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  • Guida mazzo Pokémon Pocket: Blaine

    Guida mazzo Pokémon Pocket: Blaine

    Oggi vedremo il mazzo economico, senza carte Ex, più forte di Pokémon Pocket: Blaine. Il capopalestra di tipo fuoco di Kanto sarà affiancato da Ninetales e Rapidash. Già prima dell’espansione “L’isola misteriosa” era uno dei mazzi budget più consistenti del gioco. Con l’introduzione delle nuove carte passa da essere un tier B ad essere un mazzo ai livelli di quelli con 2/4 carte Ex all’interno.

    La lista: le carte necessarie a costruire il mazzo

    La lista contiene Ninetales e Rapidash come attaccanti principali. Era così anche per la lista pre-mini espansione, ma ha portato un forte miglioramento il nuovo Rapidash introdotto

    Come si è detto, non sono presenti pokèmon Ex nella lista, ma nemmeno carte holo. Sono presenti 4 pokémon tutti comuni e non comuni. Ad affiancare questi pokémon abbiamo Blaine, una carta allenatore che interagisce esclusivamente con loro. A completare il mazzo sono presenti le solite 5 carte allenatore tipiche di molti mazzi di pocket, tutte in doppia copia.

    Parlando di modifiche e varianti, il nostro consiglio è giocare un Magmar in singola copia. Aiuta molto essendo un Pokémon base, che rappresenta una opzione di attacco veloce se non si dovessero pescare le linee evolutive. E’ giocabile al posto al di una copia di Giovanni, che a volte in mano risulta anche ridondante per la presenza di Blaine. Si fa riferimento al Magmar dell’isola misteriosa, con l’attacco da 80 danni con due energie, ma che scarta le energie utilizzate.

    Come si gioca: funzionamento e meccaniche

    Il funzionamento del mazzo è estremamente semplice: bisogna essere aggressivi ed evolvere velocemente ponyta e vulpix. L’aggressività è la caratteristica principale, se si vince capiterà praticamente sempre di farlo entro i primi 14 turni.

    Vediamo ora nel dettaglio gli attacchi dei pokémon protagonisti del mazzo. Ninetales con 2 energie infligge 90 danni, con il malus di scartare una energia. In questo modo al turno successivo si potrà riassegnare l’energia e attaccare nuovamente. Rapidash con 2 energie totalizza 40 danni base, 100 se esce testa. Anche nel mazzo Blaine entra quindi una componente di lancio della moneta che è presente in tanti altri su Pokémon Pocket.

    A dare il nome al mazzo è Blaine, ma perchè? Per un singolo turno gli attacchi dei propri Ninetales, Rapidash e Magmar infliggono +30 danni. E’ come Giovanni, che inserisce un +10, ma con il triplo dell’aumento dei danni. Con Blaine si raggiunge una potenzialità di danni unica per un mazzo senza carte Ex. Ninetales arriva a infliggere 120 danni, 140 se il pokémon avversario è di tipologia erba. Si, uccide Celebi con un solo attacco.

    Una pecca del mazzo è sicuramente la poca solidità, ha bisogno di vincere esclusivamente essendo aggressivi e veloci. Essendo solo carte non comuni la vita dei pokémon non è alta, e l’obiettivo è uccidere la carta Ex avversaria prima che questa riesca ad attaccare.


  • Mewtwo, la storia metaforica di una leggenda

    Mewtwo, la storia metaforica di una leggenda

    Oggi, 6 febbraio, è una giornata importantissima per tutti gli amanti dei mostriciattoli tascabili. Infatti, dalle memorie della Villa Pokémon, oggi è la data di nascita della prima, grande leggenda del mondo Pokémon: Mewtwo. Il Pokémon Genetico, infatti, ha dietro di sé una storia molto articolata, passando tra giochi, film e manga. Oggi approfondiremo questa leggenda, scoprendo la grande metafora che questo Pokémon rappresenta.

