Categoria: Speciali

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  • Il brutto PokéAnatroccolo: il peggio della terza generazione

    Il brutto PokéAnatroccolo: il peggio della terza generazione

    Eccoci come ogni lunedì alla rubrica “Il brutto PokéAnatroccolo“. Oggi parleremo della terza generazione Pokémon, arrivata su Game Boy Advance nel 2003 grazie ai titoli Rubino, Zaffiro e, successivamente, Smeraldo. Nuova regione, nuovi Pokémon brutti? Ovviamente sì, eccovi il peggio della terza generazione!

    #10: Combusken

    Alla posizione numero 10 troviamo la prima evoluzione di Torchic, Combusken. Evolvendosi, lo starter di Fuoco passa da pulcino a galletto, perdendone tutta la tenerezza e bellezza. Il piccolo ruspante infatti è il punto debole della linea evolutiva di Torchic, visto che la forma finale sarà un Pokémon di tutto rispetto dal punto di vista visivo.

    #9: Silcoon/Cascoon

    Per la prima volta abbiamo una posizione condivisa da due mostriciattoli. Silcoon e Cascoon si piazzano al nono posto non solo per la loro eccessiva somiglianza, ma anche per la scarsa fantasia del loro aspetto. I due Pokémon Bozzolo infatti  non vantano di un aspetto caratteristico come per Metapod o per Kakuna, risultando di fatto due creature anonime e dimenticabili.

    #8: Nosepass

    Nose (naso) e Compass (bussola), ecco Nosepass: il Pokémon Bussola. Molto simile ai Moai, le teste simbolo dell’isola di Pasqua, ne condivide l’inquietudine e l’aspetto squadrato. C’è poco da dire, quel nasone sembra totalmente non adatto ad un Pokémon. Non si poteva fare di peggio, e invece hanno creato l’evoluzione Probobass. Ma ne riparleremo in futuro.

    #7: Gulpin

    “La maggior parte del corpo di Gulpin è formato dallo stomaco di dimensioni enormi rispetto al cuore e al cervello. Lo stomaco di questo Pokémon contiene enzimi speciali che sciolgono qualsiasi cosa.” Basta la descrizione del Pokédex a farci capire quanto sia brutto questo mostriciattolo. Il suo corpo assomiglia proprio ad uno stomaco, e le labbra così sporgenti lo rendono ancora più repellente a vedersi.

    #6: Exploud

    Exploud è un Pokémon rumoroso non solo per quanto riguarda le sue abilità ed il nome ( explosion/esplosione e loud/ forte, inteso come intensità di suono), ma anche per il suo aspetto: L’enorme bocca e le escrescenze tubolari lo rendono simile ad un Organo a canne rendendolo decisamente minaccioso.

    #5: Shedinja

    Alla quinta posizione troviamo un Pokémon brutto, ma a suo modo affascinante: Shedinja. Perchè affascinante? Vi basta leggere la descrizione Pokédex presente in Pokémon Rubino: “Il corpo coriaceo di Shedinja non si muove neanche di un millimetro. In realtà sembra quasi un guscio vuoto. Si dice che questo Pokémon rubi lo spirito di chiunque osi spiare dentro il suo guscio“. Shedinja è l’esempio perfetto del “brutto, ma interessante”.

    #4: Cradily

    Eccoci dinanzi ad uno dei Pokémon Fossile di Hoenn, Cradily. Di Tipo Roccia/Erba (unico ad avere questa combinazione insieme alla sua pre-evoluzione), è basato sul giglio di mare, un animale marino molto antico simile alla stella di mare. I tentacoli che circondano la sua testa e le corte zampe lo rendono davvero brutto a vedersi. 

    #3: Huntail

    La terza Generazione non ha introdotto solamente la MN Sub, ma anche alcuni tra i Pokémon acquatici più brutti di sempre. Tra questi possiamo Huntail, il Pokémon Abissi basato appunto sui pesci abissali. Famoso anche per la sua violenza, presenta una testa enorme, una mandibola spaventosa ed una lunga coda, Huntail è quel Pokémon che non vorresti mai incontrare mentre sei in Acqua

    #2: Relicanth

    Al secondo posto troviamo Relicanth, probabilmente il Pokémon più passivo di sempre. Il grosso pesce preistorico è placido quanto antico, infatti passa la sua vita mangiando microrganismi e spostandosi nelle profondità marine camminando grazie alle sua pinne inferiori. Gli occhi sembrano perennemente chiusi, e gli zigomi cadenti gli donano un aspetto stanco e davvero vetusto. Per finire con una nota di merito, Relicanth è considerato l’unico Pokémon preistorico non leggendario ancora in vita. Brutto, ma resistente!

    #1: Feebas

    Come detto precedentemente, Hoenn presenta alcuni tra i Pokémon acquatici più brutti di sempre. A dimostrazione di ciò, eccone uno al primo posto di questa classifica: Feebas! 

