Dimenticate la tensione della Lega Pokémon. Dimenticate la scalata finale al Monte Argento contro Rosso. Le vere cicatrici che ogni Allenatore si porta dietro non sono state causate dai Campioni, ma da quei piccoli, sadici momenti di disperazione videoludica che Game Freak ha disseminato nei giochi.
Abbiamo riso, abbiamo pianto, abbiamo (quasi) lanciato il Game Boy o la Switch contro il muro. Se pensate di aver superato il passato, preparatevi a riaprire vecchie ferite. Ecco la classifica dei 5 traumi dei videogiochi Pokémon che ci svegliano ancora la notte (e l’ultimo è probabilmente il motivo per cui non ci fidiamo più delle persone).
1. L’incubo rosa: il Miltank di Chiara a Fiordoropoli
Se avete giocato a Oro, Argento o ai remake HeartGold e SoulSilver, il solo nome “Chiara” vi provoca un brivido lungo la schiena. Siamo a Fiordoropoli, la terza palestra. Tutto sembra tranquillo, il Clefairy va giù facile. Poi entra in campo lui: Miltank.
Sulla carta è una mucca rosa innocua. Nella pratica, è una macchina da guerra inarrestabile. Il trauma nasce dalla combo letale del suo moveset:
Attrazione: Se avevi lo starter maschio (cosa probabile al 90%), il tuo Pokémon si rifiutava di attaccare per “innamoramento”.
Buonlatte: Appena riuscivi a portarlo a vita rossa… bzzzt, vita ricaricata.
Rotolamento: La mossa che aumenta di potenza a ogni turno. Al quinto colpo, Miltank diventava capace di mandare KO persino Arceus.
Quante volte abbiamo dovuto spegnere e riaccendere, sperando in un miracolo o correndo a catturare un Machop solo per vendetta? E pensare che nella versione beta di Pokémon Oro e Argento, Miltank non conosceva quel maledetto Rotolamento.
2. Lo Shiny nella Zona Safari (o il “Poochyena incatturabile”)
Trovare un Pokémon Cromatico è l’emozione suprema. Ma c’è uno scenario in cui si trasforma in puro terrore: la Zona Safari.
Qui le regole della lotta non valgono. Non puoi indebolire il Pokémon, non puoi addormentarlo. Sei in balia del caso: “Tiro un sasso? Tiro un’esca? Lancio la Safari Ball?”. Vedere un Chansey Shiny o un Pinsir Shiny, lanciare una ball, vederla fallire e leggere la frase tombale “Il Pokémon selvatico è fuggito” è un dolore che non si augura a nessuno.
Ma abbiamo una menzione d’onore anche per la Terza Generazione: L’incontro con il Poochyena Shiny all’inizio di Rubino/Zaffiro, quando stai salvando il Prof. Birch ma non hai ancora ricevuto le Poké Ball. Puoi solo guardarlo, sconfiggerlo e piangere.
Era solo l’inizio della fine, ciao ciao Chansey.
3. Il “Brutto Colpo” sul Pokémon Leggendario
Sei davanti a Mewtwo, Lugia o Rayquaza. La battaglia dura da 20 minuti. Hai lanciato 30 Ultra Ball, ma lui non ne vuole sapere. Decidi di indebolirlo ancora un po’. “Uso Azione, toglie poco, è sicuro”.
Premi A. L’animazione parte. Poi senti quel suono secco, diverso dal solito. Lo schermo trema. BRUTTO COLPO! La barra della vita del Leggendario scende a zero. Lui svanisce.
Il vero trauma, però, arriva un secondo dopo, quando il tuo cervello realizza: “Quand’è stata l’ultima volta che ho salvato?”. Due ore fa, prima di entrare nella grotta, prima di risolvere tutti i puzzle di forza e spaccaroccia. Il Soft Reset più amaro della storia.
4. Il Tunnel Roccioso senza Flash e la pioggia di Zubat
Se oggi i giochi Pokémon risultano più guidati, negli anni ’90 e 2000 una spolverata di sadismo era la norma. Il Tunnel Roccioso di Kanto (e perché no, anche la Grotta Scura di Johto) rappresentava l’inferno in terra per due motivi:
Buio, buio pesto ovunque: Se non avevi insegnato la MN Flash a un Pokémon (“Ma sì, è inutile in battaglia”), dovevi navigare lo schermo completamente nero, intuendo i muri dal suono dei passi.
Gli Zubat: Ogni tre passi. Letteralmente. Senza Repellenti attivi, il verso stridulo di Zubat e la sua mossa Stordiraggio hanno causato più crisi di nervi del Team Rocket stesso.
Ancora oggi, sentire il verso di uno Zubat attiva un riflesso condizionato di fastidio nei veterani.
Un brivido al buio ed arriva lui.
