cosplayer e fan di tutte le età potranno vivere insieme l’emozione di “catturare” Pokémon a colpi di flipper. Cliccando qui potete acquistare i biglietti di Comicon Napoli per non perdere il panel che ricordiamo si svolgerà esclusivamente il 30 aprile dalle 11:00 alle 11:30

  • Battle Cruise: Francesco Pardini porta VGC e GCC Pokémon su una crociera MSC nel Mediterraneo

    Battle Cruise: Francesco Pardini porta VGC e GCC Pokémon su una crociera MSC nel Mediterraneo

    Il competitivo Pokémon italiano si prepara a cambiare scenario. Infatti, Francesco Pardini ha presentato Battle Cruise, un nuovo progetto che unisce tornei di VGC e GCC a un contesto davvero insolito: una crociera MSC nel mezzo del Mediterraneo. L’iniziativa è stata annunciata dallo stesso Pardini insieme al suo Team Aqua, con l’idea di trasformare la nave in un vero e proprio “hub” per Allenatori e giocatori competitivi.

    Date, itinerario e nave

    L’evento è già fissato in calendario: dal 25 al 29 ottobre, la MSC Magnifica salperà da Genova con due tappe previste, Barcellona e Marsiglia. Durante l’intera durata del viaggio si svolgeranno attività e appuntamenti legati al mondo Pokémon, con particolare attenzione al lato competitivo.

    Spazi dedicati, tornei e gadget per i partecipanti

    Sia VGC che GCC avranno aree riservate a bordo. Per chi partecipa sono previsti anche diversi omaggi e accessori, come playmat, bustine protettive, cappellini e altri gadget. L’esperienza, insomma, non punta solo alle partite: l’obiettivo è riempire la crociera con contenuti a tema, creando una “mini convention galleggiante”.

    Dal punto di vista del soggiorno, i partecipanti potranno alloggiare in cabina e usufruire della pensione completa, vivendo una crociera vera e propria mentre si gioca e si compete.

    Come partecipare: prenotazione e pacchetti

    Per prendere parte a Battle Cruise è necessario prenotare e assicurarsi un posto (che, come prevedibile, è limitato). Sono disponibili tre pacchetti, tutti comprensivi dell’iscrizione ai tornei, con differenze legate principalmente ai comfort della crociera:

    • Standard: 550€
    • Superior: 650€
    • VIP: 700€

    Le opzioni variano per servizi e sistemazioni, senza cambiare in modo sostanziale la parte competitiva dell’esperienza.

    Battle Cruise si presenta quindi come un’iniziativa decisamente ambiziosa e fuori dagli schemi: un modo nuovo per vivere VGC e GCC, tra match, community e una crociera nel Mediterraneo.