Categoria: Speciali

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  • Pokémon per Switch: un remake con una marcia in più?

    Pokémon per Switch: un remake con una marcia in più?

    Molte delle informazioni che ci sono pervenute: foto, tweet e leak, fanno pensare ad un probabile ritorno nella storica regione di Kanto, il punto d’origine della storia videoludica e cinematografica targata Pokémon, lasciandoci con una domanda: il prossimo gioco Pokémon sarà un semplice remake o qualcosa in più?

    Il noto leaker Pixelpar scrive in un suo tweet che “il prossimo gioco Pokémon sarà una specie di remake” ed è qui che vorremmo farvi soffermare, nello specifico sulle parole “una specie”. Non nega la possibilità di un remake, ma non lo identifica come tale, lasciando spazio ad analisi e teorie. Se analizziamo le possibilità, un remake potrebbe non essere così lontano dalla realtà per Game Freak, che potrebbe sfruttare la cerchia di nostalgici dei primissimi titoli della serie per introdurre l’attesa ottava generazione Pokémon in una affascinante fusione di vecchio e nuovo.

    Abbiamo potuto osservare un pizzico di questa fusione nel film “Pokémon – Scelgo te!”, dove si è potuta notare la presenza di mostri tascabili provenienti da altre regioni e generazioni, come ad esempio Lycanroc, e come tutto faccia pensare ad un mondo molto più vasto ed aperto. Una prova ulteriore viene dagli ultimi giochi della serie, nello specifico Ultrasole ed Ultraluna, dove vediamo Iridio partire con una nave diretta proprio a Kanto. Semplice coincidenza?

    Tirando le somme le probabilità di un remake di Kanto, con l’introduzione dell’ottava generazione e magari la possibilità in gioco di sfidare lo stesso Iridio, potrebbero essere concrete per il nuovo gioco Pokémon per Nintendo Switch. Non ci resta altro da fare che attendere il rilascio della data ufficiale e del primo trailer.

    E voi cosa ne pensate? Siete in cuor vostro dei nostalgici, o non avete mai sentito parlare di Kanto? Fatecelo sapere con un commento qui sotto!

  • Il brutto PokéAnatroccolo: il peggio della prima generazione

    Il brutto PokéAnatroccolo: il peggio della prima generazione

    Salve a tutti allenatori! Dopo il successo ottenuto con il primo episodio de “Il brutto PokéAnatroccolo”, è giusto tornare sull’argomento, non vi pare? Cominciamo dunque dalle origini: eccovi il peggio della prima generazione Pokémon!

    #10: Machamp

    Il nostro viaggio a Kanto si apre con il muscolossimo Machamp. Il Pokémon numero 68, ottenibile per evoluzione tramite scambio, è da sempre considerato uno tra i più imponenti fisicamente. La corporatura da bodybuilder, unita al costumino da wrestler e alle quattro braccia, lo rendono forse troppo strano ed esageratamente virile. Approposito di virilità, sapevate che il suo nome deriva dall’unione delle parole Macho (uomo virile) e Champion (campione)?

    #9: Aerodactyl

    Alla nona posizione troviamo il Pokémon fossile numero 142, Aerodactyl. Ottenibile grazie all’Ambra antica, è il terzo Mostriciattolo preistorico della prima generazione, nonchè l’unico senza una evoluzione. Aerodactyl prende ispirazione non solo dallo Pterodattilo, un antico rettile volante, ma anche dalla Viverna, creatura mitologica simile ad un drago. La mascella esageratamente grande ed il corpo per nulla aggraziato lo rendono sì temibile, ma anche davvero brutto esteticamente.

    #8: Golbat

    Passiamo ora ad uno dei Pokémon più odiati dagli Allenatori: Golbat. Questo enorme pipistrello disturba le partite dei videogiocatori ormai da anni, visto la presenza massiccia in tunnel e grotte. Dopo essersi evoluto dall’altrettanto molesto Zubat al livello 22, il Pokémon sviluppa una mandibola enorme, simbolo della sua enorme sete di sangue. Il Pokédex di prima generazione infatti recita “Quando attacca, non smette di succhiare energia sebbene diventi troppo pesante per volare”. Approposito di volare, sapevate che fino alla quarta generazione Pokémon, Golbat non poteva apprendere la MN Volo?

    #7: Exeggutor

    In questa classifica non troverete soltanto creature brutte da vedere, ma anche alcune abbastanza inquietanti. Tra queste rientra sicuramente Exeggutor, il Pokémon Nocecocco di tipo Erba/Psico. Inutile dire che la cosa più inquietante di questo Pokémon sono le teste: ben cinque, ognuna con una diversa espressione e dotate di pensieri indipendenti. L’avere teste indipendenti può causare gravi problemi a chi lo circonda, infatti il Pokédex afferma: “Il suo verso è un grido che spacca i timpani dovuto alla confusione di tre teste che pensano insieme”.

    #6: Raticate

    Poteva forse mancare il Pokémon Topo più odiato di sempre? Ovviamente no, eccolo infatti alla sesta posizione. Come già detto nella puntata precedente (potete trovarla a questo link) parlando della sua forma Alola, anche la versione base di Raticate è davvero brutta da vedere. Più grande e più aggressivo di Rattata, i suoi enormi denti spaventano…e poco più. Infatti il grosso ratto non è in grado di imparare le mosse morso elementali quali Rogodenti, Gelodenti e Fulmindenti. Davvero utile, non vi pare?

    #5:Weezing

    “Vive e cresce assorbendo il gas tossico, i germi e la polvere che si trovano nelle discariche.” Queste le parole del Pokédex di Pokémon Giallo dedicate a Weezing. Il Pokémon Velenuvola infatti, oltre ad essere un agglomerato di tossine, non è altro che l’unione di due Koffing. Evolvendosi perde però il sorriso tipico del precedente stadio evolutivo, sostituito da un espressione triste su entrambi i volti. Un Pokémon non solo brutto, ma anche deprimente.