5. Il tradimento finale: Mindy e il suo Haunter
Questo è forse il punto più alto di cattiveria mai raggiunto da Game Freak. Siamo a Nevepoli, in Diamante e Perla. Un NPC di nome Mindy ci propone uno scambio in-game. Lei vuole un Medicham, e in cambio ci darà un Haunter (da lei rinominato “Gaspar”, con taaanto affetto).
Da qui si apre uno spiraglio di luce: “Haunter si evolve in Gengar tramite scambio! Fantastico, avrò un Gengar fortissimo!”. Accetti lo scambio. Parte l’animazione. Arriva Haunter. Aspetti l’evoluzione… aspetti… aspetti. Nulla accade. Parli di nuovo con Mindy e lei, con quel sorrisetto beffardo, ti dice: “Ah, il mio Haunter aveva una Pietrastante? Forse è per quello che non si è evoluto! Haha!”.
Non è un bug. È un troll programmato dagli sviluppatori per spezzare i nostri sogni. Esiste un intero subreddit dedicato al trauma causato da questo personaggio, e a buona ragione.
Sì Mindy, speravamo tutti di avere un Gengar facile facile, giochi con le nostre debolezze.
Questi sono i traumi Pokémon che accomunano intere generazioni di giocatori, ma siamo sicuri che ogni Allenatore abbia il suo scheletro nell’armadio. Che sia la Torre Lotta impossibile o la ricerca di un Feebas in Rubino, fateci sapere sui nostri social qual è il momento che vi fa ancora “rage-quittare” col pensiero!
Pokémon celebrerà 30 anni il prossimo 27 febbraio 2026 e, alle porte del nuovo anno, l’azienda inizia i festeggiamenti con un’animazione piuttosto nostalgica.
Con delle animazioni dedicate, ovviamente, a Pikachu (e di come si è evoluto negli anni), The Pokémon Company ricorda agli appassionati che siamo vicini a festeggiare l’uscita di Pokémon Versione Rossa e Versione Verde in territorio giapponese.
Non manca l’avviso più importante: rimanere sintonizzati perché, il 2026, sarà un grande anno, e noi di PokéNext non vediamo l’ora di scoprire la prossima avventura.
In Italia si stava per vivere il primo Natale del nuovo millennio e nelle case di tutti i bambini, sotto un lucente albero pieno di palline colorate, svettavano pile di pacchi regalo. La Pokémon Mania era nel pieno della sua influenza e le letterine di ogni piccolo allenatore erano cariche di desideri a tema Pokémon. Wizards of the Coast non si fece sfuggire l’occasione di far felici migliaia di bambini e, come il Babbo Natale più generoso, lanciò sul mercato uno dei prodotti più iconici e curati del tempo: la confezione regalo Tempesta!
Confezione regalo Tempesta – Introduzione al prodotto
Nel dicembre del 2000, in Italia, erano uscite le prime tre iconiche espansioni del gioco di carte collezionabili: Set Base, Jungle e Fossil. Gli album dei piccoli collezionisti erano pieni di carte e la Lega Pokémon di ogni città era affollata da tantissimi aspiranti giocatori. Collezionismo e competizione danzavano in modo armonico dando vita al genuino desiderio di aprire più pacchetti possibile per accapparrarsi le carte migliori.
In questo contesto arrivò nelle case degli italiani (e non solo) l’iconica confezione regalo Tempesta. Questo speciale box, il cui contenuto verrà analizzato nel prossimo paragrafo, aveva il principale scopo di introdurre il gioco competitivo ai futuri giocatori. Nel retro della confezione l’acquirente veniva stimolato all’acquisto suggerendogli che, grazie a questo prodotto, sarebbe riuscito a passare da “allenatore” a “super allenatore”. Difatti, a differenza dei classici mazzi tematici dell’epoca finalizzati a sviluppare un livello base di competenza con il gioco competitivo, qui si parla di livello avanzato. Sulla scatola è infatti suggerito ai meno esperti di acquistare il “Set Introduttivo per due giocatori”, cioè il famoso mazzo tematico contenente il Machamp olografico del Set Base in prima edizione.
Confezione regalo Tempesta [collezione personale]
La confezione regalo Tempesta è un prodotto di esclusiva occidentale; non esiste infatti una versione giapponese, nè tantomeno cinese o coreana. Tutte le versioni occidentali videro la luce sul mercato nello stesso periodo, nonostante non ci fosse un allineamento con l’uscita delle espansioni di carte tra America ed Europa. La confezione regalo uscì in America con il nome di Thunderstorm Gift Box, mentre in Inghilterra con il nome di Tempest Gift Box. Oltre che in lingua inglese, il prodotto fu tradotto in italiano, tedesco, francese e olandese.