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    Fuji, uno scienziato disperato

    Mewtwo, come tutti sappiamo, è stato portato in vita dal Team Rocket, capitanato dal malvagio Giovanni, a partire da un pezzetto del DNA di Mew. Lo studioso che ha diretto le ricerche, come spiegatoci nei giochi e nei film, è il Dottor Fuji, personaggio apparso solamente all’interno dei film “Pokémon Il Film – Mewtwo contro Mew” e “Mewtwo colpisce ancora – L’evoluzione“. Inoltre, Fuji compare anche in un episodio della miniserie animata “Pokémon Le Origini“.

    Ovviamente, dato il nome, ciò che ci viene subito all’occhio è che probabilmente il Dr. Fuji corrisponde a Mr. Fuji dei videogiochi Pokémon. La cosa più probabile è che Mr. Fuji e Dr. Fuji siano la stessa persona, ma che, dopo la creazione di Mewtwo, egli si sia pentito e abbia iniziato una nuova vita, in preda alla disperazione.

    Infatti, come sappiamo dal cortometraggio “La storia sull’origine di Mewtwo“, il Dr. Fuji aveva una figlia, Amber, che però morì quando ancora era bambina. Disperato, Fuji dedicò la sua intera vita alle ricerche sulla clonazione, attirando però l’attenzione di Giovanni, che lo costrinse a lavorare per lui per la creazione di un Pokémon potentissimo.

    Dopo aver osservato i danni causati da Mewtwo a causa della sua rabbia e della sua sofferenza, Fuji appese il camice per sempre, dedicandosi all’aiuto dei Pokémon soli, come lui prima di loro. Ora che però abbiamo visto i protagonisti della grande leggenda, andiamo ad osservare la vera e propria creazione del Pokémon Genetico.

    La nascita di Mewtwo

    Nei sotterranei della Villa Pokémon, nella Regione di Kanto, tutti sappiamo che sono stati rinvenuti dei diari appartenenti al Dr. Fuji, scritti durante le ricerche svolte su Mewtwo. Il primo di questi diari risale al 5 luglio di un anno non specificato e cita: “Guyana, Sudamerica. È stato scoperto un nuovo Pokémon nel cuore della giungla.”

    A molti di voi sembrerà strano il fatto che si parli del Guyana, paese del Sudamerica, ma ai tempi di Pokémon Rosso e Verde Game Freak aveva già inserito più volte riferimenti al mondo reale nei giochi Pokémon. Ovviamente, qualche anno dopo, questo piccolo dettaglio è stato risolto grazie all’Isola Suprema nella versione giapponese di Pokémon Smeraldo. Infatti, in quest’isola che sembra una giungla, possiamo trovare il Pokémon Mew, oltre ad un particolare cartello con scritto “” che si legge “ji“. Questo sembra essere il residuo della firma del Dr. Fuji lasciata sull’isola dove è stato scoperto Mew.

    La ribellione di Mewtwo

    Il secondo diario, però, non rivela grandi dettagli, poiché cita: “Abbiamo chiamato Mew il Pokémon appena scoperto“, ma il terzo, scritto nel 6 febbraio dell’anno successivo, dice: “Mew ha dato alla luce un nuovo Pokémon. Abbiamo chiamato Mewtwo il piccolo.” L’ultimo diario, infine, è stato scritto il 1° settembre. Ciò significa che Mewtwo non è da sempre stato ribelle e potente, ma ci ha messo più di metà anno per accrescere la sua forza. Quello che però non sappiamo è cosa è successo tra il 6 febbraio e il 1° settembre. La crescita di Mewtwo è stata regolare? O magari i parametri non sono mai stati buoni? Una risposta porterebbe alla luce molte intenzioni e pensieri del Dr. Fuji, ma purtroppo non sappiamo nulla, per ora.

    1 settembre. mewtwo è davvero potente. non riusciamo a contenere i suoi istinti feroci.