    Possiamo dire che Feebas rappresenti la versione più “smorta” e triste di Magikarp, in quanto ne condivide la specie e l’aspetto generale, ma presenta un espressione più cupa rispetto al pesce di Kanto. Nonostante ciò, è geniale come si possa evolvere in Milotic, uno dei Pokémon più affascinanti della regione, una volta raggiunto un alto livello di Bellezza.

    Il nostro viaggio a Hoenn si conclude così, con una triade di Pokémon acquatici dall’aspetto decisamente poco piacevole. Come sempre, diteci nei commenti cosa ne pensate di questa classifica e cosa vi aspettate dalla prossima!

     

  • Le 5 cose che vorremmo in Pokémon Let’s Go Pikachu e Eevee

    Le 5 cose che vorremmo in Pokémon Let’s Go Pikachu e Eevee

    Ormai ci siamo quasi, l’annuncio dei due nuovi titoli, Pokémon Let’s Go Pikachu e Pokémon Let’s go Eevee, per Nintendo Switch sembra essere alle porte… ma effettivamente, cosa ci piacerebbe vedere all’interno di essi?1. Possibilità di esplorare due o più regioni

    Stando alle voci vaganti nel web, i titoli saranno ambientati nella notissima regione di Kanto, ma nonostante quest’ultima subirà probabilmente delle variazioni non indifferenti, siamo sicuri che aggiungere altre regioni esplorabili, in modo coerente alla trama, farebbe felice ogni fan del mondo Pokémon. Magari chissà, potrebbe aprirsi un portale per Sinnoh!… scherzi a parte, sarebbe fantastico!2. Un Battle System ispirato a Pokémon Battle Revolution e Pokémon Stadium

    Quanti di voi hanno giocato a questi titoli? Beh, avrete sicuramente notato che il loro Battle System è la chicca essenziale per garantire una grande esperienza ai videogiocatori, essendo tra l’altro, un gioco incentrato principalmente sulle battaglie. Come ben sapete Nintendo Switch possiede un solo schermo, ciò comporta una variazione obbligatoria al modo di lottare… non sarebbe quindi fantastico un Battle System ispirato ai titoli sopracitati per questi ultimi giochi in arrivo?3. Delle nuove forme evolutive e regionali

    A giudicare dai titoli dei giochi, ormai leakkati, probabilmente a seconda della versione acquistata, si potranno ottenere un Pikachu e un Eeevee speciali, preferibilmente in aggiunta ai tre Pokémon iniziali che conosciamo; ciò sarebbe però sbilanciato perché, a differenza di Pikachu, Eevee ha ben 8 evoluzioni. Sarebbe logico quindi introdurre delle nuove forme evolutive o regionali, magari anche ad altre catene evolutive, anche perché probabilmente, l’ottava generazione è ancora lontana.4. Aumentare l’intelligenza artificiale dei Pokémon e dei Personaggi CPU

    Spesso un gioco viene apprezzato anche per il comportamento che caratterizza i personaggi e gli avversari. Sarebbe ottimo avere la possibilità di varieggiare i dialoghi con i personaggi CPU ed interagire ancor di più con quest’ultimi. Non sarebbe una cattiva idea anche quella di inserire dei vari livelli difficoltà, da poter cambiare in qualsiasi momento dal menù delle impostazioni, per chi preferisce sfide più avvincenti o per chi preferisce fare tutto con più calma.5. Trama e spazi approfondibili a 360°

    È capitato, negli scorsi giochi del brand Pokémon, di rimanere scontenti a fine trama perché troppo striminzita e poco interessante nella fase che segue il finale del gioco, (post-game), facendo durare troppo poco il gioco. Sarebbe bello quindi un vasto post-game con missioni e luoghi interessanti che implementino la trama e convolgano a pieno il giocatore.Bene, cosa ne pensate? Ci aspettiamo un gran lavoro da parte di Game Freak e The Pokémon Company, ma voi cosa ne dite? Concordate con i nostri punti? Vorreste vedere altro nei giochi? Fatecelo sapere qui sotto!

  • Le funzioni non utilizzate dei giochi di prima generazione

    Le funzioni non utilizzate dei giochi di prima generazione

    Dal lontano 1996 ad oggi ogni gioco Pokémon ci ha stupido con nuove e differenti funzioni. Per ogni idea vincente, però, vi sono molte idee che anche dopo essere state pensate in fase di sviluppo, non sono state incluse nei prodotti finali. Nel NextCuriosity di questo giovedì andremo a vedere quali sono quelle funzioni che Game Freek non ha voluto inserire nei giochi Pokémon che tutt’ora ci fanno divertire.

    Nella classifica di oggi ci concentreremo in particolare su quelle funzionalità che non sono riuscite ad approdare nei giochi di prima generazione Pokémon Rosso, Pokémon Blu e Pokémon Giallo. Iniziamo!

    Articolo scritto da Stefano Pezzella.