La confezione regalo Tempesta, fin da un primo sguardo, si attesta come un prodotto di qualità, curato nella grafica ed in ogni dettaglio esterno ed interno. La scatola in cartone, di dimensioni 20×25, presenta su ogni lato alcuni dei classici artwork acquarellati di Sugimori. Sul lato retro scatola c’è invece una breve descrizione del prodotto ed un dettagliato elenco di ciò che troveremo all’interno.
Sollevando il coperchio della scatola, l’allenatore si trovava davanti i seguenti prodotti:
Un tabellone da gioco esclusivo. Questo richiama la grafica della scatola con l’iconica Pokéball semi-chiusa e la spirale blu di sfondo. Anche qui sono presenti molti artwork dei Pokémon più iconici come Gengar o Raichu;
Tabellone da gioco [collezione personale]
Una moneta metallica raffigurante Pikachu. La moneta, anch’essa prodotto esclusivo del box Tempesta, a differenza del resto, è prodotta in Corea. Questo gettone richiama, in grafica e manifattura, le famose Pokémon metal battle coin, prodotto esclusivo giapponese;
Moneta metallica di Pikachu [collezione personale]
Un sacchetto di velluto blu utile probabilmente come portamazzo o come sacca per i segnalini danno;
Tre pacchetti Pokémon. I pacchetti erano necessari per sperare di potenziare il proprio mazzo creando combinazioni inedite per soprendere l’avversario; è grazie al loro inserimento se il box Tempesta si distingue dai mazzi tematici e si colloca come prodotto per un livello avanzato. I pacchetti posti all’interno sono sempre della stessa lingua della confezione regalo. Nel Thunderstorm Gift Box, cioè nel box americano, si potevano trovare tre pacchetti randomici appartenenti alle espansioni che vanno dal Set base fino a Gym Heroes. Nelle confezioni europee, invece, si trovavano sempre i seguenti pacchetti:
Pacchetto Set Base;
Pacchetto Jungle;
Pacchetto Fossil.
Un foglio illustrativo. Sul lato frontale c’è l’elenco delle carte contenute nel mazzo Tempesta, mentre sul retro ci sono dei consigli per potenziare il mazzo grazie alla sostituzione di alcune carte ottenibili dai pacchetti;
Foglio illustrativo [collezione personale]
Un CD-ROM “Gioco di carte collezionabili Pokémon – Play it“. Il CD-ROM contenuto nel box Tempesta si distingue da quello allegato in alcune vecchie riviste “Scambia e Gioca” per l’assenza della scritta “PRODOTTO PROMOZIONALE”. Questo CD-ROM, i cui requisiti minimi sono un sistema operativo Windows 95/98 e ben 16 MB di RAM (tanto per far capire l’epoca arcaica di cui stiamo parlando), conteneva alcune importanti funzionalità:
Un programma per la costruzione di un mazzo da gioco;
Un album virtuale per tenere sempre aggiornata la propria collezione;
Sette mazzi per allenarsi e migliorare il proprio mazzo.
CD-ROM PLAY IT! [collezione personale]
Il mazzo tematico Tempesta. Data l’importanza di questo prodotto, lo approfondiremo nel seguente paragrafo.
Mazzo tematico Tempesta
Il mazzo tematico Tempesta era il cuore pulsante della confezione regalo e si trovava al suo interno, chiuso dal classico sigillo. Questo prodotto è in tutto e per tutto simile ai mazzi già usciti con il Set base, Jungle e Fossil.
Mazzo Tempesta [collezione personale]
La grafica del mazzo richiama nei colori la confezione regalo ed il tabellone da gioco. Sulla parte frontale è presente l’artwork di Zapdos, protagonista indiscusso del prodotto, e quello di Psyduck. Il mazzo tempesta gioca infatti sulla combinazione tra i Pokémon di tipo Elettro e Acqua. Sul retro della confezione, oltre a qualche breve strategia, sono elencati tutti i prodotti contenuti all’interno:
Due schede di segnalini danno. Ogni scheda, proprio come nei precedenti theme deck, ha dodici segnalini staccabili da dieci danni l’uno;
Un regolamento per il gioco competitivo. Nel mazzo Tempesta il libretto con le regole per il gioco competitivo è aggiornato alla “versione 3”, proprio come quello che si trova nel mazzi “Maga Blocco” e “Guardia del Corpo” di Fossil;
Una lista delle carte. Anche la lista presente è esattamente quella contenuta nei mazzi legati all’espansione Fossil. Questa lista contiene infatti tutte le carte uscite nel Set Base, Jungle e Fossil;
Regole, lista delle carte e segnalini danno [collezione personale]
60 carte. Le carte, anch’esse sigillate, provengono dalle espansioni di Set Base, Jungle e Fossil. Nello specifico, le carte contenute nel mazzo e necessarie per iniziare l’avventura nel competitivo sono elencate nel dettaglio sul foglio illustrativo di cui abbiamo parlato in precedenza. L’unica carta olografica è Zapdos, proveniente dal set Fossil.