    #4: Lickitung

    Al quarto posto ecco Lickitung con la sua lingua eccessivamente lunga. Il Pokémon numero 108 è famoso per questo suo muscolo della lunghezza di oltre due metri capace di paralizzare i nemici. Egli inoltre è conosciuto anche per la sua natura non proprio sveglia, infatti viene spesso paragonato agli Slowpoke e alla loro natura fin troppo rilassata. Guardandolo bene negli occhi, Lickitung non sembra essere molto sveglio, non vi pare?

    #3: Jynx

    Causa di proteste legate al colore della sua pelle sin dalla sua apparizione sul mercato occidentale, Jynx è uno dei Pokémon più strani della prima generazione. A differenza di ciò che molti pensano, il mostriciattolo non prende ispirazione dalle donne di colore, ma è un misto tra la moda Ganguro (famosa in Giappone dai primi anni 2000), lo spirito demoniaco Yuki-onna e, probabilmente, la Dea norrena Hel. A causa di questa controversia, il colore della pelle di Jynx cambiò dal nero al viola, ed alcuni episodi o frammenti di essi legati al Pokémon non vennero trasmessi al di fuori del Giappone.

    Proteste a parte, Jynx ha il problema che affligge molti Pokémon umanoidi, ossia causare disagio nel giocatore. Come è stato per il già citato Machamp ed il suo costumino, anche Jynx con le sue labbra e la sua camminata ancheggiante non ha saputo conquistare la maggior parte degli Allenatori.

    #2: Mr. Mime

    I mimi ed i clown vi fanno paura? Perfetto, allora odierete per forza Mr. Mime. Il Pokémon numero 122 di tipo Psico/Folletto (ovviamente solo Psico prima di Pokémon X e Y) è infatti un palese tributo all’arte della pantomima, e lo si può notare sia dal suo aspetto che dalle sue mosse. Il suo corpo, seppur molto simile a quello di un umano, presenta delle caratteristiche che lo avvicinano molto ad una marionetta, rendendolo ancora più sgradevole a chi non sopporta questo tipo di intrattenimento. Come per le arti dalle quali prende ispirazione, o lo si ama o lo si odia.

    #1: Muk

    Al primo posto non poteva che esserci il Pokémon più ripugnante di Kanto. In Pokémon Giallo viene descritto così: “Il suo fetore così nauseante causa svenimenti e lui stesso ha perso nel tempo il senso dell’olfatto”. Si evolve al livello 38 dall’altrettanto tossico ed orribile Grimer, dal quale differisce quasi esclusivamente per la dimensione. Ovviamente era lo scopo di Game Freak rendere Muk così disgustoso e, per noi di Pokémon Next, hanno decisamente centrato l’obiettivo.

    E così si chiude il nostro viaggio alla scoperta dei Pokémon più brutti di Kanto, la prima indimenticabile regione. Cosa ne pensate di questa classifica, avreste cambiato alcune posizioni? Volete che questa rubrica prosegua prendendo in esame tutte le generazioni Pokémon? Fatecelo sapere con un commento qui sotto!

     

     

     

  • Leggende del mondo Pokémon #2

    Leggende del mondo Pokémon #2

    Anche questa settimana presentiamo il secondo capitolo di questa rubrica, che intende dare un ordine alla storia e alle leggende così come sono narrate all’interno dei videogiochi.
    Oggi parleremo dei primi avvenimenti non propriamente mitici, ma comunque ammantati di fascino e mistero: la Preistoria del mondo Pokémon.

    Capitolo 2: Mew e i primi Pokémon

    Nessuno sa quando, ma dopo i disastrosi eventi che portarono alla creazione del mondo così come si presenta agli allenatori che lo esplorano, sul pianeta comparve il primo Pokémon: Mew.
    I Mew erano piccole creature somiglianti a gatti senza peli e avevano un incredibile potere psichico. Il Pokémon Novaspecie, così è stato classificato dopo la sua recente riscoperta, iniziò col tempo a distinguersi in molteplici specie di Pokémon,  e 300 milioni di anni fa diede origine alla molteplicità di specie che possiamo notare ancora oggi.

    I Mew mutarono in nuove specie in base all’ambiente che li circondava:
    Sul fondo degli oceani nacquero i Kabuto, della famiglia dei trilobiti, che vagavano sul fondo dell’oceano cibandosi di piccoli organismi e aspettando il momento in cui si sarebbero evoluti in Kabutops, un terribile predatore in grado di dilaniare le prede per poi cibarsene. Dai resti fossili, nell’ultimo periodo in cui i Kabutops vivevano sulla terra, essi stavano adattandosi per vivere sulla terraferma. Alcuni esemplari di Kabuto sono sopravvissuti fino ai giorni nostri, incredibilmente senza presentare alcun tipo di mutamento.
    Gli Omanyte, vivevano anch’essi in mare, ma erano in grado di nuotare a diverse profondità emettendo gas all’interno del guscio.
    Omanyte si evolveva in Omastar, il Pokémon spirale ed era un lontano progenitore di Octillery. Il suo guscio pesante gli impediva di cacciare e fu forse la causa della sua estinzione, avvenuta dopo la comparsa degli Shellder, i cui resti sono spesso segnati dai morsi del Pokémon.
    Entrambe queste catene evolutive si riscontrano principalmente nella regione di Kanto, così come un terzo Pokémon, Aerodactyl, considerato il signore dei cieli.
    E’ l’unico Pokémon preistorico, al momento, di cui si conosce una megaevoluzione, che lo riporterebbe alla sua antica forma.