    5 – Tipi non utilizzati

    Nel mondo Pokémon esistono ben 18 tipi “elementali”. Di questi, sono 15 i tipi originali introdotti in prima generazione. In pochi sono però a conoscenza dei cosiddetti “tipi glitch“, particolari tipi che fanno la loro comparsa nei dati di gioco di Pokémon Rosso, Blu e Giallo e possono essere trovati con il nome di tipo “Uccello“,  “Pokémaniaco” e “999“. Ovviamente solo uno di questi (il tipo Uccello) è stato ideato come vero e proprio tipo Pokémon, rimpiazzato da Game Freek dall’ormai classico tipo Volante.

    L’unico mostriciattolo a possedere questo tipo in prima generazione è il Pokémon Glitch Missigno, di tipo Normale/Uccello. Ad oggi il tipo Uccello non esiste più ma è stato comunque utilizzato dalla stessa Game Freek nei giochi di seconda generazione al posto del sopracitato tipo Volante.

    4 – Superquattro in movimento

    In nona posizione troviamo una funzione scartata riguardante i famosi Superquattro: scavando a fondo nei dati di gioco è stato possibile recuperare svariati “sprite” (ovvero le immagini dei personaggi) dei Superquattro in movimento. Più precisamente si trattano di vere e proprie animazioni di camminata che avrebbero dovuto avere i quattro Allenatori della Lega Pokémon.

    Tutto ciò lascia immaginare un cambiamento nei piani di Game Freek la quale inizialmente avrebbe pensato di inserire delle scene pre-battaglia o addirittura, andando in là con l’immaginazione, un metodo completamente diverso di sfida. Ad oggi tutto ciò non è possibile saperlo.

    3 – Capsule Ball

    Satoshi Tajiri, informatico nonché creatore della serie Pokémon, inizialmente aveva pensato allo sviluppo di un gioco dal nome Capsule Monsters, successivamente divenuto Pocket Monsters ed infine, come tutti sappiamo, Pokémon. L’idea deriva dalle esperienze vissute da Tajiri durante la sua infanzia, in quanto amava catturare e collezionare insetti. Nei bozzetti preparatori le sfere che il protagonista utilizzava per catturare i mostriciattoli venivano chiamate Capsule Ball e, a differenza delle normali Poké Ball, esse si dividevano completamente una volta aperte.

    Come oggi sappiamo le due parti che compongono le Poké Ball non si separano del tutto ma, scavando nei dati di gioco, è ancora possibile trovare alcuni sprite di Ball inutilizzati molto simili a quelli ideati da Tajiri.

    L’idea di Tajiri non fu scartata completamente: difatti è possibile notare come le Poké Ball presenti nei giochi di prima generazione non presentino il pulsante centrale, successivamente inserito e divenuto iconico.

    2 – Ash contro Eevee

    Al secondo posto troviamo una battaglia che non è stata mai inserita nel gioco completo ma che è possibile ricreare partendo da alcuni dati di gioco nascosti.

    In Pokémon Giallo inizialmente la prima sfida contro il nostro rivale sarebbe dovuta essere una lotta tra il personaggio (ovvero Ash) interpretato dal giocatore e l’Eevee del rivale Gary. La sfida prevedeva solamente la fuga, senza dunque nessuna possibilità di fronteggiare il nostro amico e rivale.

    Ad oggi Game Freek ha voluto dare una spiegazione semplice quanto divertente di questa “lotta nascosta”: la sfida sarebbe dovuta essere un riferimento ai primi episodi dell’anime, nel quale Pikachu non ascolta il proprio Allenatore lasciandolo indifeso contro i mostriciattoli selvatici.

    1 – La lotta contro il Professor Oak

    In cima al podio troviamo una delle sfide più entusiasmanti della saga Pokémon: la lotta segreta contro il Professor Pokémon!

    La battaglia è accessibile solo tramite trucchi e inizialmente doveva essere la lotta finale una volta battuta la Lega Pokémon. Un’altra teoria vuole che il Professore avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di Campione: a favore di questi tesi vi è lo sprite utilizzato per introdurci al gioco, molto simili a quelli utilizzati per i Superquattro e per il Campione stesso.

    In conclusione è d’obbligo far notare che la squadra del Professore Oak prevede uno dei tre Pokémon iniziali, in particolare il Pokémon non scelto ne dal giocare e ne dal rivale; ciò sottolinea come questa sfida finale sarebbe dovuta essere molto importante ma che la stessa Game Freek, forse per motivi di tempo o di necessità, come anche le altre funzioni viste in questa classifica, non ha potuto inserire.

    E anche questo NextCuriosity termina qui. Voi cosa ne pensate? Conoscevate già queste curiosità? Fatecelo sapere con un commento!

  • Why Famous? Secondo episodio per un “secondo” Campione: Rosso!

    Why Famous? Secondo episodio per un “secondo” Campione: Rosso!

    Benvenuti in questo secondo episodio di “Why Famous?” in cui ogni Mercoledì, come nello scorso capitolo, si andrà ad analizzare uno dei personaggi iconici della serie Pokémon. Non mancherà la già nota scaletta di studio che prevede: l’identità, le origini, il percorso prima del mito e la linea di pensiero che caratterizzano il soggetto considerato.