Carta Pokémon – Zapdos holo 15/62 [collezione personale]
Nella versione americana del prodotto, cioè nel Thunderstorm Gift Box lo Zapdos ha l’olografia cosmoholo, invece che starholo. Questo dettaglio non va trascurato in quanto fino al set Fossil, in America, tutte le carte hanno come olografia la starholo. La scelta di passare al cosmoholo, usata già in Europa ed in Giappone fin dai primi set, arrivò in America solo con l’espansione Team Rocket. Ulteriore dettaglio che differenzia questo Zapdos da quello ottenibile all’interno dei pacchetti è il copyright: negli Zapdos provenienti dai pacchetti il copyright è datato 1999, mentre in quello del mazzo 1999-2000.
Pokémon GCC – Ricordi di un’atmosfera passata
Immaginatevi quell’atmosfera natalizia anni ’90 e primi anni 2000 ricca di sorpresa e spontaneità. Non c’erano liste desideri, spoiler o gif terribili con renne danzanti. Il bimbo, al primo profumo di colazione, scendeva dal letto e si catapultava verso l’albero fremendo dalla voglia di aprire i doni che i genitori (o Babbo Natale) avevano preparato con cura di notte. La carta colorata veniva divelta, le coccarde scintillanti volavano via ed eccola lì; una meravigliosa confezione regalo Tempesta! Gli occhi si illuminavano e la gioia divagava nella stanza. Quel bambino non era consapevole, ma quello sarebbe stato l’inizio della sua avventura nel magico mondo dei Pokémon.
Con questo articolo spero di aver riacceso qualche dolce ricordo ai più attempati e di aver fatto sognare le nuove leve affinchè possano spingersi nel ricostruire la genuinità e la spensieratezza di cui oggi il mondo Pokémon è carente. Buon Natale e buone feste da me e da tutto il meraviglioso Staff di PokéNext!
A distanza di un anno esatto dal teraleak, arriva un’altra grande ondata di leak inerenti i prossimi giochi Pokémon in uscita nei prossimi anni.
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Abbiamo da poco parlato della decima generazione Pokémon con tutte le nuove informazioni trapelate, ed ecco spuntare un calendario con tutti i prossimi titoli Pokémon in uscita fino al 2030, a partire dall’undicesima generazione, un terzo capitolo di Leggende Pokémon e persino un remakeche racchiude più regioni del mondo Pokémon!
Lista dei prossimi giochi Pokémon in uscita
A riportare il tutto è un post su X di Centro LEAKS, ecco la lista completa dei prossimi progetti di Game Freak:
Wind/Waves (Gen 10) uscirà nel 2026, con il DLC in uscita nel 2027;
“Leggende Pokémon: Galar” uscirà nel 2027 o più avanti;
Remake Pokémon “multiregionale” uscirà nel 2028 o più avanti;
Gen 11 uscirà nel 2030;
Pokopia avrà un DLC;
Pokémon Champions era originariamente programmato per quest’anno.
THIS IS CRAZY. All the projects Game Freak currently has in development:
– Wind/Waves is releasing in 2026, with DLC in 2027. – Pokémon Legends: Galar is releasing 2027 or beyond. – Pokémon Multi-Region Remake in 2028 or beyond. – Pokopia will get DLC. – Pokémon Champions was… pic.twitter.com/OcuIChALaj
A soli tre giorni al lancio di Leggende Pokémon: Z-A, si torna a parlare della decima generazione Pokémon, con nuovi leak che confermano (e smentiscono) su quanto già trapelato in precedenza.
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Dopo un anno esatto dal teraleak, oggi, 13 ottobre 2025, si torna a parlare di leak riguardanti la decima generazione Pokémon.
ALLERTA SPOILER: da questo punto dell’articolo troverete informazioni sul nome dei titoli, regione e altro, pertanto vi invitiamo ad interrompere qui la lettura se volete evitare anticipazioni di questo tipo.
Nomi dei titoli
Secondo quanto riportato da Centro LEAKS, e successivamente confermato da Khu, i titoli di decima generazione saranno “Pokémon Wind” e “Pokémon Waves“, diretti da Shigeru Ohmori, e avranno il tema “dell’infinito”.
Pokémon Gen 10:
Pokémon Wind and Pokémon Waves Theme: Infinity Directed by Shigeru Ohmori
L’ambientazione dei titoli di decima generazione sembra essere l’Indonesia e l’Asiasud-orientale, diversamente da quanto trapelato fino ad ora con la Grecia. Queste informazioni, tuttavia, provengono direttamente dai documenti di Ohmori del 2021 che, per l’appunto, contraddicono le informazioni sulla base della Grecia. Non sappiamo se l’ambientazione regionale sia cambiata durante lo sviluppo.