    Mentre nella regione di Johto le ricerche sui fossili non sono state portate avanti e ad Alola la conformazione delle isole non ne ha permesso la formazione, ad Hoenn sono stati scoperte altre due linee evolutive di Pokémon preistorici.

    Lileep e la sua evoluzione Cradily vivevano sui bassi fondali dei mari più caldi e grazie alle “radici” alla base dei loro corpi, potevano ancorarsi alle rocce e attendere lì le prede. Anorith viveva anch’esso nei mari caldi, nuotando veloce con le sue pinne poteva afferrare le vittime.
    La sua evoluzione, Armaldo si adattò invece a vivere anche sulla terraferma, pur prediligendo gli oceani come terreno di caccia. Da alcuni studi risulta essere il progenitore di alcuni Pokémon coleottero.

     

    A Sinnoh si svilupparono Pokémon in grado di sopravvivere ai terreni impervi della regione: Shieldon e Bastiodon vissero fino a 100 milioni di anni fa nelle giungle che ricoprivano Sinnoh.

    Erano Pokémon erbivori, che condividevano il territorio con i più feroci Cranidos e Rampardos, con cui spesso si scontravano.
    Cranidos, acerrimo rivale di Aerodactyl, fu un Poémon estremamente aggressivo che usava scontrarsi con i suoi simili per rafforzare il cranio, usato come arma. Probablimente, proprio per questo motivo i Rampardos non svilupparono il cervello, segnando la fine della loro specie.

     

     

    A Unima si diffusero Archen e Archeops sulla terra ferma e Tirtouga e Carracosta negli oceani.
    I primi due, pur presentando rudimentali ali piumate non sapevano volare e si muovevano saltando o correndo. Il loro genoma si ritrova in tutti i Pokémon uccello e sono comunemente riconosciuti come gli antenati dei Pokémon uccello.
    Così Tirtouga e Carracosta, che sono gli antenati dei Pokémon tartaruga e il loro habitat erano gli oceani, pur spingendosi spesso a riva. Nel caso di Carracosta, tra le sue prede figuravano anche Omanyte e Omastar.

    Riguardo alla linea evolutiva di Tyrunt e Tyrantrum, il dibattito sul loro aspetto resta vivo: alcuni sostengono che il corpo di questi  Pokémon fosse ricoperto di piume, non presenti sugli esemplari rigenerati. Resta comunque fuori discussione il loro predominio sugli altri Pokémon. I loro resti sono stati studiati per la prima volta a Kalos, insieme ad un’altra coppia di Pokémon preistorici che migrò verso le zone più fredde proprio per evitare il terribile predatore: Amaura e AurorusAnche questo capitolo della storia Pokémon termina qui, con l’avvento e la scomparsa dei terribili e potenti Pokémon dinosauro, i quali scomparvero per varie ragioni circa 70 milioni di anni fa. Da questo momento, i Mew, che non erano scomparsi, si evolvettero in altre specie Pokémon che ancora oggi possiamo osservare nelle nostre avventure.
    L’appuntamento è per venerdì prossimo, con l’avvento degli uomini.

  • I 3 migliori spin-off della saga Pokémon: quali sono?

    I 3 migliori spin-off della saga Pokémon: quali sono?

    Che Pokémon sia la proverbiale mucca da mungere di Nintendo, nonché il carro trainante le vendite di ogni console sul quale esce, è un dato di fatto. Sin dal 1996, anno del debutto dei primi capitoli della serie principale “Pokémon Rosso e Verde” su suolo nipponico, la serie si è dimostrata come un qualcosa di molto innovativo e dal sapore fresco, capace di accontentare tutti i tipi di palati videoludici.

    Ad oggi esistono due differenti filoni di questo amato franchise: la serie principale e la serie spin-off. Quest’ultima, a differenza della prima, è caratterizzata da una qualità dei giochi che la compongono decisamente altalenante. La causa di ciò è il non essere sviluppata in prima persona dallo staff di Game Freak, i padri del franchise, ma da studi di terze parti affiliati a Nintendo. Inoltre questi giochi spaziano attraverso svariati generi, mettendo talvolta in secondo piano l’anima da RPG che ha sempre contraddistinto il brand.

    Con un futuro debutto dei mostriciattoli più famosi del mondo su Nintendo Switch, andiamo a scoprire insieme quali sono i 3 giochi migliori della serie spin-off.

    3. Pokémon Ranger: Ombre su Almia (2008 – Nintendo DS)

    Pokémon Ranger nacque come un esperimento e fece il suo debutto nel 2007 su Nintendo DS. Ambientato in una realtà alternativa a quella della serie principale, il giocatore veste i panni di un giovane ranger che ha lo scopo di salvaguardare gli habitat naturali usando la forza dei Pokémon selvatici. Per la prima volta la cattura avviene tracciando dei cerchi sul touch screen della console e le battaglie combinano elementi RPG a strategia in tempo reale.

    In totale sono stati sviluppati tre differenti giochi di questa piccola saga, la quale ha raggiunto la sua piena maturazione con il secondo capitolo: Ombre su Almia.

    Prendendo tutto il buono che il primo gioco offriva, i ragazzi di HAL Laboratory hanno migliorato la formula sotto ogni punto di vista. La cattura è molto più fluida rispetto al suo predecessore, sono presenti ben 266 Pokémon delle prime quattro generazioni e la trama pone moltissima enfasi sugli antagonisti, il Team Pesto Buio. Questi presentano notevoli somiglianze con il Team Rocket della serie principale e il passato del loro leader, Nereo Reggiani, risulta nel complesso coinvolgente.

    Sebbene talvolta possa sfociare in una certa ripetitività, Pokémon Ranger: Ombre su Almia permette ai giocatori di esplorare il Mondo Pokémon da una prospettiva diversa e di essere maggiormente coinvolto nella cattura e nelle battaglie.