    Per un secondo episodio non si può non parlare di un “secondo” Campione, o per meglio dire in seconda battuta, dato che si sta parlando della leggenda vivente Rosso! Conosciuto anche come il Campione di Biancavilla, è stata la prima personificazione dei videogiocatori nel lontano 1996. Non resta altro che domandarci: Why Famous?

    Digressione

    In questo articolo non verrà preso in considerazione Ash Ketchum, controparte di Rosso nell’anime canonico della serie Pokémon.

    Attenzione: in questo articolo sono presenti contenuti dal possibile carattere di spoiler riguardo i videogiochi canonici e la serie manga Pokémon: La Grande Avventura.

    L’ identità

    Campione dell’Altopiano Blu, solo dopo aver battuto l’appena incoronato Blu, Rosso è il primo personaggio di cui il giocatore ne fa le veci. Nei suoi panni, oltre a collezionare Medaglie e completare il Pokédex, si sventeranno i piani del Team Rocket, organizzazione criminale con a capo niente di meno che il Capopalestra Giovanni! Nella seconda generazione, dopo aver acquisito tutte e 16 le Medaglie ed aver battuto la Lega, potrà essere sfidato sul Monte Argento, ove si allena per migliorare dopo aver ceduto il titolo di Campione a Lance. Dal carattere molto taciturno, nella serializzazione cartacea invece, risulta un ragazzo arrogante e sicuro di sé. Tuttavia nel corso dell’opera andrà scemando questa sua sfaccettatura caratteriale lasciando spazio al Rosso che oggigiorno conosciamo. In tutte le sue rappresentazioni comunque, è conosciuto come l’Allenatore più forte in assoluto, tant’è che il Professor Oak lo nomina “Fighter” nonché leader del Pokédex holder.

    Oro/Armonio sfida sul Monte Argento Rosso

    Le origini

    Originario di Biancavilla in entrambe le serializzazioni considerate, dimostra di avere la stoffa da Allenatore già dai suoi primi passi nell’avventura. Batterà il Team Rocket a soli 10 anni, che gli donerà l’appellativo di leggenda vivente nella serie videoludica. In Pokémon: La Grande Avventura, adempirà allo stesso ruolo e dopo aver sconfitto Giovanni e rifiutato il titolo di Capopalestra di Smeraldopoli (offertogli da quest’ultimo), diverrà il Campione della 9° edizione del torneo della Lega Pokémon. Successivamente, sempre nel manga pubblicato in Italia dalla J-POP, sventerà i piani di Lance per lo sterminio dell’umanità!

    Biancavilla in Pokémon Le Origini

    Prima del mito

    Come ogni ragazzo di 10 anni che ha intenzione di partire all’avventura per divenire Allenatore, riceve il suo primo Pokémon dal Professor Oak insieme a Blu, rivale e nipote del famosissimo studioso. Nella serializzazione videoludica, il suo primo compagno è dettato dalla scelta del giocatore, escluso per Pokémon Giallo, ove il suo fido compagno sarà Pikachu, mascotte del celebre brand. Nell’opera fumettistica invece, sarà Poliwhirl il suo primo compagno, per poi ricevere dal Professor Oak un Bulbasaur. Comunque sia, anche in questo caso possiede un Pikachu, che avrà un ruolo fondamentale nel proseguo della storia.

    Team di Rosso

    Il pensiero

    Dal carattere molto taciturno e pieno di sé, Rosso rappresenta il fuoco ardente della lotta! Sempre al fianco dei Pokémon in difficoltà, riesce a comprendere le loro necessità, cosa che lo ha reso in grado di migliorare la sua squadra. Difatti Giovanni, durante la loro ultima lotta, percepisce una strana sensazione di fremito. Questo porterà il Boss ad abbracciare in modo felice la sconfitta, lasciandogli una bellissima sensazione di nostalgia e rivalsa. Rosso quindi, può essere paragonato alla continua ricerca dell’uomo di migliorare, abbattendo gli orizzonti, per il conseguimento di nuovi obiettivi!

    Rosso e Giovanni a confronto

    Anche oggi finisce qui questo approfondimento su Rosso! E voi quanto ne sapevate a riguardo? Lasciate un commento, proponendo in caso voi un personaggio iconico di cui volete sapere la strada che lo ha portato al successo! Ci vediamo Mercoledì prossimo con un’altro episodio di “Why Famous?”

  • Qual è  il primo Pokémon della storia?

    Qual è il primo Pokémon della storia?

    Qual è il primo Pokémon della storia? Questa semplice domanda può risultare banale per molti, che già pronunciano la risposta pensando di non sbagliare. Eppure, al quesito possiamo trovare ben quattro possibili opzioni per quattro diversi motivi. Scopritele con noi!

    #1: Bulbasaur

    Iniziamo con uno fra i primi tre starter del brand videoludico Pokémon: Bulbasaur è il numero uno nel Pokédex della prima generazione, ma potrebbe non essere sufficiente a rispondere in pieno alla domanda che ci siamo prefissati, in quanto solamente il numero non ne giustifichi il suo primato.