The original setting for Pokémon Wind and Waves is: Indonesia and Southeast Asia!
Note: This info comes directly from Shigeru Ohmori's documents from 2021, and contradicts the information about being based on Greece. We don't know if the region setting changed during development pic.twitter.com/JD67TnnquJ
Sembra che nei giochi di decima generazione ci sia una nuova meccanica o tipologia di Pokémon speciale chiamata “Pokémon Seme“. Si tratterebbe di un Pokémon cucciolo della specie “Seme” che si può trovare nelle aree turistiche. Nessuno ha mai visto la sua forma evoluta, e quando viaggia verso l’isola dove risiede il leggendario principale, inizia ad evolversi. Si dice che il suo aspetto evoluto abbia infinite varianti.
There appears to be a new mechanic / type of special Pokémon in Gen 10 called Seed Pokémon.
A baby Pokémon of the Seed species that can be found in resort areas. (Seed Pokémon = unevolved form) It is a rare sight in this land, and no one has ever seen its evolved form. When it… https://t.co/95RHGD1p9Z
La rivista manga di Shueisha Weekly Shonen Jump e Pokémon hanno deciso di collaborare per la prima volta. La copertina del 36° e 37° numero combinato della rivista, in vendita dal 4 agosto, presenterà un’illustrazione di gruppo realizzata dagli autori di Shonen Jump, e raffigurerà vari personaggi delle rispettive opere affiancati da un Pokémon. Tra queste illustrazioni troviamo un disegno di Rufy e Pikachu realizzato da Eiichiro Oda, l’autore di One Piece.
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Pokémon x Shonen Jump: i dettagli della collaborazione
Oltre al Rufy e al Pikachu di Oda, sono state pubblicate in anteprima anche le illustrazioni di Roboco e MegaBlaziken disegnate da Shuhei Miyazaki, l’autore di Me & Roboco, e le illustrazioni dell’eroina Chinatsu Shikano e Totodile disegnate da Koji Miura, l’autore di Blue Box.
Inoltre, il 38° numero della rivista, in vendita dal 18 agosto, conterrà uno speciale adesivo, frutto della combinazione delle illustrazioni (tratte dai numeri speciali 36 e 37 combinati), e sarà il secondo numero consecutivo ad essere pubblicato. In più, ci sarà un omaggio con le illustrazioni realizzate appositamente per la rivista.
Pokémon e Shonen Jump: due colossi nipponici a confronto
Sorprendentemente, questa è la prima collaborazione tra Weekly Shonen Jump e Pokémon, e il primo progetto che coinvolge l’intera rivista e tutti i suoi autori seriali. Weekly Shonen Jump uscì nel luglio del 1968 come pubblicazione bimestrale chiamata “Shonen Jump“, e divenne settimanale nel 1969. Ha prodotto numerose opere di successo, e il terzo e il quarto numero combinato del “New Year 1995” (pubblicati il 20 dicembre 1994) hanno registrato la più alta tiratura di qualsiasi rivista manga della storia.
I Pokémon, gli iconici mostri tascabili, nacquero ufficialmente nel 1996 con l’uscita di Pokémon Rosso e Pokémon Verde in Giappone. Il brand si è sviluppato nel corso degli anni con una vasta gamma di prodotti, tra cui il Gioco di Carte Collezionabili, l’anime, giochi mobile e gadget, guadagnandosi una popolarità globale.
Quando Internet era privilegio di pochi e gli investitori prendevano ancora in giro chi seguiva le proprie passioni, i piccoli collezionisti si approcciavano al mondo Pokémon nei modi più disparati. Motore trainante di nuove scoperte erano sicuramente le leggende metropolitane che si tramandavano tra i banchi di scuola o nei parchi d’estate. Nel 2000, il fenomeno Pokémon era protagonista di ogni conversazione giovanile alimentando la scintilla di nuove amicizie. Ero in prima elementare, le vacanze di Natale si erano concluse e al rientro, uno dei miei compagni di classe, un certo Marco, se ne uscì con: «ho trovato il Mew egiziano». Questo fu il mio primo contatto con una delle carte più belle che il mondo Pokémon abbia mai visto: Mew Antico!
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Mew Antico – Leggenda e mistero
La storia di Mew Antico, o in inglese Ancient Mew, prende vita con uno degli ultimi frame del film Pokémon 2: La forza di uno. Durante questo film, che si colloca durante le avventure di Ash nelle isole Orange, i nostri eroi hanno a che fare un controverso collezionista: Lawrence III. Qui entra in gioco la tanto misteriosa carta.
Lawrence III dichiara infatti di aver iniziato la sua imponente collezione proprio dalla carta di Mew Antico. Questa informazione non era presente nelle scene del film giapponese, ma venne inserita all’interno dell’opuscolo che gli spettatori potevano acquistare prima di entrare in sala cinema.