    2. Pokémon XD: Tempesta Oscura (2005 – Nintendo GameCube)

    Ben prima che arrivassero X & Y e la loro grafica in tre dimensioni, il team di Genius Sonority aveva pensato in grande: replicare la formula di gioco della serie principale su console fissa. L’esperimento si tradusse in Pokémon Colosseum, un titolo del 2003 per Nintendo GameCube in cui il giocatore aveva il compito di purificare i Pokémon Ombra e, al tempo stesso, esplorare un mondo di gioco in 3D nella stessa maniera dei giochi principali su console portatile.

    La formula ebbe successo e nel 2005 il team rilasciò un seguito, che migliorò le meccaniche di gioco sotto ogni punto di vista. Proponendo un setting decisamente più dark rispetto a quanto visto in tutti i giochi usciti sino a quel momento, Pokémon XD è il gioco spin-off più vicino all’esperienza della serie principale su console fissa.

    Con una grafica molto curata, una serie di sfide capaci di testare le vere abilità dei giocatori e meccaniche di cattura e purificazione decisamente meno frustranti rispetto al capitolo precedente, la seconda opera di Genius Sonority è senza dubbio memorabile.

    E non dimentichiamoci di un dettaglio: si possono rubare i Pokémon degli avversari!

    1. Pokémon Conquest (2012 – Nintendo DS)

    I crossover esistono sin dagli albori dei media. Basti pensare agli esperimenti del cinema peplum degli anni ’60, con Zorro contro Maciste come maggior esponente, o gli odierni Avengers e Batman v Superman. Anche nei videogiochi il crossover è spesso impiegato, con risultati decisamente variabili. Ma cosa succede quando si prende un franchise rivolto prevalentemente a un pubblico giovane e lo si fonde con uno strategico destinato a un pubblico più adulto? Nasce Pokémon Conquest.

    Sviluppato dal team di Tecmo Koei, Pokémon Conquest è un crossover fra la serie Pokémon e quella di Nobunaga’s Ambition. Si tratta di uno strategico a turni con elementi da RPG, in cui il giocatore controlla un vero e proprio esercito con lo scopo di invadere i regni limitrofi e creare il proprio impero.

    Contenente svariati Pokémon dalla prima alla quinta generazione, il gioco possiede un’anima strategica non indifferente, in cui le mosse del giocatore e le combinazioni fra tipi sono la chiave per vincere. Con molteplici rimandi alle meccaniche di Fire Emblem e nove differenti storie, Pokémon Conquest è la prova più concreta che due franchise differenti possono coesistere nello stesso universo.

  • Leggende del mondo Pokémon

    Leggende del mondo Pokémon

    Per iniziare al meglio questa avventura qui, sul nuovo sito di Pokémon Next, abbiamo pensato di partire dalle origini. Quali? Ovviamente quelle del mondo Pokémon.
    Con il primo capitolo vogliamo iniziare una rubrica settimanale, che cercherà di mettere in ordine tutti i riferimenti alla storia del mondo Pokémon, dalle origini mitiche di Sinnoh alle avventure di Rosso, Blu e tutti gli altri Allenatori che abbiamo impersonato dal lontano 1996 ad oggi.

    Capitolo 1: La nascita dell’universo

    All’inizio dell’universo c’era il Caos. Dal nulla più totale emerse un singolo uovo Pokémon, dal quale una volta schiusosi, nacque Arceus. 

    Arceus avrebbe poi creato l’intero universo, e con esso i draghi che controllano il Tempo e lo Spazio: Dialga e Palkia.

    In origine, il Pokémon Primevo creò un terzo drago: Giratina, che fu bandito dal mondo e rinchiuso nel Mondo Distorto a causa della sua indole distruttiva.

     

    Arceus generò quindi un secondo uovo, dal quale nacquero i tre guardiani dei laghi.
    Ad Uxie fu dato il potere della conoscenza, a Mesprit il compito di insegnare agli esseri viventi come provare emozioni, mentre Azelf avrebbe insegnato loro l’importanza della forza di volontà.

    Secondo la leggenda riportata dietro le diciotto lastre, la creazione dell’universo non terminò qui: dopo la creazione di Tempo, Spazio e Mondo Distorto fu creata una quarta dimensione: il Mondo Pokémon, in cui convergevano le altre tre.
    I Pokémon guardiani andarono quindi a dimorare sul fondo dei tre laghi della regione di Sinnoh.

    L’universo era appena nato, e il Mondo Pokémon era colmo di Energia Naturale. Tre creature nacquero da questa, e dalle forze che si scatenavano sotto la superfice; Kyogre si generò dalla pressione dei fondali marini e Groudon dalle forze telluriche nella profondità della terra. Nell’alto dei cieli, in quello che gli scienziati della Devon S.P.A chiamano strato d’ozono nacque Rayquaza.

    Kyogre e Groudon assorbirono questa energia e allargarono i propri domini finché non si scontrarono, creando l’Oceano e la massa delle terre emerse durante la furiosa battaglia.Il duello che rischiava di distruggere il mondo spinse Rayquaza a discendere dal cielo per placare i combattenti che, addormentatisi, si rifugiarono in luoghi ignoti nelle viscere della terra.

    Allora, in un luogo ignoto, comparve il Pokémon Colossale Regigigas, che stando alle leggende della regione di Sinnoh trainò la massa delle terre emerse formando i continenti e le regioni che noi oggi conosciamo.

    Nel fare ciò, tuttavia non era solo: dalla roccia creò Regirock, dal ghiaccio creò Regice e dal metallo generò Registeel.
    I Golem leggendari continuarono per molto tempo a solcare la terra e vissero a contatto con gli uomini, ma di questo ne parleremo più avanti.