    #2: Mew

    Tornando alle origini della Terra del mondo Pokémon, potremmo trovare come risposta il Mostro Tascabile Mew. La sua somiglianza con un embrione ed il fatto che sia uno fra i primi Pokémon, rafforza il fatto di trovarci davanti alla risposta corretta, ma ancora una volta dobbiamo pensare: in che senso “primo Pokémon?”.

    #3: Arceus

    Se parliamo di primo fra i Pokémon però, la nostra mente ci porta subito a pensare a colui che ha creato l’universo: Arceus. Anche se il signore di tutti i nostri amati Mostri Tascabili sembra essere la risposta più corretta, potrebbe non esserlo in quanto si dovrebbe specificare fra la mitologia Pokémon o quelli che sono stati realizzati per primi nella realtà.

    #4: Rhydon

    L’ultimo fra le quattro opzioni possibili è un Pokémon inusuale da inserire in questa lista, ovvero Rhydon. Se distinguiamo, come per Arceus, fra mondo Pokémon e realtà, Rhydon fa la sua comparsa in quanto è il primo ad esser stato disegnato. Ad avvalorare questa tesi, ci pensa infatti Ken Sugimori, il quale durante un intervista disse che i Pokémon dovevano assomigliare di più a dei dinosauri, ma che poi l’idea venne scartata.

    In conclusione possiamo affermare che Rhydon è il primo Pokémon del mondo reale, mentre Arceus è il primo Mostro Tascabile del mondo Pokémon. Voi cosa ne pensate? Chi è secondo voi il primo? O per voi il vostro primo Pokémon? Fatecelo sapere in un commento qui sotto.

  • Retro Studios potrebbe essere in lavorazione per Star Fox Grand Prix

    Retro Studios potrebbe essere in lavorazione per Star Fox Grand Prix

    Diverse voci di corridoio partite da 4Chan e Reddit dichiarerebbero a breve l’uscita su Nintendo Switch di uno spin-off di Star Fox, per la precisione, si tratterebbe di un gioco probabilmente a tema “corse” che avrà il nome di: Star Fox Grand Prix. A lavorare per questo gioco sarebbe la società di sviluppo videoludico: Retro Studios. L’autore del leak, ha affermato che Star Fox Grand Prix sarà a metà tra le tipologie dei videogiochi Diddy Kong Racing e F-Zero, con una modalità avventura e dei boss finali da sconfiggere.

    Purtroppo non possiamo assicuravi che tutto ciò sia vero, noi come voi speriamo di saperne qualcosa di più dall’imminente E3 che si terrà tra meno di un mese. Non perdetevi neanche una notizia e continuate a seguirci per rimanere sempre aggiornati!

  • Il brutto PokéAnatroccolo: il peggio della seconda generazione

    Il brutto PokéAnatroccolo: il peggio della seconda generazione

    Bentornati cari allenatori nella rubrica “Il brutto PokéAnatroccolo“! Dopo aver esaminato i mostriciattoli meno “piacenti” della prima storica generazione, è tempo di muoversi verso la vicina regione di Johto. Eccovi il peggio della seconda generazione Pokémon!

    #10: Sentret

    Come già detto nelle precedenti puntate, in ogni nuovo gioco deve esserci almeno un nuovo Pokémon Roditore. Ecco, ovviamente la seconda generazione non è da meno, offrendoci il piccolo Sentret come esponente del genere. L’origine del moscriciattolo è chiarissima, infatti non è altro che l’incrocio tra uno scoiattolo ed un Tanuki (famosa creatura mitologica giapponese) ma, come per la maggior parte della sua categoria, risulta essere un Pokémon abbastanza dimenticabile. Non disperare Sentret, diventerai molto più carino evolvendoti in Furret!

    #9: Sudowoodo

    Alla posizione numero nove troviamo il Pokémon Imitazione Sudowoodo. Nonostante cerchi di apparire come un albero, in realtà è di tipo Roccia, non Erba come si potrebbe pensare incautamente. Anche il suo nome rivela la natura di “copione” del Pokémon, infatti il suo nome giapponese è Usokkie, combinazione di 嘘 uso, falso, e 木 ki, bosco o albero. Non si tratta di certo della creatura più bella della regione, ma il suo aspetto buffo gli fa guadagnare punti in simpatia, non vi pare?

    #8: Pineco

    “Sta appeso attendendo di catturare gli insetti che si avvicinano in volo. Non ama molto muoversi”. Questa la sua voce del Pokédex che ci spiega lo stile di vita (abbastanza condivisibile) del Pokémon Larva. Potremmo scrivere tante righe inutili su Pineco ma, non volendo annoiarvi, basterà dire una cosa: questo Pokémon è una pigna che esplode. Nulla di più, nulla di meno. Povero Pineco, che vita triste.

    #7: Tyrogue

    Nonostante le sue evoluzioni presenti nella prima generazione non fossero di certo dei campioni di bellezza, Tyrogue riesce a fare anche peggio. Il baby Pokémon è afflitto dallo stesso problema di molti altri dallo stile umanoide, ossia i vestiti. Non possiamo farci nulla, Tyrogue con la sua divisa da giovane lottatore non è proprio riuscito ad entrare nei nostri cuori. Voi cosa ne pensate, siete turbati dai mostriciattoli vestiti o vi piacciono?