Frame della scena finale del film in cui appare Mew Antico
Alla fine del film Lawrence III viene sconfitto e tutto il suo patrimonio distrutto. La speranza di un nuovo inizio è rappresentata da una bellissima scena in cui Lawrence III raccoglie dalle macerie la carta di Mew Antico e dice «Tutto è cominciato da qui e da qui tutto, di nuovo, ricomincerà». Questa scena, nella sua semplicità, diede vita a misteriose leggende, a racconti, nuove amicizie e ritrovati inizi nel mondo del collezionismo di carte Pokémon.
Mew Antico – Una carta ricca di segreti
Mew Antico non si limita ad essere una semplice carta promozionale da inserire nel proprio album ma, grazie alle sue misteriose rune, riesce a rompere la quarta parete instaurando un legame con il collezionista. Basta osservare per un attimo la carta che subito scocca la scintilla della curiosità… Cosa ci sarà scritto? Che significato hanno quegli strani simboli? Cosa rappresentano i disegni dietro Mew?
Tutte queste domande, in un mondo senza Internet, alimentarono speculazioni e leggende in merito al significato nascosto delle rune. Tutt’oggi, a distanza di 25 anni, non molti conoscono il significato dei simboli presenti su Mew Antico. È giunto il momento di immergersi nuovamente nella magica atmosfera che circonda questa iconica carta!
La prima traduzione ufficiale
Il primo metodo per tradurre Mew Antico venne pubblicato nel numero 257 della rivista giapponese CoroCoro nel settembre del 1999. All’interno di questo volume è presente una corposa sezione dedicata al secondo film Pokémon. In aggiunta, come allegato, fu inclusa la famosa carta Hama-Chan’s Slowking, illustrata appunto da Masatoshi Hamada, doppiatore di Slowking nel secondo lungometraggio giapponese.
I simboli presenti come testo della carta di Mew Antico sono vere e proprie rune. Il sistema runico si basa su un insieme di segni utilizzato dalle popolazioni germaniche nell’antichità. Nella sopraccitata rivista CoroCoro è pubblicata una traduzione dal runico al giapponese di ogni parola e una tabella che associava ad ogni runa la relativa lettera dell’alfabeto latino. Grazie a questa guida i collezionisti poterono decifrare la tanto misteriosa carta.
Traduzione delle rune germaniche
Come si può vedere dalla traduzione, Mew Antico conosce come unico attacco “Psichico” che, per esser attivato, necessita due energie psico. Mew ha debolezza al tipo psico e non ha alcuna resistenza. Il costo di ritirata è di due energie incolore.
Ciò che sicuramente affascina maggiormente è la descrizione del Pokémon. La designazione “New species” fa sicuramente riferimento al fatto che Mew è noto anche come Pokémon Novaspecie. Nella letteratura Pokémon, Mew è rimasto celato agli occhi del mondo per millenni a causa della sua natura elusiva. Considerato da molti una leggenda, quando gli avventurieri dimostrarono la sua esistenza, fecero riferimento ad “un organismo mai visto prima”.
La seconda parte della descrizione è ancora più travolgente. Nella versione più moderna di Mew Antico la parola “god” lascia spazio a “good” grazie all’aggiunta di una runa. Questa piccola aggiunta stravolge il significato della frase e va ad alimentare speculazioni di ogni tipo. Resta incerto se, sin dall’inizio, l’inserimento della descrizione “Little god… or evil” fosse frutto di una scelta intenzionale. In molti pensano sia un errore e che, anche originariamente, la descrizione dovesse recitare “Little good… or evil“. Questa tesi è avvalorata dal fatto che la lettera G di “god” nella tabella riportata sulla rivista CoroCoro è minuscola. Se davvero avessero pensato ad associare Mew ad una qualche divinità avrebbero dovuto usare la runa relativa alla lettera G maiuscola.
Versione del 1999 e del 2000 (sinistra) – Versione del 2019 (destra)
Nonostante possa esser tutto ricondotto ad un banale errore di scrittura, trovo che questo calzi a pennello con l’essenza di Mew. Gli avventurieri, dopo anni di ricerche, si trovarono dinanzi ad un Pokémon mitologico; è lecito pensare che alcuni credettero di esser alla presenza di una divinità. Nessuno di loro però aveva la certezza si trattasse di una divinità buona… E se invece avessero risvegliato un’entità malvagia?
Per finire di decifrare la carta, mancava da risolvere solo l’enigma relativo ai simboli presenti dietro l’artwork di Mew. Questi sono 4 glifi Maya che, grazie alla traduzione presente nella rivista, possono essere letti nel seguente modo.
Traduzione dei glifi Maya
Wizards of the Coast aiutaci te!