    Durante la formazione dei continenti, il punto in cui convergevano le dimensioni fu elevato verso il cielo, chiamato in seguito Vetta Lancia.
    Nello stesso periodo venne a formarsi anche il Monte Ostile, un vulcano attivo ancora oggi dove prese vita il Pokémon cratere Heatran.

    Così si conclude questa prima parte, in cui le forze primordiali si trasformano in Pokémon dalla forza eccezionale.
    Nella prossima puntata assisteremo all’avvento del primo Pokémon e al diffondersi delle tante specie preistoriche che popolarono il mondo.
    Alla prossima settimana, con il II capitolo di Miti e leggende del mondo Pokémon

     

  • Folklore giapponese nei Pokémon: i leggendari

    Folklore giapponese nei Pokémon: i leggendari

    I Pokémon, come ben sappiamo, sono creature immaginarie dall’aspetto molto insolito e particolare. Ma da dove trae ispirazione il loro design? In genere i Pokémon sono basati, (non solo nell’aspetto ma anche nel tipo, nelle abilità o nelle abitudini) a diverse creature del nostro mondo, sia animali esistenti sia a creature della sfera mitologica.

    Curioso notare che numerosi Pokémon siano ispirati anche a entità divine di diverse religioni o miti. Ovviamente, trattandosi di un gioco giapponese, un numero considerevole di Pokémon è ispirato a elementi del folklore nipponico, spesso sconosciuti al mondo occidentale. Più precisamente, molti Pokémon sono ispirati a “Yōkai” (le creature fantastiche generalmente giapponesi) e ai “Kami” (divinità giapponesi).

    Partiamo con un Pokémon amato da molti, icona del gioco Pokémon Versione Argento e protagonista del film Pokémon La forza di uno: Lugia!

    Il Pokémon Immersione controllore dei 3 uccelli leggendari: Articuno, Zapdos e Moltres (che invece a loro volta derivano da leggende cinesi), fu bandito nel profondo dei mari. È chiaramente possibile che esso sia ispirato al Ryūjin, il drago della mitologia scintoista. Si tratta di un drago marino capace di scatenare tempeste se adirato.

    Lugia può infatti imparare diverse mosse di tipo Volante riguardanti le tempeste (Turbine, Aerocolpo) e usarle con lo STAB in quanto tipo Volante, oltre ad esser capace di apprendere anche Tuono e Fulmine. Una corrispondenza che lo rimanda a questo dragone è anche la sua colorazione nella forma cromatica, che è bianca e rossa. Si dice che il castello marino del Ryūjin, il Ryūgū-jō, fosse fatto di corallo bianco e rosso.

    Ci sono altri Pokémon che potrebbero essere ispirati al drago Ryujin, come Kingdra e Kyogre. Il primo è un drago marino capace di generare tempeste e vortici e il secondo un’enorme orca marina considerata il re dei mari e con l’abilità Piovischio. Tuttavia, in questi due casi ci sono già altre creature mitologiche non giapponesi simili a loro: Kingdra è chiaramente ispirato a Cariddi, un mostro marino della mitologia greca che generava vortici nello stretto di Messina, mentre Kyogre al Leviatano poiché esso è un serpente marino della mitologia ebraica che contrasta il Behemoth (che è appunto Groudon). Per quanto riguarda Lugia, l’unica cosa che non rimane chiara è il fatto che non abbia né il tipo Drago né il tipo Acqua.

    Un altro Pokémon leggendario famoso ispirato alla mitologia giapponese è Giratina. Esso però ha ben due ispirazioni: in primis a quella del Lucifero dantesco. Giratina è un Pokémon bandito per la sua malvagità (proprio come Lucifero) e anche la sua anatomia lo rimanda ad esso.

    Infatti sul suo corpo è possibile notare i colori nero giallo e rosso, un chiaro rimando alla Divina Commedia, dove Dante diceva che Lucifero avesse tre facce: una gialla, una rossa e una nera. Anche le sue ali nella Forma Alterata ricordano quelle di un demone-angelo “oscuro”, proprio come Lucifero. Tuttavia, il resto del design di Giratina è un serpente/millepiedi con sei zampe: nella Forma Alterata esse sono completamente formate, mentre nella Forma Originale sono solamente una sorta di spuntoni. Questo perché appunto Giratina è anche chiaramente ispirato al Seta, appunto un millepiedi/serpente grande come una montagna che si nutriva di cuccioli di drago e umani. Così, in questo Pokémon troviamo un riferimento sia alla religione cristiana ma anche ad una creatura del Folklore giapponese.

    Sempre parlando di Pokémon leggendari, il trio kami è dichiaratamente ispirato a dei Kami, ovvero divinità giapponesi.

    Landorus è ispirato a Inari, il dio-kami della fertilità e del riso raffigurato da alcuni uomo da altri donna; Thundurus invece a Raijin, il dio-kami dei fulmini e delle tempeste raffigurato spesso come un demone; Tornadus a Fūjin, il dio-kami del vento che appare come un uomo dalla pelle verde vestito con pelle di leopardo.

     

    Troviamo altri riferimenti alla mitologia giapponese nel trio leggendario: Uxie, Mesprit e Azelf; in questo caso però non riguarda creature. Tutte e tre le “fate” sono ispirate alle tre insegne imperiali, tre tesori giapponesiUxie rappresenta la saggezza, valore attribuito allo specchio Yata no Kagami, uno dei tre tesori imperiali. Mesprit rappresenta la bontà e la benevolenza, valori attribuiti alla gemma Yasakani no Magatama, altra insegna imperiale. Infine l’ultima insegna imperiale, ovvero la spada Kusanagi, da ispirazione ad Azelf poiché a entrambi sono attribuite le virtù del coraggio e del valore.

    Il Folklore giapponese nei Pokémon si estende anche alle creature più comuni, ma le scopriremo insieme nella seconda parte che uscirà nei prossimi giorni!