    #6: Aipom

    Al sesto posto troviamo Aipom, il Pokémon Lungacoda. Di chiara ispirazione scimmiesca, Aipom è famoso principalmente per la sua terza mano posizionata alla fine della coda. Ma avete mai notato il sorriso sempre presente sul suo viso? E gli occhi spalancati? Ora, immaginatevi di ritrovarvi in una foresta piena di Aipom che vi osservano. Non il massimo, vero?

    #5: Shuckle

    Avete presente quei Pokémon dei quali non si sente mai parlare e che piano piano finiscono nel dimenticatoio? Ecco, Shuckle rientra a pieno titolo in questa categoria. Vediamo per la prima volta questo Pokémon a Fiorlisopoli, in quanto donato al giocatore da un Pokéfanatico derubato dal Rivale del gioco. Dotata di un unico stadio evolutivo, questa creatura è formata da un corpo giallo e molliccio protetto da uno guscio rosso dai quali escono solamente gli arti e la testa. Non per essere cattivi, ma il suo unico scopo è stato quello di imparare Spaccaroccia per poi finire dritto nel Box (sappiamo che l’avete fatto anche voi).

    #4: Dunsparce

    Sempre per la categoria citata precedentemente, ecco un buon compagno per Shuckle: Dunsparce! Il Pokémon Terraserpe di tipo Normale non si evolve, non ha preevoluzioni e, nonostante le piccole ali, non può volare. Per anni abbiamo sperato in una sua nuova forma evolutiva o alternativa ma, a quanto pare, pure Game Freak si è dimenticata di lui. Povero Dunsparce.

    #3: Qwuilfish

    Come già accaduto per Bruxish nella classifica dedicata ad Alola (che potete trovare qui), ecco sul podio un altro Pokémon pesce: Qwuilfish. Di tipo Acqua/Veleno, questa creatura è dotata di un corpo ricoperto di spine velenose in grado di far star male gli avversari, sguardo minaccioso ed una bocca corrucciata.Non sarà orripilante come il già citato Bruxish, ma ci si avvicina parecchio.

    #2: Magcargo

    Siamo quasi in cima alla classifica, e al secondo posto troviamo Magcargo, il Pokémon Lava di Tipo Fuoco/Roccia. Nonostante il suo design sia effettivamente molto intelligente e studiato,  non possiamo dire che si tratti di un mostriciattolo bello da vedere, anzi. La lava colante dalla bocca, il fragile guscio e gli occhi spalancati rendono Magcargo il secondo Pokémon più brutto di Johto.

    #1: Snubbull

    Eccoci finalmente al primo posto della classifica dei Pokémon più brutti di Johto, ed il  vincitore non poteva che essere uno soltanto: Snubbull. Il piccolo Bulldog rosa confetto però è una creatura molto giocosa, devota e leale verso il proprio allenatore, proprio in netto contrasto con il suo aspetto minaccioso. Il Pokédex infatti ci dice che: “Nonostante l’aspetto spaventoso è in realtà caro e affettuoso. È molto popolare tra le donne”, avvalorando quindi la sua bontà d’animo. Che dire, l’importante è essere belli dentro!

    E anche questa avventura regionale è ormai giunta al termine. Dobbiamo ammettere che però questa volta è stato davvero difficile selezionare fino a dieci Pokémon “brutti”, in quanto questa generazione è formata per lo più da creature molto ispirate e piacevoli da vedere. Cosa ne pensate voi, avreste modificato qualche posizione? Fatecelo sapere nello spazio commenti!

     

  • Videogiochi interattivi per la riabilitazione delle mani

    Videogiochi interattivi per la riabilitazione delle mani

    Normalmente, i videogiochi vengono considerati sotto una cattiva luca ma questa volta ci troviamo di fronte all’esatto contrario. Arriva, infatti, dal professore Alberto Borghese dell’Univerisità degli studi di Milano un modo nuovo per utilizzare il mezzo videoludico: la riabilitazione delle mani.

    Precisiamo, però, che si tratta di prototipi sviluppati appositamente per consentire ai pazienti di effettuare esercizi mirati per le loro problematiche.

    Vediamo adesso, tramite questo comunicato stampa, i dettagli riguardante questa iniziativ< e di come questi giochi possano servire allo scopo riabilitativo.

    Guarire divertendosi adesso è possibile. Sono, infatti, entrati a regime presso il reparto di Chirurgia e Riabilitazione della Mano dell’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica, Università di Milano, gli exer-games, videogiochi interattivi applicati alla riabilitazione degli arti nei bambini. Attraverso esercizi specifici, sono in grado di aiutare i piccoli pazienti nella riabilitazione dell’uso delle mani, aumentandone la forza e la mobilità.