In occidente fu Wizards of the Coast a proporre un metodo di traduzione della carta. La decrittazione delle rune era mirata esclusivamente a scoprire i segreti dietro il misterioso attacco, i punti vita ed il costo di ritirata. I collezionisti poterono ricavare queste informazioni recandosi alla Lega Pokémon più vicina e ritirando un tabellone da gioco esclusivo. Sul retro del tabellone è illustrata una specie di caccia al tesoro che, sfruttando alcune iconiche carte provenienti dal Set Base e da Jungle, permetteva di risolvere l’enigma della carta.
Parte del tabellone da gioco con le istruzioni per decifrare Mew Antico [collezione anonima]
WotC si occupò della stampa e della traduzione dei tabelloni nelle varie lingue in modo che tutti gli appassionati potessero divertirsi con Mew Antico. La medesima guida, pubblicata nell’agosto del 2000 sul vecchio sito ufficiale di Pokémon è ancora consultabile al seguente link. Per quanto riguarda le altre parti di Mew, WotC non previde la distribuzione di alcuna guida ufficiale. Per questo motivo, in occidente ed in particolar modo in Europa, la carta di Mew Antico continuò ad esser circondata da un alone di mistero per molti anni.
Mew Antico – Tutte le varianti esistenti
La storia di questa carta promozionale si delinea attraverso sei varianti. Ad uno sguardo veloce potrebbero sembrare tutte uguali ma con un po’ più di attenzione si possono trovare interessanti peculiarità.
Distribuzione giapponese
Come era consuetudine in quel periodo, la prima apparizione di Mew Antico fu in Giappone. Nel 1999, gli appassionati che per primi andarono a vedere il film nelle sale cinematografiche, ebbero l’occasione di acquistare all’entrata uno speciale opuscolo.
Copertina dell’opuscolo del secondo film Pokémon [collezione anonima]
All’interno del volantino erano presenti diverse pagine ricche di informazioni riguardanti il film e, in aggiunta, anche la tanto bramata carta di Mew Antico. Questo opuscolo fu distribuito per un periodo limitato e, chi arrivò tardi, non ebbe modo di accaparrarsi la tanto bramata carta.
Le versioni giapponesi di Mew Antico sono ben tre. In ordine di uscita troviamo:
Ancient Mew I – “Nintedo Error”
Ancient Mew I – “Corrected Version”
Ancient Mew II
Ancient Mew I – “Nintedo Error”[collezione anonima]
Il primo Mew Antico mai uscito era caratterizzato da un errore di scrittura nel copyright posizionato in fondo alla carta. Al posto di “Nintendo” c’era appunto scritto “Nintedo”. Da qui nacque il nome Ancient Mew I – “Nintedo Error”, usato anche dalle case di gradazione. Tale errore fu corretto velocemente e, nei successivi opuscoli, fu inserita una versione corretta della carta. Entrambe queste edizioni ricevettero una magnifica olografia glitter sia sul front che sull’esclusivo retro.
Copyright “Nintedo Error” sopra – Copyright “Corrected Version” sotto
Nel successivo breve periodo uscì la terza ed ultima versione di Mew Antico giapponese. Quest’ultima si distingue facilmente dalle due precedenti grazie all’olografia cosmo tipica della maggior parte delle carte del TCG.
L’adattamento occidentale del film arrivò dopo un anno dalla prima proiezione nelle sale nipponiche. Come spesso accade, la distribuzione di Mew Antico fu snellita. Per i collezionisti americani ed europei, infatti, Wizards of the Coast non previde alcun volantino. La tanto agognata carta, disponibile all’ingresso delle sale cinematografiche durante la prima settimana di proiezione, era sigillata in una semplicissima bustina trasparente insieme ad un cartoncino informativo. In teoria, nelle settimane successive di proiezione, WotC sostituì la carta di Mew Antico con tre carte esclusive dedicate ai tre uccelli leggendari di Kanto. Questa interessante mossa di marketing rese da una parte ancor più rara ed esclusiva la carta di Mew Antico e dall’altra spinse molti appassionati a tornare nelle sale cinematografiche per accaparrarsi le tre nuove carte promozionali.
Mew Antico – Versione occidentale [collezione personale]
Nonostante ciò, Wizards of the Coast produsse una quantità spropositata di carte raffiguranti Mew Antico. Questo ha reso la carta estremamente comune e facile da trovare sigillata anche oggi, a distanza di 25 anni.
Per risalire al paese di distribuzione è necessario soffermarsi sul cartoncino informativo. Le informazioni riportate sono infatti scritte nella lingua del paese in cui quel Mew Antico è stato distribuito.