  • Poké Ball in teoria: hotel di lusso o spaventose prigioni?

    Poké Ball in teoria: hotel di lusso o spaventose prigioni?

    Ogni amante dei Pokémon, ad un certo punto, si sarà domandato almeno una volta nella vita…
    Dove vanno a finire i Pokémon, una volta catturati? Si trasformano in una massa d’informazioni o d’energia? Si addormentano finché l’allenatore non decide di rilasciarli? Oppure, a mo’ di Tardis di Doctor Who, dentro ogni Poké Ball c’è un piccolo paradiso per i nostri mostri tascabili?

    Ad oggi, le informazioni riguardanti l’argomento sono pochissime, quasi inesistenti; tuttavia, poco più di un anno fa, Junichi Masuda, produttore di Pokémon Sole e Luna, ha rotto il silenzio dichiarando in un’intervista per Kotaku: “credo di poter dire che l’interno delle Poké Ball è comodo, è sicuramente un ambiente molto comodo. Forse l’equivalente di una suite di classe in un albergo di lusso.

    Purtroppo, quanto dichiarato da Masuda non è abbastanza per permettere di farci un’idea chiara di come vadano effettivamente le cose dentro ad una Poké Ball; perché dobbiamo indebolire un Pokémon, per “convincerlo” ad entrare nella ball? Perché, una volta catturato, esso comincia ad obbedire ad ogni nostro ordine?
    La risposta a queste e a molte altre domande potrebbe trovarsi in una semplice quanto sconvolgente spiegazione: entrando nelle Poké Ball, i Pokémon sviluppano la “Sindrome di Stoccolma”.

    Per quanto assurda possa sembrare questa teoria, può essere dimostrata seguendo elementi canon nella storia dei Pokémon.
    La Sindrome di Stoccolma, strettamente collegata al Disturbo da stress post-traumatico, si sviluppa sotto determinate circostanze e, tra queste, quattro sono sempre presenti:

    – La vittima ha subito violenze o minacce
    – La vittima è stata isolata o costretta a restare in un posto
    – La vittima ha avuto delle occasioni per scappare, ma non l’ha fatto
    – La vittima dimostra affetto nei confronti dell’aggressore

    Non vi ricorda il procedimento di cattura di un Pokémon?
    Inoltre, è più facile che il DPTS si sviluppi se l’aggressore mostra compassione o gentilezza nei confronti della vittima, subito dopo averle fatto del male. Questo “premio” crea un loop in cui ci si aspetta gentilezza subito dopo essere stati maltrattati, e quindi un attaccamento al carnefice.
    Inoltre, il DPTS causa una sovrabbondanza di cortisolo, l’ormone dello stress, che provoca anche ansia e tensione. È l’ormone responsabile delle nostre reazioni in situazioni di potenziale pericolo; questo spiegherebbe come, una volta usciti dalle pokéball, i Pokémon siano sempre pronti al combattimento.

    Il DPTS e la Sindrome di Stoccolma non sono condizioni tipiche degli esseri umani; molti studi ed esperimenti sono stati effettuati proprio su animali, in quanto influiscono sul sistema limbico, ovvero la parte del cervello che controlla le emozioni. In breve: basta essere in grado di provare paura per avere la possibilità di sviluppare queste condizioni.

    È uno scenario molto dark e sicuramente non quello che ci si aspetta dalla storia dei nostri adorati mostri tascabili, ma è sicuramente una teoria interessante che va ad aggiungersi alle centinaia sul web, in attesa che qualcuno faccia finalmente luce su questo importante aspetto del mondo Pokémon.

    Cosa ne pensate, Allenatori? Succede davvero qualcosa del genere dentro le Poké Ball? Oppure avete un’altra teoria?

  • Il brutto PokéAnatroccolo: il peggio della settima generazione

    Il brutto PokéAnatroccolo: il peggio della settima generazione

    Con l’arrivo di Zeraora, possiamo dichiarare terminata la settimana generazione Pokémon. Una generazione fatta di cambiamenti, delusioni, nuove fantastiche creature e altre…decisamente meno fantastiche. Proprio su queste vogliamo soffermarci oggi: Quali sono i dieci Pokémon peggiori di Alola? Quali ci hanno lasciato con l’amaro in bocca e quali invece non hanno lasciato proprio nulla? Mettetevi comodi, benvenuti nella rubrica “Il brutto PokéAnatroccolo“.

    #10: Charjabug

    Iniziamo questo viaggio con il Pokémon Coleottero/Elettro numero 737. Evolutosi da Grubbin al livello 20, la creatura si presenta come la fusione tra una batteria e un insetto, nulla di più, nulla di meno. Il suo corpo, un parallelepipedo formato da tre segmenti, due occhi blu quadrati, una bocca con mandibole verticali e due piccoli artigli gialli, rimane immobile fino alla successiva evoluzione. Davvero una vita piena di emozioni, non vi pare?

    #9: Yungoos

    Ogni generazione ha il proprio Pokémon di tipo Normale da incontrare nei primi percorsi di gioco e, sotto questo punto di vista, Sole e Luna non sono di certo da meno. Dopo l’ormai iconico Rattata, i ben più riusciti Sentret e Zigzagoon, e i dimenticabilissimi Bidoff, Patrat e Bunnelby, ecco arrivare Yungoos! La giovane mangusta (questa l’origine del suo nome) ha avuto il merito, se così possiamo dire, di diventare presto un meme su Internet grazie alla somiglianza con un famoso politico (ehm..ehm…Make Kanto great again!).