    Pensati e programmati dal professor Alberto Borghese in collaborazione con il professor Giorgio Pajardi dell’Università degli Studi Milano, sono nati con l’intento di unire svago e riabilitazione: l’utilizzo delle nuove tecnologie al servizio della medicina, infatti, consente di seguire la fisioterapia divertendosi e sentendosi a proprio agio. Un elemento in grado di sollevare i genitori dalla preoccupazione di vedere i propri figli annoiati dalle attività di recupero funzionale, in seguito ad un intervento ricostruttivo alle mani.

    Interventi necessari in caso di gravi lesioni (400 casi ogni 100.000 abitanti) o malformazioni (1 bimbo su 1.500 nati) agli arti superiori nei bambini. «Dopo la prima visita e il successivo inquadramento diagnostico, si procede con uno o più interventi chirurgici e con i successivi percorsi di riabilitazione – spiega il professor Giorgio Pajardi, direttore del reparto -. L’intervento chirurgico, infatti, è una tappa di un lungo cammino, che ha l’obiettivo di restituire al bambino la normale funzionalità della mano. È la fisioterapia, in tal senso, che ha il compito di insegnare il corretto utilizzo della “nuova” mano».

    Ed è proprio nel percorso riabilitativo che entrano i nuovi videogiochi, divisi in due macro-categorie. Una prima famiglia sviluppata per aumentare la forza nelle dita tramite l’utilizzo di quello che in gergo tecnico è definito tracker, che misura la forza esercitata su un giocattolo contenente sensori appositamente progettati, e una seconda pensata per aumentare l’abilità manuale, grazie a tablet e smartphone. Protagonisti, i personaggi e gli oggetti creati tramite stampanti 3D come coccodrilli, sottomarini, Lego e palloni aerostatici, che i piccoli pazienti devono prendere e spostare compiendo gesti necessari alla totale ripresa della funzionalità degli arti.

    «La riabilitazione della mano pediatrica, sia essa malformativa o traumatica, richiede continue ricerche di attività ludiche attrattive per il piccolo paziente e al tempo stesso in grado di ricreare o impostare la funzionalità desiderata – raccontano le dottoresse Elena Marta Mancon, terapista della mano e Claudia Maiolino, neuropsicomotricista dell’età evolutiva, presso l’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica di Milano –. Il crescente interesse verso le nuove tecnologie e la loro attrattiva anche per i bambini ci ha spinto all’ideazione di strumenti riabilitativi ludici moderni e innovativi, gli exer-games».

    Spiega il professor Alberto Borghese, direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Milano: «Nella prima famiglia di giochi, premendo sulla coda di un coccodrillo giocattolo creato con una stampante 3D la bocca si spalanca generando un segnale legato alla pressione che viene trasmessa all’exer-game. Questo segnale fa spostare un avatar che sale e scende o che si sposta da destra a sinistra e che il bambino può usare per prendere o evitare degli oggetti. Il bambino può fare pressione sullo stesso tracker con due dita, un dito o con il palmo, ottenendo all’interno del gioco lo stesso risultato, ma compiendo esercizi riabilitativi di vario genere, che promuovono l’aumento della forza in modi diversi: presa con tutta la mano, “pinch” o pressione. Abbiamo realizzato più tipi di exer-games, con la stessa meccanica di gioco, ma con molteplici scenari e personaggi».

    La seconda famiglia di games, invece, grazie alla modalità touchscreen permette al bambino di utilizzare due dita o uno solo per effettuare delle manovre. Continua Borghese: «Un esercizio molto utile per migliorare l’abilità manuale che piace ai bambini, consiste nel rompere (utilizzando due dita o muovendone uno sullo schermo) un uovo da cui fuoriesce a sorpresa un animaletto con cui interagire. Un meccanismo semplice che permette al piccolo paziente di dimenticarsi della riabilitazione concentrandosi sul gioco. In altre parole, il bimbo si trova in una condizione di benessere che gli permette di restare concentrato sull’attività senza percepirne la ripetitività».

    Continuano Mancon e Maiolino: «Abbiamo creato una vera e propria piattaforma (IGER – Intelligent Game Engine for Rehabilitation) che contiene tutti i giochi pensati per la riabilitazione di diverse richieste funzionali, adatti a piccoli pazienti di differenti età. I giochi possono essere utilizzati anche a casa, questo ci permette di controllare lo stato della terapia semplicemente scaricando online i risultati delle performance per un controllo e un monitoraggio a distanza. La realtà virtuale diventa, quindi, uno strumento riabilitativo reale e stiamo già pensando a come renderlo ancora più accattivante e fruibile».

    L’approccio innovativo di queste piattaforme digitali è proprio consentire un’alta aderenza terapeutica, permettendo agli specialisti di monitorare efficacemente i progressi nel recupero delle funzionalità manuali.

    «Tutti i dati che emergono dalle interazioni durante il gioco vengono salvati all’interno di un cloud, analizzati dal motore di analisi e estratti degli indici di performance – conclude il professor Pajardi -. Questo permette di memorizzare, in maniera del tutto anonima, dati preziosi che, tramite il target di riferimento, consentono di analizzare nel complesso il successo della terapia».

