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Il nuovo business delle carte Pokémon: meno appassionati e più “gold digger”

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Le Carte Collezionabili Pokémon hanno sempre rappresentato una delle massime espressioni del brand dei mostriciattoli animati nel mondo. Delle vere “core memories” per molti millennials e non, pronti a richiedere a nonni e genitori un pacchetto dell’espansione del momento per poter godere degli artwork e sfruttare le abilità delle carte nel gioco con gli amici.

Da appassionati a cercatori d’oro

Col passare del tempo, le espansioni hanno iniziato a rilasciare carte sempre più riconoscibili ed elaborate, tanto da permettere alle più rare di ottenere un valore economico. Da qui, forse, l’inizio di un business per molti pseudo-collezionisti: acquisti in blocco di numerosi set, tin, bustine sfuse… tutto per cercare le carte dal valore più alto.

Fenomeni speculativi che non si limitano all’attività degli scalper, ma sfociano in veri e propri casi di cronaca, come riportano le testate giornalistiche de La Repubblica e Stylo24. Alcuni di questi eventi sono capitati in Francia, dove sono state rubate carte dal valore di 80mila euro o, più vicini alla nostra realtà, a Roma, dove sono state trafugate carte Pokémon assieme a diversi oggetti di valore.

Dalla passione alla speculazione

Ormai non si pensa quasi più al puro collezionismo, allo “sbustare” pacchetti per il solo piacere di trovare i propri mostriciattoli preferiti o quelli più rari per mostrarli agli altri appassionati. Si pensa a fare un vero e proprio business, guardando al portafogli piuttosto che alla felicità. Uscire dall’edicola con l’amarezza di non aver trovato nulla nell’unico pacchetto acquistato rimane, forse, un’emozione ormai non più praticabile.