    Questo è l’ultimo diario che viene reperito nella Villa Pokémon, il che indica che probabilmente è stato scritto il giorno stesso della ribellione di Mewtwo. Tuttavia, la traduzione italiana non è in grado di farci capire la paura di Fuji nel momento, ma la versione giapponese ci viene incontro: “1 Settembre. Il Pokémon Mewtwo è troppo potente. È inutile… Non riesco a controllarlo!” Fuji è spaventato, ma già sa come finirà la Villa Pokémon e con essa il suo progetto, perciò si arrende alla forza immensa di Mewtwo.

    “Pokémon: La Grande Avventura” e la reale genesi di Mewtwo

    La ormai famosissima serie di manga “Pokémon: La Grande Avventura“, racconta però una storia estremamente diversa. Infatti, all’interno del capitolo “VS Tauros“, Mewtwo compare ancora rinchiuso nella sua cisterna, ma il suo creatore non è più il Dr. Fuji, bensì Blaine. Il Capopalestra è legato a Mewtwo in un modo ben diverso rispetto a quello di Fuji. Difatti, Blaine ha utilizzato una parte delle sue stesse cellule per aiutare la creazione del Pokémon Genetico, legandolo così inevitabilmente alla sua vita.

    Blaine, però, non è chi noi pensiamo. Blaine, all’interno del manga, è uno scienziato del Team Rocket, ma non è il Capopalestra visto in Pokémon Rosso e Blu, tantomeno quello visto nell’anime. Infatti, inizialmente, Pokémon doveva avere ben due Blaine, uno che sarebbe stato Capopalestra dell’Isola Cannella, l’altro, il vero Blaine, uno scienziato del Team Rocket collegato geneticamente a Mewtwo.

    Questa idea è stata sicuramente scartata, ma ancora oggi persiste proprio grazie al manga “Pokémon: La Grande Avventura”, che probabilmente ci racconta la primordiale e reale storia di Mewtwo, senza l’esistenza di Dr. Fuji, senza l’esistenza di uno scienziato in preda alla disperazione per la perdita della figlia. Blaine è parte del Team Rocket e studia la clonazione semplicemente a scopo malvagio, senza avere sotto una morale. Tuttavia, grazie a Rosso, lo scienziato si pente e abbandona il Team Rocket, intento ad aiutarlo e a calmare l’animo della sua creazione.

    In conclusione

    Da una parte, Mewtwo è nato come una macchina da guerra, cresciuto dai sacrifici di uno scienziato che ha, letteralmente, dato sé stesso alle sue ricerche. Dall’altro lato, abbiamo un Mewtwo semplicemente pieno d’odio, creato dalla disperazione dell’essere umano che studia per colmare un vuoto nel proprio cuore. La nascita di Mewtwo è la rappresentazione delle emozioni negative dell’uomo, che però si pentirà e tornerà sempre sui suoi passi, cercando di appacificarsi con il suo lato “cattivo“. D’altronde, è quello che tutti noi facciamo, no?

  • Pokémon company ha deciso di vietare una nuova carta dal TGC!

    Pokémon company ha deciso di vietare una nuova carta dal TGC!

    Pokémon Company vuole assicurarsi che tutti i tornei Pokémon TCG presentino un livello di difficoltà equo e bilanciato, motivo per cui hanno deciso di vietare una nuova carta che è appena apparsa nel nuovo set di espansioni.

    La carta in questione è il “Quiz Show di Blaine“. A causa di potenziali problemi che possono essere causati nei tornei multilingue; dunque questa nuova carta non sarà utilizzabile durante i Campionati Mondiali Pokémon 2019 sia in partite ufficiali sia in eventi correlati.

    Tutto ciò ha perfettamente senso perché con la partecipazione di persone provenienti da tutto il mondo, le differenze linguistiche renderebbero l’uso della carta difficile o addirittura impossibile. È meglio evitare il potenziale disordine e lasciare la carta fuori dal gioco.