Cartoncino informativo [collezione personale]
Sull’informativa, WotC invitava i collezionisti a rivolgersi alla Lega Pokémon più vicina al fine di decifrare l’enigmatica carta e ritirare un esclusivo tabellone da gioco. Il tabellone distribuito negli USA differisce da quello europeo sotto vari punti di vista. Sul retro di entrambe le versioni, come visto, è riportata una simpatica guida per svelare tutti i segreti di Mew Antico e una pubblicità alla Lega Pokémon. Ciò che cambia totalmente è lo sfondo del lato frontale del tabellone da gioco. Nella versione americana è presente un accattivante background che richiama i colori e le rune caratteristiche di Mew Antico. Nella versione europea WotC decise di riproporre la locandina del film con Lugia ed i tre uccelli leggendari di Kanto.
Il grande ritorno
In Giappone, nel 2019, uscì il film Pokémon: Mewtwo colpisce ancora – L’evoluzione, remake in CGI del primo iconico lungometraggio. Per commemorarne l’uscita nelle sale, fu distribuita all’ingresso una nuova versione di Mew Antico. La carta, del tutto identica alla seconda versione giapponese, era accompagnata da un opuscolo simile a quello originale.
Copertina dell’opuscolo del remake del primo film [collezione anonima]
Questa trovata permise di far conoscere l’iconico Mew Antico anche ai nuovi piccoli appassionati ma, di contro, alimentò quella confusione che da sempre ha attanagliato l’origine di questa carta. In Italia, da sempre, è girata la voce per cui WotC avesse distribuito Mew Antico con l’uscita del primo film Pokémon: Mewtwo contro Mew. La confusione è più che lecita in quanto Mew ha un ruolo fondamentale nel primo film. Nel secondo lungometraggio, invece, non ha neanche una breve apparizione. Nel 2019, quando Mew Antico venne distribuito in Giappone per il remake del primo film, quella che era una semplice ipotesi diventò per molti certezza.
Mew Antico però non ha nulla a che fare con il primo film dei Pokémon per il quale, nelle sale cinematografiche italiane, WotC non previde alcuna carta promozionale.
The Pokémon Company e LEGO hanno annunciato una nuova collaborazione pluriennale che, a partire dal 2026, porterà per la prima volta LEGO Pokémon ai fan!
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Per la prima volta, il Gruppo LEGO darà vita ai Pokémon più amati in un modo completamente nuovo, creando esperienze di gioco capaci di affascinare sia i fan storici sia le nuove generazioni. Qui di seguito l’annuncio su X del set dedicato a Pokémon, il quale arriverà nel 2026 per celebrare il 30° anniversario del franchise:
Fin dal debutto del franchise Pokémon, i fan hanno sognato di diventare Allenatori Pokémon. Ora potranno vivere questa esperienza in modo ancora più coinvolgente… un mattoncino alla volta. Questa nuova partnership permetterà di ricreare il mondo di Pokémon in modi completamente inediti, offrendo ai fan la possibilità di costruire i loro Pokémon preferiti con i mattoncini LEGO.
LEGO e The Pokémon Company International vantano una lunga tradizione nel promuovere il gioco sociale, elemento centrale di questa partnership che, come detto prima, sarà pluriennale. Ciò significa che verranno rilasciati diversi set a tema Pokémon anche nei prossimi anni!
Tra i grandi franchise di Nintendo ad aver collaborato con LEGO, era proprio Pokémon a mancare ancora all’appello: basti pensare alle collaborazione già avvenute con Super Mario, The Legend of Zelda e Animal Crossing. Non ci resta che attendere aggiornamenti dal sito ufficiale di LEGO Pokémon per ulteriore dettagli!
Negli ultimi tempi la Pokémon mania ha raggiunto livelli molto alti, soprattutto in ambito collezionistico. Ma con questa ultima notizia dall’America arriviamo a picchi di follia impensabili; una patatina a forma del iconico Charizard è stata venduta per la folle cifra di… 87.840 dollari?!
La storia di questa patatina ha dell’incredibile.
Una cheeto… anzi cheetozard!
La patatina in questione è stata trovata fra il 2018 e il 2022 all’interno di un sacchetto della Cheeto, da un lavoratore della omonima ditta.
Costui, divertito dalla forma invece di sgranocchiarla ha deciso di conservarla in una cassaforte della 1st & Goal Collectibles, negozio adibito agli oggetti da collezione in Georgia, Stati Uniti.
Nel 2024, il proprietario della patatina ha deciso di tirarla fuori dalla cassaforte in cui riposava come fosse una Pokéball, e di darle un tocco…. personale.
Infatti, la patatina messa all’interno di uno speciale contenitore trasformato in una carta Pokémon ha assunto il nome di Cheetozard, Pokémon di Tipo Fuoco con 120 PS, che si evolve da Cheetelon, nome storpiato di Charmeleon.
La vendita, riportata da Goldin Auctions, oltre alla cifra folle di ben 87.840 dollari ci fa anche sapere che le offerte erano ben 60, di conseguenza molte altre persone erano interessate all’acquisto del Charizard-patatina.
Dopo questa, possiamo dire di averne sentite di cotte e… cheetocrude?
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