    #8: Togedemaru

    Togedemaru, letteralmente rotondo e spinoso, non è altro che l’ennesimo Pokémon Elettro basato su un roditore. Qual è il problema dunque? Ve lo spieghiamo subito: Dove sono il design semplice ma efficace di Pikachu, l’originalità di Plusle e Minun, l’allegria di Emolga? Togeemaru non ha nulla di ciò, ma non ha nemmeno nulla che possa rimanere impresso nella mente dei giocatori. Un vero peccato.

    #7: Minior

    Minior è una meteora,punto. Potremmo anche concludere qui, ma regaliamo un attimo di gloria a questa creatura. Sia chiaro, non stiamo parlando di un Pokémon brutto, ma semplicemente dimenticabile. Siate sinceri: in quanti, a distanza di mesi dall’uscita di USUM, si ricordavano di Minior prima di leggere questo articolo? Bella l’idea dei nuclei di colori diversi ma, secondo noi, si poteva fare molto di più.

    #6: Popplio

    Ok, questo Pokémon è stato causa di diverbi sin dalla sua presentazione. O lo si ama, o lo si odia, non ci sono vie di mezzo. Lo starter di Tipo Acqua è sicuramente il più bistrattato tra i tre, ma perchè? Semplicemente perchè Rowlett e Litten sono due Pokémon semplici, dal concept design chiaro ed ispirati a due tra gli animali più amati al mondo. Grazie a ciò sono riusciti a far breccia da subito nei cuori degli allenatori, compito ben più arduo per la piccola otaria. Non preoccuparti Popplio, siamo sicuri che sei stato apprezzato da qualche videogiocatore!…Vero?

    #5: Persian Forma Alola

    La settimana generazione ha introdotto le forme alternative di Pokémon già conosciuti, denominate “Forme Alola“, che, oltre a cambiarne l’aspetto, ne modificano anche il Tipo. Sicuramente carina come idea, ma sono tutte riuscite queste forme? Decisamente no. Ecco quindi che ci troviamo davanti a Persian Forma Alola: più simile ad un gatto siamese che ad un persiano (l’ovvia ispirazione del classico Persian), il felino presenta un viso più paffuto e tondeggiante ed un manto grigiastro. Nonostante questa classifica prenda in esame solamente il lato estetico dei Pokémon, il Pokédex lo rende ancora più sgradevole, eccovi la descrizione presente in Pokémon Luna: “Disprezza tutte le altre creature all’infuori di sé. Meschino e codardo, preferisce attaccare il nemico di sorpresa o alle spalle.” Che cosa carina, non vi pare?

    #4: Raticate Forma Alola

    Nuova posizione, nuova Forma Alola. Certo, stavolta anche la versione standard del Pokémon non è di certo bellissima, ma questo è accanimento: Stiamo parlando di Raticate Forma Alola, di Tipo Buio/Normale. In questo caso la domanda da porsi è solo una: perchè? Perchè creare una forma regionale di un Pokémon già abbastanza odiato rendendolo ancora più brutto? Ci teniamo a precisare che non odiamo le forme alternative presentate in questa generazione, Vulpix e Marowak ad esempio sono fantastici, semplicemente alcune sono più riuscite di altre e, per noi di Pokémon Next, Raticate si aggiudica il premio come peggior Forma Alola.

    #3: Celesteela

    Dopo le Forme Alola, eccoci davanti alla seconda novità presentata dai giochi di settima generazione: le Ultracreature. Arrivati ad Alola tramite gli Ultravarchi, queste strane creature combatterono in passato contro i Pokémon Protettori delle isole, ma vennero avvistate in numero sempre crescente dopo l’incidente presso la Fondazione Æther.

    Dopo questa doverosa spiegazione, passiamo ad esaminare l’Ultracreatura: Celesteela, chiamata anche UC04 Propulsus, è una creatura davvero, ma davvero particolare. Oltre ad assorbire il nutrimento dal terreno ed aver la capacità di volare, può emettere gas dalle braccia ed adoperarlo per bruciare intere foreste. Il suo aspetto è sì inquietante, ma anche parecchio in contrasto con ciò che per noi è il concetto di Pokémon. Certo, questa è una UC e come tale non ha nulla a che vedere con i mostriciattoli ai quali siamo abituati, ma forse stavolta gli artisti di Game Freak sono andati troppo oltre. Voi cosa ne pensate?

    #2: Xurkitree

    In seconda posizione troviamo un’altra Ultracreatura, stiamo parlando di UC 03 Lumen, conosciuta come Xurkitree. Non ci dilungheremo molto questa volta, basta guardarla: Xurkitree non è altro che un insieme di cavi con dei filamenti di rame che fuoriescono dalle estremità a mo’ di mani e di piedi. Ovviamente l”UC è di tipo elettrico, ed il nome deriva da circuitry (circuiti elettrici) e tree (albero), non l’avreste mai detto vero?

    #1: Bruxish

    Eccoci finalmente al primo posto. Dopo aver affrontato Ultracreature fin troppo particolari, Forme Alola di rara bruttezza, chi potrà mai essersi aggiudicato il premio di Pokémon più brutto di Alola? Nessun Leggendario o creatura misteriosa, bensì Bruxish! Il Pokémon Acqua/Psico di Alola continua la tradizione iniziata da Magikarp e portata avanti da Feebas di Pokémon acquatici dall’aspetto non proprio affascinante. Bruxish però non è solo brutto, ma mette proprio a disagio. Sarà per le labbra, sarà per i denti, ma noi l’avremmo visto meglio nel mondo di One Piece piuttosto che in quello Pokémon (non notate una certa somiglianza con il Comandante Emporio Ivankov?).

    Si chiude così questo viaggio ad Alola, una regione particolare e piena di fascino. Cosa ne pensate di questa nuova rubrica, vi piacerebbe se continuasse? Diteci la vostra personale classifica nello spazio allenatori!