    Lo studio, che ha portato alla realizzazione dei videogiochi, è uno spin-off di una più ampia ricerca condotta dal professor Borghese e dal suo team dedicata alla riabilitazione autonoma post-ictus iniziata nel 2010 e finanziata anche da tre grant del programma “Horizon 2020” della Commissione Europea.

  • Leggende del mondo Pokémon #3

    Leggende del mondo Pokémon #3

    Anche questa settimana siamo tornati per raccontare l’antefatto delle nostre avventure nel mondo dei Pokémon. Oggi racconteremo la storia dei primi abitanti di Hoenn, che si trovarono ben presto a combattere con l’incarnazione stessa delle forze della natura.

    Capitolo 3: I primi uomini di Hoenn

    All’ estinzione dei grandi Pokémon dinosauro fece seguito l’era glaciale, durante la quale i grandi Mammoswine proliferarono in tutto il mondo per poi diminuire drasticamente nel periodo successivo. Ad oggi, solo i ghiacciai perenni del Monte Corona permettono la sopravvivenza di questa specie, che altrimenti non si evolve più dai più diffusi Piloswine della regione di Johto.
    Inoltre, in un momento imprecisato, tra la grande estinzione e la fine dell’era glaciale, la popolazione di Magikarp subì una qualche mutazione, al seguito della quale divenne uno dei Pokémon più deboli.

    Intanto, sulla terra si era diffusa un’altra creatura: l’uomo, che aveva colonizzato tutte le regioni conosciute, venendo in contatto con le specie Pokémon esistenti.

    Ad Hoenn furono due i popoli che colonizzarono la regione: I Draconidi e i “Braille”, dal nome dell’alfabeto utilizzato sulle iscrizioni rupestri.
    I Baille rappresentano il primo esempio di popolazione stanziata nei territori di Hoenn e la loro presenza risulterebbe evidente già alla fine dell’Era glaciale: in questo periodo, essi vennero in contatto con i Golem leggendari, che li aiutarono ad edificare templi e strutture all’interno di grotte e caverne. Gli uomini però, ebbero paura della forza di quelle creature così antiche e le sigillarono. Le tre creazioni di Regigigas furono rinchiuse ad Hoenn, in tre punti distanti tra loro. La chiave per accedervi fu racchiusa in un quarto luogo, la Sala Incisa, dove i Braille lasciarono una delle poche testimonianze della loro presenza nella regione:
    “Questa grotta fu la nostra casa                     
    Ai Pokémon dobbiamo tutto
    Ma dovemmo rinchiuderli in un luogo segreto   
    Ne avevamo paura
    Se avrai coraggio e speranza                 
    Dietro ad una porta troverai un Pokémon eterno”

    I draconidi in realtà furono niente di più che un clan, stanziato intorno alle Cascate Meteora che si specializzò nell’utilizzo dei Pokémon di tipo drago. La loro importanza sta nel tempo in cui vissero, ossia quando le meteore attraversarono la regione di Hoenn e impattarono al suolo risvegliando Kyogre e Groudon, i quali iniziarono nuovamente la loro lotta per il dominio del mondo. 

    Rayquaza discese allora dallo strato di ozono e come fece all’inizio del mondo, una volta placati, risalì nell’atmosfera.
    Il popolo delle meteore, così viene chiamato da alcuni, iniziò allora ad adorare il Pokémon Stratosfera, e mise al vertice del potere il sommo sacerdote capace di comunicare direttamente col Pokémon.
    Mille anni fa, un secondo meteorite cadde su quella che oggi è Cenereide, innescando lo stesso processo di allora, ma accentuato: Kyogre e Groudon riuscirono ad attivare l’archeorisveglio e solo il signore della stratosfera poté fermarli.
    In quest’occasione infatti, il Custode del segreto pregò il Pokémon che discese in una nuova forma, pronto ad affrontare i due Pokémon.

    In quel tempo, furono aiutati anche dal popolo Braille, che creò per contenere Kyogre la sfera blu, e la sfera rossa per controllare il potere di Groudon.

    Non sappiamo se la divisione interna al popolo Braille fosse già avvenuta, ma da questo momento sappiamo per certo che il popolo risulta diviso in due gruppi: I braille della terraferma adoravano Groudon mentre quelli del mare, Kyogre. Probabilmente, secondo alcune teorie non ufficiali, i simboli che caratterizzavano i due rami di questo popolo erano gli stessi che si trovavano sul corpo dei Pokémon leggendari.

    Dopo la battaglia, i draconidi eressero un’enorme torre su un’isola in mezzo al mare e vi raffigurarono la lotta tra il loro salvatore e i due Pokémon. Il popolo Braille invece costruì una torre più piccola, nel deserto, di cui si ignora ancora oggi la funzione.

    Queste sono le vicende dei primi uomini che solcarono la terra, durante questi avvenimenti il mondo non restò a guardare. Ovunque avvennero incredibili eventi che si intrecciano tra loro creando i primi incontri tra popoli di regioni diverse, di cui parleremo nel prossimo capitolo, in cui vedremo la comparsa della scrittura e dei misteriosi Unown.