     

  • A scuola di videogames:  Super Mario World 2: Yoshi’s Island

    A scuola di videogames: Super Mario World 2: Yoshi’s Island

     

    Rieccoci in questo ultimo venerdì di agosto con la rubrica A scuola di videogames! Oggi per non cadere in depressione dopo la fine delle vacanze estive parleremo di un gioco pieno di colori, capace di introdurre un nuovo personaggio made in Nintendo e di far luce sul passato di un’icona: questo è Super Mario World 2: Yoshi’s Island!Arriva il Super Nintendo

    Dopo il grande successo del NES ottenuto negli anni 80, il Pc e il rivale Sega Mega Drive iniziano a rubare inesorabilmente la scena alla fortunata console,  Nintendo però non sta a guardare e crea la propria macchina a 16 bit. Il 21 novembre 1990 ad un prezzo di 25.000 yen arriva in Giappone il Super Famicom, ed è subito successo.Complici il nome ripreso dalla precedente console e la tecnologia all’avanguardia e il gioco Super Mario World inserito nella confezione, le 300.000 unità distribuite per il lancio fecero sold out in poche ore. La storia si ripete e, come avvenne nella generazione videoludica precedente, il Super Famicom, sbarcò in America con un aspetto leggermente diverso ed un nuovo nome: Super Nintendo Entertainment System. Anche nel nuovo continente seppur in modo più difficoltoso lo SNES scavalca le vendite del Sega Mega Drive, vincendo quella che è stata rinominata “la prima guerra delle console”.

    Per qualche bit in più

    Inizialmente nel caro Super Mario Bros il protagonista doveva essere accompagnato da un  secondo personaggio:  Yoshi. Purtroppo i limiti tecnici del  NES impedivano a Mario di poter avere una cavalcatura, così l’idea venne introdotta solamente su SNES con il gioco Super Mario World (uscito come detto precedentemente insieme alla console) nel quale si doveva liberare Dinosaur Land e la Principessa Toadstool dalle grinfie di Bowser.

    Il gameplay è il classico dei  precedenti platform, con l’aggiunta di elementi e caratteristiche che saranno presenti anche nella maggior parte dei videogiochi successivi. A Cinque anni di distanza arriva però Super Mario Bros World 2:  Yoshi’s Island, titolo che mette la nuova mascotte Nintendo sotto i riflettori, elevandolo a vero e proprio protagonista.

    Il dinosauro verde di Nintendo

    Originariamente ispirato ai Koopa, il suo aspetto si modifica basandosi sul protagonista di Devil World, altro videogioco realizzato dal grande Shigeru Miyamoto. Diventa quindi un giovane dinosauro della razza degli Yoshi (che in giapponese significa migliore o felice), con Il corpo  verde e  ventre bianco, guscio rosso sulla schiena e degli stivali color arancione. Ha una lingua molto lunga e appiccicosa con cui può afferrare praticamente tutto, persino cose che sono molto più grandi di lui, inoltre trasformerà qualsiasi nemico ingerito in uova a pois da usare usare come arma da lancio. Mario…baby?

    La trama si discosta totalmente da quella dei precedenti titoli del baffuto idraulico, fungendo da vero e proprio prequel della stessa.  Una cicogna sta viaggiando portando due fagottini: sono Baby Mario e Baby Luigi. Il mago Kamek parte all’attacco affinché in futuro non possano rovinare i piani del suo padrone Bowser. La cicogna e Baby Luigi vengono rapiti mentre Baby Mario cade su un’isola abitata da Yoshi. Saranno proprio loro a dover riunire i due fratellini, portando in groppa il piccolo Mario  passandolo a mo’ di staffetta.  La storia continua, ma non vogliamo darvi ulteriori informazioni per evitare di rovinarvi il gioco.

    Che fatica fare il babysitter

    La salute degli Yoshi viene gestita in modo molto particolare, quando si viene colpiti, Baby Mario scende dalla groppa  ed inizia a volteggiare per lo schermo dentro una grande bolla di sapone. Se si  riuscirà a riacciuffarlo entro pochi secondi sarà tutto ok, altrimenti gli aiutanti di Kamek lo rapiranno, facendo perdere una vita al giocatore.In alcuni casi però si perde istantaneamente la partita, ad esempio cadendo da un burrone come in ogni platform della saga di Mario. Inoltre potremo avere fino a sei uova alla volta da utilizzare come proiettili.

    Vedere il mondo con gli occhi di un bambino

    Graficamente Yoshi’s Island era decisamente mostruoso per il periodo, offrendo numerose animazioni dei personaggi e di grande qualità, con dei colori estremamente vivaci. Ma il gioco ha fatto storia per un altro motivo: lo stile grafico usato per i fondali. Gli elementi ambientali presentano delle sfumature nette che si alternano ad accentuate righe di contorno. Si ottenne un risultato finale molto simile a quello dei disegni di un bambino tramite l’utilizzo di acquerelli e pastelli. Ad accentuare questo particolare stile grafico fanciullesco (tipico dei capitoli successivi di Yoshi) troviamo anche elementi naturali, come ad esempio le montagne sempre sorridenti.Il consenso del pubblico

    La simpatia del dinosauro verde riuscì a conquistare grandi e piccini, che presto chiesero a gran voce altri giochi con lo stesso personaggio. Nintendo in breve tempo accontenta il suo pubblico, inserendo Yoshi in vari titoli come Mario Kart, Super Mario RPG, Mario Party e Super Smash Bros.Non verrà però relegato solamente a comprimario, ma continuerà ad essere il protagonista di titoli molto apprezzati. Citiamo ad esempio Super Mario Advance 3: Yoshi’s Island, Yoshi’s Story e il più recente Yoshi’s Woolly World. Insomma, tutti prodotti videoludici che sapranno conquistarvi con la loro semplicità e tenerezza, che siate bambini o adulti non ha importanza.